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mercoledì 21 aprile 2010

Eyjafjallajõkull e altro

Questo è un post di servizio. Credo.
Domani sera, vado in visita da alcuni parenti e, per qualche giorno, sarò senza computer.
Eyjafjallajõkull permettendo, il 27 aprile, dovrei partire per l'Olanda per partecipare al matrimonio di un amico.
I promessi sposini sono molto in apprensione per colpa della nube di questo vulcano islandese.
Non sono tanto preoccupati dalla mia presenza o assenza, ma dal fatto che, come me, la maggior parte dei loro ospiti e i loro stessi familiari, non sono olandesi, e dovrebbero arrivare dall'estero.
Rischiano quindi di trovarsi nella condizione di dover celebrare le nozze, con metà degli ospiti e senza i rispettivi genitori e parenti, oppure a dover rinviare il tutto con molti altri, facilmente intuibili, problemi.
Davvero birichino questo Eyjafjallajõkull... a proposito, che nome bello e folcloristico (meno male che esiste il copia e incolla!) ha questo vulcano!
Comunque in Olanda dovrei poter usufruire di un internet funzionante e sarò quindi in grado di farmi vivo: chissà, magari, finalmente, posterò qualcosa di interessante...
Beh, io non avrei altro da scrivere... Saluto qui?
Mi pare un po' troppo poco considerato che non scriverò per molti giorni...

Beh, allora scriverò quello che sto leggendo: no, non queste stesse righe (che oltretutto scrivo senza leggerle) ma i libri che attualmente, giacciono, simbolicamente (in quanto, in realtà, disseminati per casa), sul mio comodino.
"Breviario" di Confucio. Lo ho iniziato molti mesi fa. Mi piace ma è impegnativo (prendo appunti e confronto note) così lo leggo di tanto in tanto.
"Tutti i Racconti" di Lovecraft. E' il quarto volume della serie. Mi sono "bevuto" i precedenti poi, però, ho avuto una crisi di rigetto e mi sono arenato alle ultime 30 pagine dell'ultimo libro (i 4 libri erano volumetti di 700 pagine fitte l'uno). Prima o poi mi deciderò a finirlo ma, per ora, non mi va.
"L'insostenibile leggerezza dell'essere" di Kundera. Mia mamma era appassionata di questo autore così, finalmente, mi sono deciso a provare a leggerlo. Non mi piace. Lo trovo leggermente pesante.
"Tristano" di Goffredo di Strasburgo. Me lo ha prestato mio zio perché, questa estate, ho letto tutto il ciclo di Artù di Malory e, successivamente, altri tre volumetti, sempre su Artù, scritti nell'ottocento e basati sui manoscritti medioevali. Sembra bello. Però non mi interessa molto e lo leggo di tanto in tanto (quando non sono a casa).
In bagno tengo invece tre libri: un piccolo dizionario etimologico (sono alla lettera "C"), un dizionario di mitologia e una enciclopedia storica. Questi ultimi due libri li "spelluzzico" aprendoli a casaccio e, fra un po', li metterò via.
Lunedì, sono riuscito a farmi prestare il mio libro di Analisi I dell'università. In prestito perchè il mio è sparito. Siccome è l'ultimo arrivato, in questi giorni, mi sto concentrando solo su questo volume. Sono al secondo capitolo: trovo i teoremi molto divertenti.

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