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sabato 26 settembre 2026

Veri amici e veri nemici

Allora, avrei voglia semplicemente di scrivere “io l’avevo detto” insieme al collegamento al mio pezzo originario sulla Groenlandia di, ormai penso un paio di anni fa, proprio quando Trump dichiarò per la prima volta le sue mire sulla (ricchissima di risorse) isola danese.

Sfortunatamente Libero.it ha chiuso i blog che tanto nessuno legge più: io ho salvato tutto (almeno credo!) ma non ho ancora fatto il PDF con tutti i vari articoli da usare poi come riferimento per quei pezzi…

Provo a riassumere. Gli imbecilli incapaci cocainomani alla guida della UE ci raccontano che la Russia, cattiva cattiva, vuole conquistare l’Ucraina e che se non viene fermata allora conquisterà l’intera Europa: così, proseguono, l’Ucraina deve essere fatta entrare subito nella NATO perché la Russia non oserà più attaccarla dovendo altrimenti vedersela col resto dell’alleanza atlantica.
I minorati mentali non si rendono conto del palese paralogismo: l’Ucraina va fatta entrare nella NATO, che la Russia non oserà attaccare, altrimenti una volta conquistata l’Ucraina attaccherà il resto d’Europa ovvero la NATO. Vabbè, evidentemente a politici cretini, coadiuvati da giornalisti venduti e una popolazione europea credulona, distratta e ignorante queste bugie, nonostante siano prive di coerenza interna, vanno comunque bene.

La Russia non ha infatti alcun interesse a conquistare territori europei e fondamentalmente voleva solo evitare l’ingresso dell’Ucraina nella NATO contemporaneamente difendendo le minoranze russe del paese concentrate infatti nella zona del Donbass che sta venendo conquistata. Non sto a scrivere di più perché ne ho già scritto altre 100 volte.

Poi abbiamo l’amicone americano, il presidente biondo che fa impazzire il mondo, che vuole cercare di salvare le elezioni del mid-term con un vero successo da presentare alla propria base: mettere la bandierina americana sull’isolona europea (più o meno danese, sapete cosa intendo!).

E perché può permettersi di farlo? Perché l’Europa, guidata dai sopraddetti minorati mentali, ignoranti, incapaci, corrotti e cocainomani si è geopoliticamente isolata e ora dipende totalmente dagli USA che, quindi, possono approfittarsi di lei (e quindi di noi popolazione) senza che Bruxelles possa dire “pio”.
Infatti la Russia che VOLEVA essere amica e alleata dell’Europa, in funzione anti-cinese ovviamente, è stata tradita dai mentecatti alla guida del vecchio continente e al servizio delle lobbi della guerra (parecchi dei miliardi rubati ai cittadini europei per buttarli nel cesso ucraino poi ritornano alle aziende produttrici di armi e, in qualche forma, sospetto anche ai nostri amatissimi leader europei).

Insomma la Russia AVREBBE POTUTO essere una vera amica (e fare da contrappeso alle ingerenze statunitensi) e non è interessata né conquisterà alcun pezzetto di Europa (perché poi quali sarebbero le risorse nel territorio europeo che farebbero gola a Mosca che ha già tutto e di più?) invece ci teniamo stretti al falso amico statunitense che, gettando la maschera, si mostra per il vero nemico che sta diventando. Del resto gli USA sono come un naufrago disperato che per non annegare si afferra disperatamente a qualsiasi cosa gli galleggi intorno spingendola sott’acqua. Gli USA che pensavano di giocarsi con la Cina la supremazia mondiale non sono stati in grado di sconfiggere (sebbene indirettamente tramite Kiev e NATO) la Russia, sono stati mazzolati dall’Iran che ha distrutto un gran numero di basi militari statunitensi nella regione, e probabilmente sono ormai incapaci di contrastare efficacemente perfino le forze yemenite.

Aggiungo, andando un po’ fuori tema, che Trump si è lasciato scappar detto che la fine della guerra con l’Iran sarà dopo le elezioni: perché dopo e non prima? Perché non si tratterà di una vittoria ma di una sconfitta: ovviamente il presidente biondo cercherà di spacciarla ai suoi elettori comunque come una vittoria (magari chiamando lo stretto di Hormuz “stretto d’America” o, perché no, “Stretto di Trump”!!) ma concedendo a Teheran tutto ciò che vuole a partire dal controllo dello stretto (indipendentemente dal nome che avrà!!).

lunedì 21 settembre 2026

Alla ricerca dell'amore perduto

Come mio solito voglio scrivere di ciò che non conosco!
Si tratta di una teoria che mi ha attraversato il cervellino mentre scorrevo i video di YouTube…

Un video era intitolato (in inglese) “Gli uomini hanno smesso di dare appuntamenti [sottinteso alle donne]”. Non so, forse in passato avrò guardato un paio di minuti di un video simile e Youtube deve aver pensato bene che mi interessasse l’argomento…

In realtà non mi intendo né di donne né di appuntamenti né, e sarà significativo nel prosieguo, degli strumenti informatici ora tanto usati da giovani (e non solo) per incontrarsi.

