«[Figlio dell'uomo] Porgi l'orecchio e ascolta le parole di KGB
e applica la tua mente alla SUA istruzione
» Pv. 22,17

Qui si straparla di vari argomenti:
1. Il genere dei pezzi è segnalato da varie immagini, vedi Legenda
2. Istruzioni per i nuovi lettori (occasionali e non) qui
3. L'ultimo corto è questo

sabato 29 febbraio 2020

Speciale Coronavirus 3

Non ho molto da scrivere ma ho accumulato qualche spunto…

[29/2/2020 18:20]
Modificato 9/3/2020: Ho cambiato da "terapia intensiva" a "terapia acuta": non sono la stessa cosa.
Da Twitter (fonte WHO):
«Numero posti letto terapia acuta ogni 100.000 abitanti
1980
Italia 922
1990
Italia 689 UE 589
2013
Italia 275 UE 396

Fonte Organizzazione Mondiale Sanità»
Bella la sanità privata eh? E adesso, nel 2020, chissà quanti sono i posti disponibili: probabilmente in 10 anni di tagli ancora meno (grazie UE!)…

Continuo poi a chiedermi se e quanto abbia contato la “sfortuna” nella diffusione del Coronavirus in Italia.
Al momento sembra (comunque grande successo del Conte 2) che l’Italia sia stata l’anello debole da cui il virus, apparentemente sotto controllo in Cina, sia riuscito a penetrare nel resto del mondo.
La maggior parte dei focolai in giro per il mondo sono stati causati da italiani o da stranieri che rientravano dall’Italia.
L’eccezione potrebbe essere la Germania ma è presto per dirlo: la mia sensazione è che comunque, dati gli stretti legami economici, abbiano importato prima degli altri il virus dall’Italia senza però accorgersene subito come sta avvenendo in altre parti del mondo.
Ma sulla propagazione del virus suppongo che indagheranno nei prossimi anni, con calma, vari gruppi di scienziati e non mi meraviglierei se riuscissero a ricostruirla con buon dettaglio: già adesso sembra che il ceppo italiano sia un po’ diverso da quello cinese...

Ho scoperto perché in genere si fanno due prove per verificare la positività al virus (come prevede il protocollo OMS per dichiarare una persona guarita).
Il motivo è che la sensibilità è solo del 70%: cioè se si ha il virus facendo la prova si ha solo il 70% di probabilità di individuarlo.
Facendo due prove la percentuale sale al 91%…
Sembra comunque sia quasi pronto un nuovo test con sensibilità del 95%…

Modificato 2/3/2020 17:30
Ieri il nuovo DL del governo che introduce il droplet: Coronavirus, ecco cos’è il droplet e perché è importante rispettare la distanza tra persone da IlFattoQuotidiano.it
Come sapete sono molto sospettoso degli anglicismi introdotti dalla politica: in genere si vuole nascondere alla popolazione il vero significato del termine e/o scopo della legge (*1).
In questo caso neppure conoscevo il significato di “droplet” e ho dovuto cercarlo in rete: sarebbe “gocciolina”…
La nuova legge prevede infatti che nei luoghi affollati gli utenti debbano stare almeno a un metro di distanza gli uni dagli altri per evitare che, tossendo, le goccioline contenenti il virus finiscano direttamente sulla faccia del proprio prossimo.
Curiosamente solo in Italia ho sentito di un provvedimento di questo genere. Il motivo è semplice: si scrive droplet si traduce con “cazz###”. Infatti ormai da giorni si sa che il virus rimane attivo sulle superfici almeno per 7 giorni: quindi se sono su una poltroncina al cinema, anche a 2 metri di distanza dallo spettatore più vicino, ciò non significa che ore prima (o anche giorni prima) non si sia seduto al mio posto una persona infetta.
In pratica quindi questa misura di sicurezza non serve a NIENTE.
Nota (*1): vedi “jobs act” invece di “riforma del lavoro”, “ticket sanitario” invece che “gabella sanitaria”, “legge sulle fake news” al posto di “legge sulla censura” e simili…

In Italia, almeno riguardo la sanità, vige il principio medievale dell’auctoritas ovvero che la Verità appartiene esclusivamente alla fonte ritenuta più autorevole.
Vi è tutta una scala di affidabilità che dal comune cittadino sale su su, fino all’empireo della politica: il farmacista ne sa di più del comune cittadino, un qualunque medico ne sa di più del farmacista, in professorone né sa di più di un qualunque medico, ma un virologo ne sa di più anche di un professorone; e poi ci sono le vette della politica che, magari non per il comune cittadino ma per i media asserviti al potere, ne sanno ancora di più: un governatore ne sa di più di un virologo, Speranza ne capisce di più di un governatore, Conte è più esperto di Speranza, ma il Mattarella è superiore a Conte; all’estremità superiore di questa catena di autorità intellettuale vi è Roberto Burioni più noto con l’epiteto di “Figlio Prediletto della Scienza”. Vabbè, quest’ultima affermazione voleva essere solo una battuta per sdrammatizzare: in effetti da quando Burioni ha criticato il governo è uscito dai radar dei media…
Tutto questo per dire che il 23 febbraio una virologa diceva che: Coronavirus, primaria Sacco: "Scambiata influenza per pandemia" da IlGiorno.it
Intendendo dire che il Coronavirus era di poco più grave di un’influenza.
Il sottoscritto, il semianalfabeta che non sa niente di medicina, il 7 febbraio (e probabilmente era già da un paio di giorni che lo pensavo), scrivevo nel corto Sui morti: «Osservando le statistiche divise per regione ho notato che la gran parte dei morti (618 su 638) sono localizzati nella provincia cinese di Hubei: nelle altre province la percentuale di vittime è molto minore, (a occhio) intorno al 2%.
La mia lettura di questo dato è la seguente: la malattia può causare gravi difficoltà respiratorie che necessitano di appositi macchinari medici. Il numero di questi macchinari è però limitato e quindi, se i malati sono pochi, allora tutti possono essere adeguatamente curati e le morti sono minime; se però (numeri a caso) i malati sono 1000 e i macchinari solo 50 allora 950 persone ne devono fare a meno e questo provoca un netto aumento della mortalità.
»
Che è più o meno ciò che rispondeva il Figlio Prediletto della Scienza (Burioni) alla dottoressa Gismondi: «Leggete i numeri - indica - uno dei nostri cardini è stato il tentare di informare nella maniera più corretta i nostri lettori. Mai allarmismi, ma neanche si possono trattare i cittadini come bambini di 5 anni: in questo momento in Italia sono segnalati 132 casi confermati e 26 di questi sono in rianimazione (circa il 20%). Sono numeri che non hanno niente a che vedere con l'influenza (i casi gravi finora registrati sono circa lo 0,003% del totale). Questo ci impone di non omettere nessuno sforzo per tentare di contenere il contagio».
Vabbè, questo solo per dire che il semplice buon senso è spesso molto sottovalutato...

Conclusione: e io ho anche le vie aeree delicate...

Assange e Greta

In questi giorni si stanno tenendo in UK le udienze per l’estradizione di Assange negli USA: in teoria l’UK non potrebbe estradare verso gli USA per motivi politici e infatti l’accusa afferma, ovviamente senza prove ma con pure speculazioni, che le rivelazioni pubblicate da Assange abbiano causato morti e feriti. La difesa lo nega.
Opinionisti ed esperti, anche inglesi, dubitano che questo primo processo sia imparziale (non ho approfondito le loro ragioni ma dato il trattamento a cui è sottoposto Assange, che niente ha a che fare con la giustizia, mi sembrano plausibili) ma hanno maggiore fiducia per la corta più alta e meno influenzabile a cui poi dovrebbe ricorrere l’imputato.

Ci sono articoli più aggiornati sulle udienze ma questo rende meglio l’idea di come venga trattato Assange: Julian Assange was ‘handcuffed 11 times and stripped naked’ di Ben Quinn su TheGuardian.com

Frattanto nella dorata UE fra i suoi elegantissimi e petalosi burocrati: Greta invitata a Parlamento Ue il 4/3 da Ansa.it

Potete distinguere quale sia fra Assange e Greta il personaggio funzionale al sistema e quello che si è opposto a esso?

Intercettazioni affidate a privati - 29/2/2020
Nonostante il suo buffo linguaggio aulico mi trovo spesso d’accordo con Diego Fusaro:
DIEGO FUSARO: Decreto intercettazioni. Benvenuti nella società del controllo totale (28.2.2020) da Diego Fusaro

Aggiungo che così come i beni comuni (acqua, ambiente, cultura, salute, etc…) dovrebbero rimanere (o ritornare) pubblici allo stesso modo affidare a dei privati la nostra riservatezza è una follia. Per gli eventuali eventuali abusi non è una questione di “se” ma di “quando”: saranno cioè inevitabili.

Idiozia - 29/2/2020
Rinviate tutte le partite che avrebbero dovuto essere giocate a porte chiuse: se ho ben capito la ragione è quella di non dare all’estero una “brutta impressione”.
Ma che senso ha?
Per la prossima settimana allora che programmi si hanno? Di far giocare le partite normalmente (“a porte aperte”) oppure ancora a porte chiuse? Se la logica è quella di prevenire il contagio allora si dovrebbe continuare a farle giocare a porte chiuse: e quindi a quando sarebbero rimandate? A giugno?
A me pare una follia: comunque all’estero l’impressione di essere il lazzeretto d’Europa che infetta il resta del mondo l’abbiamo già data…
Tanto valeva far giocare le partite in programma in maniera da far rilassare un po’ gli italiani...

Articoli di Asimov - 5/3/2020
Qualche giorno fa ho terminato di leggere la terza parte di un libro di Asimov: “Magic – Racconti fantasy” di Isaac Asimov, (E.) Euroclub, 1997, trad. Non c’è scritto!

In genere i racconti di Asimov (con qualche importante eccezione) non mi piacciono e per questo non ero assolutamente interessato a leggerli: invece mi incuriosiva la parte finale del libro, intitolata “Oltre la fantasy”, che raccoglie una decina di articoli dello stesso autore sui temi più disparati. Così, tagliando la testa al toro, ho letto solo questi.

Sfortunatamente c’è poco da dire: li ho trovati tutti deludenti. Tutti ben scritti e talvolta piacevoli ma anche estremamente superficiali, superati e, talvolta, con diverse inesattezze (*1).

Conclusione: questi suoi articoli mi hanno lasciato con la stessa sensazione di superficialità dei suoi racconti: suppongo che ci sarà quindi anche chi li apprezzerà molto ma io non sono fra questi.

