«[Figlio dell'uomo] Porgi l'orecchio e ascolta le parole di KGB
e applica la tua mente alla SUA istruzione
» Pv. 22,17

Qui si straparla di vari argomenti:
1. Il genere dei pezzi è segnalato da varie immagini, vedi Legenda
2. Per contattarmi e istruzioni per i nuovi lettori (occasionali e non) qui
3. L'ultimo corto è questo
4. Molti articoli di questo blog fanno riferimento a definizioni e concetti che ho enunciato nella mia Epitome gratuitamente scaricabile QUI. Tali riferimenti sono identificati da una “E” fra parentesi quadre e uno o più capitoli. Per esempio: ([E] 5.1 e 5.4)

mercoledì 31 agosto 2022

La funzione principale dei protomiti

Pezzo noioso oggi: sto seguendo i miei appunti sulle cose da fare per la nuova versione dell’Epitome. Ecco cosa ho scritto:
«- Aggiungere il concetto di funzione principale che potrà essere esplicita o implicita ← scriverci prima un pezzo»

Uno dei concetti alla base della mia teoria è quello di protomito che è un qualcosa a metà fra un concetto neurocognitivo e uno filosofico che poi sconfina nella psicologia.
Alla base di tutto vi è una scoperta della neurologia secondo la quale le persone mediamente riescono a considerare contemporaneamente appena 4-5 “pezzi” di informazione. Questi “pezzi” di informazione possono però corrispondere a concetti anche molto complessi: sono come delle scatole che si possono riempire di un sacco di dati diversi ma che il cervello considera come un unico “pezzo” di informazione.
L’essenza che ne ho tratto è che l’uomo deve semplificare tutta la realtà con cui si confronta riducendola a scatoloni che contengono informazioni più semplici: queste “scatole”, che a loro volta possono contenere altre scatole, le ho chiamate protomiti.

Non sono neppure sicuro per quale ragione trovi questa teoria così importante: molti potrebbero considerarla semplicemente “fuffa”, chiacchiere inutili che non aggiungono niente al resto della mia teoria. Eppure, nella mia teoria del “tutto”, sono un elemento indispensabile per legare insieme i limiti cognitivi dell’uomo con la sua visione, gioco forza semplificata e quindi inesatta, del mondo.

Inizialmente il concetto di protomito era relativamente semplice: distinguevo fra “semplificazione”, “distorsione”, “protomito”, “realtà multisoggettiva” e “mito”. Ora entrare nei dettagli delle differenze fra le varie definizioni porterebbe via troppo spazio: diciamo che le prime quattro sono semplici e chiare ma la differenza fra “protomito” e “mito” è invece sottile.
La funzione del mito è implicita, quella del protomito è esplicita: in altre parole del protomito si sa quale sia la sua funzione ma nel mito è nascosta. Questo significa che, in base alla persona, una stessa idea/principio/teoria può essere considerata un mito o un protomito.
Per esempio la maggioranza delle persone considerano la democrazia un protomito in quanto la sua funzione è quella di “consentire al popolo di governare il proprio stato”. Io, che invece sono un po’ più smaliziato, considero la democrazia un mito perché penso che la sua funzione principale sia quella di “illudere il popolo di governare lo stato in maniera che sia tranquillo e obbedisca alle leggi indipendentemente dalle ingiustizie e dai soprusi che subisce”.

I protomiti possono essere classificati come utili, errati o fuorvianti: sono utili se aiutano a “pensare bene” ovvero, sebbene siano semplificazioni della realtà (e quindi sempre incompleti), sono sostanzialmente corretti; al contrario i protomiti errati inducono più spesso che no in errore.
Più complesso è il concetto di protomito fuorviante: un protomito fuorviante è anche errato ma il suo “proprietario” lo mantiene volutamente tale perché dall’errore che induce nelle persone che l’adoperano ne trae vantaggio. Dal legame fra protomiti e poteri (chi può creare e controllare cosa) si sviluppa tutta una branca importante della mia teoria.
La disinformazione dei media tradizionali è composta, per esempio, da protomiti fuorvianti perché, in genere, i giornalisti o almeno gli editori che controllano la notizia, sono consapevoli della sua fallacia.
Ma anche nell’idea di protomito “utile” o “errato” vi è un po’ di “veleno”. Un protomito che sia un minimo complesso può avere infatti più chiavi di lettura, più funzioni cioè (l’intera appendice C è dedicata a esempi di protomiti che vengono visti nei loro diversi aspetti), e ovviamente non è detto che siano tutti utili o tutti errati: in generale vi saranno situazioni misti.

Per questo motivo ho introdotto i subprotomiti che possono essere di due generi: qualitativi o quantitativi. I subprotomiti qualitativi trattano la stessa idea/principio/teoria del protomito da cui provengono ma in maniera più semplice. I subprotomiti quantitativi invece si riferiscono a specifiche parti di un protomito ma lo affrontano allo stesso livello di dettaglio/complessità.
Come se non bastasse ho introdotto l’aspetto di un protomito: esso è un subprotomito quantitativo che però, apparentemente, può sembrarne una sua semplificazione, ovvero un subprotomito qualitativo.
La nota 126 spiega questa apparente contraddizione che in realtà è un'illusione ottica: «Per spiegare questo concetto, apparentemente contraddittorio, propongo il seguente esempio. Se il protomito originario fosse un dado allora le sue facce sarebbero sei aspetti distinti: sarebbero dei subprotomiti quantitativi perché ciascuno di essi descriverebbe circa solo un sesto del protomito originario; però se poniamo un dado frontalmente davanti ai nostri occhi allora la singola faccia che vediamo può darci l’illusione di rappresentare l’intera entità: in pratica confonderemo un cubo per un quadrato! In questo senso l’aspetto può essere, ripetiamo incorrettamente, considerato anche come un subprotomito qualitativo.»
Ovviamente a loro volta i subprotomiti, che sono a tutti gli effetti dei protomiti, possono avere più funzioni implicite ed esplicite dove ciascuna delle quali può essere utile, errata o fuorviante!

Col tempo però ho introdotto nuove varianti al concetto di protomito: ho aggiunto gli “epomiti”, ovvero i protomiti che caratterizzano una certa epoca e società. E poi un sottoinsieme di questi: gli “equimiti” ovvero quei “epomiti” la cui funzione è quella di dare stabilità alla società giustificandone lo status quo. Quindi, per esempio, io considero il protomito della democrazia un equimito.

E qui si capisce l’utilità teorica del concetto di protomito e dei suoi simili: in maniera concisa riesco a definire concetti molto sottili ma importanti. L’idea di equimito è fondamentale per comprendere qualsiasi società. Se non avessi introdotto questo concetto non avrei potuto sviluppare la mia teoria perché avrei dovuto limitarmi a spiegare caso per caso, per ogni società, quali idee o principi la tengono insieme. Parlando di equimiti posso generalizzare facilmente.

Poi ho aggiunto i tautomiti: questo sottoinsieme di protomiti identifica quelli che definiscono l’identità di ruoli (e strutture) e quindi gruppi e quindi poteri. Il concetto di tautomito ha molte implicazioni interessanti che qui non posso approfondire.
I ruoli hanno poi dei protomiti interni, che sono controllati quindi dal gruppo corrispondente al ruolo, oppure esterni, ovvero sotto il controllo della società o di altri specifici gruppi.
Queste definizioni apparentemente cervellotiche mi permettono però di definire agevolmente l’autonomia di un gruppo (e quindi di un potere): un’altra branca fondamentale della mia teoria che porta a una classificazione automatica della forza di tutti i poteri.

Faccio notare che siccome epomiti, equimiti e tautomiti sono solo specifici sottoinsiemi di protomiti ecco che quindi tutta la teoria precedente (qui riportata come semplici definizioni ma che nell’Epitome occupa un capitolo specifico e passa) si applica anche a essi.

Insomma la teoria dei protomiti nasce come un’idea semplice ma nel tempo è divenuta sempre più articolata tanto che anch’io, di tanto in tanto, mi confondo! Per esempio da qualche parte avevo scritto che i tautomiti corrispondono ai protomiti interni mentre in realtà fra i tautomiti possono esservi anche dei protomiti esterni (anche se la maggior parte dei tautomiti saranno protomiti interni). Ecco, dovrei riflettere sul fatto se i protomiti interni siano tutti tautomiti… no, non è detto…

L’idea da aggiungere all’epitome è quella di introdurre il concetto di protomito (che come detto può avere funzioni implicite, esplicite e utili, errate o fuorvianti: ecco non so se possono esistere funzioni contemporaneamente implicite e fuorvianti… no, non possono…) quella di “funzione principale” ovvero della sua funzione più usata e quindi più importante. Ovviamente non è detto che esista sempre: talvolta un protomito può avere più funzioni più o meno di pari importanza ma in generale, direi a occhio in un 80% dei casi, una sarà più importante delle altre.
Questa nuova definizione mi permetterebbe delle semplificazioni in altre parti della teoria.
Ma in effetti non sono sicuro che valga la pena introdurre questa nuova definizione.

Conclusione: ecco fatto! Ho ripassato tutta la teoria dei protomiti e sicuramente avrò incuriosito molti lettori a leggere la mia Epitome!

martedì 30 agosto 2022

Sfogo vario

Ho voglia di sproloquiare un po’.
Oltretutto non mi sento benissimo: adesso al mattino nei giorni feriali ho la visita di un super infettatore: ha tre figli, se c’è qualche muova variante a giro me la porta subito da me… che virus poi non so: potrebbe essere covid come pure normale influenza o raffreddore (anche se non mi sembra questo il periodo).
Sintomi: leggero mal di gola e naso chiuso a letto. Appena alzato passa. E ora sto controllando la febbre: fra 5 minuti vi dico, ma prevedo un 36,5°…

Comunque se oggi vado in farmacia vedo di comprarmi un paio di esami rapidi per il covid, tanto per sapere se devo starmene chiuso in casa e, soprattutto, se posso andare a trovare mio padre…

Ma gli sproloqui sono altri… comunque: 36,5° spaccato! L’ho pure tenuto in più e ho mosso l’altro braccio (quindi l’altra ascella!) per scrivere sulla tastiera. È che ormai mi conosco: questa sensazione di “caldo” e disagio che ho adesso è altro. Non significa che non abbia una qualche infezione virale ma fra i sintomi non vi è la febbre…

La verità sul covid-19 intanto continua a emergere: fra censure varie lo sta facendo dall’autunno 2021 quando il governo italiano (come tutti quelli occidentali del resto) ha pensato bene di ignorare le ricerche contrarie ai loro obiettivi politici (leggi “economici” a favore delle multinazionali del farmaco) e, invece, considerare ricerche affidabili i comunicati stampa delle aziende farmaceutiche.
Poi chiaro che le ricerche che dicono che la gestione pandemica è stata catastrofica si accumulano e solo la censura e l’omertà dei media tradizionali (ovviamente anche nelle loro incarnazioni in linea).
Ne ha fatto le spese ieri Matteo Gracias censurato da FB: infatti da quanto pubblicato su Lancet (rivista medica fra le più importanti) emerge che per evitare il 90% dei ricoveri in ospedale sono utili gli anti-infiammatori mentre è controproducente la tachipirina. Alla faccia della “vigile attesa” quindi. Solo, anche se non valgono nulla, siamo sotto elezioni e quindi FB ha pensato bene di censurare dato che, a causa del meccanismo di “causa ed effetto”, un certo ministro della sanità italiana ha sulla coscienza parecchie migliaia di morti…

Chi è interessato può leggere la versione da Telegram: Censurato su FB di Matteo Gracias. Sempre su Telegram si può trovare anche l’articolo originale e il relativo video…

Anzi ora vado a cancellarmi definitivamente da FB: da circa un mesetto avevo messo l’avviso sulle mie motivazioni e come fare per contattarmi. Adesso vado a chiudere proprio il profilo.
Fatto! L’opzione era un po’ nascosta, cioè non era dove l’avrei messa io logicamente, ma grazie ad Aranzulla l’ho trovata…
Bene: una grande distrazione dalla dubbia utilità in meno!

