«[Figlio dell'uomo] Porgi l'orecchio e ascolta le parole di KGB
e applica la tua mente alla SUA istruzione
» Pv. 22,17

Qui si straparla di vari argomenti:
1. Il genere dei pezzi è segnalato da varie immagini, vedi Legenda
2. Per contattarmi e istruzioni per i nuovi lettori (occasionali e non) qui
3. L'ultimo corto è questo
4. Molti articoli di questo blog fanno riferimento a definizioni e concetti che ho enunciato nella mia Epitome gratuitamente scaricabile QUI. Tali riferimenti sono identificati da una “E” fra parentesi quadre e uno o più capitoli. Per esempio: ([E] 5.1 e 5.4)

sabato 20 luglio 2024

Censura 3: scrivere o non scrivere?

Ho perso entusiasmo per scrivere qui sul ghiribizzo. Un curioso motivo psicologico.
Da quando ho ricevuto lo “strike” sono infatti entrato nell’ordine delle idee che questo ghiribizzo mi sarà chiuso a breve: chiaramente mi dico “pazienza: guadagnerò tempo per fare cose più utili”.
E ne sono già convinto: del resto, come ho sempre scritto, scrivevo più per me che per gli altri e, proprio per questo, avere pochissimi lettori non è mai stato un problema. Alla fine passare da pochi a zero non fa tutta questa differenza.
Contemporaneamente però questo convincimento mi ha tolto energie per scrivere anche su argomenti neutri o irrilevanti: perché impegnarmi nello scrivere qualcosa di interessante, o comunque faticare per mettere nero su bianco le mie idee se, tanto, a breve tutto verrà cancellato? Meglio fare altro, no?

Per questo ancora non ho avuto voglia neppure di scrivere il mio pezzo di commento a Strabuccinator (che di solito mi diverte molto).
Avevo anche, per esempio, una mezza idea di collegare insieme Longo (“Psicologia criminale”) a Hobsbawm (“L’età degli imperi”) mediante la fisica: ma chi me lo fa fare?

Vabbè, mi limito a una considerazione psicologica che mi pare interessante. Consideratelo un pensiero di addio: un ricordo di cosa era questo ghiribizzo e che non sarà più
Ben due persone, sapendo della censura ricevuta, mi hanno suggerito se potrebbe essere stato Caio o Sempronio a fare la segnalazione. Io invece non avevo neppure preso in considerazione l’idea optando invece per un algoritmo automatico che banalmente avesse trovato il collegamento incriminato e, magari, si fosse confuso con termini usati nel corto successivo (ma all’interno dello stesso articolo dal punto di vista di Blogger) su Nietzsche.

Questo mi pare un ottimo esempio dell’errore fondamentale di attribuzione.
In occidente, quando accade una vicenda e si cerca di comprenderne i motivi, si tende a favorire la causa umana al posto di qualcosa di più generico come le circostanze.
L’esempio tipico: un nostro collega arriva tardi al lavoro e si pensa che sia pigro e abbia dormito troppo invece che, per esempio, abbia forato una ruota dell’auto: insomma colpa della persona e non degli eventi.
Nel mio caso attribuire a una persona la segnalazione invece che a un algoritmo (stupido) mi sembra un modo di pensare molto simile che, nella sua essenza, consiste nell’attribuire intenzioni o volontà specifiche a individui anche quando esistono spiegazioni alternative, anche più probabili.
In questo mio caso, per esempio, io avevo scartato l’idea della persona perché il pezzo incriminato era essenzialmente innocuo mentre invece sono sicuro di aver scritto molti altri articoli in cui mi sbilancio molto di più in giudizi e idee. Una persona che avesse voluto farmi censurare avrebbe scelto materiale diverso; un algoritmo stupido invece si basa sulla presenza di un collegamento e, forse, su eventuali termine di contorno. Il tutto magari traducendo malamente dall’italiano all’inglese.

Vabbè: fra qualche tempo non potrete più leggere pezzi interessantissimi come questo. Non una grave perdita in effetti.

Ah! un amico mi ha scritto: “Il mio rammarico per la censura che subite si accompagna alla realtà dei fatti: queste piattaforme sono gratuite e quindi con limiti evidenti, come esse vi hanno ricordato.”
La frase sembra implicare che se voglio usare un prodotto devo adeguarmi alle regole che ne stabiliscono l’uso, oltretutto gratuito.

Il mio punto, che avevo cercato di spiegare in “Sono stato censurato” (mi fa fatica inserire il collegamento), è che nel pezzo censurato non ho violato nessuna regola: ho semplicemente condiviso un collegamento sgradito. Non c’era materialmente spazio per inserire un “contenuto ingannevole” in 80 parole e 508 caratteri: no, vabbè, volendo per una frase ingannevole ne bastano anche meno. Quello che voglio dire è che non ho violato nessuna regola: è tutto un automatismo.

La questione non è quindi che si debba rispettare i termini d’uso ma che, se ti vogliono censurare, lo fanno comunque dicendo che li hai violati anche se non è vero. Poi il risultato finale è lo stesso ma la differenza, l’uso di un pretesto, è significativo se non altro come prova dell’ipocrisia di questi giganti informatici.

Sarebbe poi doveroso che questi siti spiegassero esattamente cosa e dove si siano infrante le regole: non limitarsi a dire che il pezzo contiene una violazione, così, senza specificare niente.
Il vero motivo per cui ciò non viene fatto è che nemmeno le grandi aziende lo sanno!
È un algoritmo che decide tutto senza capire niente: vede alcune parole chiave e decide che il pezzo è da censurare senza comprendere niente del contesto. Soprattutto, immagino, se l’articolo originario non è in inglese.
Se queste aziende specificassero che il contenuto ingannevole è XXX ci sarebbero molti ricorsi perché sarebbe facile dimostrarne, spesso, l’arbitrarietà: io credo che l’effetto complessivo sarebbe una diminuzione del 99% delle censure e, magari, con costi legali significativi (almeno negli USA).

Avevo iniziato a scrivere questo pezzo qualche giorno fa e, proprio ieri, ho fatto una scoperta interessante. Provate a cercare “The h0p& accord” su Google e poi su DuckDuckGo: nel primo caso vi chiederà se magari non cercavate “The h0p& accordi” senza poi fornire nessun collegamento al sito in questione; nel secondo caso il sito della petizione è, correttamente, il primo restituito.
Questo conferma il mio sospetto che sono stato censurato solo per aver condiviso tale collegamento: niente di ciò che avevo scritto, come spiegato, era fuorviante.
E questa censura di Google spiega anche perché, in genere e in questo caso, non possano spiegare quale clausola delle regole della comunità si sia violato e dove, cioè in quale frase: apparirebbe infatti evidente che l’utente non ha violato nessuna regola!

E poi, se ci pensate, come facevo io a sapere che tale collegamento non può essere pubblicato?
Che io sappia non ci sono liste di proscrizione consultabili per sapere cosa si può condividere e cosa no.
Del resto il sito in questione è assolutamente legittimo: magari si può essere contrari alla petizione ma essa, di per sé, è perfettamente ragionevole.

Forse potrei cercare di scrivere una petizione proprio per chiedere l’obbligo per i colossi informatici di specificare esattamente la frase o le frasi che violano le regole della comunità/termini di servizi e, ovviamente, qual è la regola/e violata/e. Ma ovviamente sarebbe una perdita di tempo…

L’ambiguità è un po’ come se sull’autostrada ci fosse la regola della comunità: “Non viaggiare troppo velocemente”. A quando si deve andare: massimo a 130 Km/h?
Però poi, anche se si va a 120 Km/h si prende ugualmente la multa perché, nell’arbitrarietà della regola, ci viene detto che nelle curve pericolose si doveva viaggiare massimo a 110Km/h e non a 130.
Se poi, per non correre rischi, si decide di viaggiare a 80Km/h ecco comunque che arriva la multa perché con la pioggia, ci dicono, si deve viaggiare sotto i 60Km/h.
Infine si vede un tizio che guida a 200Km/h che però non prende nessuna multa perché va nella direzione opposta alla nostra! Allora nessun problema si può dire tutto in tal caso.

L’ambiguità della violazione corrisponde invece ad accusare una persona di furto senza specificare che cosa abbia rubato, dove e quando. Vi sembrerebbe giusto? Ovviamente non lo sarebbe: l’onere della prova dovrebbe spettare all’accusa e non alla difesa. Invece con Google & C. il principio è rovesciato: si subisce un accusa generica e all’utente spetta poi il compito di dimostrare la propria innocenza senza neppure sapere esattamente per cosa.

