«[Figlio dell'uomo] Porgi l'orecchio e ascolta le parole di KGB
e applica la tua mente alla SUA istruzione
» Pv. 22,17

Qui si straparla di vari argomenti:
1. Il genere dei pezzi è segnalato da varie immagini, vedi Legenda
2. Per contattarmi e istruzioni per i nuovi lettori (occasionali e non) qui
3. L'ultimo corto è questo
4. Molti articoli di questo blog fanno riferimento a definizioni e concetti che ho enunciato nella mia Epitome gratuitamente scaricabile QUI. Tali riferimenti sono identificati da una “E” fra parentesi quadre e uno o più capitoli. Per esempio: ([E] 5.1 e 5.4)

giovedì 22 gennaio 2026

Gli scemi volenterosi e la Groelandia

ATTENZIONE! POSTO MOMENTANEAMENTE QUESTO PEZZO QUI PERCHé NON RICORDO LA PASSWORD DI GEOGATTI8 E NON MI VA DI RESETTARLA! LA PROSSIMA SETTIMANA SPOSTERO' IL PEZZO...

Da diversi giorni Trombetta è tornato a reclamare la Groenlandia: dice che serve alla sicurezza nazionale degli USA ma è evidente a tutti che in verità si tratta solo di saziare un appetito imperialista. Ma di questo già scrissi a suo tempo circa un anno fa in https://blog.libero.it/wp/geogatti8/2025/01/18/perche-terraverde-ora/ All’epoca insediatosi da pochi giorni, Trump appena ne accennò. Io la presi alla lontana ma poi arrivai alla conclusione tutt’ora valida: gli USA possono permettersi di annettersi la Groenlandia perché l’Europa, guidata da somari e burocrati incapaci, invece di recitare un ruolo geopolitico di ago della bilancia fra USA, Russia e Cina, con la guerra in Ucraina ha tagliato i ponti con Mosca e Pechino e si è schiacciata su Washington. Adesso che Trump fa il prepotente l’Europa non può minacciare di avvicinarsi ai nemici degli USA e, contemporaneamente, non ha la forza di difendersi da sola. Bravi fessi di babbei tanto “volenterosi” quanto politici incapaci, vi sta bene di perdere la Groenlandia!
Comunque, dicevo, questi discorsi li avevo già fatti un anno fa: oggi voglio solo aggiungere una riflessione che a me pare banale ma che ancora non ho sentito ripetere da nessuno. L’Europa non può opporsi agli USA né sul piano militare né sul piano economico né (grazie alla stupidita dei suoi politici) su quello diplomatico: l’unica cosa che può fare è minacciare di far pagare agli USA un alto prezzo di credibilità internazionale. Già con Biden, chi non era fesso oppure non seguiva i media occidentali (che propalano disinformazione), il sabotaggio del gasdotto North Stream chiaramente voluto dagli USA, aveva mostrato al mondo come gli USA trattino i propri “alleati” ma adesso, col vero e proprio furto della Groenlandia, l’ingiustizia da bullismo mafioso di Washington sarebbe ancora più palese, perfino a quei fessi di europei che seguono i grandi media. Io penso che la perdita di credibilità degli USA sarebbe talmente grande da risultare nel complesso controproducente rispetto ai vantaggi di acquisire l’isola. Chi si fiderebbe più degli USA? Nessuno, nemmeno i più sprovveduti e incapaci politici europei: figuriamoci il resto del mondo!
Gli USA devono quindi sperare di ottenere l’isola mediante una sorta di accordo da spacciare al resto del mondo come non basato sul ricatto e la forza. Comprare l’isola potrebbe essere un’idea. Dal canto suo, se l’Europa davvero se la vuole tenere, dovrebbe semplicemente non riconoscere l’annessione e denunciare a gran voce il “furto” mettendo in grave imbarazzo gli USA. Può darsi che gli USA se la prenderebbero comunque ma, al momento, mi sembrerebbe la strategia migliore per Bruxelles.
In realtà con dei fessi come i politici europei anche un bullo dalle capacità modeste come Trump ha gioco facile: probabilmente otterrà la Groenlandia in cambio del prolungamento del sostegno alla guerra, ormai da tempo persa e che si sta solo trascinando, in Ucraina. Manderà qualche missile ma poi, dopo pochi mesi, si rimangerà eventuali promesse di sostegno diuturno a Kiev e, comunque, si terrà la Groenlandia.

