«[Figlio dell'uomo] Porgi l'orecchio e ascolta le parole di KGB
e applica la tua mente alla SUA istruzione
» Pv. 22,17

Qui si straparla di vari argomenti:
1. Il genere dei pezzi è segnalato da varie immagini, vedi Legenda
2. Per contattarmi e istruzioni per i nuovi lettori (occasionali e non) qui
3. L'ultimo corto è questo
4. Molti articoli di questo blog fanno riferimento a definizioni e concetti che ho enunciato nella mia Epitome gratuitamente scaricabile QUI. Tali riferimenti sono identificati da una “E” fra parentesi quadre e uno o più capitoli. Per esempio: ([E] 5.1 e 5.4)

lunedì 21 settembre 2026

Alla ricerca dell'amore perduto

Come mio solito voglio scrivere di ciò che non conosco!
Si tratta di una teoria che mi ha attraversato il cervellino mentre scorrevo i video di YouTube…

Un video era intitolato (in inglese) “Gli uomini hanno smesso di dare appuntamenti [sottinteso alle donne]”. Non so, forse in passato avrò guardato un paio di minuti di un video simile e Youtube deve aver pensato bene che mi interessasse l’argomento…

In realtà non mi intendo né di donne né di appuntamenti né, e sarà significativo nel prosieguo, degli strumenti informatici ora tanto usati da giovani (e non solo) per incontrarsi.

In pratica il video spiegava che gli uomini sono stanchi di dare appuntamenti a donne a cui devono pagare tutto: baby sitter, cena e, magari, un contributo per abito e trucco.
E qui ho smesso di guardare il video e quindi non ho idea se l’autore ha poi provato a spiegare il fenomeno al di là delle interpretazioni più semplicistiche.

Ma qui è forse bene premettere cosa so degli strumenti informatici che facilitano gli incontri di uomini e donne.
1. Nel corso degli anni si è creato un monopolio e tutti i maggiori siti adesso appartengono alla stessa proprietà.
2. È nell’interesse di questi siti che le persone giuste NON si incontrino immediatamente (in maniera che continuino a usare il sito) senza però scoraggiarle (in maniera che continuino a usare il sito).
3. Gli uomini pagano per usare il sito e, soprattutto, per contattare le donne: più pagano e più opzioni hanno.

Poi, non avendo mai usato questi siti, non ne so altro. Da qui in poi si tratta di mie intuizioni da prendere quindi con le molle.

Questi siti cambiano totalmente il modo di incontrarsi e, in particolare, di come i loro utenti si creano una prima impressione sulla controparte. L’utente non incontra delle persone ma dei dati che le riguardano e siccome le persone sono bugiarde ci si fida solo degli elementi certi: gli uomini guarderanno le foto, le donne cercheranno di inferire l’ampiezza del conto in banca (se per esempio l’uomo ha l’abbonamento livello “oro” da 1000€ al mese oppure quello di prova che permette di contattare 1 donna e mezzo ogni cinque settimane).
Non si sa praticamente niente dei pregi della personalità dell’altro se non le potenziali bugie dichiarate e, ovviamente, niente dei suoi difetti.

In questa ottica gli utenti tendono a svalutare la persona nel suo insieme e a concentrarsi su pochi aspetti: non si ha quindi più un corteggiamento ma un negozio: io offro X e tu offri Y e se lo scambio è accettabile per entrambi ci incontriamo, altrimenti no.
Chiaro che il passo a richiedere vincoli aggiuntivi per accettare l’incontro è breve: è la logica commerciale del sistema informatico che spinge in tale direzione.

Ah! un’altra conseguenza dell’uso del sistema informatico è quella di alzare le aspettative delle parti:
4. Gli uomini punteranno a donne più belle e le donne a uomini più ricchi.

La mia sensazione è che questo aumento delle aspettative non sia simmetrico: gli uomini tendono maggiormente ad accontentarsi dell’aspetto della donna mentre le donne hanno alzato molto di più i requisiti minimi di disponibilità finanziaria dell’uomo.

Alla fine questi siti funzionano bene solo per gli uomini con grande disponibilità economica che però non cercano una relazione stabile ma solo una bella ragazza per il fine settimana. Gli uomini che hanno capito questo meccanismo e hanno stipendi nella norma (e di conseguenza sono per definizione la maggioranza) ne sono scoraggiati e preferiscono non partecipare a un gioco percepito come “truccato” a loro sfavore; lo stesso vale, a maggior ragione, per coloro che hanno un reddito minore della media!

Credo poi che questo meccanismo commerciale, questa maniera di pensare all’altro in una semplice ottica di dare e avere, venga più o meno consciamente replicato anche in altri ambienti tradizionali come può essere il bar o la discoteca.

E questa è in definitiva la mia teoria: la difficoltà degli incontri è il risultato della commercializzazione dell’amore su larga scala e il cambio nelle aspettative, ma anche della visione dell’amore stesso, che essa provoca.