L’Epitome procede bene: ieri ho potuto lavorarci un poco. Soprattutto io, che ho bisogno di un sacco di tempo per concentrarmi e mi distraggo con estrema facilità, sto imparando a sfruttare i ritagli di tempo. Alla fine diviene fondamentale l’organizzazione: il pianificare tutto ciò che devo fare suddiviso in piccoli compiti. In questa maniera mi è più facile ritrovare il filo…

Ieri ho sentito qualche minuto del solito delirante SkyPD24. Parlavano della situazione economica nel Regno Unito con l’inflazione prevista a fine anno del 18%.
Da cosa dipende? Dalle sanzioni alla Russia che si sono trasformate in un boomerang aumentando il costo dell’energia e quindi, a cascata, provocando l’impennata dell’inflazione?
No! certo che no! È colpa della Brexit… senza parole…
E la crisi in Germania? E quella nei Paesi Bassi? E quella in Italia (che si manifesterà pienamente solo in ottobre passate le elezioni)? Sempre colpa della Brexit?
Solo la Francia per adesso se la cava grazie alle sue centrali nucleari e all’uranio rubato nelle sue (ex?) colonie in Africa.

E la cosa preoccupante è che se anche i mentecatti che governano in Europa, spinti non dalle proteste ma dai disordini pubblici, si decidessero a tornare col cappello in mano da Putin per richiedere un po’ di gas allora, per strategia geopolitica, alla Russia NON converrebbe soddisfare queste richieste o comunque lo potrebbe fare solo in cambio di pesanti concessioni. Questo sempre che la situazione economica in Russia lasci a Putin questa possibilità: onestamente non so economicamente come sia messa la Russia. Sicuramente sta meglio dell’Europa ma questo significa poco o nulla…

Qualche giorno fa ho sentito, non ricordo più su quale canale, un’interessante lettura sul rallentato tedesco eletto appena a gennaio e che ora “gode” di un ampio 18% di sostegno popolare che però, sicuramente, si ridurrà sensibilmente fra qualche mese.
In pratica lui fino a dicembre 2021 ha fatto il sindaco di Amburgo (o di un’altra grande città tedesca: non sono sicuro al 100%) e quindi ha ottime conoscenze della sua regione ma, evidentemente, scarse capacità geopolitiche.

Io tendo a sopravvalutare le capacità e l’intelligenza dei politici: appena li vedo prendere delle decisioni cretine vado subito a sospettare complotti internazionali.
Invece sono proprio i politici che ci guidano, ai massimi livelli, ad avere scarsissime capacità e quindi a prendere fischi per fiaschi. Non dico che sono in buona fede ma, probabilmente, non sono neppure totalmente consapevoli dei disastri che vanno a combinare.

Perché ricordiamolo:
- l’intervento della Russia in Ucraina è stato voluto e provocato dalla NATO (e quindi dagli USA).
- il regime di Kiev era, ed è, filonazista: le opposizioni erano state messe fuorilegge prima della guerra e, da marzo, gli unici partiti consentiti sono quelli di estrema destra. Per non parlare dei battaglioni neonazisti inquadrati nell’esercito ucraino.
- insomma l’occidente si è schierato stavolta dalla parte dei “cattivi” obbedendo (in maniera suicida in Europa) agli interessi di Washington.
- ovvio che poi chi controlla Biden ha totalmente sbagliato i calcoli ma ormai, piuttosto che ammettere l’errore, preferiscono raddoppiare la posta sperando di rifarsi “in qualche modo” dalle perdite.
- la Russia NON è isolata: è l’occidente a esserlo! La riprova è stata l’ultima votazione all’ONU per condannare la Russia di qualche giorno fa: Asia, Africa e perfino il Sud America (giardinetto di casa degli USA) hanno votato contro. Per dare l’idea in Sud America solo due stati hanno votato a favore della condanna della Russia.

Di nuovo: a meno che non scattino rivolte popolari in Europa, che al momento sono impensabili in Italia (almeno fino a ottobre) ma possibili altrove, non prevedo novità positive nel vecchio continente. Fondamentali saranno le elezioni in USA se porteranno a una grande affermazione dei repubblicani. Ovvio che anche i repubblicani sono collusi con le grandi lobbi economiche ma c’è la possibilità che usino questa opportunità per far venire a galla le magagne combinate dall’incapace di intendere e volere Biden.
Se negli USA viene fatta un po’ di pulizia, punendo i casi più eclatanti, anche in Europa ci sarebbero (credo) ripercussioni positive. La mia incertezza è dovuta al fatto che, mentre il male si propaga facilmente e immediatamente, per il bene non è così…

Ah! Ieri in mattinata ho pubblicato il mio pezzo sulla “non controffensiva” ucraina e in serata, secondo il ministro della difesa ucraino, essa è effettivamente iniziata ed è stata confermata dalle mie fonti pro-Ucraina e, soprattutto, da quella che reputo neutrale (anche se gestita da un ragazzo americano). Sono curioso di scoprire se questa sera sarà ancora attiva o se, come credo, si sarà già esaurita con gravi perdite…

Conclusione: ho già scritto abbastanza. Niente di nuovo: ho voluto solo buttare fuori un po’ di tossine. L’idea che il governo degli incapaci ruberà/stia rubando il 20% circa dei miei risparmi con l’inflazione mi fa un po’ incaz####...

domenica 28 agosto 2022

La controffensiva trappola

Nel mio breve periodo di “libertà” al mattino presto devo decidere se dedicarmi al racconto di Strabuccinator oppure all’Epitome: queste sono le attività, soprattutto la prima delle due (!), che mi richiedono la massima concentrazione.

Ma oggi ho guardato questo video Where is the Ukranian counteroffensive? di un canale che non avevo mai visto (Anders Puck Nielsen) perché mi piace verificare se le teorie contrarie alle mia hanno delle argomentazioni valide che non conosco e che potrebbero cambiare la mia valutazione del tutto. Sciupatrama: non è stato così!

Le mie fonti pro-ucraina sono essenzialmente due: il canale Denys Davydov gestito da un ragazzo ucraino in Ucraina e il canale Combat Veteran Reacts di, appunto, un “veterano” statunitense. Il primo è pura propaganda ma è buono per farsi due risate (in più controllo il numero di visualizzazioni dei suoi video e queste sono, a occhio, in crescendo: in genere ben oltre il mezzo milione! sigh...). Anche il secondo è fortemente pro Ucraina ma almeno, a livello tattico, ogni tanto indovina qualcosa.
Entrambi però non riescono, né a volte neppure tentano, di argomentare le loro teorie a un livello strategico; entrambi poi non riportano le fonti (vanno quindi per sentito dire) quindi alla fine le loro sono opinioni su cui vi è poco da discutere.

Come sapete, mi pare da fine giugno o forse da inizio luglio, non ricordo più, si parla della controffensiva ucraina che avrebbe dovuto riconquistare la città di Kherson e poi tutta la Crimea. Zelensky parlava di una spedizione di milione di uomini. I media occidentali avevano prontamente confermato che era un numero di soldati “plausibile” e che presto Putin sarebbe stato costretto a suicidarsi nel proprio bunker prima che le truppe ucraine entrassero a Mosca.

All’epoca io avevo ancora un minimo di fiducia nelle fonti occidentali e notavo quindi la totale discrepanza di lettura fra quello che mi raccontavano le fonti che avevo individuato come affidabili e quello che raccontava la propaganda occidentale.
L’offensiva era “annunciata” a metà agosto ma, come è immediato verificare, non è successo niente di questo.

Per questo motivo ho provato a guardare il video sullodato che, nel titolo, prometteva di rispondere alle mie perplessità.

La spiegazione di Anders Puck Nielsen è la seguente: ammette che “tutti” in occidente si aspettavano una controffensiva tradizionale ma spiega che questa è “diversa”. Non è una controffensiva ma una trappola.
Con la notizia della controffensiva l’Ucraina ha forzato Putin a decidere se lasciare la regione di Kherson senza combattere oppure inviarvi rinforzi. Il problema è che al sud, a causa dei numerosi grandi fiumi che dividono il territorio a “fette”, è difficile per la Russia inviare rifornimenti.
La trappola consiste quindi nell’attirare più soldati possibili nella prima “fetta” ovvero da Kheron a Nikolaiev e qui, con una guerra di “attrito”, eliminarne il più possibile quando i rifornimenti languiranno e i russi saranno impossibilitati a difendersi adeguatamente.
Ovviamente questa strategia è possibile anche grazie agli Himars che permettono di colpire i pochi ponti in piedi da cui passano i rifornimenti per le truppe russe.
Questa teoria mi pare in accordo con i video di Denys Davydov che non avevo visto ma che, dai titoli, avevo intuito parlassero di trappole e di ponti distrutti…

E ora le mie obiezioni a questa teoria. Vado in ordine.
- Allora, prima di tutto, davvero la Russia ha spostato parecchie truppe a sud?
Sicuramente ha mandato dei rinforzi e ha creato dei battaglioni dalla popolazione locale (mi sembra sui 20.000 uomini). Proprio negli ultimissimi giorni le truppe russe si sono avvicinate a Nikolaiev ma il fronte a nord e al centro rimangono molto attivi e, di certo, non sono stati sguarniti.
- La guerra di attrito la sta facendo la Russia: è la Russia ad avere l’artiglieria più potente ed è in grado di infliggere perdite al nemico minimizzando le proprie. E anche per questo che il fronte sta avanzando così lentamente: le perdite ucraine sono decine di volte superiori a quelle russe. Alla Russia sta bene così perché non ha fretta.
- E comunque dov’è la guerra di attrito adesso nella “prima fascia”? Partirà nei prossimi giorni? Vedremo…
Io mi aspetto invece qualcosa di analogo alle altre zone del fronte: ovvero con l’artiglieria russa che bersaglia da lontano le difese ucraine: di nuovo “l’attrito” è tutto a vantaggio della Russia. Finiranno le munizioni e ci sarà la controffensiva ucraina che quindi eliminerà i soldati russi rimasti “intrappolati” in questa regione? Vedremo ma ne dubito: credo che i generali russi siano meglio informati degli strateghi su YoutTube sulle capacità di rifornire le proprie truppe. Soprattutto dopo l’errore iniziale a marzo.
- L’efficacia degli Himars è di gran lunga sopravvalutata. Intanto dei 16 ricevuti ne dovrebbero essere rimasti 8 (fonti russe). Ma poi anche la Russia ha mezzi analoghi e conduce continuamente attacchi di questo tipo a depositi di munizioni o carburante ucraino. Come dice Berletic se per vincere questa guerra bastasse questo tipi di attacchi a distanza allora la Russia la vincerebbe prima perché ne fa 10 volte tanti.

