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venerdì 29 gennaio 2016

Il libertarianismo

Ho appena finito la quinta lezione del corso di filosofia della morale e della politica (v. L'obiezione di KGB) e finalmente, dopo un paio di “puntate” un po' sottotono sull'utilitarismo, il mio interesse è stato ravvivato da una nuova filosofia: il libertarianismo (Robert Nozick).

L'idea alla base del libertarianismo è il valore assoluto dell'individuo il cui diritto principale è la libertà. L'unica limitazione alla libertà del singolo è quella di non nuocere ad altri. Anzi, i diritti dei singoli sono così ampi che lo Stato, secondo Nozick, dovrebbe essere estremamente cauto a imporre qualsiasi costrizione. Le uniche tasse ammesse dovrebbero essere quelle necessarie per garantire dei servizi minimi: sicurezza, giustizia etc..

In particolare quindi lo Stato dovrebbe astenersi da:
1. Leggi paternalistiche, ovvero che mirino a difendere l'individuo da sé stesso.
2. Leggi moralizzanti, ovvero che cerchino di indirizzare la moralità dell'individuo.

E fin qui ero piuttosto entusiasta di questa ideologia (*1)...
Poi però, credo volutamente per provocazione (*2), c'è un terzo vincolo:
3. Leggi contro la redistribuzione della ricchezza. Cioè leggi che “prendono ai ricchi per dare ai poveri”.

È una provocazione perché subito dopo si mettono due condizioni a questo terzo punto:
A. La ricchezza deve essere stata ottenuta onestamente (senza rubare a nessuno!).
B. La ricchezza deve essere stata ottenuta senza costrizioni ma con il libero scambio.

L'argomentazione di Nozick è la seguente: di per sé la ricchezza di un individuo, grande o piccola che sia, non dice niente: non sappiamo cioè se sia “giusta” o “ingiusta”.
Per stabilirlo dobbiamo considerare come è stata ottenuta. Per Nozick, se i vincoli A e B sono rispettati, allora la ricchezza è giusta e pertanto non deve essere tassata; in caso contrario va invece ridistribuita.
Come esempio Nozick prende il cestista Michael Jordan che in una singola stagione guadagnò 31 milioni di dollari. Egli dice che lo stipendio di Jordan è fornito dai suoi tifosi che pagano per vedere le sue partite: essi decidono liberamente di pagare (vincolo B rispettato) per vederlo giocare; contemporaneamente chi non lo paga perché, ad esempio, non segue la pallacanestro, non ne riceve alcun danno (punto A e principio generale del libertarianismo rispettati). Ne consegue che il guadagno di Jordan è legittimo. Nozick spiega poi perché tassarlo sarebbe sbagliato: il chiedere a Jordan una parte dei soldi guadagnati, diciamo il 25% (non siamo in Italia!), equivalerebbe a pretendere che Jordan dedichi il 25% del suo lavoro allo Stato: ovvero tasse = lavoro forzato; ma il lavoro forzato = schiavitù in quanto si priva l'individuo della disponibilità di una parte del proprio tempo ledendone quindi la libertà.

Sfortunatamente per Nozick avevo già riflettuto su questa specifica problematica e ho quindi le idee piuttosto chiare al riguardo. La logica di Nozick mi sta bene fino a quando enuncia i due criteri per stabilire se una ricchezza è legittima e, quindi, se tassabile o no.
I due vincoli che propone sono infatti troppo semplicistici e inadeguati per dirimere il problema: anzi, non sono neppure sicuro che si possa risolvere!

La mia principale obiezione è che più si è ricchi e più è facile accumulare ulteriore ricchezza. Questo lo si vede quotidianamente: provate a vedere banalmente quanto vi dà la banca come tasso di interesse se avete un deposito di 10.000€ e quanto su uno da 1.000.000€! Oppure considerate le maggiori opportunità di investimento che si hanno avendo un grande capitale a disposizione...
Questo significa che intrinsecamente la quantità di denaro a disposizione provoca delle ingiustizie per il solo fatto di poter accrescersi più o meno facilmente.

Nella mia “ideologia” sono giunto alla conclusione che sia fondamentale garantire pari opportunità a tutti. E con pari opportunità non intendo la miope distinzione fra uomini e donne ma per tutti gli individui.
Per questo ritengo fondamentale garantire a tutti, o almeno ai più meritevoli, un'istruzione di alta qualità. La parità dei diritti fra gli individui inizia proprio dalle opportunità che si hanno nell'infanzia e nella giovinezza.
Ovviamente garantire l'istruzione non è una condizione sufficiente: al riguardo avrei molte altre idee ma, prima o poi, ne scriverò in un pezzo a parte...

Conclusione: io credo che alla fine l'essenza della morale sia come si considerano gli uomini. L'eredità cristiana che considera tutti gli uomini uguali (perché dotati di anima) alla fine, scontrandosi con la realtà che tutti gli uomini sono diversi (almeno questa è la mia teoria), porta a delle contraddizioni più o meno evidenti come, ad esempio, nella filosofia dell'utilitarismo.

Nota (*1): anche se avevo delle riserve su quali avrebbero dovuti essere i servizi minimi garantiti dallo Stato: a mio parere dovrebbero includere anche l'istruzione e la sanità. Né il testo né il professor Sandel li specificano ma ho la sensazione che Nozick non sarebbe d'accordo con me!
Nota (*2): Robert Nozick pubblicò le sue tesi nel 1974 e credo che non gli sfuggisse l'equazione: scalpore = pubblicità = + vendite. Si sarebbe potuto costruire tutto il sistema di argomentazioni in maniera diversa facendo in modo che il punto 3 fosse una conseguenza: avrebbe avuto più senso ma avrebbe fatto meno rumore...

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