«[Figlio dell'uomo] Porgi l'orecchio e ascolta le parole di KGB
e applica la tua mente alla SUA istruzione
» Pv. 22,17

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4. Molti articoli di questo blog fanno riferimento a definizioni e concetti che ho enunciato nella mia Epitome gratuitamente scaricabile QUI. Tali riferimenti sono identificati da una “E” fra parentesi quadre e uno o più capitoli. Per esempio: ([E] 5.1 e 5.4)

venerdì 17 luglio 2026

Brevemente: microsocietà e astuzia

Sto rileggendo le mie note salvate dall’e-libro per preparare l’ennesima nuova versione dell’epitome.

Ho scoperto di aver dimenticato di aggiungere alla mia base dati un sacco di epigrafi del Guicciardini: ho provveduto.

Ma non voglio divagare: leggendo le note al testo di Rizal avevo evidenziato gli stereotipi filippini su cinesi e indiani di cui, evidentemente, piccole comunità erano da sempre presenti nell’arcipelago.

Colpisce come dei cinesi venga evidenziata l’astuzia ma non in senso positivo: è l’astuzia che si basa sul fregare il prossimo.

Lo stereotipo mi ha ricordato quello occidentale (diciamo del XIX secolo e precedenti) sugli ebrei.

Allora mi sono chiesto se questa apparente similitudine possa avere una spiegazione nella mia teoria delle microsocietà ([E] 23.1). Penso di sì.
Una microsocietà è caratterizzata da un conflitto fra gli epomito globali della popolazione della società esterna e quelli locali dell’interna. Ma un “conflitto” fra protomiti in che cosa si traduce? Si traduce nel vedere/leggere gli stessi eventi da prospettive diverse: osservare un treno mentre siamo fermi sui binari di un passaggio a livello oppure a un chilometro di distanza perpendicolarmente al tracciato della linea ferroviari ci fa vedere la locomotiva in maniera molto diversa!
Quello che voglio dire è che il membro della società interna può vedere molto più facilmente limiti o incongruenze di scelte (per esempio leggi ma non solo) della società esterna i cui membri invece, per motivi culturali, fanno molta più fatica a cogliere.
Ovviamente questo “approfittarsi”, ovvero interpretare e sfruttare a proprio favore come i membri della società esterna (per vari motivi) non farebbero, viene interpretata come la “perfida” astuzia che caratterizza i membri della microsocietà.

lunedì 13 luglio 2026

Quando muore un malvagio

Quando muore un malvagio si tira un sospiro di sollievo. Non tanto perché non si abbia la consapevolezza che il suo squallido posto non sarà immediatamente preso da un reprobo più giovane e ancora più pronto a commettere qualsiasi indicibile empietà per dimostrate di essere capace di superare le bassezze del proprio predecessore: questo la storia e la vita ce lo hanno già insegnato. Ma piuttosto si ha la sensazione che con la morte sia giunta finalmente la giustizia, non quella umana che anzi in vita si era piegata al loro vantaggio, ma una diversa, più assoluta e veramente giusta, divina infatti. Non importa la religione, se cristiano avrà i suoi tormenti, se indù si reincarnerà in uno scarafaggio etc e, se ateo, lo accoglierà un nulla assoluto, reso ancora più sterile e vuoto, dal disprezzo del bene che ha avuto in vita.

mercoledì 1 aprile 2026

Bosnia - Italia

Oggi ho scritto a RadioSportiva: "Ai calciatori italiani era stato chiesto di tirare fuori gli attributi per qualificarsi al Mondiale, ma i nostri giocatori, nel loro intimo, hanno Cilli."

giovedì 22 gennaio 2026

Gli scemi volenterosi e la Groelandia

ATTENZIONE! POSTO MOMENTANEAMENTE QUESTO PEZZO QUI PERCHé NON RICORDO LA PASSWORD DI GEOGATTI8 E NON MI VA DI RESETTARLA! LA PROSSIMA SETTIMANA SPOSTERO' IL PEZZO...

Da diversi giorni Trombetta è tornato a reclamare la Groenlandia: dice che serve alla sicurezza nazionale degli USA ma è evidente a tutti che in verità si tratta solo di saziare un appetito imperialista. Ma di questo già scrissi a suo tempo circa un anno fa in https://blog.libero.it/wp/geogatti8/2025/01/18/perche-terraverde-ora/ All’epoca insediatosi da pochi giorni, Trump appena ne accennò. Io la presi alla lontana ma poi arrivai alla conclusione tutt’ora valida: gli USA possono permettersi di annettersi la Groenlandia perché l’Europa, guidata da somari e burocrati incapaci, invece di recitare un ruolo geopolitico di ago della bilancia fra USA, Russia e Cina, con la guerra in Ucraina ha tagliato i ponti con Mosca e Pechino e si è schiacciata su Washington. Adesso che Trump fa il prepotente l’Europa non può minacciare di avvicinarsi ai nemici degli USA e, contemporaneamente, non ha la forza di difendersi da sola. Bravi fessi di babbei tanto “volenterosi” quanto politici incapaci, vi sta bene di perdere la Groenlandia!
Comunque, dicevo, questi discorsi li avevo già fatti un anno fa: oggi voglio solo aggiungere una riflessione che a me pare banale ma che ancora non ho sentito ripetere da nessuno. L’Europa non può opporsi agli USA né sul piano militare né sul piano economico né (grazie alla stupidita dei suoi politici) su quello diplomatico: l’unica cosa che può fare è minacciare di far pagare agli USA un alto prezzo di credibilità internazionale. Già con Biden, chi non era fesso oppure non seguiva i media occidentali (che propalano disinformazione), il sabotaggio del gasdotto North Stream chiaramente voluto dagli USA, aveva mostrato al mondo come gli USA trattino i propri “alleati” ma adesso, col vero e proprio furto della Groenlandia, l’ingiustizia da bullismo mafioso di Washington sarebbe ancora più palese, perfino a quei fessi di europei che seguono i grandi media. Io penso che la perdita di credibilità degli USA sarebbe talmente grande da risultare nel complesso controproducente rispetto ai vantaggi di acquisire l’isola. Chi si fiderebbe più degli USA? Nessuno, nemmeno i più sprovveduti e incapaci politici europei: figuriamoci il resto del mondo!
Gli USA devono quindi sperare di ottenere l’isola mediante una sorta di accordo da spacciare al resto del mondo come non basato sul ricatto e la forza. Comprare l’isola potrebbe essere un’idea. Dal canto suo, se l’Europa davvero se la vuole tenere, dovrebbe semplicemente non riconoscere l’annessione e denunciare a gran voce il “furto” mettendo in grave imbarazzo gli USA. Può darsi che gli USA se la prenderebbero comunque ma, al momento, mi sembrerebbe la strategia migliore per Bruxelles.
In realtà con dei fessi come i politici europei anche un bullo dalle capacità modeste come Trump ha gioco facile: probabilmente otterrà la Groenlandia in cambio del prolungamento del sostegno alla guerra, ormai da tempo persa e che si sta solo trascinando, in Ucraina. Manderà qualche missile ma poi, dopo pochi mesi, si rimangerà eventuali promesse di sostegno diuturno a Kiev e, comunque, si terrà la Groenlandia.