«[Figlio dell'uomo] Porgi l'orecchio e ascolta le parole di KGB
e applica la tua mente alla SUA istruzione
» Pv. 22,17

Qui si straparla di vari argomenti:
1. Il genere dei pezzi è segnalato da varie immagini, vedi Legenda
2. Per contattarmi e istruzioni per i nuovi lettori (occasionali e non) qui
3. L'ultimo corto è questo
4. Molti articoli di questo blog fanno riferimento a definizioni e concetti che ho enunciato nella mia Epitome gratuitamente scaricabile QUI. Tali riferimenti sono identificati da una “E” fra parentesi quadre e uno o più capitoli. Per esempio: ([E] 5.1 e 5.4)

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lunedì 29 novembre 2021

Monti oggettivo, non arrogante

Riflettevo su quanto ho scritto nel corto Al volo! dove riportavo un articolo che citava le parole di Monti: il senatore a vita (grazie Napolitano) si auspicava meno democrazia nell’informazione.
Per la precisione Monti ha detto: «Di colpo abbiamo visto che il modo in cui è organizzato il mondo è disunito. Abbiamo iniziato a usare il termine guerra ma non abbiamo usato una politica di comunicazione adatta alla guerra».
E poi chiarisce «Bisognerà trovare un sistema che concili la libertà di espressione ma che dosi dall’alto l’informazione. Parlando continuamente di Covid si fanno solo disastri. Comunicazione di guerra significa che ci deve essere un dosaggio dell’informazione. Bisogna trovare delle modalità meno democratiche».

Stupisce la schiettezza della dichiarazione: queste cose si pensano (e si fanno) ma non si raccontano in pubblico. Eppure Monti non è nuovo ad affermazioni altrettanto franche: ora non ho voglia di mettermi a cercarlo ma già diversi anni fa (a occhio intorno al 2014 ma non ci giurerei) pubblicai qui sul ghiribizzo un breve video in cui Monti veniva intervistato da una televisione estera e, alla domanda diretta dell’intervistatrice, rispondeva candidamente che quando era alla guida del governo era conscio che le sue decisioni avrebbero reso gli italiani più poveri. Roba di questo genere: come ho detto si tratta di un video piuttosto vecchio e non ricordo più le parole esatte. Via: provo a fare una ricerca col marcatore “Monti”: se lo trovo bene altrimenti pazienza… niente… probabilmente è un “Corto” e quindi potrebbe avere il marcatore “Video”, "Intervista" o addirittura “Economia”…

Comunque, tornando a noi, mi chiedevo come mai Monti non si faccia problemi a essere così spudoratamente onesto nelle sue apparizioni pubbliche.
Io credo che il motivo sia la sua consapevolezza dell’impotenza della popolazione italiana: cosa possono fare coloro che vorrebbero maggiore libertà, nel senso di non divulgare solo la narrativa dominante ma anche voci alternative, nei media?
Niente: niente di niente. Del resto non abbiamo neppure un partito di opposizione al governo Draghi.
L’atteggiamento di Monti non è arroganza come potrebbe sembrare a prima vista ma invece è frutto della fredda considerazione che le sue parole contribuiscono a rendere non dico accettabile ma ipotizzabile una proposta indecente e grottesca e che comunque, chi è contrario e scandalizzato non può farci assolutamente niente.

Settimane fa, dopo l’ennesima frustrante discussione con amici, mi era venuta un’idea. La discussione verteva sulla gestione della pandemia: io portavo ricerche e dati, loro erano fermi su “la tivvù ha detto” o poco più. E poi le ricerche che presentavo, nonostante fossero state pubblicate su riviste mediche e verificate dai pari, per qualche motivo non chiaro non andavano bene. Alla fine la ragione del loro pensiero illogico, ovvero del rifiuto della metodologia scientifica basata sulle ricerche, era che se queste fossero state valide allora i governi ne avrebbero preso atto: insomma il loro ragionamento era solo basato su un atto di fiducia nelle nostre istituzioni: governo e media. Non saprei se mettermi a ridere o a piangere.
Allora mi venne in mente di scrivere un pezzo in cui avrei spiegato che anche se il CEO di una multinazionale farmaceutica, magari dopo aver scoperto di avere un tumore incurabile e per questo si volesse sgravare la coscienza, dichiarasse di avere prove certe che il proprio vaccino sia gravemente dannoso alla salute, questi miei amici (e molte altre persone come loro) non ci crederebbero. Rifiuterebbero la realtà: magari si convincerebbero che ha parlato così perché il tumore e gli antidolorifici lo hanno reso poco lucido. Subito si rassicurerebbero appena il nuovo CEO smentisse le dichiarazioni del suo predecessore. E quando 2 o 3 virologi da salotto televisivo giurassero sui propri figli che i dati “reali” dicono il contrario, completamente tranquillizzati, finirebbero per dimenticare l’intera vicenda.
Ormai il livello di autoinganno e di negazione della realtà è arrivato a questi livelli.

Adesso Monti ci dice qualcosa di analogo: tutte le opinioni/voci contrarie alla narrativa dominante vanno censurate. Però la grande censura già esistente non basta: il 95% di spazio a favore del pensiero maggioritario non è sufficiente, si deve arrivare al 100%. Eppure sono sicuro che molti miei amici/conoscenti, anche a mostrargli il video dell’intervista, non ci crederebbero: o, forse più probabilmente, si convincerebbero che Monti abbia ragione, che effettivamente troppa democrazia è dannosa. Oppure che, sì, Monti ha detto così ma che in realtà non cambierà niente…

In realtà a me Monti non pare una persona particolarmente fantasiosa: se ha detto quelle parole vuol dire che ha sentito l’idea nei circoli che frequenta, quelli dei parapoteri economici e politici esteri. Insomma lui, con la delicatezza di un ippopotamo in una cristalleria, ha voluto dare il suo contributo per rendere questa nuova strategia più accettabile ma, sicuramente, essa è già stata decisa.

Di nuovo non posso fare a meno di pensare al mio pezzo Il bubbone nel quale spiego di aver avuto la sensazione che nei prossimi mesi verranno alla luce TANTE ricerche che, ciascuna a suo modo, andranno a minare le pseudo ragioni della strategia sanitaria italiana e occidentale (con qualche eccezione) in genere.
Anzi al riguardo posso dire che ne sono già uscito già due o tre piuttosto grosse ma siccome conosco i miei polli (“ma sono dei pre-print!”, “ma questo non è verificato dai pari!”) aspetto ulteriori conferme.

Comunque vedremo l’autocrate, il Conte Duca Dragula, cosa si inventerà da questo punto di vista: un’idea potrebbe essere quella di consentire solo a chi ha il superverdepasso di tenere un sito in Rete! Del resto il verdepasso era richiesto anche a chi lavorava da casa. Oppure potrebbe istituire una “super cabina di regia” (ovviamente lui userebbe un nome fico in inglese) col compito di censurare tutte le notizie “false” sul covid-19, magari, tanto che ci siamo, dando direttamente la possibilità di chiudere il sito/canale/profilo etc.
Tutto questo senza dare né spiegazioni né possibilità di appello (o magari dandolo fittizio) e con uno scudo giuridico che garantisca questi censori da qualsiasi ripercussione legale anche in caso che una notizia da loro censurata si dimostrasse vera.
E quello che mi fa rabbia è che la maggioranza degli italiani se ne fregherebbe e, anzi, parecchi ne sarebbero pure felici.

Conclusione: al peggio non c’è mai fine: e non è, come crede Monti, colpa della troppa democrazia nell’informazione ma al contrario della sua quasi totale assenza.

mercoledì 3 febbraio 2021

Draghi

E così, dopo quasi tre anni, ovvero dalle elezioni del 2018, Mattarella è finalmente quasi riuscito a imporre il governo “tecnico” che tanto desiderava: Draghi.

Non so neppure da dove cominciare: forse dai vomitevoli titoli della stampa italiana?
Mi sono limitato a guardare quelli di Ansa.it (di solito contenuta nei toni) e ho evitato di aprire le voci ancor più di regime come Repubblica.it o Corriere.it

E cosa ci propinqua Ansa.it?

