«[Figlio dell'uomo] Porgi l'orecchio e ascolta le parole di KGB
e applica la tua mente alla SUA istruzione
» Pv. 22,17

Qui si straparla di vari argomenti:
1. Il genere dei pezzi è segnalato da varie immagini, vedi Legenda
2. Per contattarmi e istruzioni per i nuovi lettori (occasionali e non) qui
3. L'ultimo corto è questo
4. Molti articoli di questo blog fanno riferimento a definizioni e concetti che ho enunciato nella mia Epitome gratuitamente scaricabile QUI. Tali riferimenti sono identificati da una “E” fra parentesi quadre e uno o più capitoli. Per esempio: ([E] 5.1 e 5.4)

Visualizzazione post con etichetta censura. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta censura. Mostra tutti i post

lunedì 17 novembre 2025

Pornoid

Da qualche giorno è entrato in vigore l’Internet Safety Act e la novità più visibile è che per accedere ai siti pornografici è necessario l’identificazione quotidiana tramite SPID (o roba analoga nel resto della UE).

Ora sì che ci sentiamo più sicuri! L’UE è passata alla riscossa: non impegnandosi per migliorare la qualità di vita, per aumentare la ricerca, sostenere il lavoro, combattere l’inflazione, mantenere una sanità alla portata di tutti, pensioni dignitose, maggiore assistenza per tutti, lotta alla criminalità o contrasto all’immigrazione incontrollata.
No! queste sono cazzate! E poi servirebbero soldi per realizzarle e tutti i soldi devono essere mandati nel pozzo/fogna dell’Ucraina e del Goblin Verde/Zelensky…

Ecco, adesso che ho già esaurito la poca ironia che mi restava dico subito le cose come stanno: della sicurezza dei “bambini” su Internet all’UE non importa niente, anzi meno di niente.
In realtà questo “pornoid” deve solo servire ad abituare i sudditi europei a usare il riconoscimento digitale per accedere a Internet e, di conseguenza, essere ancora più controllati e spiati di quanto già non lo siamo.
La libertà è l’ultima cosa che questa UE vuole: al contrario ricerca il controllo sempre più pertinace dell’informazione per poter costruire a piacimento le proprie narrative bugiarde. Per riuscirci, siccome le bugie sono come castelli di carta che più crescono e più divengono fragili, deve controllare il pubblico e censurare chi contrasta con i fatti, ma ormai basta la logica quando non addirittura il semplice buon senso, il mendacio di Bruxelles (& C.).

L’essere partiti dai siti pornografici secondo me è stato un azzardo calcolato: il calcolo consiste nel fatto che, per pudore, le voci a difesa della libertà di accedere in totale anonimato ai siti pornografici siano deboli e sporadiche. La difesa degli “innocenti” è un argomento facilmente difendibile mentre quello della libertà di masturbazione solleva qualche sopracciglio.

In realtà ancora non mi è chiaro se questa scommessa sia stata azzeccata dalla UE: sì, sicuramente, le voci a difesa della libertà di, cazzo (ci sta bene), svagarsi come ci pare, saranno poche... però è anche vero che questa iniziativa ha già lanciato la corsa ai VPN per aggirarla.
Il succo è che la popolazione, invece di piegarsi e di rinunciare passivamente alla propria riservatezza, ha scelto di provare strade alternative e proprio questo tentativo di aggirare il “pornoid” ne mette in risalto la sua ipocrita irragionevolezza liberticida.
Se, per esempio, il 95% delle visite originarie dalla UE cessassero allora si evidenzierebbe come la popolazione NON voglia questa norma e l'imbarazzo dei politicastri che ci guidano diverrebbe palese...

Non so, come detto ancora non sono sicuro, ma c’è la ragionevole possibilità che i geni di Bruxelles si siano dati la proverbiale zappa sui piedi. Vedremo...

E KGB allora come fa adesso?
Io ho scaricato talmente tanti video nel corso degli anni che per rivederli mi occorrerebbe molto più tempo di quanto non abbia! Poi ormai ho una certa età e quindi lascio questa specifica lotta a chi è più giovane e duro di me...

lunedì 17 febbraio 2025

Censura XVI: senza parole…

Sarà questa la nuova strategia comunicativa con cui le oligarchie che controllano la “falsa” democrazia europea difenderanno la censura?

Sarebbe divertente ma, in verità, credo che l’affermazione della giornalista del video sia frutto di ignoranza anche se è comunque significativa di una tendenza a pensare ottusa e autoreferenziale che veda nella propria opinione l’unica opinione buona e valida mentre qualsiasi altra deve essere sbagliata e, anzi, malvagia.

Ecco il video in questione: CBS Host Says Holocaust Happened Because of Free Speech

sabato 15 febbraio 2025

Censura XV: Vance insegna la democrazia ai dittatorelli

Non ho voglia di commentare troppo. Su Vance, il vice presidente degli USA, ero e sono un po’ sospettoso: troppo buono per essere vero ma ancora non ho capito dove sta la fregatura.
Comunque qui si ricatta, e si ringrazia, ciò che ha detto.

Non ho voglia riassumere: guardatelo perché di sicuro sui media europei non apparirà NIENTE di ciò che ha detto o ne verranno presentati pochi estratti fuori contesto e di scarso significato.

La versione che presento è quella commentata da Asmongold (che a ogni tempo non faceva che dire “mio Dio!”, “non ci credo!”, “ma non potete votare altri?”) perché oltre al messaggio di Vance fornisce il punto di vista di un americano, molto intelligente, ma senza conoscenze di geopolitica.

Ecco il video: JD Vance's Warning to Europe: You're Turning Totalitarian

Ci sarebbe poi tutto il capitolo sul perché ha fatto questo discorso: chi voleva avvisare, chi voleva avvantaggiare, chi voleva umiliare…
Nel breve termine sicuramente AfD, a cui non era stato permesso di partecipare alla conferenza (molto democratico) ma nel medio lungo termine?

Bella poi la platea che alle pause per gli applausi, che Vance si divertiva comunque a fare, solo pochi mani battevano in una sala piena di alti papaveri e burocrati europei.

Sempre su Vance ci sarebbe un video in cui attacca ancora più direttamente la censura della nostra baronessa tedesca… via faccio uno sforzo e lo ricerco… guardate le faccine della signora… :-D
Ecco qui: Vice President Vance demolishing Ursula Vonderleyen's Mussolini-inspired "EU Digital Services Act"

Infine questi video aiutano a capire il capitolo [E] 15.3, “La decadenza nell’occidente”, ovvero che la situazione politica negli USA determina quella in Europa argomento che ho anche affrontato, da un altro punto di vista, nel pezzo Perché da qualche anno seguo solo la politica statunitense?.
Anche qui non ho voglia di ripetere parole che ho già scritto e mi limito quindi a un breve copia e incolla dalla mia Epitome:
“Questo accade perché anche la democrazia statunitense, paradigma per tutte quelle occidentali, sta attraversando un periodo di forte crisi: lo dimostrano la presidenza Trump, prodotto della particolare risposta populista verificatasi negli USA (v. 13.3), ma ancor di più quella Biden che appare notevolmente asservita agli interessi dei parapoteri economici. Il “cattivo” esempio degli USA, oltre a quelle dirette sugli altri stati occidentali, ha varie ripercussioni: da una parte esso spinge a un’imitazione passiva anche di ciò che evidentemente non funziona; da un’altra si genera una sorta di acquiescenza verso lo status quo nelle democratastenie degli altri paesi.
[…]

Una conseguenza fondamentale di quanto spiegato è che il processo per invertire la tendenza generalizzata dell’occidente alla decadenza deve avvenire negli USA. Qualsiasi cosa accada in qualsivoglia stato occidentale che non siano gli USA è, a livello di tendenze dell’occidente, praticamente irrilevante: oltretutto ogni sforzo significativo per opporsi alla decadenza, riducendo per esempio l’ingerenza dei parapoteri economici nelle decisioni politiche, verrebbe ostacolato proprio dagli USA che, in pratica, imporrebbero il proprio veto a qualsiasi tipo di riforma significativa. Questo significa che la vera battaglia ideologica per la libertà dell’occidente, e probabilmente del mondo, dovrà essere combattuta negli USA dalla popolazione statunitense.”

Adesso negli USA è tornata una forte ventata di libertà (sono certo che i media europei, senza il coraggio di affermarlo esplicitamente, fanno intendere il contrario ai propri lettori/spettatori!) ma gli scarafaggi che infestano l’Europa non si ritireranno a vita privata per questo: c’è però la possibilità di reale cambiamento perché di sicuro governi basati su nuove forze politiche riformatrici otterrebbero l’appoggio politico degli USA senza rimanere isolati, e quindi ininfluenti, in Occidente.

Aggiornamento 16/2/2025: uno dei punti che avevo lasciato in sospeso era questo: “Ci sarebbe poi tutto il capitolo sul perché ha fatto questo discorso: chi voleva avvisare, chi voleva avvantaggiare, chi voleva umiliare…
Nel breve termine sicuramente AfD, a cui non era stato permesso di partecipare alla conferenza (molto democratico) ma nel medio lungo termine?”
Nel frattempo ho sentito anche Christoforou sull’argomento: in realtà lui non si pone esplicitamente la questione ma salta direttamente alla risposta. E probabilmente ha ragione lui, non c’è bisogno di interpretazioni troppo sottili o profonde in questo caso…
Venendo al punto secondo Christoforou il messaggio segreto che io cercavo di scoprire non è in realtà molto segreto ma, anzi, piuttosto evidente. Vance in pratica avrebbe detto ai vari capi politici europei: “con Biden eravate una colonia degli USA e avevate abbracciato la politica dei neo-liberali=neo-democratici=oligarchie economiche, adesso con Trump dovrete adeguarvi alla nostra rimanendo comunque sempre delle colonie”.
In altre parole Vance non avrebbe usato mezzi termini (cosa che mi aveva sorpreso e confuso) perché vuole mettere in chiaro cosa si aspetta dalle colonie europee: la sua è insomma stata una dimostrazione di forza.
Secondo Christoforou gli stati europei faranno come previsto da Putin: ancora per qualche settimana faranno la voce grossa ma presto inizieranno a scodinzolare al nuovo padrone.
Vedremo cosa faranno i nostri politici europei… personalmente ho grande difficoltà a prevedere il comportamento degli imbecilli e incapaci...