sabato 17 gennaio 2026

Il politico stupido

Da quando non aggiorno più quotidianamente questo mio ghiribizzo ho smesso di scrivere dei pezzi estemporanei basati su delle intuizioni del momento che, almeno, avevano il merito di essere se non corrette almeno piuttosto peculiari.
Adesso queste idee continuo ad averle ma non scrivendole sbiadiscono lentamente nella mia memoria com’è giusto che sia. Al contrario in passato, semplicemente scrivendole, le approfondivo e vi riflettevo arrivando, talvolta, a costruirci sopra nuove idee più articolate.
Insomma si trattava alla fine di un’attività per me divertente ma anche utile dal punto di vista che qualsiasi idea basata su una prospettiva nuova avesse dei meriti intrinseci.

Per questo ho deciso di riprendere a scrivere pezzi di questo tipo, oltre a quelli sulla censura, su questo blog: alla fine sarà un pezzo al mese poco più o poco meno.

Oggi voglio scrivere sull’utilità degli stupidi nella politica.
Riflettevo che ci sono dei politici, anche in ruoli prestigiosi, troppo stupidi per essere lì per caso: evidentemente non si tratta di un caso e quindi debbono avere una funzione utile. Ovviamente una funzione utile non per la popolazione ma per chi influisce sulla politica da dietro le quinte.

Prima di tutto la stupidità è sistematicamente palliata dai media che ci gasbagliano raccontandoci che è intelligenza e/o saggezza. Le parole che come stronzetti di capra vengono quotidianamente vomitate sulla popolazione tramite dichiarazione o interviste vengono descritte come piccole pepite d’oro tondeggianti e marroncine. Nessun giornalista si azzarda poi a evidenziare le palesi contraddizioni o inesattezze e se c’è un ospite, invitato per finzione di pluralità, che si azarda a criticare ecco che arriva la pubblicità, che cade il collegamento, che il suo microfono fa i capricci oppure che il momento dell’intervento di un ottuso ancora più ottuso del politico stupido che ha appena parlato.
Insomma la stupidità viene dipinta come intelligenza e se qualche parola effettivamente intelligente viene pronunciata da un ospite pensante ecco che viene accolta con sorrisini scettici intesi a far capire al pubblico che non deve prenderle sul serio.

E qui arriviamo al vero punto centrale dell’intuizione odierna.
Come tutte le persone un po’ più intelligenti della media tendo a dimenticare o comunque sottovalutare la stupidità della popolazione nel suo complesso.
Il politico stupido è pensato e utile perché piace alla fetta più stupida della popolazione: questa riconosce in lui “uno di noi” le sue parole, stupide per chi ha un QI maggiore di 100, ricalcano invece i pensieri dello stupido e per tanto suonano particolarmente vere. Del resto il suo ragionamento è: “se questo politico è odiato e chiamato stupido ma ha una posizione così importante, evidentemente non lo è veramente: del resto ha le stesse mie idee e io sono intelligentissimo anche se gli invidiosi mi ritengono uno stupido. Di sicuro meglio lui di quell’altro che fa discorsi complicati che non capisco e che, evidentemente, devono essere stupidaggini.”
Il politico stupido piace agli stupidi e ha quindi una sua base elettorale molto solida che si riconosce in lui confondendo la sua stupidità, che si sovrappone alla propria, per intelligenza. E questo al netto del ribaltamento della realtà operato dai media.

