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mercoledì 2 novembre 2011

Tagli e prelievi

Oggi avrei da scrivere su numerosi argomenti ma non sono sicuro di riuscire a farlo perché sono preoccupato. Sono preoccupato per la ventilita possibilità di prelievo forzoso dai risparmi depositati in banca.
Oltretutto oltre al danno ci sarebbe la beffa: qualcuno pensa per caso che rubare soldi agli italiani servirebbe a risolvere i problemi dell'Italia?
Ho scritto "rubare" volutamente perché, se la forma di prelievo forzoso sarà analoga a quella del 1992 (governo Amato), allora non sarà basata sul reddito ma solo sul volume dei risparmi...
E a cosa servirebbe? Solo a gettare i sudati risparmi degli italiani nel tritatutto del debito statale. Davvero qualcuno pensa che questo sacrificio risolverebbe la situazione?
I problemi sono molteplici sia a livello nazionale che internazionale. Probabilmente però, nel caso specifico dell'Italia, il problema maggiore è l'inadeguatezza della classe politica. Non parlo solo del governo ma dell'intera piramide del potere. Forse sono io pessimista ma ho la sensazione che i politici a tutti i livelli, dagli amministratori di un piccolo comune fino al governo passando per province (a che servono?) e regioni, badino per lo più al proprio interesse e non a quello della cosa pubblica (la res publica).
La conseguenza sono sprechi a non finire e tasse enormi in cambio di servizi pubblici scadenti. Una minoranza si arrichisce grazie al danno arrecato alla maggioranza e i politici ne sono spesso complici.

Mi ricollego a due argomenti che avrei voluto trattare oggi.
Il censimento ISTAT era proprio necessario farlo adesso? Se non ricordo male, non sono dell'umore per andare a ricercare l'articolo, questo questionario costa all'Italia 650 milioni di euro. Non potevamo rinviarlo di qualche anno?
E quali sono le informazioni essenziali che si ricavano? Dati anagrafici e catastali, vaghe informazioni sul lavoro, penetrazione di internet nella società e poco altro...
Era realmente necessario spendere tutto questo denaro per conoscere nel dettaglio queste informazioni (come se poi, chi ha da nascondere qualcosa fosse sincero...) e soprattutto in questo momento di crisi?
La notizia è di ieri (dal corriere.it La vergogna delle auto blu): in Italia ci sono 72000 auto blu e circa 35000 addetti (autisti immagino). Per confronto, in Inghilterra, tali vetture sono circa 200.
E il costo per lo stato? Io mi ero divertito a fare la seguente stima: 10.000€ (costo vettura ammortizzato nel tempo, benzina, assicurazione, etc) * 72.000 + 35.000 * 40.000 (circa 1500€ netti al mese) = 720.000.000 + 1.400.000.000 = 2.120.000.000
Ovvero circa 2 miliardi!
Poi, leggendo l'articolo, (mi ero limitato all'occhiello) scopro che "la spesa per il personale è di 1,2 miliardi di euro all'anno. La spesa di gestione è di 350 milioni di euro che, sommando gli ammortamenti, diventa di 650 milioni. C'è poco da commentare, basta una parola: vergogna."
Da cui si ricava (ammesso che le fonti dell'articolo siano corrette) una spesa totale di 1850 milioni: evidentemente la mia stima approssimativa era un po' gonfiata me nemmeno troppo...

Conclusione: volendo fare dei tagli io saprei dove recuparare 2,5 miliardi....

3 commenti:

  1. Il problema, secondo me, sta anche nel fatto che a fronte di una classe politica priva del benchè minimo senso civico si pone una larga parte della popolazione che per pigrizia o per scarso interesse si limita ad ascoltare come oro colato solo quello che certi media fanno passare per "realtà". Si assiste inoltre ad un fenoeno che potrei definire di amnesia collettiva. Sembra che l'elettore medio di centro destra (PDL tanto per capirsi) si dimentichi di quello che il proprio leader politico proselita.

    Prendi la faccenda dell'ICI. Stasera salta fuori la voce che non è mai stata all'esame del governo una forma di prelievo forzato dai conti correnti e dai depositi, bensì si sta prendendo seriamente in considerazione il ritorno dell'ICI sulla prima casa, che se non sbaglio è uno dei motivi portanti che ha permesso a B. di salire sul trono. Ora, la logica vorrebbe che, se vieni meno alla promessa che ti ha messo dove sei allora te ne devi andare. No, l'elettore del PDL medio pare non ricordarsi di tale promessa e continua a mo' di ciuco con paraocchi a sostenere sto cavolo di governo fasullo fatto di politici a saldo.

    E' ovvio che il cambiamento non può venire dal sistema di potere, è un controsenso. Se sei al potere ci vuoi rimanere e soprattutto se sono altri a compiere errori madornali allora te stai chiotto e te ne guardi bene dal prendere il cerino, altrimenti poi sarebbero affari tuoi. Il cambiamento, o la "scossa" come la chiama Bersani, dovrebbe venire dalla popolazione. Con un leader populista che ha costruito e fonda il suo sistema di potere sulla capacità di convincere le masse della veridicità della sua parola l'unico sistema per spodestarlo è la perdita di "presa" sulla massa.

    Ma la vedo davvero dura. Infatti non appena qualcuno prova ad alzare la testa e a manifestare il proprio dissenso salta fuori qualche gruppo organizzato per buttare tutto in casino e fumogeni. In tale modo si rafforza l'idea che chi manifesta è di sicuro un delinquente, che chi sfila con striscioni e di sicuro uno sporco e puzzolente che odia le istituzioni e alla prima occasione utile distrugge il nostro bel paese.

    Quindi credo che si debbano toccare altri livelli di bassezza per risalire la china, solo arrivando a metà della caduta nel precipizio sto branco di gente si renderà conto che siamo nella melma.

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  2. Grazie per il commento Tyreen e scusami se non ti ho ancora risposto.
    Il fatto è che in questi giorni sono assillato con le pulci e, non dormendo, non mi va di scrivere risposte impegnative.
    Comunque quello che hai scritto è interessante e mi ha messo la pulce nell'orecchio...
    Ehm... scusa la battuta modesta... ;-)

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  3. Ciao Tyreen,
    Ho riletto con calma il tuo commento e sono d'accordo con te su vari aspetti.
    In particolare ritengo che l'attuale classe politica non sia all'altezza della situazione, che la qualità dell'informazione sia molto bassa e che in parte la colpa sia anche del popolo italiano a causa della mancanza di una vera cultura democratica (tu ne hai evidenziato alcune conseguenze chiamandole “amnesia” e “paraocchi”) (vedi i miei post Democrazia 1/3 e Democrazia 2/3).
    Dal tono della tua email ho la sensazione che tu giudichi la sinistra italiana sostanzialmente meglio: io non ne sono sicuro e anzi penso che, su per giù, si equivalgano (vedi http://parole-sante.blogspot.com/2011/09/douche-and-turd.html ).
    Non sono nemmeno d'accordo sul fatto che un governo (qualsiasi governo non solo questo) debba dimettersi per la pressione di manifestazioni popolari: a livello teorico l'eccezione sarebbe ammissibile se fosse possibile dimostrare che una parte sostanziale dell'elettorato del PdL non si riconoscesse più nei propri rappresentanti...
    È difficile prevedere come evolverà la situazione perché stiamo affrontando qualcosa di completamente nuovo e non esistono ricette chiare per risolvere una situazione che, del resto, non dipende esclusivamente dall'Italia.
    Grazie ancora per l'interessante feedback!

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