«[Figlio dell'uomo] Porgi l'orecchio e ascolta le parole di KGB
e applica la tua mente alla SUA istruzione
» Pv. 22,17

Qui si straparla di vari argomenti:
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martedì 17 novembre 2015

Meditazioni su tazza

Oggi, in bagno, alle prese con la mia Garzantina di filosofia:
Omei→ non trovato
Encratiti → non trovato
Severi→ non trovato
«Pazienza, visto che sono qui vediamo “M5S”» ho pensato...

«M5S... ...si caratterizza per il rifiuto di una gerarchia interna e per il radicale egualitarismo (che spesso non impedisce anzi esalta l'autorità del capo carismatico), per il rigorismo dottrinale, e soprattutto etico, e di conseguenza per la netta contrapposizione col mondo circostante e per la grande compattezza interna del gruppo. ...»

Va bene, la voce non era “M5S” ma “setta”, però questo specifico paragrafo mi sembra molto calzante: per altre considerazioni sul tema rimando al mio pezzo Da movimento a setta...

Senza nome - 17/11/2015
“Grillo” ha deciso di togliere il proprio nome dal simbolo del M5S e ha chiesto alla rete se vuole l'indirizzo “movimento5stelle.it” o uno spazio vuoto.

Alcune considerazioni assortite.

- È una decisione sicuramente positiva ma...
- ...i problemi e, quindi, le priorità sarebbero ben altri; per una breve lista: I problemi del M5S
- Più importante dell'aspetto del simbolo è il suo proprietario: sarebbe stato bello se il simbolo fosse diventato dell'intero movimento ma, se ho ben capito, resta di "Grillo".
- Sarebbe stato interessante far votare gli “attivisti” sulla decisione principale, mantenere o no il nome “Beppe Grillo”: invece questi sono stati chiamati a scegliere su un dettaglio di scarsa o nessuna importanza. Fa riflettere, no?
- La scelta di togliere il nome sarà veramente di Grillo? Io sospetto che la decisione sia invece del vero capo, ovvero Casaleggio, e non del suo prestanome...
- Personalmente l'idea dell'indirizzo non mi piace ma anche lo spazio vuoto sbilancia il simbolo: suggerisco l'alternativa “Clicca qui!”...

Primo giorno senza FB - 18/11/2015
Un po' FB mi manca: soprattutto quando voglio distrarmi...
Come deciso, al posto di FB, leggo un sito di informazione: nel mio caso il FattoQuotidiano.it (altri suggerimenti?) solo che le notizie non cambiano abbastanza alla svelta! Per non annoiarmi dovrei leggerne altri: ma così facendo c'è il rischio che questa attività, da utile, diventi uno spreco di tempo. E poi quali altri siti leggere? Repubblica.it e Corriere.it li boicotto disgustato dalla qualità dell'informazione che per anni mi hanno ammanito. Anche con l'HuffingtonPost non ho un buon rapporto: nel 2013 non feci in tempo a scrivere un panegirico che, forse richiamati all'ordine, iniziarono a divenire anch'essi super di parte... Magari proverò la Stampa.it: ma temo che la partigianeria sia un male comune al giornalismo italiano...

Tornando al FattoQuotidiano.it, stufo di scorrere sempre gli stessi articoli, ho iniziato a leggere anche quelli di fondo, sulla colonna sinistra. Un paio erano inutili e complicati; altri due interessanti...

Conseguenze legali e non - 18/11/2015
Il tenersi maggiormente aggiornato (v. il corto precedente) ha i suoi svantaggi: provoca bruciore di stomaco leggere certe notizie...

Un esempio: Lega Nord, non luogo a procedere per 34 “camicie verdi” in un’inchiesta del ’96 (dal FattoQuotidiano.it) ben 19 anni per distinguere una pagliacciata?!! Non è giusto nei confronti dei contribuenti né degli indagati che hanno dovuto vivere una parte sostanziale della propria vita sotto la spada di Damocle di una buffonata che però poteva terminare (per loro!) in tragedia...

Stomacone - 22/11/2015
Certo che per leggere i siti di notizie tutti i giorni ci vuole un bello stomaco: sembra che le notizie si possano catalogare in brutte, pessime e peggiori. Per forza si finisce poi per preferire la superficialità sbracata ma divertente di FB...

Soprattutto odio quelle notizie (e sono parecchie) teoricamente prese anche a mio nome (ad esempio tutte le iniziative del governo) che però non condivido per niente, che ritengo dannose per l'Italia in genere e che vedo supportate da motivazioni ipocrite e spurie. A questo si aggiunge il senso di impotenza dato dal non vedere alternative in una democrazia drogata e fasulla dove tutti i partiti, al di là di nomi e simboli, sono uguali avendo tutti abnegato il compito di fare gli interessi dei propri elettori e del proprio paese...

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