Lo stupido può poi essere mandato avanti a presentare delle idee particolarmente stupide, spesso dannose per la popolazione.
In questa maniera la fascia più stupida della popolazione sarà presto convinta che le cose stiano effettivamente come gli viene raccontato. Questo magari non renderà l’idea originale direttamente accettabile ma di sicuro sposterà l’idea di accettabile per la popolazione nel suo complesso in una direzione un po’ più lontana di quanto sarebbe normale dal buon senso.
La stupidaggine cagata dal politico stupido diventa un addendo spurio che però viene sommato insieme agli altri più validi per essere poi mediato nella proposta politica finale presentata come “perfetta” alla popolazione.

In altre parole è quindi caratteristica e utilità del politico stupido portare avanti quelle idee che sono particolarmente favorevoli ai parapoteri. Contemporaneamente egli, risuonando con la stupidità della popolazione meno intelligente, ne rafforza lo “spirito democratico”: porta gli stupidi al voto, a credere nel sistema, perché viene inconsciamente ritenuto e riconosciuto come “uno di loro”.

Poi chiaramente il politico stupido, in quanto tale, non sarà in grado di organizzare niente di proprio: dovrà sempre appoggiarsi ed essere usato per i propri scopi da altre figure, queste invece intelligenti, ma che prive del carisma/simpatia dello stupido non possono presentarsi direttamente alla popolazione.
Lo stupido ideale quindi non sarà un guidone (leader) di primo piano ma, piuttosto, sarà un rincalzo, farà parte della sua squadra.

Discorso a parte meritano Biden e probabilmente Trump: qui non si tratta di stupidi genuini e naturali ma di persone, magari anche originariamente molto intelligenti, ma che la senilità ha colpito in maniera improvvisa e più o meno pesante durante la loro presidenza.
Nel loro ruolo di presidente si sono rivelati essere, soprattutto Biden, dei burattini facilmente manovrati dalla propria squadra diventando una vera e propria pacchia per le lobbi.
La candidatura della Harris era stato invece il primo vero e proprio tentativo rovinoso di far eleggere presidente uno stupido verace: ma la stupidità della popolazione e/o la persuasività dei media non erano ancora sufficientemente forti...

lunedì 17 novembre 2025

Pornoid

Da qualche giorno è entrato in vigore l’Internet Safety Act e la novità più visibile è che per accedere ai siti pornografici è necessario l’identificazione quotidiana tramite SPID (o roba analoga nel resto della UE).

Ora sì che ci sentiamo più sicuri! L’UE è passata alla riscossa: non impegnandosi per migliorare la qualità di vita, per aumentare la ricerca, sostenere il lavoro, combattere l’inflazione, mantenere una sanità alla portata di tutti, pensioni dignitose, maggiore assistenza per tutti, lotta alla criminalità o contrasto all’immigrazione incontrollata.
No! queste sono cazzate! E poi servirebbero soldi per realizzarle e tutti i soldi devono essere mandati nel pozzo/fogna dell’Ucraina e del Goblin Verde/Zelensky…

Ecco, adesso che ho già esaurito la poca ironia che mi restava dico subito le cose come stanno: della sicurezza dei “bambini” su Internet all’UE non importa niente, anzi meno di niente.
In realtà questo “pornoid” deve solo servire ad abituare i sudditi europei a usare il riconoscimento digitale per accedere a Internet e, di conseguenza, essere ancora più controllati e spiati di quanto già non lo siamo.
La libertà è l’ultima cosa che questa UE vuole: al contrario ricerca il controllo sempre più pertinace dell’informazione per poter costruire a piacimento le proprie narrative bugiarde. Per riuscirci, siccome le bugie sono come castelli di carta che più crescono e più divengono fragili, deve controllare il pubblico e censurare chi contrasta con i fatti, ma ormai basta la logica quando non addirittura il semplice buon senso, il mendacio di Bruxelles (& C.).

L’essere partiti dai siti pornografici secondo me è stato un azzardo calcolato: il calcolo consiste nel fatto che, per pudore, le voci a difesa della libertà di accedere in totale anonimato ai siti pornografici siano deboli e sporadiche. La difesa degli “innocenti” è un argomento facilmente difendibile mentre quello della libertà di masturbazione solleva qualche sopracciglio.

