«[Figlio dell'uomo] Porgi l'orecchio e ascolta le parole di KGB
e applica la tua mente alla SUA istruzione
» Pv. 22,17

Qui si straparla di vari argomenti:
1. Il genere dei pezzi è segnalato da varie immagini, vedi Legenda
2. Istruzioni per i nuovi lettori (occasionali e non) qui
3. L'ultimo corto è questo

martedì 17 settembre 2019

Giuseppi

Curiosamente Giuseppi è plurale eppure, ormai, ce n’è solo uno...

Dal casaccio alle stalle

È un po’ che non scrivo: o almeno ho questa percezione…

Butto giù qualche idea che mi frulla per la testa, così, per pulirmi la coscienza…

Due giorni fa ho fatto un (nuovo) sogno strano. Un incubo che, come al solito, prende inizio nella casa dei miei zii a Pisa (*1). Ero in casa con altre persone e c’era un bestia feroce e astuta che ci inseguiva. Usciamo da una finestra da cui ci arrampichiamo sul tetto per saltare poi sul muretto del giardino e scappare così in strada. Siamo abbastanza tranquilli perché abbiamo chiuso la porta alle spalle: la bestia però ci sorprende e la riesce ad aprire poco dopo.
Comunque riusciamo a fuggire ma la situazione è più complessa del solito: anche le bestie (lupi ma non solo) sono riuscite a scappare e adesso inseguono e uccidono i passanti un po’ a casaccio.
Ora sono solo e il mio scopo è quello di allontanarmi il più possibile dalla città: una volta ottengo un passaggio, poi sfrutto i negozi per nascondermi all’interno ed evitare i pericoli, etc…
L’aspetto “strano” del sogno è che ero molto titubante nell’affrontare questi animali: di solito nei sogni sono abbastanza mortifero: un singolo lupo lo uccido a mani nude mentre per un leone mi basta una penna Bic! Non ricordo come sia finito: suppongo di essere scappato per un po’ e poi essermi svegliato visto che, altrimenti, difficilmente avrei ricordato questo sogno…

Da FB: un amico protesta che Mattarella non lo rappresenta e che vorrebbe votare. Gli scrivo: «Mattarella non è peggio dei suoi predecessori. Il problema (come spiego nell'Epitome) sono tutte le elezioni di secondo livello. Il delegato di secondo livello è fedele ai politici che lo hanno eletto e non al ruolo e funzioni che dovrebbe svolgere.
Questo in qualsiasi paese e in qualsiasi epoca.»
Normalmente non cito mai la mia Epitome su FB ma in questo caso lui, in un momento di debolezza, mi disse che l’avrebbe letta e, quindi, ne approfitto per ricordarglielo e per fargli capire che la mia opinione al riguardo è ben più articolata e approfondita all’interno di essa…

Un altro conoscente (quello ancora fedelissimo alla linea ufficiale del M5S) ha condiviso un articolo, di IlFattoQuotidiano.it mi pare, il cui titolo diceva qualcosa del tipo “Dopo le ultime novità giudiziarie adesso nemmeno il PD difende più i Benetton”.
Ne ho allora approfittato per esprimergli un mio dubbio/paura: non vorrei che adesso le concessioni venissero tolte ai Benetton, magari pagandogli anche un bonus di uscita, che poi lo Stato si accollasse tutte le spese per la manutenzione non fatta e che infine, regalasse di nuovo la gestione delle strutture a qualche altro privato che, inevitabilmente, cercherebbe di lucrarci come fatto dai precedenti gestori (*2).
Invece lo Stato dovrebbe sì togliere le concessioni ai Benetton ma senza dargli nessun rimborso e, soprattutto, facendogli pagare tutti i lavori non effettuati con gli interessi e soprattutto una bella multa all’americana (ovvero una decina di volte più salata del danno causato) a causa della malafede e del pericolo in cui hanno potenzialmente messo gli automobilisti.
Ovviamente qui c’è di mezzo il potere giudiziario: saranno i magistrati a dover valutare eventuali multe e penali. Ed è anche per questo che sono preoccupato: sappiamo di chi sono amici i Benetton e chi sono gli amici del PD (*3). Per questo mi aspetto il peggio: ovvero oltre al danno la beffa.

