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martedì 13 aprile 2010

Specchi

Oggi ho voluto fare una prova. Ho deciso di annotarmi le pubblicità sulle quali, per un motivo o un altro, avevo qualcosa da ridire.
Dopo dieci minuti ho smesso perché avevo già abbastanza materiale per un post...

Premetto che, per i soliti motivi (vedi 2+2=boh?), eviterò di nominare direttamente le marche reclamizzate.

La prima pubblicità che mi ha colpito è ormai da anni che mi lascia perplesso: è la reclame del Viale-Kal, un detersivo per lavandini. Nel corso degli anni ne sono state realizzate diverse versioni ma, tutte, hanno in comune i tre protagonisti: un ragazzo e due ragazze. Ora, verso il prodotto in sè, non ho niente da ridire, anche se, non capisco perché, se il Viale-kal funziona così bene, quando arriva la mamma, il bagno è pieno di incrostazioni di calcare come se fosse da dieci anni che non viene lavato...
A parte questa banalità, quello che non capisco è la relazione esistente fra i tre giovani. E` chiaro che vivono in casa insieme e che, fra loro, esiste un rapporto paritario nel compito di tenerla pulita. Possiamo subito escludere che si tratti di studenti universitari perché la casa è troppo curata ed elegante. Possibile che il ragazzo sia fidanzato con una delle due ragazze? Forse... ma come è possibile che la seconda ragazza venga tollerata per tutti questi anni a, come si suol dire, "tenere il moccolo"?
Che siano tre fratelli? Non mi pare: nella pubblicità più recente, la madre del ragazzo, va a trovarli e sembra abbastanza implicito, benché non si possa escludere, che ella non abbia rapporti di parentela con le due ragazze: esse sembrano anzi fin troppo ansiose, di compiacere la vecchia arpia, facendole trovare il bagno lindo.
Possibile che il ragazzo abbia una relazione con entrambe le ragazze? Non so: a me pare che abbia una faccia a babbeo ma, visto che gli uomini non li so giudicare, magari egli è bellissimo. Oppure è molto ricco: almeno la casa è di sua proprietà... O, magari, ha altre doti nascoste... Comunque sia, è evidente, che la madre non si stupisce di trovare il figlio insieme a queste due ragazze: questo significa che sapeva di trovarcele. Possibile che una signora con una mentalità così rigida che, appena arrivata dal figlio, va a controllare l'igene del di lui bagno possa contemporaneamente tollerare una sua relazione a tre? Io credo di no.
In definitiva temo che, il mistero del rapporto che intercorre fra i tre ragazzi, non possa ancora essere svelato...

La seconda pubblicità l'ho vista una volta sola (su un canale di Cielo). Mi è bastato però. E` una specie di "pubblicità progresso" sponsorizzata dal governo colombiano e, il suo messaggio, è il seguente "per ogni sniffata che fai spariscono 10 metri quadri di foresta amazzonica".
Temo che il governo colombiano sopravvaluti lo spirito ecologico della popolazione dei paesi occidentali: che inibizione potrà mai essere, per una persona assuefatta alla cocaina, sapere che dieci metri quadri di foresta amazzonica spariscono a ogni sniffata?
Ma, soprattutto, quante sniffate si sono fatti gli ideatori di questa pubblicità?

La terza pubblicità riguarda una nota bevanda con le bollicine: la Cocca Colla. Nel corso degli anni abbiamo assistito a svariati reclami: alcuni stucchevoli (quelli con babbo natale) altri divertenti. L'ultima pubblicità mi pare però particolarmente delirante. Oltretutto, questo "capolavoro", mi pare duri più dei trenta secondi abituali ma, forse, è solo una mia illusione. Per adesso ho visto questo reclame solo due volte: la prima volta sono rimasto stordito ma, la seconda, ho preso appunti. La pubblicità mostra un filmato in bianco e nero dove, una suadente voce narrante, spiega che, nel 1886 ad Atlanta, in Georgia, un farmacista aveva inventato la Cocca Colla. Poi la pubblicità fa un lungo salto di spazio e di tempo e si trasferisce in Italia, a Roma, negli anni '60, quando, una mamma, decide di "importare" (????) la Cocca Colla e di servirla a tavola per pranzo: i bambini sono entusiasti, il marito sembra piacevolmente sorpreso e il nonnino ride contento. Su questo improbabile quadretto, si sovrappone la solita voce suadente che recita il motto di questa campagna pubblicitaria: "La formula della Cocca Colla è ancora un segreto, ma, la mamma italiana, ha scoperto la formula della felicità: Cocca Colla a pranzo".
Anche in questo caso, come nel precedente, viene spontaneo chiedersi quanta Cocca si sia fatto il pubblicitario che ha avuto questa pensata...

La quarta pubblicità è di un alcolico: il liquore Avaro Amerda. Lo so, sparare su questa pubblicità è come sparare sulla Croce Rossa. Numerosi comici hanno già ironizzato su questi quattro amici che, al tempo dei tempi, salvavano un puledrino, non si sa da che cosa, portandolo via su un aereo rosso.
Quello che colpisce è come la trama si sia fatta, nel corso degli anni, sempre più assurda. Nell'ultima versione i quattro amici trovano un rifiuto tossico sulla spiaggia (una specie di bidone arrugginito) e, credendolo un antico vaso, lo caricano sul solito aereo per salvarlo da non si sa chi (forse dagli operatori ecologici?)...
La chiave per interpretare questa pubblicità si ha nell'ultima scena: i soliti amici chiacchierano, seduti a un tavolino, bevendo Avaro Amerda. La mia interpretazione è la seguente: i quattro amici sono degli alcolizzati che, ritrovandosi a bere insieme, fanno a gara a chi la spara più grossa. Significativo è il gesto che uno di essi (evidentemente quello che ha raccontato la storiella dell'antico vaso) fa, oscillando la mano, come a indicare che, il pilota dell'aereo, fosse già completamente ubriaco.

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