In realtà ancora non mi è chiaro se questa scommessa sia stata azzeccata dalla UE: sì, sicuramente, le voci a difesa della libertà di, cazzo (ci sta bene), svagarsi come ci pare, saranno poche... però è anche vero che questa iniziativa ha già lanciato la corsa ai VPN per aggirarla.
Il succo è che la popolazione, invece di piegarsi e di rinunciare passivamente alla propria riservatezza, ha scelto di provare strade alternative e proprio questo tentativo di aggirare il “pornoid” ne mette in risalto la sua ipocrita irragionevolezza liberticida.
Se, per esempio, il 95% delle visite originarie dalla UE cessassero allora si evidenzierebbe come la popolazione NON voglia questa norma e l'imbarazzo dei politicastri che ci guidano diverrebbe palese...

Non so, come detto ancora non sono sicuro, ma c’è la ragionevole possibilità che i geni di Bruxelles si siano dati la proverbiale zappa sui piedi. Vedremo...

E KGB allora come fa adesso?
Io ho scaricato talmente tanti video nel corso degli anni che per rivederli mi occorrerebbe molto più tempo di quanto non abbia! Poi ormai ho una certa età e quindi lascio questa specifica lotta a chi è più giovane e duro di me...

martedì 26 agosto 2025

Erone non era un cogl###

Sono le 2:56 di notte ma non ho sonno: colpa della matematica!

Partiamo dagli incunaboli.
Qualche settimana fa YouTube, che conosce i miei gusti, mi ha presentato un video con un titolo del tipo “Se risolvi questo quiz vieni subito assunto dai servizi segreti britannici!”. Non ho guardato i dettagli ma mi sono fermato all’immagine “thumbnail” del video: c’erano una serie di quadrati dalle dimensioni più o meno note e poi, costruito su questi, un triangolo sbilenco. Il quiz chiedeva di calcolare l’area di detto triangolo.
In realtà con un po’ di banali somme e sottrazioni si poteva applicare ripetutamente il teorema di Pitagora e calcolare così i tre lati del triangolo: una banalità.
Come tutti sanno l’area di un triangolo si calcola moltiplicando la base * l’altezza diviso 2.
Ma con tre lati non si ha l’altezza, quindi?
Quindi ricordavo che c’era una formula alternativa (il teorema di Erone) che dati i tre lati calcola l’area. Siccome non me lo ricordavo ed ero curioso ho chiesto a chatGPT.
Ecco la formula di Erone:
Area Triangolo = Radice[s(s-a)(s-b)(s-c)]
dove a, b e c sono i tre lati ed s è il semi perimetro [ovvero (a+b+c)/2]
E qui ho lasciato perdere non avendo più interesse per il quiz evidentemente banale...

Qualche giorno dopo ho però iniziato a chiedermi “certo che è strana questa formula di Erone: chissà come l’ha calcolata… quasi quasi mi diverto e mi faccio anch’io per mio conto la dimostrazione”.
Tenete presente che nel frattempo mi ero già dimenticato la formula di Erone: ricordavo solo che c’era una radice quadrata e il semiperimetro…

Beh, per farla breve ho riempito ben 9 pagine di quadernino (e 1 di calcoli prima di metterli su un foglio Calc visto che continuavo a confondermi e sbagliarli!).

Provo a ripercorrere i miei ragionamenti, che sfortunatamente non sono lineari come mi piacerebbe fossero, sfogliando le pagine di detto quadernino.

Giorno 1, pagina 1
Inizialmente mi sono subito reso conto che se prendevo il punto centrale di un triangolo, per costruzione equidistante dai tre lati e da esso tracciavo la distanza h dai tre lati, allora l’area era banalmente: (a*h+b*h+c*h)/2
Il problema era calcolare h…

pagina 2
Ognuno dei tre “triangolini” ha la base divisa in due parti dall’altezza h. Ecco queste singole parti si possono calcolare con la formula:
(a+b-c)/2
(b+c-a)/2
(a+c-b)/2
Siccome sono uguali a coppie con queste tre equazioni potevo calcolarli tutti.
Come detto non mi ricordavo più la formula di Erone però questi conti mi ricordavano abbastanza il semiperimetro. E per la radice pensavo che ci fosse da applicare un teorema di Pitagora…

pagina 3
Vari scarabocchi di triangoli in cui cerco di evidenziare, malamente perché odio disegnare, i vari angoli, bisettrici e triangolini che si formano disegnando le altezze etc.
Iniziavo a sospettare che ci fossero triangoli simili da scoprire per arrivare poi a ottenere un secondo lato di triangolo rettangolo su cui applicare il teorema di Pitagora….

