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domenica 17 gennaio 2021

Vedo blu

Da tempo sono iscritto al canale byoblu su Youtube ma, onestamente, sono molto pigro e ne avevo ascoltato solo pochi minuti: come tutti non faccio, soprattutto per pigrizia, quello che dovrei…

Oggi su FB ho letto “Hanno chiuso Byoblu!” e questo è stato lo stimolo per finalmente dargli un’ascoltata.
Al momento ho seguito due interviste (e continuo a farlo anche adesso in sottofondo): la prima era a un ragazzo barbuto che scrive per il sito Vox Italia: ha detto cose giuste anche se un po’ vaghe; onestamente niente che mi abbia colpito.
Adesso sto ascoltando una terza intervista a un’avvocatessa (credo) che segue la vicende Assange (da vicino: per esempio è in contatto col padre): in effetti qui su questo sito è da tempo che non ne scrivo ma in realtà la vicenda mi sta a cuore e su FB seguo le varie notizie condividendo con i miei pochi contatti quelle che mi sembrano più significativi.

Mentre questa intervista va avanti (sto ascoltando in diretta: molto interessante e sconcertante) voglio invece scrivere della seconda intervista: in questo caso si è trattato di un avvocato che ha parlato della compressione della libertà causata dalla quarantena da un punto di vista legale.
Prevedibilmente la privazione della libertà generalizzata, senza leggi e senza la convalida di un magistrato, è costituzionalmente molto dubbia. L’avvocato ha più volte accennato alla prima parte dell’articolo 13 della costituzione ma non ha detto nulla della seconda parte che, immagino, si possa usare per sostenere i provvedimenti presi.
Interessante anche la spiegazione del perché viene usato lo strumento del DPCM: il motivo è che per il cittadino è più difficile difendersi. Scrivo con parole mie (quindi non completamente esatte) per quel che ricordo: se lo strumento fosse stato una legge allora un giudice, che al ricorso di un singolo cittadino, riscontrasse elementi di incostituzionalità allora lo passerebbe alla corta costituzionale che ne potrebbe annullare la validità per TUTTI i cittadini. Invece il ricorso a un DPCM, per motivi legali, riguarda solo il singolo cittadino: anche se il giudice gli dà ragione la sentenza vale solo per tale persone e per lo specifico caso.
Poi cercare di far dichiarare un DPCM illegittimo al TAR è inutile perché una volta che si arrivasse a discuterlo sarebbe ormai già stato superato dal successivo e quindi il procedimento si fermerebbe con un nulla di fatto.
Mi è piaciuto poi la sua spiegazione del perché, anche da un punto di vista legale, la libertà è più importante della salute: io ho fatto un ragionamento analogo incentrato ovviamente su basi più “filosofiche”.
Ma soprattutto l’aspetto più interessante è che l’avvocato (credo si chiami Marco Mori) ha scritto anche un libro in cui ricostruisce una visione del mondo analoga a quella che io descrivo nella mia Epitome: ovvero con i grandi poteri economici che progressivamente stanno influenzando sempre di più le democrazie occidentali e tutto il resto del mondo. L’aspetto che mi ha più colpito è che mentre io baso il mio ragionamento su una base storica/filosofica/politica/psicologica lui osserva lo stesso fenomeno da un lato giuridico che a me è praticamente del tutto sconosciuto.
A dire il vero, come lo stesso autore afferma, la realtà ha già sopravanzato la fantasia: scritto qualche anno fa, egli paventava la creazione di una sorta di Stati Uniti d’Europa dominati da oligarchie economiche: invece adesso, sfruttando la pandemia, vede prefigurarsi già il passo successivo ovvero un’oligarchia a livello mondiale.
Non so magari vedo di procurarmelo anche se adesso sono alle prese con libri molto pesanti…

Sì, confermo: l’avvocato si chiama Marco Mori e ha scritto “La morte della Repubblica. Gli Stati Uniti d’Europa”…

Nel frattempo l’intervista alla giornalista che segue il caso di Assange è finita: allucinante. Come si fa a non pensare che sotto la superficie patinata del nostro mondo non ci sia del marcio profondo quando si ha sotto gli occhi l'evidenza di questa vicenda?

Adesso è invece il turno di un anziano storico che racconta le premesse che hanno portato alla guerra del Golfo del 1991: che la motivazione non fosse solo quella di ripristinare la libertà del Kuwait era ovvio ma è interessantissima la ricostruzione accurata fatta dallo storico dei vari retroscena. In pratica fu la stessa amministrazione Bush a far credere all’Iraq di voler rimanere neutrale e a provocare indirettamente l’invasione del Kuwait per avere poi il pretesto per intervenire. Alla risoluzione dell’ONU che consentiva l’intervento militare l’URSS di Gorbaciov, ormai debolissima, votò a favore; la Cina si astenne probabilmente grazie ad accordi commerciali favorevoli (magari in relazione al suo ingresso nel WTO?) mentre votarono contro solo Cuba e lo Yemen. Allo Yemen furono immediatamente tagliati tutti i fondi dalle organizzazioni economiche mondiali e, probabilmente, ancora adesso paga la sua scelta…

E qui mi fermo alla ricostruzione dell’inizio della guerra vera e propria… con diretta di Emilio Fede!!

Conclusione: la verità, ammesso che possa esistere, ha molte più sfaccettature di quel che si pensa. Seguirle tutto è impossibile ma sforzarsi di comprenderne il più possibile è sempre una buona idea…

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