«[Figlio dell'uomo] Porgi l'orecchio e ascolta le parole di KGB
e applica la tua mente alla SUA istruzione
» Pv. 22,17

Qui si straparla di vari argomenti:
1. Il genere dei pezzi è segnalato da varie immagini, vedi Legenda
2. Per contattarmi e istruzioni per i nuovi lettori (occasionali e non) qui
3. L'ultimo corto è questo
4. Molti articoli di questo blog fanno riferimento a definizioni e concetti che ho enunciato nella mia Epitome gratuitamente scaricabile QUI. Tali riferimenti sono identificati da una “E” fra parentesi quadre e uno o più capitoli. Per esempio: ([E] 5.1 e 5.4)

venerdì 31 dicembre 2021

Fine anno

E siamo al 31 mattina sempre senza Internet (né telefono fisso). Ieri sera Fastweb mi ha gentilmente fatto sapere tramite SMS di aver bisogno di ulteriori 48 ore (il giorno prima, altro SMS, si era limitata a 24 ore in più) e si andrebbe quindi all’1 2022 che però è festa mentre il 2 è domenica col risultato quindi di arrivare a lunedì 3: cosicché i tre giorni di intervento previsto si trasformeranno in almeno una settimana…

E io che volevo scrivere? L’irritazione me lo ha fatto dimenticare…
Ecco avrei da parlare male anche delle Poste che, probabilmente dopo una nuova riorganizzazione, hanno deciso di consegnarmi la posta una volta al mese o, forse, anche meno spesso: il motivo è che consegnarmela più frequentemente non sarebbe economicamente vantaggioso per loro. La consegna della posta non è più un servizio ma un’attività commerciale: e chi se ne frega se così mi arrivano tutte le bollette già scadute…

In questi giorni mi è poi capitato di sentire un paio di frammenti di SkyPD-24 sul covid-19: da quel che ho capito, col leggero ritardo previsto rispetto al Regno Unito, è arrivata con tutta la sua virulenza in Italia la variante Omicron. Proprio in questa settimana avrebbe dovuto divenire abbastanza chiaro quale fosse la gravità effettiva di questa nuova variante.
I dati dal Sudafrica erano estremamente positivi e la paragonavano a qualcosa di meno intenso di un raffreddore ma io ancora non mi ero pronunciato perché il Sudafrica ha due/tre importanti differenze rispetto al Regno Unito e all’Europa in generale: 1. sono all’inizio dell’estate; 2. la popolazione è mediamente molto più giovane; 3. prevale l’immunità naturale rispetto a quella causata dal vaccino. Il terzo punto non credo sia particolarmente significativo ma i primi due penso di sì.
Ovviamente però non conosco i dati di questa settimana in UK: però ieri un mio amico mi ha detto che le informazioni che arrivano sulla Omicron sono molto positive. Per adesso prenderò questa informazione per buona e la verificherò appena possibile. Magari domani, Capodanno, faccio un salto da mio padre e ne approfitto per pubblicare questo pezzo e gli altri due già scritti oltre, naturalmente, a controllare cosa dice il Dr. Campbell…
Comunque, tornando a SkyPD-24, nel poco che ho sentito (involontariamente) dei loro servizi ne concludo che sono impegnati a seminare il panico nella popolazione con bollettini di guerra che esaltano tutte le notizie più preoccupanti e tacciono invece su quelle positive.
Ho sentito parlare dell’aumento dei contagi (e questo già si sapeva che sarebbe stato inevitabile: cioè io lo sapevo e l’avevo scritto: magari il governo con i suoi pagliacci dell’informazione pensavano il contrario e pensavano che con le mascherine all’aperto l’avrebbero evitato. Oppure che comprimendo ancora le libertà dei non vaccinati, che sono molto più controllati e paradossalmente più sicuri dei vari super-verdepassi, si ottenesse una diminuzione dei contagi: non so, davvero ormai ho rinunciato a cercare di comprendere quale sia la logica sanitaria del governo italiano…) ma non se a questo corrispondeva un aumento dei ricoveri (molto improbabile per più motivi!). Poi il solito panegirico dissennato sui meriti inesistenti di un governo obbrobrioso e il “doveroso” commento parenetico contro i riottosi non vaccinati che, viene spiegato più o meno esplicitamente, sono i veri “untori” che meritano quindi il disprezzo dei telespettatori e della società tutta.
La cosa drammatica è che la gente crede a questo concentrato di bufale: probabilmente messaggi analoghi sono ripetuti a gran voce dai telegiornali di RAI e delle altre emittenti private.
Di fronte “all’evidenza” di bugie che si danno vicendevolmente ragione le mie spiegazioni che io do, per esempio, a mio zio che segue questa presunta informazione cadono nel vuoto. Inutile dire che le mie fonti si basano sulle ricerche scientifiche: la disinformazione di un telegiornale ha molta più autorità della mia informazione. E questo per parenti e amici: figuriamoci quindi chi non mi conosce. Ma chi non mi conosce lo capisco: anche io non mi fido di siti oscuri e sconosciuti; mi fiderei di questo mio ghiribizzo solo dopo averlo seguito per un anno e verificato quanto le mie previsioni (basate su dati reali e scientifici) siano corrette rispetto alle scempiaggini ufficiali.
Ma ve lo ricordate il governo Conte 2 che in autunno 2020 diceva “chiusura adesso per poter poi passare il Natale tutti insieme”? o che i vaccini avrebbero risolto tutti i problemi e non ne sarebbero serviti altri? Oppure che col verdepasso si sarebbe impedito ai “cattivi non vaccinati” di diffondere il contagio?
Insomma il governo con i suoi esperti non ne hanno indovinata una mentre le mie previsioni (sul covid-19) si sono verificate praticamente tutte. Eppure io continuo a non essere credibile mentre il governo, tramite i media indirettamente controllati, sì.
Ma vi rendete conto che se invece di una variante Omicron, innocua o quasi, si fosse sviluppata una variante più pericolosa adesso saremmo a contare non migliaia ma milioni di morti? E questo sarebbe avvenuto a causa dell’incapacità dei governi occidentali (non solo dell’italiano) di gestire questa pandemia. Puntare tutto solo sui vaccini era sciocco e miope: i vaccini sono uno strumento utile al quale però ne andavano affiancati altri: riguardate i miei pezzi dall’autunno 2020 in poi per una panoramica.

Già perché adesso ci raccontano che la terza dose del vaccino (tutti basati sul ceppo originario) dà un’ottima immunità: vorrei sapere secondo quali ricerche scientifiche e, soprattutto, per quanto tempo (*1). Delle controindicazioni della terza dose nemmeno provo a informarmi: so già che qualsiasi effetto avverso non viene riportato o è censurato.

Ma torniamo agli amici e parenti che non si fidano del mio parere: ecco di loro, che in teoria dovrebbero conoscermi, sono molto deluso.
Conoscendo la mia intelligenza e lo scrupolo, equilibrio, apertura mentale e la ponderatezza con cui esamino tutte le informazioni come mai non ci si fida del mio giudizio? Non dico di pendere dalle mie labbra ma, almeno, di prenderlo sul serio, di valutarlo. Come spiegano l’esattezza delle mie previsioni (oltretutto confrontandola con l’evidente e costante erroneità di quelle ufficiali)?
Perché i miei allarmi non vengono presi sul serio?

Da una parte, senza dubbio, valgono i limiti psicologici comuni a tutti gli esseri umani il cui “succo”, in questo contesto, è che si tende a preferire un’illusione positiva a una verità sgradita. Il tutto rafforzato da un’altra decina di fattori: l’obbedienza all’autorità (e quindi alla sua versione della realtà), la tendenza all’imitazione dei propri simili (“se gli altri credono lo faccio anch’io”), il limite dell’anti-resipiscenza, della misconoscenza, della memoria breve e altri ancora.
Però, per la mia maniera di pensare naturalmente scientifica tutti questi pregiudizi dovrebbero cadere difronte a dati concreti: è la maniera di pensare degli INTP: un’ipotesi è vera solo fino a quando non è dimostrata falsa; a quel punto viene abbandonata senza rimpianti.
A me pare talmente ovvio…
Probabilmente tutto dipende dalle tipologie psicologiche: suppongo che ragioni in questo modo logico solo le personalità con Ti come funzione dominante, cioè INTP e ISTP. Sfortunatamente non conosco abbastanza persone, né le loro tipologie di personalità, per poter verificare. Ho la netta sensazione che mio zio Gip, quasi sicuramente un INTP come me, avrebbe avuto l’apertura mentale sufficiente per prendere molto sul serio le mie parole. Ma anche questo non lo posso verificare.
Davvero dovrei trovarmi qualche amico INTP con cui poter fare delle discussioni serie che non cadano immediatamente preda di turbamenti emotivi e altre isterie che comunemente alterano il giudizio delle altre persone…
Ecco magari dovrei scambiare uno dei miei amici ingegneri INTJ (ne ho una quantità spropositata considerando le mie limitate conoscenze ovviamente) o peggio ancora ISTJ: la Ni dominante li rende molto abili ad approfondire una problematica ma contemporaneamente gli fa perdere la visione del quadro d’insieme inoltre, come tutti i –TJ in genere, hanno una certa ristrettezza di vedute che ostacola il dialogo con chi la pensa diversamente da loro. Oddio almeno, armandosi di pazienza, ci si può discutere: con gli ISTJ il problema è che hanno bisogno di fatti “certificati” (Si dominante) che dal punto di vista di un INTP sono dettagli inutili perché intuiti (e conformi allo schema generale calcolato da Ti); con gli INTJ il “pericolo” è rimanere invischiati in una loro zona di competenza dove sono informatissimi: con loro la difficoltà è farli uscire da tale eventuale “pozzo” in cui possono cadere. L’estremo dettaglio invece del generale...

Conclusione: vabbè, credo di aver divagato abbastanza per oggi. Non sto a fare gli auguri ai miei lettori perché, grazie a Fastweb, non so quando riuscirò a pubblicare qualcosa.

Nota (*1): è una domanda retorica: sono perfettamente consapevole che non c’è stato il tempo di fare nessuna ricerca di questo genere. Probabilmente ci si basa solo su pochi dati preliminari e parecchia speranza.

giovedì 30 dicembre 2021

Malthus

Ieri sera ho finito di leggere “An essay on the Principle of Population” di Thomas Malthus scritto nel 1798. Si tratta di un saggio importante tanto che il “principio” citato nel titolo si è meritato un aggettivo tutto suo: “malthusiano”.

Libriccino piuttosto corto che ho divorato in pochi giorni anche se, in verità, la seconda parte è noiosa e priva di interesse. Infatti nella prima parte dell’opera Malthus descrive un principio che è tanto semplice quanto importante: la popolazione cresce più velocemente del cibo disponibile. Per la precisione la popolazione cresce con proporzione geometrica mentre il cibo solo linearmente.

In realtà è quindi la disponibilità di cibo a determinare se e quanto la popolazione possa crescere. Se il cibo è abbondante allora la popolazione aumenta rapidamente: può accadere, per esempio, dopo una grande pestilenza o una guerra che abbia sterminato la popolazione di un luogo.
Se invece la popolazione ha già raggiunto il livello di cibo disponibile in un paese allora non può crescere ancora e si avranno carestie, disordini, malattie (provocate dalla denutrizione) e simili.