Giorno 2, pagina 4
Per prima cosa mi appunto due lemmi che avevo pensato mi potessero servire nella mia dimostrazione e che avevo dimostrato a mente (qualche ora prima mentre guidavo). Li ricopio tali e quali.
Lemma 1: Bisettrice = luogo dei punti equidistanti dai lati dell’angolo diviso.
Lemma 2: L’intersezione di due bisettrici identifica punto equidistante da tre lati del triangolo.
Nel resto della pagina disegno tre grossi triangoli con la squadra (segno di disperazione!) e di vari colori, idem per gli angoli.

pagina 5
Mi sembra di notare che il punto identificato dalle bisettrici (da cui poi partono le tre altezze h sui tre lati del triangolo) è più vicino ai lati più grandi e distante da quelli più piccoli. Ipotizzo quindi che si possa trovare una relazione basandosi sui reciproci rapporti dei lati fra di loro.
Il problema è che poi mi rifaccio sempre all’area e quindi finisco per riscrivere le solite formule in maniera leggermente diversa

pagina 6
Piuttosto incomprensibile. La dovrei scansionare. Ci infilo anche una derivata ma non arrivo a niente

Giorno 3, pagina 7
Decido di semplificare il problema e calcolare la misura dei segmenti di lato tagliati dalla bisettrice dell’angolo opposto del triangolo. Pensavo che se risolvevo questo caso “facile” poi, in qualche modo, avrei potuto applicarlo anche al caso particolare che interessava a me.
Riempio la pagina 7 e metà della 8 di angoli per cercare di identificare triangoli simili che però non riesco a trovare…

Giorno 4, pagina 7
Siamo arrivati a ieri (non ricordo quando erano gli altri giorni ma, sono sfalsati l’uno dall’altro di due o tre giorni ciascuno: che poi con “un giorno” intendo circa 1 ora a sera tardi, probabilmente due ore il primo giorno). Cambio approccio: penso che se trovo una maniera con cui si costruiscono geometricamente i triangoli e, soprattutto, le bisettrici potrei poi applicare la versione matematica del procedimento per calcolare ciò che mi serve.
Nella seconda parte della pagina disegno quindi vari cerchi con cui costruisco un triangolo dai lati generici a, b e c e un secondo triangolo in cui il cerchio iscritto ha il raggio che equivale al famigerato h che non riesco a calcolare…
Poi però abbandono il tutto anche perché non sapevo bene come tradurre i procedimenti geometrici in formule matematiche.

