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domenica 1 giugno 2014

Donne, discriminazione e arte

Una riflessione notturna: magari ne è già stato scritto in passato ma, dal mio punto di vista, è una novità.

Nella storia della razza umana quando è nata la discriminazione nei confronti del genere femminile?
Negli altri mammiferi non mi pare ci sia niente di analogo: certo, maschi e femmine hanno talvolta dei ruoli diversi, ad esempio nell'accoppiamento e nella cura dei piccoli, ma non mi pare che questa sia discriminazione quanto piuttosto riconoscimento oggettivo della natura delle cose.
Forse quindi la discriminazione dipende dall'intelligenza? Non credo: se guardiamo gorilla e scimpanzé, di intelligenza simile per quanto inferiore alla nostra, dovremmo imbatterci in qualcosa di almeno analogo che, suppongo, gli etologi avrebbero da tempo pubblicizzato...

La mia intuizione è quindi che la discriminazione sia nata insieme all'arte o, più esattamente, quando l'uomo (inteso al neutro qui e nel prosieguo!) ha sviluppato il senso del bello. Quando cioè ha smesso di vedere la realtà esterna solo per quel che è ma le ha associato un valore soggettivo e impalpabile che genericamente, per semplicità, chiamo bellezza. Quando in un panorama ha smesso di vedervi solo eventuali pericoli o la prossima meta da raggiungere ma vi ha percepito un ideale di libertà e, genericamente, di bellezza.
Ecco, in quel tempo l'uomo (inteso come maschio) ha smesso di valutare la donna oggettivamente per le sue qualità psicofisiche ma ha iniziato a essere influenzato dal colore dei suoi occhi e dalla lunghezza delle sue ciglia: l'idea della bellezza si era sovrapposta all'oggettività primitiva.
Mi immagino che inizialmente uomini e donne fossero più simili di adesso (*1) e che sia stata, nel corso dei millenni, l'evoluzione darwiniana nel rincorrere l'ideale di bellezza (*2) a plasmare e ad accentuare le differenze fisiche fra uomini e donne.
È quindi strettamente legata alla bellezza la discriminazione femminile: se l'uomo attribuisce infatti così tanto valore all'aspetto delle labbra o alla forma del seno della donna è inevitabile che, ad esempio, l'intelligenza venga considerata meno importante. E dal considerare meno importante al sottostimare il passo, e la discriminazione, è breve...

Conclusione: solo un'intuizione notturna ma, credo, con degli spunti validi.

Nota (*1): chi di noi capisce, vedendo solo la foto della testa, se uno scimpanzé è maschio o femmina?
Nota (*2): un classico esempio è il seno femminile: in tutti gli altri animali le mammelle sono minuscole ma, per l'allattamento, funzionano comunque benissimo. Solo le donne hanno questo ingombro extra che di certo non ne facilità l'agilità e, visto che è superfluo per l'allattamento, deve avere la sua ragione di essere solo nella bellezza.

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