A distanza di oltre due secoli è possibile aggiungere delle precisazioni a questa idea di Malthus ma, nella sostanza, è ancora più che valida.
Prima di tutto la contraccezione permette oggi di limitare e controllare il numero delle nascite: in occidente la popolazione spontaneamente decide di avere un numero limitato di figli, in Cina è addirittura la politica a stabilire il numero massimo di figli per famiglia. Solo in Africa un misto di ignoranza e talvolta fanatismo religioso provoca un vertiginoso aumento della popolazione.
In secondo luogo anche nell’alimentazione ci sono state delle rivoluzioni che hanno moltiplicato la produttività dei terreni agricoli: basti pensare ai fertilizzanti, ai mezzi meccanici e, attualmente, all’ingegneria genetica. Chiaro però che la quantità di suolo disponibile non può essere aumentata oltre certi limiti e, quindi, il problema di fondo della quantità di cibo disponibile è sempre presente.

Interessantissimo anche un “corollario” economico al principio di Malthus: quando la popolazione ha spazio e risorse per crescere anche i poveri tendono a vivere meglio perché il loro unico bene, il loro lavoro, è più richiesto e quindi meglio retribuito. Questo maggior benessere permette ai giovani di “mettere su famiglia” prima e, quindi, di fare più figli. Al contrario le ristrettezze economiche portano a matrimoni (Malthus scrive nel 1798!) più tardi e, quindi, meno fertili.
Mi pare evidente l’analogia con la situazione italiana con i giovani che non possono permettersi di lasciare la casa dei genitori e che quindi non si riproducono.
I ricchi, cioè i datori di lavoro, ovviamente preferiscono i periodi di abbondanza di manodopera perché, pagandola meno, riescono a moltiplicare i propri guadagni che, a loro volta, gli permetteranno di sopravvivere ai periodi di carestia/guerra/malattia che prima o poi colpiranno la popolazione più povera. Anche in questo caso vi vedo delle analogie significative col presente.

Vi è infine un’altra conseguenza economica interessante: onestamente non ho gli strumenti culturali per capire quanto sia corretta ed eventualmente attuale ma sicuramente mi appare sensata.
Malthus si chiede cosa possa succedere in una fase di saturazione cibo/popolazione, ovvero quando la popolazione ha più o meno raggiunto il limite stabilito dalla quantità di cibo disponibile in una nazione. In questa situazione i più poveri faticano a comprarsi il cibo necessario per il proprio sostentamento dato che la richiesta sarà molto alta. Cosa succede quindi se si danno più soldi ai poveri? Beh se i beneficiari sono relativamente pochi allora semplicemente questi potranno comprarsi più cibo e, quindi, vivere meglio. Ma se i beneficiari sono tutti i poveri allora, dato che il cibo è una quantità finita, il risultato è solo quello di aumentarne il costo col risultato che i poveri che guadagnano il doppio si troveranno a dover spendere anche il doppio per lo stesso cibo di prima e, quindi, resteranno affamati.
Credo che con molti “se e ma” questo concetto sia ancora valido e legato al fenomeno dell’inflazione.

Nella seconda parte del saggio Malthus si perde a criticare teorie altrui (decisamente avventate) evidenziandone debolezze e veri e propri errori. Ovviamente queste teorie fantasiose, probabilmente famose nel loro tempo, non hanno lasciato traccia e quindi la lettura dei loro limiti è piuttosto noiosa e sostanzialmente inutile. I capitoli finali sono poi su Dio e li ho letti in automatico sbadigliando: l’unico concetto che mi ricordo è che le avversità sono necessarie sia per fare risaltare il bene che per spingere l’uomo a migliorarsi.

Cosa che mi ha reso poi contentissimo è che vi ho trovato molte potenziali epigrafi che, soprattutto, sono adatte per capitoli/sottocapitoli dove ne ho poche o nessuna.

Conclusione: a oggi, 30 dicembre, sono sempre senza Internet (dal 26 dicembre pomeriggio). Spero prima o poi di riuscire a pubblicare questo pezzo!

domenica 26 dicembre 2021

Decadenza senza rete

È dal 26 dicembre pomeriggio che sono senza Internet: era almeno più di un anno che non avevo problemi diversi dalla momentanea disconnessione e che viaggiava con la mia usuale lentezza degna di un ADSL di venti anni fa…
Ovviamente sotto le feste era il momento migliore per guastarsi: spero però che in questo momento un tecnico FastWeb/Telecom stia riattaccando (con lo sputo) l’ennesimo cavo spezzato della mia linea…

Non avevo niente di particolare da scrivere ma qualche appunto vorrei farlo.

Uno in verità è abbastanza complesso e molto profondo ma è ancora in una forma embrionale sulla quale dovrò riflettere a lungo.
L’idea è sulla decadenza dell’occidente: ma cosa si intende per “decadenza”?
Quello che ho in mente per “decadenza” è l’incapacità di rispondere adeguatamente, in maniera costruttiva e magari proattiva, alle sfide presentate dal tempo e, spesso ma non solo, incarnate dalle altre nazioni maggiori (come Cina o Russia).
La “decadenza” consisterebbe quindi di due elementi principali: 1. persone non all’altezza nelle posizioni di vertice nel potere politico; 2. il completo disinteresse per il benessere del proprio popolo e paese da parte del potere politico locale.

Non mi chiedo qui quale possa essere l’origine di questa particolare decadenza anche se, probabilmente, approfondirò questo aspetto nell’Epitome dove sono presenti gli strumenti e lo spazio per farlo. Voglio invece porre l’attenzione sul risultato che è quello di un potere politico da una parte incapace e, da un’altra, in malafede nei confronti della popolazione che dovrebbe rappresentare. Si avrà quindi una gestione cattiva dell’ordinaria amministrazione e catastrofica per le emergenze.

La pandemia da questo punto di vista mi ha aperto gli occhi: una malattia che per la popolazione in generale non è molto più grave di un’influenza (*1) e stata “gestita” in maniera balzana seguendo principi meramente economici (affidando a pagamento, a privati, il compito di risolvere il problema) e ignorando buon senso e ovvietà scientifiche.
Capisco che nella primavera del 2020 si potesse essere colti impreparati ma già dall’estate sarebbe stato possibile attrezzarsi per uscire senza troppi strascichi dalla crisi sanitaria che invece si è ripresentata puntuale in autunno e inverno 2020. Non sto qui a ripetere cosa si sarebbe potuto fare e non si è fatto: ho scritto già ben troppi pezzi al riguardo.

Cambiando argomento (il precedente non è assolutamente esaurito mo lo riaffronterò con calma nella mia Epitome) mi è tornato a mente una possibilità di cui scrissi spesso nell’estate/autunno 2020: la maniera forse più facile e indolore per uscire dalla pandemia era quella dei tamponi rapidi a basso costo da effettuare da tutti un giorno si e l’altro no. Il tipo di tampone proposto (per tenerne basso il costo) sarebbe stato poco sensibile, non in grado cioè di rilevare sempre il virus ma solo quando questo sarebbe stato in concentrazioni abbastanza alte da infettare altre persone: non si sarebbe identificato gli ammalati ma solo colore capaci di infettare gli altri. Il costo previsto sarebbe stato di 1$ o meno a tampone: chiaramente meno se della produzione si fosse occupato lo stato e non lasciando il tutto ai privati.
La possibilità tecnica c’era ma politicamente si è scelto pervicacemente l’unica strada dei vaccini e SOLO dei vaccini.
Paradossalmente in Italia, imponendo col ricatto mafioso a milioni di italiani di effettuare i tamponi (molto più precisi ma anche estremamente costosi, 15€) quasi quotidianamente, si è contribuito in maniera significativa a individuare rapidamente dei focolai di malattia riducendo così la diffusione del virus. Il verdepasso infatti, giova ripeterlo, è solo una misura ricattatoria che non impedisce al virus di diffondersi, anzi funziona per esso come una specie di passaporto.

A proposito di terza dose: ancora non ho dati sulla durata della protezione aggiuntiva (*2) ma non mi stupirei se fosse per poche settimane. Intanto in Israele sperimentano la quarta!

Tornando alla “decadenza” mi chiedo cosa accadrebbe in caso di una crisi veramente seria. Cosa succederà se la Cina decidesse di attaccare Taiwan? Gli USA riuscirebbero a rispondere efficacemente o verrebbero umiliati? Mi pare infatti evidente che così come i grandi finanziamenti alle case farmaceutiche per combattere il covid-19 si sono tradotti in vaccini che funzionicchiano così i grandi investimenti statunitensi per la difesa probabilmente vanno nelle tasche dei produttori di armi che, ora che c’è la competizione cinese (e forse russa) potrebbero non essere all’altezza delle aspettative. Il “famigerato” F-35 sembrerebbe esemplare: un areo costosissimo e non lontanamente all’altezza delle aspettative. Credo che solo l’Italia ne abbia comprato degli esemplari mentre a Israele sono stati regalati.

Questo tanto per ribadire come la “decadenza” non sia uniforme in tutti i paesi occidentali ma sia invece variabile perché determinata da fattori che influiscono con maggiore o minore intensità sui diversi paesi.
Mi viene in mente la Spagna: da un punto di vista economico non ho elementi per discuterne ma politicamente si vedono almeno due differenze significative con l’Italia.
La democrazia in Spagna non è completamente degenerata: lo testimoniano le numerose elezioni di questi anni. Quando i diversi partiti non sono riusciti a trovare un accordo le camere sono state sciolte e si è tornati al voto: ovvero gli elettori hanno potuto decidere chi aveva torto e chi ragione.
Questo ha portato anche i locali partiti sistemici (che sicuramente ci saranno) a cercare di lavorare per il bene del paese altrimenti gli elettori li avrebbero puniti col voto.
Il risultato complessivo è che la Spagna non dà l’idea di essere un paese svenduto al miglior offerente come nel caso dell’Italia.
Oppure il Regno Unito che ha prontamente abbandonato una nave che sta colando a picco, quella dei burocrati azzimati dell’Unione Europea.
Viene quasi da pensare che i politici delle monarchie costituzionali siano più legati e rispettosi del proprio paese…
Vero è che in Italia proprio i presidenti Napolitano e Mattarella NON hanno fatto il proprio dovere evitando di sciogliere le camere quando invece avrebbero dovuto: se la democrazia in Italia è morta gli assassini sono proprio loro. La morta della democrazia al vertice del paese sta necrotizzando le altre istituzioni, a partire da quelle politiche ma anche giuridiche e culturali. La decadenza italiana è ormai totale e non limitata a pochi aspetti del paese.

