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domenica 9 dicembre 2012

Monti 25: verso il Monti bis...

Oggi avrei avuto altre cento cose più divertenti da fare ma il seguente articolo, Monti: «In politica? Ora sono più libero», mi ha fatto rivoltare lo stomaco...

L'articolo afferma: il PdL, pur senza il coraggio di sfiduciarlo, ha attaccato il non-eletto Monti molto duramente e il primo ministro ha preferito quindi rassegnare le dimissioni. Occhio però alla riapertura dei mercati perché, senza Monti, non c'è fiducia nell'Italia. Monti è il salvatore della patria e tutto quello che ha fatto è stato un successo eccezionale.
Poi, non so, può darsi che l'articolo faccia anche altre affermazioni ma confesso di non aver avuto la forza di terminare di leggerlo.

Ci sono molti elementi da considerare e adesso passerò a elencarli, in maniera nuda e cruda, così che il lettore possa familiarizzare con essi: solo successivamente, mostrerò il filo conduttore che li lega.

  1. Qual è il vero motivo percui Monti si è dimesso?
  2. In Monti 23 mi chiedevo se Monti “ci è o ci fa”.
  3. Temo che Berlusconi sia partito per la tangente: vedi il corto “Io l'avevo detto”...
  4. Se Monti ha fatto così bene e l'Italia è risanata cosa dovrebbero temere i mercati?
  5. Come ho più volte affermato (v. per esempio Monti 24) il non-eletto Monti non ha migliorato la situazione economica dell'Italia ma ha fatto tutto il possibile per comprometterla ulteriormente.
  6. La legislatura sarebbe comunque scaduta a fine aprile del 2013 e quindi, al più tardi, si sarebbe votato a maggio.
  7. Il recente calo dello spread è dovuto unicamente al cosiddetto patto “Salva Stati”.
  8. Quando i mercati si renderanno conto che i problemi dell'economia italiana non sono stati risolti ma solo aggravati, lo spread inevitabilmente tornerà a salire.
  9. L'autore dell'articolo è il direttore stesso del Corriere della Sera; atteggiamento dei media.

L'articolo risponde alla mia prima domanda (come mai si è dimesso Monti) spiegando che (mi ripeto) il PdL, pur senza il coraggio di sfiduciarlo, ha attaccato il non-eletto Monti molto duramente e il primo ministro ha preferito quindi rassegnare le dimissioni.
Trovate questa motivazione sufficiente? Se Monti ritiene che le sue dimissioni avranno serie conseguenze sull'andamento dei nostri titoli di Stato non avrebbe fatto meglio, per il bene dell'Italia, a ingoiare le parole “dure” del PdL e a rimanere con i pieni poteri fino a quando non fosse stato effettivamente sfiduciato dal parlamento?
Le mie risposte sono un “no” e un “sì”: le ragioni di Monti per dimettersi non sono quelle suggerite dall'articolo (ho spiegato molte volte che il governo del non-eletto Monti è contro l'Italia e gli italiani) ma che, semplicemente, ha colto la prima occasione buona per farlo.
L'opportunità gliel'ha fornita Berlusconi, a mio avviso non più lucido, che inopportunamente ha fatto l'errore politico di non prevedere che Monti lo avrebbe anticipato.
In un precedente intervento mi chiedevo se Monti “ci è o ci fa”: il suo comportamento di oggi risponde alla mia domanda. Monti “ci fa”.
Se infatti egli avesse fatto così bene, come l'articolo vorrebbe farci credere, e l'Italia fosse praticamente risanata allora cosa avrebbero i mercati da temere dalle dimissioni di Monti? Dopotutto il voto a febbraio è solo anticipato di massimo tre mesi rispetto alla sua scadenza naturale...
Il fatto è che la situazione economica dell'Italia è nettamente peggiorata rispetto allo scorso anno e le responsabilità sono tutte di Monti che non è riuscito a prendere un solo provvedimento serio per rilanciare l'economia, ha invece rinfocolato l'inflazione, ha tartassato i più poveri con l'aumento delle tasse indirette e ha colpito la casa, ovvero, il bene rifugio degli italiani. Risultato: il PIL calerà almeno del 3% e questo provocherà un buco di svariati miliardi di euro nei conti pubblici che si vanta (v. Monti 19) di aver risanato...
Lo spread è sotto controllo unicamente grazie al patto Salva Stati ma questo non è una cura per l'economia italiana ma solo un palliativo (che anzi ha serie controindicazioni: vedi Monti 20) e, quando i mercati si renderanno conto di come vanno realmente i parametri vitali dell'Italia, la situazione cambierà...
Ebbene il comportamento di Monti dimostra che egli è consapevole di aver combinato un disastro: lo scopo delle dimissioni è esclusivamente quello di affibbiare la colpa dell'inevitabile aumento dello spread a qualcun altro.
I poteri forti, da sempre dalla parte di Monti, il quale coerentemente è infatti contro gli italiani hanno subito iniziato a spalleggiare questa sua nuova iniziativa. Non è un caso che sia stato proprio il direttore del Corriere della Sera a scrivere il panegirico da me riportato.
Non solo: i toni esageratamente drammatici per le dimissioni di Monti (come spiegato le elezioni si sarebbero dovute tenere al massimo a maggio) vogliono provocare una reazione di panico da parte dei mercati anche a costo di danneggiare seriamente l'Italia. Lo scopo è quello di generare paura negli italiani e di mostrare Monti come l'unico baluardo contro la crisi economica...

Conclusione: cinismo raccapricciante.

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