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mercoledì 3 novembre 2010

Sospensione dell'incredulità e del giudizio

Ieri ho visto la prima puntata di Walking Dead su Volpe, uno dei canali tematici di Cielo.
Era da almeno un mese che gli spot di questo serial imperversavano destando anche in me una certa curiosità e una notevole aspettativa.
Dopo una sola puntata di 45 minuti non posso ancora dare un giudizio definitivo.

Premetto che per me un aspetto molto importante di questi film è se la trama sia “realistica” o meno.
L'essere credibile non è tanto determinato da quanto gli effetti speciali siano fatti bene (certo, oramai, ad esempio, dei pupazzi di gomma avrebbero determinato un giudizio fortemente negativo su tutto il serial!). Piuttosto, pur dando per scontata la sospensione dell'incredulità (*1) che mi porti a ritenere plausibili l'esistenza degli zombie, mi aspetto una spiegazione credibile che spieghi cosa sia successo e in particolare: cosa sono questi zombie e come mai sembrino aver preso il sopravvento in almeno due città. Inoltre il comportamento dei vari personaggi dovrà essere logico: cioè cosa farei io se mi trovassi in un'ipotetica situazione analoga? Ad esempio: perché quel personaggio decide di affrontare una dozzina di zombie armato di un cacciavite invece di investirli con un autobus?
Fissati questi due elementi di “realismo” è poi, ovviamente, essenziale che la trama sia appassionante, sorprendente e dotata di personaggi interessanti (preferibilmente interpretati da buoni attori!).
Questi elementi, più che gli effetti speciali, determinano il mio giudizio.

In questo caso ancora non mi posso esprimere. Per spiegarne il motivo devo prima riassumere la trama della prima puntata.

Il protagonista è un poliziotto; durante una normale sparatoria viene gravemente ferito e finisce in coma; improvvisamente il protagonista esce dal coma e si ritrova in un ospedale deserto; esplorando l'ospedale si accorge che qualcosa di molto strano è successo: tutti i corridoi sono devastati e su una porta sbarrata c'è scritto “Attenzione zombie: non aprire”; il protagonista barcollando e incespicando scende le scale di un'uscita di emergenza ed esce all'aperto.

Analizziamo questa prima parte della storia.
Ci sono un paio di elementi poco credibili: se l'ospedale è stato invaso dagli zombie come mai il protagonista non è stato divorato mentre era incosciente? Supponiamo che l'ospedale sia stato frettolosamente evacuato con i pazienti più gravi lasciati a se stessi e che, per qualche motivo, gli zombie non si siano mangiati il nostro eroe; mi chiedo allora: quanto può resistere una persona in coma attaccata a una flebo lasciata a se stessa? Io credo sulle 24 massimo 48 ore. Questo elemento è importante per stabilire se i tempi della trama siano stati rispettati.
Infine mi chiedo: cosa avrei fatto io al suo posto risvegliandomi in quell'ospedale? Avrei guardato dalla finestra per capire la situazione all'esterno e avrei cercato cibo e acqua. Il film non mostra nessuna di queste azioni ma si può supporre che siano state tralasciate e che comunque il protagonista fosse troppo shoccato per agire razionalmente.

Il protagonista esce dall'ospedale e, appena i suoi occhi si abituano alla luce, si accorge che all'esterno c'è una distesa di cadaveri ammucchiati alla rinfusa; il protagonista barcolla a zonzo per la città e ha il suo primo incontro con uno zombie rimasto senza gambe; prende una bici abbandonata e raggiunge la propria abitazione per vedere che fine hanno fatto il figlio e la moglie; non ci sono ma da alcuni dettagli capisce che sono scappati via frettolosamente; esce all'aperto a disperarsi; mentre è seduto sul marciapiede vede uno zombie che si avvicina; crede che sia una persona e la chiama per ricevere aiuto; improvvisamente un uomo sbuca fuori dal nulla e spara in testa allo zombie, contemporaneamente un bimbetto dà una badilata in testa al nostro eroe facendogli perdere i sensi.

Analizziamo questa seconda parte della storia.
La scena dei cadaveri ammucchiati è una finezza: rende perfettamente l'idea di una crisi gravissima che, per almeno qualche tempo, si era riusciti a gestire; l'idea che il protagonista cerchi di raggiungere la propria abitazione non è razionale ma umana e totalmente accettabile; perplessità che usi una bicicletta: non sono sicuro che una persona debilitata sia in grado di usarla...; molte perplessità invece sul fatto che non si renda conto che la persona che cammina in maniera strana sia un pericoloso zombie dopotutto ne ha già visto uno quindi non può fingere che non esistano; Altre perplessità sui due nuovi protagonisti che sbucano dal nulla.

Il protagonista si risveglia legato a un letto; l'uomo che ha sparato allo zombie gli chiede se ha la febbre che trasforma in zombie; il protagonista non sa di che cosa parli, comunque viene slegato e invitato a mangiare; sono in una casa abbandonata; le finestre sono state oscurate perché, gli viene spiegato, gli zombie sono attratti dalla luce e dai rumori; sbirciando dalla finestra il protagonista vede numerosi zombie richiamati dallo sparo, inoltre vede la moglie-zombie dell'uomo e madre del ragazzino;

Analizziamo questa parte della storia.
Finalmente il protagonista mangia! Solo qualche dubbio sul tempo necessario agli zombie per raggiungere la fonte di un rumore: lo zombie è stato ucciso con il colpo di pistola nel primo pomeriggio mentre adesso è notte.