Sempre riguardo la decadenza dell’occidente, le idee mi vengano via via che scrivo, è fondamentale il ruolo degli USA. La decadenza delle democrazie occidentali è estremamente facilitata dalla decadenza della democrazia americana (che, intendiamoci, è ancora molto più vitale di quella italiana). In parte vi è un semplice fenomeno di imitazione sia da parte della politica (a farsi corrompere) che da parte dei poteri economici (a corrompere): da questo punto di vista è stato devastante l’effetto dell’Unione Europea sulle democrazie più deboli, come quella italiana, perché ha permesso ai poteri economici di influenzare ogni paese membro in maniera opaca ma pervasiva tramite le istituzioni europee in pratica prive di qualsiasi salvaguardia democratica. Solo il potere politico nazionale avrebbe potuto, se ne avesse avuto le capacità, opporsi alle tendenze distruttive, perché disequilibrate essendo tutte a favore dei poteri finanziari ed economici, dell’unione. Dove il potere politico nazionale era già poco intenzionato a garantire il benessere della propria popolazione il risultato è stato catastrofico.
L’altro effetto perturbante provocato dalla decadenza della democrazia americana è che alla popolazione occidentale in genere manca adesso un modello di riferimento virtuoso: nel paradigma statunitense è infatti facile adesso scorgerne i limiti (senza apprezzarne invece i meriti) e pensare che, da quello specifico punto di vista, il proprio paese è migliore: la conseguenza è che la popolazione, invece di tentare un’imitazione costruttiva, che si opporrebbe alla decadenza montante, rimane acquiescente alla deriva degenerativa.
Per esempio in Italia è facile puntare il dito contro il sistema sanitario americano o del razzismo sempre presente: questi elementi ci ingannano e ci portano a credere che la nostra società non sia così male come sembra; ci impedisce di migliorare i nostri punti di forza (che invece vengono continuamente erosi e indeboliti) e di cercare di copiare quelli altrui (come, per esempio, l'efficienza della giustizia americana).

Conclusione: è quasi 12:00 del 38 dicembre e sono sempre sena Internet (e quindi telefono fisso)...

Nota (*1): solo per gli anziani e i soggetti fragili è significativamente pericolosa.
Nota (*2): ormai la sperimentazione è solo un ricordo e, anzi, si usa richiami di vaccini diversi per chi ne aveva usati originariamente altri!

sabato 25 dicembre 2021

Miracolo natalizio (++)

Ierlaltro sera ho visto un video che mi ha sconcertato al punto tale che, anche se sembrava legittimo, mi sono convinto che fosse una bufala. L’indomani, cioè ieri, ho investigato meglio: è reale e ci sono decine di altri video sullo stesso argomento!

Sto parlando del nuovo motore grafico “Unreal Engine 5” che ha delle prestazioni sconvolgenti: come definire altrimenti una grafica in tempo reale che ha bisogno di una sovrimpressione per distinguerla dalla realtà? Per esempio: Matrix Awakens VS Reality | The Power of Unreal Engine 5 | Graphics Comparison.

Ma ciò che mi sconvolge realmente non è il miglioramento in sé quanto i suoi presupposti matematici e delle coincidenze stupefacenti.

L’informatica è la cugina scema della matematica: di solito poi, l’informatico si limita a scrivere programmi, ma dietro a ogni linguaggio di programmazione ci sono algoritmi che hanno delle specifiche proprietà matematiche di cui la più importante è l’ordine di complessità.
Finché la complessità rimane polinomiale i calcolatori sono in grado di affrontarli con maggiore o minore efficienza, se la complessità diviene maggiore, per esempio esponenziale, allora c’è poco da fare: anche un calcolatore 10 volte più potente (veloce) del precedente riuscirà ad affrontare problemi di pochissimo più grandi nello stesso periodo di tempo.

Ora non ho idea dell’ordine di complessità della tradizionale creazione di immagini, formate da migliaia di triangolini, a video: suppongo (ai tempi in cui ho fatto l’università la grafica 3D in tempo reale era proprio agli esordi) sia qualcosa di polinomiale con un esponente fra 2 e 3. Insomma qualcosa di decisamente impegnativo tanto che vengono usati dei processori specializzati (le schede video) per riuscire a gestirla senza sovraccaricare la CPU.
Ecco, apparentemente questo “Unreal Engine 5” ha abbassato la complessità di questo tipo di elaborazione grafica portandola da polinomiale (mia ipotesi) a lineare (beh, polinomiale con esponente 1!) o addirittura più bassa (magari logaritmica).
Vedere questo esempio: How Good is Nanite in Unreal Engine 5? - UE5 Game Development #5.

Come se ciò non bastasse vi è stato un analogo passo da gigante nel calcolo della luce in tempo reale: anche qui non ne so niente ma è evidente che si sia ridotto notevolmente l’ordine di complessità dei precedenti algoritmi.
Anche qui il progresso computazionale è stato gigantesco e, sorprendentemente, in contemporanea col precedente. In contemporanea, non a distanza di anni, capite?

Il nuovo motore grafico presenta poi altre meraviglie come l’animazione dei volti (che credo sia strettamente imparentata ai sopraddetti progressi) che la gestione del caos ancora una volta impressionanti. Vedi Next-Gen Graphics FINALLY Arrive [Unreal Engine 5] per una panoramica complessiva.

Insomma questa novità sta passando stranamente in sordina ma si tratta di una rivoluzione epica: come se dalle automobili si passasse direttamente ai caccia stellari di Star Wars!
Le persone dietro a questi progressi meritano il Nobel per la matematica (*1)…

Le applicazione di questi nuovi algoritmi poi probabilmente saranno molteplici e potranno venire applicate in altri settori portando anche là ulteriori progressi impressionanti.

Conclusione: senza parole: altro che miracolo natalizio! Questo è un "miracolo natalizio ++"!. Sarà poi interessante scoprire che hardware sarà necessario per queste meraviglie ma sicuramente ci saranno delle ripercussioni notevoli anche nel mondo delle schede video...

Nota (*1): lo so che non esiste il Nobel per la matematica ma intendo il premio analogo di cui non ricordo il nome!

venerdì 24 dicembre 2021

Umorismo cinese

Ho iniziato pezzi simili a questo almeno un altro paio di volte ma non li ho portati a termine: nei casi precedenti cercavo di intuire l’umorismo cinese come chiave per arrivare a intuizioni più profonde sul carattere collettivo.
Però gli elementi a mia disposizione erano (e sono) pochissimi e quindi temevo, data la mia sensibilità da ippopotamo in una cristalleria, di apparire razzista (in ambito culturale) anche se le mie considerazioni volevano solo essere oggettive.
Stavolta però ho un asso nella manica dato che ho in mente uno svolgimento del mio pensiero che terminerà in chiave estremamente positiva!

Il mio punto di partenza, come accennavo, è molto labile: per quanto io abbia chiesto a tutti coloro che sono stati in visita in Cina di fornirmi indicazioni sull’umorismo locale non ho mai ottenuto informazioni utili. Del resto per osservazioni di questo tipo occorrerebbe una sensibilità che pochi hanno.
Quello che ho a mia disposizione è invece un’abbondanza di video dal canale TwoSetViolins gestito da due giovani violinisti di origine cinese. Da quel che ho capito hanno vissuto i loro primi anni di vita in Cina e, per questo (oltre alle famiglie evidentemente cinesi), ipotizzo che ne abbiano almeno in parte assorbito un po’ dell’umorismo.

Il mio rapporto con i video di questo canale è sempre stato ambivalente: in genere mi divertono ma troppo spesso vi trovo dei momenti, delle battute, delle risate che stridono un po’ con la mia idea di buffo.
Allora ho cercato di scavare più in profondità nelle mie emozioni per cercare di comprendere che cosa esattamente non digerisco bene: mi sono reso conto che, ovviamente dal mio punto di vista, eccedono nel farsi beffa di chi commette degli errori. Dove io avrei magari un po’ di rispetto per un tentativo coraggioso loro invece scoppiano a ridere evidenziando tutti i difetti di ciò che sta facendo o tentando di fare la persona che commentano.
Mi spiego meglio: spesso i due autori commentano video buffi, di solito incidenti con strumenti musicali, dove ridono a crepapelle. Anch’io di solito li guardo con divertimento ma talvolta sento una punta di compassione che non percepisco invece nei due ragazzi.

E qui si arriva al nocciolo della mia intuizione: la mia interpretazione/spiegazione di questa differenza di comportamento è che nel confucianesimo gli uomini NON hanno tutti le stesse capacità e si dà invece grande importanza ai meriti e capacità personali: chi non è capace deve accontentarsi di ciò che è e ha ed è sbagliato che aspiri ad altro (*1).
Nell’occidente cristiano invece gli uomini sono considerati tutti uguali (perché le anime sono tutte uguali) a cui si aggiunge l’individualismo del liberismo: in questo contesto ogni persona è incoraggiata a mettersi alla prova col risultato che, se fallisce, ci mettiamo più facilmente nei suoi panni e quindi un po’ ci dispiace per lei.

Quindi se qualcuno fa un tentativo velleitario che si risolve a suo danno allora credo che i cinesi si sentano giustificati a riderci sopra senza sentirsi in colpa: questo perché per la morale del confucianesimo è sbagliato cercare di fare ciò che non si è in grado di fare. Invece l’occidentale si identifica maggiormente pensando che, anche lui un giorno, potrebbe tentare un qualcosa di simile con esiti altrettanto tragicomici (*2)…

Questa ipotesi, basata su una differenza culturale evidentemente molto profonda, mi pare possa spiegare l’umorismo caustico dei ragazzi di TwoSetViolins.

Ma come spiegavo nella premessa c’è anche un rovescio della medaglia molto positivo nel loro atteggiamento: così come ridono senza pietà di chi sbaglia sopravvalutando le proprie forze, altrettanto apertamente e schiettamente apprezzano il reale merito altrui. Come ho accennato infatti la meritocrazia è strettamente connessa al confucianesimo ed è quinti parte integrante della mentalità cinese.
Il merito eccezionale, proprio quello dove un occidentale abituato a lodare il banale potrebbe essere parco di apprezzamenti per una qualche gelosia inconscia (*3), viene altrettanto francamente e oggettivamente apprezzato dalla mentalità cinese.

Al riguardo voglio segnalare il seguente video: This violinist is NOT HUMAN??
È incredibile come il loro entusiasmo per l’esecuzione sia coinvolgente: rimangono letteralmente senza parole e, paradossalmente, fanno apprezzare anche a me che di violino non capisco niente un’abilità e una tecnica impressionanti.

Ovviamente non avendo dati è impossibile stabilire quanto questa mia intuizione sia corretta e generalizzabile come indicatrice di un aspetto dell’umorismo cinese in genere. Per esempio potrebbe essere totalmente sbagliata oppure applicabile solo ai TwoSetViolins.
Ovvio poi che sicuramente esisteranno tante altre sfumature di umorismo che non sono stato in grado di percepire.

Però, se la mia osservazione fosse corretta, mi pare una differenza interessante fra l’umorismo occidentale e quello cinese. Prendete però questa mia intuizione col beneficio del dubbio: io stesso farò così!

Conclusione: comunque mi piacerebbe saperne di più sulle diverse forme di umorismo e sul loro significato sociale e culturale. Se qualcuno ha libri o altre risorse da segnalarmi non esiti a farmelo sapere nei commenti: gliene sarò veramente grato!

Nota (*1): mi viene in mente una massima di Confucio dove dice che lui insegna solo agli studenti migliori: i meno capaci devono accontentarsi di maestri inferiori.
Nota (*2): sempre lavorando di fantasia/intuizione mi immagino il genitore cinese che ride del figlioletto che prova a fare qualcosa di cui non è capace; al suo posto, invece, un genitore occidentale avrebbe comunque incoraggiato il tentativo…
Nota (*3): una logica del tipo: “Dovremmo essere tutti uguali ma a questa persona riescono delle cose di cui io non sarei mai capace e, per questo, l’invidio e non voglio ammettere la sua superiorità”.

mercoledì 22 dicembre 2021

Indietro su Sartori (3/?)

