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martedì 18 agosto 2015

Prìncipi contro principi

Da tempo non seguo più le vicissitudini interne al M5S: però, mesi fa, rimasi allibito che si chiedesse il permesso a Casaleggio (ci furono numerosi articoli sui giornali) di candidare Di Battista a sindaco di Roma...

Sarebbe già stato contro i principi del movimento chiedere il permesso a Grillo che però, almeno un'autorità morale, indubbiamente se l'è guadagnata. Ma Casaleggio?! Perché chiedere a lui il permesso?! A me parve (e pare) semplice follia...

Ieri ho notato un nuovo particolare: nella grafica della pubblicità del prossimo evento a Imola (v. in alto a destra qui) non c'è più solo la solita caricatura di Grillo ma anche quella di Casaleggio...
Immagino che nel frattempo ci siano stati numerosi altri segnali che indichino il ruolo sempre più attivo del non-eletto (*1) Casaleggio.

Ne risultano varie conclusioni:
1. Esisteva un'eminenza grigia nel M5S
2. Adesso tale eminenza grigia sta uscendo allo scoperto
3. E, soprattutto, il M5S non è diretto da Grillo ma da Casaleggio (*2)

Mi chiedo se da parte sua sia una mossa prudente: il dirigere da dietro le quinte funziona solo se non si è conosciuti e si può quindi agire tramite un proprio burattino senza avere la luce dei riflettori addosso.
Magari il rapporto fra i due è cambiato ed è stato lo stesso Grillo a chiedere a Casaleggio di divenire più visibile: già nell'audio rubato a Bibbona Beppe afferma di stare “stufandosi” del suo ruolo nel movimento...

Il problema del nuovo Casaleggio mi pare evidente: adesso anche gli attivisti e simpatizzanti più fedeli dovranno porsi alcune domande di cui la principale è “visto che Casaleggio ha un ruolo decisionale rilevante (a dir poco!) qual è la sua opinione sulle varie tematiche?”

Sfortunatamente non credo che Casaleggio, sia per il carattere schivo che per sua volontà, si prenderà la briga di rendere pubbliche le proprie idee: mi pare evidente che egli si creda un guru della politica e del marketing mentre, in realtà, era solo la persona giusta al posto giusto nel momento giusto. Adesso sta invece diventando la persona sbagliata al posto sbagliato ma lui non se ne rende conto.
Il successo del M5S è direttamente proporzionale alla totale inadeguatezza dei vecchi partiti e non all'abilità o all'azione svolta dallo stesso: ma Casaleggio pare non capirlo oppure non gli importa: dopotutto considera i parlamentari come dei suoi dipendenti (che licenzia appena disattendono le sue indicazioni) e gli italiani come dei consumatori da influenzare con la propria propaganda. Il problema è che, viste le regole (e la struttura e l'organizzazione...) correnti, la prossima infornata di parlamentari pentastellati sarà di livello infimo, essenzialmente furbetti e fedelissimi incompetenti. A me tale composizione ricorderebbe molto quella del PDL, solo che (ancora) non ci sarebbero inquisiti: ma furbetti e incompetenti fanno presto a credersi troppo furbi e troppo in gamba...

Conclusione: a quando il nuovo simbolo con la dicitura “M5S Grillo-Casaleggio”? Quando i prìncipi del movimento si ribellano contro gli stessi principi che proclamano, cosa resta?

Nota (*1): "non-eletto" era l'epiteto che avevo adottato per Monti ma adesso anche Casaleggio se lo sta conquistando sul campo...
Nota (*2): e se qualche simpatizzante del M5S ha pensato "non è vero: è solo Grillo che decide!" allora dovrebbe cogliere l'occasione per farsi un esame di coscienza e ricordare che, in teoria, secondo quanto lo stesso Grillo dice, dovrebbero essere gli attivisti/ la rete a decidere! In ogni caso a me parrebbe una grave contraddizione...

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