«[Figlio dell'uomo] Porgi l'orecchio e ascolta le parole di KGB
e applica la tua mente alla SUA istruzione
» Pv. 22,17

Qui si straparla di vari argomenti:
1. Il genere dei pezzi è segnalato da varie immagini, vedi Legenda
2. Istruzioni per i nuovi lettori (occasionali e non) qui
3. L'ultimo corto è questo

venerdì 3 dicembre 2021

Libri ascoltando musica

Sto scegliendo i brani per le mie raccolte (v. su Spotify e Youtube Lista 1, 2 e 3) e non voglio usare programmi che abbiano anche il minimo suono: praticamente non mi resta che scrivere o leggere!
Leggere però mi richiede molta più concentrazione che scrivere e così eccomi qui…

Chiaramente non mi va di impegnarmi in un pezzo complesso perché comunque dovrò interrompermi molto spesso: ne approfitto quindi per un aggiornamento sulle mie letture…

The fate of Rome: per quanto l’idea fondamentale del libro non mi convinca i saggi storici di questo tipo mi piacciono moltissimo e li leggo volentieri. Praticamente mi manca una ventina di pagine per finirlo, forse già stasera potrei terminarlo. Chiaramente ci scriverò sopra un pezzo a parte: anticipo solo che effettivamente, benché le pandemie non abbiano avuto ruolo nella caduta di Roma (come faceva intendere il titolo), sono state probabilmente fondamentali nell’indebolire l’impero Bizantino attraverso una serie di successive ondate di peste bubbonica…

The framers’ coup: proprio un bel libro: lo so lo scrivo sempre… Lo ripeto perché si è rivelato inaspettatamente interessante: le analogie con la UE sono logicamente enormi (soprattutto ne evidenziano le contraddizioni e le verità/ovvietà che non ci hanno raccontato) ma trovo comunque interessantissime anche le logiche politiche che guidarono le discussioni per arrivare alla costituzione. Ora sono a un capitolo più "leggero": la questione della schiavitù che vede contrapposti gli interessi di nord e sud. Probabilmente dovrei scrivere un pezzo anche su questo specifico argomento: avrei tante cose da scrivere ma il “buon” Draghi mi ruba tutto il tempo con le sue dannate trovate…

Dialogo sui due massimi sistemi: anche questo è un libro molto attuale: proprio qualche giorno fa avevo iniziato a scrivere un pezzo sull’argomento ma poi mi è rimasto in sospeso. Se me lo ricordo vedrò di finirlo e pubblicarlo. Avanzo lentamente ma avanzo.

Vite parallele: ho ricominciato a leggerlo da un mesetto circa: ho fatto Mario e Lisandro e adesso sono a Silla. Proprio questo pomeriggio ho letto della battaglia di Cheronea del 86 a.C.: è famosa perché la falange greca viene sconfitta dalla maggiore mobilità delle truppe romane. In realtà però Plutarco non si sofferma su questo aspetto e pone invece l’accento sulla maggiore disciplina dei romani…
Dopo Silla c’è Cimone e poi ho finito il secondo dei quattro volumi delle “Vite parallele”: un libro piacevole anche se molto dipende dal personaggio di cui scrive di volta in volta.

Fenomenologia e genealogia della verità: sono bloccato! E quel che mi secca è che questo saggio mi blocca anche sulla lettura di “Una teoria della giustizia” di John Rawls: un mattone di oltre 500 pagine scritte con un carattere microscopico! Aggiungo che Rawls non mi convinse quando fu introdotto dal professor Sandel al corso di filosofia della morale (v. Dubbi su Rawls) ma col tempo mi sono convinto di averlo frainteso: adesso vorrei chiarirmi le idee direttamente alla fonte ma non voglio iniziare un saggio di filosofia prima di finire l’altro… sigh… temo di aver comprato l’opera più “mattonesca” di Zhok: ma mi feci fregare dal fatto che fosse in offerta!