E, riassumendo, cosa ho deciso di fare? Come rispondo alla domanda del titolo?
Beh, da quando ho iniziato il pezzo due giorni fa, mi sono reso conto di non essere più interessato a mantenere questo sito.
La libertà di scrivere tutto ciò che è consentito scrivere non è vera libertà!
Né ho voglia di misurare ogni mia parola e, magari, di autocensurarmi: primo, come dimostra questa mia specifica esperienza, bisognerebbe avere dei poteri extrasensoriali per sapere in anticipo cosa sia possibile scrivere/condividere; secondo non poter scrivere/dire qualcosa è il primo passo per smettere di pensarla: preferisco avere le mie idee, anche solo per me stesso, che non averle per niente.
Mi sono anche detto che, così facendo, “gliela do vinta”: ma qui devo essere realistico. La mia influenza sul resto della popolazione è nulla. Come ho scritto passare da dieci lettori a zero non fa nessuna differenza. Posso investire decisamente meglio il mio tempo in altri modi.
Per questo credo che ridurrò i nuovi pezzi al minimo: i pezzi su Strabuccinator, sulle nuove versioni dell’Epitome, rispondere a eventuali commenti (compresi i 7 di Anonimo ancora in sospeso!) e, bo, qualunque altra cosa mi sembrerà appropriato (magari aggiornamenti sulla censura di Google & C).
Poi, come ho scritto altrove, vi erano dei pezzi di utilità personale: che mi aiutavano cioè a memorizzare, ricordare e rintracciare idee, concetti e ragionamenti frutto delle mie disparate letture. Queste cose dovrò continuare a scriverle ma sicuramente non lo farò qui sul ghiribizzo: devo ancora decidere se usare un quadernone (più veloce) o, comunque, un supporto informatico (maggiore portabilità). Deciderò con calma.

Vabbè, ho deciso anche di provare a fare appello usando il collegamento fornito nell’epistola che Blogger mi ha spedito. Oramai sono sicuro, verificata la censura del sito della petizione da parte di Google, che non vi sia stato nessun equivoco, magari causato dai vocaboli usati nel corto seguente su Nietzsche/Jung: ma tentare ormai non nuoce né mi interessa, eventualmente, aumentare le probabilità di essere “perdonato” aspettando improbabili novità.

Conclusione: i pochi lettori arrivati fin qui mi facciano un piacere e, essenzialmente per “dispetto” a Google, vadano a vedere il sito censurato dopo aver provato a cercarlo su tale piattaforma. Oltretutto sarà istruttivo anche per voi farvi un'idea di ciò che il potere non vuole che leggiate.
Già, un ultimo commento: non ripetetemi la litania che le aziende private possono imporre le regole che vogliono ai propri utenti. Non è questo il punto! A Google & C. non importa niente di questa petizione: è il potere politico (su pressione delle relative lobbi) che ha chiesto loro di censurarlo.
Questa è censura del potere, quindi politica, mascherata come censura del privato.
Poi ci sarebbe da scrivere sulla Baronessa Tedesca visto che limitare la libertà d’espressione (oltreché il suo supporto assoluto alla guerra e al genocidio palestinese) è parte fondamentale del suo programma di governo: ma non voglio divagare. Vi consiglio solo di prendere nota di quali partiti italiani l’hanno votata (o che l’avrebbero votata in cambio di un “contentino”: leggi Fratelli d’Italia) e di ricordarvelo alla prossima elezione ammesso che ci sia: sempre grazie alla Baronessa potremmo ritrovarci in una guerra nucleare o completamente privi anche della parvenza di democrazia che abbiamo oggi.

martedì 16 luglio 2024

Censurato da Blogger 2

Sono un po’ demotivato dallo scrivere le mie usuali “sciocchezze” sapendo che, probabilmente presto, questo ghiribizzo sarà presto o tardi definitivamente chiuso da Blogger dato che, in verità, non è un problema di rispettare le “regole della comunità” ma di censura arbitraria.
Lo dimostra il pezzo che mi hanno censurato dove la mia colpa è stata unicamente quella di aver condiviso una petizione internazionale sgradita al potere. Secondo l’epistola che ho ricevuto da Blogger era “ingannevole”. Cosa c’era di ingannevole? Bo, non lo specificano… e in 4 frasi, 80 parole e 508 caratteri non dovrebbe essere difficile trovare la parte incriminata se esistesse...

Come mi sembra di aver spiegato altre volte il problema è che queste multinazionali non specificano esattamente dove sia la violazione: non mi hanno cioè scritto: la frase “XXX” è ingannevole.
I motivi, mie ipotesi, sono molteplici:
1. Gli algoritmi non sono abbastanza intelligenti da individuare automaticamente tali frasi.
2. Fornire tali precisazione fornirebbe dei precedenti che aiuterebbero a fare chiarezza: si vuole invece mantenere la massima vaghezza per permettere il maggior arbitrio.
3. Sarebbe molto più facile per il singolo utente difendersi: ma, come detto, queste regole sono solo la scusa con cui censurare a piacimento e non vogliono proteggere alcuna “comunità”.

Sarebbe utile una legge che obbligasse questi giganti a fornire informazioni dettagliate sulla violazione commessa: ma, ovviamente, è proprio la politica il mandante della censura e quindi non fornirà ai cittadini i mezzi per difendersi da essa indipendentemente dalla giustizia.
Per capirci è come se una persona fosse accusata di qualcosa, per esempio di furto, senza che venisse specificato che cosa è stato rubato, quando e dove. Poi le viene chiesto: la condanna è X anni di carcere ma puoi fare appello. Sempre senza sapere esattamente di cosa si è accusati.
Vi sembra sensato? Ovviamente non lo è. Ma questa è la UE che ci ritroviamo: contro i cittadini e dalla parte delle lobbi.

Speranze per il futuro non ne vedo.
La maggioranza delle persone non si rendono conto del problema, non ne capiscono la gravità e, comunque, se ne disinteressano. La propaganda ufficiale nel frattempo fa il suo lavoro di disinformazione e “gasbaglia” (*1), cioè trasforma il bianco in nero.
Quindi nessuna speranza può venire dalla popolazione: soprattutto con le persone in ruoli importanti che hanno paura di schierarsi contro il potere indipendentemente da cosa il senso di giustizia detterebbe loro di fare.
Una speranza, ma vaga molto vaga, viene dagli USA dove, come ormai scrivo da tempo, sarà combattuta la vera battaglia per la democrazia occidentale. Trump di nuovo presidente, magari guidato da un Musk illuminato, potrebbe correggere queste distorsioni almeno negli USA: la UE, a malincuore, si adeguerebbe dopo un po’ di tempo. Ma è improbabile: voglio essere ottimista e do a questa ipotesi l’1% di probabilità (*2).

Conclusione: quando sarò bannato del tutto?

PS: chi vuole, per curiosità, avere il testo esatto del corto che, suppongo, ha portato alla censura del pezzo può richiedermelo via “email”: basta che mi scriviate un commento che poi cancellerò senza pubblicare per non rendere pubblico il vostro indirizzo di posta elettronica.

Nota (*1): “gasbagliare” è il mio traducente per “gas lightining” ovvero convincere una persona che i suoi stessi sensi la ingannano, in pratica a non fidarsi dei propri occhi e orecchi.
Nota (*2): in realtà Trump ha subito sulla propria pelle il potere della propaganda e quanto valga, per esempio, una piattaforma come Twitter che permetta una maggiore libertà d’espressione. Ma non voglio illudermi.

lunedì 15 luglio 2024

Censurato su Blogger!!

Sono stato censurato da Blogger!!!!

Prima o poi, visto l’andazzo illiberale imboccato dalla UE sapevo che sarebbe capitato. E fra un po’ probabilmente mi chiuderanno direttamente questo ghiribizzo.

Secondo Blogger è stata fatta una segnalazione (chiaramente anonima (*1)) che un mio pezzo ha violato le regole della comunità del sito (chiaramente non hanno precisato i dettagli).
Mi hanno detto di ricontrollare che tutti i miei pezzi precedenti non violino dette regole perché, se trovano un’altra violazione, ecco che il mio ghiribizzo sarà definitivamente chiuso (*2)…

Io chiaramente non ho nessuna voglia di ricontrollare tutto ciò che ho scritto in passato (3997 pezzi pubblicati) dato che, come sanno tutti, la violazione delle norme della comunità è solo un pretesto per censurare: l’interpretazione delle stesse è infatti completamente arbitraria.

Perché proprio adesso? Beh, in parte ce lo ha già spiegato Musk: la UE (con i suoi valori di democrazia, libertà etc.) sta facendo assumere ai giganti dell’informatica centinaia di suoi censori che, arbitrariamente, potranno (e probabilmente nel mio caso hanno già fatto) cancellare tutto quello che vogliono. E, da quello che ho sentito in giro, FB ha già iniziato da qualche giorno a censurare a tutto spiano (v., per esempio, Ciao Faccialibro dal ghiribizzo di Marco Poli).

Come detto mi aspettavo quindi che, prima o poi, anch’io sarei stato censurato: quando si viola un confine, anche di un solo passo, poi lo si supera indiscriminatamente. Il confine, cioè il principio della libertà d’espressione, la UE lo aveva già violato anni fa: piano piano ne vedremo sempre di più le conseguenze nella vita di tutti i giorni.

L’unica sorpresa è stato scoprire quale pezzo mi hanno censurato: il mio ultimo “corto” intitolato “L’intesa della speranza”!
Fortunatamente sono piuttosto sospettoso (conosco i miei polli) e mi ero fatto un copia del ghiribizzo pochi giorni fa. Se non fosse stato così non potrei neppure sapere che cosa avevo scritto di preciso (anche a me non è più visibile tale articolo).
Ebbene al momento vi erano solo tre “corti”: il primo era su un video di Campbell; il secondo su un aforisma di Nietzsche e nel terzo, scritto stamani, spiegavo che, finalmente, avevo iniziato a rispondere ai commenti di Anonimo che avevo lasciato in sospeso da mesi.
Lo specifico perché non escludo che l’algoritmo (di sicuro non c’è nessuna persona a fare il lavoro di verificare cosa viene scritto sui ghiribizzi letti da 10 persone al giorno!) abbia mischiato tutto insieme confondendosi. Poi FORSE un censore umano ha dato il via libera all’eliminazione dell’intero articolo: tanto questi censori non sono interessati di certo a fare un buon lavoro leggendo davvero ciò che ho scritto. Magari hanno usato una traduzione automatica dall’italiano all’inglese… ma nemmeno, figuriamoci!