Non mi ricordo più nulla (ma conto di farcela rileggendo le mie numerose note e sottolineature) di “Democrazia cosa è” di Sartori ma è un libro importante e l’esercizio di scriverne mi aiuterà ad assimilare più idee. Insomma scrivere questo pezzo mi fa una terribile fatica ma so che è utilissimo per me e, magari, interessante per i miei lettori.

Come al solito mi baserò sulle mie chiose a margine e, di seguito, mi limiterò all’elenco delle mie osservazioni così come le incontro. Inoltre cercherò di evidenziare il mio proprio pensiero con la sigla [KGB].

- Osservazione storica di Sartori: le città dell’antica Grecia non crearono mai regni a causa della loro forma politica. La democrazia greca era infatti reale nel senso che tutti gli aventi diritto decidevano insieme ma questo, ovviamente, è possibile solo fino a quando il numero delle persone coinvolte è limitato. Poi, considerando la tecnologia dell’epoca, contano anche le distanze.
- Distinzione fra democrazia diretta e rappresentativa: nella democrazia rappresentativa i politici devono accordarsi fra loro con la conseguenza che tutti riescono a ottenere qualcosa sebbene nessuno vinca tutto: il forte raggiungerà il 70% dei propri obiettivi, il debole magari solo il 30%.
Nella democrazia diretta invece chi vince, vince tutto: questo porta a estremizzazioni che sono raramente positive.
- [KGB] quello che scrive Sartori è vero in una democrazia rappresentativa che non sia completamente degenerata come la nostra attuale: insomma siamo in una logica in cui il politico cerca ancora di portare avanti il programma con cui si è presentato agli elettori. È ovvio a tutti che in Italia oggi non è così: decide tutto Draghi e lui non si è neppure ! Il suo “programma” è conosciuto e, forse, dettato dai poteri finanziari che l’hanno voluto non è invece noto agli italiani. Insomma non ha niente a che vedere con la democrazia.
- La democrazia si basa sulla pluralità: mentre dittature, dispotismi e autocrazie sono ideologicamente monocromatiche la democrazia ha molti colori e sfumature rappresentate dalle diverse forze politiche.
- [KGB] di nuovo il panorama italiano è squallido e patetico: tutti i partiti sono saltati sul carrozzone di Draghi, felici di accontentarsi di quello che viene gettato loro nel trogolo, tranne Fratelli d’Italia che paradossalmente sarebbe la forza più “draghiana” ma che per motivi tattici di convenienza elettorale ha preferito rimanerne fuori. Niente pluralità di colori in Italia: nero al governo e nero all’opposizione.
- Ma cosa sarebbe il pluralismo più di preciso? Il pluralismo è la coesistenza pacifica di valori (ideologie, sentimenti) diversi. Affinché questi possano esistere è quindi necessaria la tolleranza che è nemica del fideismo e del fanatismo (*1). Affinché la tolleranza sia a sua volta possibile la società deve essere libera dalle ingerenze sia della religione sia dello stato. Cito: «Il pluralismo è minacciato […] dallo Stato che politicizza la società.» (*2).
- [KGB] Sul fatto che la religione debba rimanere ben separata dallo Stato credo che, almeno in occidente, si sia tutti d’accordo e non ci sia bisogno di aggiungere altro. sfortunatamente questo concetto dell’ingerenza statale non viene approfondito (Sartori rimanda a una sua precedente opera del 1990). Io ci leggo un’intromissione a gamba tesa dello Stato nel voler dettare indirizzi morali alla popolazione: “i cittadini che fanno XXX hanno senso civico e sono da ammirare, se fanno YYY sono immorali”. Se ci pensate, al di là, della forma è un comportamento analogo a quello della religione.
- [KGB] aggiungo che nella mia piccola esperienza di appassionato di storia tutti i governi cercano di unire la popolazione insieme perché questo rende forte e stabile uno stato qualunque sia la sua forma politica. Le tensioni che tendono a dividere la popolazione ci sono sempre state e, probabilmente, sono in parte inevitabili. Di solito però lo Stato fa da pompiere, getta acqua sul fuoco, cerca di mettere tutti d’accordo e, se necessario, (spesso ma non sempre) tutela le minoranze dall’intolleranza della maggioranza.
In Italia assistiamo all’opposto: è il governo che sembra avere fra i propri obiettivi politici quello di dividere la popolazione fra buoni e cattivi. Questa è pura follia perché indebolisce l’Italia: la fa divenire ingiusta, più egoista e meno tollerante. L’unico senso che si può dare a questa strategia è considerare il governo Draghi come rappresentativo non degli italiani ma di poteri esteri: in questo caso indebolire l’Italia diviene utile per riuscire a depredarla più facilmente; una specie di divide et impera.

Conclusione: questo pezzo è cortissimo ma è ora di pranzo e sono arrivato esattamente all’inizio del capitolo IX a pag. 156. Prendo quindi l’occasione per chiudere qui assumendomi però l’impegno a proseguire (e magari terminare!) in tempi rapidi questa serie...

Nota (*1): e questo concetto l’ho ritrovato recentemente in Voltaire: v. Trattato sulla tolleranza.
Nota (*2): tratto da “Democrazia cosa è” di Giovanni Sartori, (E.) RCS, 2007, pag. 153.

lunedì 20 dicembre 2021

Contento

Mi sono reso conto che sono contento che i miei lettori siano così pochi: per me è la conferma di quanto avanzate siano le mie idee. Per essere apprezzato dalla massa dovrei scrivere banalità come tutti, accodarmi al pensiero dominante, ridicolizzare i vari rigagnoli di pensiero minoritario. Ripetere le idee che vanno per la maggiore, rilanciare l’indignazione ordinaria e sentita da “tutti”…

Invece no, vado avanti per la mia strada senza preoccuparmi che pochi riescano a tenere il mio passo. A occhio in un pezzo su tre metto idee “pesanti”: intuizioni che non ho sentito altrove, spesso frutto indiretto della mie Epitome…

Già la mia Epitome: dovrei fare almeno un’altra iterazione di aggiornamento…
Ma ormai mi è chiaro che essa ha idee e concetti troppo proiettati verso il futuro per essere capita dalla massa: probabilmente verrà apprezzata da qualche IA capace di scandagliare in pochi attimi tutto quanto ho scritto. Magari mi censurerà definitivamente! Ma del resto che altro posso fare?
“Chi scrive per il proprio tempo disperi di essere ricordato”: a me non interesserebbe neppure essere ricordato ma vorrei solo che le mie idee fossero comprese perché le ritengo la chiave per una società migliore...

Sognato Zhok - 21/11/2021
E stanotte ho sognato Zhok! Strano perché in genere ci metto anni a sognare persone nuove e che magari conosco direttamente: invece di lui avevo visto solo un intervento dal vivo a una trasmissione della durata complessiva di 5 minuti…

Comunque nella prima parte del sogno lamentava, lodandolo, la perdita di un intellettuale; nella seconda invece lo stesso intellettuale risultava essere vivo e Zhok ci stava litigando!

Non solo marcio - 21/12/2021
Nel video di ieri Professor Hoiby, message to world leaders il dr. Campbell ha intervistato una delle massime autorità mediche danesi: in pratica la persona che, a pochi mesi dall’inizio delle vaccinazioni in Danimarca nel 2020, fece notare che si doveva aspirare prima di iniettare il vaccino e subito il governo locale adeguò di conseguenza il protocollo per le vaccinazioni. Il risultato è che secondo una recente ricerca (i collegamenti a tutte le ricerche citate dal dr. Campbell sono presenti nella descrizione dei suoi video) che confronta Norvegia (dove non si effettua l’aspirazione) e Danimarca i casi di miocarditi sono tre volte maggiori nel primo paese.

La domanda che si pone quindi Campbell è come mai il governo inglese (ma questo vale per la maggior parte dei governi occidentali) non ha ancora aggiornato le direttive su come effettuare le vaccinazioni?
La risposta che si dà nel video è che i politici non vogliono mai ammettere i propri errori, costi quel che costi, perché ne va della loro credibilità e, quindi, autorevolezza. E chi se ne frega delle vite in gioco…

E, così per fare, riporto quanto scrissi in Pervicacia e sicumera dello scorso 7 novembre:
«Per eliminazione mi viene in mente un’unica possibilità: la pertinace volontà di non voler ammettere un errore. Lo stato, prendendo a due mani la gestione sanitaria della pandemia, imponendo il vaccino prodotto da poche specifiche case farmaceutiche (i vaccini disponibili sono al momento una trentina) e ignorando sistematicamente ogni altra strada per limitare i contagi e minimizzare il numero delle vittime, si è assunto una gigantesca responsabilità.
Anche ammettere un piccolo errore, ovvero la modalità di somministrazione del vaccino appunto, ne intaccherebbe l’autorevolezza e l’immagine di infallibilità: del resto anche il cittadino più ingenuo e manipolabile arriverebbe alla corretta conclusione che se lo Stato ha sbagliato su XXX allora potrebbe anche sbagliare anche su YYY. E allora tutte le teorie sostenute non da emeriti cretini, come i media amano far credere, ma da ricercatori di tutto rispetto potrebbero aver un loro fondo di verità e correttezza. Tutto dovrebbe essere rivalutato e anche i media compiacenti avrebbero difficoltà a sopprimere le probabili voci dubbiose.
Insomma anche un ammissione apparentemente innocua, come quella di passare a un metodo di somministrazione del vaccino più sicuro, potrebbe far crollare il castello di carta su cui si basa la gestione politica e sanitaria della pandemia.
»

Schifo - 26/12/2021
Ho notato che appena getto qualcosa nella tazza del bagno (ad esempio il contenuto di un barattolo scaduto) immediatamente assume un aspetto schifoso…

Nuova strategia per FB - 20/1/2022
La mia regola originaria era molto stringente: accettavo come amici solo persone che conoscevo di persona. Ho poi la regola aggiuntiva di non revocare nessuna amicizia per differenza di opinioni: molti scrivono “chi non la pensa così e così mi tolga subito l’amicizia!!” ma a me pare una logica molto ingiusta e, quindi, l’ignoro. Posso revocare l’amicizia dei conoscenti solo per inattività.

Da qualche mese ho deciso di accettare anche le richieste d’amicizia di sconosciuti verificando prima bene il loro profilo: queste persone non vengono accettate permanentemente ma vanno in osservazione: se scrivono sciocchezze le elimino. Per adesso su due ne ho eliminata una.
Adesso voglio fare un ulteriore passo: se vedo amici di amici che pubblicano cose intelligenti gli chiederò l’amicizia. Ovviamente andranno in osservazione per un periodo da definire e potrei toglierla se non mi convincono…

Sogno nuova società

Ho fatto un sogno interessante stamani: mi è piaciuto così tanto che mi sono alzato per appuntarmelo anche se avrei voluto continuare a dormire volentieri!

