«[Figlio dell'uomo] Porgi l'orecchio e ascolta le parole di KGB
e applica la tua mente alla SUA istruzione
» Pv. 22,17

Qui si straparla di vari argomenti:
1. Il genere dei pezzi è segnalato da varie immagini, vedi Legenda
2. Istruzioni per i nuovi lettori (occasionali e non) qui
3. L'ultimo corto è questo

martedì 20 aprile 2021

Superlega e media

La notizia sportiva del giorno è la nascita della “Superlega” una competizione dove alcune squadre parteciperebbero di diritto e non per meriti acquisiti sul campo.
In altre parole si tratterebbe di una competizione che darebbe grandi vantaggi economici (nuovi profitti cospicui e garantiti) solo a specifiche squadre con l’ovvio risultato di falsare i rispettivi campionati.

Per quel che mi riguarda alla base delle competizioni sportive dovrebbe esserci la garanzia che tutte le squadre partano allo stesso livello per quanto possibile (per esempio sarei a favore della divisione in parti uguali dei diritti sportivi televisivi). Di gara truccata la vita basta e avanza: per lo meno nello svago vorrei qualcosa di più equo.

La mia posizione magari sarà discutibile ma sono sicuro che comunque sia condivisa da molte persone: mi aspetterei quindi che sui media si apra un dibattito al riguardo dove si confrontino i pro e contro delle varie posizioni.

Ma oggi su un sito di informazione sportiva locale ho trovato questo articolo: Superlega, prime pagine di fuoco all’estero: “Atto criminale contro i tifosi” da ViolaNews.org

Mi ha colpito il tono della stampa estera, molto vicino alla mia stessa indignazione e, per questo, ho voluto controllare la stampa italiana. Ebbene, effettivamente, i toni sono molto più pacati e neutri: di sicuro manca l’esecrazione presente all’estero.

Personalmente lo trovo illuminante. La mia teoria la conoscete: la morale sta degenerando. L’uomo non ne è più il suo centro ma è il denaro che lo sta divenendo. Il bene non è più rappresentato da quei principi e ideali che elevano l’uomo ma dalla logica del profitto. È bene ciò che fa guadagnare: "se alle persone non sono d'accordo allora devono adeguarsi perché così va e deve andare il mondo (e non si può fare altrimenti)". Questa è la morale dominante nella politica e nella società.
Di solito lo sport è un argomento di distrazione che esula da queste logiche, dove quindi i giornalisti hanno ancora il permesso di esprimere liberamente le proprie opinioni. Evidentemente però questa mentalità che vede il profitto come misura del bene si è talmente radicata nella cultura italiana (grazie al continuo martellamento dei media degli ultimi decenni) che anche i giornalisti sportivi l’hanno introiettata nella loro forma mentale, cioè nella logica del loro pensare.

Per i giornalisti italiani (sicuramente qua e là ci saranno delle eccezioni), o almeno per i media, è giusto, moralmente corretto cioè, che le squadre più importanti escogitino qualsiasi trovata per guadagnare più denaro. Anche la reazione di FIFA e UEFA è vista in quest’ottica: non vogliono perdere profitto e quindi si oppongono al progetto come possono. Sfugge completamente la dimensione etica della vicenda.

Se la problematica fosse solo italiana scommetterei che la politica, nella veste del burocrate Draghi, a parole si manterrebbe neutrale ("è il mercato, cioè i tifosi, che deciderà") ma dietro le quinte strizzerebbe l’occhio alle squadre ribelli favorendole in qualche modo ed evitandogli possibili paletti burocratici.
Però la questione è europea e quindi il burocrate Draghi aspetterà, prima di schierarsi, di vedere come reagisce la politica in Francia e Germania e solo poi si accoderà ubbidiente alla strategia politica stabilita dai suoi padroni. Può darsi quindi che se all’estero la pressione pubblica contro questa iniziativa diventasse predominante, grazie a dei media sportivi più liberi che non cercano di orientare i propri lettori in una specifica direzione, allora anche l’Italia si adeguerà.

