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lunedì 7 ottobre 2013

Frammenti di libertà

Che depressione: ogni giorno ne sparisce un pezzettino ma nessuno pare accorgersene...
Ho la sensazione che gli italiani (*1) credano che, dopo la parentesi del fascismo, giustizia, diritti e libertà siano aumentati automaticamente e che continueranno sempre a farlo: che non ci sia bisogno di restare vigili perché si proceda verso un mondo migliore.
Qualche anno fa avrei aggiunto alla mia lista anche il benessere ma adesso, credo, tutti sono consapevoli che, per svariati motivi, ci stiamo impoverendo sempre più e che le future generazioni saranno mediamente più povere dei lori predecessori.
Quindi per quale motivo, per quale logica, il mondo dovrebbe naturalmente tendere a divenire più “giusto”?

Al contrario vediamo diritti acquisiti sparire uno dopo l'altro: penso al mondo del lavoro ma anche alla sanità che da pubblica sta venendo trasformata in privata e, soprattutto, alla libertà delle singole persone.

Com'è possibile non rendersi conto di ciò che sta avvenendo?
La colpa è del sistema, ovvero di una sinergia di poteri ai quali siamo abituati a credere fin dall'infanzia. È colpa della televisione, dei giornali, della cattiva politica ma anche delle grandi aziende sempre alla ricerca dell'utile immediato. Ma è colpa anche della società: dell'amico, del conoscente o del collega che ti guarda sorridendo se hai un pensiero fuori dal coro... Probabilmente la maggior parte delle persone coinvolte credono realmente di fare scelte giuste; magari non c'è nessuna regia occulta che persegue gli interessi di pochissimi a scapito della collettività: forse è così ma il risultato non cambia...
Il fatto è che i media non solo non ci avvisano dei pericoli ai quali andiamo incontro ma anzi, quando possono, non perdono l'occasione per raccontarci che le catene che ci vengono messe ai polsi sono in realtà dei bellissimi braccialetti all'ultima moda.

Forse sono stato un po' vago quindi, di seguito, qualche esempio per capirci...
Abbiamo telefonini che tracciano i nostri spostamenti e che più sono “intelligenti” e più informazioni sulla nostra vita privata ci rubano. Nei nostri calcolatori abbiamo delle spie: FB, Google e i loro “amici” costantemente monitorano ciò che scriviamo e pensiamo, archiviano le nostre foto e ci studiano incessantemente. Un governo serio avvertirebbe la popolazione dei pericoli, certo non li vieterebbe perché hanno anche degli innegabili pregi, ma spiegherebbe che è meglio non inserire nessuna informazione privata, nemmeno i “mi piace” né tanto meno “taggare” le foto, perché non c'è alcun controllo su ciò che viene fatto con questi nostri dati. Invece no: il potere è complice ed è ben felice di poter spiare i propri cittadini. Ancora forse non si è abusato di questa conoscenza ma sicuramente sarà fatto in un futuro non remoto...
E le telefonate? Anche queste intercettate e sistematicamente archiviate dall'NSA? Certo l'NSA non dipende dal governo italiano ma se quest'ultimo fa finta di niente allora ne è complice.
E il DNA? Servirebbe subito una legge che tuteli i diritti di ogni singolo cittadino sull'assoluta (*2) riservatezza e proprietà del proprio codice genetico. Recentemente ho affrontato la questione nel pezzo Allarme schiavismo dove faccio una (forse) azzardata analogia con lo schiavismo: non si commerciano i corpi ma, cosa ancora più subdula, i “progetti” di essi...

Come mai questo sfogo?
Colpa di una notizia che ho sentito ieri: verranno piazzate sulle autostrade e altrove delle telecamere in grado di leggere le targhe delle macchine. Ufficialmente questa informazione verrà usata “solo” per confrontare le targhe con un archivio di dati e verificare così se qualche autoveicolo in movimento non è assicurato. I media parlano solo di questo e ci raccontano di quanto il provvedimento sarà utile alla comunità. Nessuno però si chiede in quali altri modi impropri questo sistema potrà essere usato: ad esempio controllare gli spostamenti in macchina di tutti i cittadini (assicurati e non)...

Lo so è solo un pezzetto piccolissimo di libertà che se ne va: il problema è che, a forza di perdere frammenti, della libertà ci rimarrà solo l'apparenza...

Nota (*1): il discorso sarebbe globale ma per oggi mi limito al nostro “orticello”...
Nota (*2): credo che nemmeno a un tribunale dovrebbe essere dato il potere di accedere al DNA di una persona. Ovviamente so di essere il solo o quasi a pensarla così: la maggior parte delle persone dovranno sperimentare sulla propria pelle tutti gli abusi possibili prima di chiederne la tutela (quando naturalmente sarà troppo tardi) perché pochi riescono a intuire un pericolo prima che si manifesti apertamente...

2 commenti:

  1. Domanda: quanti italiani sanno, seppure con qualche approssimazione, cosa è il DNA? Quanti hanno, seppure vagamente, un idea delle ricerche in questo campo?
    Quel che non si conosce non preoccupa.

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  2. Scusa BW, sono stato via e mi sono dimenticato di rispondere alla tua domanda...

    Sì, è vero: il DNA è un argomento complesso ed è forse comprensibile che la maggior parte delle persone non ne vedano i relativi pericoli...
    Però come si può spiegare il silenzio, forse il disinteresse, su tutto il resto? Ogni giorno nuovi paletti, divieti e telecamere per le strade... :-/

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