«[Figlio dell'uomo] Porgi l'orecchio e ascolta le parole di KGB
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mercoledì 3 gennaio 2018

Esperimento fallito

Ho completato la ricerca di cui avevo accennato nel corto Indagine: ovvero verificare quante delle parole imparate a memoria nel corso di questi anni siano poi entrate nel mio vocabolario "usuale"...

In pratica ho copiato sul mio editore di testi 6 pagine di viario (equivalenti in genere a 3 o 4 pezzi) scartando gli articoli sulle lezioni di chitarra, i corti, i racconti, le poesie e i pezzi che includono frammenti di epistole (vi uso un linguaggio diverso). Poi ho riletto il materiale così raccolto e identificato le "nuove" parole.
Di eseguito i risultati.

Aprile 2013:
Zero!
Ottobre 2013:
Zero!
Aprile 2014:
- inane [Aggiunta il 5/5/2013 da Jung] {le parole che studio non sono solo quelle completamente sconosciute ma anche quelle che già conosco ma di cui non sono sicuro di ogni sfumatura. “Inane” è uno di questi casi}
Ottobre 2014:
- distopia [7/3/2014 da Altro] {questa non la conoscevo ma mi è piaciuta molto!}
- solipsismo [19/3/2013 da NS] {in realtà è nel titolo di un pezzo citato: e nei titoli uso parole leggermente più ricercate... Dopo un po' di esitazione ho deciso di includerlo in questa ricerca}
Aprile 2015:
- spigolare [30/10/2013 da Bibbia] {un verbo che mi piace molto e che trovo utilissimo!}
- celia [1/3/2014 da J-Williamson] {altra parola già mezza conosciuta...}
Ottobre 2015:
- pletora [15/5/2014 da Giallo] {una parola che adesso uso molto spesso: indica una sovrabbondanza negativa, un concetto molto utile esprimibile altrimenti solo attraverso un sintagma più articolato}
- irrelato [25/3/2014 da Hugo] {una parola il cui significato è evidente ma che non faceva parte del mio vocabolario. Adesso è una delle mie “preferite”!}
Aprile 2016:
0!!
Ottobre 2016:
- pletora [15/5/2014 da Giallo] {CVD: è la seconda occorrenza...}
- glossa [6/7/2013 da Bibbia] {Termine che uso abbastanza spesso come pratico sinonimo di “nota a margine”}
- magnanimità [14/11/2015 da Apocalisse] {altra parola già nota ma di cui non conoscevo le sfumature di significato}
Aprile 2017:
- palliato [6/12/2014 da Tolkien] {una parola che mi piace molto anche se il sapore “letterario” non mi permette di usarla spesso}
Ottobre 2017:
Zero!

Nel complesso, temo, questo esperimento è fallito. La mia sensazione è di non aver analizzato un campione sufficientemente significativo: la mancanza di dati fa sì che non sia chiara la tendenza all'impiego dei nuovi vocaboli appresi. Più o meno sembra infatti bassa e costante ma io ho invece la sensazione di un costante, seppure lento, aumento.
Magari potrei non aver riconosciuto alcune delle nuove parole imparate: mi sono infatti limitato a rileggere i miei pezzi ed è plausibile che qualche vocabolo mia sia “scappato”. Ad esempio “nuove” parole che uso piuttosto spesso sono gli aggettivi “spurio” [21/3/2013 da Altro] e “specioso” [18/3/2013 da NS] ma nel campione selezionato non ve n'è traccia...

È però interessante e significativo, me ne rendo conto adesso dai miei commenti fra parentesi quadre, che la maggior parte delle parole che ho adottato nel mio vocabolario siano quelle che, per qualche strano motivo, mi “piacciono”. Penso che sia lecito concludere che si memorizza e si impara più facilmente proprio ciò che più ci piace.

Conclusione: comunque mi sono divertito a rileggere i miei vecchi pezzi anche se quelli antecedenti al 2015 mi sembrano scritti malissimo! Mi conforta però notare che anche il mio stile, seppure lentamente, evolva e (spero) migliori...

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