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domenica 8 aprile 2018

Cambia tutto?

Ieri sera mi sono imbattuto in un articolo molto interessante su LaStampa.it che, stranamente, oggi sembra essere già sepolto, ovvero scivolato via dalla prima pagina del giornale in linea, dove meno di 24 ore fa campeggiava trionfalmente, e finito chissà dove.
Fortunatamente ricordandomi alcune parole chiave l'ho ritrovato grazie a Google, eccolo qui: Premier terzo, con la Lega. La via d’uscita di Casaleggio di Jacopo Iacoboni da LaStampa.it

Premetto che se avessi letto questo articolo senza sapere nulla del suo autore non lo avrei preso troppo sul serio dato che quanto scrive ha, almeno per me, dell'incredibile: ancora devo processarne del tutto il contenuto e capirne gli impatti sulla mia visione del M5S.
Ma di questo giornalista ho, nel corso degli ultimi anni, commentato molti articoli: ho sempre avuto la sensazione che avesse fonti interne al movimento e, per questo, ben informate.
Quanto scrive non può essere quindi preso con leggerezza ma va almeno considerato attentamente.

Vediamone i punti salienti che commenteremo in seguito.
1. Davide Casaleggio possiede le “chiavi” del M5S.
2. La regola del limite dei due mandati si applicherebbe anche in caso di ritorno immediato alle urne.
3. Di Maio, se vuole divenire capo del governo, deve quindi farlo in questa legislatura.
4. Casaleggio ultimamente dichiara che il M5S è ormai forza di governo e deve governare.
5. Casaleggio sarebbe molto vicino alla Lega (!).
6. Se l'alleanza fra Lega e M5S dovesse incepparsi sul nome del primo ministro, Casaleggio sarebbe pronto a sacrificare Di Maio per accordarsi su un altro candidato.
7. Recenti dichiarazioni sovraniste di Casaleggio in linea col pensiero di Salvini.
8. Speranza di Casaleggio che la piattaforma Rousseau possa divenire commercialmente appetibile per altri partiti esteri (!).
9. Citato lo storico Giannulli, in passato molto vicino a entrambi i Casaleggio, secondo cui questi ultimi hanno una visione “di destra”.
10. Giancarlo Giorgetti, che tiene i contatti fra M5S e Lega, non avrebbe obiezioni di principio al nome di un terzo candidato primo ministro, diverso da Di Maio e Salvini, purché sia un politico.

Prima di commentare i precedenti punti devo premettere quale fosse la mia idea di Casaleggio, che affettuosamente chiamavo Casaleggino per distinguerlo dal padre. Considerando l'opposizione solo virtuale del M5S in parlamento davo per scontato che egli fosse vicino ai parapoteri europei: il macchinista occulto del movimento che tira i fili dei suoi burattini.
Non è molto ma d'altronde è lo stesso personaggio che evita accuratamente di rivelare il suo pensiero al grande pubblico; contemporaneamente io non l'ho mai seguito con attenzione e ho quindi perso i possibili frammenti di informazione che avrei potuto ricavare per farmi un'idea più accurata di lui.

Cercando di essere breve, posso adesso commentare rapidamente i dieci punti sullodati.
1. Vero. Per questo distinguo fra M5S/Di Maio e M5S/Grillo-Casaleggio. Quello che non mi è chiaro è quali siano i reali rapporti di forza. Che comunque cambierebbero significativamente se Di Maio dovesse divenire primo ministro.
2. Ci avevo pensato e, sbagliando, davo per scontato che in caso di ritorno anticipato alle urne, diciamo nel giro di un anno, si sarebbe derogato dalla regola dei due mandati per non disperdere l'esperienza maturata dai parlamentari pentastellati nella scorsa legislatura. Questa notizia ha importanti ripercussioni sulla strategia politica di Di Maio che, essendo più debole, sarà disposto a maggiori concessioni di quanto avevo supposto pur di formare un proprio governo.
3. Vedi sopra. Aggiungo che, probabilmente, il M5S/Grillo-Casaleggio potrebbe/vorrebbe giocarsi la carta Di Battista in caso di nuove elezioni.
4. Questo risponde a una mia vecchia domanda, ovvero se il M5S sia un populismo ambizioso o rinunciatario. L'opposizione anodina tenuta in Parlamento mi aveva fatto pensare che fosse rinunciatario ma le parole di Casaleggio sono sicuramente ambiziose. Comunque potrebbero anche essere di circostanza (del resto che altro potrebbe dire in questo momento?) quindi vanno valutate con attenzione.
5. Questa è l'affermazione che più mi ha stupito. Come ho premesso io vedevo Casaleggio più come un burocrate vicino ai parapoteri europei piuttosto che a un sovranista (per semplificare). Anche in questo caso bisognerebbe valutare la platea a cui si è rivolto e quale sia, più globalmente, al di là di singoli temi, il suo pensiero. Certo le parole di Giannelli (che non conosco e non so quanto egli abbia effettivamente conosciuto i Casaleggio) hanno un loro peso nel confermare questa tendenza politica.
6. Questo fa supporre che i rapporti di forza all'interno del M5S siano molto a favore di Grillo-Casaleggio piuttosto che di Di Maio. Non so, comunque è plausibile.
7. Vedi il punto 5. C'è da dire che la convergenza, per essere reale, deve essere sulla visione dell'euro e delle problematiche legate a tale moneta. Si può essere sovranisti quanto si vuole a parole ma, se non si comprende quale sia il ruolo dell'euro, non lo si potrà essere nella sostanza.
8. Questo punto l'ho menzionato perché lo trovo ilare. Che valore potrà mai avere quella specie di blog? Vedi anche l'articolo Lorenzin vende il logo di Civica Popolare a una ditta di assorbenti di Gianni Zoccheddu su Lercio.it
9. Bisognerebbe conoscere questo Giannelli per valutare correttamente il peso delle sue affermazioni. Io non lo conosco.
10. Idem con questo Giorgetti: quanto vale la sua opinione all'interno della Lega? Non ne ho idea...

Come detto sto ancora assorbendo queste nuove informazioni. La mia sensazione è che la vicinanza fra Casaleggio e Lega non sia così forte come lascia supporre l'autore dell'articolo. È possibile che Casaleggio abbia delle idee sovraniste, magari particolarmente ben viste dai membri delle assemblee a cui si è rivolto, ma questo non significa che egli non sia al servizio dei parapoteri europei: la politica inefficace tenuta dal M5S nel corso della precedente legislatura ne è la prova più concreta al di là delle parole recentemente pronunciate.
Inoltre c'è da dire che di una persona che governa un partito standosene nell'ombra, senza palesare pubblicamente il proprio pensiero, lasciando quello che è adesso il maggiore partito italiano resti senza alcuna trasparenza e organizzazione, senza delegare alcun potere alla sua base, come se fosse una semplice azienda personale NON può avere la mia fiducia. Tale persona potrà anche avere le migliori intenzioni ma non ci si può fidare di qualcuno che si comporta in maniera così oscura.

Probabilmente l'elemento più concreto di questo articolo è la debolezza di Di Maio e i rapporti di forza all'interno del M5S che, in pratica, sembrerebbe che Grillo-Casaleggio tengano il giovane aspirante primo ministro con un guinzaglio molto corto.

Conclusione: ovviamente ci dovrò riflettere ulteriormente nei prossimi giorni. Prestando attenzione alle notizie e al gioco dei comunicati, nelle prossime settimane, si dovrebbe potere intuire se ci sono tensioni fra Di Maio e Grillo-Casaleggio in base alle scelte/decisioni del primo.
Cambia tutto quindi? Forse no...

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