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» Pv. 22,17

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venerdì 23 luglio 2010

Le Avventure di Cavolina: mai con uno sconosciuto (o un conosciuto!) (Pt. 1/3)

A grande richiesta, ecco finalmente una nuova avventura di Cavolina!
Le prossime puntate verrano pubblicate venerdì 30 luglio e venerdì 6 agosto.

Le Avventure di Cavolina: Mai con uno sconosciuto (o con un conosciuto!) (Pt. 1/3)
In una casina, in un paesino di campagna, viveva una felice famigliola composta da mamma, papà e le loro tre giovani e belle figlie. Il padre era un buon mercante che non faceva mancare niente alla moglie e, soprattutto, alle figlie: non solo esse avevano begli abiti e gioielli deliziosi, ma i genitori le facevano studiare anche danza, canto e musica; Inoltre, tutta la famiglia, era molto religiosa e generosa nell'aiutare i bisognosi.

La figlia più grande si chiamava Patatina: era bionda e un po' rotondetta ma molto carina; era sempre sorridente e felice di aiutare la mamma e le sorelle minori. Patatina era la più devota e amava suonare il cembalo.
La seconda figlia si chiamava Mozzarella: aveva la pella lattea e dei bellissimi capelli ricci castani che spazzolava in continuazione; come la sorella maggiore, ella era molto gentile e ubbidiente. Sicuramente Mozzarella era la figlia più laboriosa e dalla voce più bella.
La più piccola era Cavolina: come la sorella più grande anch'ella era bionda e, dalla madre, aveva ereditato i suoi dolcissimi occhioni azzurri; era la più furba e la più curiosa delle tre sorelle ma, anch'essa era di natura gentile e buona. Cavolina era la più studiosa e preferiva danzare.

Un giorno il padre dovette andare in una città lontana per concludere un affare. Quindi, affidate la moglie e le figlie a Dio, partì sul suo carro carico di mercanzie.

Una sera la mamma, che non si sentiva bene, chiamò la figlia più grande, Patatina, e le dette un soldo d'argento per andare a comprarle una medicina dallo speziale.
Ora, dovete sapere, che, sia il padre che la madre, amavano moltissime le loro figliole e, quindi, le tenevano ben protette dal mondo esterno. Per questo, le facevano uscire da sole di casa, solamente la domenica per andare alla Santa Messa. La mamma era quindi preoccupata a fare uscire di casa, al buio, e per giunta da sola, la sua primogenita. Più volte, raccomandò alla figlia di non rivolgere la parola agli estranei soprattutto se uomini.
Patatina assicurò la madre che sarebbe stata attenta. Indossata una mantellina scura, disse che sarebbe tornata subito e uscì chiudendosi l'uscio alle spalle.

Ma Patatina non tornò subito. La madre iniziò a piangere per la preoccupazione mentre, le sorelle minori, cercavano di tranquillizarla dicendole che Patatina sarebbe presto tornata.
Passata un'ora, le tre donne erano ormai tutte preoccupate, non sapendo che pensare, quando, improvvisamente, l'uscio si spalancò e Patatina, tutta trafelata, entrò in casa.
"Oh! madre! madre! cosa mi è successo!" - disse Patatina in lacrime.
"Raccontami, povera bambina mia!" - rispose la madre accarezzandole i capelli biondi.
"Stavo andando dallo speziale quando, da un vicolo buio, un bel ragazzo, dagli occhi lucenti, mi ha chiamato..."
"Patatina! Ti avevo detto di non rivolgere la parola agli uomini sconosciuti!" - l'interruppe la mamma.
"Sì cara mamma, ma egli era un bel ragazzo, e non un uomo..."
"Uomo o ragazzo fa lo stesso! Ma dimmi cosa è successo poi?" - spiegò la madre a Patatina e, alle altre due figlie, che ascoltavano accanto.
"Sono andata con lui nel vicolo ed egli, sempre gentile, mi ha chiesto che cosa amassi. Io gli ho risposto che amo suonare il cembalo e lui, afferrandomi in malo modo, mi ha detto 'Allora amerai suonare il mio strumento!'. Siccome ho capito che voleva attentare alla mia virtù mi sono difesa con tutte le mie forze e, alla fine, sono riuscita a scappare!"
"Hai fatto bene, mia coraggiosa figliola, a non cedere alle lusinghe di quel ragazzo!" - disse la madre.
"Lo so, madre, ma poi, aihme!, quel bel ragazzo, doveva essere uno stregone perché, non potendomi avere, mi ha lanciato un sortilegio e mi ha fatto sbucare questa!" - disse Patatina girandosi e sollevando la gonna.
Dalla sottoveste sbucava una corta codina rosea tutta arrotolata a forma di molla.
"Ma quella è una codina da scrofetta!" - disse la madre facendosi il segno della croce.
"Sì mamma, è proprio quello che mi ha detto il mago lanciandomi l'incantesimo! E non è tutto: sento di stare ancora mutando!" - continuò Patatina piangendo.

A lungo le quattro donne si abbracciarono piangendo ma, alla fine, Mozzarella si riebbe per prima e disse:
"Ma madre, tu non hai ancora la tua medicina! Dammi un soldo che andrò io dallo speziale!"
La mamma, non voleva mandarla fuori a tarda ora, perché temeva per la virtù della figlia. Poi, però, iniziando a sentirsi più debole, si lasciò convincere e le dette il soldo d'argento per la medicina.
Così Mozzarella uscì dicendo che sarebbe tornata presto.
(Fine della prima parte)

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