In pratica il video spiegava che gli uomini sono stanchi di dare appuntamenti a donne a cui devono pagare tutto: baby sitter, cena e, magari, un contributo per abito e trucco.
E qui ho smesso di guardare il video e quindi non ho idea se l’autore ha poi provato a spiegare il fenomeno al di là delle interpretazioni più semplicistiche.

Ma qui è forse bene premettere cosa so degli strumenti informatici che facilitano gli incontri di uomini e donne.
1. Nel corso degli anni si è creato un monopolio e tutti i maggiori siti adesso appartengono alla stessa proprietà.
2. È nell’interesse di questi siti che le persone giuste NON si incontrino immediatamente (in maniera che continuino a usare il sito) senza però scoraggiarle (in maniera che continuino a usare il sito).
3. Gli uomini pagano per usare il sito e, soprattutto, per contattare le donne: più pagano e più opzioni hanno.

Poi, non avendo mai usato questi siti, non ne so altro. Da qui in poi si tratta di mie intuizioni da prendere quindi con le molle.

Questi siti cambiano totalmente il modo di incontrarsi e, in particolare, di come i loro utenti si creano una prima impressione sulla controparte. L’utente non incontra delle persone ma dei dati che le riguardano e siccome le persone sono bugiarde ci si fida solo degli elementi certi: gli uomini guarderanno le foto, le donne cercheranno di inferire l’ampiezza del conto in banca (se per esempio l’uomo ha l’abbonamento livello “oro” da 1000€ al mese oppure quello di prova che permette di contattare 1 donna e mezzo ogni cinque settimane).
Non si sa praticamente niente dei pregi della personalità dell’altro se non le potenziali bugie dichiarate e, ovviamente, niente dei suoi difetti.

In questa ottica gli utenti tendono a svalutare la persona nel suo insieme e a concentrarsi su pochi aspetti: non si ha quindi più un corteggiamento ma un negozio: io offro X e tu offri Y e se lo scambio è accettabile per entrambi ci incontriamo, altrimenti no.
Chiaro che il passo a richiedere vincoli aggiuntivi per accettare l’incontro è breve: è la logica commerciale del sistema informatico che spinge in tale direzione.

Ah! un’altra conseguenza dell’uso del sistema informatico è quella di alzare le aspettative delle parti:
4. Gli uomini punteranno a donne più belle e le donne a uomini più ricchi.

La mia sensazione è che questo aumento delle aspettative non sia simmetrico: gli uomini tendono maggiormente ad accontentarsi dell’aspetto della donna mentre le donne hanno alzato molto di più i requisiti minimi di disponibilità finanziaria dell’uomo.

Alla fine questi siti funzionano bene solo per gli uomini con grande disponibilità economica che però non cercano una relazione stabile ma solo una bella ragazza per il fine settimana. Gli uomini che hanno capito questo meccanismo e hanno stipendi nella norma (e di conseguenza sono per definizione la maggioranza) ne sono scoraggiati e preferiscono non partecipare a un gioco percepito come “truccato” a loro sfavore; lo stesso vale, a maggior ragione, per coloro che hanno un reddito minore della media!

Credo poi che questo meccanismo commerciale, questa maniera di pensare all’altro in una semplice ottica di dare e avere, venga più o meno consciamente replicato anche in altri ambienti tradizionali come può essere il bar o la discoteca.

E questa è in definitiva la mia teoria: la difficoltà degli incontri è il risultato della commercializzazione dell’amore su larga scala e il cambio nelle aspettative, ma anche della visione dell’amore stesso, che essa provoca.

Ah! mi baso su video americani quindi la situazione italiana potrebbe essere di una decina di anni indietro nel fenomeno, non so...

domenica 20 settembre 2026

La verità e la cipolla

Riflettevo, in questi giorni ma anche da tempo, che la verità è come una cipolla: più la si studia attentamente, più si studiano i vari fattori che determinano un fatto, e più che la nostra comprensione sarà diversa.
Per esempio: a un primo livello possiamo avere “Tizio ha fatto X a Caio” e questo ci dà una prima lettura di una situazione, a un secondo livello “Tizio ha fatto X perché precedentemente Caio aveva fatto Y”. Queste nuove informazioni possono o no cambiare il nostro giudizio complessivo ma, sicuramente, ci danno una migliore comprensione del tutto.
Ma possiamo andare oltre: “Caio aveva fatto Y perché Sempronio aveva fatto Z1 e Tizio Z2”. Di nuovo queste ulteriori informazioni possono o no cambiare il nostro giudizio ma ci saranno comunque utili per comprendere meglio gli eventi.

