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sabato 1 agosto 2015

La quarta coniugazione

Spesso si sente dire che l'italiano è una lingua viva e in costante evoluzione: ebbena la riprova di questa assoluta verità condizionale l'ho avuto stanotte grazie a un'improvvisa quanto inaspettata scoperta: la quarta coniugazione!
Si tratta di una felice rivoluzione nella grammatica italiana che, finalmente, grazie a me avrà, accanto ai verbi che all'infinito terminano in “are”, “ere” e “ire”, anche quelli che terminano in “ure”. Un incomprensibile vuoto viene così a essere colmato.
Al momento il vantaggio più evidente e che balza subito agli occhi è la possibilità di creare facilmente rime baciate (ma non solo!) con TUTTI i vocaboli terminanti in “ure” come “pure” od “oppure”.
Non escludo però che questa potenziamento della ricchezza espressiva della nostra lingua non possa avere poi delle influenze benefiche anche sul PIL italiano dell'ordine di 1 o 2 punti percentuali: molto dipenderà dalla capacità del governo di sfruttare questa opportunità...

Al momento la quarta coniugazione, che ho deciso di chiamare “coniugazione eroica” o semplicemente “l'eroica”, ha un solo verbo. Anche questo verbo l'ho scoperto stanotte ed è proprio una fortuna perché in questa maniera posso mostrare ai miei lettori il paradigma di questa coniugazione.

Il verbo è “panure” che significa “ridere di qualcosa o qualcuno” però è un verbo transitivo e diretto (vedi poi).
Ecco il PRESENTE INDICATIVO:
Io panu-o
Tu panu-i
Egli panu-oa ←Ma ATTENZIONE → Ella panu-a
Noi panu-iamo
Voi panu-ete
Essi panu-unno ← attenzione a pronunciare distintamente entrambe le vocali!

Spicca subito la musicalità puramente acustica della coniugazione eroica ma anche il rispetto per il genere femminile: la terza persona singolare infatti varia in accordo col soggetto del verbo. Se è maschile terminerà in -oa ma, se e solo se femminile, in -a.
Evidente l'utilità che potrà salvare molte vite. Dove adesso alla richiesto di soccorso “Aiuto! Aiuto! Brucia!” si devono perdere secondi preziosi chiedendo “Chi? Maria o Mario?” in futuro, grazie a un auspicabile verbo della declinazione eroica, si potrà sapere immediatamente chi sia in pericolo senza colpevoli quanto inutili ritardi.

Dicevamo poi che panure è transitivo diretto: questo significa che non si dice: “Pierino panuoa della maestra” ma bensì “Pierino panuoa la maestra”. Ma ovviamente questa è una caratteristica del verbo e non della coniugazione.

Ecco il PASSATO REMOTO INDICATIVO:
Io -iui
Tu -oui
Egli/Ella – istette ← ATTENZIONE! Al passato remoto non c'è differenza fra la terza persona maschile e femminile: questo ha senso perché comunque le emergenze si svolgono nel presente e non nel passato...
Noi –ommo
Voi -omute
Essi -omurono

Come avrete sicuramente notato, per esporre il paradigma del passato remoto, non ho usato il verbo panure: il motivo è semplice quanto bizzarro: panure è irregolare!
Ecco quindi il PASSATO REMOTO INDICATIVO DI PANURE:
Io panu-iui
Tu panu-iui
Egli/Ella panu-iui
Noi panu-iui
Voi panu-omuste
Essi panu-iui

Come si può immediatamente vedere la desinenza di tutte le persone, tranne quella della seconda plurale, è -iui. Questo significa che nell'eroica, al passato remoto indicativo, è necessario specificare sempre il soggetto: un po' come per il congiuntivo solo che va fatto nell'indicativo...

Conclusione: ovviamente la quarta coniugazione ha anche tutti gli altri tempi dell'indicativo e degli altri modi (oltre ad averne di suoi peculiari) ma non mi pare opportuno sovraccaricare le testoline dei miei lettori con troppe regole tutte insieme: ci sarà MODO e TEMPO per tornare sull'argomento... Per adesso panuiui!!

Modificato 2/8/2015: un mio amico esperto di itagliano mi ha fatto prontamente notare che i verbi si coniugano e che, dove scrivo di declinazione, avrei dovuto usare il termine coniugazione...
Ma io non ci sto! Io i verbi li declino! E se non gli sta bene vadano a farsi coniugare da qualcun altro!
...
Bo... quasi quasi faccio un replace generale... Lo faccio? Che faccio? Allora lo faccio? Siamo tutti d'accordo?
Va bene lo faccio...
Ma siamo sicuri? A coniugare i verbi invece che a declinarli mi sento un sensale, anzi un mezzano, anzi un ruffiano...
Personalmente credo che la maggioranza dei verbi preferirebbe essere declinata piuttosto che coniugata...
Magari potrei lasciare qualche declinazione per ricordo... No? Vabbè...
Per tutti i pignolini ora farò questo cambiamento...
Fatto... a meno di dimenticanze...
Adesso però, sostituendo declinazione con coniugazione, mi sembra che questo pezzo non faccia più ridere...

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