mercoledì 8 gennaio 2025

Censura XIV: Zuccadura si pente

Chi è Zuccadura?
Semplicemente Mark Zuckerberg, il padrone di FB e Instagram: lo so, non è forse il soprannome più azzeccato ma personalmente lo trovo divertente, con una leggera assonanza al nome reale e questo mi basta…

Ebbene ho guardato la seguente reazione di Asmongold a un suo video in cui afferma che su FB e Instagram ci sarà un passo indietro sulla censura. Ecco il video: Zuckerberg Brings Back Free Speech

Qui i miei commenti via via che seguo il video:
- Perlomeno nel primo minuto o giù di lì Zuccadura non dice di aver sbagliato ma che ora ha capito che sulle sue piattaforme si è censurato troppo: come fa notare Asmongold, sembra che la censura sia nata da sola, tutta colpa delle pressioni politiche e che lui, poverino non abbia potuto farci niente. Sarebbe stato più apprezzabile se si fosse assunto le proprie responsabilità: questo suo esordio in cui ammette che vi era censura e che questa era eccessiva ma che lui non ne ha colpa mi pare da furbetto che cerchi di fare lo scaricabarile verso le circostanze esterne.
- La “decensurizzazione” partirà prima negli USA poi in Europa. Evidentemente vuole aspettare che le “circostanze esterne” cambino anche in UE. Questo dimostra quanto gli sia in realtà indifferente la libertà d’espressione: cambia subito negli USA perché ha adesso paura di subire delle ripercussioni (già tempo fa accennai a un suo “mezzo pentimento” che rese pubblico motivato, a mio parere, più dall’interesse personale di proteggersi che da reale convinzione di aver errato). O magari ci sono reali motivi organizzativi… ma io credo piuttosto che voglia aspettare che la UE faccia un passo indietro politico sulla censura: come sappiamo infatti nella “libera” UE le sue reti sociali collaborano attivamente con le autorità politiche locali nella soppressione del dissenso attiva o passiva delle opinioni dissenzienti.
- Verranno eliminati i “controllori dei fatti” sostituendoli con il giudizio degli utenti sul modello di Twitter. Anche qui non c’è l’ammissione che l’idea stessa dei “controllori dei fatti” era una follia ipocrita come io scrissi a mio tempo: semplicemente dice che spariranno.
- I filtri automatici per la censura, per esempio dire “i vaccini mRNA fanno XXX e YYY”, non funzionano: bloccano più messaggi del dovuto. Questi filtri diverranno meno rigidi: bloccheranno meno messaggi “illegali” ma, contemporaneamente, non bloccheranno molti meno messaggi legittimi.
A me pare una str###: vuoi eliminare la censura sì o no? Qui mi pare si stia legittimando l’idea di semplicemente dosarla a un determinato limite.
Secondo me già solo queste poche affermazioni fanno pensare che sia semplicemente un’operazione di facciata e che, nella sostanza, cambierà poco o niente.
- “Gli algoritmi suggeriranno più messaggi di politica”. Poi spiega che, in passato, gli utenti sembravano volere meno messaggi politici (Asmongold interviene e mette subito meglio a fuoco il problema “volevano meno messaggi politici su cui non erano d’accordo") ma ora siamo in una “nuova era” e questo cambierà.
In verità quanto detto da Zuccadura si traduceva in passato nel censurare principalmente i contenuti pro-repubblicani e a promuovere quelli democratici.
Continua a non piacermi questo suo ammettere parziale e tardivo, non assumersi le proprie responsabilità e continuare a giustificare con motivazioni speciose la passata censura. Non ammette cioè che si voleva censurare Trump e i suoi elettori ma che gli utenti volevano “meno politica”…
- Verranno spostate le sedi operative di censura dalla California al Texas: l’operazione viene spiegata col fatto che Zuccadura ipotizza che sarà utile lavorare in un ambiente dove c’è meno pressione psicologica verso certe “tendenze”. In altre parole in California la pressione dell’ipnobatismo è troppo forte…
Asmongold fa notare che un’altra ragione potrebbe essere la diversa politica fiscale dato che il governatore del Texas sta cercando di attrarre aziende informatiche proprio dalla California: in altre parole, Zuccadura ovviamente non lo dice, ma in Texas pagheranno meno tasse…
- Lavorerà con Trump per confrontarsi con quei paesi esteri che invece fanno pressioni politiche per avere più censura. Gli USA hanno le leggi che garantiscano la massima libertà d’espressione ma lo stesso non è vero in Europa. E qui lo voglio citare letteralmente perché mi pare interessante quello che sta andando a dire: “L’Europa ha un numero sempre crescente di leggi che istituzionalizzano la censura e rendono difficile costruire qualsiasi cosa di innovativo là.
Infatti: ma come al solito non la racconta tutta. Fino alle elezioni la censura negli USA era la stessa che in Europa, anzi si è potuto realizzare la censura in Europa perché era già stata così organizzata negli USA.
Battuta di Asmongold molto carina e profonda ma a descriverla qui la sciuperei togliendole tutta la sua immediatezza…
- Finalmente qualcosa su cui sono completamente d’accordo con Zuccadura: il fatto che gli stessi USA (leggi “democratici” e, soprattutto, Capitan Demente e i suoi badanti) abbiano fatto pressioni per avere più censura ha spinto altri paesi all’estero (vedi la UE e quanto scrivo in [E] 15.3, “La decadenza nell’Occidente”) a fare altrettanto e di più.
Che è ciò che da tempo dico: proprio ieri, prima di vedere questo video, ho pubblicato un pezzo sul mio blog GeoGatti8, in cui spiego che non seguo la politica italiana perché le cose importanti che ci riguardano vengono stabilite negli USA mentre al governo italiano resta mano libera, forse, solo sul codice della strada. La gestione della censura ne è l’esempio perfetto: in Europa/Italia si nega perfino l’esistenza del problema e si parla di “lotta alle bufale”. A Bruxelles non si pensa nemmeno a limitarla ma, invece, a incrementarla di nascosto. In Italia, qualunque partito si voti, non avrebbe fatto niente al riguardo (la censura è una questione troppo importante per lasciarla gestire al governo legittimamente scelto dagli italiani) ma adesso il nuovo presidente statunitense, non eletto dagli italiani, indirettamente provocherà un cambiamento significativo in ciò che gli italiani possono o non possono dire…
Chi è interessato al mio articolo può trovarlo qui: Perché da qualche anno seguo solo la politica statunitense?

Ok, come riassumere il tutto?
Zuccadura non è improvvisamente divenuto un paladino della libertà d’espressione e FB & C. avranno sempre attaccato un rubinetto con cui regolare, in qualsiasi momento, il livello di censura (vedi il punto sui “filtri”). Semplicemente si mette al servizio di Trump per evitare, probabilmente, possibili conseguenze legali per ciò che ha combinato in passato: poi, nell’ultimo punto, conferma di mettersi a disposizione del governo USA per stabilire quanta censura permettere all’estero. In altre parole quale sarà la narrativa promossa dalle sue aziende (all’estero libertà d’espressione per modo di dire o, meglio, libertà di dire ciò che vuole Washington).

Ho scritto abbastanza e non voglio annoiare ulteriormente i lettori con le manciate di sassolini che potrei levarmi dalle scarpe: chi ha un po’ di cervello capisce da solo e per chi non lo ha è inutile che io aggiunga altro.

Conclusione: la verità a metà è una mezza bugia. E Zuccadura ha infarcito il suo video di tante verità incomplete...

giovedì 26 dicembre 2024

Censura XIII

Ho deciso di riprendere a pubblicare su questo ghiribizzo pezzi sulla censura dato che l’argomento è importante e non avrebbe posto negli altri due siti che tengo (v. Nuovi ghiribizzi).

Il pezzo odierno in realtà è piuttosto semplice e breve: pochi giorni fa il comandante delle forze militari ucraine, il generale Sirsky, ha cercato di far chiudere il sito (ucraino e pro Ucraina) Deep State che dall’inizio della guerra mantiene una mappa aggiornata dell’attività militare sul fronte e non solo.
Come detto si tratta di una mappa pro Ucraina: questo significa che vi è un ritardo sui progressi russi mentre quelli ucraini vengono mostrati immediatamente. Complessivamente però era abbastanza affidabile e, per esempio, le “mie” fonti la usano regolarmente confrontandola con mappe filo-russe o neutrali.

Cosa significa questa censura e, soprattutto, adesso?

Difficile esserne sicuri: una voce ufficiosa è che i soldati ucraini si basavano su questa mappa per decidere se ritirarsi o no visto che gli ordini da Kiev sono sempre quelli di resistere fino all’ultimo uomo. Non so quanto ci sia di vero: come detto i progressi russi sono mostrati con qualche giorno (a volte molto di più) di ritardo: la conseguenza è che se i soldati ucraini si basassero su questa mappa per sapere se stanno venendo accerchiati allora rischierebbero di scoprirlo troppo tardi!

Io credo che la questione sia più semplice.
La censura la si adopera per cercare di zittire la verità non, come si dice ipocritamente in Occidente, per evitare che si diffonda il falso! Per esempio la guerra alle bufale della UE è in realtà una guerra alle verità sgradite.
Tornando all’Ucraina il problema è che la guerra va sempre peggio: io avevo addirittura ipotizzato che la guerra avesse potuto finire prime delle elezioni USA e adesso mi chiedo invece se Kiev reggerà fino al passaggio di consegne fra Biden e Trump a fine gennaio. Chiaro che Biden (beh, i suoi badanti ovviamente) sta facendo tutto il possibile per prolungare di qualche settimana il conflitto: i rischiosi tentativi di escalation, irrilevanti sul piano militare, lasciano trasparire una certa disperazione.
Ecco la mia ipotesi è che Sirsky preveda a breve nuovi cedimenti significativi nel fronte e, di conseguenza, per evitare effetti valanga, vorrebbe controllare o almeno censurare la fonte più autorevole (ucraina) della situazione sul campo di battaglia.

Ovviamente è un tentativo stupido dato che esistono fonti neutrali e filo-russe come gli stessi autori di Deep State hanno fatto notare: la censura del loro sito porterebbe i soldati ucraini a informarsi su fonti neutrali od ostili a Kiev. Insomma l’effetto sarebbe opposto a quello voluto.

La conseguenza al momento è stata che Deep State non è stata aggiornata per un giorno e mezzo ma adesso sembra aver ripreso regolarmente il proprio lavoro. Vedremo nei prossimi giorni se vi saranno nuove sorprese.

