«[Figlio dell'uomo] Porgi l'orecchio e ascolta le parole di KGB
e applica la tua mente alla SUA istruzione
» Pv. 22,17

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sabato 18 luglio 2026

Il cotone è re

Sto continuando a ricontrollare le note salvate dal mio e-libro e al momento sto rileggendo quelle tratte dall’interessantissimo “Cotton is King, and Pro-Slavery Arguments”: un libro scritto un anno prima della guerra civile a favore della schiavitù.
Alcuni argomenti sono validi, altri sono sciocchezze, su tutti poi domina un fortissimo paternalismo. Soprattutto da un punto di vista filosofico negli argomenti a favore della schiavitù vi è la debolezza di fondo che una persona sappia cosa sia meglio per un’altra e, in forza di questo presunto bene, ne limiti la libertà. Come al solito Kant.

Comunque, molto interessante, vi è l’argomento che il Regno Unito era favorevole all’abolizione della schiavitù in America perché così il suo cotone, prodotto nelle Indie Occidentali e in India, sarebbe divenuto più competitivo. Mi chiedo quindi effettivamente quanto forte sia stata l’influenza esterna del Regno Unito nel provocare la guerra civile americana.

Vale poi la pena ribadire che, come si capisce anche dal titolo del libro, agli occhi dei coltivatori di cotone l’economia di tutto il mondo ruota solamente intorno al cotone!
Questo è in genere vero per ogni gruppo in cui i protomiti da cui dipende la sua forza sono quelli ritenuti più importanti in assoluto e ne definiscono la prospettiva da cui viene vista la realtà nella sua interezza.

venerdì 17 luglio 2026

Brevemente: microsocietà e astuzia

Sto rileggendo le mie note salvate dall’e-libro per preparare l’ennesima nuova versione dell’epitome.

Ho scoperto di aver dimenticato di aggiungere alla mia base dati un sacco di epigrafi del Guicciardini: ho provveduto.

Ma non voglio divagare: leggendo le note al testo di Rizal avevo evidenziato gli stereotipi filippini su cinesi e indiani di cui, evidentemente, piccole comunità erano da sempre presenti nell’arcipelago.

Colpisce come dei cinesi venga evidenziata l’astuzia ma non in senso positivo: è l’astuzia che si basa sul fregare il prossimo.

Lo stereotipo mi ha ricordato quello occidentale (diciamo del XIX secolo e precedenti) sugli ebrei.

Allora mi sono chiesto se questa apparente similitudine possa avere una spiegazione nella mia teoria delle microsocietà ([E] 23.1). Penso di sì.
Una microsocietà è caratterizzata da un conflitto fra gli epomito globali della popolazione della società esterna e quelli locali dell’interna. Ma un “conflitto” fra protomiti in che cosa si traduce? Si traduce nel vedere/leggere gli stessi eventi da prospettive diverse: osservare un treno mentre siamo fermi sui binari di un passaggio a livello oppure a un chilometro di distanza perpendicolarmente al tracciato della linea ferroviari ci fa vedere la locomotiva in maniera molto diversa!
Quello che voglio dire è che il membro della società interna può vedere molto più facilmente limiti o incongruenze di scelte (per esempio leggi ma non solo) della società esterna i cui membri invece, per motivi culturali, fanno molta più fatica a cogliere.
Ovviamente questo “approfittarsi”, ovvero interpretare e sfruttare a proprio favore come i membri della società esterna (per vari motivi) non farebbero, viene interpretata come la “perfida” astuzia che caratterizza i membri della microsocietà.

lunedì 13 luglio 2026

Quando muore un malvagio

Quando muore un malvagio si tira un sospiro di sollievo. Non tanto perché non si abbia la consapevolezza che il suo squallido posto non sarà immediatamente preso da un reprobo più giovane e ancora più pronto a commettere qualsiasi indicibile empietà per dimostrate di essere capace di superare le bassezze del proprio predecessore: questo la storia e la vita ce lo hanno già insegnato. Ma piuttosto si ha la sensazione che con la morte sia giunta finalmente la giustizia, non quella umana che anzi in vita si era piegata al loro vantaggio, ma una diversa, più assoluta e veramente giusta, divina infatti. Non importa la religione, se cristiano avrà i suoi tormenti, se indù si reincarnerà in uno scarafaggio etc e, se ateo, lo accoglierà un nulla assoluto, reso ancora più sterile e vuoto, dal disprezzo del bene che ha avuto in vita.

mercoledì 1 aprile 2026

Bosnia - Italia

Oggi ho scritto a RadioSportiva: "Ai calciatori italiani era stato chiesto di tirare fuori gli attributi per qualificarsi al Mondiale, ma i nostri giocatori, nel loro intimo, hanno Cilli."