Cosa è la democrazia: paradossalmente questo libro mi piace molto ma sono anche fermo: avevo deciso di scriverne dei pezzi su questo ghiribizzo, anche per aiutarmi a memorizzare la mole di nuove informazioni, ma mi è mancata la voglia e più che passa il tempo e più che mi fa fatica perché mi ricordo meno quanto letto (nonostante la sovrabbondanza di note a margine che vi ho aggiunto). Dovrei impormi di scriverci almeno un pezzo a settimana in maniera da poter riprendere la lettura ad anno nuovo…

Un nuovo mondo: deludente. Spiegherò le mie ragioni una volta terminato: al momento sono ai 2/3 ma leggerlo mi è faticoso perché ho la netta sensazione di perdere tempo…

Mi sembra di non aver niente altro in lettura: fatemi controllare su GoodReads.com!
Secondo GoodReads.com sto leggendo 6 libri: probabilmente non ho inserito le “Vite parallele” di Plutarco perché la mia edizione non era presente e non avevo avuto voglia di inserirla…

Conclusione: vabbè, allora chiudo qui: un pezzo un po’ più corto del solito non credo che faccia male…

giovedì 2 dicembre 2021

Il Dottore del Tempo

Da qualche giorno ho iniziato a guardare due serie su PrimeVideo: “Il Dr. Who” e “La Ruota del Tempo”.

Del “Dr. Who” mi aveva parlato favorevolmente un amico anni fa: all’epoca non l’avevo preso troppo sul serio perché pensavo fosse una serie degli anni ‘60 e già mi immaginavo cappellini di stagnola, assurdi congegni con grossi bottoni colorati e luci lampeggianti, ragazze in minigonne color pastello e maschere di cartapesta. Sì, magari qualche idea interessante ma annegata in una struttura di pellicola a basso costo che non mi piace (*1).
Invece la serie trasmessa da PrimeVideo è del 2005 (e successivi) anche se gli effetti speciali equivalgono a quelli delle serie statunitensi a basso costo degli anni ‘90.

Il problema per me però non sono gli effetti speciali, del tipo “vorrei ma non posso permettermelo”, quanto che sia il protagonista che la coprotagonista mi stanno antipatici. La ragazza in particolare mi ricorda qualcuna (che non riesco a identificare) che doveva starmi veramente antipatica ma anche l’umorismo di lui mi resta indigesto.
E poi non ho capito il genere della serie: vuole essere seria o comica? Parecchie scene dovrebbero essere divertenti anche se raramente mi fanno sorridere. Talvolta ci sono anche idee interessanti che però non vengono sviluppate. Probabilmente vorrebbe essere una serie divertente che, di tanto in tanto, sfiora argomenti più impegnativi: il risultato per adesso non mi convince ma sono appena alla quarta puntata quindi voglio farmene un’idea migliore prima di decidere se continuare a vederla o no.

Quando ho visto la pubblicità della nuova serie “La Ruota del Tempo” NON mi sono lanciato immediatamente a guardarla: qualcosa nel mio subconscio mi tratteneva dal farlo…
Poi mi è cascato l’occhio sull’autore dei libri da cui è tratta, Robert Jordan, e improvvisamente mi sono ricordato di averla iniziata a leggerla tanti anni fa! Di solito i lettori del genere fantasia sono accaniti lettori seriali e bruciano i libri di una serie uno dopo l’altro. Io, all’epoca, non facevo eccezione ma in questo caso arrivai forse al terzo e lì decisi di lasciare perdere: insomma dovetti trovarla veramente poco digeribile se non la finii!
L’ambientazione, che per me è fondamentale, era troppo approssimativa e scarsamente credibile: se ben ricordo soffriva anche della tendenza a imitare, in peggio, idee tolkeniane cosa su cui ero (e sono) particolarmente suscettibile.
Da questo punto di vista gli autori della versione televisiva hanno fatto un ottimo lavoro rendendo bene tutta la mediocrità dell’ambientazione di Jordan! Anzi, a essere onesti, sono riusciti a migliorarla notevolmente rendendo credibili due importanti elementi del libro: la sorellanza delle Aed Sedai (nome sicuramente scritto male!) e i crociati che combattano il male (e la sorellanza).
Gli effetti speciali sono buoni, in linea col livello delle produzioni statunitensi.

Per adesso sto continuando a vedere questa serie di cui piano piano ricordo dei frammenti di trama: più che piacermi sono curioso di vedere cosa riescono a combinarci. Al momento sono alla terza o quarta puntata: fortunatamente PrimeVideo se lo ricorda al mio posto!