“Ma che c’entra la libertà con i media: i grandi media raccontano solo i fatti in maniera oggettiva! È nel loro interesse dire il vero altrimenti perderebbero credibilità e lettori!” pensa sicuramente l’anticomplottista italiano furbo che non si fa fregare dalle bufale “perché lui legge Repubblica o il Corriere della Sera”…
Ma a chi appartengono i grandi media in Italia?
Mediaset a Berlusconi, così come il Milan.
Il Corriere della Sera è in orbita FIAT così come la Juventus, o mi sbaglio?
E Sky? Ancora non ho guardato il suo telegiornale ma visto che ha perso i diritti per il campionato di calcio avrebbe senso che cercasse di puntare su un’alternativa: la logica del profitto, che diventa la morale al di là di qualsiasi meritocrazia sportiva, suppongo che renderà i suoi giornalisti molto possibilisti e interessati a questa idea, magari perfino entusiasti…
Sono molto curioso al riguardo!

Aggiornamento 20/4/2021: Ieri (19/4) ho seguito solo l’edizione del mattino di SkySportTG. La notizia aveva risalto nei titoli ma poi non veniva quasi mai affrontata: informazioni date in maniera piuttosto neutra. Secondo me erano ancora in attesa di ordini su quale linea editoriale seguire.
Per la gran parte del tempo sono così stato sintonizzato su Radio Sportiva: qui l’atmosfera era completamente diversa con vari ospiti che sputavano fuoco e fiamme sulla Superlega…
Un giornalista ha anche fatto notare che Sky ha investito molto nei diritti per la Champion’s e non sarebbe stata contenta se questa avesse perso valore. È un’osservazione giusta: sicuramente all’epoca la Superlega era solo una remota ipotesi: credo però che Sky non abbia comprato i diritti del campionato perché aveva avuto sentore di cosa stava per accadere.
A sera ho riseguito di nuovo Sky24 e stavolta c’era, come opinionisti e informati sui fatti, il direttore e l’inviato per la Juventus. All’inviato è scappato detto che non è che sapesse ma aveva avuto almeno dei forti sentori: questo mi fa pensare che se il giornalista sapeva qualcosa allora, a maggior ragione, i vertici di Sky ne fossero informati ancora meglio.
Stamani o ieri sera, non so, anche Draghi, evidentemente istruito sulla linea da prendere, si è schierato debolmente contro la Superlega: probabilmente sente infatti anche la pressione del gruppo FIAT. Quindi non particolarmente duro ma un po’ accomodante. Ho notato che l’interpretazione delle sue parole varia molto in base a chi le riporta.
Stamani ho riascoltato brevemente SkyTG: toni molto pacati, hanno spiegato la logica economica dell’operazione che, come ho scritto, diviene anche morale. Non ho sentito invece nessun accenno alle controindicazioni per la Serie A e tutte le altre squadre. Rimango dell’idea che Sky fosse informata e probabilmente interessata all’acquisto dei diritti della nuova Superlega a scapito del campionato (che diventerebbe un “pacco” per DAZN).
Mi ha colpito un giornalista (SKY ovviamente) che, riferendosi alla Superlega, ha usato un condizionale, un “dovrebbe avere”, per poi immediatamente correggersi con un futuro, “avrà”.
L’ho interpretato come un’indicazione della linea editoriale: dare la Superlega per cosa certa e fatta in maniera che i telespettatori si abituino all’idea e, anzi, la pensino come inevitabile. Propaganda 101.
Ma ovviamente è solo una mia sensazione...
Ah, mi hanno fatto notare che il Corriere della Sera non è più del gruppo FIAT ma di Urbano Cairo: chiedo venia!