Il punto è che questo mezzo tentativo di censura è indicativo di un deteriorarsi della situazione militare: come al solito resta difficile stabilire quando e se vi sarà un crollo che, comunque, immagino improvviso e decisivo che si determinerà nel giro di 48 ore o poco più. Vedremo...

sabato 9 novembre 2024

Censura 12

Lo scorso 22 ottobre ricevetti da Blogger la seguente epistola:

Quando andai a controllare mi accorsi che non era uno scherzo. Stavolta ero stato censurato definitivamente.
Il motivo?
Secondo l’epistola: “MISLEADING_INFO”.
Non erano stati capaci neppure di tradurre questa chiave in italiano.

Irritante poi il fatto che non mi fosse stato notificato quale pezzo avesse violato le famigerate “norme della comunità”: era una mia curiosità, tanto per farmi quattro risate.

In realtà presi piuttosto bene la censura definitiva perché l’avevo prevista a luglio proprio per questo autunno. Da un punto di vista psicologico mi ero ormai preventivamente staccato dal ghiribizzo dandolo già da tempo per spacciato.
Pensavo infatti che si trattasse di una censura automatica: che nessuno avesse “segnalato” niente ma che, automaticamente, dopo circa tre mesi dal primo avviso, vedi “Censura 1”, il ghiribizzo venisse chiuso d’ufficio senza prendersi neppure la briga di trovare una giustificazione per quanto speciosa.
Anzi, calcolai che il 5 dicembre (mi sembra) anche il ghiribizzo di Marco Poli (Correndo sull’orlo del boccale), anch’egli attento a temi “caldi” e che aveva già subito una censura analoga alla mia di luglio, sarebbe stato chiuso automaticamente…

Il mio ghiribizzo comunque mi era completamente precluso: non potevo neppure scaricarne una copia (che comunque avevo già di pochi giorni prima) dal pannello di amministrazione. L’unica cosa che potevo fare era chiedere la revisione della decisione premendo un apposito pulsante.
Stavolta lo feci subito senza aspettare: come spiegato ormai me ne importava il giusto e non avevo tutta la prudenza della scorsa volta quando mi consultai con i miei amici avvocati per sapere se era il caso di chiedere o meno la revisione (dato che mi sembrava, così facendo, di ammettere un mio errore).
Per qualche giorno, andando nell’interfaccia di amministrazione del ghiribizzo appariva scritto che il 22 ottobre era stata richiesta la revisione della chiusura. Mi aspettavo una risposta definitiva rapidamente ma quando mi accorsi che la cosa andava per le lunghe smisi di controllare.

Qualche giorno fa comunque ridetti un’occhiata e mi accorsi che la scritta che ricordavo, qualcosa del tipo “Ricorso alla chiusura inviato il 22 ottobre” era sparito e c’era solo scritto che il ghiribizzo sarebbe stato definitivamente cancellato in 74 giorni. Però era di nuovo possibile richiedere la revisione della decisione e così feci.

Ieri sera un amico mi ha scritto informandomi che il mio ghiribizzo era di nuovo visibile e subito dopo mi sono accorto che avevo ricevuto anche una nuova epistola da Blogger:
Adesso non so più come interpretare i fatti. Ci sono molte possibilità. E anzi non starò neppure a elencarle. Dico solo che mi pare di un epsilon più credibile che qualcuno abbia effettivamente segnalato il mio ghiribizzo, automaticamente così censurato da Blogger, ma poi scagionato dato che non vi è niente di fuorviante in ciò che scrivo.
Aiuterà vedere se, intorno al 5 dicembre, accadrà qualcosa al sullodato ghiribizzo di Marco Poli...

Comunque da oggi in poi credo che smetterò del tutto di aggiornarlo in maniera, spero, che rimanga visibile e disponibile per gli utenti: semplicemente perché ho un centinaio di collegamenti che dalla mia Epitome rimandano a esso.
Se ne avrò voglia forse aprirò dei ghiribizzi tematici su altre piattaforme ma ancora non ho deciso…

Passo e chiudo.

giovedì 17 ottobre 2024

Verso la guerra

Che succede nel mondo?
A saperlo!
A parte il problema di fondo dell’informazione tradizionale, in teoria la più attrezzata per indagare e svelare retroscena nascosti, ormai indistinguibile dalla propaganda c’è l’ulteriore problema di non poter comunque conoscere ciò che viene detto e concordato nei vari incontri diplomatici.
Per esempio pochi giorni fa Putin si è incontrato col ministro degli esteri iraniano e vari capi di stati terminanti in “-stan” della regione. Cosa è stato deciso? Non si sa: ovviamente ci sono supposizioni ma impossibile dire quanto siano guidate e/o affidabili.

La sensazione è che Israele, nonostante la dimostrazione di forza iraniana, cerchi comunque di allargare il conflitto per coinvolgere gli USA in esso. Biden è irrilevante e i suoi appelli, più o meno sinceri, vengono tranquillamente ignorati da Israele mentre il resto del mondo, ormai, non si fida più delle assicurazioni di Washington.
L’incapacità diplomatica di Washington è importante: io, già ai tempi del sabotaggio del North Stream, avvisai che questo sarebbe stato il risultato del comportamento statunitense. Diventa difficile fare diplomazia se tradisci i tuoi più stretti alleati. Nessuno crede più alla tua parola: l’unico strumento che ti rimane è il “bastone” ma senza l’ausilio della “carota” non si va lontani. Gli unici che ti ascoltano sono quelli che puoi minacciare: ma devi dimostrarti sempre forte e capace di usare con successo la forza. E anche qui gli USA a guida Biden stanno fallendo: con la fuga dall’Afghanistan, con la guerra in Ucraina e nell’incapacità perfino di fermare gli Houti in Yemen (che non sembravano una grande potenza militare).

A proposito di Ucraina sarei curioso di scoprire cosa stanno raccontando i media italiani al riguardo: da quel che ho capito io gli ucraini non sembrano più in grado di mantenere il fronte e, dove la Russia attacca, l’Ucraina si ritira.
Addirittura ho sentito una “mia” fonte che ipotizzava che l’Ucraina potesse crollare prima delle elezioni americane (mia teoria ipotizzata già a inizio 2024) passate le quali, indipendentemente da chi vinca, gli USA staccheranno la spina a questa operazione fallimentare (e da un annetto ormai fallita). Intendiamoci: questo non significa che Kiev sarà costretta alla resa prima delle elezioni di inizio novembre, né che essa sia probabile: significa però che è una possibilità reale.

Una parola sulla censura già che ci sono.
Mi sembra di aver già scritto che il potere nell’Occidente è sempre più preoccupato che i media tradizionali, con cui ormai da molti decenni plasmava l’opinione pubblica, sono creduti sempre di meno. Nel panico la risposta sembra essere aumentare la censura contro l’informazione non tradizionale: ma in verità questo equivale a gettare la maschera, ad ammettere che le libertà occidentali sono disponibili solo fino a quando non causano problemi al potere. In caso contrario si limita la libertà, di espressione in questo caso ma in generale anche di altri tipi, con scuse speciose.
Io penso che questo comportamento indebolisca il potere invece di rafforzarlo: ma quando abbiamo al comando personaggi dalle capacità ridotte come capitan Babbeo o la Baronessa Tedesca la scelta sbagliata, miope e stupida diviene la più probabile.
Questo probabilmente l’avevo già scritto ma recentemente ho sentito evidenziare un ulteriore fattore: la vera paura del potere in occidente è quella di non riuscire più a proiettare massicciamente e significativamente la propria forza militare all’estero come successe, per esempio, con la prima guerra del Golfo.
Il punto è che per reclutare soldati e mandarli a combattere chissà dove, contro avversari forti e quindi con una discreta possibilità di rimetterci la pelle, bisogna essere in grado di convincere totalmente l’opinione pubblica della bontà e giustizia di tale guerra.
Ciò successe con la prima e seconda guerra mondiale ma adesso non sarebbe più possibile perché l’opposizione alla guerra, anche se minoritaria, sarebbe molto forte già in partenza: sarebbe come iniziare una guerra con il morale basso e disincantato che si sviluppa dopo tre o quattro anni di una guerra che non si riesce a vincere.

Ricordo poi che, soprattutto nella democratica Europa, il potere ha sempre avuto paura a mettere in mano il fucile alla popolazione perché c’è sempre il rischio che lo punti nella direzione non voluta: i poveracci spareranno contro gli altri poveracci con un’uniforme diversa o verso coloro che ridono alle loro spalle e si arricchiscono con la guerra?

Questa è ora la vera paura dei cialtroni che guidano l’Occidente: non avere più il controllo completo della mente della popolazione che, proprio per questo, non potrà essere manipolata come in passato.

Ecco è questo che va capito e su cui si dovrebbe ragionare: io stesso in passato, in momenti di sconforto, mi sono lamentato di quante poche siano le persone che capiscono come funziona il mondo; mi accorgo infatti che siamo una minoranza nella minoranza di chi si accorge che qualcosa non va senza riuscire a capirne le ragioni.
Quando è che la gente comune apre gli occhi e considera realmente un problema? Quando ci sbatte il muso contro: quando cioè il problema, prima astratto e remoto che riguardava solo gli “altri”, ti tocca da vicino.
Quando il signor Rossi inizia a sospettare che il vaccino mRNA, venduto come super sicuro, possa invece avere degli affetti collaterali? Probabilmente quando un famigliare, magari sano e giovane, subisce gravi effetti collaterali o peggio dopo essersi vaccinato. Analogamente si iniziano a nutrire dubbi sulla guerra “giusta” quando i morti rientrano a casa: allora ci si chiede veramente se hanno combattuto per degli ideali validi.
Questo processo è di solito lungo ma se c’è già una minoranza significativa pronta a denunciare la narrativa ufficiale ecco che la comprensione si accelererebbe notevolmente.

A riprova che siamo guidati da babbei sembra comunque che, incapace di resistere agli “interessi” (economici) in gioco, si stia comunque andando verso la guerra. Almeno gli USA con gli alleati europei che, per quanto stupidi e inetti, hanno capito (spero!) dalla guerra in Ucraina che Washington non ha a cuore l’interesse dell’Europa e, anzi, la sacrificherebbe volentieri anche solo per un piccolo vantaggio immediato.

Sembra ormai probabile che gli USA si faranno coinvolgere nell’unica guerra che non avevano intenzione di combattere: quella contro l’Iran. Per evitarla sarebbe bastato che capitan Babbeo, una volta avviato il genocidio dei palestinesi (che era un chiarissimo indicatore della bussola morale della guerra), avesse tagliato le armi a Israele: in un paio di mesi al massimo si sarebbe arrivati al cessate il fuoco. Ma le lobbi hanno avuto facilmente la meglio: repubblicani e democratici sono identici nella loro sudditanza agli interessi di Israele. Indipendentemente dagli interessi dei loro elettori, indipendentemente da qualsiasi morale umana.

