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lunedì 7 maggio 2018

Una poltrona per due

Nelle mie “analisi” politiche (vedi i pezzi col marcatore “Politica” degli ultimi due mesi) non mi sono mai preoccupato di riflettere sulla questione “morale” di chi sbagliasse a non cedere fra Di Maio e Salvini sulla partecipazione o meno di Forza Italia/Berlusconi a un governo.

Di Maio dice: sì a governo ma solo con la Lega; Salvini replica: la coalizione di centro-destra non si spacca, al governo deve partecipare anche Forza Italia.
E su questo tira e molla stiamo andando avanti da due mesi col solo intervallo della labile ipotesi di un governo M5S/PD.

Come ho già spiegato io vedevo la questione solo come una lotta di potere: se il M5S avesse governato con l'intero centro-destra, che complessivamente ha più parlamentari, avrebbe avuto il ruolo di socio di minoranza (per semplificare diciamo primo ministro di centro-destra); al contrario, in un governo M5S-Lega, il socio di minoranza sarebbe stato Salvini (per semplificare diciamo primo ministro del M5S). Salvini, oltre a questo ridimensionamento delle proprie aspettative nel breve termine, avrebbe rischiato di bruciare l'alleanza di centro-destra nel medio periodo: in caso di ritorno alle elezioni nel torno di un anno sarebbe stato più difficile, anche davanti agli elettori, riproporre la vecchia alleanza.
In altre parole la Lega di Salvini avrebbe probabilmente più da rimetterci a rompere la coalizione di centro-destra e a partecipare a un governo col solo M5S di quanto ne avrebbe il M5S a formare un governo con l'intero centro-destra: infatti il ruolo di Forza Italia nell'eventuale governo avrebbe potuto essere facilmente calibrato in maniera tale da risultare secondario: se poi Berlusconi avesse puntato i piedi non accettando nessuna proposta, avrebbe trovato la porta spalancata e il tappeto rosso steso a terra per andarsene (sarebbe stata una sua decisione).
Quindi da un punto di vista utilitaristico è alla Lega che costerebbe di più cedere alle richieste della controparte.

Forse sono io prevenuto ma nella richieste/imposizioni di Di Maio vi vedo anche malafede: se infatti partiamo dall'idea che si deve formare un governo per il bene dell'Italia, e che questo governo farà solo quanto sottoscritto in un “contratto di governo” con l'avanzamento dei progressi controllabile nel tempo, allora che importanza ha, da un punto di vista pratico, se Forza Italia fa parte o meno del governo?
Al limite, se dopo sei mesi ci si accorge che i ministri di Forza Italia remano contro, ecco che allora non ci sarebbe nessuna difficoltà, da un punto di vista politico, a fare un rimpasto e a escluderla dal governo.
Invece no: il M5S si ostina a fingere di considerare Berlusconi il male estremo dell'Italia, come se fosse stato lui a governare negli ultimi sette anni e non i vari governi tecnici o del PD...
Credo quindi che l'intransigenza di Di Maio sia pretestuosa e indicativa di malafede o ipocrisa: se così fosse sarebbe annullato qualsiasi ipotetico pregio morale possano avere le condizioni di Di Maio contro Forza Italia/Berlusconi. Ma magari sono io di parte...

Anzi la totale mancanza di volontà per un vero dialogo del M5S è tale che mi viene da pensare che non voglia realmente governare: dopotutto un populismo apparente sta bene all'opposizione e questo Grillo-Casaleggio lo sanno bene. Pensavo però che Di Maio avesse più “voglia” di divenire primo ministro e che il suo tentativo di riuscirsi avrebbe portato a tensioni col M5S-Grillo/Casaleggio. Invece, almeno apparentemente, non sembra essere successo niente in tal senso.

Riflettevo poi che il partito che ha più da guadagnarci a un ritorno alle urne è probabilmente il M5S e solo secondariamente la Lega: mi è infatti divenuto chiaro che il ripetere di Di Maio che non c'è bisogno di cambiare la legge elettorale perché le nuove elezioni serviranno da ballottaggio preconizza già che nell'eventuale campagna elettorale pentastellata si chiederà agli elettori del PD di turarsi il naso e votare il M5S per non far vincere “Berlusconi”: probabilmente questa strategia porterebbe al travaso di un bel po' di voti dal PD al M5S. Anche la Lega crescerebbe ma non credo quanto il M5S e, contemporaneamente, Forza Italia perderebbe terreno col risultato complessivo di un centro-destra stazionario o solo in leggerissima crescita.

Quindi Di Maio è forse sincero quando dice di voler tornare al voto: in tal caso avrà avuto anche rassicurazioni da parte di Grillo-Casaleggio di essere ricandidato: uhmmm... fossi Di Maio però non mi fiderei: c'è Di Battista già pronto...

Nel frattempo il Presidente vuole proporre il solito agognato governicchio (o come lo volette chiamare) che, nonostante tutto, se si dovesse chiamare i parlamentari a votarne la fiducia potrebbe anche ottenerla: in troppi, compresi i parlamentari di M5S e Lega, avrebbero paura di non riottenere la propria poltrona...
Non mi stupirei poi se il M5S-Grillo/Casaleggio uscisse allo scoperto sbugiardando M5S-Di Maio e ordinando ai propri parlamentari di dare un sostegno, magari esterno, al governicchio del presidente facendone votare comunque la fiducia...
In tal caso gli sconfitti sarebbero Salvini, bloccato in un'opposizione difficilissima e logorante, e Di Maio che vedrebbe svanire la possibilità di un incarico di governo.

Sì, come ripeto da mesi, l'ipotesi del governo estivo/tecnico/istituzionale (o come lo volete chiamare) continua a sembrarmi quella più probabile: ovviamente sarebbe un governo pessimo col solo scopo di tradire l'Italia e gli italiani.

Salvini dovrebbe quindi cedere a Di Maio, mollare Berlusconi, e fare il governo insieme al M5S?
Non credo: Di Maio forse ci starebbe anche ma dubito che il M5S-Grillo/Casaleggio voglia realmente governare con la Lega. Probabilmente una volta che Salvini avesse tagliato i ponti col centro-destra inizierebbero a porre ulteriori condizioni inaccettabili che porrebbero la Lega in forte imbarazzo sia accettandole che rifiutandole. Credo invece che sia meglio ritentare il ritorno al voto: il M5S partirebbe in vantaggio ma non è detto che la situazione non si possa ribaltare.
Se poi, dopo le nuove elezioni, il M5S dovesse vincere pazienza: non sarebbe comunque peggio che starsene all'opposizione mentre il governicchio tecnico/istituzionale massacra l'Italia (come invece probabilmente accadrà)...

Conclusione: mi chiedo il presidente chi incaricherà per la formazione del governicchio...

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