Siccome questo pezzo è ancora un po’ breve aggiungo una considerazione su alcune scelte evidentemente dettate dalla religione del politicamente corretto (PC). Mi riferisco al preciso dosaggio di personaggi di diverse etnie e preferenze sessuali: spesso è introdotto in maniera forzosa nella trama solo per soddisfare le percentuali dettate dall’equivalente del manuale Cencelli usato in queste produzioni.
Per me tutto dipende dall’ambientazione: se è nel futuro non ho problemi (rispetto qualsiasi speculazione degli autori); se l’ambientazione è nel passato invece ho un rigetto istantaneo di qualsiasi forzatura non storica. Nelle ambientazioni attuali mi dà fastidio l’eventuale eccesso (tipico delle serie inglesi) perché ho la sensazione che mi si voglia “educare”, imponendomi una specifica visione della società, invece che “intrattenere” ma in genere, soprattutto se la serie è statunitense, non mi dà fastidio. Per le ambientazioni di fantasia, come in questo caso, dipende se la struttura etnica della società ha una sua motivazione o è una forzatura.
Nella serie in questione i giovani protagonisti (l’equivalente dei quattro hobbit costretti a lasciare la Contea) provengono da un villaggio della Terra dei Due Fiumi (ma il nome potrebbe essere leggermente diverso) caratterizzato da una popolazione di diverse etnie perfettamente integrate fra loro.
Ecco in questo caso mi spiegate come mai secoli di pacifica convivenza, armonia, uguaglianza e con matrimoni misti, non hanno prodotto una popolazione dall’aspetto uniforme? Senza cioè bianchi e neri ma una via di mezzo, con magari solo qualche occasionale differenziazione del fenotipo?
Al contrario sembra che una parte della popolazione sia arrivata appena una o due generazioni prima...

Insomma un villaggio formato da una popolazione dove tutti hanno la pelle marrone chiaro, magari con una punta di giallo, mi andrebbe benissimo: è la replica della struttura etnica (tipica poi solo degli stati occidentali) di oggi, caratterizzata da una recente immigrazione, imposta e non giustificata dall’ambientazione che, apparendomi come una forzatura, non mi piace.
Un esempio: sarebbe bastato un accenno al fatto che una generazione o due prima una nuova popolazione fosse giunta dall’esterno della Terra dei Due Fiumi e fosse stata amichevolmente accolta dai residenti: per quanto poco credibile sarebbe bastato a placare la mia esigenza di verosimiglianza…

Conclusioni: due serie che, in mancanza di meglio, continuerò a vedere per un altro po’...

Nota (*1): anche perché durante la visione non posso fare a meno di notare (o immaginare) dove la trama prenda direzioni, anche improbabili, per motivi di costi e questo mi uccide, almeno parzialmente, il piacere della visione.

mercoledì 1 dicembre 2021

Letti "rubati"

Non seguendo i media tradizionali tendo a non essere aggiornato sulle ultime tendenze del pensiero maggioritario: in generale ciò non è un male considerata la sua pochezza di contenuti e argomentazioni. La controindicazione è che così scopro in ritardo ciò che invece sanno tutti o quasi.

In particolare ero “rimasto” alle argomentazioni estive a favore del verdepasso: in particolare la maggiore e più importante era che la sua adozione avrebbe evitato la ripresa della pandemia in Italia. Come ormai CREDO sappiano tutti alla base di questa idea vi era la premessa errata che i vaccini non solo evitassero l’aggravarsi del covid-19 ma che anche eliminassero quasi del tutto, se non la possibilità di infettarsi, almeno quella di infettare gli altri. In realtà si è visto che non è così: l’efficacia dei vaccini diminuisce rapidamente e già dopo circa mesi i vaccinati infettano più o meno quanto i non vaccinati.
Per questo ultimamente ho scritto che il verdepasso non è più solo moralmente ingiustificato (il ricatto è sempre sbagliato di per sé: che poi uno Stato lo elevi a politica sanitaria è esecrabile) ma anche scientificamente privo di senso (visto che ormai è evidente che non garantisce ciò che ci avevano raccontato avrebbe garantito, ovvero il contenimento della pandemia).

