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martedì 17 novembre 2015

Evaso da FB

Era da diversi giorni che ci pensavo poi, finalmente, ieri mi sono deciso: ho, almeno temporaneamente, lasciato FB!
La mia idea è quella di prendermi una pausa di riflessione e di riconettermi solo fra un mesetto, più o meno per gli auguri natalizi, e valutare allora cosa fare.

Perché ho preso questa decisione piuttosto drastica?
Indubbiamente FB ha molti punti a suo favore: ti dà la possibilità di ritrovare persone da anni perse di vista, facilita una superficiale socialità con amici e conoscenti, permette la condivisione di giochi e battute divertenti, ti ricorda i compleanni...
Ho qualche dubbio invece sul suo potenziale informativo: ammesso che la diffusione delle notizie non sia pesantemente influenzata e pilotata dagli algoritmi interni del sito, il più delle volte si tratta di meme superficiali, provenienti da siti di dubbia affidabilità e non verificabili. Talvolta ci si può imbattere in suggerimenti particolarmente interessanti: il problema è che questi ultimi sono sepolti dalla sovrabbondanza di materiale.
Personalmente credo che se, vincendo la nausea, riprendo a leggere quotidianamente un sito di informazioni saranno poche le notizie veramente interessanti che mi sfuggiranno.

Uno degli aspetti di FB che mi piacevano era quello di sondare gli umori delle mie conoscenze dall'andamento di ciò che veniva pubblicato: ad esempio in questi giorni è significativo il proliferare di avatari con sovraimposti i colori della bandiera francese...
Dal mio punto di vista il problema è che, proprio essendo conoscenti, quella che ne ricavavo era spesso una sensazione erronea delle tendenze nazionali. In pratica, invece di aiutarmi, mi confondeva!

Gli svantaggi di FB sono forse meno evidenti...
Il più macroscopico è il tempo che si perde semplicemente scorrendolo o giocando ai suoi frustranti passatempi che cercano in ogni modo di scucirti qualche soldo.

Mi chiedo anche se l'apparente socializzazione che consente possa essere considerata un male o un bene: io ero molto cauto nel concedere le “amicizie” ma so di essere l'eccezione... Mi chiedo quanti fraintendimenti, invidie e rancori si generino attraverso foto o commenti fraintesi...
E poi a quanta socialità reale si rinuncia per gestire quella virtuale di FB?

Comunque il motivo principale per cui ho deciso di accantonare FB è proteggere la mia riservatezza: sono stufo di regalare a tale società, e a tutte le organizzazioni commerciali che vi ruotano intorno e che ne sfruttano i dati, le mie informazioni private.
E non mi riferisco esclusivamente alle pubblicità mirate...
Come ho scherzosamente scritto pochi giorni fa (v. Sport freddo) «con i Tera di dati archiviati si può fare tutto fuor che dormirci sopra». In altre parole, anche le nostre informazioni private che adesso ci sembrano irrilevanti, un giorno potrebbero venire usate contro di noi.
Qualche esempio: preferenze sessuali, opinioni politiche, tendenze psicologiche...
Inizio a sospettare fortemente che i governi occidentali possano adesso usare le reti sociali come fossero dei termometri invisibili per misurare, molto più accuratamente che con i vecchi sondaggi (*1), gli umori della popolazione. Ad esempio il governo Hollande, conoscendo il numero esatto di persone che hanno sostituito il proprio avatara con la bandiera francese, ha una stima accuratissima dell'appoggio interno, europeo e mondiale (ed eventualmente per singoli paesi, o magari città...) ai bombardamenti contro l'Isis...
E questo è un uso forse legittimo: ma dall'uso all'abuso il passo è breve, anzi brevissimo. Già altrove, ormai anni fa, l'ho scritto: mi aspetto schedature di massa e, di conseguenza, discriminazioni più o meno gravi ma comunque sempre ingiuste.

Poi, intendiamoci, il totale controllo di queste informazioni l'hanno gli USA ma, suppongo, concedano a governi “amici” queste informazioni se i fini coincidono.
Questo controllo statunitense mi preoccupa: come ho spiegato in KGB sullo stato del mondo (2/3) ormai il governo americano confonde gli alleati con le controparti commerciali e le seconde con i primi. L'amicizia di una nazione è quindi quantificata esclusivamente dal suo peso sulla bilancia commerciale al di là di ideali, principi e storia comune...
In altre parole, visto che il denaro non segue alcuna morale, e spesso anzi va contro di essa, l'uso di queste informazioni sarà più spesso che no amorale. Da cui deriva la mia preoccupazione.

Ecco, il motivo principale per cui lascio FB è che non mi va di far parte di un campione quotidianamente studiato e analizzato. Anche se, probabilmente, io rappresento un dato spurio!

Conclusione: finalmente avrò più tempo per dedicarmi a Twitter!

Nota (*1): una riprova sarà vedere se gli affari degli istituti di sondaggio subiranno un lento declino...

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