In definitiva questa teoria di Anders Puck Nielsen mi sembra un tentativo disperato di dare un senso alle parole sulla controffensiva ucraina che, per varie ragioni, non si è materializzata.
Comunque vediamo: adesso le truppe russe si apprestano in effetti ad assediare Nikolaev: vediamo come andrà questa battaglia di “attrito” e se i russi finiranno improvvisamente le munizioni venendo così costretti a ritirarsi precipitosamente da quel territorio…

Conclusione: su canali più “realistici” (un ex colonnello USA) ho invece ascoltato un paragone interessante: per i nazisti la sconfitta a Stalingrado nel 1943 equivalse alla sconfitta nella guerra che però proseguì per altri due anni. Qualcosa di analogo è accaduto con la conquista di Mariupol da parte dei russi: l’Ucraina ha perso la guerra a maggio (perché la strategia adottata a Mariupol si è rivelata vincente e non contrastabile da parte degli ucraini) ma ancora si continua a combattere.

venerdì 26 agosto 2022

Intuizioni da(l)La Stampa

Non so perché, probabilmente per masochismo, stamani ho aperto il sito LaStampa.it (proprietà Agnelli mi pare). Non ho letto nessun articolo ma mi sono limitato ai titoli.
Mi ha colpito questo: «Covid, Abrignani: “Non aspettiamo i vaccini aggiornati in autunno, quarta dose subito per evitare migliaia di morti”»

Premetto che è la prima volta che sento anche solo nominare questo Abrignani: del resto di esperti disposti a confermare la narrativa ufficiale ci deve essere una scorta inesauribile…

Quello che mi stupisce, un poco almeno, è che la narrativa ufficiale in Italia sia sempre questa: i vaccini unica fonte di salvezza e senza alcun pericolo o controindicazione.
Di efficacia negativa, per esempio, si è detto niente nel 2022 sui media italiani? ho la sensazione di no…
E se poi sono efficaci per poche settimane ha senso prenderli quando i contagi sono ancora pochissimi? Vabbè, se lo ha detto l’“esperto” ci si può sicuramente fidare...

Stupidamente lo scorso autunno 2021, quando mi fu chiaro che le ricerche scientifiche iniziavano ad andare contro i vaccini (o, più precisamente, contro al loro uso a tappeto e indiscriminato per tutti), pensai che le novità avrebbero imposto una rivalutazione, anche politica, della situazione. Invece no: la politica ha semplicemente continuato a fingere sfacciatamente di basarsi sulla scienza e, con il supporto totale dei media, si citano solo ricerche vecchie e quelle, in genere con i dati non disponibili neppure ai ricercatori, realizzate dalle stesse case farmaceutiche. Prima o poi realtà e finzione dovranno essere riconciliate insieme ma in questo caso il fattore tempo gioca a favore degli interessi economici dietro alle menzogne.

Come ho già scritto numerose volte l’Italia va a rimorchio: tutto dipenderà da cosa succederà negli USA elle elezioni fra qualche mese. È là che si combatterà la battaglia per la democrazia in occidente. E, indirettamente, emergerà la verità sui vaccini oppure essa continuerà a essere censurata e nascosta.
L’Italia si adeguerà: se l’opinione pubblica avrà bisogno di un capro espiatorio gli sarà dato. Del resto Speranza è stato allevato e ingrassato proprio per questa eventualità.

Poi, noto da un altro titolo, continua l'agiografia di Draghi nonostante che il suo governo sia dimissionario: forse si vuole già iniziare a gettare le basi per giustificarne un suo ritorno? Possibile: “La Stampa” è il giornale degli Agnelli e ne segue la linea politica, ovvero i loro interessi privati.
In particolare, nella delirante distorsione giornalistica della realtà, il titolo di un altro articolo dice che “i mercati puniranno la destra per aver fatto cadere il governo Draghi”. In altre parole la crisi devastante non è stata provocata dal governo Draghi che ha seguito pedissequamente gli ordine del demente senile, l’esempio della baronessa e del rallentato tedeschi, il pagliaccio inglese e del galletto francese trascinando l’Italia in tanto autolesionistiche quanto inutili sanzioni alla Russia (che hanno quindi scatenato l’inflazione e, temo, porteranno al fallimento per l’aumento del costo dell’energia numerose aziende). No, Draghi, come sempre è stato geniale e super perfetto. La colpa di quello che ha combinato lui è degli altri: lui ha solo i meriti, compresi quelli per le medaglie d’oro nel nuoto e nell’atletica!

L’ho già scritto che la maggioranza degli italiani, ma ormai direi dell’umanità, è composta da imbecilli che si fanno menare per il naso senza alcuna difficoltà, vero?
Già: l’ho scritto proprio ieri in un corto. È probabilmente colpa della psicologia evolutiva se assistiamo all’aumento della stupidità. Cioè la stupidità è, secondo me, un effetto secondario di altre caratteristiche psicologiche che vengono direttamente premiate: il conformismo, l’obbedienza, la malleabilità alla manipolazione, la mancanza di pensiero indipendente, l’ingenuità politica, il sopportare passivamente le ingiustizie (soprattutto se subite da altri) etc. Tutte queste caratteristiche probabilmente sono abbondantemente possedute dagli stupidi e, quindi, indirettamente la stupidità è geneticamente premiata.

Aggiungo, già che ci sono, un’ulteriore intuizione di questa notte.
In questi mesi di lettura del libro di psicosociologia ho notato che molti difetti umani derivano da una memoria tutt’altro che perfetta ma che spesso è erroneamente ritenuta tale. Molta manipolazione è banalmente possibile semplicemente perché la memoria degli individui ha grandi problemi a ricordare ciò che è accaduto appena un anno prima: sia in termini di qualità che di quantità di ricordi.
Da un altro punto di vista le persone con poca memoria sono più facilmente manipolabili: ricordano la propria fiducia in una persona o istituzione ma ne dimenticano le contraddizioni e gli errori.
Quindi la psicologia evolutiva che favorisce società più stabili va a premiare le persone con poca memoria e, magari, quelle in grado di alterarla più facilmente tramite la suggestione (*1).
Ma anche in questo caso la poca memoria o comunque le memorie più labili e suggestionabili vanno indirettamente a premiare la stupidità che a esse è spesso associata.

Ovvio poi che la memoria non deriva solo dalla genetica ma anche dall’esercizio: più usiamo la memoria e più questa si rafforza; se non l’usiamo si indebolisce.
Diminuire la memoria delle persone, e in particolare degli studenti, equivale nel lungo termine a instupidirli.
Mi chiedo se l’apparente diminuzione di intelligenza indicata dalle statistiche sul QI non sia in realtà dovuta a una semplice diminuzione di memoria che adesso, per vari motivi, viene molte meno impiegata. Del resto per ottenere cambiamenti genetici nella popolazione occorrono comunque qualche migliaio di anni…

E una nota finale: società sempre più stupide sono sì anche più stabili ma, visto che i governanti sono fatti della stessa pasta dei governati, credo si inneschi una spirale alla lunga autodistruttiva.

Conclusione: ecco, ho divagato troppo: da un corto potenziale su un articolino de LaStampa.it ho finito per scrivere di questa intuizione che ho avuto in nottata! È che la mia memoria è molto buona (del resto sono circa 8 anni che l’addestro con Anki!) ma la mia distrazione è comunque peggiore: se mi fossi ricordato in tempo del mio buon proposito di scrivere articoli più corti avrei evitato questa divagazione...

Nota (*1): nei bambini, ma anche negli adulti, il semplice far immaginare di aver fatto qualcosa può venire confuso con una memoria reale ad appena settimane di distanza. Apparentemente l’immaginazione e la memoria usano gli stessi circuiti cerebrali.

giovedì 25 agosto 2022

Evoluzione della stupidità

Un’intuizione che ho avuto ieri mentre iniziavo a ricontrollare i miei appunti di psicosociologia.

Mi è cascato l’occhio su un accenno alla psicologia evolutiva: con essa si spiega certe caratteristiche psicologiche umane come benefiche per la sopravvivenza dell’individuo e che, proprio per questo, si sono diffuse e propagate nell’umanità.

Ebbene l’intuizione è che l’incremento della stupidità potrebbe essere anch’essa spiegabile con la psicologia evolutiva con un piccolo ma significativo ritocco. La stupidità non sarebbe favorevole al singolo ma alla società: questo partendo dall’ipotesi, a mio avviso realistica, che lo stupido è generalmente (*1) più mansueto, obbediente alle leggi e, soprattutto, facilmente manipolabile.

Nota (*1): sono quindi possibili miriadi di eccezioni.

Lettura paterna - 25/8/2022
Ho fatto vedere il video del corto Video eloquente a mio padre.
Secondo lui Biden agisce normalmente e regala la penna con cui ha appena firmato la legge al tizio alla sua destra come segno di stima.
A me non pare una lettura corretta: cioè potrebbe spiegare l’azione vista ma non le espressioni facciali dei protagonisti. Come al solito mio padre interpreta razionalmente ma è cieco agli aspetti emotivi.

La logica di Berletic - 25/8/2022
Brian Berletic è il tubatore del canale The New Atlas che da mesi ho ormai identificato come il canale di geopolitica più interessante grazie all’intelligenza e competenza del suo autore.

Un aspetto che mi aveva colpito dei suoi video è che cita, in pratica quasi esclusivamente, fonti occidentali: non perché queste siano obiettive, al contrario sono estremamente di parte.
Questo però significa che quando forniscono dei dati sulla Russia si può essere sicuri che la situazione è effettivamente quella oppure (più probabilmente) migliore (proprio perché sono fonti avverse alla Russia).
Berletic poi costruisce le proprie argomentazioni su questi dati che, come detto, sono una specie di “limite inferiore” e quindi, se la sua argomentazione è corretta allora le cose stanno come dice lui oppure sono ancora più favorevoli alla Russia.
Un modo di argomentare molto matematico che apprezzo!