E una guerra in Medio Oriente, con le sue ripercussioni come minimo sul prezzo dell’energia (dato che i babbei che ci guidano ci hanno privato dell’energia a basso costo russa), faranno sbattere il muso a tanti contro la realtà.
Vedremo come allora il potere cercherà di mantenere il controllo: io prevedo il pungo duro piuttosto che l’ammissione della propria stupidità, cioè di star completamente sbagliando le scelte politiche da almeno una decina di anni a questa parte. Repressione dura del dissenso invece: senza rendersi conto che così confermeranno proprio ciò che invece avrebbero voluto negare, l’illusione di democrazia e libertà occidentale.

sabato 12 ottobre 2024

Censura 11

Sarò breve perché sono stato inaspettatamente richiamato in città e devo decidermi a prepararmi e partire…

La censura dilaga da tutte le parti. Come da tempo avevo previsto (vedi Epitome) con varie scuse speciose, in primis la lotta alle bufale, si colpiscono i canali di informazione alternativa (per esempio dal ghiribizzo “Correndo sull’orlo del boccale”: YouTube sta boicottando progressivamente la controinformazione). Perfino questo ghiribizzo che nessuno legge è stato colpito (v. Censurato su Blogger e successivi).

Chiaramente il mandante della censura è politico: non è il privato che di sua iniziativa stabilisce delle linee guida su cosa sia o non sia possibile pubblicare come i più ingenui forse ancora credono. Al privato interessa solo il profitto mentre alla politica non interessa tutelare la popolazione più debole ma, al contrario, fuorviarla.

La riprova ce la dà la “costola” di YouTube dedicata ai bambini: YouTube Kids

I bambini non votano e alla politica quindi non interessano: in questa situazione di indifferenza politica i siti che forniscono contenuti per bambini possono concentrarsi sul massimizzare i propri profitti.
Questo è quanto fa YouTube Kids: non si censura ciò che porta profitto perfino se si tratta di materiale a sfondo sessuale destinato a bambini anche giovanissimi.
Ovviamente non mi credete: beh, nemmeno io mi crederei ma provate a guardare questo video ripreso e commentato da Asmongold: Kids Content Is INSANE

In pratica se avessi fatto generare a un’IA dei brevi video sulle puntate del mio romanzo su Strabuccinator le avrei potute pubblicare tranquillamente su YouTube Kids!!
Ripeto, guardate il video di Asmongold se (giustamente) non mi credete…

Ecco: la politica “protegge” i cittadini dalle bufale (da cui nessuno ha bisogno di essere protetto) mentre i bambini, che effettivamente andrebbero tutelati, sono abbandonati alla cupidigia del profitto ed esposti a contenuti osceni e squallidi (da Strabuccinator insomma).

Di positivo in questa corsa alla censura vi è che anche la gente comune inizia a rendersi conto che i media ufficiali non sono affidabili: il potere ricorre alla censura perché non riesce più a proiettare con l’usuale efficacia la propria narrativa ma proprio questa strategia dimostra alla popolazione che si vuole nascondere la verità, non combattere il falso.
Ormai solo i più ingenui chiamano la censura “lotta alle bufale”: alla fine se qualcosa è marrone, puzza e galleggia in un vaso WC allora si capisce che è me### anche se i media ci raccontano che è un sottomarino di cioccolata.

Pochi giorni fa Orban (Marco Poli è sul pezzo e proprio ora ha pubblicato Il discorso di Viktor Orban al Parlamento Europeo, versione italiana #1) ha denunciato la vera essenza della UE chiamandola “dittatura benevola (nella migliore delle ipotesi)”.

Aggiornamento (14/10/2024): Non sono più sicuro dell'esattezza della frase di Orban sopra riportata!
Io mi basavo su un video in ungherese sottotitolato in inglese ma non ne ho trovato traccia nel verbale del sito del Parlamento Europeo né sulla pagina Twitter di Orban.
Mi vengono quindi in mente due possibilità:
1. Orban ha effettivamente pronunciato tali parole ma il video si riferiva a un suo intervento in altra data.
2. I sottotitoli sono stati aggiunti a casaccio dato che lui parla in ungherese e nessuno ha segnalato l'errore (in genere Twitter scopre facilmente questo tipo di falsificazioni).
Considerando che il suo intervento terminava con un applauso convinto del parlamento sospetto l'ipotesi 2: comunque, per curiosità, continuerò a monitorare la situazione per saperne di più...
...
Ho riguardato meglio il video in questione: la frase che attribuivo a Orban è in realtà una sintesi, abbastanza forzata, del suo intervento: non è che dice espressamente quelle parole.

Per molti questa visione di Orban è ancora prematura: anche se le persone sanno che bisogna fidarsi sempre meno dei media comunque si è talmente diffamato il personaggio che qualsiasi cosa dica e/o faccia rimane sospetta. Eppure ha ragione e col tempo, temo, anche i più fessi ingenui lo capiranno.

giovedì 26 settembre 2024

Censura 10++

Oggi volevo segnalare un video sulla censura ma, contemporaneamente presentare un brevissimo aggiornamento sia sulla mia Epitome che sulla situazione mondiale. Avrei potuto scrivere tre pezzi separatamente ma dato che non ho intenzione di scrivere molto preferisco mettere tutto insieme.

Partiamo dalla censura.
Il seguente video, AMB. Craig Murray : The UK and Genocide, è un’intervista del giudice Napolitano a un ex ambasciatore britannico (storico e attivista per i diritti umani). L’argomento, almeno della prima metà, è lo stato della censura nel Regno Unito.
La situazione è peggiore sia degli USA che anche della UE, sicuramente, dell’Italia. Però è indicativa della direzione in cui la tendenza alla riduzione della libertà d’espressione sta andando: in altre parole anticipa quella che sarà la situazione anche in Italia di un X numero di mesi. Per questo è importante sapere cosa sta avvenendo nel Regno Unito per poter poi riconoscere lo stesso meccanismo anche da noi: una sorta di vaccino contro l’oppressione.
Ma il vero motivo per cui questo video mi è rimasto impresso è un altro: il giudice Napolitano chiede al suo ospite “perché ora?” ed egli gli risponde qualcosa del tipo “perché i sistemi di persuasione normalmente usati iniziano a non funzionare più. Il ricorrere alla censura è un atto di disperazione”.
E mi pare che qui l’ospite abbia centrato perfettamente la situazione: la democrazia come comunemente l’intendiamo (“il potere del popolo”) non è mai esistita. Semmai si è sempre guidato la popolazione facendole desiderare, o comunque non osteggiare, ciò che il potere voleva. Un’eterodirezione che guidava l’opinione pubblica nella direzione voluta. Davvero consiglio a tutti di leggere “Un mondo nuovo” di Huxley (che fa coppia con “1984” di Orwell).
Ma ora le cose vanno sempre peggio, la fiducia nel potere/politica è ai minimi, la popolazione segue sempre meno i canali di (dis)informazione ufficiale ma ascolta sempre di più le fonti indipendenti.
Ecco quindi il comparire della censura: il bastone che si adopera quando la carota non funziona più.

Sulla situazione mondiale ci sarebbe molto da dire ma voglio limitarmi all’argomento che più mi pare importante: il cambiamento delle linee guida sull’uso delle armi atomiche da parte della Russia.
Precedentemente tali linee guida dicevano che la Russia non avrebbe mai usato le armi atomiche per prima ma solo se attaccata (come la Cina ma non gli USA) da una potenza atomica o per difendere la propria esistenza.
Adesso le nuove linee guida dicono che la Russia potrà (a propria discrezione cioè) usare le armi atomiche anche quando attaccata da un paese terzo ma supportato da una potenza atomica. Chiaro quindi il riferimento all’Ucraina e al sostegno di USA, UK e Francia.
In pratica si tratta di un altro meccanismo di dissuasione contro eventuali attacchi missilistici a lungo raggio da parte dell’Ucraina (che avrebbero per la loro natura il bisogno di assistenza tecnica da parte NATO/USA).
Onestamente, se in questi anni ho capito qualcosa di Putin, non credo che risponderebbe con un attacco diretto contro l’occidente anche in caso di una nuova “escalation” da parte Ucraina (uso di missili a lungo raggio): questo perché la Russia sta vincendo e quindi non ha senso rischiare la terza guerra mondiale. Ma d’altra parte non lo può ammettere perché allora l’occidente darebbe subito il suo assenso all’uso di tali armi che, inevitabilmente, provocherebbero più morti e danni alla Russia.
Però ha senso, a sua volta, per l’occidente rischiare una guerra mondiale per l’Ucraina che comunque ha perso la sua guerra contro la Russia? Per i guerrafondai della UE sì (vedi il recente voto al parlamento europeo, in cui almeno si sono distinti i parlamentari italiani che hanno votato per il "no" compresi quelli del PD, normalmente i più euromaniaci) ma per tutte le persone con un minimo di buon senso no.
Ora, sfortunatamente, il buon senso non abbonda nella testolina svampita di Biden e dei suoi mediocri collaboratori però, almeno per il momento, il via libera all’uso dei missili a lungo raggio non è arrivato: sembra che tale permesso avrebbe dovuto esserci già qualche settimana fa quando il primo ministro inglese arrivò alla Casa Bianca, probabilmente per una dichiarazione congiunta con Biden, ma invece si dovette accontentare di un nulla di fatto e qualche foto e sorrisi davanti alle telecamere: qualche ora prima Putin, in un’intervista aveva minacciato l’uso di armi nucleari se la Russia fosse stata attaccata da missili a lungo raggio (che, lo ripeto, richiedono il coinvolgimento diretto di personale NATO/USA per essere usate).
Vedremo: se tutto va bene eviteremo ancora, almeno per un po', la guerra nucleare ma è bene ricordare che molte guerre sono scoppiate per molto meno.
Vale la pena ricordare la prima guerra mondiale: per anni lo scoppio di una guerra fra le potenze europee era stata evitata a forza di ultimatum, in pratica della minaccia diretta di guerra. Non mi sembra che la situazione attuale sia troppo diversa. Nel 1914 cominciò una guerra mondiale che nessuno voleva, che tutti temevano ma che pochi avevano tentato realmente di disinnescare. Al contrario le dichiarazioni minacciose erano cresciute sempre più di tono e alla fine la polveriera era esplosa senza che nessuno riuscisse a disinnescare la miccia ormai cortissima.