Sì perché leggendo l’epistola che mi ha mandato Blogger si legge: “I tuoi contenuti hanno violato le nostre norme relative ai Contenuti ingannevoli.”
Ora il il pezzo su Jung e quello sulle mie risposte ad Anonimo non credo abbiano niente di ingannevole: rimane quindi solo quello su Campbell. Fortunatamente me lo posso rileggere perché è nella mia copia di sicurezza. Ora non lo posso ripubblicare perché non voglio (per il momento) che mi venga cancellato questo ghiribizzo ma di seguito ne sintetizzo il contenuto frase per frase:
1° frase: spiego che è stata creata una petizione internazionale da medici e ricercatori su XXX a causa della massa di ricerche che ne evidenziano i pericoli.
2° frase: spiego che il Dr Campbell la esamina punto per punto e fornisco il collegamento al suo video su Youtube (ancora presente).
3° frase: fornisco il collegamento alla petizione internazionale.
4° frase: la ripropongo perché sicura “Comunque consiglio di leggerlo ed, eventualmente, firmarlo...”

Tutto qui: in tutto 80 parole e 508 caratteri. Secondo voi dove sono stato ingannevole?
L’unico punto su cui si può vagamente dibattere è “sulla massa di ricerche che ne evidenziano i pericoli”. Per me decine e decine di ricerche costituiscono una massa ma magari per Blogger avrebbero dovuto essere migliaia e migliaia…
Come detto, in realtà, che io abbia violato le regole della comunità è solo un pretesto: il motivo “vero” è che l’algoritmo ha segnalato il collegamento alla petizione internazionale. È questo quindi il mio crimine: aver cercato di condividere una petizione che ritengo sacrosanta. Grazie UE! Grazie Baronessa!

Il corto a seguire era quello su Nietzsche: è improbabile ma non posso escludere che la contiguità col precedente abbia potuto confondere l’algoritmo con termini che non ha gradito. Lo ripropongo qui di seguito tale e quale:
Dall’abisso - 7/7/2024
Nel 2018 scrissi il corto Mostri e abissi dove cercai di interpretare il famoso (credo) aforisma: «Chi lotta contro i mostri deve guardarsi dal non diventare con ciò un mostro. E se guarderai a lungo in un abisso, anche l'abisso guarderà in te.»

All’epoca non giunsi a una conclusione definitiva ma qualche giorno fa ci ho ripensato e adesso sono abbastanza sicuro di averne capito il senso completo. La chiave d’interpretazione me l’ha data Jung.
La prima parte dell’aforisma l’avevo già interpretata correttamente e quindi mi copio e incollo: «[…] se per combattere un mostro ci si abbassa al suo livello, se si perdono i nostri principi, si rischia di divenire a nostra volta dei mostri.»

Nella seconda parte basta capire che l’abisso è il nostro inconscio: se studiamo la nostra anima, se meditiamo sulla nostra natura, alla fine vedremo e comprenderemo chi siamo veramente, anche quelle caratteristiche che normalmente sono nascoste anche ai nostri occhi.

Messo insieme alla prima parte quello che si vuole significare è che dentro ogni uomo abita un mostro: normalmente è nascosto nell’abisso del nostro cuore ma, occasionalmente se le nostre inibizioni si allentano, può emergerne.
Fine corto

Il terzo pezzo su Anonimo non era niente di interessante: per completezza spiegavo perché mi ero ridotto a rispondere adesso ai suoi commenti di marzo…
Non credo abbia influito nel bene o nel male.

Ora se un pezzo così neutro è stato considerato (arbitrariamente) in violazione delle regole della comunità (eufemismo per indicare le regole di Blogger!) i potenziali pezzi in cui faccio affermazioni più forti sono molteplici (a occhio un centinaio o anche più). Mi aspetto quindi che prima o poi, ma credo presto, probabilmente prima della fine dell’anno, questo ghiribizzo mi verrà chiuso dai censori della UE.

Che cosa farò? Beh, sicuramente adesso inizierò a fare copie di sicurezza quotidiane! Poi, quando la censura europea mi colpirà, deciderò se aprirne uno nuovo su un mio sito Wordpress o simili.
Però non so se ne valga la pena: i miei lettori sono comunque pochissimi e, metti che apro un sito su un provider italiano, anche questi avranno le loro regole arbitrarie e quindi rischierei di essere punto a capo nel giro di pochi anni se non meno.
Già anni fa pensai al problema e giunsi alla conclusione che avrei dovuto aprire il mio ghiribizzo su un sito al di fuori della UE (e degli USA con cui probabilmente esistono accordi di censura) e avevo individuato la Russia: avevo anche messo il mio amico matematico russo a indagare per sapere i vari prezzi. Sfortunatamente la guerra in Ucraina temo mi abbia definitivamente precluso questa possibilità. Farò qualche ricerca: di sicuro non sarò l’unico ad avere questo problema.
Per comunicare con i pochissimi interessati vedrò di aprire un ghiribizzo intitolato “Parole meno meno sante” o roba del genere dove pubblicherò solo un minimo di informazioni. Ma su questo devo ancora decidere.

La lettera spiega poi che posso fare ricorso: immagino si tratti anche in questo caso di un meccanismo automatico e dubito serva a qualcosa. Però voglio aspettare qualche giorno per non bruciarmi questa possibilità: magari monta la protesta e Blogger (cioè i censori di Bruxelles) fa un passo indietro…

Conclusione: insomma se improvvisamente scoprirete che questo mio ghiribizzo non è più raggiungibile ne sapete già il motivo...

Nota (*1): Sull’epistola è infatti scritto: “Abbiamo ricevuto una richiesta di revisione per il tuo post intitolato "L’intesa della speranza". Abbiamo stabilito che viola le nostre norme e abbiamo eliminato il post, [...]”
Nota (*2): Sull’epistola è infatti scritto: “Ti invitiamo a rivedere l'intero contenuto dei tuoi post del blog per assicurarti che siano in linea con i nostri standard, poiché ulteriori violazioni potrebbero comportare la chiusura del tuo blog.”

La media e la ragazza falco tuah

Pezzo leggero oggi. Ieri sera ho visto un video di Asmongold con una curiosità interessante e stamani ho scoperto la “Ragazza falco tuah”. L’unico collegamento è che si tratta di video, quindi un po’ labile, ma infatti questo non sarà un pezzo profondo.

In realtà lo spunto di Asmongold potrebbe essere interessante di per sé…
In vari video Asmongold ha reso note le sue idee sulla gente in generale: “È vero che l’uomo medio è più intelligente delle scimmie… ma non di molto”. Oppure “l’intelligenza della popolazione è rappresentabile una curva a campana: e come vedete molte persone sono più stupide della media…”. Oppure ricorda le proprie esperienze scolastiche in un liceo di periferia dove molti suoi compagni erano incapaci, per esempio, di leggere l’ora di un orologio con le lancette.

Con questa scarsa opinione delle capacità del genere umano Asmongold spiega i periodici eccessi di stupidità a cui assiste. Tipicamente esce un video in cui viene raccontato un fatto su un evento e Asmongold lo guarda e lo commenta: poi il suo pubblico gli scrive che “non è possibile” e lui parte con la sua solita filippica “è possibilissimo: la gente è molto più stupida di quanto non pensiate […]”.

Nel video di ieri sera ha aggiunto un nuovo elemento che reputo interessante: dal mio punto di vista significa che, al momento, non mi preoccupo di decidere se abbia ragione o no ma mi accontento di tenere presente la sua opinione per future verifiche.
Ebbene Asmongold per spiegare le opinioni apparentemente illogiche di molte persone suggerisce che il problema sia l’incapacità di comprendere concetti astratti e, in particolare, quello della “media matematica”. Secondo lui molte persone che si ostinano, per esempio, a dire che “gli uomini non sono più forti delle donne” è che non capiscono il concetto di media: hanno in mente una donna molto forte, più forte della media degli uomini, e questo fa sballare il loro ragionamento.
Parimenti queste persone non sono in grado di interpretare correttamente grafici e statistiche con tutti gli errori e le incomprensioni che ne conseguono.

L’idea di Asmongold sembra assurda però nella sua semplicità è molto elegante.
Possibile che si possa spiegare le affermazioni più controverse e apparentemente illogiche degli ipnobatisti (i seguaci dell’ideologia “woke”: v. Il sonno della ragione) con questa semplice mancanza di comprensione della statistica? secondo me sì.
Ma possibile che queste persone non si rendano conto della propria lacuna culturale? Anche questo è possibile: se sei stupido non ti senti inadeguato ma consideri stupidi coloro che non la pensano come te.