Finalmente le Confessioni di Sant’Agostino stanno divenendo interessanti: ora sta iniziando a vedere la “luce” e si è chiarito, ad esempio, cosa sia il male e perché Dio lo permetta (teodicea). Secondo lui il male è non sostanza: tutto ciò che è creato da Dio è bene. Al massimo ammette una sorta di “appropriatezza” fra cosa creata e sistema in cui è inserita: fuori da quel sistema la cosa può risultare scomoda o sfavorevole. Un (mio) esempio: un leone libero all’interno di una città.
Prevedibilmente all’interno della catena di ragionamenti di Sant’Agostino c’è un passaggio logico che non torna: da qui la mia mancanza di entusiasmo per la “rivelazione” del santo.
Ah! E invece la malvagità sarebbe la perversione della volontà di Dio: ovvero il volgere le cose a usi e scopi non voluti da Dio. Secondo Sant’Agostino l’uomo malvagio opera seguendo il suo “ventre” che io, fresco di Freud, ho tradotto con “pulsioni”.
Ci sarebbe da chiedersi chi ha creato queste “pulsioni” (per Freud naturali e, quindi, create da Dio) ma suppongo che Sant’Agostino risolva attribuendole completamente alla volontà dell’uomo: e in effetti la morale cristiana è tutta qui: il controllo completo e anzi la repressione totale delle proprie pulsioni, soprattutto sessuali (*4).

In cerca di ispirazione ieri ho letto gli ultimi due articoli del Bagnai: Come (non) funziona: prima lezione e Come (non) funziona: seconda lezione.
Ma non li ho trovati particolarmente illuminanti.
Nel primo pezzo spiega quale possa e debba essere il suo rapporto con gli utenti del suo sito. Non può condividere con ciascuno di loro le strategie della Lega: il generale non discute col soldato semplice come condurre la guerra. Chi vota deve aver fiducia e giudicare a fine mandato cosa siano riusciti a ottenere.
Aggiungo io che il generale non pubblica su un sito i piani di battaglia perché altrimenti il nemico li conoscerebbe e prenderebbe le contromisure adeguate.
Io che i rapporti fra Bagnai tramite Goofynomics sarebbero dovuti cambiare lo capii da solo praticamente da subito osservando il diradamento degli articoli del sito. Mi sembrava di averlo anche scritto esplicitamente ma così, a un controllo sommario, ne ho trovato solo un breve accenno nella nota 2 di La regola del 3% del dicembre 2018.
Comunque tutto logico e niente di sconvolgente. Personalmente preferirei che Bagnai fosse paradossalmente meno onesto: proprio perché fa politica dovrebbe un po’ blandire i propri lettori/sostenitori, ovviamente senza snaturarsi ma neanche allontanando i potenziali nuovi lettori con una sincerità caustica.
Temo che Bagnai in questo caso ragioni con la logica che io chiamo del “post hoc”: ovvero “siccome ho avuto successo significa che il mio atteggiamento è vincente” senza considerare che il suo successo sia dipeso da altri fattori o, comunque, potrebbe essere maggiore (*5).
Il secondo pezzo (quello più recente) è maggiormente interessante.
Parla della “Verità”. Il ragionamento segue due strade parallele: una politica e una, direi, più morale.
Il ragionamento politico è la consapevolezza che non sia sufficiente proporre la “verità” agli elettori affinché questi la capiscano e ti votino: ci sono molti altri fattori che l’impediscono. A mio avviso, ormai da anni la penso così, sono predominanti quelli psicologici: in particolare il limite che io chiamo dell’“anti-resipiscenza”: l’uomo preferisce non abbandonare le proprie illusioni se su queste ha edificato la struttura della propria vita: ricostruire tutto da capo è un lavoro (una palingenesi come scrive giustamente Bagnai) che pochi hanno la forza di compiere.
Il ragionamento morale è che il ripetere solo la Verità o, peggio, l’imporre la propria Verità la svuota di valore, la rende un dogma e, questo sì, corrisponderebbe a un vero e proprio fascismo. Anche qui niente di nuovo: io ci sento riecheggiare il solito John Stuart Mill e, ovviamente, sono d’accordo.
Alla fine il “succo” di questo secondo articolo è che, banalmente, si deve avere pazienza, che non c’è la bacchetta magica e che occorre tempo per cambiare le coscienze.
Bagnai fa comunque giustamente notare che intanto il dibattito sulla UE è decisamente salito di livello e, non per niente, su importanti giornali internazionali (meno in Italia) si iniziano a trovare concetti e idee presenti sul suo sito un 5-6 anni fa…

Conclusione: partito a casaccio, mi pare di aver scritto abbastanza...