Un altro tipo di ragionamento che propone piuttosto spesso è questo: “Se l’Ucraina potesse vincere la guerra (come suggeriscono i media occidentali) facendo 10 volte XXX ogni giorno; Allora la Russia la vincerà prima perché riesce a fare 100 volte XXX ogni giorno”. Dove XXX potrebbe essere il colpire depositi di munizioni o magari missioni aeree etc.
Di nuovo una maniera di argomentare che ricorda una dimostrazione matematica!

Macché - 28/8/2022
Stamani, oltretutto dopo una corposa visita al bagno, mi sono ripesato. La lancetta sembrava indicare inequivocabilmente gli 82Kg ma poi ho notato che, stando dritto e non piegato in avanti, il peso sembrava diminuire.
Alla fine anche questa settimana sono a 81,5Kg…

Mi pare di capire che non basta aver eliminato le merendine e un generico mangiare fuori orario: sembra quasi che per dimagrire dovrò rinunciare anche a gelati, pizze e bibite gassate! Chi l’avrebbe mai detto…

E poi continuo a essere dell’idea che per avere un’idea più precisa dei miei progressi dovrei misurare anche la circonferenza della mia pancia: i muscoli sono molto più pesanti del grasso e quindi, a parità di peso, potrei aver perso volume…
Sarà la mia immaginazione ma io mi sento molto più tonico!

Progressi - 28/8/2022
Da qualche giorno sto lavorando alla versione 1.9.2 dell’Epitome che, principalmente, mirava a riorganizzare il capitolo 1.
In particolare ero in imbarazzo per i sottocapitoli 1.3 e 1.4 rispettivamente intitolati “Altre limitazioni note” e “Altre limitazioni” i quali oltretutto erano accompagnati da note un po’ ambigue dove mettevo le mani avanti sul valore reale di alcuni contenuti. E questo proprio nel primo capitolo: praticamente, se qualcuno l’avesse letto, mi davo la zappa sui piedi da solo…

Alla fine poi, siccome non scrivo sciocchezze, si è trattato semplicemente di cambiare nome ai titoli e spostare un po’ di materiale da una parte all’altra. Nessuna correzione (se non la precisazione fra “pensiero di gruppo” e “polarizzazione di gruppo”), qualche caratteristica in più e praticamente ho già finito.

Se riesco a lavorarci con un minimo di tranquillità, cosa assolutamente non detta, credo che finirò il tutto nel giro di un paio di settimane, diciamo quindi a metà settembre.

A quel punto potrei partir in parallelo con la rilettura che dovrebbe portare alla versione 1.9.3 e il progetto, chiaramente con poche speranze, di riuscire un po’ a diffondere quanto ho scritto.

Per la cronaca i due nuovi titoli sono:
“Limitazioni legate al pensiero e alle relazioni sociali”
e
“Limitazioni legate all’influenza sociale”

Meglio, no? Oltretutto ho potuto eliminare le note che non mi piacevano senza alcun senso di colpa!

Potenzialmente molto importante

Stamani mi ero alzato un poco prima del solito per andare avanti nel racconto di Strabuccino ma poi mi sono imbattuto in questo video: Vaccine negative effectiveness - COVID-19 vaccines update 56 dal canale Merogenomics.

Non ricordo se ho già condiviso qualcosa da questa fonte che, comunque, seguo da oltre un anno ed è affidabilissima, sempre estremamente pacata ed equilibrata nei suoi giudizi. Diciamo che il tizio non mi è particolarmente simpatico e il fatto che cammini mentre gira il video mi distrae e mi impedisce di concentrarmi. Ho una memoria visiva che funziona al meglio se posso vedere grafici o comunque dello scritto. Infine ha un accento che mi richiede un poco di impegno in più per seguirlo: per esempio il Dr. Campbell lo seguo facilmente anche se sono sdraiato a letto a occhi chiusi…

In pratica la ricerca, che ancora è un pre-stampa NON verificato dai pari, fornisce dei dati a dir poco sconcertanti: i vaccini, dal primo richiamo in poi, hanno un’efficienza negativa. Questo significa che rendono la persona vaccinata con essi più suscettibile ad infettarsi di una non vaccinata.
Al riguardo avevo già sentito negli ultimi mesi altre notizia simili. Per delle ricerche qatariane l’efficacia del vaccino diveniva negativa dopo un certo numero di mesi; anche un’altra ricerca finlandese (o islandese?) aveva riscontrato questa efficacia negativa ma era basata su un campione molto piccolo (appena 49 persone) e quindi non mi pare di averne neppure scritto.

Questa ricerca invece è molto più specifica e approfondita e centrata proprio sull’efficacia dei vaccini, tenendo presente il numero dei richiami e le diverse varianti.
Tenendo presente questi fattori si è scoperto che l’elemento decisivo sull’efficacia del vaccino è la variante: l’efficacia è diventata negativa con la variante omicron. I richiami successivi peggiorano la resistenza a tale famiglia di varianti invece di migliorarla.
Questo a causa, si ipotizza, di un fenomeno di XXX che fa concentrare il sistema immunitario su, teoricamente, la variante originaria diminuendone però la capacità di riconoscere e affrontare varianti diverse.
Altro gigantesco, anzi, GIGANTESCO risultato trovato è che, sempre dalla variante omicron in poi, la mortalità dei vaccinati è divenuta molto più alta dei non-vaccinati. Mi sembra di aver sentito 7 volte più probabile ma potrei sbagliarmi. Questo spiegherebbe in parte l’eccesso di morti a cui assistiamo dal 2020 in poi (e decisamente maggiore nel 2021) (*1) (*2).

Ma aspettiamo ancora: sicuramente l’articolo sarà ben studiato da migliaia di scienziati esperti in materia. Se contiene errori evidenti saranno presto scoperti. Di sicuro gli esperti delle case farmaceutiche saranno a lavoro per trovarvi dei punti deboli…

Pensiamo invece alle implicazioni.
La prima è una mia fissa di cui scrissi per la prima volta nel dicembre del 2020 (v. Caccia al cigno): il vaccino avrebbe dovuto essere somministrato sollo alla fascia di persone più vulnerabile. Agli anziani con più di 70 anni e a chi aveva fattori di rischio: obesità, pressione alta, cancro, problemi cardiaci e simili.
In questa maniera si sarebbero evitati i possibili (e probabili) danni al cuore per i giovani (*3) e, presumibilmente, si sarebbe evitato l’attuale eccesso di morti (*4) a cui stiamo assistendo adesso.
Ma non solo: se i giovani (e con “giovani” intendo chi ha meno di 55-60 anni in questo contesto! Forse avrei dovuto scrivere non anziani!) non fossero stati vaccinati senza motivo (se non per l’interesse delle case farmaceutiche) allora anche la resistenza della popolazione alla famiglia di varianti omicron sarebbe stata molto più alta e si sarebbero così protetti indirettamente anche i più anziani.

Io credo che la verità potrà emergere definitivamente solo con le elezioni di metà periodo statunitensi. Se, come sembrano indicare i pronistici, i democratici dovessero essere puniti severamente dagli elettori allora la capacità di indagare su questa e altre scelte politiche (e ascientifiche) discutibili sarebbe molto alta. Del resto Fauci, l’esperto di medicina alla Casa Bianca, ha già forse fiutato la situazione e annunciato il proprio ritiro a dicembre.
Ma soprattutto ci sarebbe il capro espiatorio già pronto: l’obnubilato Biden che si prenderebbe, senza peraltro rendersene conto, il 90% delle colpe. Chiaro che le case farmaceutiche la farebbero franca: del resto si sono fatte dare lo scudo legale proprio per questa eventualità.
Alla fine dipenderà da quanto si indignerà la popolazione: se ci fosse tanta rabbia in giro qualche alto dirigente delle case farmaceutiche potrà comunque venire arrestato per ragioni non coperte dallo scudo legale: altri capretti espiatori…

Conclusione: vedremo, ma la ricerca (a proposito è questa: Increasing SARS-CoV2 cases, hospitalizations and deaths among the vaccinated elderly populations during the Omicron (B.1.1.529) variant surge in UK
su MedRXIV.org) è decisamente significativa. Sicuramente anche il Dr. Campbell la noterà e ne parlerà: sono curioso di sentire anche il suo parere.

Nota (*1): l’altra ragione sarebbero gli effetti collaterali dei vaccini in particolare provocati dall’infiammazione e, talvolta, danni permanenti al cuore.
Nota (*2): nello stato dell’Alberta, feudo di uno dei leader del mondo “libero” Trudeau, le morti per causa sconosciuta sono adesso (2022) la prima causa di morte (erano già cresciute molto nel 2021). C’è stato un incremento di circa un ordine di grandezza rispetto al passato… Ma la tendenza è generalizzata.
Nota (*3): i danni al cuore sono permanenti. È quindi possibile che, senza che lo sappiano, alcuni giovani siano stati privati di una decina o più di anni di vita.
Nota (*4): ovvero un numero di morti statisticamente maggiore di quello previsto.

mercoledì 24 agosto 2022

Fine della psicosociologia

Finalmente, dopo un anno e mezzo (grazie a Goodreads.com per tenerne traccia), ho terminato di leggere “Social Psychology 13E” di David G. Myers e Jean M. Twenge, (E.) Mc Graw Hill Education, 2019.
Nel complesso un ottimo libro: dopotutto l’ottimo corso di psicosociologia che avevo seguito anni fa era basato proprio su di esso.
Certo, più del libro, consiglio il corso in linea sempre che sia ancora disponibile gratuitamente: nel corso si ha una panoramica dell’80% dei concetti, oltretutto con video e altro materiale che lo rendono ancora più godibile. E tutto questo in una frazione del tempo necessario a leggere il tomo di 500 pagine (senza considerare la cinquantina e passa di indice, bibliografia e roba del genere). Il libro è quindi adatto a chi vuole approfondire e avere un punto di riferimento da poter consultare in caso di necessità.
Senza poi considerare il prezzo che (l’avevo dimenticato) è almeno il doppio di quello che dovrebbe essere. Mi vergogno a dire quanto l’ho pagato ma è un’esagerazione: sarebbe stato forse accettabile se avesse avuto il doppio delle pagine! Vabbè, col senno di poi…

Periodicamente ho scritto vari pezzi sui concetti più interessanti in cui mi sono imbattuto e quindi non starò a ripetermi.
Piuttosto voglio scrivere qualche parola sull’ultimo capitolo che ho terminato oggi, il 16°: “Social psychology and the sustainable future”.