Nota (*1): Comunque sfogliando le mie note mi accorgo però di aver evidenziato un concetto che ho già in parte assimilato (v. Speciale Coronavirus 4). Copio la mia glossa: «L’analfabetismo scientifico non permetterà di selezionare politici adeguati ai problemi del tempo.»
La mia sensazione è che gli stessi politici, mancando di mentalità scientifica, non riescano ad affrontare correttamente emergenze nuove come quella del Coronavirus...

Prima - 7/8/2020
Prima di soccombere al Coronavirus (non so se l’ho già scritto ma ho le vie aeree delicate) ho deciso di donare all’umanità (ai pochi superstiti) una nuova versione dell’Epitome: la 1.5.1.
L’intenzione è quella di non fare troppe modifiche anche se, come al solito, ho accumulato un buon numero di idee. Per adesso sto correggendo alcuni capitoli: il 2 era veramente ridotto male, il 3 (ancora non ho terminato però) va già un po’ meglio.
Come al solito non ho nessuna idea sui tempi...

venerdì 28 febbraio 2020

L'inciampo dell'impero romano

[E] Per la comprensione completa di questo pezzo è utile la lettura della mia Epitome (V. 1.5.0 "Coronavirus").

Per caso mi sono imbattuto ieri mattina in un breve video di Trizio (v. Storici) che ha colto la mia attenzione: La caduta dell'impero romano. Le cause del crollo dal canale di Roberto Trizio

Come forse qualcuno ricorderà la caduta dell’impero romano è all’origine del mio interesse per la storia. Dal 2010 ho un pezzo incompleto (un piccolo stralcio lo si trova in Caldo o freddo?) in cui cerco di riassumere tutti i vari fattori che ne hanno portato alla caduta ma che però non ho mai completato: nonostante l'usuale grande fiducia nelle mie intuizioni in questo caso non mi sento abbastanza sicuro da espormi con le mie idee….

Per questo motivo mi ha molto incuriosito il video di Trizio: poi sono stato fuori tutto il giorno e non ho avuto modo di scriverci il pezzo che avrei voluto. Lo faccio quindi adesso…

L’idea è di riascoltare il video di Trizio e commentarne via via le varie affermazioni che sintetizzerò qui di seguito…

00:35 la caduta dell’impero romano è un argomento molto complesso.
D'accordissimo.

01:10 non è caduto per le invasioni barbariche come insegnano a scuola.
Beh, ha ragione nel senso che già in passato Roma aveva subito delle invasioni senza cadere (basti pensare a quelle dei teutoni e dei cimbri alla fine del II secolo a.C.). Diciamo però che sono state la spallata finale che ha fatto cadere un edificio pericolante.

01:15 L’affermazione di Gibson che sia stato il cristianesimo a causare la caduta è eccessiva: è stato un fattore.
D’accordo.

01:20 Gibbon scrive nell’ottocento. L’opera di Gibbon è ormai superata.
Qui mi sento un po’ in colpa: appena sentito gli ho commentato sul video che Gibbon (1737-1794) scrive nel settecento ed è quindi un illuminista: da qui le accuse al cristianesimo.
Col senno di poi mi è sembrato un commento un po’ pedante ma Trizio gli ha comunque dato il suo “mi piace”…
Verissimo che l’opera di Gibbon sia ormai superata.

1:50 Il motivo fondamentale della caduta è la gestione del potere.
Molto vago: dipende cosa si intende. Potenzialmente potrei essere d’accordo.

2:10 Il cittadino romano percorreva un percorso meritocratico che lo poteva portare alle più alte carico dello stato, perfino quella imperiale.
Ho la sensazione che qui si sovrapponga Repubblica e Impero: nella prima c’era il percorso sociale attraverso le cariche pubbliche che culminava nel consolato (però partendo da “buone” famiglie!), nel secondo la possibilità per ogni generale, grazie al supporto delle legioni, di usurpare l’impero (ricordo più di un caso di contadino divenuto imperatore).

2:30 Col tempo il potere viene gestito da chi ha il controllo delle legioni.
Beh, diciamo che alla successione dell’imperatore c’era sempre la possibilità di guerre civili fra i vari generali. Però questo è un problema già presente nel I secolo d.C.: basta guardare gli anni successivi alla morte di Nerone. Questo per dire che non può essere la causa della caduta.

3:05 Il potere non è più frutto della meritocrazia sociale romana.
Mi pare che la meritocrazia come l’intende Trizio sia quella della Repubblica: da Augusto in poi, con l’Impero, non c’è più. Il cittadino comune (che però sarebbe più corretto dire di famiglia nobile) non può divenire imperatore come in precedenza poteva divenire console.
Di nuovo non può essere questa la causa della caduta dell’impero romano.

3:20 Scollamento fra potere politico e comuni cittadini.
Sono d’accordo ma probabilmente non nel senso che intende Trizio.

3:40 il concetto del cittadino-soldato. Roma è stata sempre forte perché i suoi cittadini erano sempre pronti a imbracciare le armi per difenderla.
Di questo ne ho scritto anche sul ghiribizzo (e nell’Epitome). Il concetto del cittadino-soldato inizia a tramontare già alla fine della seconda guerra punica e per il secolo e mezzo successivo. Il punto di svolta lo si ha sotto Augusto: nel 34 a.C. Augusto è in grado di attirare a sé volontari per combattere Antonio ventilando la minaccia di una Roma guidata da un egiziano, Cesarone, il figlio di Cesare e Cleopatra. Ma già nel 9 d.C. quando, dopo la disfatta di Teutoburgo, Augusto tentò di mobilitare la cittadinanza romana non vi riuscì.
Con l’impero in pratica l’esercito sarà sempre formato da professionisti: eppure per quasi altri 5 secoli l’impero continua a prosperare. Di nuovo non può essere l’esercito di professionisti la ragione della caduta dell’impero.

4:30 Dal cittadino-soldato si arriva al suddito.
Vero, ma questo avviene (vedi sopra) nei due secoli successivi alla seconda guerra punica mentre la massima espansione dell’impero si ha sotto Traiano all’inizio del II secolo d.C.

4:40 I due grandi elementi che determinano la caduta dell’impero romano sono quindi: 1. la gestione del potere; 2. il cittadino non più soldato ma solo suddito.
Per quanto detto sopra non mi pare possa essere così…

5:05 Ragione secondaria: l’imbarbarimento dell’esercito.
In realtà le truppe formate da barbari comunque combattevano benissimo: l'imbarbarimento delle truppe è una vecchia teoria che adesso non è più tenuta in seria considerazione.

6:05 Il “porgere l’altra guancia” cristiano è una causa secondaria della caduta perché rende la popolazione meno bellicosa e propensa alla guerra.
Ma… è possibile che il cristianesimo abbia aumentato il solco fra potere e popolazione ma dubito che sia stato il fattore che l’abbia resa meno adusa alla guerra. Questa è una versione edulcorata della teoria di Gibson ma ho letto anche di ipotesi che affermano il contrario.

6:30 Come mai l’impero d’Oriente sopravviverà per altri mille anni circa? I motivi sono anche la posizione, l’economia ma soprattutto la riforma di Eraclio (VII secolo d.C.) del sistema dei thémata crea la figura del contadino-soldato che aiuterà l’impero a sopravvivere di più.
Allora spulciando su Wikipedia si dice che la riforma dei temi sia in realtà del secolo VIII e solo attribuita posteriormente a Eraclio. Quindi sarebbe avvenuta circa tre secoli dopo la caduta dell’impero d’occidente: come avrebbe fatto quindi questo a sopravvivere per altri tre secoli? Evidentemente non è stata così determinante. Del resto perché il contadino-soldato avrebbe dovuto essere così pronto a combattere? Anche lui non aveva potere politico, forse impugnava le armi con l’ideale di proteggere la propria terra? Truzio parla riferendosi al contadino-soldato come a un “ceto medio”: non ne so abbastanza per valutarlo ma i contadini storicamente, a meno che non fossero proprietari terrieri, non sono mai stati ricchi. Insomma nel complesso questo argomento non mi convince.

8:30 Roma è morta di AIDS: quando ha cioè perso la capacità di difendersi per le due ragioni viste precedentemente.
Ma… no, mi pare una semplificazione errata…
Alla fine Trizio non considera i regni barbarici all’interno dei confini, i confini stessi (il Danubio era molto più difendibile del Reno), l’economia, l’impatto degli unni e dei goti, le teorie sul calo demografico dovuto a epidemie e/o la più recente teoria climatica…
Insomma di elementi, anche importanti, ce ne sarebbero stati tanti altri da considerare!

Personalmente ritengo che il solco fra potere politico e popolazione sia effettivamente un fattore importante ma non tanto per la mancanza di rappresentatività politica quanto per uno scollamento fra gli epomiti dei parapoteri del tempo e quelli del resto della popolazione.
Nell'ultimi secolo di vita dell'impero d'occidente la popolazione comune preferiva essere dominata da un signore barbaro (che magari non era nemmeno in grado di riscuotere le tasse) piuttosto che essere solo formalmente libera nell’impero dove, ad esempio, la giustizia era però sempre a favore dei più forti.
In Promettente (1/2) scrivo:
«Interessantissimo è poi un episodio che già conoscevo ma senza i dettagli forniti dall'autore. Si tratta della testimonianza di Prisco un ambasciatore romano che va a parlamentare con Attila (449 d.C.). Prisco, al campo di Attila, si imbatte infatti in un cittadino romano (un ex mercante greco) che era riuscito a integrarsi perfettamente con gli unni e con i quali, gli spiega, si trova meglio che nell'impero. Attualissime le motivazioni apportate dal greco: «Presso i romani le leggi non si applicano a tutti; se il trasgressore è uno dei ricchi, egli non paga il fio; se è povero, viene punito, tranne che muoia prima del giudizio, tra le lungaggini e le grandi spese del processo.». Al riguardo vedere la seconda parte di La fine del corso...
E il mercante incontrato da Prisco non è il solo a pensarla così: Marsiglia Salviano, un autore a lui coevo, scrive che molti cittadini romani preferiscono abbandonare l'impero per rifugiarsi dai goti o altri barbari ribelli perché «preferiscono vivere liberi sotto apparenza di prigionia che prigionieri sotto apparenza di libertà».
»

