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giovedì 5 aprile 2018

Brevi da Di Maio

[E] Per la comprensione completa di questo pezzo è utile la lettura della mia Epitome (V. 0.4.1 "Morrigan").

Come spiegato in Previsione sul prossimo governo e Aggiornamneto previsioni per il governo in questo momento le dichiarazioni dei politici riportate dai media non sono particolarmente interessanti perché esse riguardano solo le posizioni ufficiali e non dicono niente riguardo ai contatti “segreti” fra i vari partiti.
Comunque, in mancanza di meglio, ho dato uno sguardo all'articolo Di Maio propone un contratto di governo: “Il nostro primo interlocutore è il Pd. Poi la Lega senza Berlusconi” de IlFattoQuotidiano.it

Ovviamente non vi ho trovato grandi rivelazioni ma comunque vi sono un paio di spunti interessanti.
1. Viene riportata l'affermazione di Di Maio “Il nostro primo interlocutore è il Partito democratico. Poi la Lega senza Berlusconi”. È interessante perché io avevo infatti scritto che la preferenza del M5S al PD era più naturale (populismo apparente + partito tradizionale) di un accordo col centro-destra (composto da due partiti tradizionali + un populismo reale che però ha posizione cospicua all'interno di tale coalizione) anche se gli accordi per i presidenti di Camera e Senato facevano pensare diversamente.
2. Di Maio vorrebbe poi proporre agli altri partiti un contratto con le cose da fare. L'idea è buona ma le indiscrezioni su tre degli obiettivi previsti non mi esaltano. Vediamole:
A. Reddito di cittadinanza. Se di per sé sia una buona idea o no dipende da come verrà strutturato, dai vincoli, magari anche temporali, che imporrà etc. Il problema, strettamente collegato a come verrebbe progettato, sono le risorse per finanziarlo. Da una parte credo che iniziative di sostegno ai disoccupati siano necessarie ma da un'altra, in questo momento economico difficile, penso che misure più mirate e selettive sarebbero più realistiche.
B. Legge anticorruzione. Da fare bene e molto severa: che i politici (condannati) non possano più rivestire alcuna carica pubblica né lavorare per la pubblica mministrazione. Ma bisogna farla con attenzione, senza ledere la libertà del comune cittadino (*1), e senza lasciare la solita miriade di scappatoie come si fa di solito in Italia.
C. Conflitto di interessi. Una perdita di tempo: se il prossimo voto, come temo, sarà fra 5 anni allora probabilmente Berlusconi non ci sarà più. Perché quindi perdere inutilmente mesi a preparare una legge ad personam che non sembri tale? Molto più utile invece garantire il pluralismo e l'indipendenza dei media e, soprattutto, la libertà di Internet: quindi niente caccia alle streghe (bufale) o altre forme di censura più o meno rozzamente mascherate.

Non so che priorità abbiano questi obiettivi nel programma di Di Maio ma, per quanto mi riguarda, credo che l'urgenza principale sia l'emergenza economica.

Dalla crisi economica dipende infatti la disoccupazione e la continua necessità di tagli alla spesa che stanno distruggendo lo stato sociale italiano e, indirettamente (per aumentare la competitività delle nostre aziende), riducendo le libertà dei lavoratori.
Ma la crisi economica italiana è strettamente legata all'euro (v. L'euro assassino), una moneta che favorisce l'economia tedesca e affossa la nostra e, praticamente, tutte quelle del resto dei paesi che hanno adottato tale moneta. Sfortunatamente l'unico partito consapevole della situazione è la Lega mentre gli altri partiti, come pure la stragrande maggioranza dei giornalisti, vedono ancora l'Europa come un mito imprescindibile e le assurde imposizioni economiche (e non) di Bruxelles come dei doveri indiscutibili, delle medicine che si sa essere amare ma della cui efficacia, nonostante l'evidenza di anni di recessione, non si dubita.
Quel che è peggio è che i media stolidamente ancora neppure tentano un'analisi equilibrata dei pregi e dei difetti dell'euro: si limitano invece a presentarci, acriticamente e apoditticamente, tale moneta come una benedizione per l'Italia senza la quale non potremmo più vivere!
Ma del malsano rapporto fra Italia ed EU ho già scritto in Il vero populismo ed è inutile che mi ripeta non avendo niente di nuovo da aggiungere.

Conclusione: al momento non rimane che restare in attesa, non spasmodica, del nuovo governo per vedere che mostriciattolo verrà fuori. Ma, come al solito, sono molto sfiduciato.

Nota (*1): è l'amministratore pubblico che, accettando la propria carica, dovrebbe anche cedere parte della propria riservatezza in maniera da permettere indagini accurate sul proprio conto.

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