Il sogno è diviso in tre brevi parti di cui quella centrale sembra parallela ma indipendente dalle altre.
Credo che il sogno sia stato ispirato da almeno tre fattori: la mia visione cupa e pessimistica del mondo attuale; la lettura di “An essay of the principle of the population as it affects the future improvement of society” di Robert Thomas Malthus (1798) (*1); e un video su Youtube sulla radioattività visto giorni fa.

«Non mi vedo ma “sento” i miei pensieri e contemporaneamente vedo una gigantesca astronave che si solleva dalla Terra. L’astronave ricorda, come forma, la torre Eiffel ma, anche se le proporzioni non sono evidenti per mancanza di punti di riferimenti, sono sicuro che fosse molto più grande. È bianca con delle decorazioni in rosso longitudinali.
Il mio pensiero è tutto rivolto sull’opportunità o meno di lasciare la Terra: personalmente non sono per correre rischi e imbarcarsi su una nave colonia è sicuramente molto pericoloso. Soppeso i vari fattori tutti insieme e arrivo a questa conclusione: la possibilità di sopravvivenza rimanendo sulla Terra è di vari ordini di grandezza maggiore ma quella di felicità per me e i miei discendenti è assolutamente zero. Sulla colonia sarà più facile morire ma almeno vi è speranza: questo anche perché i primi coloni, essendo pochi, sono tutti relativamente importanti e vanno tenuti contenti: c'è quindi possibilità di intervenire. Questo semplice ragionamento mi spinge a optare per la partenza.

Sono un bambino di circa otto anni con una sorellina sui sei. Siamo appena sbarcati da un’astronave di coloni. Siamo da soli e, quindi, “affidati” ai meccanismi dell’organizzazione locale.
Una “hostess” manda subito i bambini al primo punto ristoro senza farli decontaminare o cambiare di abito: nota anche la polvere sulla schiena della giacca di lui ma si limita a spazzolarla via con la mano. Io so però che nella polvere vi sono anche dei granelli radioattivi: sarebbe importante allontanarli dal corpo del bambino ed essenziale che non li ingerisca.
I due bambini sono a una postazione di un “self service” che serve cinque persone alla volta: per qualche motivo sul loro vassoio hanno della “sbobba” grigia dell’astronave, una pasta informe evidentemente artificiale. So anche che un granello radioattivo è finito in quella del bambino.
Sul tavolo davanti a loro ci sono dei piatti molto invitanti ma loro non sanno come comportarsi e l’inserviente invece di aiutarli li ignora servendo gli adulti.
La fila piano piano si sposta e i due bambini arrivano in fondo senza aver preso nulla ma rimanendo con la loro pappa artificiale (e contaminata). La bambina si mette a piagnucolare: l’inserviente se ne accorge ed esce per sapere cosa era successo. Il bambino gliene spiega il motivo e dice all’inserviente che avrebbe dovuto aiutarli: l’adulto si scusa e spiega che era il suo primo giorno di lavoro ma mentre i due bambini si allontanano pensa “questo bambino sarà bocciato al liceo”.
[Ipotizzo due ragioni: da una parte una scuola molto più selettiva e meritocratica dell’attuale; dall’altra la mancanza di iniziativa del bambino che non ha saputo risolvere da solo il problema al “self service”].

Sono di nuovo io. Sono arrivato alla colonia: ma non è ancora in formazione ma è ormai ben stabilita e popolata. [Non so, può darsi che la mia destinazione fosse cambiata in volo oppure che astronavi molto più veloci mi abbiano preceduto o, questa è l’ipotesi che preferisco, la morte sia stata sconfitta e io ho avuto parte nell’edificazione di questa società migliore.]
Si tratta di una città che si estende a perdita di occhio (sono su un piccolo colle) con strade larghissime ed edifici fantascientifici. Però non vi è traffico (mancano assolutamente le auto), l’aria è pulitissima e il sole brilla: sembra una bella giornata primaverile da marzo/aprile per intenderci.
Credo che la città sia la nuova “San Francisco”, almeno così mi pare di sentir dire, e in lontananza (a decine di chilometri) vedo un tipico arco gigantesco, variopinto con colorati dragoni, che indica l’inizio del quartiere cinese. [Era così in GTA San Andreas!]
Però cammino in un’altra direzione e mi ritrovo su un lungomare: c’è poco vento e posso osservare la distesa del mare che si estende a perdita d’occhio.
Anche qui ci sono moltissime persone: però non esistono macchine e tutti camminano sereni e senza fretta. C’è nel complesso molto silenzio: non ci sono pubblicità o strutture “brutte” visibili. Manca il rumore del traffico, quindi della fretta e quindi della nevrosi sintomo dell'ingiustizia sociale: per questo tutti sembrano felici e sereni. [Nel sogno l’intuisco soltanto ma credo che la mancanza di pubblicità invadenti indichi la mancanza di grandi corporazioni, quindi una società più giusta perché la ricchezza è distribuita fra tutti e non accentrata nelle mani di pochi. Dalla mancanza di bambini deduco che le nascite sono limitate: le persone vivono indefinitamente, dedicandosi alle attività che preferiscono, e l’unica limitazione è che non possono fare figli quando vogliono.]»

Conclusione: per questa Terra non c’è speranza ma forse vi potrebbe essere per la prossima...

Nota (*1): un capolavoro che ho iniziato a leggere per caso ma di cui presto scriverò.

Appendice:
Di seguito le note che scrivo di corsa per ricordarmi tutti i particolari importanti del sogno per non rischiare di dimenticarli. Mi pare interessante!

Io astronave tipo torre Eiffel Bianca tracce di rosso, parte dal pianeta.
Mio pensiero + sopravvivenza NO felicità, società migliore su Marte possibile, perché i coloni iniziali vanno tenuti felici.

Bambino con sorellina, da soli, tracce di radioattività sugli abiti, non piliti per bene. Self service in coda, tanti piatti ma loro non serviti né scelgono, non sanno bene come avrebbero dovuto fare: gli rimane nel piatto la sbobba dell’astronave col pericolo che un granello radioattivo ci finisca dentro.
È evidenti che se ne vanno sconsolati dal self service: l’indserviente che li aveva {“serviti” li raggiunge: il bambino gli dice che loro non sapevano cosa fare e che lui avrebbe dovuto aiutarli, lui si scusa con loro dicendogli che era il suo primo giorno ma mentre i due se ne vanno pensa “questo sarà bocciato al liceo”. Da una parte Standard elevati ma dall’altra mancanza di iniziativa.

Io di nuovo. Passeggio all’aperto. Sono in una città grandissima, forse Nuiova San Francisco: non ci sono però macchine e l’aria è purissima. Tanta gente che però cammina calma e rilassata: manca il rumore del traffico, della fretta, della nevrosi, dell’ingiustizia.

domenica 19 dicembre 2021

Aggiornamentino rapido su omicron

La variante omicron si sta diffondendo a macchia d’olio nel Regno Unito e da questa settimana dovrebbe iniziare a divenire dominante a scapito della delta.
La notizie dal Sudafrica sono ottime nel senso che questa nuova variante sembra essere molto meno virulenta della delta: si guarisce in pochi giorni senza sintomi gravi. Ovviamente questo è in generale: casi particolarmente sfortunati potrebbero portare comunque a ospedalizzazione. Questo soprattutto quando i numeri degli infetti diverranno molto grandi.

Ma il Sudafrica presenta almeno tre diversità rispetto all’Europa e Nord America e queste potrebbero incidere sulla gravità effettiva della malattia.
1. Come ho già scritto in Due commenti rapidi su Omicron e covid-19 il Sudafrica sta entrando nell’estate e, quindi: più vitamina D per la popolazione.
2. Popolazione più giovane (e quindi molto più resistente al covid-19) che in Europa.
3. Prevalenza di immunità naturale rispetto all’immunità da vaccino presente in Europa.

Questi fattori potrebbero contribuire in maniera diversa (soprattutto i primi due) a rendere la Omicron meno pericolosa in Sudafrica di quanto potrebbe esserlo da noi.

Curiosamente sta già emergendo una differenza nei sintomi: in UK i sintomi provocati dalla variante Omicron, in ordine decrescente di frequenza, sono:
1. Naso che cola.
2. Mal di testa.
3. Fatica (leggera ma anche grave)
4. Starnuti.
5. Gola irritata.

In Sudafrica c’era anche il sintomo di dolore alle articolazioni che manca invece da noi (in UK e quindi in Europa intendo!): sui motivi non mi azzardo in illazioni.

Come al solito come corto sono ormai andato “lungo”.

Aggiungo quindi un ulteriore considerazione.
Non ho idea di cosa stiano dicendo i media nostrani della variante Omicron: magari stanno raccontando che, grazie al verdepasso, da noi la Omicron non si diffonderà o scemenze di questo genere.
Semplicemente abbiamo meno contatti col Sudafrica e quindi “siamo indietro” rispetto al regno Unito di una decina di giorni, forse due settimane. Solo una quarantena generale potrebbe bloccare la diffusione della Omicron.
I vaccini hanno un’efficacia ridotta dalle 20 alle 40 volte rispetto al contagio e, in pratica, da questo punto di vista proteggono poco o nulla (e comunque anche l’immunità naturale non è più efficace). È probabile che riescano comunque a diminuire la probabilità di insorgenza di sintomi gravi.
La terza dose sembra essere efficace: ovviamente ancora non sappiamo per quanto tempo. Personalmente non mi stupirei se funzionasse per appena poche settimane.

Comunque, se la variante Omicron fosse effettivamente poco grave (e, come spiegato, lo vedremo presto in UK se ci sono differenze significative rispetto al Sudafrica), allora potrebbe essere un’opportunità per raggiungere senza pericolo (relativamente) l’immunità di gregge. Se così fosse non mi dispiacerebbe esserne contagiato.

Chiaro il panico del governo che vorrebbe l’emergenza permanente dato che in primavera potrebbe essere ormai terminata del tutto…

Conclusione: sulla contagiosità della variante Omicron siamo ormai tutti d’accordo: resta da vedere quanto sia virulenta (grave): i dati del Sudafrica sono molto incoraggianti ma la riprova verrà dal Regno Unito nelle prossime due settimane e, teoricamente, sono possibili anche brutte sorprese.

venerdì 17 dicembre 2021

Esperti e fisiognomica

Come sapete da anni evito i media tradizionali con la conseguenza di non essere sempre informato sulle ultimissime notizie ma, almeno, non sono neppure disinformato dai professionisti della disinformazione!
Poi ogni tanto, anche solo girando per casa, mi capita di sentire frammenti di telegiornali o altre trasmissioni di “informazione”. Si tratta di pochi secondi che sono però sufficienti a farmi apprezzare il livello dei messaggi passati.

Quando sento parlare gli “esperti” di covid-19 in genere mi irrito: informazioni vecchie, dati parziali, ipotesi presi per fatti e fatti scambiati per ipotesi; il tutto condito con un misto di malafede e arroganza. Però capisco di cosa stanno parlando, mi accorgo che descrivono, seppure da una prospettiva completamente diversa dalla mia, una serie di problematiche che conosco e riconosco…

A volte però mi capita di ascoltare dei “non esperti”: non so, per esempio dei giornalisti sportivi, che fanno delle considerazioni estemporanee su questa malattia, e allora capisco che in questo paese c’è un problema più grosso di quanto pensassi.
Questi individui, suppongo più istruiti e “informati” della media, non hanno capito assolutamente niente delle diverse problematiche legate al covid-19. E non percepisco malafede nelle loro parole: non è che vogliono disinformare ma proprio hanno capito fischi per fiaschi.
Evidentemente la voce della disinformazione è talmente alta e potente da rintronare completamente chi l’ascolta.