Forse per completezza dovrei commentare anche questa mia osservazione sempre dello stesso pezzo: «La premessa inizia riportando un'affermazione di Vegezio, un intellettuale del IV secolo d.C., secondo il quale l'esercito romano avrebbe dovuto essere riformato tornando alla leva dei cittadini: Vegezio argomenta questa sua proposta rifacendosi a un'ideale di “romano” piuttosto stereotipato nella cultura del tempo: il romano è meno forte del germano, meno colto del greco, meno astuto degli africani, meno forte dello spagnolo; infatti la vera forza del romano sta nell'esercizio delle armi, nella sua disciplina e organizzazione.
L'autore liquida Vegezio definendolo “un individuo non particolarmente colto né intelligente” e la sua idea di legione romana un “reperto d'archivio, un fossile”; secondo l'autore questa posizione di Vegezio riflette un'idea appartenente alla cultura medio-bassa del tempo.
Come ho forse già accennato altrove sono particolarmente interessato alle ragioni della caduta dell'impero romano d'occidente e, ovviamente non influenzato dalla cultura medio-bassa del tempo, ero giunto a conclusioni simili a quelle di Vegezio. Ovviamente nella mia riflessione non mi basavo sullo stereotipo del romano come l'autore latino: il mio ragionamento era molto più articolato (non c'è spazio qui per discuterne) ma nell'essenza si basa sulla dinamica dei gruppi/poteri della società e sulla legge della rappresentatività applicata all'esercito dell'impero.
»
Come accenno nelle ultimi frasi la mancanza di un esercito di cittadini è una causa che provoca un effetto: l’aumento della disparità di ricchezza fra democratastenia e parapoteri. Il problema non è che un esercito con truppe barbare, a parità di equipaggiamento e addestramento, sia più debole di uno di cittadini ma chi e cosa questo rappresenti.
Probabilmente il punto fondamentale è che una società nella sua interezza prospera quando questa realizza l’interesse del maggior numero di persone e non di pochissime. L’esercito professionista porta all’aumento del benessere di pochi, quello di leva difende gli interessi di tutti. Lo si vede bene dopo la seconda guerra punica e, a distanza di oltre duemila anni, dopo la seconda guerra mondiale.

Conclusione: nel complesso questa analisi di Trizio non mi ha convinto ma del resto era impossibile che riuscisse a fare un’analisi di mio gradimento (e quindi approfondita e completa) in un video di soli dieci minuti. Comunque mi ha dato degli spunti su cui riflettere: in particolare mi piacerebbe approfondire la figura del contadino-soldato dell'impero bizantino e che cosa egli rappresentasse economicamente, militarmente e politicamente.

mercoledì 26 febbraio 2020

L'origine del sogno

Ieri notte ho fatto un sogno piuttosto buffo poi, sfortunatamente, per qualche strano motivo ho dimenticato di scriverne e adesso, a ben oltre 24 ore di distanza, mi ricordo molti meno dettagli…

Nel sogno sfogliavo distrattamente, limitandomi a guardare le foto e a leggere i titoli, di un settimanale, mi pare l’allegato settimanale di un noto quotidiano ma si tratta di un dettaglio irrilevante.
Proprio nelle ultime pagine scopro quella che deve essere una nuova rubrica: una giornalista presenta ai lettori un ghiribizzo precedentemente sconosciuto. Ieri mi ricordavo il nome della rubrica e un paio di aggettivi, abbastanza casuali, con cui veniva definito questo mio sito ma adesso non sono neppure più un vago ricordo, sigh…
Dopo una pagina di introduzione c’era poi un altro paio di pagine di foto (che in realtà non esistono proprio!) di amici e conoscenti. Nel sogno infatti mi chiedevo come mai avessero pubblicato quel materiale senza chiedere il mio permesso e mi chiedevo se ciò mi avrebbe potuto procurare guai.
Nel complesso ero un po’ seccato perché mi rendevo conto che la giornalista aveva dato un’occhiata superficiale solo a una minima parte dei miei pezzi senza capirne l’essenza ma nel complesso ero comunque molto contento di questa inaspettata notorietà e già pregustavo di guardarmi l’aumento di contatti nelle statistiche del sito. Poi mi devo essere però svegliato (molto soddisfatto!) prima di verificarlo!

Per capire l’origine di questo sogno devo fare un passo indietro nel sogno immediatamente precedente (e che, ovviamente, ricordo ancora peggio).
In questo caso ero me stesso ma, probabilmente, mi sovrapponevo anche con un ragazzo (sconosciuto) sui sedici anni di cui conoscevo bene i sentimenti. Il ragazzo aveva inaspettatamente vinto un premio giocando a calcio e per questo era impaziente di farlo sapere ai propri genitori, soprattutto al padre, che non lo apprezzano o, comunque, lo sottovalutano.
Dall’esterno ci ritroviamo nella casa dello zio Gip (me ne accorgo da sveglio, nel sogno la consideravo semplicemente l’abitazione del ragazzo) e qui avviene la mia personale comparsata: con una battuta faccio in modo che la madre chieda al ragazzo com’è andata in maniera tale da permettergli di fare la migliore figura possibile.

Ma per capire l’origine di questo sogno e del precedente devo fare un altro passo indietro alla sera precedente.
Per tutta la serata avevo guardato i divertentissimi video di Davie504 (v. il corto Basso) su Youtube.
In numerosi video avevo immediatamente notato l’estremo tatto e gentilezza con cui parlava di altri bassisti e/o “tubatori” (ovvero creatori di contenuti su Youtube!) come lui: in particolare non esitava a promuoverne il canale e a fargli i complimenti.
Io nel mio piccolo non sono abbastanza letto per promuovere nessuno però capisco benissimo la mentalità di Davie504 e, almeno, cerco di incoraggiare il più possibile chi si sforza di fare qualcosa di diverso, specialmente se di creativo, magari anche eccedendo nei complimenti: questo perché so benissimo che la maggior parte delle conoscenze cerca di dissuadere, indipendentemente dal fatto che il lavoro di una persona sia o no meritevole. Consapevole di questo cerco di essere incoraggiante e di dare consigli e fare osservazioni positivi in maniera da controbilanciare quella che credo sia la comune negatività del prossimo (*1).
In un video, mi sembra quello in cui parla di PewDiePie (uno dei “tubatori” più seguito in assoluto su Youtube), spiega esplicitamente che il giorno in cui il ragazzo svedese nominò il suo canale, si ritrovò con un incredibile incremento nei propri abbonati a esso: dopo poco giorni questo effetto “doping” sparì ma Davie504 riconosce che comunque l’intervento di PewDiePie lo aiutò molto nella propria carriera e, proprio per questo motivo, lui cerca di fare altrettanto con gli altri.

Ma, mi è venuto in mente proprio mentre scrivevo questo pezzo, per capire i miei sogni e la prontezza con cui ho notato l’atteggiamento gentile di Davie504 devo fare un passo indietro alla mattina dello stesso giorno.
L’altro ieri mattina ho infatti ricevuto un’epistola da parte di un amico in cui criticava molto duramente questo mio ghiribizzo: in particolare i miei pezzi politici e, in generale, tutto ciò che può essere anche vagamente letto a favore di Salvini e della Lega.
Opinione sicuramente legittima e forse pure corretta ma che, credo comprensibilmente, non mi ha fatto particolarmente piacere e, anzi, mi ha peggiorato l’umore per il resto della giornata.
In realtà guardando i video di Davie504 avrei pensato di essermene dimenticato ma evidentemente il mio inconscio ha voluto metterci sopra un bel cerotto onirico per aiutarmi a superare il “trauma”!

Conclusione: che dire? Non posso che ringraziare la premura del mio inconscio che, magari, però la prossima volta potrebbe scrivere un articolo in cui si vede che ha letto bene i miei pezzi e non solo una manciata di essi. Oppure, altra idea per il mio inconscio, potrebbe crearmi un sogno in cui un commosso Salvini mi ringrazi personalmente per come lo aiuto con i miei pezzi. O magari che il Bagnai mi sbloccasse su Twitter: poi, in mancanza di idee, mi va comunque sempre bene anche un porno...

Nota (*1): Sicuramente ci ho scritto sopra anche un pezzo vero e proprio ma al momento non mi ricordo abbastanza parole chiave per ritrovarlo: suppongo abbia il marcatore “KGB” ma non ne sono sicuro… Via: tento una breve ricerca…
No, nella mia breve ricerca ho trovato solo due accenni: nella conclusione di Patria e invidia scrivo «...la mia superba opinione di me stesso è talmente alta che non ho problemi a riconoscere i meriti e le doti altrui. Anzi, proprio per scelta filosofica, cerco di incoraggiare il prossimo che chiede il mio parere poiché tanto già so che la maggioranza cercherà, magari ingiustamente, di scoraggiarlo...»
E poi, commentando Aristotele, in Varie su Aristotele...: «Sono magnanimo al 50%: non sparlo ma, per scelta filosofica, cerco di lodare e incoraggiare gli altri quando possibile: ci son fin troppe persone pronte e felici di scoraggiare il prossimo. Invece incoraggiare non mi costa niente e una giusta lode può essere un ottimo stimolo per chi la riceve.»

martedì 25 febbraio 2020

Speciale Coronavirus 2

Ieri avevo raccolto qualche riflessione/osservazione ma erano troppo poche per farci un pezzo normale e troppo numerose per scriverci altrettanti corti. Suppongo però che, con le novità odierne, sicuramente avrò materiale più che sufficiente per l’articolo odierno…

Ancor prima di cercare di capire le ultime sui media riparto dagli spunti che mi ero appuntato ieri:
[SPUNTI del 24/2/2020]

Video interessante: si tratta di un breve filmato che ipotizza gli scenari mondiali in caso di una pandemia. Prodotto da “The Johns Hopkins Center for Health Security” in collaborazione con il “World Economic Forum” e la “Bill and Melinda Gates Foundation” nell’ottobre 2019.
Notare il contrasto fra gli interessi della popolazione e quelli dell’economia...

Event 201 Pandemic Exercise short film

Mi chiedo quale sia stato il ruolo della sorte (in particolare della sfortuna) nella gestione italiana di questa crisi. Non escludo che la mala sorte ci abbia messo del suo: ma anche per scongiurare (o minimizzare) questa eventualità si doveva rischiare il meno possibile...

I danni per l’economia sono al momento incalcolabili: essenzialmente perché non credo ci sia nessuno in grado di stabilire quanto si propagherà l’infezione.

Evidentemente c’è molta fiducia in Toscana: Coronavirus, il rischio contagio svuota i supermercati di Chiarastella Foschini su GoNews.com

E veniamo a oggi:
[SPUNTI del 25/2/2020 11:10]

Piccola soddisfazione personale: inizio a leggere oggi delle considerazioni che avevo pubblicato la sera del 23, cioè due giorni fa!