Ah! mi baso su video americani quindi la situazione italiana potrebbe essere di una decina di anni indietro nel fenomeno, non so...

domenica 20 settembre 2026

La verità e la cipolla

Riflettevo, in questi giorni ma anche da tempo, che la verità è come una cipolla: più la si studia attentamente, più si studiano i vari fattori che determinano un fatto, e più che la nostra comprensione sarà diversa.
Per esempio: a un primo livello possiamo avere “Tizio ha fatto X a Caio” e questo ci dà una prima lettura di una situazione, a un secondo livello “Tizio ha fatto X perché precedentemente Caio aveva fatto Y”. Queste nuove informazioni possono o no cambiare il nostro giudizio complessivo ma, sicuramente, ci danno una migliore comprensione del tutto.
Ma possiamo andare oltre: “Caio aveva fatto Y perché Sempronio aveva fatto Z1 e Tizio Z2”. Di nuovo queste ulteriori informazioni possono o no cambiare il nostro giudizio ma ci saranno comunque utili per comprendere meglio gli eventi.

Questa comprensione sarà utile, per esempio, se vogliamo impedire per il futuro che “Tizio faccia X a Caio”: infatti potrebbe essere più semplice, e magari più giusto, impedire che “Caio faccia Y” o addirittura che “Sempronio faccia Z1 a Caio”.
Oppure un’interpretazione più profonda potrebbe farci variare completamente la valutazione di un evento: si potrebbe cioè passare dal pensare che “Tizio ha torto” a “Caio ha torto” o perfino che è “tutta colpa di Sempronio”.

L’elemento costante di questi esempi è che a ogni livello di lettura di un evento è fondamentale conoscere le cause che l’hanno provocato che, in genere, per gli eventi più complessi non avremmo mai singole e semplici ragioni ma ci sarà una serie di queste che, magari, si intrecciano e sovrappongono fra loro. E queste ragioni avranno a loro volta tutta una serie di altre motivazioni e cause più profonde e così via.
Alla fine si arriverà alle motivazioni psicologiche, alla natura umana e a degli ideali personali e/o culturali che impongono con forza il proprio marchio nelle scelte individuali.
Non si arriverà quindi, anche scavando il più a fondo possibile, a una verità ultima perché anche il nostro giudizio sarà a sua volta basato su specifici ideali personali/culturali che, per definizione, potrebbero cambiare da persona a persona e, soprattutto, da cultura a cultura.

E i media tradizionali, in questo modello a cipolla della verità, che lettura ci forniscono?
Ci danno la buccia secca più esterna ancora sporca di terra: ci danno cioè informazioni sia incomplete che di parte. Per tornare al nostro esempio se “Tizio aveva fatto X1, X2 e X3 a Caio” allora ci viene semplicemente raccontato che “Tizio ha fatto X3 a Caio” secondo poi il punto di vista dello stesso Caio!

In passato seguendo più fonti era talvolta possibile ricostruire, con un po’ di intuizione e soprattutto buon senso, fatti e motivazioni ma adesso non più. Non c’è, soprattutto su alcune categorie di fatti, una distinzione significativa fra i racconti dei vari media e la verità che presentano è talmente distorta che per ricostruirla da quello che ci viene detto non bastano né intuizione né buon senso ma ci vorrebbe un indovino!

Questo perché l’utente non è più il cliente che va soddisfatto fornendogli informazione di qualità ma è divenuto lui stesso il prodotto la cui visione della realtà deve essere opportunamente modellata per determinare specifiche scelte che soddisfano gli interessi di terzi.

E potrei scrivere ancora molto approfondendo sempre di più… chi fosse interessato può leggere la mia Epitome...

venerdì 4 settembre 2026

Wokenzata

Non ricordo esattamente quando entrai in contatto per la prima volta con l’ideologia “woke” e i suoi pronomi “a scelta” ma probabilmente si tratta di 7 o 8 anni fa.
Il concetto “he/him” e “she/her” mi fu subito chiaro ma il “they/them”, soprattutto senza spiegazioni, mi lascio perplesso: per parecchio tempo pensai che “they/them” volesse indicare una persona con personalità multiple e che quindi volesse essere chiamato al plurale.
Certo mi pareva strano ma anche i fanatici woke sono strani!
Solo molti anni dopo intuii che “they/them” non doveva essere inteso al plurale ma indicava una sessualità mista con contemporaneamente caratteristiche sia maschili che femminili. A lungo risi di me e della mia sciocca ingenuità e più volte fui tentato di scriverne senza trovarne la voglia.

Salto di N anni.
Da qualche settimana sto lavorando a un nuovo capitolo (non sottocapitolo!) della mia Epitome sull’ideologia woke e oggi, per caso, YouTube mi ha suggerito il seguente video:
Carlo Galli: "La CULTURA WOKE? È neoliberismo mascherato." pubblicato da Ibex Edizioni dove un esperto dice la sua sul “wokismo”. Mi sono quindi detto “Beh, potrebbe darmi dei nuovi spunti…” e ho deciso di dargli un’occhiata.

Ma guardate/ascoltate cosa dice l’esperto a circa 6’ (o QUI)….
In pratica secondo lui il “they/them” indica personalità che cambia a ogni ora! Come credevo io molti anni fa!

In realtà ho chiesto all’IA che mi ha confermato che la persona che si fa chiamare they/them non si sente né uomo né donna.

