«[Figlio dell'uomo] Porgi l'orecchio e ascolta le parole di KGB
e applica la tua mente alla SUA istruzione
» Pv. 22,17

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giovedì 3 settembre 2026

Scemo e più scemo

“Scemo e più scemo” è il titolo di una pellicola di successo degli anni ‘90 con Jim Carrey. A dire il vero io non l’ho mai visto: da una parte la risata scema del protagonista e che suppongo il pubblico trovi divertente in realtà mi irrita (idem, fra parentesi, per Eddy Murphy) da un’altra, l’ho notato osservando i cartoni animati che non mi piacciano (“Family guy” insopportabile ma anche lo stupido Homer dei “Simpsons” e, in pratica, tutti quelli dove il protagonista è uno stupido) e in effetti, me ne rendo conto proprio adesso, lo stesso vale per i film: “Forrest Gump” inguardabile ma anche “Idiocracy”…
Non sono sicuro del motivo per cui questa esaltazione della stupidità mi irriti così tanto: sarà che mi sento già circondato da stupidi e che vederne di immaginari nei programmi di intrattenimento mi dia la nausea. Il motivo per cui possano piacere all’uomo comune mi è imperscrutabile.
E Fantozzi? Fantozzi mi piace, almeno le prime tre pellicole, poi finite le idee peggiora sempre più: ma Fantozzi, sebbene abbia molti difetti, non è stupido: è sfortunato, è timido, è goffo, ha un carattere debole ma non è stupido.
Vabbè, sono completamente andato fuori tema: ma anche stanotte ho dormito male e sono senza occhiali: quindi penso male e non riesco a verificare facilmente ciò che ho scritto!

Il tema del pezzo voleva infatti essere geopolitico.
Quando iniziai a scrivere la mia Epitome, nel 2016, ero consapevole del declino dell’occidente e avevo in mente una strategia geopolitica piuttosto ovvia per l’Europa. Ma l’Europa (intendo la UE) si è dimostrata completamente succube degli USA e guidata da incapaci al servizio delle lobbi di turno. Questo significa che la geopolitica dell’Europa non la decide Bruxelles ma Washington: questo significa che se Washington prende buone decisioni allora anche per l’Europa può andare bene, ma quando sbaglia politiche di sicuro l’Europa ci rimette alla grande.
In altre parole il declino o successo dell’Europa dipende esclusivamente dal declino o dal successo degli USA.
Mi era all’epoca evidente che gli USA avrebbero dovuto cambiare notevolmente la propria politica che, in poche parole, aveva portato alla crescita esplosiva della Cina (i dettagli nella mia Epitome ovviamente!). Opinavo che negli USA, grazie al grande potere concentrato nelle mani del Presidente, tale possibilità non era impossibile: chiaramente ci sarebbe voluto un grande presidente , un uomo (o una donna) con una chiara comprensione delle tendenze storiche che avesse non solo la volontà ma anche la capacità di prendere decisioni difficili e lungimiranti.
Ma ecco che, nel momento più critico per gli USA, non abbiamo avuto dei grandi presidenti ma, appunto, scemo e più scemo.
Prima Capitan Demente, ovvero il povero Biden affetto da demenza senile e adesso Trump, il presidente biondo che fa impazzire il mondo.
Biden era talmente partito di testa che probabilmente la sua squadra riusciva a manovrarlo evitandogli, almeno in parte, gli errori più grossolani.
Trump invece è in una fase in cui è abbastanza lucido da non poter essere facilmente manovrato ma non abbastanza da prendere decisioni intelligenti: in pratica ha allontanato gli elementi migliori della sua squadra e si affida sempre di più a quelli che lo sanno lusingare ma che, evidentemente gli danno cattivi consigli. Ah! il Trump del primo mandato non era questo! E anche il Trump di inizio secondo mandato era molto più lucido e consapevole: evidentemente anche in questo caso il declino mentale è iniziato durante questa sua seconda presidenza.

È una coincidenza che nel momento più difficile gli USA abbaiano avuto i due presidenti peggiori della propria storia?
Non credo: Biden e Trump sono il frutto di un sistema politico marcio controllato dai media e quindi dalle multinazionali che li controllano e fortemente influenzato dall’agente esterno Israele che, di sicuro, ne controlla la politica per il Medio Oriente e forse più.
La popolazione statunitense è a sua volta meno capace di scegliere per il proprio interesse perché è a sua volta il riflesso di una società ingiusta con contraddizioni sempre meno in grado di conciliarsi e con un sistema educativo fallimentare devastato dall’influenza negativa di media e Internet.

Queste dinamiche le analizzo nella mia Epitome e qui è inutile tentare di riassumerle credo però che la seguente poesia di Schiller, per chi ne sa cogliere il significato intimo, illustri bene l’essenza della problematica di fondo:
«Un’epoca grande il secolo ha generato
ma il grande momento trova una stirpe meschina.» (l’Attimo di Schiller)

Quindi? La mia conclusione è che ormai gli USA abbiano perso il treno e che dal mondo unipolare a guida statunitense non passeremo a un mondo multipolare (come ormai tutti dicono) ma a uno a guida cinese!
In occidente è infatti giunta l’era degli scemi e dei più scemi.

mercoledì 26 agosto 2026

CIAo a Mosca

Piccolo mistero: perché il capo della CIA Ratcliffe è andato a Mosca?

