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sabato 16 agosto 2014

Ma il M5S dov'è?

Mi dispiace essere sempre così critico con il M5S però, proprio perché lo ritengo l'unica speranza per l'Italia, vorrei che riuscisse a fare di più.
Sono sicuro al 100% della buona fede e voglia di fare di attivisti e portavoce vari, in parlamento e non. Anche di Grillo, almeno per adesso, continuo a fidarmi: come ho scritto altrove ha alcune (v. il corto Di Maio e lo statista) delle virtù dello statista ma non è un politico e questo può spiegare molti degli errori fatti.
Ripetto a quanto scrissi su Chi rema contro adesso ho molti più dubbi su Casaleggio: importante l'appoggio di Grillo che garantisce per lui e lo ha dichiarato più volte cofondatore del M5S. Io, seguendo il movimento solo dall'inizio del 2013, non avevo motivo per dubitarne ma recentemente ho scoperto che attivisti di lungo corso sono molto più scettici di me...
Mi piacerebbe sentire parlare Casaleggio per poterlo valutare meglio ma non dice mai più di poche parole e in pratica rimane un punto interrogativo giudicabile solo indirettamente. Come? Tramite lo “Staff”, ovvero i “Collaboratori”, (*1) che in pratica sono i suoi dipendenti.

E i Collaboratori sono adesso il maggior problema del M5S. Non tutti se ne rendono conto: sicuramente non gli “attivisti” da salotto impegnati solo in rete, ma probabilmente anche buona parte dei veri attivisti ancora non vede la loro contraddizione. Per rendersene conto è necessario infatti avere informazioni che non sono di dominio pubblico e di cui io sono invece a conoscenza grazie al buon rapporto del mio Meetup con alcuni portavoce in parlamento. L'elemento essenziale che già da solo rovescia il giudizio sui Collaboratori è che questi pubblicano articoli sul viario di Grillo senza coordinarsi con i parlamentari o, almeno, non con tutti. Con quale autorità questi dipendenti dettano, in pratica, la strategia politica del movimento? Chi li ha eletti? Chi sono?

Già da sola questa frattura nella comunicazione fra parlamentari e Collaboratori è a mio avviso determinante e sufficiente per dire che c'è qualcosa che non va. E a questo elemento se ne aggiungono altri: l'anomala lentezza nella “certificazione” degli attivisti registrati sul viario, le bizzarre e frettolose votazioni in rete, gli attacchi autolesionistici a Pizzarotti, la marea di informazione spazzatura che rimanda a siti come TzeTze o simili...

Recentemente si è poi aggiunto un ulteriore elemento...
Da mesi e mesi mastico amaro: la forza del M5S è che può portare con facilità migliaia di persone nelle piazze. Perché allora non sono MAI stati organizzati dei cortei con striscioni e manifesti su temi importanti e facili da capire dalla popolazione? Mi riferisco a manifestazioni contro la guerra, gli F35, i tagli alla scuola, i tagli alla sanità, la riforma del senato (*2), l'aumento delle tasse... Ci sarebbe stato solo l'imbarazzo della scelta!
Perché non organizzare manifestazioni di questo tipo in contemporanea in Italia? Una al nord con Grillo, una a Roma con Di Battista e una a Napoli con Di Maio: ci avrebbe dato un enorme visibilità e soprattutto ci avrebbe fatto guadagnare consenso.
Mi pare che ormai si sia appurato che i disgustati dalla politica, gli astensionisti, non si lasciano convincere dalle proteste in aula che, lo hanno capito tutti, non servono a niente...
Mi sono detto: possibile che i parlamentari non ci abbiano pensato?
Ci ho riflettuto a lungo e mi sono reso conto che era impossibile: evidentemente non c'è la volontà di farlo. Ho chiesto a chi sa e ho ricevuto conferma...

Ma in realtà c'è stata UNA manifestazione: si tratta dell'improvvisata a Roma (v. Situazione a Roma) per protestare contro la rielezione di Napolitano. Ho la sensazione che allora sia successo qualcosa che non si sa, forse delle pressioni, per convincere “i vertici” del M5S che non fosse il caso di organizzarne altre...

Conclusione: il bluff Renzi, come avevo da tempo previsto, in autunno si sgonfierà e già adesso, sebbene solo sulla stampa estera, ci sono notizie allarmanti sulla situazione economica italiana. Però il M5S dovrebbe fare qualcosa in più se vorrà approfittare pienamente dell'inettitudine dei suoi avversari. A mio parere bisogna iniziare a fare manifestazioni di piazza, anche senza Grillo ma con i deputati più noti e capaci di parlare decentemente in pubblico, per far vedere che non siamo solo chiacchiere...

Nota (*1): in passato con “Staff/Collaboratori” indicavo i vertici del movimento includendovi anche Grillo e Casaleggio mentre in questo pezzo, e probabilmente anche nei prossimi che scriverò, intendo solo i dipendenti di Casaleggio.
Nota (*2): i cui pericoli non sono forse comprensibili a tutti ma sarebbe bastato il motto “No nominati ma votati” per far passare l'obiezione principale...

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