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lunedì 22 settembre 2014

FNHM 1/?

Questo è il primo pezzo di una nuova serie. FNHM è un acronimo ma per il momento non ho intenzione di svelarne il significato...
Ho in mente una serie di pezzi che da spunti e idde personali vadano a sovrapporsi e intrecciarsi con il contenuto di un libro che sto finendo di leggere in questi giorni. Ma ancora non voglio svelare quale sia il libro o il suo autore per mantenere un po' di sorpresa.

Devo però iniziare a scrivere un po' di idee, da vedere come materiale propedeutico, per non arrivare poi a buttar giù un pezzo troppo lungo e complicato.

Della mia duplice natura ho già scritto in precedenza (*1): mi piace definirmi una persona al 99% emotiva/intuitiva/istintiva e solo all'1% logica/razionale che però si comporta per il 99% del tempo nel secondo modo e solo per l'1% nel primo. Insomma non sono come sembro perché non seguo la mia natura. Un'interessante punto di vista su questo mio aspetto psicologico è dato dal libro che sto leggendo: ma di tutto ciò parlerò in seguito, per il momento basti prenderne nota...

Nell'aprile del 2013 scrissi il pezzo Solipsista che, almeno indirettamente, affronta parte degli argomenti che vorrei trattare in questa nuova serie: in questo articolo spiegavo come talvolta mi estranei dalla realtà, di come mi capiti di vedere la mia vita, e la vita in genere, da una grande distanza in maniera distaccata e forse un po' fredda. Nel medesimo pezzo spiegavo che mi era successo durante una periodica insonnia notturna; aggiungo che talvolta mi succede dopo la visione di una pellicola che mi coinvolga profondamente (e questo è notevolissimo alla luce del solito libro che non voglio ancora menzionare) e, spessissimo, quando mi capita di camminare fra la folla, specie la sera, se non ho particolari scopi (*2) e, soprattutto (e questo è di nuovo notevole alla luce del risolito libro...) se sto ascoltando della musica con le cuffie.
Anche in questo caso non aggiungo altro ma prego i miei lettori di limitarsi a riprenderne nota.

Lo scorso giugno ho scritto invece un breve pezzo, basato su un'intuizione notturna, piuttosto anonimo e lasciato a livello embrionale: Donne, discriminazione e arte.
Ecco, se qui sostituiamo ad “arte” il termine “estetica” di nuovo ricollassiamo sul famigerato libro del quale non faccio il nome. Ecco anche che un'intuizione apparentemente superficiale si rivela invece estremamente profonda: soprattutto considerando che all'epoca non avevo letto né pensato di leggere il solito libro...

Per oggi mi fermo qui consapevole di aver lasciato tutto in sospeso. Sfido i lettori a indovinare il significato dell'acronimo del titolo e, per quanto mi riguarda, vado all'assalto delle ultime venti pagine che mi mancano... non sto a ripetere di cosa!

Ah! Aggiungo anche il piano provvisorio di questa serie. Nel prossimo episodio proporrò un pezzo che avevo scritto su carta un paio di anni fa ma che poi non avevo pubblicato; poi svelerò quale sia l'autore che sto leggendo e la relativa opera: ma non entrerò nei dettagli del libro perché avrò da fare una lunga (ma spero interessante) divagazione personale; poi per un pezzo, forse due, mi addentrerò nel libro vero e proprio illustrando analogie con la mia esperienza; infine concluderò con un pezzo che avevo iniziato a scrivere qualche giorno fa ma del quale avevo interrotto la stesura quando avevo iniziato a intravedere questo nuovo progetto. Insomma dovrebbe trattarsi in totale di 5 o 6 pezzi...

Nota (*1): Aggiungo che ho perso un tempo indescrivibile a cercare inutilmente il pezzo dove spiegavo questa mia peculiarità ma non ci sono riuscito: in compenso mi sono dimenticato i dettagli di come intendevo scrivere questo articolo!

Nota (*2): tipo avere una commissione da fare, avere un appuntamento, cercare qualcosa di specifico... Insomma devo avere la mente sgombra affinché possa essere libera di sublimarsi.

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