Nota (*1): tutti gli incubi da bambino erano ambientati nella casa dei miei nonni; da quando avevo vent’anni sono invece ambientati nella casa dei miei zii. Non so perché: è un vero mistero…
Nota (*2): perché, sorpresa, i privati che gestiscono cose pubbliche cercano di guadagnarci il più possibile: vi riescono facendo pagare il prezzo più alto agli utenti e, contemporaneamente, tagliano sui costi come, ad esempio, la manutenzione. Non per nulla lo stesso accade, pari pari, con la gestione dell’acqua…
Nota (*3): ricordate ancora le riunioni per le nomine nel CSM? Io sì…
Nota (*4): da cui Freud fa derivare le nevrosi.
Nota (*5): ovvero portare più voti al proprio partito e diffondere ulteriormente il minimo di cultura economica sufficiente a far comprendere, anche al non tecnico, le storture abnormi di questa UE...

sabato 14 settembre 2019

La terza legge della psicologia

Ho finito di “riguardare” il libro di Freud: ho cioè ricontrollato i miei appunti, aggiornata la lista delle potenziali epigrafi, valutato gli spunti per questo ghiribizzo, etc…

Avendone la voglia avrei materiale per scrivere diversi pezzi piuttosto interessanti ma, (s)fortunatamente, non me la sento di sobbarcarmi un compito che ormai, per esperienza, so essere molto faticoso. Mi limiterò quindi a qualche osservazione sparsa…

Sicuramente l’elemento psicoanalitico per me “nuovo” è la pulsione di Morte e le sue molteplici implicazioni.
Per Freud le pulsioni di amore e morte non agiscono da sole ma sempre insieme ma io me ne sono già fatto un’idea leggermente diversa: le vedo in relazione fra loro come le forze nella terza legge della dinamica: ovvero ad ogni forza se ne contrappone un’altra eguale e contraria.
Da una parte mi immagino che il cervello debba avere un suo equilibrio chimico e che l’uso di certe sue funzioni provochi automaticamente l’attivazione di altre; ma anche filosoficamente, come ho già scritto altrove, il bene non può esistere senza il male che faccia da contrasto: per dare quindi senso a una pulsione d’amore ne deve corrispondere una d’odio (*1). Non vi può essere amore senza odio (*2).
Tornando a Freud l’altro elemento interessante di queste due pulsioni è che queste si possono rivolgere non solo verso l’esterno ma anche all’interno, ovvero su noi stessi.
L’uomo che rivolge la propria pulsione sessuale (entrambe le pulsioni vanno intese in senso estremamente ampio) verso se stesso è detto narcisista ed ecco quindi che, per reazione, esercita la sua pulsione distruttiva su chi gli è vicino.
Chi rivolge la pulsione distruttiva verso se stesso è invece vittima del proprio senso di colpa, magari di un’angoscia continua non meglio identificata: in compenso riesce a rivolgere la propria pulsione affettiva verso l’esterno ed è quindi un sostegno e aiuto per chi gli è vicino.

Mi hanno colpito molto delle pagine in cui Freud spiega che se un bambino viene allevato nell’amore egli allora non riuscirà a rivolgere la propria funzione distruttiva verso i genitori ma la riverserà al proprio interno creandosi una coscienza (il super-io) fortissima. Non dovendo ubbidire alle regole dei genitori ecco che il bimbo si creerà le proprie regole che saranno poi per lui una prigione ben più opprimente. Sembra paradossale no? Io addirittura stenterei a crederci se non fosse che io stesso ho provato sulla mia pelle questo fenomeno. Tutta la mia rigidità, i miei principi vengono in effetti dall’interno: me li sono autoimposti. Che poi la ragione sia proprio quella intuita da Freud non posso esserne certo: vero è che la sua teoria è molto credibile…