Mi spiego meglio con una delle mie metafore dove al posto del covid-19 vi è un bosco e i suoi pericoli: gli esperti potrebbero dire che i lupi attaccano l’uomo quando hanno fame o magari che certi funghi preparati in un certo modo possono essere utili oppure velenosi. Io magari posso pensare che i lupi attaccano l’uomo solo per difendere i propri cuccioli o che (*1) i detti funghi hanno effetti diversi da quelli evidenziati dai sopraddetti esperti. Ma comprendo bene a cosa si riferiscono.
Invece quando sento i “non esperti” mi sembra che parlino di lupi mannari, funghi che sono gnomi, fiori che diventano fate e taumaturghi buoni che distribuiscono pozioni magiche: insomma hanno una comprensione così distorta e confusa della realtà che essa viene trasformata in una favola grottesca: letteralmente il mito che si confonde con la vita reale. Non saprei neppure da che parte partire per correggerli!

Sembra davvero di essere tornati a un medioevo dove la fantasia, il bigottismo e il fanatismo prevalgono sulla scienza: col paradosso che l’uomo medio crede che le distorsioni a cui è esposto ogni giorno siano scientifiche.

Il meccanismo deve essere qualcosa di questo genere: mi immagino una persona comune che segue un telegiornale una volta al giorno e non ha particolare interesse ad approfondire i dettagli. Della descrizione più o meno realistica del covid-19 fatta dai media con i loro esperti gli rimangono impresse solo le informazione più eclatanti, magari esaltate da immagini toccanti di malati in terapia intensiva o testimonianze di persone in lacrime. Insomma alla fine associa a un dato preoccupante un’emozione negativa e paurosa: i particolari, le relazioni che legano i diversi dati insieme, il loro contesto, viene invece perso, dimenticato o non capito.
Quando questa persona comune vuole ricostruire una problematica legata al covid-19 ha così molti buchi di conoscenza che gli impedirebbero di legare insieme le immagini orribili che ha in mente. Allora riempie con la fantasia, ispirandosi al tenore emotivo legato all’argomento (che come detto è terrorizzante), i propri vuoti: ecco che così compaiono i costrutti fantastici che, in passato, dovevano essere alla base delle favole.
Parafrasando scherzosamente Nietzsche: “Se fissi abbastanza a lungo la televisione essa genererà mostri terrorizzanti per gli ipocondriaci”.

Comunque il succo di questa riflessione è che la disinformazione è ormai a un livello che ha superato la realtà: cioè le trasmissioni di “informazione” possono anche trasmettere dati attinenti alla realtà ma quello che alla fine rimane all’utente comune è completamente diverso. È come se le informazioni ricevute venissero rielaborate in favole paurose. Forse è inevitabile trattando la popolazione come bambini: a chi non si considera abbastanza maturo si raccontano fiabe e non la verità per farsi obbedire. Al bambino piccolo si dice “non giocare al pozzo perché ci vive un mostro che potrebbe uscire e mangiarti” e non “non giocare al pozzo perché potresti cascarci dentro”.
Credo infatti che al potere una popolazione impaurita che creda alla favole stia più che bene e, per questo, non ci sia alcuno sforzo per smentire o correggere neppure le paure irrazionali più comuni.
Si preferisce che le persone siano impaurite e obbedienti piuttosto che informate ma indipendenti.
Ovviamente la produzione di fanatici impauriti non aiuta il dialogo, la comprensione o la tolleranza: ma questo, ormai è chiaro, è voluto.

L’altra considerazione è molto più banale: sto rivalutando la fisiognomica!
Lo spunto me lo ha dato questo articolo: Vaccini ai bambini una sperimentazione? Le parole (chiare) del Ceo di Moderna su LAntiDiplomatico.it
In fondo all’articolo c’è un video, sfortunatamente molto sgranato ma sufficientemente chiaro, in cui vi è un virologo (credo, non ne sono sicuro (*2)) da salotto, contrapposto con l’ospite di turno che la pensa diversamente e che è, prudenzialmente, intervistato in remoto.
Si tratta di pochi secondi di confronto che suggerisco di guardare SENZA audio, limitandosi a osservare le espressioni del volto: uno dei due mente sapendo di mentire. Provate a indovinare di chi si tratta!

Conclusione: inutile (forse) dire che anche questo pezzo voleva (ottimisticamente) essere un corto ma mi sono presto reso conto che non sarebbe stato così. Per questo non ha la peculiare forma a “fiasco”, concisa in cima e ampia in fondo, dei corti trasformati in pezzi normali!

Nota (*1): vale la pena ricordare che io non mi invento le teorie dal niente: semplicemente ricordo e metto insieme tutto quello che ho letto/ascoltato nel corso di questi due ultimi anni: insomma anche io mi affido al parere di esperti che però ritengo affidabili avendone più volte verificato la correttezza delle loro affermazioni e previsioni.
Nota (*2): dalle immagini poco chiare assomiglia a un Burioni meno dotato e più slavato...

giovedì 16 dicembre 2021

Trattato sulla tolleranza

Sto controllando le mie note su «Trattato sulla tolleranza» di Voltaire alla ricerca di frasi da usare come epigrafi (per la mia Epitome ovviamente!) e ne approfitto per scrivere questo pezzo lungo la strada.

Leggendo Voltaire (mi era successo anche con “Discorso sull’origine della diseguaglianza fra gli uomini”) ho una strana sensazione non facilmente esprimibile. È come se vi percepissi due livelli: il primo è quello che scrive esplicitamente; il secondo invece è un non detto/scritto. È come se a volte non portasse al compimento logico estremo le proprie idee: come se si fermasse prima, senza arrivare alle estreme conseguenze. Il risultato è che talvolta mi suona un po’ cinico: come se scrivesse “sarebbe giusto fare XXX ma facciamo YYY perché XXX creerebbe vari problemi”.
La mia sensazione è che Voltaire scrivesse avendo ben presente il proprio pubblico: non voleva limitarsi a esprimere le proprie idee ma voleva convincere e influenzare i suoi lettori. Per questo riduce volontariamente l’ampiezza e la portata dei suoi argomenti per renderli digeribili ai potenti del suo tempo.
Ovviamente è solo una mia sensazione: dovrei leggere molte altre sue opere per esserne più sicuro…

Ecco un passaggio che mi piace ma che probabilmente non userò come epigrafe non sapendo dove piazzarlo: «Il mezzo migliore per diminuire il numero dei maniaci, se ne restano, è di consegnare questa malattia dello spirito al regime della ragione che lentamente ma infallibilmente illumina gli uomini. La ragione è mite, è umana, ispira l’indulgenza, soffoca la discordia, afferma la virtù, rende dolce l’obbedienza alle leggi, più di quanto la forza non ne assicuri l’osservanza.» (*1)
Questo è un tema che mi sta molto a cuore: perché governo e media (si sovrappongono visto che i secondi sono la voce del primo) non usano la ragione per convincere, per esempio, chi non vuole vaccinarsi?
Perché non confrontarsi apertamente con chi non vuole vaccinarsi per affrontare e smontare una a una le loro paure? Non sarebbe la cosa più logica e facile da farsi? Perché ricorrere a censura e ricatti?
Il motivo è che la scienza (quella vera) non è mai stata completamente in accordo con le politiche sanitarie dei governi occidentali e, anzi, adesso si moltiplicano le prove che ne evidenziano limiti ed errori (v. Il bubbone).
Per questo Monti ha detto che servirebbe meno “democrazia” nell’informazione: il potere non può permettersi un confronto onesto con chi la pensa diversamente perché le ragioni scientifiche sono sempre più contrarie a esso. Ecco quindi che nelle trasmissioni televisive se si invita un ospite perplesso, per esempio, dall’uso/abuso dei vaccini lo si deve circondare con altri dieci ospiti che dicano l’opposto, ovvero che ossequino la narrativa dominante.

Interessante poi l’intuizione di Voltaire nel ridimensionare le persecuzioni dei romani contro i cristiani: non si basa infatti su dati storici ma semplicemente osserva che tante opere letterarie contro l’impero e le sue divinità non sarebbero giunte sino a noi né i loro autori sarebbero morti nei propri letti se la repressione fosse stata così costante e pervasiva come si soleva credere. E infatti le persecuzioni contro i cristiani, secondo le informazioni più recenti in mio possesso, furono estremamente limitate sia nei tempi che nell’ampiezza: si stima che le vittime cristiane di persecuzioni furono circa settemila. Un numero insignificante paragonato alle stragi promosse poi dal cristianesimo e da altre religioni parimenti intolleranti.

Notevole, considerando che l’autore scrive intorno al 1764, la seguente critica al cristianesimo: «Lo dico con orrore, ma è la verità: noi cristiani siamo stati persecutori, carnefici, assassini!» (*2)

Aforisma: «L’intolleranza non produce che ipocriti o ribelli.» (*3)

Un altro concetto interessante di Voltaire a cui io stesso avevo pensato ai tempi del liceo (!): si tratta di un attacco alla logica dei nuovi dogmi. Ciò che il giorno prima era giusto diventa il giorno dopo sbagliato: ma è chiaro che una stessa azione non può essere contemporaneamente giusta e sbagliata e la sola differenza del fattore tempo non dovrebbe avere influenza sulla moralità.
Io può darsi che abbia scritto qui sul ghiribizzo della mia “fissa” sulla maggiore età: che ciò che è illecito il giorno prima diventi lecito il giorno dopo. Ecco mi sta tornando in mente che forse ne scrissi una decina di anni fa in un pezzo su Berlusconi e… come si chiamava.. la nipotina di Mubarak!

Un paio di citazioni dal capitolo “Testimonianze contro l’intolleranza” che mi sembrano molto attuali:
«È un’esecrabile eresia voler attrarre con la forza, con le percosse, con gli arresti, coloro che non si è riusciti a convincere con la ragione (Sant’Atanasio, libro I)» (*4)
«La violenza può produrre degli ipocriti; non si persuade quando si fanno risuonare dappertutto le minacce (Tillemont, “Storia ecclesiastica”, libro VI)» (*5)

Altra frase carina: «L’ipocrisia […] è, come si dice, un omaggio che il vizio rende alla virtù.» (*6)
Voltaire la mette in bocca a un personaggio negativo, a un “barbaro” che cerca di convincere un moribondo a firmare una falsa testimonianza di fede: questo per dire che probabilmente lo stesso autore non è completamente d’accordo a questa redenzione dell’ipocrisia! Però l’immagine è potente: il vizio cerca di imitare la virtù e, l’unica maniera che ha per tentare di farlo è con l’ipocrisia…

Come ho accennato in Molto varie dicembrine il limite di quest’opera è che Voltarie parte da un caso di cronaca: una famiglia di protestanti francesi accusati di un turpe omicidio che vengono torturati e uccisi dai giudici cattolici. Per giustificare la tolleranza, soprattutto in ambito religioso, Voltaire si rifà quindi alla Bibbia. Argomentazioni religiose che trovo piuttosto noiose.
Comunque l’autore fa anche considerazioni più generali e “laiche”: tutto ciò che non “turba” la società deve essere tollerato e l’unico atteggiamento/sentimento capace di turbare la società è il fanatismo. La conseguenza di questo principio è che solo il fanatismo non merita di essere tollerato.

