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mercoledì 6 gennaio 2021

Fiducia e responsabilità

Ho guardato il video prodotto in collaborazione fra il Dr. Seheult e il Dr. Campbell (Questo) senza prendere appunti per godermelo senza tensione. E comunque hanno trattato argomenti molto generici: sì, hanno detto anche cose che non conoscevo, ma principalmente hanno ripetuto concetti che ormai ho assimilato da tempo.

È stato molto bello come il Dr. Seheult ha riempito di complimenti il più anziano Dr. Campbell che, comunque, ha fatto un’ottima figura: nei suoi video parla più terra terra mentre qui, confrontandosi con un collega, ha mostrato di saper essere molto più tecnico.

Una domanda è stata (parafraso) “come si fa ad aver fiducia nei propri governi (USA e UK) per la gestione della pandemia quando adesso appare chiaro che hanno fatto errori?”

Per un attimo provate a immaginarvi di fare questa domanda a un giornalista esperto in materia medico scientifica italiana…

Beh, la risposta di entrambi è stata più o meno la seguente: “è vero, sono stati fatti molti errori ma sono stati compiuti in buona fede basandosi sui dati disponibili al momento: l’importante è riconoscerli e cambiare politica di conseguenza”.
Ovvero: 1. non vi è stata la difesa dogmatica e di ufficio dei rispettivi governi (come, secondo me, sarebbe avvenuto in Italia) ma si è ammesso, senza alcun imbarazzo, che ci sono stati numerosi errori nella gestione della crisi; 2. si è ribadito che, per essere credibili, un governo deve assumersi le proprie responsabilità e quindi anche, e soprattutto, dei propri errori. Del resto solo chi non fa non sbaglia mai.

E la mancanza di assunzione delle proprie responsabilità è ciò che più contesto al governo Conte che, al contrario, ha orientato tutta la propria politica sanitaria sullo scarica barile: la colpa è sempre degli altri, dei presidenti delle regioni che non rispettano le direttive, dei sindaci di comuni con le loro ordinanze, dei comportamenti estivi dei vacanzieri, dei 1000 no-vax che non indossano la mascherina all’aperto e, infine, dei cittadini indisciplinati che, alla fine, fanno solo quello che è stato permesso loro di fare (tipo le compere natalizie).

A me questo comportamento ricorda quello dei colleghi “bravoni” che in ufficio si vantano di saper fare tutto loro ma che poi non sanno fare niente e così, a pasticcio combinato, danno la colpa ad altri. Come si fa ad avere fiducia in queste persone? Com’è possibile fidarsi di quello che dicono?
Possibile che le persone non si offendano a essere trattate da bambini poco svegli dai media che, a loro volta, sanno solo esaltare il “lavoro” del governo senza essere capaci di fare alcuna critica per quanto giusta e doverosa?

Ma non solo manca l’assunzione delle proprie responsabilità: spesso pare proprio mancare la comprensione degli errori fatti.
Ecco quindi che, tanto per fare un esempio, l’Azzolina dimostra di non aver capito nulla: adesso che è arrivata la nuova variante più contagiosa (+50%), e che pare colpire più duramente anche i giovani, decide di riaprire le scuole in maniera da riuscire a diffonderla capillarmente. Poi, chi se ne frega, si darà la colpa agli italiani dicendo che non seguono le regole, spesso bislacche e talvolta inutili, che sono state arbitrariamente decise con logica irresponsabile.

Davanti a tante assurdità è difficile poi non pensare male e credere che non ci sia anche della malafede: ma non ho voglia di “complottare” e lascio al lettore giudicare se gli pare tutto normale o no.

Conclusione: corto troppo lungo: lo riciclo come pezzo corto.

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