Conclusione: non ho reso giustizia a Freud: avrei dovuto dedicargli molto più spazio considerato il numero di spunti che mi ha dato. Posso ad esempio dire che, normalmente, da un libro riesco a trarre, al massimo, un paio di frasi adatte per le mie epigrafi: con Freud, complice anche l’argomento dei saggi, ne ho trovate una decina!
Ad esempio non ne ho scritto ma mi ha colpito e divertito l’ateismo di Freud: ci sono diversi passaggi molto ironici e pungenti. Ma, dopotutto, Freud considera la religione una sorte di nevrosi della società!
Non mi credete? Via, vedo di trovare un passaggio significativo… ecco: «Alcune di esse [dottrine religiose; e Freud ha in mente il cristianesimo e il giudaismo] sono a tal punto inverosimili, talmente antitetiche a tutto ciò che faticosamente abbiamo appreso circa la realtà dell’universo, che, tenuto il debito conto delle differenze psicologiche, possono venir paragonate ai deliri.» (*3)

Nota (*1): mi vengono in mente i cosiddetti “buonisti” che, legittimamente preoccupati per la sorte degli immigrati provenienti dall’Africa, si scagliano con furiose parole d’odio contro Salvini: un odio che va oltre la semplice disapprovazione delle sue idee e politiche ma che, evidentemente, deve avere una base psicologica.
Nota (*2): e i santi allora? La loro pulsione distruttrice era tutta rivolta verso se stessi: non è un caso che si imponessero regole e privazioni severissime
Nota (*3): da “L’avvenire di un’illusione” di Freud, trad. Sandro Candreva e E. A. Panaitescu, incluso in “Il disagio della civiltà e altri saggi”, (E.) Bollati Boringhieri, 2012.

venerdì 13 settembre 2019

Sogno macabro

L’altra notte ho sognato moltissimo e a lungo: chiaramente, ormai a un giorno e mezzo di distanza, ricordo solo gli aspetti principali…

Sognavo che avevo un tumore: al momento stavo bene ma non c’era speranza. Tutto sommato l’avevo presa bene: decido quindi di andare a salutare un amico e spiegargli con tatto la situazione.
Invece che alla sua villetta abitava adesso in un palazzo modernissimo: tante vetrate, pavimenti lucidi, ascensori e perfino scale mobili.
Gli dico che gli devo parlare e lo attiro fuori casa. Mentre scendiamo incrociamo due omoni dell’est che bonariamente ci dicono che preparano un furto nel palazzo: e infatti sono già impegnati a preparare un sacco di utensili per sfondare una parete o chissà cosa.
Io sarei semplicemente uscito e avrei poi chiamato la polizia invece, correndo a mio parere un rischio inutile, l’amico va ad affrontarli direttamente per dirgli di smettere e andarsene.

Non ricordo cosa succede ma nella “scena” successiva l’amico è festeggiato ed è anche intervistato da una tivvù locale. In particolare ricordo che il padre, un ex poliziotto, è felicissimo. A questo punto decido che non è il caso di rischiare di guastargli la festa dicendogli della mia malattia e me la svigno.

Nei paraggi abita una mia ex collega, di cui ero stato innamoratissimo, e decido di andarla a trovare. È ben disposta nei miei confronti: ridiamo e scherziamo. Dal sogno sparisce l’elemento della malattia.
Diventiamo intimi ma poi… il colpo di scena!
Le chiedo, oppure è lei a dirmelo, il suo nome e scopro che non è la persona che pensavo io (a meno che non avesse cambiato nome!). Mi sveglio…

A parte il finale buffo il sogno è stato abbastanza strano: questa cosa della malattia è anomala. Non mi sento peggio del solito: probabilmente l’unico “sintomo” che dovrei investigare è una costante tachicardia che ho da, direi, circa un annetto. Non credo possa avere niente a che fare con possibili tumori…
Non so: l’unico elemento che mi viene in mente sono le riflessioni su Eros e Thanatos (morte), dovute alla lettura di Freud, fatte in questi giorni: magari mi hanno condizionato… che poi questo, in effetti, spiegherebbe anche la parte conclusiva con la ragazza: insomma, nel sogno, prima Thanatos e poi Eros...

Conclusione: lo so… già in genere quello che scrivo non è molto interessante: figuriamoci quindi poi i miei sogni! Però mi è capitato un paio di volte, a distanza di anni, di andare a rileggerli e mi è sempre piaciuto: mi dà una strana sensazione di emozioni profonde seppure dimenticate...