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sabato 31 dicembre 2011

Buon ultimo

Buon ultimo “ultimo dell'anno” a tutti i miei lettori!
Come infatti tutti sanno, Bisba compresa, il 2012 segnerà la fine di questo mondo...
Anzi, secondo i miei calcoli, la fine del mondo dovrebbe avvenire il dì 8 agosto: per questo motivo consiglio a tutti di prendere le ferie ENTRO luglio.

Ma non voglio generare panico inutilmente! I miei lettori devono rendersi conto che la fine del mondo non è una catastrofe (ritornerò su l'argomento con un'intervista al maestro Yury): bisogna vedere il bicchiere mezzo pieno e non mezzo vuoto.
Certo la vita sulla Terra sarà distrutta ma non bisogna prenderla come una tragedia personale: si deve invece sforzarsi di vederne le opportunità o, almeno, gli aspetti positivi...

Con la fine del mondo non ci saranno più tasse da pagare e anzi nessuno avrà più bisogno di lavorare per vivere!
Il governo Colline non potrà completare la legislatura e, al massimo, potrà essere ingaggiato in Egitto per fare l'undicesima piaga...
Niente più smog! Niente più pedaggi autostradali! Niente più guerra o fame! E finalmente, anche a Palermo, il traffico sarà sconfitto!

Insomma, una volta distrutto, il Mondo sarà un posto migliore!

Felici 7 mesi e ¼ nuovi a tutti!

venerdì 30 dicembre 2011

Teen Wolf Music

Qualche settimana fa mi è capitato di vedere la prima puntata del serial Teen Wolf. Questa nuova serie mi è sembrata piuttosto standard: da una parte i soliti ingredienti che ci possiamo aspettare per un programma mirato ai più giovani (un teenager protagonista, storia d'amore, dei cattivoni senza sfumature di grigio, stereotipi scolastici...) con l'aggiunta dell'elemento licantropia (una variazione gradita dopo l'indigestione di vampiri...).
La trama poi è semplice e lineare: insomma il serial si lascia guardare ma non due volte di seguito!

Comunque un altro ingrediente meno evidente di questi prodotti destinati ai giovani è la componente musicale: magari non è immediato notare le canzoni se non ci si sta attenti ma sicuramente, una buona colonna sonora, può fare la differenza...

Per caso una canzone del serial mi aveva particolarmente colpito e mi sono cosi intestardito a identificarla: finalmente, sul sito americano di MTV, ho trovato la lista di tutte le canzoni episodio per episodio.
Mi sono così divertito a cercarle su Youtube e ho scoperto che, sebbene non fossero di gruppi molto conosciuti (a giudicare dal numero di visioni dei diversi filmati...) almeno 1/4 o 1/5 mi piacevano! Alcune un po', molte abbastanza e un paio molto...

Comunque apprezzabile la logica, molto americana, di reciproco vantaggio che porta da una parte il serial ad avere una colonna sonora di qualità a (credo!) basso costo; dall'altra anche artisti non famosi hanno la chance non indifferente di farsi conoscere dal grande pubblico...

Di seguito riporto alcuni dei brani, tratti dalle prime quattro puntate di Teen Wolf (non ho ancora ascoltato le altre), che mi sono più piaciuti e che, contemporaneamente, hanno meno di 50.000 visioni (e quindi immagino non siano conosciuti dai miei lettori...).



Questo forse non è di Teen Wolf: potrei controllare ma non ho voglia...


Questo è forse il mio preferito... (e il numero di visioni mi pare stia crescendo rapidamente!)








Al momento solo 1350 visioni (di cui una decina sono mie!)...




Aggiunto perché, anche se al momento di poco sopra le 50.000 visioni, quando l'ho "scoperto" ne era al di sotto!