“Draghi convince i mercati, Milano a +2,95%
Lo spread in calo, ora vede quota cento”

Bello vero? Ma come ormai dovreste sapere ai mercati non gliene frega niente del benessere degli italiani: al contrario il +2,95% indica che prevedono un aumento di ricchezza per i più ricchi e forti (a scapito della stragrande maggioranza degli italiani). Lo stesso vale per lo “spread” uno spauracchio usato per dire “bravi” o “cattivi” ma che andrebbe interpretato con un “ubbidienti” o “disobbedienti” agli ordini che arrivano da Bruxelles.

Oppure: “Supermario che ha salvato l’Europa”
Ma in che mondo vivono? Da cosa ci avrebbe salvato? La diseguaglianza in crescita esponenziale in Italia (e nel resto del mondo occidentale) da dove deriva? Forse ha salvato qualche banca? Sì, probabilmente intendono questo: e le banche o i poteri finanziari, siccome si fidano di lui, lo vogliono al governo.

Mattarella presidente degli italiani ma servo di Bruxelles obbedisce.
E qualche ingenuo in Italia già applaude questo “buon senso”. Tanto forte è il potere della disinformazione di stato che la verità è ribaltata: l’incoscienza diviene prudenza, il furto ai più deboli è chiamato riequilibrio/sostenibilità, gli unici interessi che si difendono e tutelano sono quelli dei forti e dei potenti.

Ma Draghi sarà ancora peggio di Monti: molto peggio, non solo un po’ peggio.

L’avete visto l’effetto dell’austerità di Monti, no? Una mazzata da cui l’Italia non si è più ripresa…
E i video in cui candidamente spiega alle televisioni estere che sapeva di non fare gli interessi degli italiani? Sì, ci sono anche quelli: tanto forte è la sua sicurezza di essere tutelato dai poteri che ha servito che non si preoccupa neppure di negare il suo tradimento.

E qualcuno esalta Mattarella. Ma vi ricordate chi lo SCELSE Mattarella?
“Il fu Mattia Renzi”: lo statista che ora tutti prendono in giro: il pallone gonfiato ormai sgonfio e adesso schifato come un preservativo usato.
Ma, tanto per citarmi, cosa scrissi nel corto Sul presidente del 2 marzo 2015:
Molti dei miei amici si chiedono come sarà il nuovo presidente della repubblica. Qualcuno è “speranzoso” e dice che, peggio di Napolitano, non potrà essere.
Io dico che al peggio non c'è limite e, se lo ha scelto Renzi, sicuramente non potrà essere un buon presidente.


Renzi ubbidisce a poteri esteri (li avete visti i meme con “Renzi d’Arabia” no?) e lo stesso fa il presidente che lui ha scelto e fatto eleggere. Non serve essere dei geni per capirlo.

Quindi tanto per chiarire quanto scritto finora: Monti non aveva a cuore gli interessi dell’Italia (né tantomeno degli italiani) e lo stesso vale per Renzi (adesso cioè è palese a tutti credo), Mattarella (voluto da Renzi) e Draghi (voluto da Mattarella su, evidente, suggerimento di Bruxelles).

Ma torniamo a Draghi: sarà molto peggio di Monti perché non solo continuerà, esasperandola, la politica mortifera di austerità (più tasse e meno servizi; magari con le novità di un attacco diretto ai risparmi degli italiani e alle pensioni) ma in più, temo, vi aggiungerà:
1. una strategia di riduzione delle libertà: più censura indiscriminata di qualsiasi opinione sgradita o invisa al pensiero maggioritario (scusa delle bufale); riduzione di molte altre libertà individuali con lo spauracchio della pandemia (che esiste sì, ma NON è più importante della libertà).
2. riduzione della sovranità nazionale accettando trattati che vincolino i futuri governi a impegni fiscali ed economici contrari, come al solito, agli interessi degli italiani e della nazione.
3. nel medio termine eliminazione sostanziale del poco che è rimasto della democrazia italiana. La maniera che al momento mi appare più ovvia è il rinvio delle elezioni sine die causa pandemia e, magari, l’introduzione di nuovi sistemi di voto facilmente manipolabili: come il voto postale o in Rete. A quel punto le opposizioni sgradite sarebbero facilmente tenute perennemente fuori dai giochi mentre quelle concilianti, per mantenere viva l’illusione democratica, potrebbero “collaborare” e governare di tanto in tanto per, ovviamente, il "bene del paese".

Ora vedremo se (ma temo di sì) e quale maggioranza di “responsabili” (cioè di traditori) avrà a sostenerlo.
Sicuramente ci saranno il PD, Italia Viva e i partitini europeisti.
Contrari invece Lega e Fratelli d’Italia che avrebbero più da avvantaggiarsi da un ritorno al voto.
Forza Italia avrebbe tanta voglia di essere “responsabile” e quindi tutto dipende da quanto Salvini riesca a persuaderne i parlamentari che, schierandosi insieme alle elezioni, non perderebbero il loro posto. Non è facile però "comprare" voti con promesse stando all'opposizione: più persuasivo è il governo che può invece offrire subito cariche pubbliche e altre sinecure. Un governo può offrire un uovo oggi, Salvini una gallina domani.
Il M5S dovrebbe essere determinante ma, come scrivo dal 2018 (e prima in realtà), il limite dei due mandati è una spada di Damocle che scoraggia fortemente i singoli parlamentari che dovrebbero lasciare la politica a votare, direttamente o indirettamente, per un ritorno al voto. Anche i parlamentari che intuiscono che Draghi sarebbe una scelta catastrofica per l’Italia saranno facilmente convinti a dargli comunque la fiducia per poi valutare “di volta per volta” i vari provvedimenti: è umano credere a questa balla quando essa protegge i nostri interessi (mantenere la poltrona).
Se poi il M5S dovesse rischiare di spaccarsi, dopotutto molti suoi parlamentari sono persone oneste, allora Grillo farà cucù sulla scena politica con un video e inviterà a votare per Draghi: certo avrà le lacrime agli occhi, il groppo alla gola, e magari concluderà con un paradossale “vaffa” rivolto proprio a Draghi ma, del resto, un comico come lui è anche un abile attore…
Magari poi, per togliere i possibili sensi di colpa ai parlamentari più coscienziosi, ci sarà un voto farsa su Roussaue per “legittimare” l'appoggio a Draghi: e, anche se gli elettori pentastellati la pensassero diversamente, il suo esito sarà deciso da chi gestisce il sistema informatico: non ci sarebbero sorprese insomma…

Alla fine, temo, Draghi riuscirà a ottenere la sua fiducia e, una volta al governo, abuserà in ogni modo del proprio potere nella maniera più cinica e antidemocratica possibile.

Conclusione: ma non vi basta guardare una foto di Draghi per capire che persona sia?

venerdì 1 luglio 2016

Goofydebit

Come scritto nel mio pezzo Goofynomics ero curioso di scoprire cosa pensasse l'autore dell'omonimo viario, l'economista Alberto Bagnai, del debito pubblico italiano.

In alcuni miei vecchi pezzi avevo infatti affrontato l'argomento arrivando alla conclusione che: 1. il debito è ormai fuori controllo e non potrà mai essere ripagato; 2. la politica di austerità di Monti non avrebbe ridotto il debito pubblico, come ci ripeteva l'uomo imposto da Bruxelles e unto da Napolitano, ma anzi, avrebbe aggravato la situazione.
Il mio pezzo centrale sull'argomento è Strategia errata che a sua volta usa i concetti che avevo auto appreso in Indagine sul debito e Ancora sul debito.

Per mesi il paradosso del secondo punto sopraesposto, la contraddizione dell'austerità che non risolveva la crisi ma l'aggravava, mi lasciò nel dubbio: mi chiedevo come mai, se Monti è un esperto di economia, non si rende conto dell'assurdità di ciò che sta facendo? Possibile che voglia fare esattamente il contrario di ciò che ufficialmente si prefigge?
Tutti questi dubbi e domande li formulai esplicitamente nel pezzo Monti 23: ci è o ci fa? (*1) ma solo dopo qualche mese arrivai alla conclusione che Monti “ci faceva”. Nel frattempo, a gennaio 2013, scoprii Grillo e, per circa un anno e mezzo (*2), mi illusi di aver trovato la speranza per l'Italia...