Insomma la ritengo una teoria plausibile ma che andrebbe confermata in qualche modo…

Il filmato di stamani me l’ha suggerito YouTube: si tratta del video di una tubista che non seguo ma di cui ogni tanto guardo i video sulla differenza di psicologia femminile/maschile soprattutto nel rapporto di coppia.
In questo caso spiegava come mai il pubblico maschile è entusiasta della ragazza “Hawk Tuah” mentre quello femminile no e, anzi la sopporta poco.
Ma chi è questa ragazza “Hawk Tuah”?
Apparentemente è ormai famosissima grazie a un breve video intervista di TikTok. Il video è andato virale e adesso ci sono numerosissimi meme basati sulla sua persona.
In pratica “Hawk Tuah” è una locuzione onomatopeica che riproduce il suono di aspirare la saliva con la bocca per poi sputarla sul… “coso”…
Vabbè, guardatevi il video: nella parte iniziale viene riproposta la breve intervista originale (poi se cercate troverete anche l’intervista completa di pochi minuti): Why men love the HAWK TUAH girl and why women don't get it.

Che dire? Divertente. Se scriverò un seguito al mio romanzo “Strabuccinator T-799” sicuramente vi inserirò questo concetto!

Conclusione: ma è davvero così famosa? Anche in Italia? Possibile che io viva sotto un sasso? Non l'avrei mai detto... ah! ah!

domenica 14 luglio 2024

Attentato a Trump

Pochi giorni fa scrissi Sei (6) fatti importanti su Biden. Una delle mie conclusioni era che, se non si ritirava spontaneamente, rischiava di essere eliminato: poi aggiungevo che, ovviamente, anche Trump era parecchio a rischio…

Ho saputo la notizia praticamente in diretta, verso le 3:00, da uno dei “miei” canali però ero fuso e sono andato a letto. Onestamente me ne ero completamente dimenticato anche perché pensavo che l’attentatore avesse usato una scacciacani… ma in effetti, negli USA, è più facile procurarsi un fucile che una fionda!

È stato un tentativo vero o si voleva solo impaurirlo? Beh, visto il sangue questo è un tentativo reale: non miri a un orecchio per fare paura rischiando di colpire la testa: spari alla testa e se sbagli mira puoi colpire l’orecchio.

E questo, se possibile, aumenterà i voti a suo favore alle elezioni: magari potrebbe avere conseguenze anche per Biden. Vedremo i sondaggi ma, forse, adesso ai democratici potrebbe convenire, perso per perso, mandare Biden alle elezioni e salvaguardare un candidato migliore per le elezioni successive. Ma questo è presto per dirlo.

La mia sensazione è che si tratti di uno squilibrato: ma come mai gli squilibrati commettono queste azioni? Ricordate l’uomo che attaccò Berlusconi con una statuetta (insomma un oggetto contundente di qualche tipo)? Anche lui uno squilibrato. E, senza andare troppo indietro nel tempo, sembra che uno squilibrato abbia colpito Robert Fico come pure l’ex primo ministro giapponese.

La maggior parte di questi casi è il frutto della propaganda dei media che eccitano il proprio pubblico dipingendo una certa figura politica come il male assoluto. Non so se questo è vero per Fico e il giapponese (Abe?) ma sicuramente lo è stato per Trump e Berlusconi.
Se stimoli l’odio in persone normali ottieni dei convinti oppositori politici: e questo è il risultato voluto. Ma su persone instabili, con tendenze violente, ottieni dei potenziali assassini.

La risposta normale sarebbe ammettere il problema e smettere di demonizzare gli avversari politici: sfortunatamente il meccanismo psicologico funziona troppo bene e la propaganda non vorrà rinunciarci.

Ora la propaganda globalista, la stessa che demonizzava Trump, dovrà nei prossimi mesi minimizzare l’episodio: magari arriveremo alla logica che “non è colpa dei media che lo dipingono come un mostro ma di Trump stesso che se l’è cercata”. Cercheranno di evitare che si trasformi agli occhi degli elettori come una vittima coraggiosa.

Modificato: 12:00 14/7/2024 Ho terminato di scrivere da un paio di ore il mio pezzo sull’attentato a Trump e ho trovato che l’articolo in maggiore evidenza di HuffingtonPost.it ha come titolo “La guerra culturale genera la guerra armata”. Tutto sommato c’è del fondo di vero se si interpreta la “guerra culturale” come l’estremizzazione delle idee con cui i media trasformano qualsiasi dichiarazione estraendola dal suo contesto: ci sono cioè idee diverse ma è solo la propaganda che le trasforma in “guerra culturale”.
Ma poi l’occhiello mi ha fatto capire che questa mia interpretazione è esatta: “Da quando è sceso in campo Trump la verità politica e il compromesso democratico come regole di governo sono andate in frantumi”. Ovvero un’altra maniera per dire “ha stata colpa di Trump”.
E un giornalista italiano su un quotidiano importante non scriverebbe così se non avesse visto che questa è la linea dei maggiori media statunitensi.
Io pensavo che prima di trasformare Trump da vittima in colpevole sarebbe stato fatto passare un mesetto ma, evidentemente, le elezioni sono troppo vicine e non c’è tempo da perdere.
Ridicolo, per esempio, il titolo della CNN: qualcosa tipo “I servizi segreti portano via Trump dal palco dopo che è caduto” (v. ‘Sad day for America’: Sky News host blasts CNN coverage of attempted Trump assassination. Interessante anche perché riporta numerosi esempi di demonizzazione di Trump).
Altro nuovo elemento molto importante è la dichiarazione di un testimone che aveva visto una persona sospetta armata di fucile su un tetto vicino, aveva subito allertato la polizia, ma a suo dire era stato ignorato. Importante perché adesso c’è il dubbio se i servizi segreti che gestiscono la sicurezza di Trump siano stati semplicemente incompetenti (sembra che sia pratica comune verificare tutti i luoghi elevati da cui si può sparare: il posto era piccolissimo e, sembra, che tutti gli altri tetti siano stati controllati tranne quello dove c’era il cecchino segnalato dall’uomo) oppure se volutamente si sia voluto dare la possibilità all’attentatore di uccidere Trump.
Il video del testimone che aveva avvertito la polizia è questo: A Historic Event.


L’attentatore sembra che sia stato ucciso: un ventenne. Peccato. Sia per lui stesso che per la verità: fosse stato possibile interrogarlo sono sicuro che si confermerebbe la mia teoria: qualcuno che pensava che l’origine di tutti i mali fosse Trump, che cercava di fare del bene alla nazione uccidendolo.
Da morto non potrà spiegare un bel niente: la propaganda avrà più facilità a creare una narrativa adatta.

Ecco, sento adesso, che anche uno spettatore è morto e un altro è ferito: quindi non si è sparato con una scacciacani e Trump ha avuto probabilmente una buona dose di fortuna.

Non sto a ripetere concetti già scritti ma rimando al pezzo L’esigenza dell’odio del 2021 e L’esaltazione del folle del 2019. Cercavo il pezzo dove scrivevo dell’attacco a Berlusconi ma ho verificato che accadde nel dicembre del 2009, qualche mese prima che iniziassi a tenere questo ghiribizzo: non so quindi quando ne scrissi…

Conclusione: vedremo se nelle prossime ore/giorni avremo notizie più interessanti ma credo di aver delineato il tutto. Sono solo curioso di scoprire quando i media inizieranno a dire che è stata “colpa di Trump”: io credo prima del solito a causa della vicinanza delle elezioni.

venerdì 12 luglio 2024

Aforismi 2

Altra mandata di aforismi con la numerazione progressiva rispetto ai precedenti (v. Nuovi aforismi).

12. 28-6-2024: Gli aforismi spacciano opinioni per verità.

13. 1-7-2024: Non sempre la volontà porta all'azione ma non ci sarà mai azione senza volontà.

14. 2-7-2024: L'uomo si travestì per non farsi riconoscere e poi seguì la bella formichina per scoprire dove era il suo formicaio.

15 3-7-2024: Fu l'unico a salvarsi illeso nello schianto dell'aereo: decise cosi di cambiare vita e si comprò una cravatta azzurra invece delle usuali blu scuro.

16 3-7-2024: La bellezza è la risposta a una domanda che non sapevamo di voler conoscere.

17 4-7-2024: Il cielo stellato riporta l'uomo alle sue reali dimensioni.

18 6-7-2024: Tutti gli uomini anelano alla giustizia, anche chi non lo sa.

19 6-7-2024: E' forte chi riesce a vincere le proprie debolezze.

20 6-7-2024: Hooligans svizzeri tirano quadretti di cioccolata contro i giocatori avversari.

21 9/7/2024 "Dietro un grande uomo c'è una grande donna; dietro ogni grande donna vi è un grande uomo": ma non sarà che due legni inclinati, appoggiati l'uno contro l'altro, si sostengono a vicenda?

22 9/7/2024 Amore olistico: la forza di una coppia è superiore alla somma della forza delle parti.

23 10/7/2024 È normale sprecare tempo, è normale lamentarsene quando è tardi, è normale dirlo ai più giovani, è normale non ascoltare i più anziani. La normalità è normale.

COMMENTI:

12. Questo lo scrissi dopo aver pubblicato il pezzo Nuovi aforismi. Diciamo quindi che è di autocritica...

13. Didascalico? Parenetico? Forse...

14. Questo sono io. Ero in lotta con le formiche e vado a pensare queste cose!

15. L'idea è divertente: temo però di non averla resa al meglio. Volevo suggerire un cambiamento irrilevante: sicuramente potevo fare meglio.

16. Ah sì, giusto! Dovrei scriverci un pezzo a parte... Diciamo che ero su un sito dove erano presentati i volti di numerose ragazze e io mi stavo chiedendo quali fossero i miei criteri per giudicare la bellezza.