Secondo il WSJ per minacciare: per dire a Mosca di non pensare neppure ad attaccare paesi NATO con i propri droni e per riconsegnare il solito piano di pace ormai defunto in cui la Russia si dovrebbe arrendere all’Ucraina.

Ovviamente non ci sono dati concreti (a parte le “notizie” del WSJ, del resto era necessario dire qualcosa per giustificare la visita) e quindi faccio un paio di illazioni:
1. Lo scambio: la guerra in Iran è disperata e Trump non ha buone opzioni: ecco allora la proposta di uno scambio. Gli USA abbandonano l’Ucraina al suo destino e la Russia chiude la partita, in cambio Mosca farà pressioni su Teheran per concedere un nuovo accordo, anche peggiore di quello firmato a suo tempo da Vance, per permettere a Washington di uscire da una situazione insostenibile.
2. La minaccia: gli USA pensano di usare armi nucleari tattiche contro l’Iran. Verificano quindi la posizione di Mosca e, magari, chiedono che a sua volta faccia pressioni su Teheran: di nuovo credo che gli USA si accontenterebbero di una qualsiasi via di uscita, cioè anche di un accordo peggiore, dal punto di vista di Washington, del precedente poi fatto fallire da Trump.

In entrambi i casi c’è il problema di fondo che Israele vuole la distruzione dell’Iran, anche a costo di una crisi economica globale, e non accetterebbe quindi una via d’uscita pacifica alla situazione corrente.
“E che c’entra Israele?” direte voi. Beh, oramai è ovvio che Netanyahu tiene Trump al guinzaglio e se questo si avvicina troppo, che so, a fiutare la cacca di un altro cane ecco che il primo ministro israeliano lo strattona via tirandolo per il collare.

Ovviamente dubito che a breve sarà possibile verificare la correttezza o meno di queste ipotesi. Oltretutto dicono che Ratcliffe è uno dei più strenui sostenitori dell’Ucraina: ma, come si dice, “ubi major…”

Aggiornamento (27/8/2026): qualche particolare in più da Politico che, comunque, riprende il WSJ. La narrativa è sempre quella del Ratcliffe "minaccioso" (mentre nelle mie ipotesi è "supplicante") e le novità sono: 1. la Russia non deve tentare attacchi contro le repubbliche baltiche; 2. non deve supportare l'Iran ne reagire duramente alle nuove sanzioni statunitensi contro Teheran e paesi terzi che sostengono tale paese.
Vabbè: stessa fonte ufficiale e niente di nuovo. Ah, la fonte russa dice solo che Ratcliffe ha incontrato solo il suo omologo russo (senza vedere Putin quindi) e che, quindi, hanno parlato solo di questioni tecniche. Altra ovvia bugia dato che Ratcliffe non si sarebbe mosso solo per questo.
Una considerazione che mi ero dimenticato di scrivere ieri: interessante che la politica estera statunitense, soprattutto nei confronti della Russia, non sia affidata al segretario di stato Rubio né all'amico di Trump, senza incarichi politici ufficiali, Witcoff che era già stato a trattare con Mosca (di nuovo non il neoconservatore Rubio). La mia ipotesi è che Trump, insoddisfatto dei non risultati ottenuti da Witcoff, abbia voluto mandare un politico vero (cioè Ratcliffe).

Aggiornamento (3/9/2026): bo... a freddo mi sto convincendo che Ratcliffe fosse stato effettivamente mandato solo a minacciare nel tentativo di ottenere un qualche accordo ma ovviamente non è riuscito a ottenere niente. La mia interpretazione avrebbe avuto senso se Trump fosse razionale e che effettivamente cercasse la migliore via di uscita dalla crisi. Ma in tal caso Ratcliffe, un neoconservatore duro e puro, sarebbe stata la persona sbagliata.
Decisivo poi un video del giudice Napolitano a Joe Kent (cercate "JOE KENT: President Trump was Warned" su YouTube), recentemente dimissionario dall'amministrazione Trump e quindi piuttosto al di dentro di ciò che stava accadendo: secondo Kent Trump sapeva benissimo quali sarebbero state le conseguenze dell'attacco all'Iran (che era un po' la mia conclusioni: puoi sbagliare i calcoli per superficialità e incompetenza la prima volta ma poi non insisti a sbagliare se non vuoi farlo). Napolitano non gli pone la domanda decisiva "Allora perché ha continuato ad attaccare l'Iran?" ma la risposta è che Trump sia stato ricattato/obbligato. E se si è ricattati/obbligati a fare qualcosa, ovvero distruggere l'Iran, non vai a scomodare la Russia per ottenere una mediazione per quanto logica e necessaria essa sia...

martedì 25 agosto 2026

Grosso dubbio & C.