Ma cosa ne pensava di Monti e della sua strategia lo sprovveduto economista autore di Goofynomics?

Ovviamente il professor Bagnai ne parla ampiamente in una moltitudine di pezzi che però diventano rapidamente molto tecnici. Una buona sintesi del suo pensiero su Monti l'ho però trovata nel suo articolo Il costo di Monti (KPD6) (pubblicato con QUESTA licenza Creative Commons):
«...
Come ricorderete, aprivo il Tramonto dell’euro citando questo articolo di Gawronski sul fallimento di Monti, quel fallimento che avevo annunciato il giorno stesso dell’insediamento del suo governo, sulla base del presupposto che la diagnosi della crisi che ci veniva proposta era sbagliata: non avevamo a che fare con una crisi di debito pubblico ma di debito privato (e sapete che questa diventò due anni dopo la versione della Bce), e quindi curando l’arto sano avremmo aggravato la situazione, secondo il meccanismo che ho esposto alla Camera.

Ora, vi prego, vi scongiuro: non ve ne uscite con le solite lezzioncine da mentecatti: “Maestra! Ma Monti non ha fallito: lui voleva aiutare i creditori esteri e c’è riuscito...”. E lo volete spiegare a me, che lo ho spiegato a decine di migliaia di italiani? Quando parlo di “fallimento” mi riferisco al fallimento rispetto all’obiettivo dichiarato: quello di risanare le finanze pubbliche. Era ovvio a chiunque avesse un minimo di conoscenza della teoria elementare della sostenibilità del debito (e quindi tanto più a me), che le politiche di austerità sarebbero state controproducenti rispetto a questo obiettivo. Il fatto è che con un moltiplicatore superiore a uno, in recessione ogni taglio al numeratore del rapporto debito/Pil comporta una diminuzione ancora più grande al denominatore, e il rapporto esplode. Ne avevamo già parlato in un post che vi consiglio di rileggere, anche perché contiene una promessa, che oggi mantengo: quella di riparlare dell’argomento coi numeri veri.
...»

In questi due paragrafi c'è una buona sintesi delle mie riflessioni: la politica di Monti era inutile e anzi dannosa, Monti “ci è” ovvero era perfettamente consapevole di ciò che stava facendo, il rapporto debito/PIL non può migliorare se il PIL decresce (al riguardo mi ero dimenticato di segnalare il mio corto PIL x polli).

C'è anche un'importante differenza: il professore distingue fra debito pubblico e debito privato. La crisi economica italiana deriva dalla crisi del debito privato e non di quello pubblico. Suppongo, perché ancora non mi sono imbattuto in affermazione specifiche e ho evitato di entrare nei dettagli più tecnici, che per Bagnai il debito pubblico non fosse un problema perché, seppure non estinguibile, l'Italia era comunque ampiamente in grado di pagarne gli interessi e alla fine è questo quello che conta (*3).

Da parte mia posso giustificarmi dicendo che, da non economista, prendevo per vera l'affermazione che il debito pubblico fosse troppo alto e che da questo problema dipendessero tutti i mali dell'economia italiana. Da questa premessa, visto che non lo si poteva ridurre, allora la mia conclusione era consequenziale e logica.
Adesso non dubito che il professore abbia ragione e, prima o poi (sto leggendo il suo viario a ritroso), mi imbatterò nella spiegazione di questo fenomeno.
Comunque, almeno politicamente ma anche economicamente, il debito pubblico italiano rimane un elemento da tenere sempre presente: che sia solvibile o no è irrilevante perché (*3) quello che conta è la fiducia degli investitori. Basta che a Bruxelles si gridi “al lupo!” per generare panico e far crollare la fiducia. Ciò ha implicazioni politiche molto importanti...

Conclusione: che bello però non sentirsi più l'unico folle che vedeva la follia, anzi la perversione, nelle scelte economiche di Monti & C.; e che soddisfazione scoprire che, anche senza aver mai studiato economia, sono riuscito ad arrivare a conclusioni corrette (almeno nel loro contesto)!

Aggiornamento (1/7/2016): evidentemente non avevo premuto il tasto per riaggiornare la pagina principale del viario Goofynomics ma, bella coincidenza, mi sono appena accorto che l'ultimo articolo, a data 29 giugno, è proprio su Monti e le sue mirabolanti imprese: Monti (fact checking).
La mia indignazione era ben motivata: ricordo che alle elezioni del 2013 molti si stupirono che Scelta Civica avesse ottenuto SOLO l'8,3% dei voti mentre io ero stupito che così tanti elettori avessero avuto ancora fiducia in lui (vedi il mio commento sul partito di Monti in Banalità e la mia Previsione elettorale)

Nota (*1): in realtà il pezzo Strategia errata è successivo di circa un mese a Monti 23: ci è o ci fa?. Come infatti spiego in Monti 23 i dubbi sul suo operato iniziarono fin da subito!
Nota (*2): per la precisione grosse perplessità sul M5S iniziai ad averle dopo un anno circa...
Nota (*3): da qualche parte, ma non ricordo dove, ma mi pare dopo aver considerato il debito pubblico giapponese, arrivai alla conclusione che l'insolvibilità teorica si ha quando non si è più in grado di raccogliere dagli investitori abbastanza denaro da pagare gli interessi sul debito. Ovviamente l'insolvibilità reale la si avrebbe molto prima, ovvero quando gli investitori temessero di non venire ripagati. In altre parole la sostenibilità di un debito pubblico e una funzione della fiducia che gli investitori hanno verso il debitore.
In altre parole il panico ingiustificato può, come se fosse una profezia autorealizzante, giustificare se stesso e portare all'effettiva insolvibilità!

martedì 30 giugno 2015

La situazione greca

Ieri, tanto per smentire me stesso (v. introduzione di Risperanza greca), ho seguito il telegiornale di Sky: sono rimasto esterrefatto!
Ho assistito a una mezz'oretta di linciaggio mediatico di Tsipras accusato di rovinare la Grecia e l'Europa con la sua miopia! Il completo ribaltamento della verità!
Oltretutto, almeno nella parte di propaganda che sono riuscito a sopportare, non hanno mai riportato (nemmeno nella maniera parziale e imperfetta tipica dei nostri giornalisti) le motivazioni del governo greco: chiaramente non c'era nemmeno l'intenzione di provare a fare un'analisi completa della situazione Greca ma solo, appunto, di screditarne il più possibile il suo governo...

Grazie a questo telegiornale ho però capito che la maggior parte degli italiani (e, suppongo, degli europei) non sappiano, o non ricordino, come si sia arrivati a questa situazione, di chi siano le responsabilità e quali siano i fatti reali.
Inoltre voglio dimostrare che durante la notte non mi invento dal nulla le affermazioni che scriverò l'indomani: per questo segnalerò o citerò dei pezzi che ho scritto sulla Grecia dal 2011 in poi...

Come al solito non è facile trovare il punto di partenza più adatto per narrare una storia: ogni fatto dipende da una catena di cause che è possibile far risalire, praticamente a piacere, nel tempo.
Nel caso greco direi che un buon punto di partenza siano la crisi democratica del mondo occidentale e la fragilità e spregiudicatezza del sistema finanziario mondiale.
Da tempo l'economia greca era in sofferenza (*1) e il suo debito pubblico andava sempre più aumentando: per restituire il debito in scadenza e pagarne gli interessi emetteva titoli di stato a tassi sempre più alti; si arrivò comunque a una situazione in cui la Grecia rischiava di essere insolvente.
Il “problema” è che i titoli di stato greci, che rischiavano di divenire carta igienica, erano stati acquistati dalle banche allettate dai facili guadagni. Un caso esemplare è stato quello della banca belga DEXIA, esposta per 21 miliardi con obbligazioni dei paesi “pigs” di cui 3 miliardi in titoli greci.
Le banche, in cambio di interessi altissimi, accettavano il rischio che il debito non venisse ripagato: se questo rischio non ci fosse stato per quale motivo i tassi avrebbero dovuto essere così alti? Per chi compra tali titoli quando il gioco va bene i profitti sono grandi ma, quando va male, si perde tutto l'investimento.
Le banche dovrebbero quindi effettuare queste manovre con oculatezza, tenendo sempre presente la possibilità che l'investimento andasse a finire male ed evitando quindi di esporsi troppo.
Ma il sistema finanziario internazionale ha ormai da molto tempo perso il buon senso: chissà, forse alla ricerca dei mega bonus, molti banchieri avevano autorizzato l'acquisto sconsiderato di titoli di stato di paesi a rischio...
Ora ci raccontarono che queste banche avrebbero rischiato di fallire a causa del default greco: questo è probabilmente vero per alcune di esse ma adesso credo che si sia voluto principalmente tutelare i guadagni dei ricchissimi.
Comunque sia, il risultato fu che le banche che avevano fatto speculazioni azzardate, invece di essere lasciate al loro destino (come credo sarebbe stato meglio per risanare l'ambiente economico/finanziario), furono salvate con soldi pubblici. Alla DEXIA pensò il governo belga che, con i soldi dei contribuenti belgi, salvò tale banca.
Tutto questo lo scrissi nel 2011 nel pezzo Soldi facili.