Invece siamo arrivati al superverdepasso, un obbrobrio tutto italiano, che discrimina chiaramente fra vaccinati e non: da quel che sapevo io l’UE aveva esplicitamente vietato discriminazioni fra vaccinati e non. Può darsi che nel frattempo le direttive siano cambiate? È possibile: personalmente non mi aspetto niente di buono dalle UE e quindi non me ne stupirei…

Il punto è che oggi ho scoperto che, non so bene da quando, ma la logica dietro al verdepasso è cambiata: ormai tutti (o quasi) riconoscono che si tratta semplicemente di un ricatto per costringere chi legalmente vorrebbe gestire la propria salute autonomamente a vaccinarsi. Un ricatto considerato “a fin di bene” per l’intera società: inutile che ripeta che da un punto di vista morale il fine non giustifichi i mezzi (chi è interessato usi il marcatore “Kant” per trovare i numerosi pezzi che ho scritto al riguardo).
E perché adesso vaccinarsi sarebbe un bene per l’intera società?
Mi spiego: se i vaccini funzionano l’unico che rischia è il non vaccinato in prima persona: certo egli può infettare gli altri ma lo stesso, come abbiamo visto negli ultimi mesi, possono farlo i vaccinati; viceversa se i vaccini non funzionassero allora non avrebbe senso vaccinarsi.
E qui arriva la nuova argomentazione che mi ero perso non seguendo le elucubrazioni più o meno fantasiose dei media tradizionali: il non vaccinato che si ammala gravemente va a “rubare” un posto in ospedale e, FORSE, avrebbe potuto evitarlo vaccinandosi.

Beh, questa a me pare un’argomentazione molto debole: per lo stesso motivo allora si dovrebbe vietare completamente le sigarette (chi si ammala di cancro ai polmoni va a “rubare” un posto in ospedale, no?) e gli alcoolici (se non erro l’abuso di alcool è la seconda causa di morte dopo i tumori) oppure i barbiturici (mia mamma rimase stecchita da un cancro al fegato probabilmente causato da decenni di assuefazione a un sonnifero). E che dire dei rapinatori o dei mafiosi che magari rimangono feriti in uno scontro a fuoco con le forze dell’ordine: anche questi con il loro comportamento, oltretutto illegale, non vanno a “rubare” un posto in ospedale?

Modificato 1/12/2021: Ieri mi ero dimenticato questa considerazione: Vorrei anche evidenziare un altro elemento che, sebbene difficile da quantificare, secondo me andrebbe considerato: affinché il sistema immunitario operi alla massima efficienza si dovrebbe evitare lo stress, fare attività fisica (almeno tre volte a settimana) e dormire bene.
Mi chiedo quindi quanto il clima da caccia alle streghe o, meglio, di caccia agli untori che “rubano” i posti letti, i continui tamponi o le numerose e assurde discriminazioni aumentino lo stress dei non vaccinati, abbassandone così le difese immunitarie, e contribuendo ad aumentare il numero di ammalati.
Personalmente credo debba trattarsi di una percentuale significativa perché io stesso, per natura piuttosto indifferente alle idee altrui (soprattutto se le considero stupide), sento su di me una forte pressione. Ho la sensazione sia realistico considerare un 20% di maggior contagi per i non vaccinati causato proprio dallo stress al quale sono ingiustamente sottoposti.

Prima di tutto partiamo dai dati. Stavolta sono stato “bravo” e ho trovato le statistiche italiane aggiornate da ISS: Bollettino Covid-19 19-24 Novembre da Epicentro.ISS.it
I dati sui decessi corrispondono a quelli che avevo calcolato autonomamente nel pezzo Logica e statistiche basilari: le “mie” percentuali di mortalità risultano leggermente più alte perché il totale degli infetti è passato dai 4,7 milioni (usato da me) a 4,9 milioni ma per il resto erano esatte.
Nel complesso il documento mi è sembrato ben fatto e interessante: ovviamente sono un po’ pignolo e ho trovato cose che non mi sono piaciute.
Per esempio per le seguenti mortalità (*1) si approssima per eccesso per molti ordini di grandezza: questo dà una percezione errata della gravità della malattia per le fasce di popolazione più giovane. Di seguito la “percentuale” indicata sul documento e quella calcolata da me con i loro valori.
30-39 anni, indica “<0.1%” invece di 0,00047%
20-29 anni, indica “<0.1%” invece di 0,00013%
10-19 anni, indica “<0.01%” invece di 0,000038%
0-9 anni, indica “<0.01%” invece di 0,000049%