17. Frasi analoghe, anzi probabilmente di maggiore efficacia, saranno già state scritte innumerevoli volte...

18. Credo sia molto vero: il problema di fondo è che l'uomo si pone il problema solo quando subisce un'ingiustizia.

19. Mi piace. Fa il paio con un aforisma opposto di Oscar. Diceva qualcosa di questo genere: "Chi vince i propri vizi vi riesce perché non erano abbastanza forti".

20. Quando guardavo la partita Svizzera-Inghilterra...

21 & 22. Scritti subito dopo L'amore della terza di copertina...

23. Non sono sicuro ma penso di averlo scritto dopo aver letto una serie di aforismi di Marco Aurelio che spronano a non sprecare tempo!

giovedì 11 luglio 2024

31. La zuppa saporita

Uhm… ho letto il titolo e mi sono ricordato (diversamente dal solito) quale sia il “succo” del pezzo (no, non è come pensate…) e, come altre volte in passato, mi sento in dovere di rinnovare il mio solito comunicato: in questo pezzo facciamo un passo in una direzione che potrebbe non essere apprezzata da tutti. Niente di male: in tal caso semplicemente interrompete la lettura definitivamente perché andremo a peggiorare!

Nella precedente puntata la dottoressa von Krausslofter ha mostrato al resto della squadra tre possibili travestimenti/scenari/approcci con cui Zozzapanna avrebbe potuto cercare di attirare l’attenzione di Strabuccinator su se stessa per poi ucciderlo grazie alla microsiringa di veleno antimicotico opportunamente piazzata là dove non batte il sole.
Sfortunatamente il colonnello Kack Tualet non era rimasto soddisfatto da nessuno di essi…

La puntata odierna inizia con un nuovo “colpo basso” dell’intelligente recluta (ricordo che il punteggio è di 2 a 1 in favore di Zozzapanna). Da notare che quando il direttore è adirato con la dottoressa la chiama col suo nome completo…
Che dire? Zozzapanna è molto intelligente. Comunque, grazie al suo scherzetto, emergono nuove capacità delle due donne: una grande abilità di recitazione della dottoressa Lily Saltenberger e la capacità di calarsi a fondo nella propria parte; l’umorismo molto caustico di Zozzapanna.
Da un punto di vista tecnico mi sembra di aver fatto un buon lavoro integrando i dialoghi col pensiero della von Krausslofter ottenendo un divertente contrappunto.

Difficile attribuire il punteggio FE alla puntata: di esplicito non c’è molto ma l’idea di fondo potrebbe essere percepita come vagamente erotica: diciamo quindi 3/10...

Sei (6) fatti importanti

Scusatemi se in questi giorni ci ritorno sopra di continuo: è che la vicenda ha numerosi aspetti, tutti importanti, che meritano di essere sottolineati.
In questo pezzo cercherò di riassumerli insieme senza approfondirne nessuno troppo.

L’argomento è la demenze senile del presidente Biden solo ORA apparentemente evidente a tutti (o quasi).

I sei punti di cui voglio scrivere sono:
1. I media hanno mentito e quindi mentono.
2. Capacità dei media di gasbagliare (*1).
3. Perché adesso.
4. Se il presidente è incapace governa la sua squadra.
5. Se il presidente era incapace perché lo volevano rieleggere?
6. Solo apparenza di democrazia.

1. I media hanno mentito e quindi mentono.
Biden non è divenuto demente poche ore prima del “dibattito” con Trump. La demenza è un fenomeno progressivo che si sviluppa, peggiorando, nel tempo. Biden era almeno da due anni chiaramente non sempre capace di intendere e di volere: bastava considerare, come ho fatto io, la frequenza e il tipo delle sue topiche.
Quindi i media che lo seguono costantemente non potevano non sapere e, di conseguenza, hanno mentito sapendo di mentire quando dicevano che il presidente non è mai stato più lucido di adesso.
Se i media hanno mentito sullo stato di salute del presidente è molto probabile che mentano anche su molti altri argomenti di pari o minore importanza: la guerra in Ucraina, la "follia" di Putin, l’efficacia e la sicurezza dei vaccini mRNA, la guerra di Israele a Gaza etc.

2. Capacità dei media di gasbagliare.
Ovvero la forza ed efficacia della propaganda.
Ragioniamoci un attimo: almeno da un anno c’era un presidente chiaramente affetto da evidenti sintomi di demenza eppure, nonostante le sempre più frequenti topiche, i media negavano la realtà e parlavano, al massimo, di stanchezza.
In altre parole convincevano i propri utenti a non fidarsi dei loro sensi e del loro buon senso e che il presidente era in salute e totalmente capace di adempiere il proprio dovere.
La conseguenza è che se i media riuscivano a convincere gran parte del proprio pubblico che un demente senile non è mai stato più sveglio e pronto di adesso allora che problemi hanno a far credere alle stesse persone fatti molto meno ovvi: che un candidato normale, sebbene con qualche folcloristica peculiarità, è l’anticristo oppure che una guerra ingiusta è una guerra santa o che un genocidio è “giardinaggio” (*2)? Nessuna…
I media non sono indipendenti ma un semplice strumento al servizio del potere: e il potere non è il presidente (dato che ora sta venendo da questi “tradito”) ma chi controlla/influenza la sua squadra.

3. Perché adesso
Le “mie” fonti prima del dibattito con Trump dicevano che sarebbe stato un esame per Biden per mantenere l’appoggio del partito. I democratici non erano preoccupati di proteggere la democrazia dall’assurdo di far eleggere un uomo incapace di svolgere il proprio compito: semplicemente temevano, e temono, una sconfitta a valanga che riduca sensibilmente il loro potere.
Invece la sera del dibattito il presidente era in giornata “no” e gli americani hanno così constatato l’attuale stato di salute mentale del loro presidente. Un brusco risveglio per molti elettori democratici che non volevano credere ai propri occhi e orecchi.
Solo per evitare una sconfitta, che ormai sembra quasi certa, e non per preservare la democrazia l’apparato dei democratici sta cercando di cambiare il proprio candidato: ecco perché solo adesso i media tradizionali dicono la verità sulla salute di Biden.
Un inciso: e che dire dei politici europei che hanno seguito pedissequamente le indicazioni autolesionistiche (per l'Europa) di un presidente inabile? Se i ciechi seguono un orbo che dire di chi segue un demente?

4. Se il presidente è incapace governa la sua squadra.
Biden è ormai incapace di seguire un pensiero logico per più di pochi minuti figuriamoci quindi se è in grado di prendere decisioni complesse che necessitano di considerare numerosi fattori che si sovrappongono insieme. È quindi evidente che Biden non guidava la propria squadra assegnando compiti e verificandone i risultati ma, al contrario, era la sua squadra che gestiva il presidente facendogli firmare i documenti da loro preparati.
Una “squadra” al potere è molto più influenzabile dalle lobbi dato che il potere dei singoli membri è inferiore a quello di un presidente in pieno possesso delle sue capacità: questo moltiplica la corruzione e la mala politica. Lo spreco di miliardi in Ucraina e il genocidio a Gaza sono due evidenze che tutti, a partire dai media, fingono di non vedere.
Il vero potere negli USA attuali non è quindi il presidente ma chi controlla e influenza la sua squadra di governo: ovvero le lobbi politiche ed economiche (non elette e totalmente al di fuori della democrazia).

5. Se il presidente era incapace perché lo volevano rieleggere?
Perché evidentemente un Presidente così malleabile alle influenze esterne faceva comodo.
Faceva comodo alla sua squadra, i cui membri avevano molto più potere del normale, e faceva comodo alle lobbi che potevano più facilmente imporre il proprio volere agli USA.
Si voleva far rieleggere Biden perché un burattino che non dice mai “no” era l’ideale per i burattinai e aspiranti tali.
Solo quando si sono improvvisamente resi conto che Biden non vincerà le elezioni hanno deciso di cambiarlo in fretta e furia. Come detto la capacità di gasbagliare dei media è talmente elevata che anche una persona dalle scarse capacità come la vice presidente verrebbe presentata come una sofisticata statista…

6. Solo apparenza di democrazia.
Gli elettori americani hanno eletto Biden non la sua squadra. La democrazia, ovvero il volere del popolo, è (in teoria!) rispettata solo se è il presidente eletto che governa.
Se sono altri a governare in sua vece non è democrazia.
Attualmente negli USA non c’è quindi neppure la parvenza di democrazia dato che evidentemente non è Biden che gestisce il paese ma la sua squadra e cioè le lobbi economiche e politiche dietro di essa.

Che dire? Mentre scrivevo avrei voluto aggiungere altri sotto argomenti e riflessioni che nascono spontanei ma questi elencati mi sembrano comunque i più importanti. In futuro, quando scriverò di media o di geopolitica, potrò citare questo pezzo come base di partenza.

Attualmente Biden non sembra intenzionato a ritirarsi: la sua famiglia è ben consapevole che la maggioranza del partito lo sta tradendo ma, se ho ben capito, legalmente non è possibile cambiare il candidato alle elezioni se questo non si ritira volontariamente.
E allora?
Beh, se Biden non si ritira spontaneamente potrebbe essere fatto ritirare con la forza: i servizi segreti statunitensi potrebbero farlo fuori: ovviamente non gli spareranno con un cecchino mentre viaggia su una decapotabile ma si tratterà di un malore improvviso nel sonno. Il tempo minimo per presentare un altro candidato, chiunque esso sia, è poco e quindi, se necessario, si agirà immagino in un mesetto.
Diciamo di riaggiornarci quindi a ferragosto: sarò stupito se Biden sarà ancora vivo pur non avendo ritirato la sua candidatura.
L’alternativa è invece quella di far fuori Trump: anche lui in effetti è parecchio a rischio.
E questo nella più grande “democrazia” occidentale...

