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venerdì 28 marzo 2014

Pericolo "clandestini"?

Finalmente, con notevole ritardo, sono state rese note dal M5S le modalità per candidarsi alle europee. “Basta” essere iscritti al viario di Grillo da dicembre 2012 mentre, per votare, bisogna esserlo da giugno 2013...

Come già ho più volte evidenziato (v. Grana pentastellata e il recente Puzzle a 5 stelle) sono molto scettico sulla presunta equivalenza fra iscritti al viario di Grillo e attivisti.
Il motivo è che al viario di Grillo chiunque si può iscrivere: anche chi ha idee opposte a quelle del M5S potrebbe adesso avere il diritto di candidarsi e/o di votare. E comunque, in futuro, potrebbero falsare qualsiasi votazione interna del movimento.

Come spiegato in Puzzle a 5 stelle ormai sono sicuro che anche Grillo se ne renda conto e, per questo, è stata scelta come data “discriminante” quella del dicembre 2012 ovvero un paio di mesi prima della definitiva consacrazione del movimento: evidentemente Grillo si auspica che a quella data fossero ancora relativamente pochi questi “clandestini” del suo viario.
Personalmente non ne sono così sicuro: la stampa diede abbastanza risalto alle modalità di voto del M5S e a quel punto bastava poco per capire che iscriversi al viario di Grillo, dato anche che non costava niente, poteva essere un'opportunità. Io perlomeno ci pensai...

Ma qual è il pericolo costituito da questi “clandestini”? Il pericolo è che, se riescono a organizzarsi, potrebbero concentrare i voti su specifici candidati provocandone quasi automaticamente la candidatura alle elezioni.

Un esempio: un simpatizzante del PD potrebbe essersi iscritto al viario di Grillo, magari per semplice curiosità, a novembre del 2012 e adesso potrebbe candidarsi. A questo punto potrebbe rendere noto pubblicamente di essere tale e fare appello a tutti i votanti (cioè gli iscritti fino a giungo 2013) di votare per lui: se riuscisse ad aggiudicarsi un 500 voti avrebbe buone possibilità di farcela!
In una situazione di questo genere Grillo si troverebbe nell'imbarazzo di doversi inventare una nuova regola per estrometterlo, rendendo però palese il contro senso di equiparare gli iscritti al suo viario ad attivisti, oppure far finta di niente col rischio però di trovarsi con un parlamentare europeo in forza al M5S ma che in realtà sarebbe del PD!

È vero, adesso c'è la penale di 250.000€ per chi cambia schieramento ma se questo parlamentare si limitasse a votare come pare a lui? Comunque andasse sarebbe una mazzata per chi crede e spera nel M5S...

In conclusione, secondo me, già a queste elezioni europee c'è il rischio concreto che il M5S mandi a Strasburgo qualcuno che non è del movimento o che, comunque, si verifichino problemi sulla falsariga dell'esempio che ho addotto...

Comunque sono sicuro che queste saranno le ultime elezioni dove la scelta dei candidati del M5S verrà fatta con questa assurda modalità basata unicamente sull'iscrizione al viario di Grillo.
Alle elezioni del 2015 (non so quali saranno) sarebbe un suicidio permettere di candidarsi a tutti coloro che si sono iscritti entro il dicembre 2013 perché data successiva a quella spartiacque delle elezioni del febbraio 2013...

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