Nel 1763 era ovvio che: «Non è permesso compiere un piccolo male per [ottenere] un gran bene.» (*7). Oggi, a circa 250 anni di distanza, prevale la morale utilitaristica nella sua variante più squallida che ho chiamato il profittismo. Parafrasando oggi si direbbe: «Un piccolo male è permesso per ottenere un grande profitto.» Giusto quindi, per esempio, sacrificare anche la vita di un discreto numero di persone quando vi è la possibilità di guadagnare miliardi…

Per Voltaire il cristianesimo è superiore alla superstizione pagana ma questa, a sua volta, è superiore all’ateismo.
Ovviamente io non sono d’accordo e, guarda caso, Voltaire si concentra sulla superiorità del cristianesimo sulle altre religioni e non approfondisce invece la superiorità di queste sull’ateismo.
La mia sensazione è che Voltaire sovrapponga l’ateismo all’amoralità: mi pare cioè che per il filosofo la morale debba obbligatoriamente venire dalla religione (qualunque essa sia). Sfortunatamente non posso esserne sicuro perché, come detto, non approfondisce questo aspetto…

Interessante poi una teoria accennata nel capitolo XXI “La virtù vale più della scienza”: lo sapete qual è secondo Voltaire una delle principali cause della caduta dell’impero romano?
Le guerre di religione fra cristiani, sette eretiche e pagani!
Ma Voltaire scrive quest’opera sotto l’influenza di un fatto di cronaca legato proprio a contrasti religiosi che avevano sconvolto la Francia nel XVI secolo ma le cui ripercussioni erano ancora ben vive: si tratta quindi del classico esempio in cui chi analizza un fenomeno storico del passato vi proietta sopra la mentalità e gli schemi interpretativi del proprio tempo. È l’analogo di Harper che ne “Il fato di Roma” (del 2017) pone l’accento sul cambiamento climatico.
Spesso si interpreta gli altri periodi storici (compreso il futuro) alla luce delle idee e degli ideali del presente: invece si dovrebbe cercare di calarsi totalmente in un’altra epoca per capirla realmente. Ovviamente non sempre ciò è possibile.

Conclusione: un libro interessante ma non eccezionale…

PS: e non ho neppure trovato molte frasi papabili per la mia epitome: forse una ma non è detto che batta la concorrenza!

Nota (*1): tratto da “Trattato sulla tolleranza” di Voltaire, (E.) Garzanti, 2015, trad. Lanfranco Binni, pag. 27.
Nota (*2): ibidem, pag. 53.
Nota (*3): ibidem, pag. 56.
Nota (*4): ibidem, pag. 93.
Nota (*5): ibidem, pag. 94.
Nota (*6): ibidem, pag. 97.
Nota (*7): ibidem, pag 104.

domenica 12 dicembre 2021

Molto varie dicembrine

Inizio a scrivere un po’ a casaccio e vediamo dove vado a parare…

Stanotte ho terminato di leggere “Trattato sulla tolleranza” di Voltaire: bellino ma sfortunatamente è imperniato su un fatto di cronaca, di intolleranza fra la maggioranza cattolica e la minoranza protestante. Per questo Voltaire pone molto l’accento su come, per la religione cristiana, l’intolleranza è sbagliata. Io avrei apprezzato argomentazioni più “laiche” contro l’intolleranza (che comunque vi sono). Comunque ne scriverò su un pezzo a parte.

Si moltiplicano le ricerche sull’importanza della vitamina D: la maggior parte delle ricerche sul rapporto fra vitamina D e covid-19 erano in retrospettiva. Tutte queste ricerche evidenziano una relazione ma non riescono a distinguere fra causa ed effetto: ovvero è un’alta concentrazione di vitamina D che impedisce che il covid-19 si aggravi oppure è un grave covid-19 che diminuisce la concentrazione di vitamina D?
Quest’ultima ricerca è anch’essa in retrospettiva ma in questo caso, per vari motivi, era conosciuto il livello di vitamina D prima che le stesse persone si ammalassero di covid-19: ebbene in questo caso si è verificato che chi aveva un alto livello di vitamina D si ammalava meno gravemente.
Oltre a queste “prove” statistiche ci sono poi almeno un paio di buone ragioni teoriche che spiegano perché la vitamina D contrasti il covid-19 su più livelli: ma ne ho già scritto e non ho voglia di ripetermi.

Continuo a seguire le telecronache della Juventus sul canale Gianni Bianco su Youtube e mi diverto un mondo soprattutto quando perdono.
Non so cosa mi diverta così tanto: probabilmente è l’ambiente umano di cui ho sempre sospettato l’esistenza ma di cui non ho mai fatto parte.
Il mio amico tipico è l’ingegnere o comunque persone estremamente logiche ed equilibrate: superficialmente non ho problemi con nessuno ma rimane sempre una barriera che con altre persone faccio fatica a superare. Per esempio nel confrontarsi fra loro questo gruppo di amici non lesina gli insulti reciproci: ovviamente, più o meno, scherzano ma a volte sono insulti funzionali al dialogo: che servono per zittire l’interlocutore, confonderlo facendogli perdere il filo del discorso o semplicemente ridicolizzarlo.
Personalmente capisco l’insulto/scherzo (anche se non fa assolutamente parte del mio repertorio) ma gli altri usi mi lasciano interdetto: io in una discussione argomento, non sono interessato ad averla vinta per averla vinta. L’insulto non aggiunge niente e di certo io non l’adopero. Se viene usato nei miei confronti do per scontato che il mio interlocutore abbia un coinvolgimento emotivo nella discussione e, in genere, gli do prontamente ragione.
Più in generale se una persona abusasse dell’insulto nel confrontarsi con me allora semplicemente l’eviterei non perdendoci tempo.
Insomma nei miei rapporti con gli altri l’insulto equivale a della sabbia gettata su degli ingranaggi ma nel contesto delle dirette che seguo funziona invece come un olio che fa funzionare tutto meglio: non so, forse crea una forma di cameratismo: del tipo “io insulto te ma tu puoi insultare me e pari siamo” ovvero “siamo abbastanza amici da poterci insultare a vicenda senza conseguenze”. È un’idea che mi è venuta or ora e non so quanto sia verosimile…

Recentemente sono stato a un Pronto Soccorso. Più o meno è la terza volta nel giro di, bo, quattro anni? Non so, ma non è questo l’importante.
Le prime due volte l’avevo visto dall’interno: infermieri e dottori che non stanno fermi un attimo. A occhio pochi infermieri e ancor meno dottori. L’anno scorso, mi pare, osservai una dottoressa che seguiva in parallelo tre pazienti diversi: mentre aspettava le analisi di uno, osservava un secondo e subito dopo controllava i risultati di un terzo. Stavolta, causa covid-19, ho avuto un contatto solo per andare a prelevare un parente: il dottore che mi ha spiegato tutto e con cui avevo parlato telefonicamente era una trottola: ho avuto la sensazione che avesse non i minuti ma i secondi contati. I due minuti mi ha comunicato una gran massa di informazioni ed è poi sprofondato nel suo lavoro tornando nella sala con i pazienti.
Personalmente non riesco a capire come facciano a non impazzire: troppe responsabilità e troppo poco tempo per valutare con ragionevolezza. È impossibile che non facciano errori: la mia sensazione è che a causa del poco tempo disponibile possano trattare correttamente solo il 90% dei casi, ovvero quelli più comuni. Per i rimanenti, dove sarebbe necessaria maggiore riflessione, e soprattutto più tempo per interrogare il paziente, gli errori sono inevitabili. Non si può funzionare sempre al 100%, è necessario poter rifiatare. Insomma sarebbe stato fondamentale investire in personale ma la logica monomaniaca del governo sapete qual è: i soldi devono andare in una specifica direzione non in servizi ai cittadini, anche là dove vi è letteralmente in gioco la vita.

Sull’Epitome sono fermo: ho anche una coraggiosa amica che ha letto la mia opera e che ha molte indicazioni da darmi ma proprio quando avevamo fissato di incontrarci è saltato tutto...

Ah! Dopo aver pubblicato Joker e Renatino andai effettivamente a controllare cosa ne avessero scritto sui ghiribizzi che seguo. Con mia sorpresa non trovai niente: sul momento rimasi sorpreso visto che personalmente ero rimasto molto turbato dalla relativa pubblicità ma poi mi resi conto che se reagisci agli stimoli che ti vengono dai media tradizionali difficilmente ti troverai a criticare il sistema. Da una parte sei allineato a esso (e quindi trovi normale, per esempio, che ci siano sfruttati e sfruttatori) e da un’altra sarai stato distratto da altri argomenti (magari l’ultima malefatta di Salvini, della Meloni o addirittura della mummia di Berlusconi) o comunque orientato a inquadrare tale pubblicità in un contesto dove essa è normale o quasi. Insomma non si può avere un pensiero indipendente e critico e, contemporaneamente, condividere la narrativa del potere...

Conclusione: vabbè, pezzo breve: meglio no?

sabato 11 dicembre 2021

Due commenti rapidi su Omicron e covid-19 in genere...

Se avrò voglia tornerò sulla variante Omicron domani o nei prossimi giorni ma comunque voglio subito almeno mettere nero su bianco un mio ragionamento che ancora non ho sentito altrove.

I dati preliminari provenienti dal Sudafrica sono molti positivi: la nuova variante sembrerebbe molto meno virulenta della Delta dando in genere mal di testa, dolori muscolari e debolezza (non febbre o raffreddore). Sintomi deboli nei vaccinati, più forti ma sempre non gravi nei non vaccinati.

Probabilmente saprete già che la Omicron si diffonde molto più rapidamente della Delta e che, in poche settimane, sarà praticamente l’unica variante di SARS-CoV-2 in Europa e in Italia.

Il pericolo che però tutti temono è che, seppur questa variante provoca sintomi generalmente poco gravi, se si ammalano milioni di persone contemporaneamente anche una piccola percentuale di queste potrebbe essere sufficiente per congestionare gli ospedali.

Il punto è quindi quanto sarà virulenta (grave) la Omicron: ebbene bisogna ricordarsi che questo non dipende solo dal virus in sé ma anche da altri fattori (per esempio l’immunità data dalla vaccinazione o naturale). E cosa ci potrebbe essere di diverso in Sudafrica che non c’è in Europa?

La risposta è il Sole e quindi la vitamina D: nell’emisfero sud stanno entrando nell’estate mentre noi abbiamo già un piede e passa nell’inverno. Il mio timore è che la cronica carenza di vitamina D nella popolazione europea durante il periodo invernale renda questa variante più pericolosa di quanto sia in Sudafrica. C’è anche da dire che in Sudafrica la maggioranza delle persone hanno la pelle scura e quindi a parità di esposizione al sole producono meno vitamina D: insomma, come al solito, senza dati accurati è impossibile fare previsioni attendibili.
Sicuramente però questo della vitamina D è un elemento importante che, complessivamente, in questo periodo gioca a sfavore della popolazione europea.

