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sabato 24 marzo 2012

Mea culpa

Nel 2003 (vedi Legge Biagi su Wikipedia.org: strano, a me sembrava molti anni prima...) entrò in vigore la legge Biagi.

Ricordo che all'epoca pensai fosse una buona idea. Mi sembrava che in questa maniera sia il datore di lavoro che il dipendente avessero da guadagnarci.
Da una parte il datore di lavoro avrebbe avuto la possibilità di “provare” un lavoratore prima di assumerlo definitivamente.
Dall'altra avrebbe reso più facile trovare un primo impiego e, contemporaneamente, per i lavoratori più dotati si sarebbe scatenata un'asta per averne i servigi.

Beh, mi sbagliavo. Parte del motivo è dovuto alla congiuntura economica che, da anni ormai, è persistentemente negativa: una conseguenza è che c'è molta più domanda che offerta di lavoro e quindi raramente c'è la necessità (per non farlo andar via) di ricompensare adeguatamente i servigi di un dipendente in gamba (niente “asta” insomma!).
Contemporaneamente c'è stato l'abuso da parte dei datori di lavoro del contratto di lavoro a progetto. Invece di usarlo per “provare” un dipendente e poi assumerlo a tempo indeterminato sono state inventate un sacco di scappatoie per mantenerlo sempre in questa sorta di limbo.

Cosa avrebbe dovuto fare un governo che, avendo a cuore il benessere dei cittadini, volesse riformare il mercato del lavoro?
A mio avviso sarebbe dovuto partire proprio dalla legge Biagi, salvandone gli aspetti positivi ma impedendone gli abusi.

Il governo Colline, non eletto dal popolo e al servizio dei poteri forti, ha deciso di fare un importante riforma del mondo del lavoro. Ma cosa c'è da aspettarsi da un governo che, più volte, ho definito essere CONTRO i cittadini? Una riforma equilibrata della legge Biagi?
Certo che no!!

La brillante idea è solamente quella di rendere più facili i licenziamenti rendendoli possibili anche per motivi “economici”. I vantaggi per le aziende sono evidenti: quali sarebbero invece quelli per i cittadini? Almeno nella legge Biagi, potenzialmente (visto che poi, per vari motivi, non si sono realizzati) dei benefici ci sarebbero dovuti essere anche per i lavoratori, ma nella riforma dell'articolo 18 non ne vedo alcuno...

A me pare più che ovvio quale sarà l'effetto di questa legge: una marea di licenziamenti.
Qualcuno forse pensa che accadrà qualcosa di diverso?
Gli abusi sono facilmente prevedibili: all'azienda che vuole licenziare basterà riorganizzare il lavoro in maniera tale da dimostrare che i lavoratori in eccesso non sono necessari... Sarà ben difficili per i lavoratori licenziati provare che non sia così. Oltretutto, con i tempi della giustizia italiana, ci vorranno anni affinché, se tutto va bene, gli eccessi vengano riconosciuti.
Certo le finanze delle aziende miglioreranno ma i costi sociali saranno altissimi...

Qualcuno mi può dare un pizzicotto se sto sognando?
Se sto sognando, e questo non è il peggiore governo della Repubblica, qualcuno potrebbe, per favore, svegliarmi?

Ah, già... avrei da spiegare il “miracolo” della discesa dello spread... Un post mezzo scritto l'ho già, magari nel WE mi ci metto e lo finisco...

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