Vabbè… mi è parso divertente farlo notare...

giovedì 3 settembre 2026

Scemo e più scemo

“Scemo e più scemo” è il titolo di una pellicola di successo degli anni ‘90 con Jim Carrey. A dire il vero io non l’ho mai visto: da una parte la risata scema del protagonista e che suppongo il pubblico trovi divertente in realtà mi irrita (idem, fra parentesi, per Eddy Murphy) da un’altra, l’ho notato osservando i cartoni animati che non mi piacciano (“Family guy” insopportabile ma anche lo stupido Homer dei “Simpsons” e, in pratica, tutti quelli dove il protagonista è uno stupido) e in effetti, me ne rendo conto proprio adesso, lo stesso vale per i film: “Forrest Gump” inguardabile ma anche “Idiocracy”…
Non sono sicuro del motivo per cui questa esaltazione della stupidità mi irriti così tanto: sarà che mi sento già circondato da stupidi e che vederne di immaginari nei programmi di intrattenimento mi dia la nausea. Il motivo per cui possano piacere all’uomo comune mi è imperscrutabile.
E Fantozzi? Fantozzi mi piace, almeno le prime tre pellicole, poi finite le idee peggiora sempre più: ma Fantozzi, sebbene abbia molti difetti, non è stupido: è sfortunato, è timido, è goffo, ha un carattere debole ma non è stupido.
Vabbè, sono completamente andato fuori tema: ma anche stanotte ho dormito male e sono senza occhiali: quindi penso male e non riesco a verificare facilmente ciò che ho scritto!

Il tema del pezzo voleva infatti essere geopolitico.
Quando iniziai a scrivere la mia Epitome, nel 2016, ero consapevole del declino dell’occidente e avevo in mente una strategia geopolitica piuttosto ovvia per l’Europa. Ma l’Europa (intendo la UE) si è dimostrata completamente succube degli USA e guidata da incapaci al servizio delle lobbi di turno. Questo significa che la geopolitica dell’Europa non la decide Bruxelles ma Washington: questo significa che se Washington prende buone decisioni allora anche per l’Europa può andare bene, ma quando sbaglia politiche di sicuro l’Europa ci rimette alla grande.
In altre parole il declino o successo dell’Europa dipende esclusivamente dal declino o dal successo degli USA.
Mi era all’epoca evidente che gli USA avrebbero dovuto cambiare notevolmente la propria politica che, in poche parole, aveva portato alla crescita esplosiva della Cina (i dettagli nella mia Epitome ovviamente!). Opinavo che negli USA, grazie al grande potere concentrato nelle mani del Presidente, tale possibilità non era impossibile: chiaramente ci sarebbe voluto un grande presidente , un uomo (o una donna) con una chiara comprensione delle tendenze storiche che avesse non solo la volontà ma anche la capacità di prendere decisioni difficili e lungimiranti.
Ma ecco che, nel momento più critico per gli USA, non abbiamo avuto dei grandi presidenti ma, appunto, scemo e più scemo.
Prima Capitan Demente, ovvero il povero Biden affetto da demenza senile e adesso Trump, il presidente biondo che fa impazzire il mondo.
Biden era talmente partito di testa che probabilmente la sua squadra riusciva a manovrarlo evitandogli, almeno in parte, gli errori più grossolani.
Trump invece è in una fase in cui è abbastanza lucido da non poter essere facilmente manovrato ma non abbastanza da prendere decisioni intelligenti: in pratica ha allontanato gli elementi migliori della sua squadra e si affida sempre di più a quelli che lo sanno lusingare ma che, evidentemente gli danno cattivi consigli. Ah! il Trump del primo mandato non era questo! E anche il Trump di inizio secondo mandato era molto più lucido e consapevole: evidentemente anche in questo caso il declino mentale è iniziato durante questa sua seconda presidenza.

È una coincidenza che nel momento più difficile gli USA abbaiano avuto i due presidenti peggiori della propria storia?
Non credo: Biden e Trump sono il frutto di un sistema politico marcio controllato dai media e quindi dalle multinazionali che li controllano e fortemente influenzato dall’agente esterno Israele che, di sicuro, ne controlla la politica per il Medio Oriente e forse più.
La popolazione statunitense è a sua volta meno capace di scegliere per il proprio interesse perché è a sua volta il riflesso di una società ingiusta con contraddizioni sempre meno in grado di conciliarsi e con un sistema educativo fallimentare devastato dall’influenza negativa di media e Internet.

Queste dinamiche le analizzo nella mia Epitome e qui è inutile tentare di riassumerle credo però che la seguente poesia di Schiller, per chi ne sa cogliere il significato intimo, illustri bene l’essenza della problematica di fondo:
«Un’epoca grande il secolo ha generato
ma il grande momento trova una stirpe meschina.» (l’Attimo di Schiller)

Quindi? La mia conclusione è che ormai gli USA abbiano perso il treno e che dal mondo unipolare a guida statunitense non passeremo a un mondo multipolare (come ormai tutti dicono) ma a uno a guida cinese!
In occidente è infatti giunta l’era degli scemi e dei più scemi.