Il problema erano però le banche greche: queste erano le più esposte nei confronti delle obbligazioni del proprio stato e, ovviamente, la Grecia non aveva le risorse economiche per salvarle. E poi c'era la minaccia del “contagio”: la prospettiva del default greco rendeva immediatamente più realistico anche il fallimento di altre nazioni pesantemente indebitate; automaticamente questo rischio, vero o presunto, costringeva tali stati ad aumentare i tassi delle proprie obbligazioni aggravando le rispettive situazioni economiche (il famigerato “contagio”).
Emblematico è il caso dell'Italia: all'epoca il suo debito pubblico, considerato affidabile, era in gran parte (mi pare per una quota intorno al 70%) in mano a banche estere.
Ma torniamo alla Grecia: si decise quindi di salvare le banche greche per tutelare i cattivi investimenti delle banche europee. Per farlo si decise di adoperare un fondo europeo appositamente creato ma prima (e questo è sintomatico della crisi democratica nel mondo occidentale) fu scelto in Grecia un curatore fallimentare, Antōnīs Samaras, che tutelasse dall'interno la “manovra” europea (e altrettanto accade in Italia dove da Bruxelles fu mandato Monti).
Non si tratta di una mia teoria da complottista paranoico ma di un fatto dato ormai per assodato da giornali considerati “seri” come l'Economist: vedi il pezzo del 2014 Democrazia e-conomista dove riassumo un'illuminante articolo di tale rivista.

Così alla Grecia arrivarono miliardi di euro che però non entrarono nel sistema economico del paese, rivitalizzandolo e rilanciandolo, ma sparirono nel “buco nero” delle banche elleniche.
Contemporaneamente la ricetta economica di Bruxelles applicata in Grecia dal curatore fallimentare Samaras non funzionava: l'economia invece di ripartire si contraeva sempre più (come del resto accadeva in Italia dove l'altro curatore fallimentare, Monti, eseguiva le istruzioni ricevute).

Alla fine la pezza che fu temporaneamente trovata fu quella del famoso fondo “salva stati” che garantiva il debito in cambio di precisi obblighi (tipo il pareggio di bilancio) degli stati beneficiari.
Ma questo fondo “salva stati” era una soluzione che poteva essere definitiva?
Riflettiamoci: il problema della Grecia era il debito pubblico fuori controllo (*2). Per “fuori controllo” intendo che è destinato a crescere sempre di più senza alcuna possibilità di ripagarlo.
Qualche anno fa feci una ricerca in tal senso e c'è una formuletta facile facile che lo dimostra: vedi il pezzo Strategia errata.
Può quindi un fondo, per quanto elevato, garantire indefinitamente per un debito che mese dopo mese cresce sempre più?
Ovviamente no! Prima o poi il bubbone è destinato a scoppiare...
È come se un idraulico, invece di riparare un tubo che perde all'interno di un muro, si limitasse a rifarne un po' l'intonaco e a rimbiancare la parete per nascondere la gora di umidità. Prima o poi l'acqua ricomincerà a filtrare attraverso di esso e, anzi, i danni nel frattempo saranno accresciuti.

L'Italia non avrebbe dovuto assolutamente investire il denaro degli italiani in questa iniziativa destinata a fallire. Io lo scrissi e lo riscrissi ma all'epoca Monti, che si pavoneggiava fra gli applausi dei media entusiasti, seguiva pedissequamente le istruzioni che riceveva da Bruxelles...
Nel 2012 su questo argomento scrissi: Monti 23: ci è o ci fa? (“La Grecia è come una famiglia nelle mani degli strozzini (i grandi gruppi finanziari): non c'è verso che riesca a pagare il suo debito. Nella mia analogia l'Europa le dà piccoli aiuti per pagare qualche rata in cambio dei gioielli di famiglia: a mio avviso rendendosi complice degli strozzini. È evidente che questa situazione non può andare avanti molto a lungo e che, prima o poi collasserà.”); Monti 24: da applausi (“Sullo «spread» mi sono già espresso ma ricapitolo brevemente: lo spread è calato a causa del pernicioso accordo Salva Stati non certo per la salute economica dell'Italia. Questo significa che tale calo è solo una tregua: quando i mercati si renderanno conto del tracollo dell'economia italiana, i nostri BTP risulteranno appetibili come formaggio andato a male. Sì, certo, in quel caso interverrà l'accordo Salva Stati (che però è un palliativo, una medicina che dà sollievo ma non cura) ma la fregatura è che tale accordo scatterà anche per gli altri paesi europei in crisi, in primis la Grecia, e in questo caso sarà l'Italia a dover mettere mano al portafoglio spendendo n miliardi (*3) in titoli di stato spazzatura.”) e, soprattutto, Monti 20: riassunto (“Come ho scritto altrove la mia speranza era quella che paesi come la Grecia fossero lasciati fallire cosicché i cittadini si rendessero conto che ciò non è la fine del mondo. La soluzione attuale invece non risolve i problemi economici ma rinvia solamente l'inevitabile fallimento...”)

Riepilogando: la Grecia è destinata a fallire perché il suo debito (come quello italiano) è fuori controllo. È quindi solo questione di tempo prima che ciò accada. Anche col referendum di domenica, se vincessero i “sì”, il tracollo sarebbe solo rimandato. Al contrario, un governo che voglia fare l'interesse dei propri cittadini deve agire proprio come sta facendo Tsipras: nella sua intervista (v. il corto Yanis Varoufakis im Europaforum WDR) il ministro delle finanze greche Varoufakis si è (comprensibilmente) guardato dal dirlo apertamente ma la sua intenzione (e quella del governo) è quella di seguire l'unica strada percorribile, ovvero il default, perché l'alternativa, spremere di più i greci, non servirebbe a niente e, prima o poi, il fallimento sarebbe comunque inevitabile.

L'Italia ci rimetterà dal possibile default della Grecia?
Certo che sì: 37,5 miliardi di euro non sono bruscolini! Ma la colpa non è della Grecia ma dell'Italia che col governo Monti ha prestato i soldi a usura. La Grecia si sta solo giustamente ribellando agli strozzini che la stavano lentamente strangolando...
Quindi la colpa per le conseguenze italiani dell'eventuale default greco sono principalmente di Monti e di chi l'ha votato. Ah, già nessuno votò Monti (crisi democrazia occidentale) che fu scelto da Bruxelles, consacrato dal nonno del colle e ricevette la “fiducia” da PD e PDL. Quindi la colpa è di chi votò PD e PDL nel 2008. Non mia: io all'epoca mi astenni perché avevo capito che, al di là delle chiacchiere, tali partiti rappresentavano la stessa robaccia (v. lo storico Douche and turd)...

Nota (*1): ma l'essere all'interno dell'euro dava un'illusione di sicurezza; alcuni dicono che il colpo di grazia ai suoi conti pubblici fu dato dalle spese sostenute per l'organizzazione delle olimpiadi...
Nota (*2): ieri al telegiornale hanno detto che è al 170% quindi immagino che anche qualche anno fa fosse molto alto...
Nota (*3): sempre secondo il telegiornale di ieri l'esposizione dell'Italia è ben più alta di quanto, pur nel mio pessimismo, avevo previsto: 37,5 miliardi di euro...

martedì 29 gennaio 2013

Esercitazione musicale

Oggi, come deciso, invece di fare i soliti esercizi mi sono concentrato su Breaking the law dei Judas Priest.