Un altro dato che sarebbe a mio avviso fondamentale è quello delle comorbidità (malattie cardiache, diabete, ipertensione, obesità, tumori etc.) almeno per i casi più gravi (cioè le terapie intensive) e per fasce di età. Secondo me (basandomi sui vecchissimi dati cinesi) soprattutto per i più giovani (<50 anni) sarebbe fondamentale (ovviamente al netto dal ricatto delle limitazioni connesse al verdepasso) avere questo elemento per decidere se vaccinarsi oppure no: la mia sensazione è infatti che una percentuale molto significativa dei ricoverati di età inferiore ai cinquanta abbia una o più comorbidità.

Venendo ai dati sulle ospedalizzazioni, i famosi “letti rubati”, si hanno nell’ultimo mese circa (da metà ottobre a metà novembre) 3737 letti “rubati” da non vaccinati e 3693 letti occupati da vaccinati (*2). Normalizzando per il numero totale di vaccinati e non vaccinati si ricava che i non vaccinati hanno una probabilità circa 6 volte maggiore di essere ospedalizzati rispetto ai vaccinati.
Non mi pare una differenza di per sé stratosferica: l’ordine di grandezza è lo stesso.
Alla fine, i letti “rubati” sarebbero 3737-623=3114 visto che un sesto dei non vaccinati avrebbe comunque occupato un letto in ospedale anche se vaccinato.

Ma, a proposito di letti negli ospedali, che dire di quelli occupati da chi ha avuto reazioni gravi ai vaccini: a mio avviso andrebbero considerati anch’essi.
Il problema è avere i dati al riguardo: i dati ufficiali sugli effetti avversi a questi vaccini sono evidentemente sottostimati: in pratica se l’ago non è ancora inserito nella spalla il vaccino viene automaticamente scagionato! Eppure i dati del VAERS parlano chiaro (v. Solita censura) l’aumento delle segnalazioni nel 2021 è di tre ordini di grandezza superiore a quello degli anni passati: come si spiega?
Comunque proprio oggi ho trovato questo articolo Effetti collaterali, i numeri choc che nessuno vuol vedere e diffondere: come stanno le cose da IlParagone.it (basato a sua volta su un articolo di Panorama).
Anche in questo caso ci si basa sulle segnalazioni, stavolta relative alla UE, di reazioni avverse gravi ai vaccini. Non ho idea di cosa si intenda con “gravi” visto che è solo indicato che possono causare ricovero in ospedale.
In totale queste segnalazioni gravi sono 505.833 e, come nel caso dell’equivalente banca dati statunitense, è facile supporre che siano fortemente sottostimate. Ovviamente si riferiscono all’intera popolazione europea (UE) di cui quella italiana rappresenta il 13,30% così ho applicato lo stesso rapporto alle segnalazioni ottenendo 67.275 segnalazioni. Anche in questo caso questo valore è sottostimato dato che la percentuale di vaccinati in Italia è molto più alta della media europea.
Di queste segnalazioni gravi quante comporteranno un ricovero in ospedale? Non ne ho idea: penso che il 20% sia una cifra ragionevole. Si otterrebbero così 13.455 ricoveri ospedalieri che, divisi per 11 mesi, danno 1.223 ricoveri al mese per l’Italia.
Ovviamente è una stima assolutamente approssimativa: bisogna considerare le due sottostime delle segnalazioni (di cui soprattutto la prima potrebbe essere molto significativa) e il mio 20% di ricoveri totalmente ipotetico. Comunque direi che è ragionevole dire che i letti occupati da chi ha avuto reazioni avverse al vaccino sia dello stesso ordine di grandezza del numero di letti occupato dai non vaccinati che “rubano” i posti letto in ospedale.
Insomma, alla fine, anche la valutazione utilitaristica del consumo di posti letto non è così automaticamente favorevole ai vaccinati come potrebbe sembrare in prima lettura a prescindere dalle considerazioni morali che mi sembrano invece ovvie.