Conclusione: volevo scrivere un corto ma sono andato “lungo”. Voglio comunque pubblicare oggi questo articolo perché la vicenda è calda. Domani aggiornerò la data (grazie Blogger.com per non permettermi più di pubblicare con data futura...).

lunedì 19 aprile 2021

Иван Васильевич меняет профессию

Non ho idea di cosa significhi il titolo di questo pezzo: è il nome di una pellicola consigliatami dal mio amico matematico russo Oleg che, apparentemente, è anche un appassionato di film.
A dire il vero ho iniziato io facendogli vedere “Il secondo tragico Fantozzi” a causa della famosa scena della “Corrazzata Potëmkin” (che ho poi scoperto essere un falso girato appositamente per il film di Villaggio) e per questo mi sono sentito in dovere di ricambiare guardando la pellicola da lui suggeritami.

Ho deciso di farmi tradurre il titolo da Google perché sono curioso: … ah… “Ivan Vasilievich cambia professione”… beh, ha senso anche se mi aspettavo qualcosa di più accattivante…

Non so da dove iniziare a commentare: sono ancora traumatizzato…
Vabbè, parto dalla trama.

Un professore un po’ matto sposato a un’attrice cerca di costruire nel proprio appartamento una macchina del tempo. Durante una prova qualcosa va storto e un’esplosione/scarica elettrica stordisce lo scienziato.
La pellicola che prima era in bianco e nero diventa a colori.
La scena si sposta su un set cinematografico: la moglie dello scienziato (l’attrice) si invaghisce del regista.
La scena ritorna al condominio dello scienziato: qui un nuovo personaggio, un ladro, si introduce nell’appartamento accanto che procede a svaligiare.
La moglie/attrice torna dal marito scienziato e gli dice che lo lascia per il regista: lo scienziato ci rimane un po’ male ma la congeda senza fare scenate e, anzi, si rigetta a capofitto nel lavoro mentre lei, fatta la valigia, se ne va.
Più o meno contemporaneamente un altro nuovo personaggio, l’Ivan Vasilievich del titolo, una specie di capo-condominio, è a protestare con lo scienziato nel suo appartamento: l’ultimo esperimento infatti aveva fatto saltare la corrente elettrica nell’intero condominio.
Lo scienziato però non l’ascolta e, a sua volta, gli spiega di aver inventato una macchina del tempo: fa un primo collaudo che dissolve temporaneamente il muro con la casa del vicino. Il ladro stupito entra nella camera dello scienziato.
Viene fatto un secondo tentativo e questa volta si apre un portale per la Mosca (o è San Pietroburgo?) del XVI: un salone con lo zar Ivan il Terribile e il suo segretario.
E qui c’è il primo passaggio importante: apparentemente il nome completo dello zar Ivan era Ivan Vasilievich ovvero lo stesso del capo-condomino: i due non hanno solo lo stesso nome ma anche un aspetto vagamente simile caratterizzato da una barbetta caprina sul mento.
Nella confusione lo zar passa nel futuro mentre il ladro e il capo-condominio vanno nel passato: contemporaneamente una guardia rompe la macchina del tempo con un colpo di lancia.
Il ladro e il capo-condominio vengono inseguiti in lungo e in largo per tutta la reggia dalle guardie dello zar: finalmente il ladro, molto sveglio, ha l’ispirazione di far travestire il capo-condominio (un po’ tonto) da zar. Nonostante la somiglianza non perfetta tutti i membri della corte cascano nell’inganno.
Il vero zar fa amicizia con lo scienziato: i due mangiano e bevono insieme. Lo zar vorrebbe tornare indietro nel tempo ma lo scienziato deve prima aggiustare la macchina del tempo per la quale servono dei nuovi transistor. Lo zar rimane quindi solo in casa dove fa la conoscenza di alcune invenzioni moderne: una lampada elettrica, un registratore, un ascensore e il bagno da dove, non capisco perché, fugge via impaurito dopo aver usato lo sciacquone.