Questa comprensione sarà utile, per esempio, se vogliamo impedire per il futuro che “Tizio faccia X a Caio”: infatti potrebbe essere più semplice, e magari più giusto, impedire che “Caio faccia Y” o addirittura che “Sempronio faccia Z1 a Caio”.
Oppure un’interpretazione più profonda potrebbe farci variare completamente la valutazione di un evento: si potrebbe cioè passare dal pensare che “Tizio ha torto” a “Caio ha torto” o perfino che è “tutta colpa di Sempronio”.

L’elemento costante di questi esempi è che a ogni livello di lettura di un evento è fondamentale conoscere le cause che l’hanno provocato che, in genere, per gli eventi più complessi non avremmo mai singole e semplici ragioni ma ci sarà una serie di queste che, magari, si intrecciano e sovrappongono fra loro. E queste ragioni avranno a loro volta tutta una serie di altre motivazioni e cause più profonde e così via.
Alla fine si arriverà alle motivazioni psicologiche, alla natura umana e a degli ideali personali e/o culturali che impongono con forza il proprio marchio nelle scelte individuali.
Non si arriverà quindi, anche scavando il più a fondo possibile, a una verità ultima perché anche il nostro giudizio sarà a sua volta basato su specifici ideali personali/culturali che, per definizione, potrebbero cambiare da persona a persona e, soprattutto, da cultura a cultura.

E i media tradizionali, in questo modello a cipolla della verità, che lettura ci forniscono?
Ci danno la buccia secca più esterna ancora sporca di terra: ci danno cioè informazioni sia incomplete che di parte. Per tornare al nostro esempio se “Tizio aveva fatto X1, X2 e X3 a Caio” allora ci viene semplicemente raccontato che “Tizio ha fatto X3 a Caio” secondo poi il punto di vista dello stesso Caio!

In passato seguendo più fonti era talvolta possibile ricostruire, con un po’ di intuizione e soprattutto buon senso, fatti e motivazioni ma adesso non più. Non c’è, soprattutto su alcune categorie di fatti, una distinzione significativa fra i racconti dei vari media e la verità che presentano è talmente distorta che per ricostruirla da quello che ci viene detto non bastano né intuizione né buon senso ma ci vorrebbe un indovino!

Questo perché l’utente non è più il cliente che va soddisfatto fornendogli informazione di qualità ma è divenuto lui stesso il prodotto la cui visione della realtà deve essere opportunamente modellata per determinare specifiche scelte che soddisfano gli interessi di terzi.

E potrei scrivere ancora molto approfondendo sempre di più… chi fosse interessato può leggere la mia Epitome...

venerdì 4 settembre 2026

Wokenzata

Non ricordo esattamente quando entrai in contatto per la prima volta con l’ideologia “woke” e i suoi pronomi “a scelta” ma probabilmente si tratta di 7 o 8 anni fa.
Il concetto “he/him” e “she/her” mi fu subito chiaro ma il “they/them”, soprattutto senza spiegazioni, mi lascio perplesso: per parecchio tempo pensai che “they/them” volesse indicare una persona con personalità multiple e che quindi volesse essere chiamato al plurale.
Certo mi pareva strano ma anche i fanatici woke sono strani!
Solo molti anni dopo intuii che “they/them” non doveva essere inteso al plurale ma indicava una sessualità mista con contemporaneamente caratteristiche sia maschili che femminili. A lungo risi di me e della mia sciocca ingenuità e più volte fui tentato di scriverne senza trovarne la voglia.

Salto di N anni.
Da qualche settimana sto lavorando a un nuovo capitolo (non sottocapitolo!) della mia Epitome sull’ideologia woke e oggi, per caso, YouTube mi ha suggerito il seguente video:
Carlo Galli: "La CULTURA WOKE? È neoliberismo mascherato." pubblicato da Ibex Edizioni dove un esperto dice la sua sul “wokismo”. Mi sono quindi detto “Beh, potrebbe darmi dei nuovi spunti…” e ho deciso di dargli un’occhiata.

Ma guardate/ascoltate cosa dice l’esperto a circa 6’ (o QUI)….
In pratica secondo lui il “they/them” indica personalità che cambia a ogni ora! Come credevo io molti anni fa!

In realtà ho chiesto all’IA che mi ha confermato che la persona che si fa chiamare they/them non si sente né uomo né donna.

Vabbè… mi è parso divertente farlo notare...