Questo genere di musica in genere non mi piace (inoltre questo gruppo deve essere famoso perché altri video sono stati visti da milioni di persone!) ma questo non è male


E questo è il brano che mi aveva colpito nella prima puntata! Lo messo solo per completezza perché è stato visto quasi 15 milioni di volte...

giovedì 29 dicembre 2011

Lezione perso il conto... (8)

Dovrei abituarmi a giudicare le lezioni del maestro dopo aver provato gli esercizi per casa...
Anche l'ultima lezione mi aveva lasciato perplesso: S. era arrivato di nuovo in leggero ritardo (con un nuova chitarra a 8 corde!). Secondo me è sempre maleducazione arrivare tardi ma se lo fa qualcuno che viene pagato per insegnare tot minuti è doppiamente grave...

Come al solito mi ha chiesto com'è andata e io gli ho risposto che ho trovato il nuovo brano, “The Entertainer”, molto più difficile del precedente ma che per il resto andava tutto bene. Mi ha detto che è normale che avessi difficoltà col brano perché c'è da suonare note su corde più distanti. Il motivo per cui ho evidenziato questo breve dialogo sarà chiarito in seguito...

Poi abbiamo riguardato gli esercizi per casa e, per la precisione, il riscaldamento: gli avevo spiegato che era molto noioso e spesso avevo poca voglia di fare gli esercizi proprio per questo (inoltre erano almeno 2 o 3 settimane che non lo si cambiava).
Risultato: il ragno, la coppia e l'orizzontale sono rimasti invariati mentre la cromatica è stata eliminata (era veramente inutile!). L'esercizio della verticale è invece stato pesantemente modificato tanto che ho rinominato i due nuovi esercizi basati su essa verticale-A e verticale-B. La verticale-A in realtà è uguale alla verticale classica con la differenza che l'esercizio è limitato alle prime due corde (solo che arrivati al 12° tasto si torna indietro). La verticale-B è invece molto più interessante: anche questa è limitata alle prime due corde e, ciò che cambia, è l'ordine con cui si premono i vari tasti: invece del classico 1, 2, 3 e 4 si preme 1, 2, 4 e 3; in maniera simmetrica quando si torna indietro...
Infine è stata aggiunto il nuovo esercizio 1234-obliquo: limitatamente ai primi 4 tasti suono la prima corda del primo tasto col primo dito, la seconda corda del secondo tasto col secondo dito e così via fino al quarto; poi ripeto la stessa procedura dalla seconda corda del primo tasto e, infine, dalla terza corda del primo tasto; Ah, e faccio andata e ritorno un paio di volte.

Poi mi ha fatto provare gli altri esercizi ma non abbiamo cambiato niente (mi ha detto che con gli accordi non vado troppo male!) e ci siamo limitati ad aggiungere agli esercizi delle Scale la pentatonica di DO (che io ho ribattezzato penta-do).
Sempre sulle pentatoniche mi ha accennato a come capire se si tratta di una maggiore o minore ma non sono riuscito a capirlo (credo per colpa sua!)...

Un dettaglio che mi è piaciuto della lezione è stato quando il maestro mi ha chiesto se mi trovavo meglio sulle corde basse o alte e poi mi ha dato l'esercizio in conseguenza (la verticale-A e verticale-B); analogamente, alcune lezioni fa, mi aveva chiesto se tendo più a guardare la mano sinistra o la destra...
Queste domande denotano la sua esperienza con l'insegnamento perché, come mi ha spiegato, non tutti gli studenti incontrano le stesse difficoltà. Ma soprattutto ho apprezzato che non abbia assolutamente cercato di modificare queste mie tendenze: le ha prese come dati di fatto è ha semplicemente “aggiustato” ad esse il suo insegnamento. Mi piace che non abbia fissazioni su come vadano fatte le cose...

Ah! ho apprezzato anche un altro dettaglio: diversamente da tutti gli altri chitarristi che conosco lui accorda la chitarra con l'apparecchietto elettronico (non so come si chiama!). Quando gli ho chiesto il perché mi ha semplicemente risposto che in questa maniera è più preciso! Altri chitarristi mi hanno invece dato l'impressione di fidarsi più del proprio orecchio che dell'apparecchietto elettronico...