L'indomani il protagonista è in forze e decidono di raggiungere la sede della polizia per armarsi; l'uomo spiega al protagonista che molte persone sono andate ad Atlanta perché, prima che le comunicazioni venissero interrotte, era stata annunciata la presenza di un centro di assistenza; Il protagonista parte da solo per Atlanta lasciando però una radio all'amico per tenersi in contatto; dopo un po' finisce la benzina e raggiunge a piedi una fattoria dove i proprietari si sono suicidati; trova però un cavallo e raggiunge quindi la città in groppa all'equino;

Analizziamo questa parte della storia.
Il problema della benzina era evidente: perché non ha pensato, prima di terminarla, a fare rifornimento o a rubarla da qualche vettura abbandonata? Male, poco realistico.
Divertente l'idea del cavallo.

Il protagonista è già nel cuore di Atlanta; un paio di zombie escono da un pulmino e lo seguono; il protagonista non si preoccupa sicuro di poterli facilmente distanziare se necessario; prosegue per la sua strada, vede un elicottero nel cielo che vola e cerca di inseguirlo al galoppo; svoltato un angolo si trova di fronte a una moltitudine di zombie; cerca di tornare sui suoi passi ma improvvisamente è circondato!; viene disarcionato e, mentre il cavallo fa una brutta fine, egli riesce a infilarsi in un carrarmato; apparentemente l'eroe è da solo isolato in questo suo estremo rifugio ma una voce dalla radio del veicolo lo saluta e la puntata finisce.

Analizziamo questa parte finale della storia.
Per raggiungere il centro l'eroe avrà per forza dovuto attraversare la periferia: possibile che non si fosse reso conto del pericolo? Diamo fiducia al film e assumiamo che tutto fosse, più o meno, normale...
Come ha fatto a farsi circondare! È assurdo: possibile che un attimo non ci sia nessuno e il successivo non abbia nessuna possibilità di fuga? No questo finale è di puntata è molto poco realistico...

Oltre alla storia del protagonista la puntata sviluppa due storie parallele: quella dell'uomo e del ragazzino e quella della moglie e del figlioletto del protagonista che si trovano in un gruppo di una decina di sopravvissuti...

Riassumendo, in pratica il telefilm ancora non affronta i grandi perché di cosa siano gli zombie e di come mai sembrino essere i padroni del mondo.
Non potendo giudicare questo aspetto fondamentale sono costretto a sospendere il mio giudizio sulla serie...
Comunque almeno le azioni del protagonista sono comprensibili e solo il finale appare molto forzato.

Nota (*): La “sospensione dell'incredulità” è un processo mediante il quale lo spettatore sospende il suo giudizio critico verso gli aspetti fantastici di un film (o libro!) in maniera da poterlo apprezzare. Ad esempio, guardando un film di Harry Potter non bisogna ripetersi in continuazione “la magia non esiste quindi il film non ha senso” ma limitarsi a seguire la storia accettando l'ipotesi dell'esistenza di maghi e incantesimi. Nel caso di Walking Deads non ha senso ripetersi che gli zombie non esistono perché, in un corpo morto, nessun organo può funzionare: se si parte con questa idea in testa è inutile mettersi a sedere e guardare la televisione perché non si potrà apprezzare niente di questo serials.

2 commenti:

  1. "molte perplessità invece sul fatto che non si renda conto che la persona che cammina in maniera strana sia un pericoloso zombie dopotutto ne ha già visto uno quindi non può fingere che non esistano;"

    Questo diventa credebile nella misura che una persona risvegliatasi in modo così anomalo ed ancora debilitata non riesca a comprendere bene quello che sta vedendo, infatti anche di fronte alla stanza blindata dell'ospedale prova solo paura e non ha barlumi di raziocino.

    "Divertente l'idea del cavallo."

    Le scene con lui a cavallo sono eccezionali, IMHO, come l'inquadratura dell'autostrada in ingresso alla città che, seppur abusatissima in tanti film, è comunque sempre estremamente efficace.

    Come estremamente geniale il finale con il bel "coglione" che gli viene propinato dalla radio del carroarmato!

    Ciao

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  2. Grazie per i commenti!
    Mi fa piacere avere un'altra opinione su questo serial!

    Nel frattempo ho visto la seconda puntata che aveva un ritmo ben diverso: tutta incentrata sulla fuga dall'edificio.
    Anche in questa puntata varie incoerenze ma le due più grosse sono:
    1) Non chiede cosa sia successo (insomma poteva chiederlo e loro rispondergli che non sapevano o che non c'era tempo per i dettagli ma evitare completamente la questione mi pare assurdo...)
    2) Non chiede ai sopravvissuti notizie della moglie e del figlio: per quanto improbabile era ovvio che lo facesse, invece niente...

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