La moglie/attrice rientra in casa: si è infatti già lasciata col regista che l’ha sostituita con un’altra attrice. Lo zar si è nascosto dietro una tenda. La donna inizia a disfare la propria valigia ma si accorge di averla scambiata per sbaglio con quella del regista il quale a sua volta, accortosi dello scambio, la raggiunge nell’appartamento dello scienziato per riprendersi la propria.
A questo punto lo zar, a cui lo scienziato aveva raccontato che la moglie l’aveva abbandonato, esce fuori dal suo nascondiglio irritato per la licenziosità del regista (non con la moglie dello scienziato in quanto da esso già perdonata). Il regista crede inizialmente che lo zar sia un attore poi (penso!) si convince che sia veramente lo zar il quale, alla fine, convince i due a fuggire insieme perché fatti l’uno per l’altra. Il regista si rimette quindi insieme con la moglie/attrice e lascia l’altra attrice con cui si era messo e che l’aveva accompagnato in macchina (era intenta a telefonare alle sue amiche per vantarsi della propria conquista).
Intanto nel passato il finto zar e l’astuto ladro hanno qualche avventura fra cui spicca l’incontro con l’ambasciatore svedese. L’esercito viene poi mandato a sud contro un qualche nemico. Infine viene preparato un grande banchetto pieno di ricchi piatti: fra questi spiccano una bel vassoio di caviale nero, uno di caviale rosso, e una schifezzina detta “caviale estero”…
Tutto bene fino a quando il falso zar non si ubriaca: arriva la zarina col suo seguito di accompagnatrici: il falso zar ne è ammaliato e la corteggia: c’è un balletto e delle canzoni.
Alla fine qualcuno si accorge che il falso zar è, appunto, un impostore.
Nel presente intanto appaiono due nuovi personaggi: la moglie del capo-condominio che confonde lo zar per il proprio marito e il vicino derubato dal ladro. La moglie del capo-condominio crede che il marito (che la chiama “vecchia strega”) sia impazzito così chiama il pronto soccorso mentre il vicino derubato telefona alla polizia.
La polizia arresta lo zar credendo che sia il ladro mentre la moglie vuole farlo ricoverare perché impazzito.
Le cose nel passato si mettono male: anche l’esercito che era in marcia verso sud capisce che lo zar è un impostore (?) e torna indietro verso il palazzo reale.
Fortunatamente, proprio quando le cose stavano per mettersi al peggio, lo scienziato riattiva la macchina del tempo e il capo-condominio/falso zar con il ladro possono tornare nel presente.
Il capo-condominio viene quindi immediatamente arrestato dalla polizia mentre il ladro fugge via travestito da infermiere.
I due Ivan Vasilievich vengono messi a confronto ma alla fine si decide di ricoverarli in manicomio entrambi: con un colpo di scena anche la moglie del capo-condominio svela la propria pazzia togliendosi la parrucca e facendosi ricoverare a sua volta.
Il vero zar però, nel parapiglia che si scatena quando la polizia capisce che fra gli infermieri si nasconde il ladro, riesce a fuggire e torna nell’appartamento dello scienziato. La macchina del tempo viene riattivata e lo zar torna nel proprio tempo mentre lo scienziato viene tramortito da un colpo in testa.
Quando si risveglia la pellicola è tornata a essere in bianco e nero: apparentemente è stato tutto un sogno. La moglie non l’ha mai lasciato mentre il capo-condominio e sua moglie sono insieme e si lamentano con lo scienziato.
Il gatto, un gatto nero vero e proprio leggermente maltrattato all’inizio del film (!), saluta il pubblico miagolando un “ciao” in italiano.