La parte iniziale mi viene già “bene”:

Mi sono concentrato soprattutto sulla seconda aumentando i bpm da 90 a 120:

La parte successiva è facile (anche se riascoltandomi noto degli errori...):

Infine ho iniziato a studiare una parte nuova: però mi rimane molto difficile in quanto devo suonare una serie di accordi veloci e continuo a perdere il conto. Mi sono registrato a 90bpm ma probabilmente dovrò scendere ancora... La seguente registrazione è puramente indicativa (faccio schifo!):

Dubbio sondaggioso - 29/1/2013
Ho visto l'ultimo sondaggio Sky:
  • PD: 29.9%
  • PdL: 19.1%
  • M5S: 15.8%
  • Monti: 9.6%
  • Lega: 5.2%

Capisco chi vota PD o PdL o Lega nel senso che riesco a immaginarmi le loro ragioni anche se non le condivido. Capisco ancora di più chi voterà per il M5S visto che anch'io gli darò il mio voto...

Ma il 10% circa di Monti proprio non mi torna... Monti fa gli interessi dell'1-2% degli italiani: dei molto ricchi e dei ricchissimi. Lo scorso anno ha fatto il peggio che poteva fare e, chiunque abbia occhi per guardarsi intorno, dovrebbe rendersene conto: eppure un 8% di italiani ha intenzione di votarlo anche se è palese che li danneggerà...

L'unica spiegazione è che questi vedano in Monti il medico che somministra all'Italia la medicina “amara ma necessaria”. Dopotutto i media avevano gareggiato nell'elogiare i presunti successi del suo governo. Deve essere così: questo 8% è dato da italiani vittime in buona fede della campagna di disinformazione che, nei mesi scorsi, ha dipinto Monti come il “salvatore” invece che come il traditore della patria...

Fine e inizio - 30/1/2013
L'altra settimana il mio peso non era sceso come speravo (in verità per colpa di una stitichezza passeggera) e, da allora, ho interrotto la dieta. Per motivi esclusivamente statistici (un maggior calo per settimana!) farò però finta di averla interrotta due settimane fa, ovvero a 63.6Kg, perdendo così 3.7Kg in sei settimane.
La scorsa settimana ho mangiato normalmente: nessuna abbuffata ma ho abbondato due o tre volte e mi sono fatto pure un paio di pizze. Risultato: stamani ero 64.2Kg, vedremo la prossima settimana...

Piccolo mistero - 30/1/2013
Qualche giorno fa mi ha colpito un'affermazione di Monti: ovvero che rivelerà chi sono i finanziatori della sua campagna elettorale solo dopo le elezioni.
Sono proprio curioso di sapere chi ha dietro: sarebbe divertente se ci fosse anche il MPS...

Apuleiata 13 - 2/2/2013
Questa è un po' vaga ma la somma di varie nozioni, che si incastrano fra loro, mi ha colpito: tutto inizia nel capitolo 29 del libro VIII dove viene menzionata la “dea Siriaca”. A margine, memore del Ramo d'oro, vi aggiunsi la nota “Cibele?” perché mi ricordavo che i suoi sacerdoti abbigliati con vesti femminili, come quelli dell'Asino d'oro, si eviravano ritualmente. Non solo: altro particolare curioso è che si conosce la data esatta in cui tale culto fu portato a Roma: il 204 a.C. Vi dice niente questa data? Esatto: è due anni prima della battaglia di Zama! Infatti, secondo una profezia dei Libri sibillini, l'unica maniera per sconfiggere Annibale era quella di portare a Roma il simulacro della dea, che in Italia andò a identificarsi con Cibele, la Magna Mater. Non solo, viene anche menzionata una poesia di Catullo (di cui sono appassionato) in cui il protagonista sull'emozione del momento si evira ma poi, passato il fanatismo religioso, si pente di ciò che ha fatto: ho letto i vari canti e ho identificato tale poesia in Super alta vectus Atys celeri rate maria (n. 63).

sabato 19 gennaio 2013

Più mi piace

Più che seguo il M5S e più mi piace. Consiglio a tutti, ma soprattutto a chi pensa che sia solo un movimento populista, di leggere il blog di Grillo e di provare a seguire almeno una delle dirette su Youtube (sul canale La Cosa; per adesso anche Sky le sta trasmettendo in diretta sui canali 504 o 505) che Grillo sta facendo quotidianamente (in genere) alle 17:00 e alle 21:00 in varie piazze italiane (in fondo a questa pagina c'è il programma delle manifestazioni).

Sostanzialmente ho cambiato idea su Grillo: prima pensavo che fosse un furbo e che sfruttasse lo sdegno per la mal politica italiana, adesso credo invece che sia sincero e che voglia realmente cercare di cambiare le cose.

Alcune idee continuo a non condividerle ma mi sono reso conto che su molti altri argomenti la pensa come me: in particolare è significativa la sua opinione sul debito italiano (cfr. con Il mio programma) che, per motivi di spazio, non provo nemmeno a riassumere...

Altri brani - 20/1/2013
Ieri ho registrato di nuovo dei vecchi pezzi del mio “repertorio” (v. il corto Distorto per la lista completa) che considero preistorici perché studiati ormai tanto tempo fa...

In realtà non mi pare di essere migliorato molto ma è anche vero che non li suono più molto spesso. Comunque ecco qua:

“The Entertrainer” di solito mi viene bene al primo tentativo ma, oggi che mi registravo, ho dovuto fare vari tentativi:

“Smoke on water”: anche questo un dramma, più provavo e più lo sbagliavo...

“Popeye”: questo mi è venuto subito bene!

Uff... apparentemente non c'è più posto sul sito dove carico i miei mp3: dovrò cercare un'alternativa...

MODIFICATO (22/1/2013): provo con Dropbox...
"Fiera dell'est": anche questo è facile...
No... non va... uffa!
MODIFICATO (24/1/2013): Col collegamento giusto funziona!
Ecco l'ultimo brano che avevo registrato: 2 versioni di Sound of Silence


Apuleiata 8 - 22/1/2013
Sempre rimanendo nel campo della sessualità (v. Apuleiata 7) mi ha colpito la seguente frase perché non riesco a decidermi sul suo vero significato:
«[dopo una notte di sesso] quando fui stanco, Fotide [la ragazze amante del protagonista Apuleio] volle generosamente offrirmi, come premio finale, un piacere da ragazzo.»

Ecco, non riesco a capire quale sia "il piacere da ragazzo" che Fotide offre ad Apuleio: la mia traduzione (fine anni '50) pudicamente non riporta nessuna nota e, mancando il testo a fronte, non posso fare indagini personali...
Qualcuno meno ingenuo di me può illuminarmi?

Compulso - 23/1/2013
Nel seguente intervento del blog di Grillo ritrovo talmente tanti dei concetti che vo ripetendo da oltre un anno che non riesco a trattenermi dal fornirne il collegamento: Monti alla conquista dell'Europa...