Infine veniamo alla mia Epitome. Mi ero ripromesso di cominciare la rilettura generale per una nuova versione (la 1.13.1). Ed effettivamente un giorno mi misi di fronte al calcolatore per partire ma mi accorsi che avevo combinato un pasticcio con le nuove epigrafi (che aggiungo in maniera asincrona alle versioni che pubblico) e non ebbi il coraggio di metterci le mani per paura di far di peggio. Gli ultimi giorni in città sono stati infatti terribili: ho dormito, non so perché, molto meno che in agosto e il risultato è stato che non capivo niente.
Da questo lunedì sono tornato a casa dove ho dormito per due giorni!
L’idea è di procedere comunque con la rilettura generale, vedere quanto ci metto, e decidere poi come muovermi: pubblicare la versione 1.13.1 o, magari, aggiungere ulteriore materiale (per esempio i famosi nuovi sottocapitoli rimasti in sospeso dalla volta scorsa) per una eventuale versione 1.14.0?
Vedremo…

Aggiungo che da circa un’oretta ho iniziato a starnutire a raffica e ora mi sento una leggera febbre: speriamo bene…

venerdì 20 settembre 2024

Censura 9

In uno dei miei primi pezzi di questa serie (“Censura #”), dove ancora scrivevo principalmente della mia personale vicenda con Blogger, feci la previsione (facile in effetti) che non sarei stato l'ultimo a soffrire del nuovo giro di vita sulla libertà d’espressione della UE.
In effetti “gufai” a un altro paio di bloggatori, che hanno la pazienza di leggermi, che presto sarebbe toccato anche a loro: se ben ricordo ipotizzai che questo sarebbe accadutro in autunno, dando un po' di tempo dal ritorno dalle vacanze dei parlamentari europei.

Infatti non consideravo il mio caso come un malaugurato episodio isolato ma, invece, come la conferma di una tendenza repressiva che da anni osservavo, temevo e avevo previsto.

La vittima della censura questa volta è stato Marco Poli sul suo ghiribizzo Correndo sull’orlo del boccale. I dettagli della vicenda li spiega lui perfettamente nel pezzo C19/N – Blogger ( Google ) ha cancellato il post del 26 agosto su Mario Draghi, qui volevo invece limitarmi alle similitudini col mio caso e ad alcune riflessioni.

Beh, banalmente anche in questo caso il censore è Blogger: essendo però una tendenza generalizzata suppongo che le varie piattaforme di “blogging” si adegueranno a queste nuove direttive politiche sulla censura. Insomma, anche se non usate Blogger ma un’altra piattaforma, è solo questione di tempo…
L’accusa è stata la stessa della mia: aver diffuso informazioni “fuorvianti”. Ovviamente senza specificare quale e dove fosse il problema ma, paradossalmente, stava all’accusato scoprirlo e correggerlo. È come se una persona venisse accusata di essere un ladro e portata in tribunale a difendersi senza che venga specificato cosa abbia rubato: un’ovvia ingiustizia per chi crede che l'onere di dimostrare la colpa spetti all'accusa.
Come me Marco inizialmente sospettava che dietro alla censura ci fosse un’intelligenza, seppure maligna, che avesse riconosciuto nel suo testo un messaggio particolarmente pericoloso. Dopo qualche esperimento ha però verificato che, come nel mio caso, la censura era stata causata semplicemente dalla presenza di un collegamento proibito: evidentemente Blogger ha una lista nera di siti la cui condivisione porta automaticamente alla censura. Come dovrebbe fare il bloggatore a sapere, prima di essere censurato, se un sito appartiene o no a tale lista non è dato conoscerlo.

Come mai tutta questa ambiguità e mancanza di trasparenza? In parte per motivi tecnici (non è facile, neppure per le IA attuali, interpretare un testo), in parte per motivi legali (fornire dettagli specifici porterebbe a un’esplosione di ricorsi in tribunale) e in parte perché il vero motivo di queste inadeguatezze è quello di poter censurare a piacimento senza regole chiare. Questa mia teoria, specialmente l’ultima motivazione, è confermata dal disinteresse (apparente) della politica a obbligare le piattaforme di “blogging” (ma anche di altri servizi come le reti sociali) a essere specifici quando accusano un loro utente di qualcosa.

Questa è la tendenza: la UE, dopo averci donato mille anni di pace, adesso ci proteggerà sempre di più dalle bufale in contrasto con l’unica verità.
La situazione non andrà a migliorare ma a peggiorare.
Temo ancora che in autunno ci sarà un ulteriore giro di vite: magari non sarà la presenza di un semplice collegamento a stabilire se un pezzo debba essere censurato, ma saranno delle IA, poliziotte della verità. E allora questo ghiribizzo (e tanti altri) verrà chiuso in pochi giorni...

mercoledì 4 settembre 2024

Censura 8

Stamani appena alzato mi è capitato di vedere un video piuttosto interessante di Asmongold che mostra una nuova forma di censura estremamente e, credo, volutamente parziale.

Negli USA chi chiedeva ad Alexa qualcosa del tipo “Perché dovrei votare per Donald Trump?” riceveva la risposta che l’IA non dà consigli politici. Però, se successivamente si chiedeva “Perché dovrei votare Kamala Harris?” ecco che si riceveva una lunga ed entusiastica risposta.
Scrivo al passato perché Amazon ha ormai ammesso e corretto l’errore “involontario”.

Personalmente non credo che si tratti di un errore involontario: le IA sono addestrate tenendo in particolare considerazione quanto pubblicato dai media che, come sappiamo, sono sostanzialmente tutti da una stessa parte. Questo fattore da solo rende già le IA allineate con l’ideologia dei parapoteri e, di conseguenza, col supporto ai candidati politici a loro volta più vicini agli interessi delle multinazionali. Ma io credo vi sia stata proprio la volontà cosciente di lasciare l’“errore” senza correggerlo fino a quando non è stato scoperto dagli utenti: un po’ come l’editore che ricorda ai propri giornalisti, benché siano già allineati con la linea editoriale, in che direzione debbano remare.

Se me lo ricordo, per le prossime elezioni italiane, vedrò di fare qualche esperimento anch’io…

Ah! Il video è questo: Alexa Tells Users To Vote Kamala Harris

domenica 1 settembre 2024

Censura 7

Oggi voglio essere breve e proporre solo due spunti-riflessioni.

In Censura 6 presentavo un articolo, sfortunatamente riservato nella sua interezza solo agli abbonati al relativo sito, dove Zuckerberg diceva di essersi pentito della censura su FB sul COVID che gli sarebbe stata richiesta direttamente dalla Casa Bianca.
Scrivevo che mi sarebbe piaciuto leggere l’intero articolo per capire meglio di cosa esattamente si dispiaceva il fondatore della famosa rete sociale per antonomasia.

Ebbene, qualche giorno dopo, il solito Christoforou nel suo video quotidiano ha azzardato un’ipotesi interessante. A giorni dovrebbe uscire un libro su (e forse “di”, non so) Trump dove si racconta che Zuckerberg, nonostante una generosissima donazione alla sua campagna elettorale, poi lo avesse fatto censurare pesantemente sulla propria piattaforma.
Ora il titolo dell’articolo parla del rimpianto solo per la censura sul COVID ma l’accenno alla Casa Bianca fa pensare che Zuckerberg voglia cercare di scaricare almeno parte delle proprie responsabilità sui democratici e, probabilmente, Biden (che come mi pare di aver già scritto sarà usato come principale capro espiatorio per tutti i disastri provocati dai neoconservatori + neoliberali di cui lui è stato solo il burattino).
Insomma, secondo Christoforou, Zuckerberg sarebbe preoccupato per la possibile vittoria di Trump alle prossime elezioni e, per questo, avrebbe iniziato a mettere le mani avanti per scusarsi e scaricare le proprie responsibilità su altri.
Mi ripeto: sarebbe stato interessante poter leggere l’intero articolo per poter leggere fra le righe eventuali altri “messaggi” oltre a quello esplicito sul COVID.

Il secondo spunto di oggi è su Kamala Harris. Non ricordo se nel corso dello scorso anno ho mai scritto delle sue prodezze e qualità o se mi fossi fermato agli evidenti sintomi di demenza del suo superiore. Mi pare però che, a suo tempo, presentai almeno il video dove in un’intervista spiegava la guerra fra Ucraina e Russia parlando come una maestra si rivolge a dei bambini di prima elementare: con un linguaggio semplicissimo, evitando qualsiasi approfondimento e rimanendo estremamente superficiale. Ricordo roba del tipo “L’Ucraina è uno stato in Europa. La Russia è un paese molto più grande. La Russia ha attaccato l’Ucraina” e altre affermazioni ugualmente banali. Per non parlare poi delle sue risate sguaiate che di solito scattano per delle sciocchezze.
Quello che voglio dire è che se solo negli ultimi anni le condizioni mentali di Biden sono precipitate notevolmente, le capacità del suo vice non sono mai state molto buone, anzi…
La Harris era stata scelta per il suo aspetto, la sua ascendenza e perché era donna: non certo per i suoi meriti o capacità.
Quando Biden è stato costretto a ritirarsi dalle elezioni di novembre ho un po’ amaramente fatto notare che se i media erano riusciti a nascondere lo stato mentale del presidente uscente, spacciandolo anzi per “acuto come non mai” (“sharp as a tack” ricordo dire a un giornalista all’indomani del disastroso confronto con Trump), allora non avrebbero avuto problemi a spacciare la Harris come una grande statista.
E infatti, con molta arroganza in effetti, le grandi lobbi hanno scelto il loro uomo, anzi la loro donna, senza neppure farla passare dal voto degli elettori democratici per le primarie.
Poi, nell’ultimo mese, da quando cioè è la candidata ufficiale democratica per la presidenza, l’hanno protetta da se stessa evitando di intervistarla e farla parlare a braccio: in tal caso la sua pochezza sarebbe infatti stata evidente anche a chi non la conosce bene.