Finalmente oggi ho provato il nuovo riscaldamento e ho dovuto insistere molto sul 1234-obliquo perché non mi riusciva bene (nessun problema invece con le nuovi verticali...) mentre, con gli altri esercizi, non ho incontrato (ovviamente!) nessuna nuova difficoltà ma non ho neanche fatto particolari progressi.

La sorpresa è stata quando ho riprovato il brano The Entertainer: sono andato decisamente meglio specialmente nel passaggio che mi risultava più ostico.
Ecco, credo che il motivo di questo miglioramento sia dovuto all'esercizio 1234-obliquo che, in pratica, include al suo interno il passaggio che mi rimaneva difficile: se davvero questa relazione di causa-effetto non è immaginaria devo dire che il maestro è stato proprio bravo!

mercoledì 28 dicembre 2011

Carriera scolastica (1/3)

Premessa: scrivendo questo post mi sono reso conto di un aspetto del mio carattere/comportamento che, sebbene sotto i miei occhi, mi era sempre sfuggito.
La sua essenza è che mi impegnavo per dare il meglio di me solamente per ricevere l'approvazione degli insegnanti che mi “piacevano”. Il verbo “piacere” è molto vago e proverò quindi a definire meglio cosa intendo: dovevano essere persone che mi sembrassero intelligenti e delle quali valesse la pena cercarne la stima. Beh, la maestra è un caso a parte: a quell'età tutti i “grandi” mi sembravano intelligenti. Di lei mi bastava il sorriso quando rispondevo esattamente. Siccome ho raggiunto questa intuizione solo quando ho finito di scrivere, ritroverete la precedente idea espressa in forme leggermente diversa nel seguito del post: è una ripetizione inevitabile visto che non voglio riscrivere tutto!
Ora sarebbe interessante capire come facevo a decidere chi fosse “intelligente” e chi no! Non so: probabilmente nella stessa maniera con cui individuo le persone con cui posso potenzialmente fare amicizia: devo percepire in loro una sorta di affinità, che abbiano un certo senso dell'umorismo, posati e non impulsivi (sia nel parlare che nell'agire), che parlino ma che soprattutto ascoltino... non so... persone capaci di capirmi se gli espongo una teoria strampalata delle mie...
È quindi una definizione oggettiva di intelligenza? No, ovviamente non lo è... In verità si tratta di persone verso le quali percepisco questa strana simpatia.
Comunque, nonostante questo, sono sicuro che i miei amici, se oggettivamente testati, risulterebbero di intelligenza superiore alla media.
Ovviamente anche i lettori indefessi di questo blog devono avere una grande intelligenza: e vediamo se con questa affermazione aumentano!!

L'idea di scrivere questo post (che per la sua lunghezza ho diviso in tre parti) mi è venuta ritrovando alcune delle mie vecchie pagelle scolastiche: è stato curioso osservare, a distanza di tanti anni, come venivo visto dalla maestra e dai vari insegnanti. Sicuramente l'idea che avevo di me stesso non era la stessa dei professori.
Soprattutto mi rendo conto che, in particolare alle medie, per vari motivi non capii il "ruolo" dei professori e mi misi, inconsciamente, in lotta contro di loro.