Apuleiata 9 - 24/1/2013
Ecco che improvvisamente la storia diventa esilarante! Non entro nei particolari ma il protagonista, Apuleio, è stato trasformato per sbaglio in un asino: e da questo momento passa di disavventura in disavventura!
Il racconto è divertentissimo perché è completamente surreale il contrasto fra il punto di vista del protagonista, serioso ma ottimista e ingenuo, e le disavventure che gli capitano. Non so, forse perché non mi aspettavo che questo libro fosse anche divertente, ma in almeno due passaggi mi sono dovuto fermare per ridere quando, in genere, i libri espressamente comici mi strappano al massimo un mezzo sorriso...
È inutile riportare questi passaggi divertenti perché l'umorismo si basa sull'atmosfera, dal contrasto fra il modo di pensare del protagonista e le situazioni che gli capitano: copiare un singolo paragrafo non gli renderebbe giustizia... Per la cronaca una delle parti che mi hanno fatto sghignazzare è il capitolo 26 del III libro.
Modificato (27/1/2013): Divertentissimo è anche il finale del terzo capitolo del libro III...

sabato 29 dicembre 2012

Strategia errata

Il grande tecnico dell'economia, nella sua Montazzata (v. Montazzata), ha ribadito che il suo obiettivo è di ridurre il debito pubblico fino a portarlo al 60% del PIL (attualmente, nel 2012, è al 120%) in circa 25 anni (*1).
In quella parte del programma il linguaggio era molto tecnico: evidentemente Monti voleva dare la sensazione di conoscere la materia e rassicurare così i suoi potenziali elettori.
In realtà, usando una briciola di buon senso, avevo già fatto notare l'incongruenza di voler ridurre il debito con misure che contraggono il PIL (*2).
Comunque la mia ignoranza in questo aspetto della matematica economica mi infastidiva e così ho studiato l'articolo di Wikipedia.it Pareggio di bilancio (peraltro citato più volte nella Montazzata).
In tale articolo è presente una formuletta (*3) che permette di calcolare il rapporto fra debito e PIL conoscendo il valore iniziale di questo rapporto (b[t-1]) e altri parametri considerati costanti nel tempo (che a mio avviso porta a una stima estremamente rozza), cioè il tasso di interesse sul debito (i), l'avanzo primario (*4) in percentuale sul PIL (d) e il tasso di crescita del PIL (n).
La formula dice che:
b[t]=b[t-1]*(1+i)/(1+n)+d

Per capirla mi sono divertito a calcolare per mio conto b[t] usando gli stessi parametri di cui sopra. Esula dall'argomento di questo post analizzare i passaggi che ho fatto ma, per chi è curioso, ripropongo la scansione (*5) dei miei conti:


Comunque ho inserito questa formula in un foglio di calcolo e ho provato a mettere dati ottimistici ma realistici: in particolare ho messo il tasso di interesse sul debito al 4,5%, una crescita del PIL dell'1% e un avanzo primario di circa 500 milioni di euro pari allo 0,03% (*7) del PIL.


Sotto queste condizioni si può notare che il rapporto debito/PIL non diminuisce ma aumenta: in 20 anni arriva al 236%!

Allora ho provato a inserire dei parametri assurdamente ottimistici: tasso di interesse al 3%, PIL al 2% e avanzo primario di 1000 milioni di euro pari allo 0,06% del PIL.


Anche in questo caso il rapporto debito/PIL non diminuisce ma aumenta: in 20 anni arriva al 160%...

A questo punto credo di aver capito l'arcano e provo a inserire un avanzo primario di 2 miliardi di euro, ovvero lo 0,12% del PIL...


Il rapporto debito/PIL continua ad aumentare e diminuisce solo di un'inezia rispetto al caso precedente: in 20 anni arriva infatti al 158%...
Il motivo è che il debito italiano è talmente alto (nel 2011 debito=1.794.416 milioni di euro e PIL=1.579.659) che anche un enorme avanzo primario (come in questo esempio 2 miliardi di euro) è quasi ininfluente rispetto alle altre due variabili in gioco: il tasso di crescita del PIL e il tasso d'interesse sul debito.
A conforto di questa mia osservazione basata sui grafici c'è anche il seguente paragrafo tratto da Wikipedia.it: «3) il tasso di crescita del PIL n risulta minore del tasso di interesse dei titoli di Stato i, ma si è intervenuti aumentando le tasse, per cui non c'è un disavanzo primario e le entrate sono più delle uscite. In tal caso il rapporto debito/PIL decrescerà annullandosi dopo un certo tempo se, e solo se, il rapporto debito/PIL iniziale è minore dello stato stazionario. In particolare, affinché il rapporto debito/PIL decresca, occorre che la differenza n-i sia sufficientemente piccola e che le entrate siano sufficientemente grandi. Se invece il rapporto debito/PIL iniziale è maggiore dello stato stazionario, il rapporto debito/PIL tenderà ad aumentare all'infinito.» (l'Italia è, ovviamente, nel secondo caso...)

In altre parole se l'obiettivo di Monti fosse veramente arrivare al 60% di rapporto fra debito e PIL allora l'unica strada percorribile non è tanto ottenere un avanzo primario quanto invece aumentare il PIL con un tasso di crescita superiore a quello del debito. È matematico. Non ci sono altre possibilità (*6).

Per divertimento ho provato a inserire i parametri della “cura” Monti: interesse sul debito (ad oggi) 4,5%, crescita del PIL -2% e pareggio di bilancio (AP=0). Ecco cosa otterremo in 20 anni:


Wow! Il rapporto debito/PIL arriva al 433%: record del mondo!!

La conclusione è sconfortante: sembra che quanto scrissi nel mio vecchio intervento Ancora sul debito, fosse corretto: «Conclusione? Alla luce dei nuovi elementi penso che l'insolvenza sovrana sia inevitabile: in questo caso meglio prima che dopo aver spolpato ancor di più gli italiani...
Cosa succederebbe in caso di default? Booo!

Ma se veramente è inevitabile meglio prima che dopo...

E poi servirebbe un governo serio che sappia ripartire da zero: è infatti evidente che, considerate le tasse altissime e i servizi scadenti che si ottengono in cambio, devono esserci nascosti, nelle pieghe del bilancio, degli sprechi colossali. Attenzione non sto parlando di "spese" ma di "sprechi" e quindi, come tali, se fossero tagliati gli italiani non ne risentirebbero (anzi!)...
»

Altra conclusione: la strategia di Monti per diminuire il rapporto debito/PIL è totalmente sbagliata e, anzi, controproducente!

Nota (*1): In effetti già Passera aveva anticipato questo obiettivo (v. Passera becca il debito) suscitando in me forti perplessità sulla maniera di raggiungere lo scopo (una specie di gioco delle tre carte). Dubbi poi non diradati nonostante il volenteroso intervento del mio amico economista...
Nota (*2): Richiamandomi al corto PIL x Polli avevo fatto notare come, se il PIL si contrae, automaticamente il rapporto fra debito e PIL aumenta anche quando il debito resta costante...
Nota (*3): Scriverò gli indici delle variabili matematiche usate ponendoli dentro parentesi quadre [].
Nota (*4): In realtà l'avanzo primario (che abbrevio con AP) è dato da Uscite-Entrate: inizialmente io avevo pensato fosse Entrate-Uscite e mi risultava poi un segno invertito!
Nota (*5): Formula scritta a modo mio perché non pensavo di pubblicarla: non c'è coerenza di stile, introduco una correzione a metà delle formule senza riscrivere i passaggi precedenti, arrivo a una formula lievemente diversa e la correggo sostituendo AP(t) ad AP(t-1) ovviamente sempre senza ricambiare i passaggi precedenti!
Nota (*6): Per “divertimento” ho provato a trovare a quanto dovrebbe ammontare l'avanzo primario in maniera da diminuire il rapporto debito/PIL considerando il tasso d'interesse al 4,5% e la crescita del PIL al 1%. Risultato: il 4,2% (ci porterebbe in 20 anni al 119%...) ovvero qualcosa come 66 miliardi di euro!!
Nota (*7): Ricordo che nella formula si usa il valore Uscite-Entrate e quindi, se le entrate sono maggiori delle uscite, tale differenza è negativa!

venerdì 28 dicembre 2012

Montazzata

Vincendo il disgusto ho deciso di leggere l'agenda di Monti che ho subito ribattezzato Montazzata. Ho comunque provato a leggerla cercando di essere equilibrato nei miei giudizi: dubito di esserci riuscito pienamente...
Comunque proverò a esporre le mie impressioni sulle prime pagine di essa.
Di seguito ho cercato di riassumere quanto letto e di mettere fra parentesi quadre [] le mie considerazioni. Il problema è che in molte sezioni del programma, dato il tono piuttosto ambiguo e generico, ho trovato ben poco di concreto da riassumere...