Questa è la trama. Sicuramente niente di eccezionale e con più di qualche buco. Appare anche evidente che alcune scene sono state tagliate col risultato che i personaggi compaiono all’improvviso e non sempre è chiaro come e perché.
La trama mi è sembrata scritta frettolosamente e del resto anche il film deve essere stato girato in breve tempo: ipotizzo che la moglie/attrice fosse una cantante famosa dato che in una scena iniziale canta a lungo. Soprattutto la sua storia col regista è quasi completamente avulsa dalla trama principale e introdotta molto forzatamente nella storia. Sì, ho la netta sensazione è che si sia modificato a posteriori la sceneggiatura per aggiungervi anche questa attrice, suppongo con l'idea che attirasse spettatori al cinema.
Gli attori più bravi e divertenti sono il vero zar, il falso zar e il regista; bravo ma non divertente il ladro. Gli altri attori sono delle macchiette anonime.
Nel complesso ho avuto per tutto il tempo la sensazione di “già visto”: non che la trama sia copiata ma i suoi singoli elementi sono visti e rivisti.
Non mancano delle scenette che mi hanno fatto ridere: la migliore è probabilmente quella dove il regista pensa che il vero zar sia un attore, oppure il vero zar che dopo essersi segnato riesce a uscire dall’ascensore e dice guardando la telecamera “questo è il potere della croce!”, oppure i cavalli che mentre l’esercito si avvia cantando verso il fronte sembrano a loro volta cantare invece che nitrire, o il ladro che al telefono fa la voce da donna (in realtà è proprio una donna che evidentemente parla al suo posto ma l’idea è molto divertente), i vari caviali di cui ho già scritto e sicuramente qualche altra scena che al momento mi sfugge.
Nel complesso però l’ho trovato più noioso che divertente.
Interessanti alcuni elementi della società russa di inizio anni ‘70 (il film è del 1973; ma per qualche motivo, forse per i colori e le parti cantate, mi sembrava degli anni ‘60) che emergono qua e là. Per esempio la casa dello scienziato, che dovrebbe essere più ricca della media, appare molto spoglia e povera. Ugualmente in alcune brevi scene dove lo scienziato è alla ricerca dei famosi transistor si intravedono dei negozi piuttosto spogli con le vetrine semi vuote. Alla fine lo scienziato compra i transistor da uno “spacciatore” che li tiene nascosti nel cappotto e che li cela appena una guardia si avvicina: si capisce che la battuta consiste nel fatto che venda transistor ma, ovviamente, si ironizza sulla realtà dove evidentemente si vendevano così beni di prima necessità. Oppure quando, alla fine del film, la moglie/attrice torna a casa dopo aver fatto la “spesa”: una pagnotta non incartata, una scatoletta, un litro di latte e un altro prodotto che non ricordo.
Comunque, in generale, tutta la scenografia era piuttosto povera probabilmente a causa del basso budget della pellicola.

Chi si è incuriosito può vedere il film su YouTube: Иван Васильевич меняет профессию (комедия, реж. Леонид Гайдай, 1973 г.) con sottotitoli in inglese.

Conclusione: Ma… secondo me “Il secondo tragico Fantozzi” è più divertente! Sono curioso però di scoprire come sia considerato “Ivan Vasilievich cambia professione” in Russia: cioè un classico oppure una pellicola normale e ormai completamente superata?

domenica 18 aprile 2021

La speranza è l'ultima a dimettersi

Non ho fatto in tempo a spiegare quale sia la funzione di Speranza nel governo (v. il corto L’utile Speranza) che pochi giorni dopo, probabilmente una conseguenze delle proteste di piazza, tutti hanno iniziato a sparargli (politicamente) contro!

Probabilmente la ragione per cui Draghi ancora non l’ha sostituito è che non è facile trovare un rimpiazzo ed è comunque meglio sfruttare Speranza fino in fondo, cioè fino a quando non sia completamente bruciato: più colpe gli vengono addossate prima di disfarsene e meglio sarà per il suo successore.