Ma quanto è pericoloso questo Coronavirus?
Il problema è che ci sono virologi che minimizzano (è un’influenza) e altri che allarmano: come può fare il comune cittadino a capire chi ha ragione?
Difficile dire: io personalmente, già da inizio febbraio, mi baso molto sulla durissima reazione cinese con la quarantena di un’intera regione di 50 milioni di abitanti (ogni volta che ci penso questo dato mi impressiona). Ma anche i dati medici mi sembrano allarmanti: la maggioranza degli infetti (85%?) sviluppa solo sintomi lievi e non pericolosi (bene per il singolo malato ma male per la comunità che rischia maggiormente di esserne infettata); il 10% necessitano di terapia intensiva e il 5% di respirazione assistita. Ora quanti sono i posti letto disponibili per la terapia intensiva (e la respirazione assistita)? Non ne ho idea ma di certo si tratta di un numero limitato e in assoluto piuttosto piccolo rispetto alla popolazione.
[Mia considerazione matematica] C’è poi da aggiungere che se la malattia sfugge dal controllo, poiché nessuno ha sviluppato anticorpi contro di essa (come invece abbiamo più o meno per la comune influenza che non cambia troppo rispetto all’anno precedente) il numero totale degli infetti sarà molto più alto di un’influenza. Diciamo, in Italia, 10 milioni. Ovvio che le risorse mediche limitate non sarebbero sufficienti per tutti: quante vittime ci sarebbero? Non sono un medico ma ad occhio ci metterei il 5% dato da coloro che avrebbero necessitato di respirazione assistita e la metà di quelli che avrebbero necessitato di terapia intensiva, quindi un altro 5%. In totale quindi le vittime sarebbero il 10% di 10 milioni, ossia 1 milione. Ovvio che tutto dipende dalla diffusione del contagio: se si ammalasse metà della popolazione italiana i morti sarebbero allora sui 3 milioni.
Considerazioni di questo tipo secondo me spiegano l’attenzione cinese a limitare la diffusione del virus nonostante gli altissimi costi economici causati dal quarantenare 50 milioni di persone…
E per questo bisogna sperare che la malattia venga contenuta anche in Italia.

Può anche darsi che, proprio per evitare il panico (vedi, per esempio, i supermercati svuotati) alcuni virologi, per il “bene superiore”, abbiano per questo deciso di minimizzare l’allarme. Non so: mi pare plausibile…

E ora mi aggiorno con le ultime odierne.

[25/2/2020 11:50]
Notizia: Safety Failures, ‘Bad Luck’ Fuel Italy’s Coronavirus Surge di John Follain da Bloomberg.com
Ecco che la “sfortuna” entra oggi nel dibattito (io, se non fossi stato pigro, l’avrei scritto ieri!).


[25/2/2020 12:15]
Ieri un amico su FB aveva rilanciato un articolo in cui una quarantina di nostri connazionali arrivati per vacanze a Maurizio sono stati rimandati in Italia.
L’amico commentava qualcosa del tipo “Ecco, come ci si sente a essere respinti alle frontiere!” con ovvio riferimento ai clandestini che arrivano in Italia e simili.
Io ero stato tentato di scrivergli che, secondo me, avevano fatto bene a essere cauti ma poi ho desistito perché non avevo voglia di impegnarmi in una polemica.
Però avrei forse “segnato un punto” facilmente data la notizia di stamani: Turista italiano positivo al test a Tenerife: mille in quarantena. Primo caso sospetto nelle Asturie da Repubblica.it
Notare i “mille in quarantena” causati dal turista italiano...

[25/2/2020 13:15]
La divergenza fra i dati del contagio in Italia e quelli del resto d’Europa provoca molte perplessità. SkyPD24 la spiega col fatto che in Italia “siamo stati più bravi” facendo più controlli e, quindi, individuando più casi di Coronavirus…
Vedremo. Se così fosse infatti, cioè se anche in altri paesi europei paragonabili all’Italia come Francia, UK e Germania ci fossero altrettanti casi come da noi, lasciati liberi di circolare in lungo e in largo, ben presto la malattia avrebbe una diffusione tale che i malati gravi (il 15% dei contagiati) sommergerebbero gli ospedali…
Personalmente sono scettico e, anzi, aspetto il momento in cui Conte inizierà invece a parlare di “maledetta sfortuna”.

Conclusione: e io ho anche le vie aeree delicate...

Modificato (28/2/2020 5:45): Negli ultimi giorni non ho scritto aggiornamenti: sostanzialmente perché non avevo niente da aggiungere…
Oggi però ho qualche novità e, non volendo scrivere un nuovo pezzo né tanti corti solo per questi pochi spunti, mi limito ad aggiungere il tutto direttamente qui.

Ieri ho ordinato alla mia solita rosticceria cinese: il ragazzo cinese (figlio dei proprietari) delle consegne era particolarmente stressato e contrariamente al suo solito ha scambiato con me qualche battuta più del necessario. Non ne abbiamo parlato ma suppongo che gli affari siano crollati.

Mio padre ieri mattina aveva un po’ di raffreddore! Da quanto ho capito però il Coronavirus dovrebbe solo dare tosse…

Notizia: Coronavirus, l'allarme dei medici in quarantena: 'Malati lasciati soli' da Ansa.it
In pratica malati della zona rossa (anche oncologici o di coronavirus con “solo” la polmonite) sono rimasti abbandonati; all’unica farmacia, che serve una persona alla volta, la coda è chilometrica; grazie all’interessamento dei dottori locali è arrivato dall’esterno un medico di rinforzo dotato di ben 2 mascherine, etc…
Questa è la fantastica gestione dell’emergenza: e meno male che eravamo pronti…

Notizia: Coronavirus, terapia intensiva dell’ospedale di Cremona sovraccarica. Quanti sono i posti per la rianimazione in Lombardia e in Italia da IlFattoQuotidiano.it
Ecco che finalmente anche i media italiani si rendono conto del vero pericolo: la potenziale mancanza di posti letto per tutti i malati. Cosa che io avevo già compreso N giorni fa e posto a ragione della mortalità estremamente più alta della regione cinese più colpita (con gli ospedali presi d’assalto nonostante i due nuovi da campo costruiti in fretta e furia…).

Ieri sera cena con due amici che lavorano in ambiti più o meno legati direttamente al turismo erano preoccupatissimi per quello che chiamavano il “carognavirus”. Davvero per loro, senza l’indotto del turismo, sarebbe una tragedia. Discorso analogo da parte di una conoscente su FB che gestisce un ristorante…

domenica 23 febbraio 2020

Speciale Coronavirus

Dunque: sono le 17:25 e siamo a 52 casi. Abbondantemente oltre il doppio dei 16 (o 19? non ricordo più…) di ieri sera. Ho quindi deciso di scrivere questo speciale: lo pubblico oggi (22/2) ma con la data di domani perché voglio che appaia subito anche se ho già pubblicato un altro pezzo (e le mie regole autoimposte mi vieterebbero di pubblicarne due lo stesso dì!)…

Stamani nel corto Ultima dai... avevo scritto di non avere altro da aggiungere sull’argomento ma nel frattempo mi sono appuntato varie idee.

Prima di tutto una notizia che ancora non ho sentito dai media italiani.
In Olanda hanno adesso ipotizzato una nuova finestra di tempo di incubazione: da 7 a 26 giorni ben più quindi dei 14 previsti inizialmente e attualmente adottati in Italia. Mi sembra un fattore importante…

Su SkyPD24 ho sentito l’intervista a un virologo che, con grande imbarazzo della giornalista che l’intervistava, ha ripetuto tutto ciò che ho scritto da inizio febbraio (*1): in particolare che la mortalità del 2% può aumentare col crescere del numero dei casi (non ci sono posti letto per tutti o, comunque, diminuiscono le attenzioni procapite per paziente che il personale sanitario è in grado di fornire) e che il governo ha, in pratica, perso un mese di tempo non obbligando alla quarantena chi rientrava dalla Cina.

Poi una riflessione me se oggi siamo a 50 casi quanti erano ieri? Voglio dire possibile che, nonostante la grande “preparazione” attuata dal governo, non si siano individuati più prontamente questi focolai del virus?
Di nuovo ho la sgradevole sensazione che il governo creda di poter combattere il Coronavirus con la burocrazia, con certificati e moduli, come se si volesse eliminare il virus schiacciandolo a colpi di timbro…
Per non parlare poi del 38enne che, se ho ben capito, era già stato al PS (infettandolo per bene) e poi rimandato a casa per dover tornare col deteriorarsi delle proprie condizioni una settimana dopo.
Oppure l’anziana morta in Veneto: solo post mortem è arrivata la notizia che aveva il Coronavirus e ora l’intero ospedale, pazienti e personale sanitario, devono essere tutti controllati [23/2/2020: Qui probabilmente mi sono confuso io: la donna dovrebbe essere morta in casa propria e l'ospedale chiuso quello "infettato" dal 38enne. Insomma un ospedale è stato chiuso da qualche parte perché contaminato!].
Oppure, notizia recente, il dottore di Pavia con la moglie pediatra, entrambi positivi: quanti pazienti avranno infettato a loro volta? Speriamo nessuno…
Ma nel complesso la sensazione è che tutta questa grande preparazione nell’affrontare la possibile emergenza non ci sia stata.
Guarda caso improvvisamente siamo il paese europeo con più casi di Coronavirus: davvero siamo stati così bravi? Chissà quanti colleghi staranno chiedendo a Speranza dei suggerimenti su come contenere l’epidemia.

Mi giungono poi voci di una “politicizzazione” della vicenda. Scrivo mi “giungono” perché ne sto trovando traccia indirettamente su FB. Non essendo sotto elezioni non seguivo Salvini su Twitter…
Da quello che ho capito, appena pochi giorni fa, dei governatori di regione davano del “fascioleghista” a Salvini che chiedeva maggiori controlli ai confini. Mi pare evidente adesso chi avesse ragione.
Personalmente a me sembrava semplice buon senso adottare un principio di massima precauzione (basta rileggere i miei pezzi indicati nella nota (*1)) e prudenza: non avevo idea di che cosa stesse suggerendo di fare Salvini e, comunque, non avrebbe influenzato le mie idee al riguardo.

Mi pare poi interessante sottolineare la “parabola” di Burioni.
L’esperto virologo, paladino dei vaccini, e quindi gradito al sistema (visti gli interessi economici in gioco con le vaccinazioni), aveva subito ammonito sulla necessità di misure più severe per contrastare il pericolo di epidemia. Inizialmente i media (nella prima settimana a occhio) gli avevano dedicato infatti un certo spazio. Poi però, visto che in buona sostanza criticava l’operato del governo, hanno poi smesso di citarlo e interpellarlo sulla situazione.
La lezione è che anche gli intellettuali organici, esaltati come geni quando sostengono le iniziative del sistema, perdono rapidamente il loro status se ne divengono critici.
Il Burioni che critica le iniziative di Speranza non è più considerato la “bocca della verità” che stabilisce cosa è giusto e vero ma decade a un livello poco migliore di un propalatore di bufale al quale è quindi buona cosa dedicare poco spazio.
[23/2/2020: In realtà stamani era riapparso un po' su tutti i media: ma chiedendo la quarantena per tutti coloro che rientrano dalla Cina, ergo andando contro al governo, suppongo che sarà lui a essere quarantenato per un altro paio di settimane...]

