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sabato 8 aprile 2017

L'ingenuo bicentenario

Ieri ho visto una pellicola piuttosto deludente: Bicentennial man con Robin Williams, basato su un racconto di Isaac Asimov.
Non conosco la storia originale ma la sceneggiatura è stata trasformata in una lunga e noiosa fiaba: la trama ha più di qualche buco (ma questo è comprensibile basandosi su un racconto di Asimov), i momenti “divertenti” non funzionano e l'androide protagonista (che solo sul finale “prende” la faccia di Williams) mi è rimasto da subito antipatico...

L'idea era molto buona (ma questo è comprensibile basandosi su un racconto di Asimov): un robot, forse a causa di un guasto, diventa sempre più umano fino a decidere di morire per dimostrarlo.
L'androide prima ottiene un conto corrente dove può depositare i suoi (notevoli) guadagni dovuti alla sua creatività umana unita alle capacità di una macchina; poi chiede e ottiene la libertà dal suo padrone. E nel mezzo è stata infilata pure una storia d'amore fra l'androide e una donna, la bisnipote del suo padrone originario.

Apparentemente la difficoltà maggiore dell'androide protagonista è quella di convincere la donna che, nonostante l'apparenza e il corpo meccanico, la sua anima è ormai quella di un uomo.
Ci vogliono un venti (noiosi) minuti di film prima che lui riesca a farle capire com'è veramente “dentro”. In realtà il suo approccio romantico è completamente sbagliato o comunque inefficiente.
L'androide non avrebbe dovuto cercare di mostrare alla donna le sue qualità interiori: la sua pazienza, il suo umorismo, la sua comprensione, la sua totale dedizione...
Piuttosto avrebbe dovuto mostrare la sua ricchezza (si capisce indirettamente che, grazie alle sue invenzioni, è diventato ricchissimo): avrebbe dovuto acquistare una super villa, macchine costose, abiti firmati, catene e anelli d'oro e, magari, apparire su qualche rivista in maniera da essere facilmente riconosciuto. In questa maniera avrebbe potuto facilmente incontrare centinaia di ragazze fra cui scegliere quella a lui più adatta.

E sarebbe ingiusto ritenere che queste donne lo avrebbero cercato solamente per i suoi soldi: cioè qualcuna forse sì ma la maggior parte di loro lo avrebbero davvero apprezzato per quello che era, ovvero per le sue qualità interiori. Il meccanismo/ragionamento è semplice: l'androide è ricchissimo quindi le sue qualità interiori sono enormemente buone ed è giusto apprezzarle. In altre parole la ricchezza sarebbe stata solo la dimostrazione del suo valore e lui sarebbe stato comunque amato per le sue qualità. (*1)

Forse un'idea troppo cinica per una pellicola impostata come una lunga favola.

Conclusione: Voto 4/10.

Nota (*1): dov'è l'inghippo? Beh, da questo punto di vista le donne (e comunque lo stesso vale per gli uomini) non sono in grado di apprezzare pienamente un uomo se non hanno la riprova del suo valore che, nella nostra società occidentale, è data dal successo economico.

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