Prima parte: Italia, Europa
Introduzione sull'Europa: ovvietà e affermazioni vaghe interpretabili come si vuole (tipo un Europa... ...più democratica).
Cosa chiede l'Italia all'Europa: per contare in Europa l'Italia deve essere “credibile”. Proposte per l'Europa finanziarie e/o vaghe (tipo un mercato interno più integrato e dinamico).
Cosa chiede l'Europa all'Italia: per essere credibile l'Italia deve mantenere sotto controllo i conti pubblici. Con un lungo giro di parole viene detto anche che “bisogna abituarsi” che, le scelte che spettano agli italiani (tramite il proprio governo), vengano supervisionate dai partner europei...
[Le argomentazioni fin qui emerse sono:
1) Per contare in Europa l'Italia deve essere credibile e, per essere credibile, deve proseguire con l'austerità.
Io ritengo invece che, per essere credibile, l'Italia dovrebbe ottenere risultati concreti, economici ma non solo. Per adesso abbiamo ottenuto un effimero pareggio di bilancio al costo di enormi sacrifici sia economici (tasse) che sociali. La presunta credibilità vantata da Monti si vaporizzerà quando risulterà evidente, anche se dovrebbe già esserlo a tutti, i danni che ha provocato.
2) Viene auspicata un trasferimento parziale di sovranità nazionale a favore dell'Europa.
Gli interessi dei grandi gruppi finanziari vengono spacciati per democrazia e integrazione europea! Senza parole...]

Italia nel mondo: L'Italia ha aumentato la sua visibilità internazionale grazie al suo impegno su più fronti a partire dalle missioni militari di "pace".
[Personalmente non avevo notato nessun successo internazionale. Abbondano banalità, buonismo e retorica tipo “Occorre maggiore attenzione alle relazioni con i Paesi in via di sviluppo improntandole alla difesa della pace e alla solidarietà, allo sradicamento della povertà e della insicurezza alimentare.”]

Seconda Parte: La strada per la crescita
Si comincia con l'affermazione “La crescita non nasce dal debito pubblico” che suggerisce l'errata conclusione che l'unica e sola maniera per avere la crescita sia abbattere il debito pubblico.
Una premessa vera non giustifica una conclusione se l'argomentazione non è valida (*1).
Viene affermata l'importanza dello spread e quanto ci costi annualmente il debito pubblico di interessi.
Si afferma anche che, per avere crescita, bisogna partire da finanze sane: ovvero il primo obiettivo del governo sarà continuare a cercare di ridurre il debito.
[Ironicamente anch'io credo che il debito pubblico sia il problema principale dell'Italia ma la mia soluzione sarebbe totalmente diversa: ne scriverò però in un altro intervento.
Poi ci sono molti numeri e tecnicismi sui quali non azzardo ipotesi ma faccio notare una prima contraddizione:
Si afferma che il debito pubblico è il 120% del PIL e, successivamente, che l'obiettivo del governo è ridurlo, a partire dal 2015, fino a portarlo al 60% del PIL.
Questa è l'idea di Monti e, coerentemente, ha imposto una politica fatta di tasse che, lo confermano i dati, ha portato a una grande diminuzione del PIL. Come ho scritto nel corto PIL x Polli una diminuzione del PIL del 3% corrisponde ad aumentare il rapporto debito pubblico/PIL dal 120 al 124%!
In altre parole, come ho già più volte scritto, Monti per tappare un buco ne ha aperto un altro più grosso: se il suo obiettivo è, come dice, ridurre il rapporto fra debito e PIL allora, in tutto questo anno di governo, siamo andati nella direzione sbagliata...]

Questo anno si è raggiunto l'avanzo primario grazie al quale sarà possibile ridurre il debito pubblico. L'avanzo primario si è ottenuto grazie al sacrificio degli italiani che hanno pagato le nuove tasse. Continuando su questa strada sarà possibile ridurre anche le tasse.
[Pure ammettendo di avere realmente un avanzo primario (ovvero la differenza fra entrate e uscite prima del pagamento degli interessi sul debito è positiva) quest'anno, considerato il calo del PIL, le entrate diminuiranno di svariati miliardi di euro il prossimo anno (quando si pagheranno le tasse sul 2012) e allora addio avanzo primario.
Lo ripeto per l'ennesima volta: è l'intera concezione economica di Monti che non funziona e i fatti, per quanto faccia finta di non vederli, lo dimostrano.]
Segue aria fritta su un fisco più “equo” e migliore: frasi vaghe sulle quali non si può dissentire ma che in sostanza non propongono niente di concreto.
Poi c'è una sezione sulla riduzione della spesa dove vengono sbandierati i microscopici successi ottenuti (riduzione auto blu, “ridotte le retribuzioni dei manager pubblici e costosi benefit”) e ci si vanta di un risparmio complessivo di 12 miliardi.
[Peccato che ad esempio, se non erro sui 5 miliardi (ma non ricordo e potrei sbagliarmi), sono stati tolti alla sanità con il risultato che saranno i cittadini a ripagarli di tasca proprio con ticket e quant'altro. In pratica si è ottenuta una riduzione della spesa dello Stato accollandola alle regioni! Insomma un gioco di prestigio mal riuscito: il trucco c'è e si vede]
Usare meglio i fondi europei.
[Sono d'accordo ma perché questo è in programma solo per il prossimo governo? Perché Monti non ha già agito in questa direzione? Risposta: sono chiacchiere.]
Maggiori liberalizzazioni. Elenco (molto vago) di cosa è già stato fatto...
[D'accordo in teoria. Peccato che nella sostanza le liberalizzazioni del governo Monti siano state poco più che cosmetiche.]
Rivitalizzare l'industria in crisi (anche per colpa della congiuntura internazionale). Cose fatte.
[Mi pare evidente che i provvedimenti presi non siano stati assolutamente sufficienti!
Monti sorvola sul fatto che molta colpa è attribuibile al calo dei consumi dovuti alla stretta fiscale su cui si basa la sua politica: se gli italiani non hanno soldi difficilmente le industrie riusciranno a fare grandi vendite. A me sembra evidente, a Monti no.]
Si ventilano altre “liberalizzazioni” nel mercato del lavoro (“decentramento della contrattazione salariale”).
[Sull'argomento ho già scritto tempo fa: in tempi di crisi queste liberalizzazioni vanno a discapito del lavoratore dipendente (cfr. Mea Culpa) perché è la parte più debole. Insomma bisogna essere molto cauti...]

E con questo sono arrivato alla pagina 8 della Montazzata: l'agenda di Monti piena di montazzate...
In realtà, da un punto di vista tecnico, il programma di Monti è costruito in maniera molto migliore di quelli di Renzi e Grillo.
C'è indicata una chiara priorità (riduzione del debito pubblico) e una strategia generale che ruota intorno all'economia (beh, forse più sul debito pubblico e solo in seconda battuta sull'economia reale). Apprezzabile anche il tentativo di scrivere in corsivo i termini stranieri (ad esempio spread).
Detto questo, sfortunatamente, le soluzioni proposte sono sbagliate, inutili e dannose. Sono contro gli italiani, la loro libertà e a favore degli interessi finanziari e industriali internazionali.
La strategia proposta porterà solo a un impoverimento degli italiani, a renderli meno liberi e a proteggere e arricchire i cosiddetti poteri forti dei quali Monti è il burattino.

Se ho voglia andrò avanti nella lettura della Montazzata ma per adesso non voglio annoiare oltre i miei lettori. Soprattutto non voglio annoiarmi (e irritarmi) io...

Nota (*1): la validità di un'argomentazione è un concetto basilare spiegato nel corso “Think again...” (v. Think again). In pratica un'argomentazione è valida quando, se le sue premesse sono vere, la conclusione deve esserlo a sua volta.

mercoledì 19 dicembre 2012

Un grazie al blog di Grillo!

Da qualche giorno ho iniziato a dare uno sguardo superficiale al blog di Grillo per farmi un'idea del M5S: al riguardo scriverò un intervento specifico in futuro...

Oggi voglio solo segnalare il pezzo Ha fatto almeno questo che, manco a dirlo, ironeggia sul non-eletto Monti...

Ovviamente invito a leggere l'articolo per intero (è pure corto) ma segnalo che, dopo la parte divertente, c'è pure una parte molto interessante.
Si tratta di alcuni commenti provenienti da articoli del Financial Times, New York Times e Daily Telegraph(*1).