C’entra poco con la riflessione di oggi ma già che ci sono segnalo un affermazione di un cardiologo, riportata dall’articolo sullodato, in cui afferma di aver fatto 9 segnalazioni di reazioni avverse negli ultimi 21 giorni contro le 0 (zero) dei trent’anni di carriera precedenti, soprattutto dopo la terza dose (in genere giovani uomini ma anche donne). Se vi ricordate anch’io avevo ipotizzato, considerato che dopo la seconda dose le reazioni avverse erano più numerose che alla prima, che probabilmente sarebbero state ancora più numerose dopo la terza: ovviamente un’esperienza aneddotica come quella riportata dall'articolo non ha grande significato però mi sembra un indizio da tenere ben presente: di sicuro nei prossimi mesi ne sapremo di più anche da questo punto di vista.

Conclusione: adesso la variante omicron aggiungerà un ulteriore livello di incertezza a tutte queste considerazioni: la speranza è che questa nuova variante sia sì più contagiosa ma anche meno virulenta in maniera che favorisca così l’immunità di gregge con pochi rischi per chi si infetta.

Nota (*1): lo stesso accade per altre tabelle: le percentuali per le fasce di popolazione più giovane sono approssimate, a mio parere, troppo per eccesso dando così un’impressione fuorviante.
Nota (*2): non ho considerato i dati sui vaccinati con prima dose da meno di 14 giorni perché non sapevo se inserirli nel gruppo dei vaccinati o no. Comunque il loro numero relativamente piccolo non altera la sostanza dei miei calcoli.

lunedì 29 novembre 2021

Monti oggettivo, non arrogante

Riflettevo su quanto ho scritto nel corto Al volo! dove riportavo un articolo che citava le parole di Monti: il senatore a vita (grazie Napolitano) si auspicava meno democrazia nell’informazione.
Per la precisione Monti ha detto: «Di colpo abbiamo visto che il modo in cui è organizzato il mondo è disunito. Abbiamo iniziato a usare il termine guerra ma non abbiamo usato una politica di comunicazione adatta alla guerra».
E poi chiarisce «Bisognerà trovare un sistema che concili la libertà di espressione ma che dosi dall’alto l’informazione. Parlando continuamente di Covid si fanno solo disastri. Comunicazione di guerra significa che ci deve essere un dosaggio dell’informazione. Bisogna trovare delle modalità meno democratiche».

Stupisce la schiettezza della dichiarazione: queste cose si pensano (e si fanno) ma non si raccontano in pubblico. Eppure Monti non è nuovo ad affermazioni altrettanto franche: ora non ho voglia di mettermi a cercarlo ma già diversi anni fa (a occhio intorno al 2014 ma non ci giurerei) pubblicai qui sul ghiribizzo un breve video in cui Monti veniva intervistato da una televisione estera e, alla domanda diretta dell’intervistatrice, rispondeva candidamente che quando era alla guida del governo era conscio che le sue decisioni avrebbero reso gli italiani più poveri. Roba di questo genere: come ho detto si tratta di un video piuttosto vecchio e non ricordo più le parole esatte. Via: provo a fare una ricerca col marcatore “Monti”: se lo trovo bene altrimenti pazienza… niente… probabilmente è un “Corto” e quindi potrebbe avere il marcatore “Video”, "Intervista" o addirittura “Economia”…

Comunque, tornando a noi, mi chiedevo come mai Monti non si faccia problemi a essere così spudoratamente onesto nelle sue apparizioni pubbliche.
Io credo che il motivo sia la sua consapevolezza dell’impotenza della popolazione italiana: cosa possono fare coloro che vorrebbero maggiore libertà, nel senso di non divulgare solo la narrativa dominante ma anche voci alternative, nei media?
Niente: niente di niente. Del resto non abbiamo neppure un partito di opposizione al governo Draghi.
L’atteggiamento di Monti non è arroganza come potrebbe sembrare a prima vista ma invece è frutto della fredda considerazione che le sue parole contribuiscono a rendere non dico accettabile ma ipotizzabile una proposta indecente e grottesca e che comunque, chi è contrario e scandalizzato non può farci assolutamente niente.