Il problema è che pochi vorranno il suo posto: magari Draghi pescherà ancora fra i generali? Mi sembra che nell’ambiente non manchino i “geni” vogliosi di apparire in tivvù e rilasciare dichiarazioni a tutto spiano. O magari si opterà per una figura politica di peso più che di acume come la Bellanova? Ho la sensazione che Renzi non butti via niente, specialmente di poltrone…

Prosciuttini! - 18/4/2021
Ho messo la fototrappola in una posizione più interessante:

Qualche ora dopo... - 18/4/2021
Anni fa comunque i caprioli erano molto più numerosi…

Immunità varie

È da un po’ che non seguo più il canale del Dr Seheult su Youtube: un po’ anche perché postando sempre più raramente non dà più quella copertura continua sulle novità del virus.
Recentemente ho notato che ci sono video tematici e in particolare ne ho seguito uno molto interessante: COVID Variants vs. Coronavirus Vaccines (AstraZeneca, Pfizer, Moderna, Johnson & Johnson) + Immunity.

Si tratta dell’intervista a un immunologo statunitense, Shane Crotty (che, a mio parere, vale quanto una dozzina di Burioni), sui vari vaccini (anche se manca all’appello lo Sputnik russo) e su altri aspetti relativi all’immunità prevista. In particolare ho trovato molto istruttivo la differenza fra immunità naturale (cioè acquisita tramite una precedente infezione da covid-19) e quella data dai vaccini. Inoltre risponde a una questione che, da non esperto, mi ero posto da tempo…

Ma andiamo con ordine:
- Chi ha avuto il covid-19 è immune (mediamente) per almeno 6 mesi.
- La capacità del sistema immunitario di ricordare il covid-19 è buona (il sistema immunitario non ricorda ugualmente bene tutti i virus). Studi in vitro ma anche su popolazione. Si parla di una protezione di circa l’85% che cala con l’aumentare dell’età.
- I sistemi immunitari di due persone possono anche essere molto diversi fra loro (capacità di difesa che divergono anche di due ordini di grandezza) e questo rende gli studi basati sulle medie potenzialmente fuorvianti.
- Comunque tutte queste analisi sono ancora in divenire: non è ancora chiaro per esempio quali siano i meccanismi del sistema immunitario realmente necessari per proteggere dal covid-19 e quindi non sappiamo come stimare esattamente le capacità protettive di sistemi immunitari diversi. Mancano dati.
- Comunque il numero di persone che alla seconda infezione da covid-19 finiscono in ospedale è così basso da non essere statisticamente significativo. La maggior parte dei reinfettati sono asintomatici ma una minoranza può comunque avere sintomi seri e debilitanti. Chiaramente la persona infetta per la seconda volta può trasmettere il virus ad altri (ma non ci sono studi che hanno misurato quanto sia probabile).
- L’immunità teorica dei vaccini è generalmente più alta di quella fornita da una precedente infezione da covid-19. In generale dipende dal virus: per esempio l’immunità naturale al papilloma virus è bassissima mentre quella dei vaccinati quasi assoluta.
- L’immunità data dai vaccini è più uniforme di quella naturale: probabilmente perché la dose di vaccino è uguale per tutti.
- [KGB] in un altro video era spiegato che la memoria del sistema immunitario è proporzionale alla gravità dell’infezione: più l’infezione è stata grave e migliore la memoria. È quindi plausibile che le persone che hanno avuto solo un’infezione leggera da covid-19 abbiano anche una memoria immunitaria più debole (e viceversa ovviamente!).
- In teoria sarebbe sensato vaccinare prima che non ha mai avuto il covid-19. In pratica è difficile stabilire chi lo ha già avuto.
- Curiosità: chi ha già avuto il covid-19 e viene vaccinato ha una risposta immunitaria eccezionale (circa 50 volte più alta della media e con anticorpi che funzionano bene anche contro le varianti).
- I vaccini sono meno efficaci contro la variante sudafricana (*1): nel senso che comunque proteggono ma non abbastanza da evitare i sintomi.
- Per la maggior parte delle varianti non ci sono problemi: i vaccini funzionano bene come per il virus originale.
- Il vaccino AstraZeneca non sembra efficace contro la variante sudafricana anche se, forse, evita che gli infetti necessitino di ospedalizzazione. Si pensa che gli altri vaccini siano più efficaci verso la variante sudafricana ma non ci sono dati concreti al riguardo. Per questo motivo anche chi è stato vaccinato per prudenza è meglio che mantenga gli accorgimenti di sicurezza.
- Il vaccino Johnson & Johnson protegge anche dalla variante sudafricana ma perdendo un po’ di efficacia (67% contro 75% per SARS-COV-2 base). Non si sa però se ne blocca anche la diffusione.
- Osservazione interessante: il numero di nuove varianti è proporzionale al numero di infetti (*2). L’immunologo usa questa premessa per consigliare l’uso dei vaccini anche alle persone non a rischio in maniera tale da limitare la nascita di nuove varianti (*3).
- Interessante: molto schematicamente possiamo semplificare l’infezione da Sars-Cov-2 in due fasi: nella prima colpisce il naso e inizia a riprodursi molto velocemente infettando altre persone quando ancora si è asintomatici; nella seconda il virus arriva ai polmoni e la malattia può divenire sintomatica e quindi grave. Se si hanno molti anticorpi si può bloccare il virus alla fase 1 evitando quindi anche il diffondersi della malattia; se si hanno invece solo cellule T (magari per una precedente vecchia infezione) la reazione non è così immediata e quindi si evita la fase 2 (o comunque evitando che diventi grave) ma non la 1.
- Anche l’immunità naturale (ottenuta cioè mediante una precedente infezione da SARS-COV-2) non sembra proteggere dalla variante sudafricana.
- In futuro il SARS-COV-2 potrebbe divenire come l’influenza (che appartiene a una famiglia di virus completamente diversa), nel senso di mutare di anno in anno? Nell’ipotesi che tutti o quasi fossero vaccinati no (v. anche *3) ma sull’argomento fra i virologi ci sono opinioni anche molto discordanti. C’è chi pensa che ci saranno nuove varianti ogni anno o due e chi, come lo stesso professor Crotty, crede che le possibili mutazioni del virus siano relativamente poche e che quindi, magari avrà un altro “asso nella manica”, ma che poi rimarrà sotto controllo.

