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lunedì 26 marzo 2012

Colline 15: lo spread

Visto che l'argomento sta tornando di attualità provo a terminare questo post che iniziai varie settimane fa...

Mi è capitato di leggere su FB un'interessante diatriba sulla correlazione fra l'operato del governo Colline e il calo dello spread.
La disputa prendeva lo spunto da un articolo del ilSole24Ore.com, I primi 100 giorni di Monti, dove un grafico mostra l'andamento dello spread e le vicende politiche di questi ultimi tre mesi circa.
L'autore del commento su FB suggerisce che il merito del calo dello spread non è tanto di Mario Colline quanto di Mario Chimere, l'attuale presidente della BCE: in pratica la BCE presta denaro a tassi bassissimi alle banche purchè queste ne reinvestano una parte nei titoli di stato dei paesi in difficoltà; in questo modo si è generata l'enorme richiesta che ha abbassato lo spread.
Un'altra voce spiega invece che l'articolo dice il contrario: lo spread è calato GRAZIE all'azione del governo Colline.

Anch'io ho seguito con relativa attenzione l'andamento dello spread ma non l'ho mai preso troppo in considerazione per valutare l'operato del governo Colline.
La ragione principale è che i mercati non sono giudici completamente razionali (altrimenti sarebbe facile prevederne l'andamento!) o, forse è più corretto dire, che ragionano con criteri esclusivamente utilitaristici. Cioè un operatore di borsa non si chiede se il governo sta agendo bene ma soltanto se e quanto guadagnerà a comprare certi titoli. È vero che c'è una relazione fra operato del governo e fiducia dei mercati nella affidabilità dei titoli di stato ma anche queste riflessioni sembrano influenzate dall'umore generale, magari dall'indice delle agenzie di rating, più che da considerazioni oggettive.
Infine c'è la variabile tempo: non sono un economista ma la mia sensazione è che l'orizzonte temporale a cui guardano gli operatori sia piuttosto breve: direi sull'ordine dell'anno al massimo.

Più o meno (*1) a questo punto avevo abbandonato la prima stesura. Il motivo è che volevo documentarmi su dei link postati su FB dalla “prima voce” (*2), a suo dire firmati da importanti economisti, ma poi non ne ebbi voglia e lasciai perdere. Adesso non saprei nemmeno come ritrovare quei link e, quindi, posterò solo il frammento di un'email che ho ricevuto.

Infatti, un po' casualmente, sono finito nella mailing list della mia banca attraverso la quale il vicedirettore manda settimanalmente degli aggiornamenti sulla situazione economica italiana e non. Il suo obiettivo è quello di vendere titoli di stato greci (!) e alla luce di questo vanno interpretate le parole tranquillizzanti sul recentissimo aumento dello spread (*3):

Il calo dei rendimenti sulle scadenze decennali dei Btp è stato di oltre il 30%: nei primi due mesi dell’anno è passato dal 7.15% di gennaio all'attuale 4.70%. È fuori di dubbio che gran parte della ragione che ha provocato questo calo è dovuto al mega prestito della BCE di dicembre e febbraio, ma anche al successo delle iniziative del governo Colline che ha aumentato la fiducia internazionale nel nostro paese.

Ovviamente, l'autore dell'analisi si guarda bene dal prendere esplicite posizioni politiche e, a mio avviso solo per prudenza, attribuisce parte del merito del calo dello spread anche al governo Colline.
È però illuminante la frase in neretto “È fuori dubbio che gran parte...del calo...è dovuto alla BCE...”.
Ora se si dice che un risultato è determinato in gran parte da una certa azione significa che altre azioni hanno contribuito al medesimo risultato in minima parte: quindi se gran parte del “merito” del calo dello spread è della BCE allora il “merito” del governo è marginale.

Ma veniamo al grafico del ilSole24Ore.com. Da come viene presentato (è un grafico interattivo) si capisce subito che l'intento è quello di esaltare Colline: la prima schermata lo raffigura ritratto dal basso mentre sorride sicuro di sé...
A mio avviso però tale grafico dimostra chiaramente chi aveva ragione nella disputa su FB da cui sono partito. Questo è lo screenshot dell'ultima schermata del grafico interattivo:


9-Novembre, spread a 5.52: Napoletano telefona a Colline. Utile come riferimento.
16-Novembre, spread a 5.26: nasce il governo Colline. Utile come riferimento.
6-Dicembre, spread a 3.68: decreto “salva” Italia. Ecco, questa è stata l'iniziativa fondamentale del governo: ci si aspetterebbe che, se i mercati l'avessero ritenuta buona, lo spread avrebbe continuato a scendere. Invece no: risale fino a raggiungere un picco, vicino ad occhio a 5.40
11-Gennaio, spread a 5.31: Colloquio Colline-Merkel. Evidentemente la Merkel dà il via libera alla BCE per il megaprestito. Solo adesso lo spread inizia a scendere significativamente.

È sbagliata la mia interpretazione del grafico? A me pare che sia tutto piuttosto evidente...

In conclusione rimango dell'idea che:
  1. Il governo Colline è CONTRO i cittadini italiani
  2. Il decreto “salva” Italia avrà l'effetto di innescare l'inflazione e tirare il freno a mano dell'economia (calo dei consumi)
  3. Il calo dello spread non è dovuto ai provvedimenti del governo Colline ma al prestito della BCE: anzi, quando fra circa un anno si vedranno i danni (inflazione e calo del PIL) delle scelte del governo, lo spread tornerà a livelli peggiori
  4. Il governo Colline non è formato da stupidi: evidentemente sanno quello che stanno facendo e, come suggerito da mio zio nella sua analisi post mortem (vedi Colline 10: lo zio!), “Sento puzzo di bruciato: all'interno non è come sembra...
La domanda che dobbiamo porci è: perché il governo Colline vuole riaccendere l'inflazione e fermare l'economia? Cui prodest?

Nota (*1): Più o meno perché correzioni e piccoli modifiche le ho fatte da per tutto...
Nota (*2): Quella che diceva che il calo dello spread è dovuto all'azione della BCE piuttosto che all'operato del governo.
Nota (*3): Uhmm... controllando l'email c'è scritto che non posso ripubblicare quanto scritto senza l'esplicita autorizzazione della banca. Per questo mi limito a riscriverne il contenuto con parole mie (la parte in neretto, che mi sta particolarmente a cuore, in realtà l'ho conservata tale e quale).

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