«[Figlio dell'uomo] Porgi l'orecchio e ascolta le parole di KGB
e applica la tua mente alla SUA istruzione
» Pv. 22,17

Qui si straparla di vari argomenti:
1. Il genere dei pezzi è segnalato da varie immagini, vedi Legenda
2. Istruzioni per i nuovi lettori (occasionali e non) qui
3. L'ultimo corto è questo

giovedì 1 marzo 2012

Colline 13: diretto è peggio

Oggi volevo scrivere un post su una mia teoria sociale molto più interessante di questo: poi però ho letto sul Corriere.it l'articolo “Monti sulla riforma fiscale”...
In verità non l'ho letto perché mi è bastato il sottotitolo: la ricetta di Colline per la riforma fiscale è quella di spostarne il peso dalle tasse dirette a quelle indirette!

E io che pensavo che la manovra di dicembre fosse stata solo una scorciatoia per fare soldi “sporchi e subito”... Invece no, è proprio nel “suo” programma che, incidentalmente ricordo, NON è stato approvato nemmeno dal voto di una minoranza di cittadini!
Ma cosa aspettarsi da un governo che ha nel suo DNA l'essere asservito ai poteri forti ed essere contro i propri cittadini? Stupido io...

Se qualcuno ha letto i miei post su Colline, specialmente quelli sulla manovra di fine anno (tipo Colline 7: piove forte, Colline 8: governo contro o Colline 9: la nausea), saprà infatti che una delle mie principali critiche verso questo governo e la sua manovra fu quella di aver puntato moltissimo, troppo secondo me, sulle tasse indirette: aumento IVA, aumento benzina, bollo sui CC, etc...

Quando andavo alle elementari infatti mi fu stato spiegato che le tasse dirette sono “giuste” perché basate sul reddito: chi guadagna di più contribuisce maggiormente; quelle indirette invece sono “ingiuste” perché sia i ricchi che i poveri pagano lo stesso costo per lo stesso servizio. Il problema è che, a parità di costo, questo avrà un impatto ben diverso su chi è ricco rispetto a chi è povero: ad esempio pagare 1000€ extra per chi ne guadagna 20000€ equivale a dover sborsare il 5% del proprio reddito mentre gli stessi 1000€, per chi ne guadagna 200000, rappresentano solo lo 0,5%...

Possibile che solo a me sia stato inculcato fin dalle elementari questo concetto di tassa iniqua e non?
A quel che mi risulta nei paesi nordici, che tanto ammiriamo per la loro attenzione al sociale, le tasse sono belle alte ma i servizi sono garantiti per tutti...
Colline invece a cosa punta? Al sistema americano? Tasse bassissime ma con intere fasce di popolazioni che non si possono permettere l'assistenza sanitaria? Sembrerebbe così...

Ripeto, NON ho letto l'articolo perché il sottotitolo mi è bastato. Sono sicuro che Colline avrà spiegato che i più deboli non ci rimetteranno e che magari, anzi, ci guadagneranno...
Il problema è che a un sistema così iniquo possiamo apportare tutti i correttivi che vogliamo ma, tranne rare eccezioni, chi è più povero avrà da rimetterci e chi è più ricco molto da guadagnarci.

Tanto per la cronaca aggiungo anche un'altra spiegazione che mi fu data alle elementari: ci si potrebbe chiedere “Se le tasse indirette sono così inique perché vengono create?”. Domanda ingenua, da elementari appunto, ma la risposta non è banale. Il motivo è che per lo Stato (soprattutto uno incapace come il nostro) non è facile appurare il reddito dei cittadini e riscuotere quindi quanto gli è legittimamente dovuto; per lo Stato è molto più facile delegare ad altre entità la riscossione del denaro in sua vece: i benzinai con la benzina, le banche con il bollo sui CC, i grandi magazzini con l'aumento dell'IVA, etc...

Di sicuro è più facile ma, ancor più sicuramente, è il contrario di equo.

Nessun commento:

Posta un commento