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sabato 14 giugno 2014

Chi rema contro

Oggi volevo scrivere un pezzo semplice semplice sulla nazionale italiana ma qualcosa di più importante ha colpito la mia attenzione.
Prima di arrivare al punto focale della mia argomentazione su chi “rema contro” mi sia permessa una premessa apparentemente non molto pertinente.

Per caso ho scoperto solo oggi l'ennesimo pezzo sul viario di Grillo contro Pizzarotti (il sindaco di Parma): Le mancate promesse di Pizzarotti a firma di Max Bugani (*1). Si tratta di una sfilza di accuse senza la replica della controparte. È banale dirlo ma, a chi leggesse solo tale articolo, potrebbero venire molti dubbi sull'operato del sindaco di Parma.
Fortunatamente Pizzarotti tiene un'aggiornatissima pagina su FB dove, quotidianamente o quasi, elenca tutte le sue iniziative: dandogli una semplice occhiata si capisce il grande lavoro che sta facendo e viene indirettamente mostrata la vacuità delle accuse rivoltegli contro.
Il collegamento a questo pezzo l'avevo trovato su questo articolo di impresa5stelle.org che aggiunge dei pettegolezzi (*2) interessanti: in particolare viene spiegato (*2) che Pizzarotti è in contrasto, più che con Grillo (*2), con Casaleggio (*2) e il figlio di questi Davide (*2). Anzi viene data proprio molto importanza all'influenza (*2) di questo Davide (*2) sul padre e, di conseguenza, sull'intero movimento.

Questa era la mia premessa: ora veniamo al punto...
Le accuse pubbliche sul viario di Grillo a Pizzarotti danneggiano moltissimo il movimento e questo indipendentemente dal fatto che il sindaco di Parma stia lavorando bene o male (*3). Soprattutto instillano dubbi nei potenziali elettori neutrali sulle reali capacità di governo del M5S.
Pensare poi a un'espulsione di Pizzarotti è pura follia: sarebbe la fine del movimento. Di sicuro io cesserei di perdere il mio tempo impegnandomi come attivista dato che sarebbe evidentemente fatica sprecata.
Eppure le voci sono troppo insistenti, articoli e dichiarazioni contro Pizzarotti lanciate dai vertici del M5S sono troppo numerosi: non si può trattare di un caso o di una singola incomprensione. C'è evidentemente una volontà forte e determinata a danneggiare l'immagine di Pizzarotti.

Possibile che non ci si renda conto che questo è autolesionismo? Che probabilmente puntare la campagna elettorale sul concreto e tangibile buon lavoro svolto da Pizzarotti a Parma avrebbe portato molti più consensi di motti vuoti e autoreferenziali come “Sono oltre Hitler!” o “Vinciamo noi!”?
Evidentemente è così: cioè non ci si rende conto che Pizzarotti è una forza e non una debolezza.
La domanda diviene allora: da cosa deriva questa incomprensione?

Secondo me, mi dispiace dirlo, ma la principale ragione è l'invidia. Ai vertici del M5S ci si rende conto che Pizzarotti è una figura di riferimento molto amata dalla base e che, potenzialmente, potrebbe togliere spazio ad altre personalità del movimento più allineate e meno autonome di lui.

Altrettanto importante è un altro fattore: temo e credo che molte persone, catapultate improvvisamente dall'estrema periferia al centro della politica nazionale, anche se intelligenti e in buona fede, si stiano illudendo di essersi improvvisamente trasformati in astuti politici. Magari, confrontandosi quotidianamente in parlamento con persone di istruzione modesta e dubbia moralità, hanno fatto l'errore di sottovalutarli dimenticandosi che questi, per essere arrivati così in alto, devono essere degli squali (*4) astuti e subdoli. Forse si è confusa la loro incompetenza con stupidità ma, ovviamente, sono tutto fuor che stupidi...
Non escludo quindi che l'idea della “pericolosità” di Pizzarotti per il M5S possa proprio provenire, o essere stata rafforzata, da “suggerimenti” o “voci di corridoio” fatte girare nel Palazzo.
Infine, personalmente, nutro molta simpatia per Casaleggio: mi rivedo molto nella sua riservatezza e timidezza. Sono sicuro che Grillo dica il vero quando afferma che senza Casaleggio il M5S non sarebbe nato. Non ho quindi dubbi che Casaleggio sia intelligente come viene descritto ma altrettanto non posso dire del famigerato figlio Davide: semplicemente non so chi sia. Però, fino a quando non mi danno una prova contraria, temo molto i figli dei “potenti” soprattutto per la cecità dei rispettivi padri nei loro confronti. Ho costantemente in mente l'esempio del grande imperatore filosofo Marco Aurelio che alla fine di una vita dedicata al benessere dell'impero fece l'errore di nominare suo erede il figlio Commodo totalmente incapace a gestire tanto potere e che sicuramente contribuì non poco al suo indebolimento.

Conclusione: come al solito la vedo nera. Già da prima delle europee (v. Grana pentastellata, Grana pentastellata 2 o Puzzle a 5 stelle) davo per scontato che una riforma del movimento, necessaria e urgente per permettergli di crescere e migliorare, sarebbe stata inevitabile. Ora non ne sono più così sicuro: ho capito che le teste al vertice non sono così lucide come speravo e non è da escludere l'autodistruzione dello stesso a causa della scarsa lungimiranza di pochi.

Nota (*1): non so chi sia ma sottolineo che non si tratta direttamente di Beppe Grillo...
Nota (*2): non ho idea di quanto ci sia di vero...
Nota (*3): mi ripeto: secondo me sta facendo benissimo. E comunque i titolati a giudicare il lavoro di Piazzarotti sono solo gli elettori di Parma. Le persone al di fuori, anche se attivisti, non dovrebbero permettersi di criticare come viene portato avanti il programma elettorale. Sicuramente non pubblicamente: in privato consigli e suggerimenti sono sempre ben accetti...
Nota (*4): altro che “scatoletta di tonno”, il parlamento è una scatoletta di squali!

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