Vabbè, stanotte ho dormito solo 1,5 ore (neppure consecutive) e sono di umnore particolarmente cattivo: perdonatemi quindi un articolo insulso di calcio...

1. Grosso: che dire? Grosso non lo conosco né ho visto la partita: ma perché è stato preso? Che "grossi" successi aveva ottenuto? Dalla telecronaca e dai commenti dei giornalisti/tifosi (che valgono poco più di zero) mi sembra che sia un allenatore ancora molto acerbo. È inutile spendere e spandere in giocatori se poi c'è un allenatore che vanifica tutto. Ma magari è stato solo un passo falso frutto della malasorte: vedremo col Frosinone che riesce a combinare.
2. Italiano: è l'unico allenatore della Fiorentina che mi è piaciuto dal 2005 in poi. Un mio amico mi ha detto che secondo lui Palladino era la stessa cosa: ma Palladino ha avuto Kean in grande stagione che faceva un sacco di reti mentre Italiano aveva degli attaccanti super mediocri che non riuscivano a segnare neppure per sbaglio (che pena Jovic!). Io credo che Italiano farà molto bene in Turchia con una squadra competitiva. E Palladino dove è finito? Evidentemente all'Atalanta non erano molto soddisfatti dei suoi risultati.
3. Malagò: se avessi bisogno di un esperto di cene di gala, di un campione di interviste, di un super blablatore dal sorriso suadente e dal capello perfetto, di un presenzialista modaiolo, di un presidente che faccia sempre bella figura e che SEMBRI capace allora prenderei Malagò. Se volessi riforme concrete e non chiacchiere allora no. L'Italia non partecipa ai Mondiali da tre edizioni: "servono riforme" dicono tutti (secondo me è semplicemente crollata la base dei ragazzini che giocano a calcio) ed ecco che si affida le riforme a Malagò. E infatti che ti fa? Cerca un dirigente a cui passare la gatta da pelare e attribuire, in caso di fallimento, tutte le responsabilità: si punta sulla competenza? Ho qualche dubbio: tutti i nomi che sentivo erano famosi ex-giocatori che conoscevo: ma se li conoscevo io, che di calcio non capisco nulla, vuol dire che il criterio di scelta era la fama del personaggio e non le sue capacità: scelta perfettamente sensata nell'ottica malagoiana. Arriva Maldini, evidentemente con molti dubbi e incertezze, che si fa accompagnare da Leonardo (perché???): propongono Pirlo che viene scartato e, giustamente, se ne vanno. Ed ecco la genialatà di Malagò: prendiamo un impresentabile che non merita di guidare l'Italia, prendiamo Mancini che l'aveva abbandonata poco prima di partite decisive per rincorrere il denaro unto di petrolio.
4. Mancini: No! no! no! e no! Dal punto di vista tecnico potrebbe anche essere la scelta migliore in assoluto: non mi interessa però: era impresentabile e non doveva essere richiamato. Anche se l'Italia dovesse vincere i prossimi mondiali rimarrò dell'idea che Mancini sia stata la scelta peggiore che poteva essere fatta. Non, lo ripeto, per motivi tecnici, ma morali.

lunedì 17 agosto 2026

È nata Olivia!

Questa volta avrei voluto provare ad aggiornare giornalmente o quasi i miei progressi nello sviluppo della nuova versione: l’idea era di motivarmi un po’ raccontando del mio dietro le quinte mentale… poi, come potete immaginare, ha vinto però la mia pigrizia…

Come ho già spiegato nel precedente aggiornamento lo sviluppo di quest’ultima versione è stato particolarmente laborioso: forse anche per il caldo non avevo molta voglia di scrivere e inizialmente sono riuscito a fare qualcosa per semplice forza di volontà. Fortunatamente alla fine mi sono “sbloccato” e in circa una settimana ho fatto il grosso del lavoro.

Addirittura sono arrivato a dover decidere se aggiungere ulteriore materiale su cui da anni sto meditando ma poi, nell’incertezza di tempi che questa scelta avrebbe provocato, ho preferito non farne di niente. Poi, intendiamoci, rispetto alla precedente versione c’è comunque molto nuovo materiale e, aritmeticamente, siamo passati da 672 a 691 (+19) pagine e da 2753 a 1856 (+103) note.

Chi è interessato ai dettagli può trovarli, come sempre, nell’appendice H.
Notevoli i due nuovi sottocapitoli sulla libertà e sulla “triste verità”. Sulla libertà potete immaginare la mia posizione liberale, la “triste verità” è invece una riflessione pessimistica, ma mi pare oggettiva, della possibilità di avere una società più giusta in un futuro non remoto.

Poi, siccome sono strano, la voglia di scrivere, che come detto mi è arrivata tardi, non mi è ancora andata via e ho quindi intenzione di gettare già da oggi le basi per una nuova versione: l’idea è quella di aggiungere il “famoso” materiale a cui da tempo pensavo… me vedremo… mi fido il giusto di me stesso…