«[Figlio dell'uomo] Porgi l'orecchio e ascolta le parole di KGB
e applica la tua mente alla SUA istruzione
» Pv. 22,17

Qui si straparla di vari argomenti:
1. Il genere dei pezzi è segnalato da varie immagini, vedi Legenda
2. Istruzioni per i nuovi lettori (occasionali e non) qui
3. L'ultimo corto è questo

venerdì 24 aprile 2015

Grati agli immigrati?

Sul solito FB ho visto girare un meme con una spettacolare foto di Lewis Hine che ritrae degli emigrati italiani appena sbarcati negli USA. La foto è accompagnato da una rapporto del Congresso americano con affermazioni più o meno razziste sugli italiani: piccoli, sporchi, prolifici e pericolosi...

È evidente che, per chi ha composto tale meme, questo voglia essere una dimostrazione che anche l'attuale immigrazione dall'Africa in Europa e, in particolare, in Italia sia positiva o comunque accettabile.
Su questo problema non mi voglio (per il momento) pronunciare: trovo però interessante far notare come l'argomentazione del meme manchi di almeno un passaggio logico fondamentale sostituito invece dal forte richiamo emotivo suscitato dalla foto.

Analizziamo nel dettaglio la proposizione espressa nel meme partendo dalle due premesse:
1. Gli italiani, all'inizio dello scorso secolo, emigrarono in massa negli USA → vero.
2. Gli statunitensi vedevano di mal occhio gli italiani in maniera analoga a come gli immigrati vengono visti in Italia → probabilmente abbastanza vero.
Si arriva alla conclusione:
c. Quindi l'immigrazione dall'Africa in Italia è positiva o comunque accettabile.

Mi pare evidente che, così come la proposizione è enunciata, per quanto le premesse siano vere, la conclusione non derivi logicamente da esse. Manca tutta una parte centrale di argomentazioni che, dalle affermazioni 1 e 2, porti alla conclusione c: tale assenza è compensata e nascosta dalla reazione emotiva provocata dalla foto.

Provo a ipotizzare un paio di possibili argomentazioni mancanti:
3a. Così come l'immigrazione italiana ha avuto un impatto positivo sugli USA; così, per analogia, sarà lo stesso per l'immigrazione africana in Italia.
oppure
3b. Gli italiani emigrati erano brave persone e i pregiudizi degli statunitensi su di loro erano errati; così, per analogia, anche gli immigrati africani in Italia sono brave persone e i pregiudizi su di loro sono sbagliati.

Ragioniamo ora sulla validità di 3a e 3b. Di seguito una serie di osservazioni:
1. Che l'immigrazione italiana abbia avuto un impatto positivo per gli USA è possibile ma ne manca la riprova: dopotutto Al Capone non era irlandese (*1). Comunque supponiamo pure che gli immigrati italiani abbiano effettivamente avuto un impatto benefico negli USA: che validità ha l'analogia con gli immigrati africani in Italia? A mio parere poca: è vero che in entrambi i casi gli immigrati sono costituiti in gran parte da mano d'opera non specializzata però gli USA all'inizio del secolo scorso erano una potenza industriale in piena espansione mentre l'Italia attuale è in una fase di declino post industriale. Mi pare evidente che le opportunità per la mano d'opera di trovare lavoro, e quindi d'integrarsi con reciproco beneficio, siano molto diverse.
2. Un'altra diversità è data dalla religione: gli italiani sono cristiani mentre molti africani sono musulmani: anche questo non aiuta l'integrazione.
3. Gli italiani avevano comunque una cultura europea: ho letto uno studio secondo il quale degli europei che si trasferiscano in un altro stato europeo (e per gli USA non credo sia troppo diverso) dopo solo tre generazioni sono completamente integrati con la società ospitante mentre ciò non è vero per gli immigrati extra-europei.
4. Gli USA, già all'epoca, avevano una cultura più composita e quindi più adatta all'integrazione di quella dei singoli stati europei.
5. “Italiani brava gente”? Può darsi, vero è che fra gli immigrati italiani dovevano esserci anche i semi della mafia italo-americana che proprio brava e buona non fu (è). Da questo punto di vista non si potrebbe obiettare che gli USA avrebbero fatto meglio a essere più severi nel selezionare chi poteva entrare nel loro paese? È un'affermazione, magari errata, ma più che lecita da proporre e prendere in considerazione. Il punto è che comunque l'analogia presenta delle similitudini oscure sulle quali si sorvola: invece di mafiosi fra gli immigrati potrebbero nascondersi, ad esempio, dei terroristi magari anche solo potenziali...

Conclusione: forse mi sfugge qualcosa ma non mi pare che il meme in questione dimostri ciò che, evidentemente, si prefiggeva di fare...
Di nuovo mi pare che in Italia si oscilli fra un buonismo cieco e una xenofobia ignorante: non credo che questi estremi aiutino a prendere delle decisioni corrette...

Nota (*1): e anche recentemente, nella serie I Soprano, i protagonisti italo-americani non sono figure particolarmente positive!

Nessun commento:

Posta un commento