Questa volta non ho avuto sorprese: il capitolo è deludente come mi aspettavo. L’ho già scritto ma giova ripeterlo: finché gli autori si limitano alla psicosociologia sono ottimi: quando però passano alla filosofia (senza neppure accorgersene) e alla politica iniziano a prendere granchi…

Il capitolo inizia a ricordare quanto siano limitate le risorse del mondo e quanto le stiamo consumando rapidamente. Va bene, qua e là ho qualche dubbio ma diciamo che accetto quanto scritto per buono.
La seconda parte è intitolata “Attiviamo uno stile di vita sostenibile” e le strategie sono sostanzialmente due: 1. sfruttare nuove tecnologie; 2. ridurre i consumi (e la popolazione) (*1).

E sul ridurre i consumi si vede il germe del paradosso politico e sociali che, evidentemente, sfugge agli autori.
Per disincentivare non si sa proporre di meglio che aumentare le tasse su certi prodotti servizi oppure fornire un riscontro immediato dei consumi/costi in maniera che si sappia immediatamente quanto si risparmia spegnendo lo schermo del calcolatore o una lampadina.
Il problema è che queste idee provocano delle discriminazioni basate sul reddito: i ricchi possono permettersi la carne animale, i poveri no. E poi ve lo immaginate Bezos che fa i salti di gioia a scoprire che spegnendo la lampada dell’ufficio quando va in bagno risparmia ben 20$ all’anno?
Queste sono ingiustizie basate su discriminazione economica. Il paradosso viene nella sezione successiva dove si spiega come la psicosociologia possa essere usata per cambiare la mentalità delle persone.
Il succo è che la ricchezza non dà la felicità e quindi, ne deducano, un po’ di povertà non farebbe troppo male.
Peccato però che nella parte precedente la ricchezza è utile a permettersi tutti quelle piccole e grandi comodità che costerebbero molto di più a causa delle tasse.
Ecco il paradosso: non è importante che siate ricchi ma se non lo siete non potrete permettervi le comodità a cui siete abituati. A voce cercano di convincere che il denaro non è poi così importante ma le politiche che consigliano dicono il contrario.
In un’altra parte del libro spiegano che i bambini a cui i genitori a parole insegnano una cosa ma nella pratica, col loro esempio, mostrano il contrario, divengono ipocriti.
Ecco quello che al massimo si otterrebbe: una popolazione ipocrita, che a parole si dice convinta che il denaro non sia importante ma che poi farebbe tutto il possibile per ottenerne sempre di più.

Ma non voglio dilungarmi troppo su questo capitolo: salto quindi molte note che evidenziano tante altre contraddizioni e ipocrisie.
Mi soffermo solo su un “Research close-up” (in pratica una scheda di approfondimento) dove uno scienziato ha raccolto tutti gli aspetti che portano al benessere individuale: 1. più emozioni positive; 2. meno emozioni negative; 3. felicità; 4. apprezzare la propria vita; 5. qualità della vita; 6. Salute, amicizie, famiglia.
In tutti questi aspetti il ruolo del denaro è “marginale” (le virgolette sono mie: nella società attuale tutto dipende dal denaro, la salute ne è forse l’esempio principale).
Spiegato questo è scritto:
«Tali misure del benessere possono essere utili ai governi quando discutono di economia, tasse, protezione della famiglia, sistema sanitario e progetti sociali [...]» (*2)
Ho riportato un frammento minimo (sono pigro) ma l’idea è che il governo, interessato al benessere della popolazione e, anzi, volendolo massimizzare, basi le proprie politiche sugli elementi sullodati.

Io non so che pensare: si tratta di ingenuità o ipocrisia? (scarto la stupidità perché assumo che lo scienziato debba essere intelligente)
Il governo non è MINIMAMENTE interessato non dico alla felicità ma neppure al benessere puramente materiale della propria popolazione. Le riprove le abbiamo continuamente: a chi giova la guerra in Ucraina voluta a tutti i costi dall’occidente (leggi NATO, leggi USA, leggi Biden, leggi alti papaveri democratici)?
Di certo non alla popolazione comune… A qualche popolazione occidentale è stato chiesto se erano favorevoli a questo conflitto? No: la guerra fa comodo ai produttori di armi e tanto basta.
Altro che la felicità delle persone: per guadagnare denaro la politica passa volentieri sulla vita di milioni di ucraini. Vabbè: sapete già come la penso, inutile aggiungere altro…
Questo però per far capire quanto poco capiscano questi psicosociologi appena abbandonano i loro esperimenti sugli studenti e iniziano a parlare di altro…

Infine nell’epilogo (mezza pagina) gli autori spiegano che il loro libro, anche se rigoroso, vuole anche essere “intellettualmente stimolante”. Beh, in questo obiettivo hanno fallito.
Associare i repubblicani ai difetti psicologici e i democratici ai pregi oppure citare Trump come esempio negativo e Obama come positivo non è una provocazione è solo essere politicamente schierati. Oppure tutte le foto politicamente corrette (con rigorosamente personaggi sorridenti di tutte le etnie che si danno la mano e collaborano insieme) non sono intellettualmente stimolanti ma sono invece tipiche di una specifica visione della vita che nella sostanza è ingenua o ipocrita.
Precedentemente ho rimarcato come alla sezione sulla riduzione dei consumi e della popolazione non si parli poi, per niente, della riduzione di quest’ultima.
Dove cresce la popolazione? Nei paesi poveri: è lì che la crescita della popolazione andrebbe contenuta. Cioè va bene che l’occidente “ricco” impari a consumare meno ma è semplicemente tutto inutile se dall’altra parte del mondo la popolazione raddoppia in pochi anni.
Però questo concetto, che sarebbe stato effettivamente “intellettualmente stimolante”, è stato tagliato perché è qualcosa che non si deve “dire” e ne è rimasta (involontariamente suppongo) traccia solo nell’introduzione della sezione…

Invece un’intuizione intellettualmente stimolante e provocante mi è venuta a me mentre leggevo queste pagine.
Probabilmente dovrei dedicarvi un pezzo a parte ma almeno voglio gettarne le basi adesso:
- la popolazione evolve geneticamente con relativa velocità, tipo poche migliaia di anni bastano per uniformare e differenziare una popolazione (da “Who we are and how we got here” di Reich).
- la popolazione sta divenendo più stupida.
- ma in effetti sta evolvendo: non è tanto la stupidità che viene premiata quanto il vivere in società senza protestare, ignorando le ingiustizie anche se palesi, il seguire le mode, l’essere docili e mansueti, l’incapacità di agire o di farsi un’opinione propria che sfidi il pensiero dominante.
- Tutte le caratteristiche sopra, dell’uomo pecora che vive bene nel gregge, si riassumono tendenzialmente con minore intelligenza. Ed ecco perché la stupidità, quella dell’uomo che evita le grane, che ubbidisce al potere senza farsi scrupoli, viene premiata.
- Alla fine è l’uomo che si sta evolvendo per divenire sempre più facilmente manipolabile dal potere. Il divenire più stupido ne è invece un effetto indiretto.

Questa, per la cronaca, è una teoria provocatoria e stimolante.

Conclusione: come ho detto il libro nel suo complesso è molto buono. Mi spiace salutarlo con una critica così severa al suo ultimo capitolo. Ma se gli psicosociologi politicamente/filosoficamente/moralmente non ci capiscono niente non è colpa mia...

Nota (*1): ho scritto “e la popolazione” fra parentesi perché è scritto così nell’introduzione al capitolo ma poi nella specifica sezione non ve ne è traccia. Ma su questo ritornerò quando commenterò l’epilogo del libro.
Nota (*2): tradotto al volo da “Social Psychology 13E” di David G. Myers e Jean M. Twenge, (E.) Mc Graw Hill Education, 2019, pag. 501.

martedì 23 agosto 2022

Aggiornamento sul racconto di Strabuccinator

In queste settimane più volte ho accennato a un nuovo racconto di Strabuccino: una specie di mio vago alter ego un po’ sfortunato con le donne…

Durante il breve ma intenso travaglio emotivo di questa estate (v. Indignato e arrabbiato e seguenti) fra le varie iniziative prese ci fu anche la decisione di scrivere un racconto “catartico”.
Un racconto in cui Strabuccino si sarebbe “vendicato” delle varie donne che in passato (ovvero in altre storie già pubblicate qui sul ghiribizzo) l’avevano ferito (anzi ucciso, dato che Strabuccino rinasce sempre nella propria fungaia quando muore) come Ricottella, Baccabriciola, Pescasoda, Cavolina o Stramele (più nota come Saltabecca).

Un’idea semplice inizialmente che avrebbe dovuto culminare con l’introduzione di un nuovo personaggio. In tutto scrissi quattro pagine di rozzo canovaccio su un quadernone...
Per tenere insieme la storia avevo poi aggiunto degli altri personaggi secondari che, in questo racconto, avrebbero dovuto contrastare Strabuccino. Fra questi c’era anche una dottoressa che però, essendo l’unica donna della squadra, andava acquistando sempre più spessore. Alla fine avevo quindi deciso di trasformarla in un vero e proprio personaggio principale. E, dato che inizialmente non si basava su una persona reale, avevo deciso di ispirarmi a una pornoattrice. La volevo bionda per varietà visto che nessuna delle altre personaggi lo era.
Per divertimento feci scegliere a una mia amica che si decise, da un gruppo ristretto di mie proposte, per Lily Rader: una pornoattrice più carina che bella (*1).
Questo mi portò a una riscrittura dei primi episodi per caratterizzarne meglio il personaggio, soprattutto per l’aspetto fisico sul quale non mi ero sbilanciato. Soprattutto le diedi via via sempre maggior spazio fino a decidere di farla confrontare direttamente contro l’avatar di Strabuccino (*2). Contemporaneamente avviai anche una trama secondaria, una “storia d’amore”, all’interno della squadra in opposizione a Strabuccino: un classico triangolo: lei (la dottoressa), lui (il geniale maggiore) e l’altro (un perfido Ingegnere).
Su come combinare lo scontro fra la Dottoressa e Strabuccinator non avevo le idee chiare ma siccome era un qualcosa che sarebbe avvenuto sul finale della storia neppure me ne preoccupavo troppo…

Col tempo, anche a causa della complessità della trama, mi sono dilungato sempre di più. Ma essenzialmente ho cercato di scrivere al mio ritmo, senza farmi condizionare da vincoli di lunghezza: ovviamente mantenendo il tutto divertente.
Principalmente infatti, come tutte le storie di Strabuccino, anche questa vorrebbe essere comica. Certo è il mio umorismo, cervellotico e decisamente non per tutti, ma io lo trovo divertente. Quello che è ho incrementato è l’atmosfera erotica che invece di essere marginale qui diventa predominante pur in un contesto che rimane comico.

I miei classici racconti potevano essere al 70% comicità, 20% erotismo e 10% fantasia/fantascienza magari, a volte. invertendo le ultime due percentuali. In questo racconto abbiamo 50% comicità, 40% erotismo e 10% fantasia/fantascienza.