Questo fino a pochi giorni fa quando è finalmente uscita una sua intervista, insieme al suo vice, sulla CNN. Da più fonti si è saputo che l’intervista originale, ovviamente con domande già preparate e note in anticipo, era di 41 minuti ma, su richiesta dei democratici che curano la campagna elettorale della Harris, è stata ridotta a 18 minuti. Insomma c'è stata una "censura" delle parti più imbarazzanti! Oltretutto l’intervista dimezzata è stata spacciata come “in diretta” mentre invece era preregistrata (*1).
Cosa può aver combinato/detto la Harris in un’intervista preparata in anticipo da giornalisti amici che sia stata poi ritenuta così potenzialmente controproducente da richiedere che venisse tagliata?
Sarebbe divertente saperlo…

Per una volta voglio suggerire un video di commento alla sua intervista molto critico: Kamala’s CRINGE Interview On CNN Was A Disaster! dal canale The Jimmy Dore Show.
Dore non è un fanatico sostenitore di Trump ma un comico indipendente, una specie di Beppe Grillo americano che ancora non si è venduto al potere, e inevitabilmente non riesce a non ironizzare sulle contraddizioni della Harris spulciandone ogni parola, sguardo e gesto.

Personalmente ho notato che, mentre un candidato che è stato in carica trova sempre almeno un qualcosa di buono che ha fatto durante il proprio mandato e quindi afferma che continuerà su tale strada, la vicepresidente non è in grado di dire niente del genere. Anzi spesso dalle sue parole sembra che attualmente in carica ci sia Trump e che, per questo, è necessario “girare pagina”: come se gli ultimi 4 anni non siano mai esistiti.

Va bene, sono arrivato al minuto 38 e mi sono stufato di seguire il resto del video ma comunque mi sono fatto un’idea: una scadente intervista (da 5 su 10) nonostante sia stata “scattivata” della metà peggiore (quindi, ipotizzo, nella sua interezza sarebbe stata un’intervista da 4 su 10)…

Come sto scrivendo da anni la battaglia per la libertà e la democrazia non si combatte in Italia né in Europa ma negli USA (che poi detta la linea alle proprie “colonie”).
Trump non è un buon candidato ma almeno non è un burattino delle lobbi che, per il proprio interesse, ci stanno privando di diritti, ricchezza e libertà col rischio, come se non bastasse, di scatenare una guerra nucleare.
Se Trump non vince, oppure se “fanno vincere” (*2), la Harris sarà un disastro per l’intero occidente e, forse, per il mondo (in caso di guerra nucleare).
Con Trump non c’è la certezza che le cose possano migliorare ma almeno vi è la speranza: incrociamo quindi le dita...

Nota (*1): e i democratici non hanno smentito questa notizia (dei tagli cioè) perché, immagino, evidentemente temono che la registrazione integrale salti fuori…
Nota (*2): onestamente sono sicuro che le lobbi dietro alla Harris faranno di tutto per farla vincere: abbiamo già visto il tentativo di assassinio di Trump, i brogli sarebbero poco roba...

martedì 27 agosto 2024

Censura 6

Oggi non scriverò di me: del resto la mia vicenda si è conclusa e credo di aver spiegato bene la follia e l’ipocrisia di quanto mi è successo in Censura 5 dove sono riuscito a dimostrare senza possibilità di errore che il motivo per cui il mio corto L’intesa della speranza era stato giudicato fuorviante era a causa della presenza di un collegamento a un sito che, evidentemente, è “peccato” condividere e far conoscere. Ma non fatemi ripetere ciò che ho già esaustivamente scritto.

Volevo invece parlare dell’arresto di Durov, il fondatore e direttore della piattaforma Telegram.
Come al solito non so cosa raccontino i media italiani al riguardo perché, come sapete, io seguo i miei canali.
Anzi, prima che me ne dimentichi, segnalo il seguente video di Alex Christoforou che è praticamente tutto dedicato all’arresto di Durov: Telegram Durov arrested as plane lands in France. Zakharova, NGO hypocrisy. Starmer Ukraine video.

Prima di tutto sono necessarie due precisazioni: chi è Durov e cosa è Telegram.

1. Durov non è amico del Cremlino: anzi qualche anno fa aveva avuto delle grane legali in Russia perché Telegram non rispettava una nuova legge locale che imponeva alle piattaforme con un numero di utenti superiore a una certa soglia (almeno un milione, forse più, non so…) di conservare i dati personali degli utenti russi in Russia. Le organizzazioni non governative (NGO), circa una ventina di esse, lo fecero passare per martire del tiranno/dittatore Putin.
La Francia, su intervento diretto di Macron, gli fece avere il passaporto francese. Durov lasciò la Russia e andò a vivere a Dubai (o dintorni).
Questo per dire che Durov non era amico o vicino a Putin: anzi mi sembra che, proprio nel video di Christoforou segnalato qui sopra, ci sia un breve spezzone di video con il presidente russo particolarmente gongolante per l’arresto in Francia di Durov che spiega “ecco cosa succede a chi dice che nell’occidente si è più liberi…”. E come al solito Putin ha ragione evidenziando l’ipocrisia di UE e USA: che si riempiono la bocca di parole come “democrazia” e “libertà” ma poi, nella pratica, ce n’è sempre meno di entrambe.
2. Telegram è una piattaforma senza censura su cui è possibile seguire sia la propaganda ucraina che la propaganda russa con tutte le sfumature intermedie. In più Telegram ha lanciato una propria cripto moneta (operazione invece non riuscita a Facebook) che ha avuto un grosso successo diventando la nona più importante al mondo.

Sul motivo dell’arresto di Durov ho sentito molte opinioni diverse. L’unica certezza è che le accuse ufficiali sono un pretesto (sembra che Telegram sia una piattaforma usata dai pedofili e che quindi Durov sia stato considerato complice o almeno favoreggiatore. Peccato che, a sentir Christoforou, lo stesso avvenga su Istagram senza però che Zuckerberg venga accusato di niente).
A. Il primo motivo, che secondo me è quello corretto, alla UE (e all’occidente in genere: vedi il caso TikTok negli USA) dà enorme fastidio una fonte di informazione che sfugga alla sua censura. Del resto le bugie della propaganda funzionano bene solo se non ci sono fonti d’informazione alternative che veicolano notizie indipendenti. Come spiegare il recente successo di Twitter? È proprio la libertà d’espressione possibile su Twitter che evidenzia la censura presente sulle altre piattaforme, reti sociali e non solo.
Io mi immagino la propaganda come una diga che blocca l’acqua del lago controllandone attentamente la fuoriuscita tramite le proprie condotte. La diga funziona bene solo se non c’è la minima fessura: in tal caso l’acqua si apre rapidamente la propria strada e la diga viene spazzata via. L’analogia regge a metà: nonostante Twitter la censura di tutti gli altri media occidentali continua a reggere, ma di sicuro adesso è più in crisi di un anno fa (Twitter pre Musk) (*1).
Tornando a noi Telegram è un po’, insieme a Twitter, la falla nella diga della propaganda occidentale. Non per nulla le “mie” fonti si informano principalmente su Telegram comparando la propaganda russa e ucraina e tirando poi fuori le proprie conclusioni.
B. Un’altra teoria che ho sentito è che la UE voglia la “propria” rete sociale da controllare più o meno direttamente.
Secondo me la UE non ha alcuna indipendenza da Washington e, quindi, agisce seguendone le indicazioni: e poi in occidente Telegram non è molto usato. Insomma servirebbe a poco controllarlo in toto.
C. Altra teoria è che ci sia interesse per la sua criptovaluta (TON mi pare si chiami) ma anche qui non credo che la ragione del suo successo sia un “segreto tecnico”. Piuttosto immagino una sinergia efficace fra piattaforma, utenti e criptovaluta.

Di sicuro ne sapremo di più nei prossimi giorni: già scoprire se ci sarà l’estradizione immediata negli USA darà informazioni interessanti. Come ha detto Lavrov oggi “evidentemente la Francia ha delle prove schiaccianti contro Durov… altrimenti sarebbe un arresto politico…”. E intanto al momento dei video (che in genere sono in ritardo di mezza giornata rispetto agli eventi) le accuse contro Durov sono solo ipotesi, come se ancora si stesse decidendo di cosa accusarlo. I super ricchi hanno infatti la cattiva abitudine di potersi permettere avvocati molti bravi…

Notizia invece di oggi è la “confessione” di Zuckerberg: «“la censura sul COVID era sbagliata e mi rincresce di non essermi opposto a essa” – Il fondatore di FB afferma che la Casa Bianca avrebbe più volte fatto pressioni per far censurare i post». Vedi, per esempio, Mark Zuckerberg: Covid censorship was wrong and I wish I’d fought it da The Telegraph.
L’articolo è riservato agli abbonati ma mi sembra che il titolo sia già da solo sufficientemente significativo.
Erroneamente qualcuno riduce l'intero problema della censura sulle reti sociali e simili (ci metto anche Blogger o YouTube) all'argomentazione che il privato ha il diritto di censurare ciò che vuole e, se all’utente non sta bene, si cerchi un altro servizio.
Il punto però è che non è il privato che decide la censura: è il potere politico che dice al privato cosa censurare. E, solo allora, il privato aggiorna i propri “termini d’uso”, o più bucolicamente le “norme della comunità” (Blogger), in maniera opaca per poter obbedire al potere politico e censurare gli utenti che danno fastidio andando contro la narrativa dominante. Negli USA questo è in teoria vietato: il privato cioè non può censurare su indicazione del governo. In Europa non so...
Questo è quanto, comunque, era già stato svelato la scorsa estate dai “Twitter files”: anzi secondo essi il potere aveva accesso diretto a degli strumenti che gli permettevano di censurare gli utenti senza bisogno di rivolgersi agli amministratori delle diverse piattaforme informatiche. Un po’ come la UE ha chiesto di fare a Twitter, vedi (*1)…
Sarebbe interessante sapere perché Zuckerberg ritiene adesso sbagliata la censura sul covid: personalmente ipotizzo/scommetto che sono chiacchiere per rifarsi una finta verginità morale (o magari c’è una sorta di sincero imbarazzo/complesso nei confronti di Musk). Sono sicuro che se su FB provate a pubblicare il medesimo collegamento che a me è costato un “warning” qui su Blogger verrete automaticamente censurati (quale collegamento? vi rimando a Censura 5).

Vabbè, spero di non aver divagato troppo e di essere stato comunque comprensibile: sto già iniziando a perdere un po’ di confidenza con la scrittura… :-(

Nota (*1): e del resto solo pochi mesi fa Musk ha denunciato il ricatto della UE: se non assumeva un centinaio di censori scelti/mandati da Bruxelles, con piena libertà di censurare chi volevano, avrebbe subito una multa pesantissima. A detta di Musk la stessa richiesta era stata fatta ad altri colossi informatici i quali subito si erano adeguati. Per adesso la diatriba Musk/UE è rimasta in sospeso: tutto dipende da chi vincerà le elezioni di novembre negli USA.

martedì 6 agosto 2024

Censura 5

Qualche giorno fa osservando meglio la notifica riguardo al mio pezzo “rimosso perché in violazione delle norme della comunità” mi sono accorto che nel menù a tendina con la lista dei diversi articoli vi era una nuova voce: “Rimossi” (o roba del genere).
Da qui potevo accedere alla lista dei miei pezzi “rimossi”, ovvero al corto L’intesa della speranza.

