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lunedì 27 aprile 2015

La mia dozzina

Ogni tanto, sebbene raramente, mi capita di aprire l'HuffingtonPost e di dare un'occhiata agli articoli meno politicizzati.
Ieri ho letto 12 cose che le persone introverse vorrebbero che capiste che appartiene a un genere, che definirei “a elenco”, di evidente successo: tutte le volte che ci capito trovo sempre almeno un articolo di questo tipo!

In genere, come ho già avuto modo di scrivere sul viario, sono piuttosto superficiali ma è comunque divertente confrontare le proprie idee con quelle esposte dal presunto “esperto” di turno.
L'argomento odierno, l'introversione, ha subito catturato la mia attenzione perché io per primo spesso mi definisco non solo introverso ma addirittura asociale: insomma un vero esperto in materia!

1. “Non odiano le feste” ← Confermo ½ (banale)
Che questo sia il primo punto fa già capire che il livello dell'articolo sarà MOLTO basso. Avrei apprezzato sottili disquisizioni psicologiche, magari confortate da esperimenti psicosociali, e invece devo accontentarmi di un articolo, spero, spiritoso e sdrammatizzante...
Io odio le feste? Ma... non saprei... certo non mi piacciono, e il 99% delle volte sono fonte di disagio piuttosto che divertimento, però addirittura odiarle mi sembra eccessivo.
Diciamo che io evito le feste e, se anche loro mi evitano, i rapporti restano cordiali!

2. “Tempo per se stessi ma non asociali” ← Confermo
Evidentemente devo studiarmi la definizione di “asociale”: forse io la uso con troppa disinvoltura e, principalmente, come una forma estrema di introversione.
Confermo la necessità del “tempo per se stessi”: fin da bambino avevo bisogno di starmene a casa tranquillo e protestavo quando nel fine settimana venivo portato da qualche parte...

3. “Sono riservati e cauti nell'esprimere le proprie idee” ← Confermo (banale)
Beh, direi che è quasi nella definizione stessa di introverso evitare di esprimersi senza pensarci bene!

4. “Tengono al proprio spazio” ← Confermo
Il titolo non è chiaro ma semplicemente significa che l'introverso non ama essere circondato da altre persone, che scelgono i posti laterali etc. Confermo: ho notato che nella maggior parte delle foto di classe sono a una estremità. Qualche anno fa addirittura mi dava una sorta di nausea circolare per strade piene di gente: adesso forse meno... o magari è solo che non mi capita quasi mai e mi sono dimenticato le sensazioni spiacevoli!

5. “Gli introversi abbracciano” ← No!
Preferisco evitare di essere toccato. È praticamente una vita che con la mia cugina più piccola scherziamo sulla cosa: tutte le volte che ci si saluta lei vorrebbe darmi il bacietto sulla guancia ma io la tengo a distanza!

6. “Riservati non timidi” ← Confermo (banale)
Altra banalità. Più volte anch'io ho precisato: “asociale ma non timido”.

7. “Non boriosi né altezzosi” ← Confermo ½
A dire il vero non mi ero mai posto il problema: davo per scontato di essere considerato timido non borioso! Da parte mia poi mi sono immediatamente simpatiche le persone riservate quindi il problema non si pone.
In realtà io un po' speciale mi sento (v., ad esempio, La solitudine del pamviro) però non mi pare di comportarmi per questo in maniera proterva... Ho messo l'½ perché per certi versi sono presuntuoso ed estremamente sicuro delle mie idee ma allo stesso tempo non mi pare che ciò traspaia dal mio atteggiamento.

8. Non vorrebbero essere estroversi ← Confermo
Di nuovo non mi ero mai posto il problema: dopotutto si è quel che si è...
Comunque, riflettendoci al volo, preferisco essere come sono: ho la sensazione che le troppe interazioni sociali impediscano delle riflessioni approfondite. Ecco, le persone estroverse mi sembrano tutte un po' superficiali e io odio (altro che le feste!) la superficialità.
Semmai, fosse possibile, l'unica eccezione gradita sarebbe una maggiore scioltezza con le donne che mi piacciono: ma anche in questo caso, suppongo, sarebbe preferibile semplicemente essere da esse contraccambiato (ovvero piacerle a mia volta) per quel che sono.

9. Problemi a esprimersi sul lavoro ← No
Si tratta di relazioni sociali estremamente codificate: se ci sono delle regole non ho problemi a dire la mia. Semmai non mi interessa troppo convincere gli altri delle mie opinioni (vedi punto 7) e in genere trovo le riunioni poco produttive: dopotutto io lavoro estremamente bene da solo e in genere ho abbastanza intelligenza, fantasia e intuizione per arrivare autonomamente a soluzioni migliori da quelle che, con più tempo e fatica, si raggiungono lavorando tutti insieme...

10. Non amano le telefonate ← Confermo (banale)
A dire il vero sul momento avrei marcato questo punto con un “no”: la prima cosa che ho pensato è stata infatti che non avevo niente contro le telefonate... Poi però, pensandoci qualche altro secondo, mi sono reso conto che forse è per questo che solo da pochi anni ho un telefonino (sempre spento) e che il 95% delle volte mi sfugge un esclamazione di noia quando a casa mi squilla il fisso...
Però, dopo tutto, si tratta di un'osservazione palmare: si sa che agli introversi non piace chiacchierare perché quindi dovrebbero amare farlo per telefono?

11. Non amano le feste a sorpresa ← Confermo (banale)
A dire il vero una volta ne ho pure subita una: una mia cugina (un'altra) invitò tre miei amici (di cui uno non potette venire) e a me dispiacque che non avesse pensato a chiamarne un quarto...
Però, ecco, non fu una di quelle cose terribili con la gente nascosta dietro ai mobili, la torta, i palloncini, gli striscioni, le urla, gli schiamazzi, i coriandoli...

12. Sono buoni osservatori ← Confermo
Beh, non so se valga per tutti gli introversi/asociali ma io credo di essere un ottimo osservatore: non parlando di continuo con le persone si ha modo di osservarle...

Proviamo dunque a tirare le somme. Per prima cosa escludo tutti i punti che ho definito banali: rimangono 7 punti.
Di questi: quattro sono confermati; due sono “no” e l'ultimo è una mezza conferma. I due punti marcati con “no” vanno però esaminati meglio: per quello sui contatti fisici sembrerebbe che io sia più che introverso; invece il secondo “no” sulle difficoltà nel mondo del lavoro direi che si potrebbe considerare come una mezza conferma: sono cioè conscio del problema anche se non lo soffro particolarmente...

Conclusione: come al solito l'articolo dell'HuffingtonPost non ha mantenuto le aspettative: troppe banalità scritte per far numero... Molto più divertente e significativo è invece questo fumetto in cui mi ritrovo molto!

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