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venerdì 6 agosto 2010

Le Avventure di Cavolina: Mai con uno sconosciuto (o con un conosciuto!) (Pt. 3/3)

Riassunto puntata precedente: Mozzarella torna a casa e racconta come, anche lei, sia stata ingannata dal giovane bello e malvagio. Anche Mozzarella si sta trasformando in scrofetta. Cavolina, nonostante i timori materni, esce di casa per andare a comprare la medicina. Girando intorno al paese riesce a raggiungere il farmacista. La stanchezza ma, soprattutto la curiosità, la convincono ad attraversare i vicoli pericolosi. Cavolina incontra il giovane mago che la convince a ballare per lui. Il giovane riesce ad agguantare Cavolina mentre essa sta danzando. Diversamente dalle sorelle, decide di concedersi al mago perché non vuole essere trasformata in scrofetta.

Le Avventure di Cavolina: Mai con uno sconosciuto (o con un conosciuto!) (Pt. 3/3)
Così Cavolina si abbandonò alle forti braccia del giovane e, di buon grado, offrì il suo volto ai baci di lui. Infine, senza resistere ma, anzi, con gioia e caldo abbandono, donò, con reciproca soddisfazione, il suo corpo al ragazzo.
Finito che ebbero di amarsi, Cavolina se ne rimase felice e soddisfatta fra le braccia di lui. Improvvisamente però, sentì uno strano pizzicore al sedere: subito si alzò, liberandosi dall'abbraccio del suo amante, e si guardò il fondoschiena per scoprire la ragione del prurito. Una codina da scrofetta stava crescendole sopra il suo di dietro!
"Ma non è giusto! Io non ho lottato come le mie sorelle! Anzi mi sono data a te con ardore indecente! Perché mi hai fatto l'incantesimo!?" - urlò Cavolina al bel giovane che la guardava attento.
"Io non ti ho lanciato nulla e tu ti sei comportata ESATTAMENTE come le tue sorelle, anzi tu sei stata ancora più porcella di loro! Ero curioso di vedere se, dopo avermi donato il tuo fiore, anche tu avessi cominciato a dire cose bizzarre e a parlare di code e di incantesimi e, devo dire, non mi hai deluso!" - disse il bel giovane ridendo.
Ma Cavolina, di quanto detto dal suo giovane amante, capì solo la parola 'porcella'. Sicura di essere stata ingannata, e di essere stata trasformata in scrofetta dal mago per pura malizia, indossati gli abiti e col volto solcato dalle lacrime, scappò via verso casa.

Inutile descrivere i pianti e i lamenti che, strappandosi i capelli, le tre sorelle lanciavano per la loro comune sventura!
Inoltre, a Patatina, la bella boccuccia dalle labbra rosse, si stava trasformando in un orribile grugno da scrofetta. Le sorelle minori, che la guardavano tremabonde, sapevano che questa sarebbe stata anche la loro sorte.
Alla fine la madre, fece coraggio alle figlie e le mandò a letto, dicendole che la notte porta consiglio.