Comunque lo sapremo presto: apparentemente riesce a raddoppiare il numero degli infetti ogni 3-5 giorni. In Danimarca e probabilmente nel Regno Unito la percentuale è già significativa sebbene piccola: da questi paesi arriveranno presto dei dati validi anche per l’Italia.

Conclusione: avrei da scrivere ancora sul covid-19 in generale (in particolare una statistica molto interessante trovata nell’ultimo bollettino dell’ISS (*1)) ma voglio mettermi a leggere un po’…

Nota (*1): e invece ho deciso di scriverne perché credo che sia un fattore fondamentale e “ovviamente” completamente ignorato. Come scrissi in Logica e statistiche basilari ci sono due elementi imprescindibili da tenere sempre presenti quando si parla di covid-19: le fasce di età e le comorbidità. Da tempo scrivo e ripeto quanto altre malattie preesistenti siano determinanti per l’aggravarsi della malattia ma, sfortunatamente, non avevo trovati dati recenti.
Avevo trovato solo dei vecchi dati cinesi basati quindi solo sull’epidemia a Wuhan: secondo questi solo lo 0,9% dei deceduti non aveva comorbidità.
Ebbene ho trovato dei dati italiani (basati su un campione di circa 8.000 deceduti) al riguardo! Si trovano su questa pagina: Caratteristiche dei pazienti deceduti positivi all'infezione da SARS-CoV-2 in Italia da Epicentro.ISS.it
Ebbene non ho voglia di ricopiare tutti i dati a mano ma quello più importante è che i morti che non avevano comorbidità erano appena il 2,9%.
Questo dato è fondamentale per la valutazione personale del pericolo rappresentato dal covid-19: ogni persona, in base alla propria età e alla presenza o meno di comorbidità, ha una probabilità maggiore o minore di ammalarsi. In un paese libero e senza ricatti questo permetterebbe di decidere se vaccinarsi o no in maniera razionale tenendo presente quali sono i rischi e benefici per la propria persona.
A occhio (ma dovrei saperne di più per esserne sicuro) la mortalità per persone senza comorbidità si dovrebbe ridurre del 97%, in pratica quindi di due ordini di grandezza…

venerdì 10 dicembre 2021

L'esigenza dell'odio

In questi giorni sto avendo problemi famigliari e quindi non ho molta voglia di scrivere pezzi impegnativi: per questo mi limiterò a qualche considerazione più o meno estemporanea così come mi viene in mente…

Il peggio è questione di gusti? Cioè si può sempre dire che Tizio sia oggettivamente peggio di Caio?
Io penso di no: credo infatti che ci sia una componente soggettiva che sfugga a ogni logica: è come per il bello: non tutti amiamo le stesse cose e così, allo stesso modo, tutti odiamo diversamente.
Semmai la questione è quanto questa componente soggettiva e umana (cioè connaturata in noi e quindi inevitabile) del nostro odio possa essere grande. Io capisco un 10%, massimo 15%, oltre è qualcosa di patologico: cioè se Tizio è da disprezzare 900, allora ritengo normale che lo si disprezzi fra 900-90 e 900+90. Chi lo disprezza 1500, oppure appena 500, eccede per eccesso o difetto.

Ma evidentemente non riesco a comprendere pienamente la natura umana: io temo esista un 60% o forse più di persone a cui, per casi particolari, manca completamente questo equilibrio di giudizio. Intendo dire che, in genere, anche queste persone sono in grado di valutare obiettivamente le informazioni a propria disposizione e trarne delle conclusioni decentemente razionali: però esse hanno anche una specie di tallone d’Achille, un punto della schiena che non riescono a raggiungere con la propria logica, che quando viene toccato fa perdere loro completamente il senso del giudizio.
Ovviamente alla base di questo strano comportamento vi deve essere una radice psicologica profonda altrimenti non si spiegherebbe: in altre parole non è follia essere folli, visto che da questo punto di vista lo sono tutti, ma al contrario è anormale riuscire a non farsi travolgere nei propri giudizi dagli elementi soggettivi.

Io credo che la religione riempisse un vuoto che la scienza non è stata in grado di colmare completamente. La soteriologia nella storia delle religioni ci insegna che ciascuna fede propone un sistema di valori e comportamenti atto a combattere il male, soprattutto il male ultimo che è la morte. In altre parole la religione ci istruisce su come sopravvivere alla morte: per esempio il comportamento dei cristiani su questa terra dovrebbe essere teso a meritarsi la “vita eterna” nel paradiso.
Ma credo si debba fare un passo indietro: l’uomo ha bisogno per convivere in pace con le ingiustizie della società di un male più concreto su cui indirizzare le proprie frustrazioni.
La Chiesa per due millenni circa ci ha dato il diavolo: era lui la causa del male che gli uomini di fede dovevano temere e combattere. Poi, a volte, anche il demonio era comunque un’entità troppo astratta ed ecco allora spiegato il grande successo della caccia alle streghe: permetteva di attribuire ogni colpa per ciò che andava storto al proprio vicino di casa o alla vecchia strabica che viveva in una capanna da sola...
È ovvio che la scienza non ci dà nessun bersaglio di questo genere e quindi rimane un grande vuoto nell’uomo moderno: il bisogno di odiare rimane insoddisfatto. E, almeno secondo Freud e io sono d’accordo con lui, questa pulsione verso la morte e distruzione non è meno forte di quella sessuale verso la vita. Eros e Tanatos insomma: non sto reinventando la ruota.

Eppure questa necessità di odio, cioè di un bersaglio per le proprie frustrazioni, è un’esigenza imprescindibile soprattutto in società sempre più ingiuste e diseguali: questo è il senso di “Eros e civiltà” di Marcuse.
E allora la società nel suo complesso si presta volentieri a odiare il bersaglio che i media gli dicono che sia giusto odiare: non ci sono troppe resistenze, viene tutto naturale, l’abitudine a ubbidire alla voce dell’autorità zittisce ogni esitazione di carattere morale o razionale. Del resto si crede volentieri a ciò che si vuole credere e, in particolare, al fatto che la colpa di tutto non sia nostra ma di altri; che noi, solo noi, si sia i buoni e che gli altri siano i cattivi.
Per questo le società si compattano facilmente verso un nemico esterno: probabilmente questo è il meccanismo evolutivo che ha permesso a questo comportamento illogico di sopravvivere nel tempo. Le società umane erano in costante competizione fra loro e riuscire a focalizzare le proprie energie fisiche e mentali contro un rivale poteva fare la differenza fra la vita e la morte.
Ma, con la nascita dei grandi stati, conflitti frequenti e violenti con i vicini sarebbero stati troppo distruttivi e complessivamente dannosi. È allora che l’odio si è rivolto sempre più spesso verso il nemico interno: la minoranza dei diversi. Inutile ricordare le tante persecuzioni che hanno contrassegnato, anche in tempi recenti, la storia. La mentalità inconscia dell’uomo comune è considerare l’alterità dalla norma come il male: ovvero ciò che è diverso da noi è sbagliato o comunque meno giusto e meno buono e per questo dannoso.

E anche la cronaca recente e recentissima non sfugge a questa logica della necessità di un bersaglio per l’odio popolare. In Italia Berlusconi ha catalizzato per decenni l’odio di una porzione significativa della popolazione: non è un caso che uno squilibrato giunse ad attaccarlo fisicamente: Berlusconi era dipinto come il diavolo ed egli pensava di colpire il male puro. A Berlusconi e ai suoi misteriosi festini venivano attribuite tutte le colpe per i mali dell’Italia: eppure è ormai da più di dieci anni che, anche per ragioni anagrafiche, Berlusconi non incide più nella politica che conta ma, nonostante ciò, l’Italia non sta meglio di prima, anzi. Se ne dovrebbe concludere che Berlusconi non era la causa di ogni male come i suoi avversari erano riusciti a far credere: adesso si dovrebbe quindi riuscire a considerarlo nella giusta prospettiva storica: ma così non avviene. Evidentemente l’odio inveterato col tempo inasprisce pur perdendo sostanza e cioè ogni parvenza di motivazioni razionali.
Lo stesso fenomeno lo vedo, seguendo il canale YouTube Jacobin, negli USA: ormai i giovani giornalisti/intellettuali di sinistra, a mio avviso straordinariamente intelligenti e preparati, si sono resi conto che Biden non sta facendo una politica a favore della maggioranza della popolazione ma, al contrario, favorisce (come al solito) i poteri economici dominanti. In pratica sta facendo peggio di Trump ma, paradossalmente, continuano a essere felici che l’ex presidente non sia stato riconfermato alle ultime elezioni. Evidentemente anche loro confondono la figura di Trump col mito del demonio.
Non capiscono che Trump come miliardario, al massimo, serviva i propri interessi personali mentre Biden, come la maggior parte degli esponenti del partito democratico o repubblicano, è al completo servizio di ogni lobbi economica. Trump obbediva a se stesso, Biden serve decine di padroni.

Tornando in Italia mi pare evidente che l’odio scatenato da mondo politico e media contro chi decide di non vaccinarsi non abbia motivazioni razionali. Le parvenze di giustificazioni scientifiche del verdepasso sono crollate dopo appena un paio di mesi dalla sua introduzione. Lo dimostrano numerose ricerche e le continue prove forniteci dalla vita reale. L’abominio del superverdepasso infatti è un obbrobrio che non si cerca neppure di giustificare né moralmente né scientificamente: se non erro Draghi lo definì “un premio” per chi si vaccina (*1).

Guarda caso, proprio in un epoca in cui in Italia va affermandosi il politicamente corretto più bigotto, ipocrita e insensato e contemporaneamente l’ingiustizia sociale cresce puntando a raggiungere livelli direi ottocenteschi, aumenta anche il bisogno sociale di un bersaglio contro il quale riversare il proprio odio.
Ecco quindi che quando i media con argomentazioni risibili e speciose hanno affermato che i non vaccinati sono la causa di ogni male dell’Italia, la maggioranza della popolazione ha reagito entusiasta approvando convinta le discriminazioni, i ricatti, le segregazioni e le ingiustizie non prive di venature sadiche verso i non vaccinati.
Gli italiani hanno avallato le decisioni del governo perché sono felici di avere uno sfogo per il proprio odio dato che esso rende la vita e le sue ingiustizie più tollerabili. Forse molti si rendono conto che si tratta di un bersaglio illusorio ma la valvola di sfogo costituita dal sapere che vi è chi sta peggio zittisce ogni scrupolo morale.

Il covid-19 è la malattia e, paradossalmente, l’odio è la vera cura proposta dal potere politico.
Le ingiustizie socioeconomiche non vengono affrontate, né tantomeno risolte, ma ci si limita a trovare un capro espiatorio da additare come colpevole di tutto.

Conclusioni: vabbè, avevo altre cose da scrivere sulla variante omicron, ma niente di urgentissimo: siccome è comunque venuto fuori un pezzo con una sua logica ne approfitto per terminarlo qui.

Nota (*1): ma in realtà non era un premio per i vaccinati ma pura discriminazione e segregazione verso i non vaccinati: non credo infatti possa definirsi un premio vedere bastonare gli altri. A meno che gli italiani non siano diventati un popolo di fanatici e sadici: cosa che, in effetti, non posso escludere del tutto.