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lunedì 3 febbraio 2014

Denaro virtuale

Da qualche giorno ho ripreso a seguire il bellissimo corso di storia universale del prof. Harari (v. Il trisnonno di Neanderthal) e subito ho trovato nuovi spunti per pezzi molto interessanti: fino a ieri ero intenzionato a scrivere un articolo sull'importanza della geografia (!) nella formazione dell'imperialismo europeo ma oggi ho iniziato la prima lezione sul capitalismo e mi è parsa troppo interessante per lasciarla passare inosservata.

La spiegazione di Harari è già perfetta e quindi, aiutandomi con i miei appunti, mi limiterò a riassumerla così come la ricordo...

Facciamo un esempio (dice Harari): supponiamo che una Società di Costruzioni (SdC) abbia appena terminato di costruire un ristorante e abbia intascato 1m€ (1 milione di euro) che depositerà in Banca; a questo punto entriamo in scena Noi: abbiamo un'idea promettente per realizzare una panetteria ma il suo costo è di 1m€ e Noi non abbiamo denaro: così andiamo in Banca a esporre il nostro progetto per avere un prestito. La Banca crede nella nostra idea e ci presta il 1m€ (depositato dalla SdC) che ci serve. Con questo 1m€ paghiamo la SdC per costruire la nostra panetteria. La SdC intasca il nostro 1m€ e lo deposita in Banca.
Analizziamo la situazione: sul conto corrente della SdC adesso ci sono 2m€ ma il denaro reale è sempre il 1m€ iniziale!
Ma proseguiamo nell'esempio: durante la costruzione la SdC ci fa sapere che ci sono dei costi imprevisti e che per completare la costruzione serve un altro 1m€. Così Noi siamo costretti a tornare alla Banca per chiedere un ulteriore prestito di 1m€ che (fortunatamente!) ci viene concesso. Con questi soldi paghiamo la SdC per completare i lavori: la SdC intasca il denaro e lo deposita in Banca.
Adesso la situazione sembra ancora più paradossale: la SdC ha sul proprio conto ben 3m€ ma i soldi reali sono sempre i soliti 1m€ di partenza!

In altre parole la Banca presta dei soldi che non possiede! Questo è normale e infatti, per la legge USA, una banca può prestare fino a dieci volte il capitale posseduto: in altre parole per ogni 1$ depositato la stessa banca può prestare al massimo 10$.

Questo significa che circa il 90% del denaro nel mondo è virtuale e, in realtà, non esiste!
La somma del denaro depositato sui vari conti correnti è di gran lunga superiore al denaro posseduto dalla banca (non importa quale: ciò è vero per tutte). Se tutti i correntisti cercassero di ritirare il proprio denaro contemporaneamente qualsiasi banca fallirebbe immediatamente.

Questo meccanismo può sembrare una truffa ma, se lo fosse, allora l'intero sistema capitalistico andrebbe considerato tale! Ma, visto che sono già diverse centinaia di anni che questo sistema funziona, evidentemente non si tratta di una truffa.

Quello che dobbiamo capire è cosa sia questo 90% di denaro “virtuale”.
Questo denaro è un'espressione della nostra fiducia nel futuro: è la fiducia che la nostra panetteria dell'esempio, che ancora nemmeno esiste, sia realmente costruita e che inizi a far guadagnare denaro in grado di ripagare il debito con la Banca con gli interessi.

Il capitalismo funziona confidando nel futuro: le spese di oggi sono infatti finanziate con il denaro che solo domani sarà disponibile!

E poi Harari prosegue nella sua spiegazione definendo il “credito” e spiegando le differenze con l'economia nell'antichità...

In realtà nel mio riassunto ho evitato di menzionare dei concetti comprensibili solo avendo seguito l'intero corso (*1) e che giustificano maggiormente come l'uomo riesca credere a ciò che non esiste comportandosi come se fosse reale e, nella fattispecie, al denaro “virtuale”...

Conclusione: personalmente non conoscevo questo basilare concetto economico, questa specie di gioco di prestigio compiuto dalle banche, questa creazione di denaro “virtuale”. Però, con un po' di fantasia, già ne intravedo le logiche conseguenze nella finanza e, quindi, nella politica attuale...

Nota (*1): in particolare mi riferisco alla “rivoluzione cognitiva” e alle realtà immaginarie...

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