Questa composizione decisamente più ardita porta con sé la difficoltà di pubblicazione direttamente su questo ghiribizzo di cui ho già accennato in almeno un corto.
Alla fine credo che lo pubblicherò a puntate come corti con collegamento ad archivio zippato e protetto da parola chiave, riassunto puntate precedenti, collegamenti utili alle vecchie stroie e, forse, altro. In questa maniera credo che non dovrebbero esservi problemi…

Tornando al racconto mi era rimasta in sospeso il confronto fra il nuovo personaggio e Strabuccino (*3).
Onestamente non me ne ero preoccupato troppo perché pensavo che mi sarebbe venuto facile: nei miei appunti originari vi avevo dedicato appena un paio di righi. E in più avevo il problema di far entrare nella trama principale anche il personaggio della Dottoressa.
Ho dovuto fare 2/3 giorni di “brainstorming” per arrivare a un’idea, credibile nel contesto della trama comica assurda, che mi permettesse di unire tutti gli ingredienti insieme. Per esempio ieri ero orientato a inserire un elemento magico ma poi ieri sera ho scartato il tutto trovando un’idea più semplice e migliore.
Comunque per me è molto inconsueto starci così tanto per arrivare a una soluzione fantasiosa di mio gradimento: da questo punto di vista sono molto fantasioso e creativo!

Al momento ho 64,5 pagine di racconto già scritte e 4 di riassunto dettagliato che dovrò “solamente” espandere per avere il racconto completo.
Prevedo un centinaio di pagine ma non sono sicuro: un po’ mi è difficile calcolare a quanto equivale ogni rigo di sintesi. Per ciò che mi è chiaro uso solo poche parole in bozza che però possono poi trasformarsi in pagine, per i passaggi critici inserisco magari anche dei dialoghi che poi mi limito a copiare e incollare senza aggiungervi praticamente niente. E poi c’è il “problema” delle nuove idee che mi vengono via via che scrivo. Alla fine direi che un buon 50% di quello che scrivo è inventato sul momento. Anche mentre scrivevo questo pezzo mi è venuta in mente una nuova idea che mi pare molto carina e che andrò a inserire nella bozza…

Ormai quindi, a meno di mio decesso imprevisto, dovrei concludere il racconto, anzi romanzo breve o proprio romanzo visto che le mie pagine sono molto più fitte di quelle di un comune libro!

Piacerà? Non credo: ma a me sì, quindi…

Conclusione: tempi? Bo… oggi prevedo di terminare il libro di psicosociologia quindi inizierò anche la nuova versione dell’Epitome… Però non credo che queste due attività si daranno troppa noia fra loro. Magari potrebbe essere il ghiribizzo a venire un po’ trascurato. Vedremo...

Nota (*1): io invece ero orientato per Scarlet Red, decisamente più straripante!
Nota (*2): sì, Strabuccino è un mio alter ego che, almeno in questo racconto, ha un avatar!
Nota (*3): anzi, il suo avatar: ma comunque nella storia c’è anche Strabuccino vero e proprio. Come ho scritto è una trama piuttosto complessa!

domenica 21 agosto 2022

Decisione d’ufficio

Stamani la lancetta della bilancia mi è parsa di un capello al di sotto di 82Kg e così ho deciso che peso 81,5Kg: in pratica ho perso mezzo chilo rispetto alla scorsa settimana.
Speravo, dopo aver eliminato le merendine, in un miglioramento più evidente ma suppongo dovrei fare un po’ più ginnastica aerobica (o una dieta più attenta).

Ora con le partite di calcio in tivvù cercherò di pedalare alla cyclette: di sicuro non mi farà male…

Stupidi e incapaci - 24/8/2022
Adesso dovrei iniziare la nuova revisione dell’Epitome ma voglio prendermi ancora qualche minuto di pausa. Ne approfitto quindi per riportare un’intuizione avuta ieri.

Negli ultimi mesi, in pratica da febbraio con le scellerate decisioni dei governanti europei che hanno fedelmente ubbidito a un demente senile, mi sono convinto della loro totale e irrimediabile corruzione non solo politica ma anche morale.

Come si fa infatti a prendere delle decisioni totalmente contrarie all’interesse della popolazione e dell’economia in generale come è stato fatto se non si vuole portare avanti un progetto di impoverimento generalizzato della popolazione?

Gombloddo, gombloddo ho pensato anch’io: come era possibile che ciò che era ovvio a febbraio a me, che avevo studiato appena per un mese la situazione in Ucraina, non lo fosse per politici che avevano a disposizione ogni sorta di esperti e chissà quanti dati aggiuntivi?

Ebbene, mi sono reso conto ieri, c’è un’altra possibilità: i nostri politici sono dei totali idioti. La loro unica capacità è quella di apparire intelligenti, seri e affidabili davanti alle telecamere. Ma è solo apparenza. La stupidità ormai ha trionfato anche in politica: l’intelligenza è stata battuta da una furbizia meschina, immorale e avida.

Una popolazione sempre più stupida infatti non è in grado di vedere e premiare l’intelligenza, la giustizia e gli sforzi mirati al benessere comune. Basta un politico gradasso che abbia un bel vocione convincente e la gente è tutta con lui…

Ripeto il nocciolo di questo corto che, temo, possa essersi perso nella mia generale amarezza: non è detto che i nostri (occidentali in genere) politici combinino disastri per dei secondi fini ma potrebbero essere semplicemente stupidi, ignoranti e incapaci.

E allora che si fa? - 23/8/2022
L’ho già scritto qua e là ma giova ripeterlo.
Le prossime elezioni in Italia saranno totalmente irrilevanti: tutti i partiti maggiori sono inaffidabili e il loro obiettivo è solo quello di fregare gli italiani (*1).
La speranza, cioè un vero cambiamento, deve quindi venire dall’estero. In Germania, per esempio, l’approvazione di Scholz è al 18%, oltre il 70% dei tedeschi pensa (giustamente) che abbia combinato un disastro.
Perché questa differenza con l’Italia? Per molte ragioni secondo me: da una parte i tedeschi hanno un’informazione leggermente migliore della nostra, da noi poi gli effetti di questa crisi sono nascosti e lo saranno fino a ottobre, passate cioè le elezioni. La Germania poi, secondo me, avrebbe avuto la possibilità di dire “no” al demente senile: sono sicuro che la Merkel non si sarebbe infilata in questo disastro. E la popolazione se ne rende conto.
Ma, come ho già scritto, la vera battaglia per la libertà e la democrazia, si combatterà negli USA: decisivo sarà la composizione del nuovo congresso. I democratici devono essere puniti al voto per ciò che hanno combinato. Non che i repubblicani siano meglio: ma punire chi ha tradito è necessario per restituire un minimo di fiducia e credibilità nelle istituzioni.

Nota (*1): al netto di partitini microscopici e, pertanto, irrilevanti.

E Trump? - 23/8/2022
Pur con tutti i suoi limiti Trump non è un demente senile e nel caso peggiore avrebbe fatto “appena” metà dei disastri di Biden.
In realtà democratici e repubblicani sono entrambi marci, ormai troppo dipendenti dalle “donazioni” delle lobbi per anche solo fingere di fare gli interessi della popolazione.
Anche negli USA ci vorrebbe qualcosa di nuovo che, sfortunatamente, non mi pare di vedere all’orizzonte. Ci sono delle voci indipendenti ma hanno un seguito marginale e non credo siano in grado di influenzare significativamente il paese.
Quindi una situazione sostanzialmente brutta è stata portata all’improvviso collasso dal presidente demente senile che è, ricordiamolo sempre, controllato dalla cricca di papaveri repubblicani intorno a lui.

Video eloquente- 23/8/2022
'Totally lost': Joe Biden has 'no idea what’s going on' during signing ceremony


Fino alla firma Biden è “normale” poi gli applausi lo distraggono e improvvisamente non sa più dove sia, che cosa stia facendo e chi siano le figure intorno a lui.
Osservatene lo sguardo perso mentre dà la penna al “papavero” alla sua destra. E anche come quelli intorno a lui lo guardino come se fosse un bambino di tre anni che deve spegnere le candeline della torta senza bruciarsi o caderci sopra..

Umiltà e corpo

Vi presento prima un video e poi una riflessione.
Il video è questo: Depression, I was wrong (15 minuti) oppure vi è anche questa versione più sintetica Great questions on depression (8 minuti) entrambi dal canale Dr John Campbell

Una ricerca recentissima ha dimostrato che non vi è una relazione diretta fra il livello di serotonina nel cervello e la depressione. La notizia ha del clamoroso perché è dagli anni ‘70 che si pensava che una scarsità di serotonina nel cervello provocasse la depressione.
Vari farmaci, fra cui il famoso Prozac, funzionano andando ad alterare il meccanismo con cui la serotonina viene usata nel cervello.
La cosa buffa è che questi farmaci funzionano e lo fanno meglio dei placebo (quindi hanno un effetto reale) ma evidentemente grazie a un meccanismo diverso da quello che si pensava!

Ma la riflessione è un’altra: quando si discute del corpo umano e di come funzioni non si tratta di matematica e teoremi. Tutto quello che sappiamo, anche le conoscenze che si danno per acquisite e “certe” possono sempre venire rimesse in discussione.

Questa ricerca ne è la dimostrazione: anche una verità vecchia di cinquant’anni può una mattina svegliarsi scoprendo di essere errata o, almeno, incompleta e parziale.

Che dire quindi delle “verità scientifiche” che hanno pochi anni se non mesi di “vita”? È giusto scommettere la salute di milioni di persone su di esse? Della “verità” che magari sono funzionali agli interessi di aziende per miliardi e miliardi di dollari?

Vanno prese come oro colato oppure sarebbe bene, scientificamente corretto, ascoltare, analizzare, discutere e confrontarle con le teorie (spesso basate su ricerche) di una minoranza, anche molto consistente, di scienziati (talvolta anche premi Nobel) che la pensano diversamente?

E questa ricerca (*1) non è un caso unico e irripetibile: è un fenomeno, magari non sempre clamoroso, ma che si ripete con molta più frequenza di quanto si potrebbe pensare.
Solo su questo ghiribizzo posso rimandare a due pezzi sull’argomento: Borody e altri oppure La parabola di Hegsted.

Conclusione: qual è quindi l’atteggiamento scientifico più corretto? Credere ciecamente (con tutto ciò che ne consegue) nella “verità” scientifica dell'ultimo minuto oppure metterla in discussione quando vi sono buone argomentazioni per farlo?
L’unica verità certa è che ci vorrebbe più umiltà nello stabilire cosa è certo! Ma spesso l'avidità di pochi e la corruzione di molti fanno chiudere un occhio e talvolta tutti e due...