Li ricopio tali e quali: «L'anno di Monti è stato una bolla, buona per gli investitori finché è durata. E probabilmente gli italiani e gli investitori stranieri non ci metteranno molto a capire che ben poco è cambiato nel corso dell'ultimo anno, ad eccezione che l'economia è caduta in una profonda depressione. Due cose devono essere sistemate in Italia, la prima è invertire immediatamente l'austerità, in sostanza smantellare il lavoro di Monti... la seconda è scendere in campo contro Angela Merkel...» dal Financial Times; «Tecnocrati "responsabili" costringono le nazioni ad accettare la medicina amara dell'austerità, l'ultimo caso è l'Italia dove Monti lascia in anticipo, fondamentalmente per aver portato l'Italia in depressione economica» dal New York Times; «Monti ha portato l'inasprimento fiscale al 3,2% del Pil quest'anno: tre volte la dose terapeutica. Non vi è alcuna ragione economica per farlo. L'Italia ha avuto infatti un budget vicino al saldo primari nel corso degli ultimi sei anni» dal Daily Telegraph.

Insomma, in questi articoli, viene riportato in maniera esplicita ciò che io ripeto da mesi e che solo i faziosi giornali italiani (Corriere della Sera, Repubblica, etc) fingono di non vedere: Monti, in una situazione difficile, ha praticamente sbagliato ogni scelta fatta e ha danneggiato ben oltre le peggiori previsioni l'economia italiana.

Consiglio di leggere l'articolo del Daily Telegraph che è molto ampio (*2) e ci va giù duro più di quanto si intuisca dal frammento tradotto nel blog di Grillo.
In particolare viene praticamente confermata una mia teoria alla quale da tempo sto pensando e sulla quale vedrò di scrivere presto un pezzo.
Per adesso cito solo: «But the interests of Italian democracy and foreign creditors are no longer aligned» ovvero «Ma gli interessi della democrazia italiana e quelli dei creditori internazionali non coincidono più...». Presa di per sé questa frase può essere interpretata in molte maniere: spero che stimoli alla lettura dell'articolo (che io mi sono ricopiato per non rischiare di perderlo!).

Nonostante io sia abituato a pensare con la mia testa, anche a costo di trovarmi su posizioni estremamente minoritarie, mi è comunque di conforto trovare dei pensieri così affini ai miei come quelli esposti dal giornalista Ambrose Evans-Pritchard del Daily Telegraph.
Il flusso di informazioni pro-Monti, paragonabile a una fogna in piena considerando la distorsione della realtà effettuata anche da importanti firme del giornalismo italiano (v. Monti 25 per l'articolo al limite del ridicolo a firma, addirittura, del direttore del Corriere...), a cui sono abituato mi fa sentire come un salmone che risale la corrente: un po' idiota insomma.

Mi si permetta una chiosa finale: in un pezzo di tanto tempo fa (v. Come leggere i giornali) scrissi di stare particolarmente attenti quando si leggono articoli o comunque opinioni che ricalcano le nostre idee perché la nostra facoltà di giudizio rimane sospesa. Anche io non sono immune a questa reazione istintiva ma questo caso è però per me diverso (lo capisco grazie al corso che sto seguendo su Internet, v. Think again): non si tratta solamente di conclusioni condivise (ovvero “Monti ha sbagliato tutto”) ma anche delle premesse che costituiscono le argomentazioni dell'autore dell'articolo. Quindi, riformulando quanto scritto nel collegamento sopramenzionato, bisogna stare attenti a valutare quale siano le premesse delle argomentazioni altrui quando le conclusioni ivi riportate coincidano con le nostre. Concetto interessante: magari ci ritornerò sopra...

Nota (*1): ho controllato personalmente solo gli ultimi due articoli, che corrispondono interamente a quanto riportato nel blog di Grillo, perché per leggere quello del FT è necessario registrarsi e io sono contrario per principio a farlo...

Nota (*2): attenzione però! L'articolo accenna anche a Berlusconi senza parlarne male... (l'anticipo perché so che certe persone, in parte suggestionate dai media italiani, hanno preso talmente in odio la sua persona da aver perso la facoltà di giudicarlo obiettivamente)

sabato 15 dicembre 2012

Disegnatrice

Stanotte ho sognato l'ennessima ragazza immaginaria e mai vista prima...
In questo caso si trattava di una ragazza molto più giovane di me, con capelli castani piuttosto lunghi, occhi blu, volto tondo e un orribile nasino all'insu (il naso di per sé era ok ma a me piacciono le donne ben nasute!). Era anche un'abile disegnatrice: mi ha fatto vedere nel suo quadernone da disegno una colomba che, grazie a un'illusione ottica, si sdoppiava. Come scritto questa ragazza era più giovane di me tanto che avevo delle perplessità a mettermi con lei ma parlandole, grazie alla sua superirore dialettica, è riuscita a vincere i miei dubbi. Il dialogo è andato più o meno così: "Lo sai che sono più vecchio di te?", lei "Sì, me ne sono accorta e mi sta bene" e io "Ok, allora va bene anche a me..."
Nel complesso però, rispetto ad esempio alla ragazza dai capelli rossi (o anche quella dai capelli corvini), questa non mi ha lasciato delle emozioni vivide una volta sveglio.

Geologia nel 1899 - 16/12/2012
Il Corsaro Nero, sperso in una palude del centro America, non perde l'occasione per istruire i suoi fidi ma ignoranti marinai spiegandogli come possano le terre sollevarsi o abbassarsi:
«I sollevamenti sono prodotti dai terremoti regionali, gli abbassamenti invece pare che si debbano attribuire a mutamenti chimici o molecolari delle masse rocciose, sia all'imbibizione o dal prosciugamento di tali masse, o dal scivolamento lento della parte superficiale, che alla formazione di vuoti sotterranei dovuti alla eliminazione di materie solubili.(*1)»

Nota (*1): citazione tratta da La Regina dei Caraibi di Emilio Salgari, Ed. Newton Compton, 2012

Monti 26: contraddizione doppia - 16/12/2012
Lo so: i miei lettori sono annoiati dai miei “ululati” contro Monti. Oltretutto è molto stressante anche per me: odio scrivere su di lui e il malumore mi accompagna per giorni...
Eppure voglio fare ugualmente una precisazione riguardo due contraddizioni che, temo, non emergono chiaramente dal pezzo Monti 25...
1) Se l'Italia è stata risanata, come si vanta il non-eletto Monti, non c'è motivo per cui lo spread debba aumentare il giorno dopo le sue dimissioni. Se accade è per l'isterismo provocato dai media e, soprattutto, perché i parametri economici fondamentali dell'Italia, dopo la “cura” Monti, sono crollati...
2) Se Monti rassegna le dimissioni perché il PdL sparla del suo operato ma non lo sfiducia allora la scelta di andarsene è solo sua: se Monti fosse quindi in buona fede nella sua preoccupazione per l'Italia allora avrebbe dovuto non dimettersi! Le vere ragioni delle sue dimissioni sono ben altre...

Michelle J. - 18/12/2012
Dopo Elliot e Nika (e altre ancora non citate nel blog) ho una nuova FII (v. Elliot R.)!!
Si tratta di Michelle Jenneke:


Modificato (19/12/2012): ho ripensato all'affermazione "e altre ancora non citate nel blog" e mi sono divertito a ricercare tracce di altre FII lasciate in pezzi che parlavano di altro. Ho così trovato accenni ad altre tre FII: Katrin Krabbe in Peperonata di Krabbe, Vendela Kirsebom in Benvenuta C... e, ovviamente, Milla Jovovich in DVD Reviews.

PIL x Polli - 18/12/2012
Problemino:
Se il debito pubblico di questo anno equivale al 120% del PIL a quanto equivalerà il prossimo anno, supponendo che il valore assoluto del debito non cambi, se il PIL scenderà del 3%?

Svolgimento:
debt=1.2 * PIL_questo_anno
ma anche:
debt= X * PIL_anno_prossimo
PIL_anno_prossimo = PIL_questo_anno * .97
allora:
debt= X * PIL_anno_prossimo = X * PIL_questo_anno * .97
uguagliando debt con debt:
1.2 * PIL_questo_anno = X * PIL_questo_anno * .97
Da cui si ricava:
X = 1.2 / .97 = 1.237
Ovvero il debito pubblico andrà ad essere pari a quasi il 124% del nuovo PIL...