Conclusione: i sei fatti elencati dovrebbero essere ovvi a tutti ma ormai ho capito che non è così. A partire dai miei stessi dati molte persone, probabilmente la maggioranza, arriveranno a conclusioni illogiche per salvaguardare il proprio ego, ovvero la fiducia in un mondo che non è più come loro si illudono che sia…
L’uomo crede volentieri alle bugie che confermano le sue illusioni.

Nota (*1): “Gasbagliare” è il mio traducente per “gas lighting”: v. Parole: Burri ingenuo, suggestionabile e gasbagliato. Gasbagliare = convincere qualcuno a non fidarsi dei suoi propri sensi.
Nota (*2): In quest’ultimo esempio ho volutamente esagerato ma mi piaceva come conclusione.

mercoledì 10 luglio 2024

Marco Aurelio e l'ingiustizia sociale

Provo a scrivere nonostante il caldo. Nota nel pomeriggio ho fatto un salto a casa per combattere le formiche: in camera alle 15:00 avevo 24,5°; in città, alle 19:00, 38°; in casa di mio padre alle 22:00 28,5°…

Come sapete sto leggendo “Pensieri” di Marco Aurelio Antonino: la domanda che mi ponevo era “come mai l’imperatore filosofo ha fatto così poco per cambiare la società dell’epoca?”.
Così ho letto facendo particolare attenzione a cogliere qualsiasi aspetto sociale della sua filosofia: ebbene, più o meno sarò a metà ma fino ad adesso non ho trovato neppure il minimo accenno a come dovrebbe essere una società ideale. Tutta la filosofia di Marco Aurelio si concentra sull’individuo: egli ha l’obbligo di migliorare se stesso, non il mondo.

Quindi mi sono posto una nuova domanda: “Come mai la filosofia di Marco Aurelio è circoscritta al singolo e non considera la società?” (per esempio cosa si può fare per migliorarla).
E finalmente oggi, proprio prima di uscire, credo di averne intuito il motivo più profondo: per gli antichi gli uomini non sono tutti uguali. Non detta scandalo che ci siano padroni e schiavi. Le diseguaglianze nella società non sono ingiustizie ma sono il riflesso della diversità dei singoli.
Il concetto dell’uguaglianza degli uomini arriva col cristianesimo: dato che tutte le anime sono uguali anche le eventuali diversità degli uomini sono accidenti complessivamente insignificanti. Ovviamente per portare questo cambiamento di prospettiva dalla teologia alla politica sociale, nel considerare cioè le diseguaglianze come ingiustizie, è occorso un millennio e parecchi secoli.

E oggi, col fallimento della democrazia occidentale che si sta trasformando in dittatura democratica ([E] 15.7), viene da chiedersi se sia possibile conciliare insieme democrazia, giustizia ed efficienza.
Nella mia Epitome propongo una soluzione che, mi sembra, potrebbe raggiungere tutti questi obiettivi ([E] 18, “Una nuova società”) ma forse il mio tentativo di salvaguardare la democrazia è una lotta contro i mulini a vento. Mi chiedo se sia possibile avere giustizia sociale senza democrazia. Il problema di fondo della democrazia è che gli uomini non sono tutti uguali e sono accecati da un gran numero di limiti psicologici che rendono improbabile, nel lungo termine, una democrazia efficiente che protegga e produca una società giusta. La maggioranza delle persone non approfondiscono le tematiche più complesse necessarie però a scegliere bene i propri rappresentanti, un’altra maggioranza, più o meno sovrapposta alla precedente, è in balia della propaganda e non distingue il bianco dal nero.
Lo abbiamo visto con la malattia del presidente Biden: non è che sia diventato demente senile il giorno del confronto con Trump: erano almeno un paio di anni che i suoi problemi cognitivi erano evidenti. Ma i media lo negavano e buona parte della popolazione ci credeva. Solamente adesso che parte del partito democratico ha deciso di scaricarlo ecco che anche i media hanno il permesso di sire le cose come stanno e di non nascondere le numerose e sempre più frequenti difficoltà del presidente.

Conclusione: ci penserò. Secondo me posso trovare una soluzione accettabile...

martedì 9 luglio 2024

L’amore della terza di copertina […]

Giornatuccia oggi: ieri ho ricevuto una brutta notizia e oggi sono stato al funerale di mia zia, qualche anno dopo quello di mio zio. Non ricordo più esattamente quanti anni: ormai si confondono fra di loro piuttosto facilmente. Direi almeno due, forse tre, difficilmente quattro. Se cercate fra i vecchi pezzi (per esempio Ristorante cinese) ne troverete parecchi in cui parlo delle mie visite dagli zii: vabbè, probabilmente scriverò del funerale con più calma nei prossimi giorni oggi voglio invece concentrarmi sull’argomento del titolo.

Nel 2013 mia cugina (P), figlia unica degli zii in questione, si sposò (v. E tre!) ma sfortunatamente, così è la vita, non troppo tempo dopo iniziò a passare molti periodi difficili dovendosi prendere cura dei suoi genitori malati: l’unico aiuto il marito che, per semplicità, chiamerò G.

Oggi mia cugina era comprensibilmente nervosetta: finito il funerale dovevamo metterci in marcia per seguire il carro funebre diretto al cimitero e ha iniziato a lamentarsi del momentaneamente assente G dicendo che era sempre “lento”, in questo caso a recuperare la macchina. Quando poi ha scoperto che era invece rimasto a parlare con un amico l’ha rimbrottato spedendolo di corsa a compiere il proprio dovere di autista. E poi sbuffando: “Questi uomini tutti uguali, se non gli dici niente…” e io qui non sono riuscito a trattenermi e le ho detto “Certo che in tutti questi anni non lo hai addestrato per niente!”.
Poi, non ricordo più esattamente, ma ci sono stati almeno altri due o tre piccoli episodi in cui mia cugina ha sfogato il suo nervosismo su G: in nessun caso egli le ha risposto per le rime e, anzi, si è sempre affrettato a fare tutto il possibile per venirle incontro.

Ho pensato “evidentemente si rende conto che P è scossa per il lutto e fa del suo meglio per non contrariarla ignorando le sue parole un po’ brusche”. E suppongo che così si comportino tutti i bravi mariti in situazioni analoghe.
Sulla via del ritorno (ero in macchina con loro) mia cugina P, mentre guidava (dopo essersi lamentata con G per l’intero viaggio verso il cimitero di quanto procedesse lentamente), ha sospirato spiegandomi di come ogni domenica degli ultimi anni, mentre le colleghe passavano i fine settimana divertendosi qua e là, lei era sempre andata da sua madre. Ne era (mia sintesi) contenta, fiera e felice però, forse, c’era anche una punta di rimpianto per le occasioni perdute.
Qui però è intervenuto G con un insolito lungo e accorato discorso dato che, essendo piuttosto timido e di poche parole, in genere parla pochissimo.

Permettetemi però una divagazione per spiegare meglio il “personaggio”: se me lo ricordo voglio pubblicare un paio di pagine del diario cartaceo che tenevo prima del 2010 quando aprii questo ghiribizzo. Comunque, se la memoria non mi tradisce, scrissi della volta in cui mia cugina mi presentò G a una cena con gli zii (anche loro non lo conoscevano da molto) a un ristorante sul lungomare. La zia prima della cena mi avvisò che G era molto timido e in effetti, nonostante io non sia di certo una personalità strabordante e accentratrice, aprì bocca per parlare due, forse tre volte. Finita la cena gli zii ci salutarono e io andai con P e G a prendere qualcosa da bere a un bar. Pensai “vabbè, probabilmente era intimidito dagli zii ma ora che non ci sono si scioglierà un po’”… e invece continuò a rimanersene in silenzio quasi assoluto!

Ebbene questo uomo di poche (ma poche poche!) parole, percependo le emozioni scorate di mia cugina, si è lanciato in un lungo e appassionato discorso. Sarebbe stato bello registrarlo anche perché io tendo a ricordare bene i concetti ma non le parole precise. Non ci provo nemmeno a ricostruirle perché non avrei la capacità di trasmettere l’emozione e il calore sincero di ciò che ha detto, l'assoluta premura con cui voleva proteggere P da qualsiasi dubbio o angoscia.
Mi limito quindi a riproporre banalmente i concetti che mi sono rimasti in mente:
. sono stati anni bellissimi.
. lui è stato felicissimo di andare ogni domenica a trovare la suocera ammalata, portarla a mangiare in un locale vicino e poi passare al cimitero a trovare lo zio.
. la domenica è sopravvalutata. Non c’era niente che avrebbe preferito fare di più.

Ora queste parole riportate così, in maniera fredda e sterile, suonano banali ma vi assicuro che lui le ha pronunciate con fervore appassionato. Non erano dette tanto per dire, una consolazione di ufficio magari per nascondere malamente un risentimento segreto per il sacrificio fatto, ma esse erano ciò che pensava veramente.

