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lunedì 25 settembre 2017

Evoluzione variabile

Qualche giorno fa, mentre stendevo i panni (attività che odio), ripensavo ai documentari sui dinosauri visti quando ero a casa di mio padre.

Hanno qualcosa che mi sorprende sempre: spesso si parla di specie animali che per milioni di anni sono rimaste immutate, mentre altre sembrano apparire (relativamente) all'improvviso.
Quel che non capisco è che secondo i principi dell'evoluzione di Darwin i cambiamenti dovrebbero avvenire continuamente e, grazie alla selezione naturale, le novità favorevoli alla specie propagarsi alle generazioni successive.
Quindi perché alcune specie di dinosauri sono rimaste immutate per milioni di anni? e se invece che “immutate” tali specie sono cambiate ma solo molto lentamente (ovvero la velocità dell'evoluzione è MOLTO lenta), allora come si spiega l'apparizione improvvisa (relativamente) di nuove specie?

Per spiegare questo fenomeno ho postulato tre ipotesi:
1. Quando una specie è estremamente efficace, cioè molto diffusa e con numerosissimi individui, allora la selezione naturale diviene inefficace: le modifiche spontanee, anche se favorevoli, si perdono nella massa degli individui e, magari si annullano, con altre sfavorevoli. Quando i T-Rex dominavano la terra, evidentemente senza troppi problemi a procurarsi il cibo, allora anche una modifica che rendeva un singolo T-Rex più abile a cacciare non faceva differenza nella selezione naturale.
Vice versa in un piccolo gruppo di animali che deve lottare per sopravvivere anche una piccola modifica può essere significativa e, contemporaneamente, dato il minor numero di individui essa potrà essere assimilata più rapidamente dalla specie.
2. Le modifiche significative avvengono con un meccanismo diverso (che al momento non riesco a immaginare) da quello delle modifiche casuali e della successiva selezione naturale ma estremamente più rapido.
3. I casi 1 e 2 insieme.

Come al solito dovrei saperne di più per fare ipotesi più accurate. Probabilmente già la mia prima ipotesi è sufficiente a spiegare l'apparente stranezza delle specie che sembrano non cambiare mai e di quelle che sembrano apparire “all'improvviso”. Probabilmente sapendone di più scoprirei che l'apparizione “all'improvviso” di una nuova specie richiede comunque il suo milione di anni...

Paradossalmente quando una specie è troppo “vincente” la sua evoluzione sembra cessare, con le modifiche positive che non riescono a imporsi. Al contrario se una specie è sottoposta a una dura lotta per la sopravvivenza allora l'evoluzione ne è accelerata. L'evoluzione non procederebbe ugualmente per tutte le specie animali ma avrebbe velocità variabili.

Credo che questa teoria la si possa applicare anche all'intero genere umano.

Conclusione: probabilmente questa mia idea è già stata postulata anni (o secoli) fa... ma dopotutto stavo solo stendendo i panni!

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