Ripercorro brevemente la mia carriera scolastica dal mio punto di vista: in prima e seconda elementare non mi era chiaro cosa si aspettasse la maestra da me. Soprattutto in prima elementare credo di aver rischiato perfino di essere bocciato (vedi anche KGB le Origini: Me.rit.ano)!
In terza invece, improvvisamente cambiai marcia, compresi che rispondendo alle domande rendevo la maestra contenta (io ero fra quei bambini a cui scappava di chiamarla “mamma”): ecco, mi piaceva dimostrare le mie qualità perché mi gratificava ricevere il suo apprezzamento. Allo stesso modo non ebbi problemi in quarta e quinta. L'unica eccezione era l'inglese: in prima elementare mi ero “innamorato” della bella insegnante americana ma, dalla seconda in poi, fu sostituita da un'antipatica insegnante inglese. Da allora io mi rifiutai di studiare tale lingua... (per avere un'idea di come io potessi, già a quell'età, essere molto cocciuto vedere il secondo aneddoto del post KGB le origini: esempi)

In prima media mi crollò il mondo addosso! Invece della maestra a cui ero molto affezionato trovai una professoressa di italiano severissima che faceva passare interi pomeriggi a riempire quaderni di esercizi di italiano a tutti i suoi alunni. Anzi non è da escludersi che il mio odio per la forma, e la grammatica in particolare, sia stata la mia “risposta” alle ingiustizie di questa professoressa (vedi KGB le origini: il Ribelle)... Contemporaneamente entrai nella pubertà spaccandomi tutti i denti cosa che mi dette un comprensibile handicap psicologico (vedi KGB le Origini: risa distratte) e che sicuramente influì anche sul mio rendimento scolastico. L'unica professoressa con cui mi trovai bene fu quella di matematica (che probabilmente chiamai “mamma” più di una volta!) che però non contava nulla rispetto a quella d'italiano.

In seconda media passai dalle suore alla scuola pubblica: mi sembrava un sollievo! L'insegnate più severa che trovai fu la professoressa d'inglese ma, a confronto con la prof di italiano che avevo avuto l'anno precedente, mi sembrava un gattino bagnato. Contemporaneamente iniziai a provare una sensazione estremamente sgradevole: mi resi conto che i miei professori erano più “stupidi” (*1) di me ma, nonostante questo, erano convinti di essere in grado di valutarmi (e lo facevano!).
Non sentendomi apprezzato né gratificato la mia reazione fu quella di non aprire libro: probabilmente, in condizioni normali, avrei comunque veleggiato con una sufficienza ampia ma la severissima professoressa d'inglese (materia che perseveravo a non voler studiare) era anche la vicepreside e, probabilmente, influenzò negativamente gli altri professori. In definitiva avevo una sufficienza scarsa anche nelle materie scientifiche.

Nonostante il consiglio negativo dei professori delle medie, che consigliavano un istituto tecnico, fui iscritto al liceo scientifico: mi avrebbe “insegnato a studiare” disse mio padre.
In realtà non imparai per nulla a studiare perché, anche allora, non aprivo praticamente libro (a parte per le odiate versioni di latino che, comunque, ho sempre tradotto a naso senza studiare la grammatica...)! A quell'età però il mio cervello era in piena forma: ricordavo verbatim tutto quello che veniva detto a lezione e la mia velocità di ragionamento e calcolo era tale che non avevo problemi nelle materie matematico/scientifiche.
Continuavo ad avere problemi con l'inglese (vedi La notte prima degli esami), con la grammatica italiana e con tutte le materie che reputavo inutili (latino e filosofia). Fortunatamente in quel periodo mi appassionai di giochi di ruolo e per questo iniziai a studiare l'inglese per conto mio, la prof di italiano (quella del triennio) odiava anch'ella il latino e ce lo faceva studiare il minimo indispensabile mentre per filosofia, a parte un anno con una professoressa acida e antipatica, ebbi come insegnanti un paio di veri filosofi che, come tali, presero il mio scarso interesse per la loro materia...
Insomma, pur senza aprire libro (diciamo che studiavo di media mezz'ora al giorno, forse meno), andavo benissimo nelle materie scientifiche e me la cavavo nelle altre che pur non mi interessavano...

L'appuntamento è la prossima settimana con le pagelle...

Nota (*1): Vedi commento riguardo i concetti ripetuti nella premessa...