Con molta calma, visto che ormai me ne importa poco, stamani ho finalmente provato a modificare al minimo il corto che supponevo essere quello problematico.
In pratica ho rimosso il collegamento HTML al sito con la petizione internazionale, ho aggiunto degli spazi vuoti fra le varie parole che ne componevano l’indirizzo e sostituito “Accord” con “CENSURATO”.

Era un primo tentativo perché, come spiegato in precedenza, neppure Blogger sa veramente quale sia la violazione: l’algoritmo ha trovato qualcosa che non gli va bene e così l’articolo viene automaticamente sospeso ma non è in grado di specificare quale e dove sia il “contenuto ingannevole”. Come ho già spiegato, se Blogger si provasse a mettere nero su bianco che la violazione è nella frase XXX sarebbe allora facile per l’utente dimostrare che, almeno nella maggior parte dei casi, non vi è nessuna violazione. Ma è inutile che stia a ripetere ciò che ho già scritto.

La novità odierna è semplicemente la conferma che ero stato censurato perché mi ero azzardato a condividere un collegamento evidentemente inserito in una lista nera. Questa è la mia colpa: ovviamente nessuna delle mie parole costituiva “contenuto ingannevole”.

Tutto risolto?
Assolutamente no!
Blogger non ha ammesso che la sua valutazione iniziale fosse errata e priva di senso: semplicemente l’algoritmo ha deciso che il mio pezzo, rimuovendo il collegamento sopraddetto, non era più ingannevole.
Questo significa, stando alla prima epistola ricevuta, che se in futuro, indipendentemente da quanto scrivo, mi azzardo a condividere un collegamento che per qualche motivo l’algoritmo non approva allora questo ghiribizzo sarà chiuso automaticamente.

Ovviamente dato che, a quanto ne sappia, non esiste una lista disponibile degli indirizzi http che non è possibile condividere (altra ipocrisia di Google/Blogger), in qualsiasi momento potrei essere censurato definitivamente. Spero che vi rendiate conto dell’assurdità: per essere sicuro di non essere censurato dovrei conoscere una lista di collegamenti “vietati”, i quali non possono essere condivisi, che però (a quanto ne so) non è disponibile.
Fatemi provare a cercare su Google: magari mi smentisce… no, non ho trovato niente né su Google.com né su DuckDuckGo.com…

Per questo motivo non ho intenzione di modificare la modalità con cui continuerò a usare questo ghiribizzo, essenzialmente: commento alle puntate di Strabuccinator fino alla conclusione della serie, un pezzo di attualità/geopolitica più o meno ogni settimana e i pezzi sulla censura ogni volta che avrò novità sull’argomento.

Per adesso poi sto scrivendo i miei appunti sui libri che leggo su dei quadernoni. Mi piace scrivere su carta ma sono un po’ tanti. Comunque in questa maniera posso essere molto più sistematico e completo nelle mie annotazione perché, non dovendo spiegare tutto il contesto come facevo qui sul ghiribizzo, mi prendono molto meno tempo.
Per la cronaca ho finito il bellissimo “Età degli imperi” di Hobsbawm (5 su 5), il bidone “Le 10 mappe che spiegano il mondo” (2 su 5 e sono stato generoso) e “Ricordi” di Marco Aurelio Antonino (3 su 5). Vabbè divago: questo non c’entra niente con la censura ma è la vecchia abitudine di quando scrivevo liberamente sul ghiribizzo che torna a farsi sentire…

Conclusione: io sono dell’idea che la UE di Ursula continuerà a divenire sempre meno libera e che, presto o tardi, ci sarà un nuovo giro di vite sulla censura che farà fuori parecchi siti che si azzardano a non ripetere la giaculatoria della narrativa ufficiale. Se improvvisamente questo ghiribizzo sparirà ne sapete già da adesso il motivo: censura (probabilmente retroattiva).

sabato 27 luglio 2024

Censura 4

Solo un aggiornamento dato che sono passati diversi giorni dal mio precedente pezzo.

In realtà sono già entrato in modalità “fine ghiribizzo” e quindi non ho più lo stimolo necessario per scriverci qualcosa. Non pensate che sia abbattuto o dispiaciuto: è un lato della mia personalità molto utile quello di poter chiudere qualcosa senza troppi rimpianti. Per anni avevo un abitudine e, anche solo per valutare la forza della mia volontà, l’ho abbandonata da un giorno all’altro: mi sarà capitato una buona dozzina di volte.

Come ho spiegato nei pezzi precedenti continuerò a scrivere su questo ghiribizzo su pochi argomenti. Eventualmente deciderò se spostarmi su un altro sito ma al momento non ne ho voglia.

Siccome mi era utile scrivere di quello che leggo (per memorizzarne il contenuto) continuerò a farlo su dei quadernoni. Al momento ho deciso di dedicare un quadernone a ogni libro: credo che sarà più facile ritrovare il materiale che mi interessa; la controindicazione è che ho iniziato a scrivere su una decina di quadernoni. Poi però, terminato un libro, continuerò a usarne il quadernone per il successivo. Vedremo come mi troverò.
Di sicuro così faccio più alla svelta che a scriverne sul ghiribizzo: non sto a spiegare i dettagli che do per scontati come invece mi sentivo in dovere di fare quando ne scrivevo qui. Insomma scrivere per me è molto più rapido che scrivere per gli altri!
Avevo una mezza idea di pubblicare delle foto di quanto scritto (di Rawls, Hobsbawm e Marshall, gli unici sui cui libri ho scritto più di una pagina) ma onestamente non credo che lo sforzo valga la pena...

Il “povero” Strabuccinator non è stato ancora censurato: sono io che non sono più stato dell’umore giusto per rileggerne e commentarne le nuove puntate. Ma ora vedrò di pubblicarne tre episodi consecutivi…

Sul lato della censura lunedì o martedì ho fatto “ricorso” per il pezzo censurato. Sapevo che era un’operazione praticamente inutile ma, ormai, dato che comunque non mi importa più della risposta ho deciso di provare, più che altro per curiosità.
Avevo preparato il seguente testo perché supponevo che fosse possibile inserire una sorta di “difesa” da passare ai “censori:".
In inglese: “I am not sure what was deemed 'misleading content' anyway, the article in question consisted of three mini-posts: the first on an international petition ('The Hope XXX'), the second on Jung/Nietzsche, and the third on my handling of readers' comments.

I suppose, by elimination, that the issue was found in the first mini-post: however, here I make no claims but simply present the link to the petition's website and refer to two videos by Dr. Campbell (still present on YouTube and therefore NOT violating their rules while also sharing the international petition site) that delve into the substance of it.

Having made no claims, there cannot be any misleading content: I therefore suppose that there has been a mistake and that maybe the algorithm got confused by mixing together the content of the three mini-posts.”

In italiano: “Non sono sicuro di cosa sia stato ritenuto un “contenuto ingannevole” comunque, l’articolo in questione era composto da tre minipost: il primo su una petizione internazionale (“The hope XXX”), il secondo su Jung/Nietzsche e il terzo sulla mia gestione dei commenti dei lettori.

Suppongo, per eliminazione, che il problema sia stato riscontrato nel primo minipost: qui però io non faccio nessuna affermazione ma mi limito a presentare il collegamento al sito della petizione e a rimandare a due video del Dr. Campbell (tuttora presenti su YouTube e che quindi NON ne violano le regole pur condividendo a loro volta il sito della petizione internazionale) che ne approfondiscono la sostanza.

Non avendo fatto nessuna affermazione non è possibile che via sia contenuto ingannevole: suppongo quindi che vi sia stato un errore e che magari l’algoritmo si sia confuso mischiando insieme il contenuto dei tre minipost.”

In realtà ho scoperto che non è possibile comunicare niente: semplicemente c’è da premere un pulsante per far ripassare il pezzo, dopo averlo eventualmente modificato, all’algoritmo.
Forse avrei potuto inserire questa mia difesa all’inizio del pezzo ma onestamente ci ho pensato solo più tardi. Così ho premuto il pulsante della verifica senza modificare il testo.
Per due tre giorni non è successo niente poi nella pagina di amministrazione del ghiribizzo mi è apparso la notifica che un pezzo è stato censurato (ma non specifica quale). Nella posta elettronica non ho ricevuto nessuna nuova epistola.
Insomma suppongo che sia stato “ricensurato” il solito pezzo ma non ho ricevuto nessuna comunicazione ufficiale e la notifica non specifica quale pezzo sia stato rimosso…

Ancora non ho deciso cosa provare a fare. Anzi, ora che ci penso, fatemi rimuovere il termine “Accord” dai testi presentati qui sopra per evitare di far scattare nuovamente l’algoritmo!

Insomma: novità sulla censura sostanzialmente non ce ne sono (se non che, evidentemente, il meccanismo di appello è una completa sciocchezza) e io ho praticamente abbandonato questo ghiribizzo. Non sono per questo particolarmente affranto dato il mio carattere quindi non preoccupatevi immaginandomi depresso o, magari, roso dal desiderio di scrivere senza cedere a farlo: no, in realtà già non ci penso nemmeno e sfrutto il tempo in più per fare altro…

Conclusione: alla prossima… probabilmente Strabuccinator...

sabato 20 luglio 2024

Censura 3: scrivere o non scrivere?

Ho perso entusiasmo per scrivere qui sul ghiribizzo. Un curioso motivo psicologico.
Da quando ho ricevuto lo “strike” sono infatti entrato nell’ordine delle idee che questo ghiribizzo mi sarà chiuso a breve: chiaramente mi dico “pazienza: guadagnerò tempo per fare cose più utili”.
E ne sono già convinto: del resto, come ho sempre scritto, scrivevo più per me che per gli altri e, proprio per questo, avere pochissimi lettori non è mai stato un problema. Alla fine passare da pochi a zero non fa tutta questa differenza.
Contemporaneamente però questo convincimento mi ha tolto energie per scrivere anche su argomenti neutri o irrilevanti: perché impegnarmi nello scrivere qualcosa di interessante, o comunque faticare per mettere nero su bianco le mie idee se, tanto, a breve tutto verrà cancellato? Meglio fare altro, no?

