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domenica 13 novembre 2011

Buffo se non tragico

Prima di tutto confermo ai miei lettori che non hanno le traveggole: questo è proprio il post di domenica! Il fatto è che volevo pubblicarlo ma per oggi e i prossimi giorni avevo già altra roba programmata: così ho deciso postdatarlo...

Magari non l'ho detto ma l'ho solo pensato comunque non resisto alla tentazione di scrivere: “Io l'avevo detto...”
A cosa mi riferisco? All'interpretazione della situazione politica in generale: ma lasciatemi proseguire che mi spiegherò meglio.

Non so: ad occhio saranno due anni che l'opposizione non faceva che ripetere “Berluska si deve dimettere”. Non per niente, la caricatura di Persani del programma satirico di Cielo, a qualunque domanda gli venga posta sa solo ripetere questa unica frase...
La semplice equazione che veniva fornita agli italiani era “Berluska=Tutti i mali del paese”.
Comunque Berluska ha proseguito per la sua strada nonostante il continuo logorio della maggioranza.

E così siamo arrivati a questo autunno e una nuova gravissima crisi (*1) economica ha colpito il nostro paese. L'Europa ci chiede misure forti e credibili per iniziare a risanare il debito pubblico (*2).

Sui giornali (almeno sui due che leggo Repubblica.it e Corriere.it), dopo le deboli reazioni dei mercati finanziari alle prime misure proposte dal governo, è iniziato a passare il concetto: “I mercati finanziari non hanno fiducia in Berluska”, “La Merkel e Sarkozy ridono di lui (*3)”, “Berluska non può risolvere la crisi” e l'immancabile concetto chiave di Persani: “Berluska si deve dimettere (per far sì che signori più credibili di lui salvino l'Italia dalla situazione in cui LUI l'ha cacciata....)”.

Nuovo debole provvedimento del governo e nuovo scivolamento dei BTP. I giornali/Persani commentano “Berluska si deve dimettere altrimenti la situazione non può migliorare”.

Alla fine Berluska annuncia le sue dimissioni: i giornali, fra fuochi di artificio e l'esultanza popolare dell'opposizione, annunciano “Berluska si è dimesso: l'Italia è salva!”.
E i mercati crollano.

Cos'è successo allora? Non era solo colpa di Berluska se le cose andavano male? Non avevano insistito alla nausea che la colpa di tutto era Berluska che non si voleva dimettere?

Beh, adesso dovrebbe essere evidente a tutti che i mercati NON volevano che Berluska si dimettesse ma solo dei provvedimenti forti e credibili (e non i soliti balzelli a pioggia e tagli a casaccio).
Il fatto è che l'opposizione, a forza di ripetere che la colpa è tutta e solo di Berluska, ha finito per crederci (*4)! L'opposizione ha cioè creduto al proprio slogan che, per quanto vincente, rimane solo uno slogan e non una verità...
Probabilmente la scelta migliore, sia politicamente che per l'Italia, che l'opposizione avrebbe potuto prendere sarebbe stata quella di dare un appoggio esterno a misure forti decise dal governo. In questa maniera si sarebbe almeno tamponata la contingenza economica e (credo) gli elettori dell'opposizione avrebbero accettato il voto di tali misure (“per risolvere i problemi causati da Berluska” ovviamente!). Il problema presagito da Persani è che FORSE il governo Berluska, con questa boccata d'ossigeno, avrebbe potuto sopravvivere per chissà quanto tempo ancora e quindi...

Invece Berluska si è dimesso e ora i mercati temono che non ci sarà un governo in grado di prendere le misure forti che sono richieste. Persani, secondo me, ha fatto la scelta sbagliata sia per l'Italia che per il suo partito. È evidente infatti che ora dovrà entrare nel nuovo governo di “transizione” (o “tecnico” che sia) perché le misure urgenti vanno prese adesso e non fra qualche mese. A questo punto, partecipandoci in prima persona (o almeno con uomini da lui indicati), non potrà più sparare a zero sui provvedimenti di tale governo e perderà consenso a favore dei partiti che si saranno tenuti fuori...
Si capisce così la logica di Bozzi: ha dato la spallata finale al governo e subito si tira fuori dal governicchio tecnico che (almeno in teoria) dovrà prendere misure impopolari. In questa maniera spera di recuperare voti dal malcontento che verrà generato dai nuovi provvedimenti (che colpiranno “la Padania e il popolo padano. Roma ladrona” etc...)
Già perché a parole sono tutti bravi a proporre leggi che non vadano a colpire sempre i soliti noti ma, ad esempio, gli evasori; poi però, in pratica, la situazione è ben diversa... Ancora non ci ho fatto mente locale ma scommetterei che uno dei primi provvedimenti sarà la reintroduzione dell'ICI sulla prima casa...

Conclusione: io dicevo che Berluska aveva le sue colpe ma che non era lui la causa di tutti i mali come invece i giornali lasciavano intendere: la situazione che si è venuta a creare dopo le sue dimissioni ne è la riprova. Buffo se non fosse tragico.

Nota (*1): a mio parere si tratta di una crisi di origine esterne all'Italia e indipendente dai suoi reali parametri economici. Si va male ma non così male!
Nota (*2): di nuovo non credo che queste misure fossero realmente urgenti ma i mercati hanno finito per crederlo e questo le ha rese tali...
Nota (*3): IMHO avrebbero fatto la stessa cosa con qualsiasi politucolo italiano bravo solo a parole, Berluska o Brodi, Romano o no che fosse...
Nota (*4): quasi quasi scriverò una favola di Esopo a tale proposito: ricordatevi di leggere i post di venerdì e sabato (che appariranno prima di questo post)!

2 commenti:

  1. Aspetta a tirare le conclusioni dopo un solo giorno.La situazione si deve ancora decantare

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  2. Il mio post si basava sulla risposta a caldo dei mercati non nella loro evoluzione nel tempo.
    La reazione alle dimissioni del Berluska è stato un crollo: questo è un fatto non un opinione.
    Poi è chiaro che la situazione evolverà: in un primo tempo in base a quanto risulta credibile (nel senso di capace di prendere decisioni forti) il governo Colline che si sta profilando.
    Io dubito che i partiti italiani abbiano abbastanza senso di responsabilità per sostenere un governo tecnico forte: alle prime difficoltà si scanneranno fra di loro...
    Insomma prevedo per questi giorni un po' di altalena. Poi il primo vero esame sarà alla presentazione del governo tecnico: se non sembrerà credibile ci sarà un nuovo crollo; altrimenti i mercati aspetteranno di vederlo all'opera (e, come detto, credo che alle prime difficoltà, leggi manovra finanziaria, il sostegno al governo si frammenterà perché nessuno vuole accollarsi la responsabilità di misure impopolari)...
    Comunque il concetto chiave di questo post è che la reazione dei mercati è indipendente dal Berluska sì/ Berluska no ma dalla possibilità di riforme sì/riforme no (e questo dipende dalla forza del prossimo governo)...

    Se poi mi sbaglio, e i mercati reagiranno favorevolmente anche se il governo tecnico produrrà la solita “manovrina”, tanto meglio...

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