Conclusione: non ho molto da aggiungere: ho semplicemente riportato quanto spiegato nel video con l’aggiunta di qualche mio commento. Semmai direi che sarà da tenere d’occhio la situazione in Israele, dove gran parte della popolazione è già stata vaccinata, e vedere cosa succede là: in particolare se emergeranno varianti resistenti ai vaccini. C’è da dire che Israele è un paese molto chiuso rispetto all’Europa e quindi non è forse l’ideale per questo tipo di valutazioni.

Nota (*1): una mia ipotesi è che la variante sudafricana sia nata proprio in Sud Africa a causa dell’alto numero di malati di AIDS. È risaputo infatti che in chi ha un sistema immunitario fortemente indebolito il virus può sopravvivere a lungo senza venire eliminato del tutto e, anzi, continuando a evolvere. Qualcosa di analogo era stato ipotizzato per la variante inglese causata dalle terapie (attenzione non sono sicuro di ricordare bene la terapia!) basate sulla somministrazione di plasma.
Il punto è che la pressione evolutiva è un fenomeno reale e non una paura astratta e puramente ipotetica.
Nota (*2): considerazione che, in realtà, feci autonomamente un anno fa quando ipotizzai che se il virus aveva già così tante varianti (era l’epoca in cui seguivo il sito NextStrain.org) con un numero di contagiati dell’ordine delle centinaia di migliaia allora, se questi fossero divenuti decine di milioni, le varianti sarebbero aumentate di cento volte.
Nota (*3): Sarebbe vero se tutte le persone della Terra si vaccinassero più o meno contemporaneamente: in Africa e in altre regioni povere il virus continuerà a proliferare ed evolvere indipendentemente dalle vaccinazioni fatte negli USA e in Europa.