Sto continuando a ricontrollare le note salvate dal mio e-libro e al momento sto rileggendo quelle tratte dall’interessantissimo “Cotton is King, and Pro-Slavery Arguments”: un libro scritto un anno prima della guerra civile a favore della schiavitù.
Alcuni argomenti sono validi, altri sono sciocchezze, su tutti poi domina un fortissimo paternalismo. Soprattutto da un punto di vista filosofico negli argomenti a favore della schiavitù vi è la debolezza di fondo che una persona sappia cosa sia meglio per un’altra e, in forza di questo presunto bene, ne limiti la libertà. Come al solito Kant.
Comunque, molto interessante, vi è l’argomento che il Regno Unito era favorevole all’abolizione della schiavitù in America perché così il suo cotone, prodotto nelle Indie Occidentali e in India, sarebbe divenuto più competitivo. Mi chiedo quindi effettivamente quanto forte sia stata l’influenza esterna del Regno Unito nel provocare la guerra civile americana.
Vale poi la pena ribadire che, come si capisce anche dal titolo del libro, agli occhi dei coltivatori di cotone l’economia di tutto il mondo ruota solamente intorno al cotone!
Questo è in genere vero per ogni gruppo in cui i protomiti da cui dipende la sua forza sono quelli ritenuti più importanti in assoluto e ne definiscono la prospettiva da cui viene vista la realtà nella sua interezza.
I babbei della guerra
2 mesi fa