“Ecco” ho pensato “questo è amore: solo l’amore per mia cugina può infatti avergli fatto trovare apprezzabili quelle giornate. L’aiutarla, lo starle vicino, il condividere l’affetto e le preoccupazioni per la madre. Questo è amore ma non quello della copertina, quello evidente che vedono tutti, il bacio al matrimonio, ma quello più segreto, quello della terza di copertina nascosto sotto il risvolto della sovraccoperta”.

Mi sono quasi commosso senza capirne il motivo! Ma, forse, lo comprendo adesso: mi hanno ricordato il rapporto fra i miei nonni materni (nonni in comune con P). Anche la nonna dirigeva a bacchetta il nonno e solo molti anni più tardi mi resi conto di quanto si fossero voluti bene. Al riguardo rimando al pezzo Sogno nonno e in particolare all’aneddoto che propongo dopo la descrizione del sogno…

Ripensando alla giornata odierna mi sono ricordato di un altro scambio fra P e G che, sebbene meno impressionante del precedente, aiuta a contestualizzare meglio la loro relazione. P ha chiesto qualcosa del tipo: “Ma ho fatto bene a dare la mancia agli addetti del servizio funebre?”. E G le ha prontamente risposto che non aveva fatto bene ma benissimo: dicendolo con un tono che suggeriva che quella fosse senza alcun dubbio la cosa più intelligente, buona e giusta da fare.
Insomma si è affrettato a rassicurarla senza alcuna esitazione o incertezza. Io, per esempio, le avrei chiesto quanto gli aveva donato per poter valutare meglio la situazione e, successivamente, avrei dovuto pensarci per almeno cinque secondi buoni per considerare il problema da molteplici punti di vista. G, molto più sensibile di me, si è invece reso conto che P non voleva una valutazione oggettiva ma solo essere rassicurata; soprattutto la vera domanda era un'altra. G l’aveva immediatamente intuito mentre io lo comprendo solo adesso, a molte ore di distanza: a un livello più profondo P cercava approvazione non tanto per l’iniziativa della mancia, in sé insignificante, ma per come aveva gestito l’intero funerale, per come aveva retto alla tensione, per come aveva controllato le proprie emozioni…

Conclusione: avrei potuto fare una cronaca dolce amara di un funerale triste ma ho preferito dare la precedenze a una descrizione dolce amara di un’emozione felice.

domenica 7 luglio 2024

Gli orfani del male

Ancora non ho finito il pezzo complesso (non è COSì complesso: semplicemente non ci ho lavorato) ma due ghiribizzi che seguo mi hanno dato lo stesso spunto pubblicando sul medesimo argomento da prospettive simili sebbene non uguali.

Gli articoli in questione sono Meno male che Silvio c’era (da Il blog della Curiosona) e Un aeroporto a Silvio (da Il blog di Andrea). Dei due ghiribizzi ho già scritto in passato: politicamente la penso in maniera molto diversa ma comunque apprezzo il loro stile e le loro idee anche quando non le condivido. In particolare mi sono poi utili per avere il polso del classico cittadino di sinistra che si affida a La Repubblica e segue il telegiornale di Mentana (non ho idea se i bloggatori in questione si informino realmente su questi media: ma mi danno comunque l’impressione che rappresentino le idee proprio di quella fascia di popolazione).

Nello specifico, se ho ben capito, vi è la proposta per cambiare il nome dell’aeroporto di Malpensa in “Silvio Berlusconi”. Entrambi i bloggatori sono contrari a questa proposta a causa della condanna penale e definitiva dell’ex cavaliere.
Personalmente trovo la questione irrilevante come tutte le polemiche italiane: si discute del nome di un aeroporto per distrarre la popolazione da questioni “leggermente” più serie come, per esempio, il pericolo di guerra nucleare.
In particolare credo che la questione riguardi gli abitanti del comune (Milano?) e magari della regione in cui si trova l’aeroporto: e in Lombardia Berlusconi era decisamente più amato e apprezzato che nel resto d’Italia e, probabilmente, la macchia della condanna è vista semplicemente come un attacco politico della “magistratura rossa”. Se a queste persone direttamente interessate il nuovo nome sta bene allora secondo me non ci sono problemi.

Ma infatti non è di questo che volevo scrivere quanto, piuttosto, della cattiva politica italiana.
Dagli anni ‘90 in poi la politica italiana ha subito una grave involuzione culturale: programmi e ideologie sono finite in secondo piano con un generale abbrutimento del confronto politico in un circolo vizioso in cui il male generava il peggio.
La sinistra basava la propria campagna elettorale sul concetto “Berlusconi origine di tutti i mali” e, del resto, anche Berlusconi faceva lo stessa chiamando i piddini “comunisti” quando invece il PD si era, o almeno si stava trasformando, in un partito neo-liberista esattamente come e talvolta più della destra.
Agitando la muleta del “Berlusconi è il male assoluto” si è coltivato una nuova ideologia “politica”, una specie di teodicea sciocca e superficiale, che spiegava ogni male dell’Italia con quanto fatto o non fatto da Berlusconi. Con lo stesso criterio si è reso accettabile qualsiasi provvedimento politico: “A Berlusconi, il male assoluto, non piace: quindi deve essere bene”. Ovviamente questa pseudo ideologia è vuota di sostanza e significato politico ma si presta bene a essere veicolata dai media. Nell’epitome ([E] 1.3, “Limitazioni legate al pensiero e alle relazioni sociali”) scrivo del limite del “capro espiatorio”: per una serie di concause l’uomo ama moltissimo la spiegazione che l’origine dei suoi mali: 1. è semplice; 2. dipende da altri; 3. preferibilmente è una persona (non eventi naturali o esterni (*1)).

Poi dal 1994, l’anno in cui Berlusconi entrò in politica, fino al 2023 ho il forte sospetto che gli anni in cui ha governato la sinistra siano stati più numerosi di quelli in cui l’ex cavaliere era al potere ma, nonostante questo, l’Italia non ha fatto progressi significativi durante “il buon governo” della sinistra. Ovviamente perché i governi di sinistra erano altrettanto cattivi, quando non peggio (penso a Renzi), di quelli berlusconiani.

A me questa semplicissima riflessione pare ovvia ma per i seguaci dell’ideologia/anticulto “Berlusconi è il male assoluto” questa è una bestemmia: se Berlusconi è il male assoluto qualsiasi cosa non fatta da Berlusconi deve essere bene. Ovviamente la logica del ragionamento non torna ma i seguaci dell’anticulto non se ne rendono conto e trovano semplicemente impensabile e impossibile che un governo di "sinistra" possa prendere anche un solo provvedimento peggiore di quanto non avrebbe fatto Berlusconi.

Ma poi Berlusconi è morto. E io chiesi scherzosamente a mio padre: “e ora Crozza come farà?” ma la stessa domanda avrebbe dovuto essere posta alla sinistra, cioè “e ora il PD come farà?”.
La pseudo ideologia del “Berlusconi è il male assoluto” non ha più senso con la sua morte e quindi, politici ormai non più abituati a pensare e parlare di politica e media incapaci di fare giornalismo, si sono ritrovati senza un facile bersaglio con cui giustificare le proprie azioni e spiegare i mali dell’Italia.

Inizialmente, quando Salvini sembrava la figura di maggior spicco della destra, si è provato a sostituirlo a Berlusconi come “super malvagio”. Il tentativo ha funzionato dato che il personaggio del panciuto "capitano" che rotea il rosario in aria per arringare i suoi sostenitori è effettivamente molto folcloristico e si presta bene: adesso infatti Salvini è stato nettamente sorpassato dalla Meloni. E i media hanno problemi a trasformare anche la “modella svedese” nel “male assoluto” perché, per essere tale, deve anche essere unico (che poi c'è anche la concorrenza internazionale di Trump e Putin!).

Resta il fatto che c’è adesso un’ampia fascia di popolazione, identificabile sostanzialmente come “di sinistra” anche se la politica del PD è totalmente neo liberista, orfana del proprio anticulto. Persone che prima o poi dovranno ammettere che se le cose non vanno bene allora non doveva essere tutta colpa di Berlusconi: questo genera un’incomprensione della realtà e una conseguente dissonanza cognitiva che ancora non è stata univocamente risolta e provoca quindi malessere.

Io paradossalmente, nei pezzi sullodati, leggo soprattutto una triste malinconia e rimpianto per i tempi passati quando il male era semplice da riconoscere perché aveva un nome e un volto: i bloggatori giustificano quindi le proprie emozioni di rimpianto per un mondo più facile da capire con la polemica per il possibile nuovo nome di un aeroporto. Ecco: senza rendersene conto cercano di colmare il vuoto del rimpianto col cascame dell'indignazione morale propria dell'anticulto che non è più.

Conclusione: e in questo periodo storico dove il neo liberismo ha preso il controllo della stragrande maggioranza dei media, e con essa della narrativa dominante, in mancanza di fatti e dati concreti si ricorre sempre più spesso al “capro espiatorio”: negli USA il male assoluto è Trump a cui quindi va preferito anche un anziano affetto da demenza senile; nel mondo è Putin un “folle”, talmente “folle”, che forse è proprio grazie alla sua prudenza e moderazione se siamo ancora vivi.