Settimane fa, dopo l’ennesima frustrante discussione con amici, mi era venuta un’idea. La discussione verteva sulla gestione della pandemia: io portavo ricerche e dati, loro erano fermi su “la tivvù ha detto” o poco più. E poi le ricerche che presentavo, nonostante fossero state pubblicate su riviste mediche e verificate dai pari, per qualche motivo non chiaro non andavano bene. Alla fine la ragione del loro pensiero illogico, ovvero del rifiuto della metodologia scientifica basata sulle ricerche, era che se queste fossero state valide allora i governi ne avrebbero preso atto: insomma il loro ragionamento era solo basato su un atto di fiducia nelle nostre istituzioni: governo e media. Non saprei se mettermi a ridere o a piangere.
Allora mi venne in mente di scrivere un pezzo in cui avrei spiegato che anche se il CEO di una multinazionale farmaceutica, magari dopo aver scoperto di avere un tumore incurabile e per questo si volesse sgravare la coscienza, dichiarasse di avere prove certe che il proprio vaccino sia gravemente dannoso alla salute, questi miei amici (e molte altre persone come loro) non ci crederebbero. Rifiuterebbero la realtà: magari si convincerebbero che ha parlato così perché il tumore e gli antidolorifici lo hanno reso poco lucido. Subito si rassicurerebbero appena il nuovo CEO smentisse le dichiarazioni del suo predecessore. E quando 2 o 3 virologi da salotto televisivo giurassero sui propri figli che i dati “reali” dicono il contrario, completamente tranquillizzati, finirebbero per dimenticare l’intera vicenda.
Ormai il livello di autoinganno e di negazione della realtà è arrivato a questi livelli.

Adesso Monti ci dice qualcosa di analogo: tutte le opinioni/voci contrarie alla narrativa dominante vanno censurate. Però la grande censura già esistente non basta: il 95% di spazio a favore del pensiero maggioritario non è sufficiente, si deve arrivare al 100%. Eppure sono sicuro che molti miei amici/conoscenti, anche a mostrargli il video dell’intervista, non ci crederebbero: o, forse più probabilmente, si convincerebbero che Monti abbia ragione, che effettivamente troppa democrazia è dannosa. Oppure che, sì, Monti ha detto così ma che in realtà non cambierà niente…

In realtà a me Monti non pare una persona particolarmente fantasiosa: se ha detto quelle parole vuol dire che ha sentito l’idea nei circoli che frequenta, quelli dei parapoteri economici e politici esteri. Insomma lui, con la delicatezza di un ippopotamo in una cristalleria, ha voluto dare il suo contributo per rendere questa nuova strategia più accettabile ma, sicuramente, essa è già stata decisa.

Di nuovo non posso fare a meno di pensare al mio pezzo Il bubbone nel quale spiego di aver avuto la sensazione che nei prossimi mesi verranno alla luce TANTE ricerche che, ciascuna a suo modo, andranno a minare le pseudo ragioni della strategia sanitaria italiana e occidentale (con qualche eccezione) in genere.
Anzi al riguardo posso dire che ne sono già uscito già due o tre piuttosto grosse ma siccome conosco i miei polli (“ma sono dei pre-print!”, “ma questo non è verificato dai pari!”) aspetto ulteriori conferme.

Comunque vedremo l’autocrate, il Conte Duca Dragula, cosa si inventerà da questo punto di vista: un’idea potrebbe essere quella di consentire solo a chi ha il superverdepasso di tenere un sito in Rete! Del resto il verdepasso era richiesto anche a chi lavorava da casa. Oppure potrebbe istituire una “super cabina di regia” (ovviamente lui userebbe un nome fico in inglese) col compito di censurare tutte le notizie “false” sul covid-19, magari, tanto che ci siamo, dando direttamente la possibilità di chiudere il sito/canale/profilo etc.
Tutto questo senza dare né spiegazioni né possibilità di appello (o magari dandolo fittizio) e con uno scudo giuridico che garantisca questi censori da qualsiasi ripercussione legale anche in caso che una notizia da loro censurata si dimostrasse vera.
E quello che mi fa rabbia è che la maggioranza degli italiani se ne fregherebbe e, anzi, parecchi ne sarebbero pure felici.

Conclusione: al peggio non c’è mai fine: e non è, come crede Monti, colpa della troppa democrazia nell’informazione ma al contrario della sua quasi totale assenza.