L'indomani però, alle prime luci dell'alba, i lamenti delle tre figlie ripresero più forti che mai: tutte e tre, oltre alla codina, avevano infatti il volto deturpato da un grugno di scrofetta!
Quando la madre andò a vedere cosa stava succedendo, subito, esse si lamentarono con lei:
"Madre! madre! perché ci hai mandato fuori casa, col buio, alla mercé di sconosciuti!? Ora, così disgraziate, col volto deturpato e la coda sul di dietro, quale uomo vorrà mai maritarci? E cosa dirà il nostro buon padre quando ci ritroverà in questo stato?! Oh! che sventura! oh! che vergogna!" - piangevano le poverine.
Ma la madre non disse niente e, anzi, guardò le figlie sorridendo loro amorevolmente.
"Perché madre sorridi e non ci rispondi?! Puoi forse cancellare questo orribile incantesimo?" - chieserò speranzose le fanciulle.
"Care figlie volete le risposte e io ve le darò: non posso cancellare l'incantesimo perché incantesimo non c'è stato. È la vostra natura essere delle ragazze scrofette. Temevo che, una volta diventate adulte, la vostra vera natura sarebbe emersa: per questo ho cercato di allontanare le vostri menti dal peccato con la religione e lo studio delle arti ma, evidentemente, era inevitabile..." - rispose la madre.
"Ma madre! come puoi dirci queste cose come se niente fosse!? Come sapevi che questa era la nostra vile natura?! Oh! noi tapine! Chi mai ci vorrà?! Cosa dirà il povero babbo di noi?!" - continuarono gemendo le tre figliole.
"Care figlie, vi dico queste cose perché anche io sono come voi!"
Così dicendo la madre armeggiò con le mani dietro la propria nuca e si levò la maschera: adesso chiaramente visibile, faceva bella mostra di sè, sotto gli occhi azzurri, un muso da scrofa che sorrideva materno.
Poi dette le spalle alle figlie, si piegò in avanti sollevandosi la vestaglia e, mostrò alle figlie attonite, un coda, come la loro, solo forse un po' più lunga e scura.
Le tre ragazze scrofette erano rimaste ammutolite e guardavano attonite la madre scrofa: ella si girò nuovamente verso di loro e disse:
"Capite adesso? Io sono proprio come voi e voi siete come me: tutte noi abbiamo il muso da scrofa ma, non è importante, perché basta indossare una maschera." - spiegò la madre.
"È vero" - disse Cavolina - "in tutti questi anni non ci siamo mai accorti che, anche tu, indossavi una maschera! Ma per la coda come faremo? Se ci sposassimo, inevitabilmente, ci ritroveremo nude con il nostro uomo: come faremo allora a nascondere la nostra coda? Di sicuro la vedrebbero e ci ripudierebbero o, peggio, ce la taglierebbero!"
"Non vi preoccupate bambine mie! La coda è una seccatura ma non è un problema: se siete nude e, un uomo, si trova alle vostre spalle, voi dovrete solo far ondeggiare lievemente le natiche ed egli non si accorgerà della coda! Lo so, sembra incredibile: quando mia madre me lo spiegò, anch'io non ci potevo credere, ma è così!" - disse la mamma.
"Quindi non avete niente di cui preoccuparvi: per voi ho già pronte da tempo della maschere, preparate appositamente, per ognuna di voi." - concluse rivolta alle figlie perplesse.

Sulle prime le ragazze furono un po' scettiche e non si trovarono a loro agio con le maschere: a Patatina prudeva sempre il grugno mentre Mozzarella si lamentava che la maschera le modificava la voce. Solo Cavolina fu subito contenta della maschera perché, capì immediatamente, che la poteva usare per nascondere i propri difetti. La madre rassicurò le figlie dicendo loro che stavano benissimo: anzi, con la maschera erano ancora più belle e affascinanti.
Le figlie, iniziarono finalmente a tranquillizarsi quando, in giro per il paese, non solo nessuno sembrò accorgersi delle maschere ma, anzi, attirarono molti più sguardi interessati del solito.
Infine tornò il loro padre: le figlie stavano in fila, allineate e trepidanti, davanti alla madre, mentre il loro babbo le abbracciava una a una. Le baciava sulle guance della maschera dando, a ciascuna di esse, dei piccoli doni che aveva comprato per loro. Tirarono quindi un sospiro di sollievo quando fu chiaro che, anche il padre, non si era accorto di niente perché aveva solo detto loro che, le sue "bambine", le sembravano cresciute e ancora più belle.

E le code? Beh, senza farsene accorgere dal padre e con la silenziosa complicità della madre, le tre sorelle scrofette ebbero modo di verificare, col bel ragazzo ricciuto prima e con molti altri uomini poi, che, una volta nude, la loro coda era invisibile a ogni sguardo maschile...

Fine

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