Probabilmente nel corso della serata e domani continuerò ad aggiornare questo pezzo con le eventuali novità e riflessioni...

Modificato (22/2/2020): Mini riflessione: mi chiedevo se i focolai di Coranivirus siano stati circoscritti o meno: però il fatto che in Veneto non si sappia da chi è partita l’infezione mi fa pensare che ci possa ancora essere almeno un “untore” in giro (sempre che nel frattempo non sia già guarito spontaneamente).

MODIFICATO (23/2/2020 8:30): allora le ultime di stamani sono che non si sa chi siano i “pazienti zero” (se probabilmente sono più di uno) né in Lombardia né in Veneto. Per il Veneto si ipotizza un “gruppo di cinesi” a un bar: Virus, chi ha contagiato chi? Mistero sui primi «diffusori» La pista degli 8 cinesi al bar di Simona Ravizza su Corriere.it
L’articolo ribadisce anche come, non sapendo da chi parta il contegio, sia “più difficile” contenerne la diffusione.
Aggiungo io che c’è il grosso rischio che magari adesso si individuino tutti i contagiati nei comuni già coinvolti ma che fra 2-3 settimane altri casi spuntino decine o più di altri casi altrove.

Intanto con un DL il governo blocca l’ingresso e l’uscita delle persone dai paesi colpiti. Misura drammatica ma probabilmente necessaria se non per contenere (non si sa chi sia il paziente zero) almeno per arginare il diffondersi della malattia. Il prefetto (virologo esperto) potrà permettere eccezioni. Difficilmente immaginabili le difficoltà e i danni per la popolazione locale (tipo chi ha un lavoro autonomo fuori dal comune?).
Quarantenare da subito (partendo da un mese fa intendo) tutti coloro, cinesi e non, che rientravano dalla Cina sarebbe stato troppo facile? Per iBuoni e iCompetenti probabilmente sì...

Spiegatemi: in molti individui il Coronavirus si manifesta con scarsi sintomi o, addirittura, senza. Le persone che però hanno solo una febbriciattola non si devono preoccupare perché solo di quello si tratta. Cioè il malato deve riuscire ad autovalutarsi? Ricordo che in altri paese, per esempio in Olanda, TUTTI coloro che hanno la febbre hanno l’OBBLIGO di rimanere a casa dove saranno poi monitorati quotidianamente. Da noi invece si aspetta che il Coronavirus, precedentemente scambiato per un malanno stagionale, assuma una forma grave e che si diffonda per N paesi o magari in una grande città?
Ecco cosa intendo quando scrivo che si cerca di combattere un virus con la burocrazia...

NB: “Quarantenare” sembra non esistere (per adesso!) in italiano: ma siccome fa comodo e si capisce senza problemi (Quarantenare = Obbligare/Mettere in quarantena) lo aggiungo io volentieri...

MODIFICATO (23/2/2020 12:25): segnalo un’intervista estremamente chiara a un virologo membro dell’OMS (e che quindi dovrebbe sapere ciò che dice): Coronavirus, Walter Ricciardi dell’Oms: “Grave errore non mettere in quarantena le persone arrivate in Italia dalla Cina” da LaStampa.it
Interessante la spiegazione del perché l’aver bloccato i collegamenti diretti con la Cina sia stato un errore controproducente e, infatti, nessuna altra nazione ha fatto lo stesso: semplicemente chi proveniva dalla Cina ha dovuto fare degli scali altrove ma in questo modo non si è potuto identificare e controllare tali viaggiatori. Ovviamente andava imposta una quarantena su tutti coloro, cinesi e non, che provenivano da zone a rischio ma questo è ormai lapalissiano tranne che per i geni al governo e, immagino, qualche psicosardina…

Ho parlato col mio kebabbaro di fiducia: anche lui ha molta paura del virus e mi ha detto, sempre che io abbia capito bene (e lui pure!), che in Pakistan hanno chiuso tutte le frontiere…

Il governo favoleggia dell’opportunità o meno di sospendere Schengen: alcuni dicono che non è possibile. Non vi preoccupate: vi faranno vedere Austria e Francia come si fa...

Paradossalmente il buonismo mal indirizzato del governo che voleva tutelare i cinesi da possibili discriminazioni applicando a chi rientrava in Italia una quarantena precauzionale ha ottenuto l’effetto opposto. Adesso, proprio sapendo che non vi è stato alcun controllo, anch’io sono titubante ad andare in un ristorante cinese (da inizio febbraio invece c’ero stato due volte)...

Su FB ieri avevo scritto a un amica impegnata nella sanità di essere rimasto negativamente stupito che su 16 contagiati ben 5 fossero medici. Lei mi aveva risposto un po’ bruscamente che “in assenza di un criterio epidemiologico” era inevitabile un contagio.
Al che, per evitare spiacevoli battibecchi, avevo fatto un passo indietro scrivendole:
Quindi è normale secondo te? Chiedo non polemizzo: ti credo se mi dici che era inevitabile. Semplicemente pensavo che venissero prese precauzioni extra...
In realtà ero rimasto con i miei dubbi e il virologo sullodato mi ha dato un po’ ragione affermando: “Inoltre, quando vengono contagiati i medici significa che non si sono messe in campo le pratiche adatte, oltre al fatto che il virus è molto contagioso.

MODIFICATO (23/2/2020 23:00): In realtà non ho moltissimo da aggiungere a quanto già scritto nel pomeriggio, comunque…

Un amico pentastellato mi ha accusato di avere negli ultimi giorni insinuato che il governo non abbia fatto il massimo. Gli ho risposto: «...negli ultimi giorni non mi pare di aver alluso niente sull’operato del governo ma solamente perché mi pareva palese la superficialità con cui è stata gestita questa, prima solo potenziale, crisi».
Insomma al momento il sito Coronavirus COVID-19 Global Cases by Johns Hopkins CSSE dà questi dati:
Italia → 155 casi
Francia → 12 casi
Germania → 16 casi
UK → 9 casi
Olanda → 0 casi
Non mi sembra che l’Italia sia riuscita a contenere la diffusione del virus meglio degli altri stati europei, anzi…
Secondo i miei amici pentastellati ci sono due spiegazioni: 1. Gli altri stati europei hanno focolai simili ai nostri ma non se ne sono ancora accorti; 2. Gli altri stati europei (e non solo) non forniscono i dati reali.
La seconda spiegazione mi sembra completamente inverosimile. Sulla prima mi pare molto improbabile: come ho più volte scritto in Olanda controllano tutti coloro che hanno la febbre, non ho idea di cosa facciano in Francia, Germania e UK ma mi stupirei se fossero molto meno organizzati. Comunque vedremo…

Il motivo del mio scettico possibilismo è che una parlamentare del M5S, Chiara Gagnarli, che seguo su FB e che considero molto in gamba, mi ha segnalato il seguente articolo: Coronavirus – L’isolamento dei soggetti a rischio in Francia, Germania e Uk sbandierato da Ricciardi (Oms)? Solo per chi ha sintomi evidenti o si “autodenuncia”. Ecco cosa si fa negli aeroporti europei e Usa di Eleonora Bianchini da IlFattoQuotidiano.it
Come anticipa il titolo l’articolo è una risposta all’intervista a Ricciardi (v. Coronavirus, Walter Ricciardi dell’Oms: “Grave errore non mettere in quarantena le persone arrivate in Italia dalla Cina” da LaStampa.it) il cui argomento più forte è che nelle sopraddette nazioni i controlli sugli ingressi sono mirati solo alle persone che, in pratica, si autosegnalano.
Che dire? Chi è più affidabile la giornalista o il virologo? Probabilmente c’è del vero in entrambi gli articoli; magari controllare anche solamente chi si autosegnala è comunque meglio di non controllare nessuno come abbiamo fatto noi…
Non lo so: sta di fatto che i numeri, almeno per il momento, danno torto all’Italia.

Ho finalmente visto un’immagine del ministro Speranza: seguendo poco i media tradizionali non sono molto esposto alle immagini…
Comunque mi ha fatto una pessima impressione! Sarei curioso del parere di Lombroso: secondo me lo catalogherebbe come debole di mente (vabbè, io con i miei occhietti ravvicinati, sarei un potenziale serial killer!)…
Più prosaicamente mi ha ricordato Topo Gigio: un piccolo burocrate, che al più avrebbe potuto aspirare a fare il vicesindaco di una città di medie dimensioni, si è ritrovato al ministero sbagliato nel momento sbagliato. Completamente inadeguato a gestire un’emergenza di dimensioni potenzialmente gigantesche come questa.
Ovviamente questa è la mia opinione basata sul nulla, cioè solo sulla sensazione che mi ha dato a pelle vedendolo parlare a un telegiornale.
Probabilmente la mia impressione è totalmente sbagliata e, anzi, magari Speranza viene quotidianamente interpellato dai suoi omologhi europei per avere consigli su come gestire il Coronavirus...

Un’ultima considerazione: nei paesi quarantenati si parla di un isolamento di 14 giorni. Ormai però più fonti indicano un’incubazione sensibilmente più lunga, da 7 a 27 giorni. Imporre quindi una quarantena di soli 14 giorni ha poco (zero) senso.
Voglio sperare che si dica 14 giorni e non 27 solo per non impaurire troppo la popolazione e che poi, in realtà, la durata dell’isolamento venga progressivamente estesa. Da questo punto di vista ho sentito infatti delle dichiarazioni piuttosto vaghe sulla reale durata dell'isolamento
Sarebbe comunque una bugia ma almeno avrebbe una motivazione: mantenere l’ordine pubblico ed evitare tentativi di “evasione”…

E nei prossimi giorni? Probabilmente se, come temo, la situazione del Coronavirus continuerà a peggiorare inizierò un nuovo pezzo sull’argomento...

Conclusione: e io ho pure le vie aeree delicate.

Nota (*1): Ecco l’elenco dei miei pezzi sull’argomento: il corto Corona del 1/2/2020, Due perplessità del 5/2/2020, lo Scaricavirus del 10/2/2020, il corto Un paese serio del 14/2/2020, fino ad arrivare ai corti di pochi giorni fa e seguenti Che mondo! e seguenti e Preparatissimi e seguenti di oggi...