Per questo ancora non ho avuto voglia neppure di scrivere il mio pezzo di commento a Strabuccinator (che di solito mi diverte molto).
Avevo anche, per esempio, una mezza idea di collegare insieme Longo (“Psicologia criminale”) a Hobsbawm (“L’età degli imperi”) mediante la fisica: ma chi me lo fa fare?

Vabbè, mi limito a una considerazione psicologica che mi pare interessante. Consideratelo un pensiero di addio: un ricordo di cosa era questo ghiribizzo e che non sarà più
Ben due persone, sapendo della censura ricevuta, mi hanno suggerito se potrebbe essere stato Caio o Sempronio a fare la segnalazione. Io invece non avevo neppure preso in considerazione l’idea optando invece per un algoritmo automatico che banalmente avesse trovato il collegamento incriminato e, magari, si fosse confuso con termini usati nel corto successivo (ma all’interno dello stesso articolo dal punto di vista di Blogger) su Nietzsche.

Questo mi pare un ottimo esempio dell’errore fondamentale di attribuzione.
In occidente, quando accade una vicenda e si cerca di comprenderne i motivi, si tende a favorire la causa umana al posto di qualcosa di più generico come le circostanze.
L’esempio tipico: un nostro collega arriva tardi al lavoro e si pensa che sia pigro e abbia dormito troppo invece che, per esempio, abbia forato una ruota dell’auto: insomma colpa della persona e non degli eventi.
Nel mio caso attribuire a una persona la segnalazione invece che a un algoritmo (stupido) mi sembra un modo di pensare molto simile che, nella sua essenza, consiste nell’attribuire intenzioni o volontà specifiche a individui anche quando esistono spiegazioni alternative, anche più probabili.
In questo mio caso, per esempio, io avevo scartato l’idea della persona perché il pezzo incriminato era essenzialmente innocuo mentre invece sono sicuro di aver scritto molti altri articoli in cui mi sbilancio molto di più in giudizi e idee. Una persona che avesse voluto farmi censurare avrebbe scelto materiale diverso; un algoritmo stupido invece si basa sulla presenza di un collegamento e, forse, su eventuali termine di contorno. Il tutto magari traducendo malamente dall’italiano all’inglese.

Vabbè: fra qualche tempo non potrete più leggere pezzi interessantissimi come questo. Non una grave perdita in effetti.

Ah! un amico mi ha scritto: “Il mio rammarico per la censura che subite si accompagna alla realtà dei fatti: queste piattaforme sono gratuite e quindi con limiti evidenti, come esse vi hanno ricordato.”
La frase sembra implicare che se voglio usare un prodotto devo adeguarmi alle regole che ne stabiliscono l’uso, oltretutto gratuito.

Il mio punto, che avevo cercato di spiegare in “Sono stato censurato” (mi fa fatica inserire il collegamento), è che nel pezzo censurato non ho violato nessuna regola: ho semplicemente condiviso un collegamento sgradito. Non c’era materialmente spazio per inserire un “contenuto ingannevole” in 80 parole e 508 caratteri: no, vabbè, volendo per una frase ingannevole ne bastano anche meno. Quello che voglio dire è che non ho violato nessuna regola: è tutto un automatismo.

La questione non è quindi che si debba rispettare i termini d’uso ma che, se ti vogliono censurare, lo fanno comunque dicendo che li hai violati anche se non è vero. Poi il risultato finale è lo stesso ma la differenza, l’uso di un pretesto, è significativo se non altro come prova dell’ipocrisia di questi giganti informatici.

Sarebbe poi doveroso che questi siti spiegassero esattamente cosa e dove si siano infrante le regole: non limitarsi a dire che il pezzo contiene una violazione, così, senza specificare niente.
Il vero motivo per cui ciò non viene fatto è che nemmeno le grandi aziende lo sanno!
È un algoritmo che decide tutto senza capire niente: vede alcune parole chiave e decide che il pezzo è da censurare senza comprendere niente del contesto. Soprattutto, immagino, se l’articolo originario non è in inglese.
Se queste aziende specificassero che il contenuto ingannevole è XXX ci sarebbero molti ricorsi perché sarebbe facile dimostrarne, spesso, l’arbitrarietà: io credo che l’effetto complessivo sarebbe una diminuzione del 99% delle censure e, magari, con costi legali significativi (almeno negli USA).

Avevo iniziato a scrivere questo pezzo qualche giorno fa e, proprio ieri, ho fatto una scoperta interessante. Provate a cercare “The h0p& accord” su Google e poi su DuckDuckGo: nel primo caso vi chiederà se magari non cercavate “The h0p& accordi” senza poi fornire nessun collegamento al sito in questione; nel secondo caso il sito della petizione è, correttamente, il primo restituito.
Questo conferma il mio sospetto che sono stato censurato solo per aver condiviso tale collegamento: niente di ciò che avevo scritto, come spiegato, era fuorviante.
E questa censura di Google spiega anche perché, in genere e in questo caso, non possano spiegare quale clausola delle regole della comunità si sia violato e dove, cioè in quale frase: apparirebbe infatti evidente che l’utente non ha violato nessuna regola!

E poi, se ci pensate, come facevo io a sapere che tale collegamento non può essere pubblicato?
Che io sappia non ci sono liste di proscrizione consultabili per sapere cosa si può condividere e cosa no.
Del resto il sito in questione è assolutamente legittimo: magari si può essere contrari alla petizione ma essa, di per sé, è perfettamente ragionevole.

Forse potrei cercare di scrivere una petizione proprio per chiedere l’obbligo per i colossi informatici di specificare esattamente la frase o le frasi che violano le regole della comunità/termini di servizi e, ovviamente, qual è la regola/e violata/e. Ma ovviamente sarebbe una perdita di tempo…

L’ambiguità è un po’ come se sull’autostrada ci fosse la regola della comunità: “Non viaggiare troppo velocemente”. A quando si deve andare: massimo a 130 Km/h?
Però poi, anche se si va a 120 Km/h si prende ugualmente la multa perché, nell’arbitrarietà della regola, ci viene detto che nelle curve pericolose si doveva viaggiare massimo a 110Km/h e non a 130.
Se poi, per non correre rischi, si decide di viaggiare a 80Km/h ecco comunque che arriva la multa perché con la pioggia, ci dicono, si deve viaggiare sotto i 60Km/h.
Infine si vede un tizio che guida a 200Km/h che però non prende nessuna multa perché va nella direzione opposta alla nostra! Allora nessun problema si può dire tutto in tal caso.

L’ambiguità della violazione corrisponde invece ad accusare una persona di furto senza specificare che cosa abbia rubato, dove e quando. Vi sembrerebbe giusto? Ovviamente non lo sarebbe: l’onere della prova dovrebbe spettare all’accusa e non alla difesa. Invece con Google & C. il principio è rovesciato: si subisce un accusa generica e all’utente spetta poi il compito di dimostrare la propria innocenza senza neppure sapere esattamente per cosa.

E, riassumendo, cosa ho deciso di fare? Come rispondo alla domanda del titolo?
Beh, da quando ho iniziato il pezzo due giorni fa, mi sono reso conto di non essere più interessato a mantenere questo sito.
La libertà di scrivere tutto ciò che è consentito scrivere non è vera libertà!
Né ho voglia di misurare ogni mia parola e, magari, di autocensurarmi: primo, come dimostra questa mia specifica esperienza, bisognerebbe avere dei poteri extrasensoriali per sapere in anticipo cosa sia possibile scrivere/condividere; secondo non poter scrivere/dire qualcosa è il primo passo per smettere di pensarla: preferisco avere le mie idee, anche solo per me stesso, che non averle per niente.
Mi sono anche detto che, così facendo, “gliela do vinta”: ma qui devo essere realistico. La mia influenza sul resto della popolazione è nulla. Come ho scritto passare da dieci lettori a zero non fa nessuna differenza. Posso investire decisamente meglio il mio tempo in altri modi.
Per questo credo che ridurrò i nuovi pezzi al minimo: i pezzi su Strabuccinator, sulle nuove versioni dell’Epitome, rispondere a eventuali commenti (compresi i 7 di Anonimo ancora in sospeso!) e, bo, qualunque altra cosa mi sembrerà appropriato (magari aggiornamenti sulla censura di Google & C).
Poi, come ho scritto altrove, vi erano dei pezzi di utilità personale: che mi aiutavano cioè a memorizzare, ricordare e rintracciare idee, concetti e ragionamenti frutto delle mie disparate letture. Queste cose dovrò continuare a scriverle ma sicuramente non lo farò qui sul ghiribizzo: devo ancora decidere se usare un quadernone (più veloce) o, comunque, un supporto informatico (maggiore portabilità). Deciderò con calma.

Vabbè, ho deciso anche di provare a fare appello usando il collegamento fornito nell’epistola che Blogger mi ha spedito. Oramai sono sicuro, verificata la censura del sito della petizione da parte di Google, che non vi sia stato nessun equivoco, magari causato dai vocaboli usati nel corto seguente su Nietzsche/Jung: ma tentare ormai non nuoce né mi interessa, eventualmente, aumentare le probabilità di essere “perdonato” aspettando improbabili novità.

Conclusione: i pochi lettori arrivati fin qui mi facciano un piacere e, essenzialmente per “dispetto” a Google, vadano a vedere il sito censurato dopo aver provato a cercarlo su tale piattaforma. Oltretutto sarà istruttivo anche per voi farvi un'idea di ciò che il potere non vuole che leggiate.
Già, un ultimo commento: non ripetetemi la litania che le aziende private possono imporre le regole che vogliono ai propri utenti. Non è questo il punto! A Google & C. non importa niente di questa petizione: è il potere politico (su pressione delle relative lobbi) che ha chiesto loro di censurarlo.
Questa è censura del potere, quindi politica, mascherata come censura del privato.
Poi ci sarebbe da scrivere sulla Baronessa Tedesca visto che limitare la libertà d’espressione (oltreché il suo supporto assoluto alla guerra e al genocidio palestinese) è parte fondamentale del suo programma di governo: ma non voglio divagare. Vi consiglio solo di prendere nota di quali partiti italiani l’hanno votata (o che l’avrebbero votata in cambio di un “contentino”: leggi Fratelli d’Italia) e di ricordarvelo alla prossima elezione ammesso che ci sia: sempre grazie alla Baronessa potremmo ritrovarci in una guerra nucleare o completamente privi anche della parvenza di democrazia che abbiamo oggi.