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martedì 3 giugno 2014

I miei manuali di chitarra

Dopo circa due anni di faticoso e inconcludente studio della chitarra mi sento pronto per sputare sentenze su un paio di testi dedicati ai principianti.

Analizzerò per primo il libro Chitarrista da zero! Vol. 1 di Donato Begotti e Roberto Fazari, Ed. Volontè&Co, 2010, che ho recentemente acquistato.

Prima di tutto colpisce l'infelice scelta del titolo che a chi, come me, è particolarmente insicuro delle proprie capacità sembra suggerire che si tratti di un libro per chitarristi che valgono zero, ovvero per chitarristi incapaci!

Altra avvertenza importante: non si tratta di un libro che permetta di imparare a suonare da autodidatta. Piuttosto mi sembra più adatto come supporto didattico per un maestro che lo voglia utilizzare come testo con cui i suoi studenti possano fare pratica.
Soprattutto per l'autodidatta manca un'indicazione dei tempi di apprendimento necessari per ogni esercizio: il rischio è quello che il principiante impari (male!) in qualche giornata gli esercizi della prima lezione per poi rendersi conto che quelli della seconda sono totalmente al di là delle sue capacità. Un esempio concreto: nella prima lezione è proposto un primo giro di accordi (C Am Em Am) effettivamente molto facile ma, per riuscire a cambiare accordo velocemente sono necessarie molte ore di pratica distribuite, in base alla predisposizione naturale dell'aspirante chitarrista, da una decina di giorni a un mese (e solo per questi tre accordi!). Ecco, la necessità di esercitarsi pazientemente e con metodicità, non è menzionata nel libro che fa invece apparire banale questo esercizio.

In altre parole si ha la sensazione che ogni lezione si possa imparare in, diciamo, una settimana, mentre in realtà (ma non è scritto da nessuna parte) è più realistico dire che ci voglia almeno un mese magari guidati da qualcuno che ti indichi cosa e come migliorare.

Fatta questa premessa passiamo alle note positive: l'approccio seguito dal libro è molto pratico e fornisce esercizi utili a sviluppare diverse qualità del chitarrista. Ci sono le melodie da suonare sopra una base: importantissimo per sviluppare l'orecchio e seguire il tempo basandosi sugli altri strumenti (a me furono necessari mesi per riuscirci! v. Lezione XXVIII: addio al metronomo). Poi c'è l'accompagnamento, ovvero accordi suonati con diversi ritmi in base alla rispettiva battuta (o che cambiano anche all'interno della battuta), suonato anche questo sopra una base con melodia (per fare qualcosa di questo genere io ebbi bisogno di quasi un anno di pratica...). In teoria ci sarebbe anche l'improvvisazione ma... beh, lasciamo perdere...

I brani sono molti piacevoli e dà soddisfazione riuscire a suonarli bene ma la mia sensazione è che, nel complesso, la curva della crescita della difficoltà fra un esercizio e l'altro sia troppo ripida (*1).
Idealmente uno studente per non annoiarsi dovrebbe avere delle lezioni che lo impegnino per una-due settimane (perché se richiedono di più si scoraggerebbe/annoierebbe) mentre per le lezioni di questo libro ci vogliono almeno 1-2 mesi: questo significa che il libro dovrebbe contenere non 8 lezioni ma almeno una quarantina! Sembra però che la norma imposta dagli editori per questo tipo di testi sia di una cinquantina di pagine e non 400...

Da questo punto di vista Manuale di chitarra di Massimo Varini, Ed. Carisch, 2007 prevede venti lezioni (sempre distribuite su una cinquantina di pagine) in cui, sostanzialmente, l'argomento sono i giri d'accordi. In pratica l'intero volume si propone come obiettivo finale quello della sola prima lezione di Chitarrista da zero! Vol. 1!!

Ecco, sicuramente questo secondo libro è più adatto agli autodidatti perché ha lezioni di difficoltà molto più graduale. Il problema, come nel caso precedente, è che manca un'indicazione del tempo necessario a studiare per bene ogni lezione.
Ricordo che partii a testa bassa arrivando poi a un punto in cui rimasi bloccato: anche qui le lezioni (quelle con esercizi pratici e non solo teoriche ovviamente!) richiedono almeno una settimana di pratica per essere metabolizzate ma questo non è spiegato e lo studente corre il rischio di correre troppo per poi arenarsi finendo fuori strada.

Nel complesso questo libro è anche molto più noioso del precedente perché affronta quasi esclusivamente gli accordi e non cerca di far suonare da subito su basi o fornendo delle melodie gradevoli/famose. È un approccio forse più realistico ma sicuramente più noioso e che comunque lascia delle lacune (lo ripeto: suonare a tempo sopra una base musicale è molto diverso che farlo usando solo il metronomo!) pratiche.

Infine entrambi i libri sono accompagnati da un DVD: quello allegato a Manuale di chitarra lo vidi una volta sola (*2) ma mi sembrò abbastanza inutile in quanto ripeteva pari pari il materiale del fascicolo. Anche i video di Chitarrista da zero! sono inutili (oltre che brevissimi): in pratica si vedono gli autori che suonano i brani del libro con fastidiosi cambi di inquadratura fra tutta la chitarra, la sola mano sinistra e, ancor peggio, la sola faccia (utilissimo!) del chitarrista; utili invece, anzi fondamentali, le basi (*1) su cui effettuare gli esercizi.

In conclusione secondo me nessuno dei due libri è adatto per un autodidatta: Manuale di chitarra potrebbe esserlo (magari accompagnato a un altro libro con semplici melodie) se avesse la fondamentale indicazione del tempo necessario ad apprendere ogni lezione ma ha lo svantaggio di essere molto noioso; Chitarrista da zero! Vol. 1 è sicuramente più divertente ma data la sua difficoltà (e la mancanza di indicazioni sul tempo di studio necessario per ogni lezione) lo vedo di più come strumento didattico per un maestro.

Mi chiedo se esista in Italia un libro che riesca a insegnare a un principiante senza bisogno di un maestro. Secondo me sarebbe possibilissimo (anche se ovviamente avere una persona che guidi e supervisioni l'apprendimento sarà sempre preferibile) solo che occorrerebbe ben più dei fascicoli da 50 pagine sui quali pare che caprescamente puntino gli editori italiani...
I DVD sono invece delle opportunità sprecate: per essere utili (e potrebbero esserlo) dovrebbero fornire diverse inquadrature che permettano di osservare il medesimo passaggio da più angolazioni; utilissimo sarebbero poi dei video con dei principianti che eseguono i vari esercizi per la prima volta (con le relative correzioni del maestro) e poi, dopo n giorni (da precisare!), quando lo rieseguono (relativamente) bene e passano al successivo...

Nota (*1): è fondamentale avere un programma che permetta di rallentare le basi fino a una velocità in cui si riesca a eseguire le basi decentemente: io uso Audacity, ovviamente gratuito, e mi trovo benissimo...
Nota (*2): comprai il libretto al mare e là, a casa dei miei zii, deve essere rimasto nella sua bustina di plastica...

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