Notturno 13

Quello che più mi preoccupa dell'Intelligenza Artificiale è che sarà coadiuvata dall’Imbecillità Umana…

[Segnatevelo perché sarà proprio ciò che accadrà...]

Gwynetta - 24/2/2020
Tutte le volte che sento parlare delle candele di Gwyneth Paltrow non riesco a fare a meno di chiedermi se per dargli il giusto aroma le deve preparare lei una a una oppure se usa una tecnologia più efficace...

Basso - 24/2/2020
Ho scoperto per caso un canale YouTube che ho iniziato a guardare senza riuscire più a smettere: Davie504

In breve Davie504 è un bassista epico che slappa il basso ma fa anche altre cose...
Divertentissimo e intelligente: l’unico problema è che parla in inglese (ma lui è italiano).

Difficile scegliere il video che mi è più piaciuto (non ne ho trovato nessuno brutto) quindi segnalo solo il primo che ho visto: Why Is She Playing BASS Like THIS??

Accordi x vincoli - 26/2/2020
Articolo: The EU isn’t interested in free trade with the UK, just political domination di Harry Western su BriefingsForBritain.co.uk

Articolo certamente di parte ma che offre spunti interessanti: in particolare, come suggerito nel titolo, il vero obiettivo della UE non sarebbe un accordo economico il più favorevole possibile a entrambe le parti ma, invece, abbinare ai trattati commerciali un certo grado di controllo economico e politico su quanto deciso in UK; interessante anche l’osservazione che la UE tema il successo dell’UK in quanto darebbe un “cattivo” esempio ad altri paesi in cui si valuta se uscirne.

Consigli - 26/2/2020
Notizia: Coronavirus, il preside del Volta di Milano agli studenti: “Leggete Manzoni, fate vita normale. Il nostro bene più prezioso è il tessuto sociale” da IlFattoQuotidiano.it

Il mio consiglio agli studenti: “Meglio il Coronavirus che Manzoni: se non vi uccide vi renderà più forti. Nel dubbio leggete Nietzsche”.

Fonti: W il divorzio! e Salgari vs Manzoni...

sabato 22 febbraio 2020

Deportazioni

Stamani mi ero ripromesso di non scrivere più (almeno per un po’) del Coronavirus a meno di notizie allarmanti come, per esempio, il raddoppiamento del numero degli infetti. Alle 10:50 sembra ormai inevitabile che tale cifra sorpasserà abbondantemente le 32 unità ma per il momento voglio attenermi alla mia decisione: del resto non ho niente di ulteriore da aggiungere a quanto ho già scritto…

Allora ho ripreso in mano La banalità del male per vedere di trovare qualche spunto interessante: mi sono così tornati in mente dei dati che mi avevano stupito. Soprattutto perché sono in controtendenza con quanto va per la maggiore oggi…

La Arendt nella seconda parte del suo saggio analizza minuziosamente, per ogni stato europeo, come vennero rastrellati e deportati gli ebrei, le interazioni fra nazisti, società e autorità ebraiche locali.
I nazisti usarono sempre lo stesso modus operandi ma questo fu più o meno efficace di nazione in nazione.
In particolare si distinse positivamente la Danimarca dove la società, a tutti i livelli, protesse gli ebrei e le deportazioni vennero sostanzialmente evitate: addirittura l’atteggiamento fermo della popolazione influenzò positivamente anche le autorità naziste sul posto. Come se la morale e, soprattutto l’umanità, dimostrata dalla società avesse almeno parzialmente “contagiato” anche i nazisti.

Ma sapete qual è il secondo paese in Europa dove, almeno stando alla Arendt, gli ebrei se la passarono meglio?
L’Italia (*1).
L’autrice più volte chiarisce che le autorità italiane sebbene a parole si dicessero pronte a seguire le direttive naziste poi, nella pratica, le intralciavano rendendole nulle. E non è che i nazisti non ci provarono: l’Italia all’epoca era un modello per altri stati fascisti che, quindi, la prendevano a esempio...
Almeno prima dell’armistizio dell’8 settembre del 1943 i territori occupati dall’esercito italiano, per esempio nel sud della Francia, erano sicuri per gli ebrei che, infatti, vi si rifugiavano.
Oppure, cito: «Il sabotaggio [delle deportazioni] era tanto più irritante, in quanto era attuato pubblicamente, in maniera quasi beffarda. Le promesse erano fatte da Mussolini in persona o da altissimi gerarchi, e se poi i generali non le mantenevano, Mussolini porgeva le scuse adducendo come spiegazione la loro “diversa formazione intellettuale”. Soltanto di rado i nazisti si sentivano opporre un netto rifiuto, come quando il generale Roatta dichiarò che consegnare alle autorità tedesche gli ebrei della zona jugoslava occupata dall’Italia era “incompatibile con l’onore dell’esercito italiano”» (*2).
E le leggi antiebraiche degli anni ‘30? Furono richieste dall’alleato nazista ma c’è un dettaglio importante da considerare: oltre alle consuete eccezioni (veterani di guerra, ebrei superdecorati e simili…) c’era un’ulteriore categoria di esentati: gli ebrei iscritti al partito fascista insieme ai “loro genitori e nonni, mogli, figli e nipoti”. I pochi ebrei veramente antifascisti erano già in gran parte all’estero.
Le cose cambiarono dopo l’armistizio: dalla Germania vennero infatti inviati dei “famigerati sterminatori” che dovevano prendere in mano la gestione delle deportazioni (*3). Il primo obiettivo avrebbero dovuto essere gli 8.000 ebrei di Roma «...al cui arresto avrebbero provveduto reggimenti di polizia tedesca dato che sulla polizia italiana non si poteva fare affidamento. Gli ebrei furono avvertiti in tempo, spesso da vecchi fascisti, e settemila riuscirono a fuggire.» (*4)
È vero: anche in Italia fu infine organizzato un campo di concentramento in Friuli nei pressi del confine austriaco, ma la Arendt lo considera il minimo che il governo italiano potesse fare per soddisfare le pressanti richieste dei nazisti. Il grosso delle vittime poi ci furono «Nella primavera del 1944, … …, i tedeschi violarono la promessa [di non deportare i prigionieri del campo italiano in Germania] e cominciarono a trasportarli ad Aushwitz: ne portarono via circa settemilacinquecento, di cui poi ne tornarono appena seicento» (*5).
Il dato più forte a sostegno delle affermazioni della Arendt è che le vittime fra gli ebrei italiani furono meno del 10% della popolazione dell’epoca: confrontate questa percentuale con quella di altri paesi e vedrete la differenza (*6).

Il mio stupore deriva dal fatto che oggigiorno le responsabilità italiane, che ovviamente ci furono, sono considerate molto maggiori. Almeno io, non conoscendo l’argomento, le ritenevo tali.
Una mia ipotesi per spiegare questa “benevolenza” della Arendt verso l’Italia è che, magari inconsciamente, l’autrice volesse attribuire tutta la colpa alla Germania: era un argomento molto forte il poter addurre che l’alleato principale della Germania, comunque un paese fascista, aveva evitato per quanto possibile le deportazioni degli ebrei.
Insomma per esaltare le responsabilità tedesche l’autrice potrebbe aver minimizzato quelle italiane...
Aggiungo anche che questo sentimento doveva essere molto diffuso negli anni ‘60: ricordo che i fondamentali studi sull’obbedienza all’autorità di Milgram avrebbero inizialmente voluto dimostrare che l’uomo (non tedesco!) che riceve ordini contrari all’umanità rifiuta di eseguirli. Come sappiamo invece i suoi esperimenti dimostrarono il contrario: l’uomo obbedisce all’autorità anche quando questa gli richiede comportamenti disumani (*7).

La riconsiderazione del ruolo dell’Italia nelle deportazioni sembra a mio avviso avere una giustificazione politica: vi scorgo una generica volontà di appiattire, nel bene e nel male, le responsabilità di tutti. Come se si voglia ottenere un’atmosfera dove ognuno si senta ugualmente colpevole indipendentemente dalle responsabilità storiche.
In questo senso mi torna in mente un cinguettio (questo QUI) del Presidente del parlamento europeo David Sassoli in cui afferma che Aushwitz fu costruito dagli europei. Ovvio che i tedeschi sono europei ma in questo caso la generalizzazione è molto fuorviante!
I motivi? Li lascio a menti più acute della mia...

Conclusione: ecco, ho già scritto due pagine di testo e non ho neppure affrontato nessuna delle mie glosse che mi ero appuntato sul saggio: è il bello, ma anche il brutto, di un testo importante...

Nota (*1): vabbè, mentre il 1° posto della Danimarca è indiscutibile, il 2° è più opinabile: magari potrebbe essere l’Olanda, non so? Resta il fatto che l’Italia fu fra i paesi che cooperò pochissimo nella deportazione degli ebrei.
Nota (*2): tratto da La banalità del male di Hannah Arendt, (E.) Feltrinelli, 2019, trad. Piero Bernardini, pag. 204.
Nota (*3): lo sterminio degli ebrei era divenuto ormai lo scopo principale della Germania nazista ormai conscia della sconfitta militare.
Nota (*4): ibidem, pag. 207.
Nota (*5): ibidem, pag. 208.
Nota (*6): a memoria: in Olanda le vittime furono il 75% su, oltretutto, una popolazione ebraica molto maggiore.
Nota (*7): come avevo intuito il collegamento fra processo a Eichmann ed esperimenti di Milgram è molto stretto: vedi prime righe della pagina Esperimento di Milgram di Wikipedia...

venerdì 21 febbraio 2020

Preparatissimi

Con l’usuale ribaltamento della realtà adesso i nostri politici al governo ci raccontano che era “tutto previsto” e che siamo “preparatissimi ad affrontare ogni emergenza”.

Talmente preparati che ben 5 dei nuovi 16 contagiati odierni sono del personale sanitario: dato allarmante su cui, ovviamente, nessuno sta ponendo l’accento...

Dal mondo parallelo - 22/2/2020
Notizia: Fallisce il vertice europeo sul bilancio, Europa spaccata. Conte: "Via sconti anche alla Germania" da HuffingtonPost.it

Mi chiedo quanto sia condivisa la volontà di Conte di aumentare il bilancio UE (ovvero pagare di più di quanto già non facciamo).
Non dico fra la popolazione italiana, della quale ai politici interessa ben poco, ma fra gli stessi parlamentari sia dei partiti al governo che all’opposizione…

L’ho già scritto che di Conte non mi fido, vero? Siamo sul livello di Monti se non, addirittura, peggio...