Nota (*1): oppure, durante la pandemia, che la colpa della diffusione del virus non dipendeva dai provvedimenti irrazionali e inefficaci delle istituzioni ma da chi non si vaccinava (nonostante che già all’epoca le ricerche dimostrassero che il vaccino non impediva la trasmissione della malattia!). Di nuovo era più semplice criminalizzare una minoranza di persone che prendere atto degli errori commessi (magari inizialmente anche in buona fede) e invertire la rotta.

sabato 6 luglio 2024

30. Oltre le banalità

Nelle puntate precedenti abbiamo avuto la presentazione ufficiale di Zozzapanna al resto della squadra. Durante quest’ultima, col favore dell’oscurità, i colleghi della dottoressa ne avevano approfittato per darle numerosi attestati di “stima”.
Zozzapanna, apparentemente per mettere in difficoltà la dottoressa, aveva interrotto prima del tempo la presentazione facendo in modo che il colonnello scoprisse cosa era successo.
La dottoressa Saltenberger aveva tirato fuori una delle sue bugie, improvvisando la dimostrazione di un’ulteriore capacità di Zozzapanna salendo anche lei direttamente sul palco: anche stavolta però Zozzapanna l’aveva battuta in astuzia facendola ruzzolare a gambe all’aria di fronte a tutti e suscitando così l’ilarità generale.
La dottoressa si era però presa una propria rivincita rendendo il più dolorosa possibile un’iniezione ormonale che avrebbe dovuto provocare l’immediata ovulazione della recluta: questo nell’eventualità che Strabuccinator fosse attratta solo da donne fertili.
Sul finale si annunciava che si sarebbe solo dovuto scegliere il travestimento con cui la bella Zozzapanna avrebbe dovuto sedurre il mostruoso Strabuccinator.

Nella puntata odierna ho, personalmente, la sensazione che si raggiunga un nuovo livello di demenzialità: niente di particolarmente evidente è solo un insieme di dettagli.
Il colonnello Kack coinvolge immediatamente il resto della squadra nella scelta del travestimento anche se poi, come al solito, non sta a sentire nessuno e decide tutto lui. In verità poi qui è un altro momento del racconto in cui, in un secondo momento, ho cercato di dare un po’ più di spessore ai personaggi secondari. Per questo alcuni passaggi potrebbero essere un po’ più lenti del desiderabile.
In realtà il colonnello Tualet non afferra proprio del tutto le idee dei vari piani preparati dalla dottoressa, preferendo evitare il rischio di risvegliarne la conflittualità, così non vi indugia e passa subito alla dimostrazione del travestimento successivo.
Al di là dei nomi, effettivamente non sempre facilissimi da ricordare, qui aggiungo una pennellata di colore all’agente timido e cicciotello ma anche gentile e premuroso; a quello che cerca di ingraziarsi il direttore con complimenti e lusinghe (dal nome più semplice Parakulovsky) e lo psichiatra di mezz’età geloso della dottoressa von Krausslofter.
Inutile dire che il direttore Gordon Tualet è estremamente sensibile alle manipolazioni dei suoi subordinati quando queste rafforzano le sue ubbie, in particolare verso la dottoressa…
Tutto sommato questa puntata procede senza troppe sorprese con la presentazione di tre travestimenti e relativi scenari pensati per adescare Strabuccinator: diciamo che la dottoressa non fa in tempo a mettersi nei guai come suo solito ma che si delinea tale possibilità per la prossima puntata...

Il fattore FE è basso: diciamo 2/10 per le varie allusioni che, sebbene non comprese dal colonnello, quasi certamente non sfuggiranno ai lettori più attenti…

martedì 2 luglio 2024

Non è una litote

Un pezzo breve prima di andare a dormire…

Ripensavo a un’altra considerazione che non ho inserito nel pezzo Trump contro Biden.
Il declino mentale di Biden non è iniziato ieri né un mese fa: ho visto un video che mette insieme spezzoni tratti da diversi anni e la differenza diventa marcata a partire dal 2020. Poi chiaro che chi ci aveva a che fare quotidianamente avrà notato i primi sintomi anche da molto prima.

Quello che voglio dire è che la squadra di Biden, quelli che io chiamo affettuosamente i suoi badanti, sicuramente erano consci del suo stato di salute.
E allora perché sapendo che, siamo buoni, non sempre è lucido e capace di intendere e di volere non hanno avviato le procedure per rimuoverlo dall’incarico per motivi di salute?
Al suo posto sarebbe subentrata la vicepresidente Harris: non sarà un genio ma almeno non è malata…
Addirittura avevano deciso di ricandidarlo: se già adesso è, risiamo buoni, appena presentabile come sarà fra uno o due anni?

L’unico motivo che mi viene in mente per non aver sostituito Biden e, addirittura, aver avuto la faccia tosta di riproporlo per un altro mandato è il potere: un presidente nelle condizioni di Biden non dirige la propria squadra di governo ma è governato da essa. I singoli Blinken, Sullivan e simili hanno molto più potere personale con un presidente come Biden che con un altro capace di ricordarsi cosa gli avevano detto la settimana precedente e di reagire di conseguenza.
È come quando a scuola invece del professore severo c’è un sostituto senza esperienza e incapace di farsi rispettare così che gli studenti non lo stanno a sentire e fanno quello che gli pare...

Eppure la democrazia americana si basa sull’elezione del presidente: gli americani hanno votato Biden, non la sua squadra. È Biden che rappresenta gli elettori non i suoi ministri. Se Biden non governa non è democrazia.

L’ovvia conclusione è che alla squadra di Biden non interessa niente della democrazia: probabilmente neppure si sono posti il problema.

Conclusione: ci sarebbe da scrivere anche sullo stupore di molti elettori democratici che, affidandosi all’informazione dei media di parte, non si erano resi conto delle condizioni dell’uomo che avevano votato. Perché se dei 90 minuti di dibattito si fa una sintesi di 5 minuti allora è possibile montare le immagini per far fare buona figura a Biden: negli ultimi anni questa è stata la pratica normale di tutti i media tradizionali…
E quindi ci sarebbe anche da dire dei media che invece di informare disinformano: anche subito dopo il dibattito ci è stato chi ha avuto il coraggio di dire che “Biden NON è mai stato più acuto di adesso”. È non è una litote.

lunedì 1 luglio 2024

29. Omoni e ormoni

Sono ancora perfettamente sveglio, forse per la tensione dell’incubo (v. L’incubo del drago) o forse per la lattina di Monster che ho bevuto…

Comunque domani saranno passati cinque giorni dalla pubblicazione dell’ultima puntata e allora prendo l’occasione per preparare il commento al nuovo pezzo di Strabuccinator: sì sì, mi ci vuole proprio un po’ di Zozzapanna & C. per conciliarmi il sonno!

29. Omoni e ormoni

Nella precedente puntata la dottoressa poco di buono Ruth Saltenberger si era di nuovo messa ne guai saltando sul palco insieme a Zozzapanna e ordinando alla sua recluta di ripulirla dalla sostanza di cui aveva detto (mentendo) al colonnello Kack di essersi cosparsa per far vedere a tutti anche questa abilità della ragazza. In realtà la sostanza era effettivamente “stima” dei colleghi e, in pratica, gli unici a non saperlo erano lo stesso colonnello e il capitano Patt Jr. Mac Burgerin troppo impegnato a prendere appunti per notare altro.
Sul palco poi Zozzapanna aveva giocato d’astuzia ridicolizzando la dottoressa Lily Saltenberger: la puntata era infatti terminata con la donna che cadeva sul palco finendo gambe all’aria…

In questa puntata il punto di vista è quello della dottoressa e, per la prima volta, sentiamo parlare Zozzapanna che scambia poche parole col direttore Kack. Subito è evidente la sintonia fra i due e, come se non bastasse, la dottoressa sospetta che Zozzpanna abbia “puntato” il suo uomo, ovvero il capitano Carl Patt Scott Jr. Mac Burgerein…
Zozzapanna direttamente interpellata dal colonnello su una certa questione gli dà subito ragione mettendo così in difficoltà la dottoressa Raden che si sente un po’ tradita dalla propria recluta.
Scopriamo anche il vero nome di Zozzapanna che è completamente diverso e la sua origine: la sintonia col colonnello Tualet pare rafforzarsi e questo rafforza anche la determinazione della dottoressa Ruth Raden a eliminare la ragazza una volta che avrà compiuto la sua missione di uccidere Strabuccinator.
Dopo il tradimento di Zozzapanna la dottoressa Lily decide di vendicarsi e, grazie alla sua capacità di improvvisare bugie che già conosciamo, cercherà di prendersi una piccola immediata rivincita sulla propria recluta.
La vendetta prende la seconda parte della puntata e, di nuovo, potrebbe turbare i lettori più sensibili: come sempre voglio ricordare a coloro che trovano la scena eccessiva di interrompere la lettura dato che da questo punto di vista le cose andranno progressivamente peggio!
Con la sua rivincita la dottoressa accorcia le distanze su Zozzapanna arrivando a un 2 a 1: ma come finirà la partita? Sul finale scopriamo di cosa tratterà la prossima puntata…

Il fattore EC non mi pare altissimo, anzi: diciamo che un 3/10 mi pare ragionevole.

Stilisticamente mi pare di stare delineando bene le dinamiche psicologiche fra Zozzapanna e il direttore Kack e la dottoressa Lily Raden: ammirazione e stima dal primo, invidia e rivalità dalla seconda. Inizia poi a delinearsi la lotta fra l’intelligenza di Zozzapanna e l’astuzia mendace della dottoressa von Krausslofter…