Giorno 5, pagina 8 (e 9)
Stasera ho poi fatto quello che dovevo fare dall’inizio: sdraiarmi a occhi chiusi per concentrarmi bene sul problema. In realtà non mi sono sdraiato a letto (ultimamente ho problemi di ossigenazione del cervello se mi sdraio quindi indosso un saturimetro che mi avverte se il livello di ossigeno scende troppo ma così diviene tutto troppo stressante) ma mi sono messo a pedalare alla cyclette a occhi chiusi (per dimagrire per il problema di ossigenazione sullodato).
Ovviamente sono ripartito dalle idee geometrica del giorno precedente e questa volta ho avuto una buona intuizione: “ma se io mi immagino in un piano cartesiano un angolo del triangolo sull’origine degli assi e un lato adagiato sull’asse delle ascisse (quindi avrei già le coordinate di due angoli del triangolo) poi potrei calcolare le coordinate del terzo punto semplicemente risolvendo il sistema di equazioni dei cerchi con centri nell’origine e sull’ascissa e raggi della lunghezza degli altri due lati.
A questo punto con le coordinate dei tre punti posso scrivere le equazioni delle rette che passano per questi punti (su cui giacciono i lati del triangolo), poi posso scrivere le equazioni di due bisettrici e trovare il maledetto punto nel mezzo del triangolo. Già ma le bisettrici come le calcolo? Bo… male male scrivo le equazioni delle rette perpendicolari a due lati, identifico il loro punto di intersezione e poi scrivo l’equazione della rette che passa dall’origine e da quel punto, e questa è una bisettrice, poi applico lo stesso procedimento a un altro angolo, calcolo l’intersezione di queste due bisettrici e ho trovato il punto centrale che mi interessa.”
Insomma un procedimento un po’ lungo ma semplice.
Così sono andato a letto contento (alle 1:30) dopo aver scritto al mio amico matematico (gli avevo accennato della mia idea in macchina giovedì scorso e lui mi aveva detto che la dimostrazione non era facile) che pensavo di aver risolto il problema.
A letto se ho in mente un problema matematico non riesco a dormire e così, inevitabilmente, ho finito per pensare alle “mie” bisettrici quando, improvvisamente, mi sono reso conto di essere un cretino!
Se riesco a calcolare le coordinate del terzo punto del triangolo ho già finito: la sua coordinata y sarà infatti pari all’altezza del triangolo relativa al lato che giace sull’asse delle ascisse!
Siccome non ce la facevo ad aspettare fino all’indomani ho ripreso il mio quadernino e ho scritto i seguenti passaggi:
“Lati a, b, c
Cerchio X² +Y² =r ²

[Disegnino di un triangolo con base su asse ascisse e angolo 1 di coordinate (0,0) e angolo 2 (a,0). Poi due circonferenze che si intersecano nel terzo punto mancante]

[Scrivo il sistema di due equazioni]
X ² + Y ² = c ²
(X-a)²+Y²

[e a fianco]
ci interessa solo Y,
comunque solo X>0, Y>0

[risolvo il sistema]
Y ²=c ²-X ²
X ²+a ²-2aX+c ²-X ²=b ²
2aX = a ²+c ²-b ²
X=(a ²+c ²-b ²)/2a

Y=Radice(c ²-((a ²+c ²-b ²)/2a)²)

Area=(a*Radice(c ²-((a ²+c ²-b ²)/2a)²))/2

CVD”


Vabbè, ho riscritto la mia formula finale con l'editor di formule così è più leggibile...
e ho scansionato la pagina con la mia "dimostrazione":
Nella pagina seguente ho sostituito i valori di lati a, b e c con 5, 4 e 3 (un triangolo rettangolo di area=6) e mi è venuto 6,5…
Vabbè, un errore di calcolo: ho inserito quindi le formule in un foglio Calc e…
Non tornava niente!
Però, con un po’ di pazienza, mi sono accorto che avevo invertito in una formula la casella corrispondente al lato b con quella del c. Corretto il problema ho ottenuto il risultato corretto di 6!!
“Ma come?” direte voi “la tua formula non è bellina e simmetrica come quella di Erone se cambi l’ordine dei lati verrà un risultato diverso no? (sottintendendo che l’area dovrebbe invece rimanere sempre uguale)”
E invece torna: evidentemente nelle potenze alla quarta e nei quadrati c’è una qualche simmetria, non so…
Comunque ho cambiato l’ordine dei lati, ovviamente cambiano i risultati intermedi, ma alla fine il risultato è sempre 6!

Buffo però come la mia formula sia così più complicata di quella di Erone: ho la sensazione che sia arrivato al risultato attraverso una strada molto diversa dalla mia. Credo che solo i miei disegnini pidocchiosi mi abbiano impedito di vedere qualche triangolo simile con cui risolvere molto più semplicemente il tutto invece di sprecarci tutto questo tempo (un sei ore?)…

Per scrupolo ho aggiunto al mio foglio Excel anche la formula di Erone per verificare che i risultati siano uguali qualunque misura inserisca per i lati a, b e c. E infatti:
La mia formula è scomposta in più passaggi per individuare eventuali errori più facilmente...