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martedì 24 giugno 2014

Italia - Uruguay ?:?

Finalmente Prandelli si è deciso, spinto anche dagli infortuni, a schierare la formazione che, considerato i giocatori che si è portato, a molti (me compreso) pare la migliore.
Immobile e Balotelli insieme (spero che il secondo faccia la seconda punta e che non rubi spazio al primo) e la difesa a tre: sarà sufficiente?

Come ho già scritto (v. il corto Karma azzurro) questa nazionale, come forza complessiva, sarebbe da passaggio del girone ma ho avuto la sensazione che saremo sfortunati: nelle due partite precedenti tutto è andato normalmente quindi le tegole rotte dovrebbero capitare oggi tutte insieme. Le riepilogo: infortuni nei primi minuti, pali e traverse, errori arbitrali a nostro sfavore, gol fortunosi da parte degli avversari con tiri della domenica...

Era scritto! - 24/6/2014 (ore 20:29)
Incredibile! Infatti anagrammando “Fuori ai mondiali con l'Uruguay” si ottiene “Colpa di Renzi e dei suoi 80€”!

Voci silenziose - 25/6/2014
Un amico mi ha fatto notare un'interessante curiosità: quando leggiamo un testo scritto da un nostro conoscente ne percepiamo nella nostra mente la voce, la cadenza e magari l'espressione del volto.
La comprensione di ciò che leggiamo ne è moltiplicata: magari a volte anche erroneamente perché è sempre possibile interpretare male. Riusciamo a capire molti contenuti non espressi fra le righe, probabilmente sfruttando le nostre conoscenze aggiuntive su ciò che dice o ha fatto l'autore originale del testo.
Vice versa, quando leggiamo qualcosa scritto da uno sconosciuto (non mi riferisco a un libro che ha dei meccanismi diversi ma a una epistola o un altro breve testo) invece non c'è nessuna voce e la comprensione del messaggio è molto più asettica.
Mi chiedo quanto questo meccanismo psicologico sia importante per la comunicazione fra le persone. Dovrei rifletterci ulteriormente...

Cari romani... - 27/6/2014
Nella mia incoerente (passo a casaccio da un libro all'altro) lettura della Bibbia mi sono adesso imbattuto nella “Lettera ai Romani” di San Paolo: non ci capisco niente! Di solito leggo abbastanza attentamente e, quando necessario, torno anche indietro per dare una seconda occhiata ma in questo caso non serve a niente. Si capisce che la lettera da un punto di vista teologico è fondamentale in quanto affronta il problema di stabilire da cosa derivi la grazia e, in tal senso, la posizione degli ebrei. Anzi sospetto che, proprio poiché la materia è spinosa, la traduzione adotti volutamente dei termini poco chiari (“legge”, “giustizia”, “grazia”...) in maniera stereotipata. Le note poi indicano sempre la versione del catechismo cattolico anche quando il testo sembra suggerire il contrario. Mi pare che anche Sant'Agostino si richiamasse a San Paolo per giungere alla dottrina della predestinazione (contraria al libero arbitrio): mi chiedo se alla base di questa sua teoria ci fosse proprio questa lettera...

Nota: in nottata ho verificato: sì è proprio questa lettera il punto di partenza di sant'Agostino! Ora sarebbe interessante leggere una Bibbia calvinista per vedere come traducono questa lettera (i calvinisti si rifanno infatti a sant'Agostino)...

Arranca - 27/6/2014
Il mio ultimo racconto, del quale avevo accuratamente pianificato la struttura (v. Analisi schema racconto), arranca.
L'inizio mi è infatti particolarmente ostico perché devo introdurre i due protagonisti scrivendo in terza persona: non ci sono abituato e nelle descrizioni (di cose e persone) sono penoso.
Per adesso continuo come se niente fosse ma mi rendo conto di stare lasciandomi alle spalle paragrafi che andranno riscritti quasi interamente: la speranza è quella, andando avanti nella stesura, di iniziare a sciogliermi...

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