Nota (*1): ovviamente se sarà confermata, cioè replicata con successo etc...

sabato 20 agosto 2022

Giustizia psicosociale

Sto leggendo l’ultimo capitolo del libro di psicosociologia! Questo significa che a breve inizierò la nuova versione dell’Epitome con la revisione totale del primo capitolo: un’operazione che mi preoccupa non poco dato che equivale a ricostruire le fondamenta di un palazzo di una trentina di piani!

No, vabbè: sto esagerando. In quanto ho già scritto non c’è niente di sbagliato, quindi più che riscrivere voglio riorganizzare diversamente il materiale già presente. Io spero anzi che, alla fine, le modifiche che andrò ad apportare saranno minori di quanto temo…

Riguardo al precedente capitolo letto, ovvero l’uso pratico della psicosociologia in tribunale, non ho trovato niente di clamoroso. Il capitolo si concentra sulle giurie popolari americane che sono dei gruppi di persone comune che, guidate dal giudice, decidono la sentenza. Come gruppo subiscono tutte le classiche dinamiche dei gruppi.
In genere funzionano decentemente quando le prove sono chiare: quando la situazione diventa più nebulosa e inverta invece entrano in gioco tutti i vari pregiudizi e inclinazioni come pure tutti i meccanismi che danno alla maggioranza in un gruppo dei benefici psicologici importanti e un vantaggio, spesso incolmabile, nel convincere gli altri (le giurie devono raggiungere un accordo all’unanimità).

Così a memoria (il libro non è con me) mi ricordo solo una questione che mi ha colpito molto.
Alcuni stati americani, per certi tipi di processi, hanno abbassato il numero di giurati da 12 a 6. Che problemi possono esserci?

In realtà molti: per esempio statisticamente (*1) se una società ha una minoranza del 10% c’è un 40% di probabilità che almeno un suo appartenente faccia parte della giuria di 12 persone; tale percentuale cala notevolmente se i giurati sono solo 6. Avere giurati appartenenti a una minoranza può essere molto importate a causa dei pregiudizi che potrebbero esserci fra i giurati, specialmente per particolari crimini.
Ma la controindicazione che più mi ha colpito è “matematica”: nelle giurie 1/6 è ben diverso che 2/12!!
Statisticamente, da un punto di vista matematico cioè, la probabilità di avere una minoranza di un giurato su sei oppure di due giurati su dodici sarebbe esattamente la stessa. Il problema è che nelle dinamiche dei gruppi il singolo sente una pressione fortissima se gli altri membri sono TUTTI contro di lui. Tale pressione si allenta sensibilmente se la minoranza è composta almeno da due persone. Una persona da sola difficilmente riuscirà a convincere le altre delle proprie ragioni proprio perché chi è da solo a difendere un’idea è colto da dubbi e insicurezze che invece due persone non avrebbero.
A me pare un limite notevole visto che è piuttosto controintuitivo. Sicuramente lo è per me: faccio fatica a immaginarmi intimorito dal confrontarmi con una “maggioranza” di cinque persone che la pensano diversamente da me. Il fatto è che è ormai una vita che sono abituato a essere in minoranze ancora più piccole! E sono anche abituato al fatto di avere più spesso ragione io che la maggioranza.
Se poi sapessi che in ballo vi è il destino di una persona le forze per convincere gli altri mi si decuplicherebbero…

Nel complesso ho trovato questo capitolo sulla giustizia interessante ma non particolarmente utile: dove con “utile” intendo qualcosa che integri o arricchisca i principi psicologici e le teorie della mia Epitome. “Utile” sarebbe anche qualcosa che smentisca una mia teoria ma da questo punto di vista sono tranquillo: ho una buona base teorica e, per esempio, il corso di psicosociologia che avevo seguito faceva proprio riferimento al testo che ho quasi terminato di leggere!
E poi il 90% delle teorie lì riportate sono ormai piuttosto assodate avendo, spesso, almeno una quarantina di anni.

L’ultimo capitolo, sono appena all’inizio, ma ho la sensazione che non mi piaccia: mi pare di intuire che l’idea sia come usare la psicosociologia per “educare” le persone a certe idee e principi.
Ovvio che gli autori sono in buona fede, hanno in mente tutti scopi a “fin di bene” ma, come ho già scritto, appena questi psicosociologi mettono il naso fuori dal loro ambito iniziano a prendere parecchi fischi per fiaschi.
Moralmente agire male seppure a “fin di bene” è sbagliato: il fine che hanno in mente potrebbe essere “meno bene” di quello che si pensa, potrebbe non esserlo per il singolo (che verrebbe quindi sacrificato per il bene della società) e comunque l’eterodirezione è sbagliata di per sé (rimando a Kant).
Insomma l’educazione degli psicosociologi assomiglia in maniera preoccupante a quella che per me è manipolazione.
Però un aspetto interessante potrebbe essere il ritrovarvi tecniche massicciamente usate dalla propaganda occidentale. Vedremo...

Conclusione: questo libro a cui ho voluto dare maggiore priorità rispetto agli altri mi è proprio venuto a noia: non vedo l’ora di finirlo anche solo per questo!

Nota (*1): vado a memoria: i numeri potrebbero essere sbagliati ma non il senso del problema!

venerdì 19 agosto 2022

Propaganda e "stupidi"

Oggi vorrei tornare su un pezzo che ho scritto pochi giorni fa: Gli scettici-creduloni.

Per qualche motivo mi sono dimenticato di citare “La vita responsabile” di Bonhoeffer che lessi un mese fa. Ne ho accennato un qualche pezzo ma poi non ho scritto niente delle pagine più significative.
Bonhoeffer era un sacerdote, non uno psicologo né un sociologo: la sua interpretazione della realtà è quindi sostanzialmente morale. Si trova così nella difficoltà di spiegare il comportamento della maggioranza dei suoi concittadini che hanno ceduto alla fascinazione del nazismo.
Probabilmente gli sfugge quanto possa essere persuasiva la propaganda e di quanto, contemporaneamente, siano facilmente influenzabili le persone. Non è un caso che molti studi di psicosociologia siano stati fatti proprio dopo la seconda guerra mondiale per cercare di dare un senso al comportamento dei tedeschi (per esempio gli studi sull’obbedienza all’autorità).

Bonhoeffer essendo (suppongo) digiuno di psicologia arriva a una sua propria spiegazione di questo fenomeno e introduce il concetto di “stupidi” che però non ha niente a che fare con l’intelligenza. La “stupidità” di Bonhoeffer corrisponde invece alla suscettibilità alla propaganda: più si è influenzabili, più si crede ciecamente alla voce del potere e più si è stupidi.

«Per il bene la stupidità è un nemico più pericoloso della malvagità. Contro il male è possibile protestare […]. Ma contro la stupidità non abbiamo difese.» (*1)
Concetto che mi ricorda molto quello di Cipolla: v. Cipolozzo di fine maggio.

«[…] le motivazioni non servono a niente [a persuadere gli “stupidi” cioè]. Ai fatti che sono in contraddizione con i pregiudizi personali semplicemente non si deve credere – in questi casi lo stupido diventa addirittura scettico – e quando sia impossibile sfuggire a essi, possono essere semplicemente messi da parte come casi irrilevanti. Nel fare questo lo stupido, a differenza del malvagio, si sente completamente soddisfatto di sé, anzi, diventa addirittura pericoloso, perché con facilità passa all’attacco. […] Non tenteremo mai più di persuadere con argomentazioni lo stupido: è una cosa senza senso e pericolosa.» (*2)
Quante volte ho descritto questa situazione?
Copio e incollo dalla nota 38 della mia Epitome:
«Questo fa si che l'uomo si aggrappi con pervicacia all’idea intorno alla quale ha costruito la propria essenza. Anche quando l'evidenza della sua falsità dovrebbe essergli ovvia, egli si rifiuterà di guardare le prove, si infurierà con chi cerchi di indicargli il suo errore, non vorrà ascoltare e, anzi, abbraccerà ancor più strettamente la propria illusione voltando la testa e chiudendo gli occhi. Il motivo di ciò è psicologico: ammettere che il mito, l'illusione sulla quale ha basato la propria esistenza e ha costruito la propria personalità, è fallace equivale ad ammettere di aver sprecato la propria vita o, comunque, buona parte di essa.
Non solo: la distruzione di uno dei miti fondamentali su cui l'individuo ha basato il proprio essere comporterebbe la necessità di una ricostruzione, di un cambiamento di visione globale di se stessi e del proprio mondo, che in pochi hanno non solo la voglia ma anche la forza di intraprendere. Meglio quindi non ascoltare, rifiutarsi di capire e continuare a illudersi, piuttosto che ammettere il proprio errore e ravvedersi.»

«Ci sono uomini straordinariamente elastici dal punto di vista intellettuale che sono stupidi, e uomini molto goffi intellettualmente che non lo sono affatto.» (*3)
Come ho spiegato questa forma di “stupidità” non ha niente a che fare con l’intelligenza.

«[…] in determinate circostanze gli uomini vengono resi stupidi, ovvero si lasciano rendere tali.»

«[…] qualsiasi ostentazione esteriore di potenza, politica o religiosa che sia, provoca l’istupidimento di una gran parte degli uomini. […] sotto la schiacciante impressione prodotta dall’ostentazione di potenza, l’uomo viene derubato della sua indipendenza interiore […]. Il fatto che lo stupido sia spesso testardo non deve ingannare sulla sua mancanza di indipendenza.» (*4)
Questa mi sembra una buona descrizione della propaganda e dei suoi effetti sulle persone. Il frequente richiamo all’“ostentazione di potenza” è dovuto al fatto che nel nazismo questa era la principale forma di propaganda.

Nel prosieguo l’autore fa anche osservazione contemporaneamente semplice ma profonda: si accorge che i “solitari” sono meno soggetti alla propaganda a differenza di chi vive a contatto con molte persone: ne deduce che la “stupidità” non dipenda tanto dalla psicologia (*8) ma dalla sociologia.
E in effetti ha ragione: molta della persuasione viene dall’effetto “pecora”, dal vedere che altri sono già convinti o sembrano tali...

«Parlandogli ci si accorge addirittura che non si ha a che fare direttamente con lui, con lui personalmente, ma con slogan, motti ecc. da cui egli è dominato.» (*5)
Descrizione perfetta: quante volte mi è capitato di argomentare le mie ragioni e di ricevere obiezioni della forma “Tizio ha detto” (e non “Tizio ha spiegato che …”), ovvero asserzioni, non motivate, che equivalgono a slogan. Io spesso riporto, per esempio nei miei pezzi sul covid-19, le argomentazioni di dottori e scienziati ma, appunto sono argomentazioni: non mi hanno detto è “così perché è così” ma mi hanno mostrato dati e ragionamenti convincenti.
L’obiezione che ricevo io è del livello, lo ha detto il telegiornale: che ha senso solo se ritieni il telegiornale degno di fiducia...