Ultima dai... - 22/2/2020
...a meno di nuove notizie, tipo il raddoppiamento del numero degli infettati, vorrei smettere almeno per un po’ di scrivere del Coronavirus…

Voglio però esprimere una mia ultima considerazione: il fatto che su 16 contagiati ben 5 fossero degli operatori sanitari mi fa pensare che tutta questa “preparazione” decantata dal governo sia solo burocrazia, ovvero tutta sulla carta, e che alla prova dei fatti si rivelerà quindi essere il niente, la totale inefficienza.

Seconda considerazione: se 5 operatori sanitari sono infetti quante persone già all’ospedale rischiano di essere state contagiate da questi? Anche la difficoltà a risalire al paziente zero è sospetta. Spero di sbagliarmi ma temo che la situazione sia già sfuggita di controllo. Lunedì farò un po’ incetta di scatolette e integratori così, per sicurezza...

Il grande centro - 23/2/2020
I virus non sono né di sinistra né di destra!

Sono di centro.

Geometrico - 23/3/2020
Dove si trova il baricentro di un solido?


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Di solido a Bari.

Tre articoli

In questi giorni mi sono imbattuto in rapida successione in tre articoli vagamente collegati fra loro dal comune argomento: il lavoro.

Il primo: Jobs Act, il Consiglio d’Europa lo boccia. Ora si riparta dall’articolo 18 di Enzo Martino da IlFattoQuotidiano.it
Il Jobs Act di Renzi è ritenuto inaccettabile perfino dall’UE (per la precisione dal “Comitato europeo per i diritti sociali” (*2)). Le tutele “crescenti” in realtà non sono tutele per il lavoratore ma, anzi, lo espongono a possibili abusi del datore di lavoro che lo potrà licenziare, anche senza giusta causa, pagandogli un certo numero di mensilità.
Ovviamente lo si sapeva già: la legge sprizzava ingiustizia da tutti i pori ma i media compiacenti l’avevano descritta come il toccasana per l’economia italiana. Sì, infatti: si è dimostrata utile per favorire la delocalizzazione all’estero.

Il secondo: Brexit, dal 2021 visti solo a chi sa l’inglese e ha un lavoro qualificato da Open.Online
Più o meno il titolo dell’articolo ne riassume il contenuto: che ne pensate? L’UK sprofonderà nell’oceano atlantico? I media già versano lacrime di coccodrillo per i poveri giovani italiani che non potranno andare in UK a fare i lavapiatti per imparare sul luogo la lingua. Invece le lacrime vere sono degli sfruttatori: di coloro che si approfittavano di manodopera a basso costo pagando poco i lavoratori e guadagnando quindi moltissimo sul loro lavoro.
Quando i salari sono troppo bassi infatti significa che un “padrone” si sfrega le mani e si arricchisce alle spalle di chi sfrutta.
Spariranno dei servizi oppure aumenterà il loro costo? No: semplicemente diminuiranno i profitti delle aziende e aumenteranno gli stipendi di chi vi lavora.
Meno disparità sociale equivale a una società più giusta. Ovviamente questi aggiustamenti nel mercato del lavoro prenderanno anni: ricontrollate l’UK fra una decina d’anni e verificate.

Tre articoli: Imprenditori non trovano 32,8% assunti da Ansa.it
Va beh… sorvoliamo sul titolo scritto in un italiano stentato: come più o meno si intuisce gli imprenditori non riescono a trovare il 32,8% del personale che vorrebbero assumere.
Ma allora il lavoro in Italia abbonda! Sono i giovani italiani a essere pigri e svogliati!
Poi si scopre che gli “imprenditori” cercano personale da pagare 3,50€ all’ora, magari chiedendo di fare un certo numero di straordinari la settimana, compresi sabato e domenica, e con tutta una serie di altri obblighi e limitazioni.
E qui si capisce uno dei perché i parapoteri economici vogliono importare manodopera a basso costo: non è per il bene degli immigrati ma per i loro interessi economici, semplicemente vorrebbero personale da pagare poco o niente. Diseguaglianza, tensioni sociali, ingiustizie: non gliene importa niente anzi è razzista chi se ne preoccupa.
E i giovani italiani che emigrano all’estero: sono benvoluti se preparati. Contribuiscono ad abbassare il costo del lavoro nei paesi dove emigrano e portano ricchezza sotto forma di istruzione.

Avrei voluto tracciare un filo rosso per unire insieme questi tre articoli: in realtà il collegamento c’è ed è evidente. Solo eliminando le tutele dei lavoratori è possibile sfruttarli, aumentando la quantità di manodopera si abbassa il costo del lavoro: in UK stanno semplicemente bloccando questa tendenza promossa dai parapoteri economici.

Conclusione: i media italiani nella loro piaggeria e sudditanza al potere sono diventati facilissimi da interpretare: parlano bene di un provvedimento politico (*1)? Allora favorisce i forti e sfavorisce i deboli. Ne parlano male? Allora favorisce i deboli e penalizza i forti.

Nota (*1): o di una movimento/forza politica: vedi Sardine e Gretini…
Nota (*2): e questo significa che non cambierà NULLA. Le valutazioni del “Comitato europeo per i diritti sociali” hanno un valore solo politico. Dovrebbe essere il governo italiano a “correggere” il Jobs Act ma, ovviamente, il PD al governo si guarderà bene dal farlo… E il M5S? Fa da stampella e non conta niente...

mercoledì 19 febbraio 2020

Giochi di parole

Notizia di ieri: Coronavirus: “a Wuhan i malati chiedono aiuto, ma sui social i loro post vengono cancellati. Pazienti e medici disperati” da IlFattoQuotidiano.it

Il (cattivone) governo cinese blocca e cancella le richieste d'aiuto dalla città di Wuhan. Dal 7 gennaio si sapeva del virus ma era stato dato l’ordine di non diffondere la notizia.

Segnalo alcuni vocaboli e locuzioni usate dal governo cinese (tratte dall’articolo sullodato) per descrivere i messaggi della popolazione allarmata: “voci”, “notizie illegali” e “voci dannose” e “[voci/notizie] che turbano l’ordine pubblico”. Manca “disinformazione” ma tale termine è implicito e sono sicuro che altri articoli lo abbiano utilizzato.

In altre parole la Cina evita la diffusione di “bufale” che potrebbero allarmare la popolazione o mettere in cattiva luce il governo. È giusto? Decidete voi. Certo che, in questo caso, il ritardo nel prendere provvedimenti ha causato e sta causando numerosi morti, per non parlare dei danni economici.

Però la lezione che la censura sia sempre e comunque sbagliata non sembra essere stata appresa dalla UE che, da tempo, ha dichiarato guerra alle “bufale” anche in Europa.

Che mondo! - 21/2/20202
Come deve stare andando a rotoli il mondo se mi tocca dare ragione a Burioni!

L’articolo: Coronavirus, sono tre i primi contagiati in Italia. Uno è molto grave da Ansa.it

Un trentottenne ha cenato (ancora non si da quando) con un amico rientrato dalla Cina ed è stato infettato dal Coronavirus: con lui anche la moglie e un amico (non si sa se un secondo amico oppure quello ritornato dalla Cina).

È evidente che affidarsi a Speranza non è sufficiente. Come io, che pure non so niente di epidemiologia, avevo scritto fin dai primissimi giorni, a non applicare la quarantena per tutti colori che rientrano dalla Cina si scherza col fuoco. Se va male si rischia un’epidemia che potrebbe mettere in ginocchio l’Italia.

Per evitare questo pericolo in altri paesi si prendono provvedimenti serissimi da noi invece non ci si preoccupa e si ripete il solito ritornello: "Niente panico, va tutto bene". Perfino Burioni, l’unico medico che può dire quello che vuole perché lui “sa di vaccini”, ha affermato: «Le ultime notizie mi portano a ripetere per l'ennesima volta l'unica cosa importante. Chi torna dalla Cina deve stare in quarantena. Senza eccezioni.» e «Spero che i politici lo capiscano perché le conseguenze di un errore sarebbero irreparabili.»

Ah, ecco... - 21/2/2020
Notizia: Coronavirus: poche storie, il virus è trasmesso anche da chi non ha sintomi di Roberto Burioni su MedicalFacts.it

CVD

Viva la prontezza - 21/2/2020
Volevo aggiungere un mio commento su quanto riportato dall’articolo dell’Ansa nel corto precedente. Il problema è che nel frattempo è stato aggiornato (i nuovi casi sono passati da 3 a 6) e la frase “incriminata” è sparita…

Si trattava di un proclama di questo tipo: “Tutto bene: le autorità sanitarie sono intervenute tempestivamente” o qualcosa di questo genere.
La mia obiezione è che tanto “tempestivamente” non sono intervenute: se tutti colori che rientrano dalla Cina fossero stati messi in quarantena probabilmente nessuno dei 3 (o 6) nuovi casi si sarebbe verificato. La colpa è ovviamente politica.

Intanto Conte, da buon leguleio, gioca con le parole per non dire il vero: comunque l’ha sempre fatto quindi niente di nuovo in questo caso...

Piccoli misteri - 21/2/2020
Come mai i media non riportano informazioni su: 1. la data in cui il trentottenne infettato avrebbe cenato con la persona tornata dalla Cina; 2. l’identità di questa persona tornata dalla Cina.

Possibile che si debba controllare tutti tranne che questa persona?
Chiaro che non mi interessa il nome e cognome ma mi piacerebbe sapere che anch’egli (ella?) sta venendo controllato, compresi i suoi eventuali altri contatti…

La mia ipotesi è che si voglia “proteggere” un alto dirigente di una multinazionale. Ovviamente, secondo me, andrebbe trattato come qualsiasi altra persona…

MODIFICATO (21/2/2020): non ho fatto in tempo a pubblicare questo corto che il mistero si è svelato (almeno parzialmente). La persona che si pensava avesse infettato il 38enne è stato controllato ma è risultato negativo. Di conseguenza non si sa chi sia il “paziente zero” che ha infettato i sei (al momento) italiani...
Oppure, lo sto sentendo adesso, visto che la cena col 38enne è stata fatta a gennaio potrebbe essere ormai spontaneamente guarito. Insomma si brancola nel buio.

martedì 18 febbraio 2020

L'abito fa il monaco

Come ho più volte scritto il saggio Le radici psicologiche della diseguaglianza di Chiara Volpato è ricchissimo di spunti: alla fine sono così tanti che ne sono sopraffatto e finisco per non scriverne: inizio a pensare che dovrò preparare un pezzo impegnativo e complesso e questo mi scoraggia…

Quindi ho deciso di provare a prendere questo compito con più leggerezza e di scrivere ciò che più colpisce la mia fantasia senza preoccuparmi di essere completo e preciso.
Proprio ieri ho letto qualcosa che mi ha particolarmente impressionato: sono al secondo capitolo, intitolato “La classe conta” (è un gioco di parole: per “classe” si intende quella sociale) dove l’autrice riporta numerose ricerche che indicano come le persone siano in gradi di capire a colpo d'occhio (basta circa mezzo secondo) lo status di un’altra persona.
I fattori considerati sono numerosi: il tono della voce, la pronuncia delle parole, l’aspetto generale, la cultura e intelligenza percepita e, infine, anche l’abbigliamento.