«È ammaliato […]. Trasformandosi in uno strumento senza volontà, lo stupido sarà capace di qualsiasi malvagità, essendo contemporaneamente incapace di riconoscerla come tale.» (*6)
Non solo! Lo stupido non solo non riconosce il male ma lo confonde con il bene!
È un fenomeno legato all’efficacia della propaganda che fa sentire chi ne è vittima nel giusto: superiore intellettualmente e moralmente a chi osa pensarla diversamente.
Fenomeno pericolosissimo perché, come osserva Bonhoeffer, dal sentirsi moralmente giustificati al compiere abusi e soprusi il passo è brevissimo.

Successivamente, per la sua logica cristiana, Bonhoeffer considera il pericolo visto sopra come una vera e propria “profanazione diabolica”.
Mi pare che l’analogia col mio pensiero sia notevole: in Gli scettici-creduloni io tiro in ballo Mammone, l’avidità divinizzata ovvero il diavolo, come la causa prima che spinge i potenti a usare la propaganda per manipolare la popolazione. Non vi è un motivo logico per cui, per esempio, un 92enne come Soros faccia di tutto e di più per guadagnare qualche miliardo in più a scapito del benessere di milioni se non miliardi di persone, rischiando addirittura la distruzione dell’umanità...

«...viene assolutamente esclusa la possibilità di considerare la maggioranza degli uomini come stupida in ogni caso. Tutto dipenderà in realtà dall’atteggiamento di coloro che detengono il potere: se essi ripongono le loro aspettative più nella stupidità o più nella autonomia interiore e nell’intelligenza degli uomini.» (*7)
La conclusione di Bonhoeffer è in parte pessimistica: prima del paragrafo citato qui sopra spiega infatti che non ci si può opporre alla propaganda, non c’è verso di convincere chi ne è vittima del suo errore. Quello che si può fare è solo aspettare la caduta del sistema (nel suo caso del nazismo) e la conseguente ricostruzione da zero.
Teoria che, in effetti, condivido da tempo. Dieci anni fa, a chi mi chiedeva cosa si potesse fare per salvare l’Italia rispondevo che non era possibile (v. Nave Italia):
«Sì, forse è la mia natura pessimistica, ma temo che la nave-Italia vada totalmente ricostruita da capo e affidata a un nuovo equipaggio che abbia a cuore, non il proprio interesse, ma quello degli italiani. Sfortunatamente una ricostruzione così totale potrà venire fatta dai naufraghi superstiti solo dopo che questa nave sia affondata.»
In questo decennio ho avuto la breve speranza nel M5S e quella ancora più effimera e molto più tenue nella Lega: speranze tutte documentate su questo ghiribizzo e che non rinnego. Chi è interessato potrà facilmente ricostruire i miei processi logici.

Conclusione: quindi KGB ha scopiazzato Bonhoeffer nel pezzo Gli scettici-creduloni? Sicuramente, come sempre (fortunatamente!) mi accade, ne ho assimilato molte idee ma fondamentalmente si tratta di una rielaborazione e generalizzazione di concetti che avevo già da tempo: vedi Gli onesti e intelligenti del PD/PDL...

Nota (*1): tratto da “La vita responsabile” di Dietrich Bonhoeffer, (E.) San Paolo, 2015, trad. Natale Benazzi, pag. 48.
Nota (*2): ibidem, pag. 48-49.
Nota (*3): ibidem, pag. 49.
Nota (*4): ibidem, pag. 50.
Nota (*5): ibidem, pag. 51.
Nota (*6): ibidem, pag. 52.
Nota (*7): ibidem, pag. 53.
Nota (*8): in realtà questo non è completamente esatto. I tipi FJ e TJ, per motivi diversi, sono particolarmente sensibili alla propaganda. Vedi il corto Percentuali precise e, se lo trovate (a me non è riuscito!), l’articolo a cui faccio riferimento!
Comunque in seguito Bonhoeffer aggiusta la mira e parla esplicitamente di psicosociologia...

giovedì 18 agosto 2022

Sul mondo e sull’Italia

A dire il vero la politica italiana, nonostante la frenesia preelettorale, non la sto seguendo per nulla.
Tanto, come ho già spiegato, tutti i partiti con un minimo di peso sono praticamente uguali fra loro: c’è un qualche partito che vuole riallacciare i rapporti con la Russia? che vuole allontanarsi dalla UE o almeno dall’euro? Che voglia più giustizia sociale? O magari che ripudi l’obbrobrio del verdepasso?
Non credo. Non ho seguito il teatrino ma suppongo che le questioni in ballo siano del livello tassare XXX oppure YYY, o magari avere più o meno 1000 immigrati o altre questioni che non cambieranno minimamente il destino catastrofico a cui l’Italia sta andando allegramente incontro.

Però ho aperto per sbaglio (veramente!) l’HuffingtonPost e il seguente articolo ha attirato la mia attenzione: Le parlamentarie restano nel cassetto. M5S rischia il deserto al nord e l'ingorgo al sud di Pietro Salvatori. È un articolo a pagamento quindi si possono leggere solo i due paragrafi iniziali ma già questi mi sono bastati: Conte si è fatto un listino bloccato con suoi 15 uomini (e donne suppongo) di fiducia!

Ah! Ah! Ah!
Che fine ingloriosa ha fatto il movimento! L’unica soddisfazione è che a me “l’avvocato del popolo” fin da subito non era piaciuto: semmai si è dimostrato perfino peggiore di quanto mi sembrasse…
Comunque sarebbe interessante analizzare questi 15 nomi: dubito che siano attivisti, mi immagino ex-piddini o roba di quell’area. Gente che se ne fregherà della volontà di chi li ha fatti eleggere e che invece appoggeranno (per “senso di responsabilità”) al 100% le peggiori schifezze che il futuro ci riserva.

Se ho tempo/voglia magari indagherò un poco, sempre che i nomi siano già noti…

Sulla situazione geopolitica sono invece stato più attento.

Sulla guerra in Ucraina ho già scritto abbastanza e per oggi sorvolerei…

Sulla crisi a Taiwan le mie notizie sono contrastanti. The New Atlas (il cui autore trovo molto affidabile per l’analisi della guerra in Ucraina ma un po’ troppo filocinese per il resto) al momento sembra aver indovinato la previsione che la Cina non avrebbe reagito in maniera significativa.
Altri “esperti” però continuano ad affermare che la guerra fra Cina e USA sia a settimane di distanza.
Di sicuro le provocazioni USA stanno continuando: dopo la visita di Pelosi c’è stata una nuova visita di altri esponenti del congresso americano e una task force navale statunitense è diretta nelle acque internazionali dello stretto di Taiwan (si chiama così il braccio di oceano fra Cina e Taiwan?).
A questo punto non so che pensare: a me pare che il gruppo di potere che guida il labile Biden sia composto da folli e cretini. Ed è impossibile prevedere il comportamento di questo tipo di persone. La sensazione è che puntino a guadagni nel brevissimo e nel breve termine fregandosene completamente di tutte le possibili conseguenze che vadano oltre i 4-5 mesi.

Sto seguendo anche la vicenda Trump: il giudice Napolitano è bravissimo a spiegare i cavilli legali che vi sono dietro. Solo che non la seguo giorno per giorno: aspetto che se ne sappia un po’ di più.
Sembra che gli statunitensi, anche parecchi democratici, siano consapevoli dell’origine politica dell’intervento dell’FBI e che per questo ci sia parecchia tensione nel paese.
Quando il popolo è armato fino ai denti la democrazia non la si può calpestare più di tanto: è per questo che sarei molto favorevole a questa libertà nonostante gli inevitabili rischi che comporta. È in realtà l’estrema garanzia democratica: non lo dico io ma l’aveva lucidamente previsto Tocqueville un 200 anni fa. Per questo la cricca di Biden, insomma una parte significativa degli alti papaveri democratici, sono contro le armi alla popolazione: non gliene frega nulla dei morti nelle scuole vogliono invece avere più facilità di imporre una nuova forma di dittatura.

Grandi notizie arrivano dal CDC: ora che Fauci se ne è andato in pensione iniziano a venire alla luce parecchie bugie “ufficiali” sul covid-19 e i vaccini.
Per il momento aspetto conferme da altre fonti ma, se le avrò, ci scriverò sicuramente sopra un pezzo. Rimando chi è curioso a questo video: CDC “Follows The Science” & Revokes COVID Restrictions dal canale The Jimmy Dore Show
Comunque, ripeto, aspetto conferme da altre fonti…

Ieri poi ho visto un altro video interessante: veniva citata un’intervista al ministro degli esteri ucraino (o comunque un ministro importante) che spiegava di essere molto arrabbiato con l’occidente per gli aiuti “insufficienti”.
Il passo interessante era però dove spiegava di avere la sensazione che molti stati occidentali attendessero la resa dell’Ucraina per normalizzare i rapporti con la Russia.
Sicuramente lo Sholz, soprattutto dopo la visita di Schröder a Mosca, ha dato segnali in tal senso: l’incapace tedesco si deve essere reso conto di aver combinato un disastro a ubbidire ciecamente all’obnubilato Biden.
Ma il punto è un altro: la Russia avrà interesse a “normalizzare” i rapporti con l’Europa occidentale?
Secondo me, ripeto il “secondo me”, no. La Russia in questi ultimi decenni aveva costruito forti legami economici con l’Europa. Proprio per questo suppongo che Putin non si aspettasse tutte le sanzioni economiche (autolesionistiche per la stessa Europa) che ci sono state.
E allora, quando si scopre che i presunti amici sono in realtà dei falsi amici, ha senso riallacciare i rapporti con loro?
Secondo me no. Secondo me alla Russia conviene continuare a non vendere energia a basso costo all’Europa occidentale in maniera tale che i disastri economici a cui andiamo incontro provochino una reazione nella popolazione anestetizzata dai media e, magari, un reale cambiamento politico.
Per reale cambiamento politico intendo un allontanamento dall’egemonia americana che ormai tratta l’Europa come una colonia di second’ordine.
Impossibile? Non lo so: dipende da quanto grave sarà la crisi economica a cui andiamo incontro e che reazioni causerà nella gente comune.
In altre parole secondo me i politici europei che sperano nella normalizzazione dei rapporti con la Russia a fine conflitto in Ucraina sono degli emeriti imbecilli come, del resto, hanno già dimostrato di essere.
Questo a meno che la Russia non sia costretta, per ragioni economiche, a vendere energia all’Europa: al momento non parrebbe essere questo il caso ma è difficile avere informazioni affidabili in questo ambito.

Conclusione: e del campionato di calcio non scrivo nulla? Neppure una previsione? No, non lo sto seguendo: ho perso interesse e anche se mi diverto a fare previsioni sono consapevole che non sapendone abbastanza sarebbero totalmente inaffidabili e prive di senso.