Innanzi tutto ho scoperto (ma in verità l’avevo già intuito da solo) che il mio abbigliamento usuale, jeans e maglietta, indicano un basso status sociale!
Ma la cosa più interessante è che l’abito fa il monaco: non solo si è giudicati per ciò che si indossa ma l’abito che portiamo condiziona anche il nostro comportamento.
In un esperimento i partecipanti sono stati divisi in tre gruppi: nel primo indossavano abiti da dirigente (alto status), in uno i propri e nel terzo jeans e maglietta. Tutti i partecipanti dovevano poi contrattare il prezzo per uno specifico prodotto: sorprendentemente il primo gruppo (quello dei vestiti da dirigente) ha mostrato le caratteristiche della classe elevata: non scendeva a compromessi e aveva più difficoltà a comprendere lo stato emotivo del proprio interlocutore…

Mi ha colpito perché io tendo a non dare nessuna importanza all’abbigliamento: quando mi vesto prendo i primi capi che mi capitano dal mucchio di quelli puliti: non credo di aver mai riflettuto se un abbinamento fosse più o meno buono di altri. Poi, in passato, il grosso della mia attenzione andava nell’abbottonare bene le camice perché, essendo distratto, tendevo spesso ad accoppiare erroneamente bottone e asola. Adesso che per evitare lo sforzo indosso solo magliette la mia attenzione è tutta concentrata sull’indossarle dalla parte giusta (specialmente i maglioni!)…
Poi ci sarebbero le scarpe: ne ho un paio raccapricciante! Si tratta di scarpe da ginnastica (di buona marca in realtà) ma che dopo averle indossate quotidianamente per molti anni sono ormai completamente a pezzi: entrambe le suole sono scollate dalla tomaia sul davanti e, nel complesso, hanno un aspetto decisamente logoro. Eppure non le butto via e ancora le porto (magari per andare a fare la spesa) perché ci sono affezionato. Da circa sei mesi le alterno con un altro paio di scarpe vecchie ma mai usate: ma ci devo prestare attenzione perché se sono distratto indosso le altre…
Per i calzini indosso quelli che capita: intendo spaiati. Cerco di trovare colori simili ma non è la mia priorità. La mia logica è che tanto non si vedono quindi eventuali buchi e colori diversi che importanza hanno?
Una mia cugina aveva giustamente ironizzato definendo il mio “stile” da homeless, senzatetto: in effetti!

Forse anche a causa del mio comportamento temo di non essere molto sensibile ai segnali di status degli abiti: certo distinguo una giacca da una maglietta ma non credo che questo influisca molto sul mio giudizio della persona. Del resto ciò che non reputo importante per me lo considero anche poco importante negli altri...

In effetti, ripensandoci, i maggiori (ma minimi!) segnali di interesse da parte delle donne nei miei confronti sono avvenuti all’estero, nell’ambiente di lavoro: io vestivo sempre allo stesso modo ma evidentemente il contesto del luogo indicava che comunque non ero un disoccupato! Come sono banali però le donne a giudicarmi dall’abito: probabilmente intuiscono correttamente i miei limiti ma sono comunque banali. Del resto credo di avere dei difetti molto più interessanti!

Conclusione: come temevo mi è venuto un pezzo estremamente modesto: alla fine ho scritto principalmente di me stesso, oltretutto ripetendo argomenti di cui avevo già scritto in passato…
Però questa cosa che l’abito fa il monaco mi ha proprio impressionato: la trovo così controintuitiva…

PS: comunque interloquendo con un conoscente di Sinistra su FB a proposito di Salvini e di come egli si presentasse come “uno di noi” gli ho fatto notare il suo abbigliamento alle manifestazioni: mai in giacca e cravatta ma in jeans e felpa (che credo sia l’equivalente invernale della maglietta). Ho già iniziato ad assorbire le mie letture...

lunedì 17 febbraio 2020

Morale felina

Un po’ per abitudine, un po’ perché non uso praticamente più la macchina fotografica, tendo a non scrivere mai di Bisba. Al contrario, quando era piccolina e combinava sempre pasticci, l’immortalavo invece spesso con le mie foto e poi ci scrivevo sopra dei pezzi.
Adesso ogni tanto capita che i miei conoscenti, invece di informarsi sui progressi della mia Epitome, mi chiedano come sta Bisba!

Che dire? Bisba sta benissimo! E in realtà è molto più buona e tranquilla di quanto i miei pezzi su di lei facciano pensare: me lo fece notare un mio amico esperto di gatti quando la conobbe: si aspettava una specie di tigrotto selvatico mentre invece scoprì che Bisba è una gattina mansueta, socievole e giocosa…
C’è da dire che io ho probabilmente dei meriti nella formazione del suo carattere: dubito che ci sia volta in cui l’incontro in casa e non interagisca con lei in qualche maniera. Questo fa sì che lei abbia una comprensione del mio comportamento molto superiore a quella di un gatto comune: non so, per esempio, un gioco che facciamo quasi senza pensarci è il seguente: a volte, quando per caso incrociamo lo sguardo, io mi blocco e faccio dei movimenti di scatto ma frenati con le braccia e un po’ col resto del corpo, come se la volessi inseguire/attaccare, allora lei capisce che scherzo, si mette tutta torta col corpo e con la testa e strabuzza un po’ gli occhi a matta, poi scappa a nascondersi e io l’inseguo un po’…
Incidentalmente Bisba riesce a intuire quando la sto per portare dal veterinario: quando mi vede muovermi di fretta, entrare e uscire di camera, capisce che sto per uscire e se si accorge che le do degli sguardi per vedere dov’è allora va a nascondersi e non si fa vedere nemmeno a offrirle le crocchette (e lei è sempre famelica).

Comunque la mia più grande soddisfazione è quella di averle fatto capire la differenza fra il bene e il male. Per semplicità le ho dato i seguenti dieci comandamenti:
1. Non miagolare alla mia porta di camera al mattino.
[Di questo sono particolarmente orgoglioso: i gatti hanno la molesta abitudine di gnaulare fastidiosamente per richiamare l’attenzione e ottenere qualcosa. Io quando miagola alla mia porta non esco MAI e così lei si è rassegnata a non provarci nemmeno.]
2. Non salire sul tavolo
[Questo da piccola lo faceva spesso ma, con qualche urlaccio, nel giro di un anno ha capito e smesso. Ogni tanto ci saliva sopra sovrappensiero ma in tal caso basta dirgli (senza neppure urlare ma con solo un accenno di delusione nella voce) “Bisba?!” e lei se ne ricordava e schizzava immediatamente giù...]
3. Non rubare
[I primi tempi la notte andava a cercare qualunque cosa minimamente commestibile e poi la rosicchiava un pochino. Al mattino io la prendevo e la mettevo davanti al suo “crimine” dandole uno scapaccione sul sedere. In seguito ho iniziato a brontolarla e basta perché vedevo che comunque era impauritissima e non volevo eccedere rischiando di traumatizzarla.]
4. Rientrare subito quando si è chiamate a sera
[Questo in verità lo fa spontaneamente e del resto non avrei saputo come insegnarglielo: solo un paio di volte all’anno rimane fuori per tutta la notte...]
5. Non graffiare le persone (me essenzialmente!)
[Anche questo l’ha imparato spontaneamente: anche quando giochiamo è delicatissima sia con gli artigli che con i denti.]
6. Non salire sul mio letto
[La mia camera è un premio: in genere non ce la faccio entrare ma ogni tanto cedo e lei schizza dentro tutta contenta e va a grufolare nei miei mucchi di disordine. Sul letto però non deve salirci perché è tendenzialmente pulciosa (è delicatissima e non può portare il collarino mentre i vari antiparassitari funzionano il giusto, cioè poco). Come per il tavolo è bastato urlargli di scendere per farglielo imparare. Adesso talvolta accade che la vedo puntare il letto per saltarci sopra e allora le dico “No” (senza urlare ma con pazienza) e allora lei miagola delusa ma non ci prova più...]
7. Farsi dare l’antipulci senza protestare
[Devo coadiuvare l’antipulci in gocce con l’olio di nim che le do tramite uno spruzzino: siccome è (per lei) puzzolente e il rumore dello spruzzino le suona particolarmente minaccioso, tende a dibattersi parecchio per sfuggire alla mia presa. Qui devo quindi ricorrere a un po’ di intimidazione facendo la voce grossa e poi a premiarla con qualche crocchina una volta terminata l’operazione.]
8. Non portare topini in casa
[Fortunatamente ha capito abbastanza alla svelta: oltretutto tendeva a perderli e questi morivano sotto i mobili! Comunque la lodo sempre quando li cattura e ci gioca in giardino.]
9. Non cercare di salire in collo quando le si dice di no (basta anche il cenno con la mano).
[Questa è stato facile: inizialmente ti saliva in grembo senza chiedere il permesso ma in tal caso bastava spingerla giù tutte le volte che ci provava. Adesso invece prima di salire ti guarda e aspetta il permesso: se le dico di no o le faccio anche solo il cenno di diniego col dito capisce e va a sistemarsi altrove...]
10. Non avrai altro padrone all’infuori di me
[Vabbè: dovendo arrivare a dieci questo comandamento ci stava bene… Credo che nel complesso lo rispetti visto che torna sempre a casa mia!]

Comunque Bisbetta non è perfetta ci sarebbero almeno altre due cose che dovrebbe imparare a fare ma che non so come spiegarle:
1. Non dovrebbe graffiare le sedie ma solo il gratta artigli (o come si chiama): ma come posso spiegarle la differenza?
2. Dovrebbe cercare di non vomitare sul tappeto o sul divano: sfortunatamente Bisba è molto delicata di stomaco e, almeno una volta al mese, ha per qualche giorno grossi problemi. Il risultato è che vomita sul posto, anche dove non è opportuno. Il problema è che c’è poco tempo per intervenire: quando sono nei paraggi la prendo e la sposto sul pavimento: qui l’accarezzo e, così facendo, in genere evita anche di vomitare. Ma la maggior parte delle volte arrivo a fatto compiuto e ovviamente non ha senso brontolarla per aver vomitato visto che non è colpa sua…

Conclusione: vedrò di aggiungere qualche foto recente nei prossimi giorni...