«[Figlio dell'uomo] Porgi l'orecchio e ascolta le parole di KGB
e applica la tua mente alla SUA istruzione
» Pv. 22,17

Qui si straparla di vari argomenti:
1. Il genere dei pezzi è segnalato da varie immagini, vedi Legenda
2. Per contattarmi e istruzioni per i nuovi lettori (occasionali e non) qui
3. L'ultimo corto è questo
4. Molti articoli di questo blog fanno riferimento a definizioni e concetti che ho enunciato nella mia Epitome gratuitamente scaricabile QUI. Tali riferimenti sono identificati da una “E” fra parentesi quadre e uno o più capitoli. Per esempio: ([E] 5.1 e 5.4)

martedì 20 ottobre 2015

Messo (strategicamente) male

Mi sento un po' in colpa quando posso molto tempo ai videogiochi perché ho la netta sensazione che potrei adoperare il mio tempo più costruttivamente. Oggettivamente è difficile trovare un libro che non insegni, nel senso di arricchire interiormente, molto più di qualsiasi videogioco.

Eppure, ogni tanto, delle lezioni si imparano anche con questi passatempi...
Attualmente sto giocando di nuovo con King Crusade II (v. CK2 1 e CK2 2): si tratta di un gioco di strategia, ambientato nel medioevo, che mette particolari enfasi sulle dinastie nobili e l'interazione fra di esse. Come si può leggere nei pezzi succitati si ha quasi la sensazione di scrivere un romanzo che prende vita sotto i nostri occhi.

Il gioco ha delle basi storiche piuttosto solide e anche l'evoluzione delle partite è abbastanza credibile e realistica.
Nella mia partita attuale ho scelto di giocare come Desiderio re dei longobardi e in pratica avevo il controllo di quasi tutta l'Italia tranne la Sardegna, la Sicilia e altri territori del sud d'Italia che appartenevano ai bizantini. Inoltre il papato ha il controllo diretto di un paio di territori nel Lazio: non sono sicuro che questo dettaglio sia accurato ma non è importante...

Non sto a entrare nei dettagli ma dopo circa un secolo di gioco la situazione politica internazionale è più o meno la seguente: la Spagna è completamente musulmana (il regno delle Asturie è stato mangiato un pezzetto alla volta); la dinastia degli Abbasidi domina invece tutto il nord Africa, Egitto compreso, l'Arabia, il Medio Oriente e, ad est, si spinge fino all'India. I cattolici sono invece presenti in Inghilterra e Irlanda ma là ancora non esistono nazioni; nell'Europa centrale la Francia e parte della Germania sono divise in almeno cinque o sei regni in lotta fra loro; più a sud c'è l'Italia cristiana dei longobardi (io!). La penisola scandinava e la Danimarca sono popolate da pagani di origine germanica, più a est vi sono numerose nazioni di pagani slavi.
Fin qui niente di particolarmente eclatante: il gioco ha seguito delle evoluzioni storiche piuttosto credibili. Ma ho lasciato il colpo di scena per ultimo...
L'impero bizantino è ancora molto potente e il motivo è che un imperatore è divenuto musulmano facendo convertire l'intero paese: in realtà la popolazione è ancora per la maggior parte ortodossa ma, comprensibilmente, i musulmani sono in costante crescita.
Ho cercato di indagare sulle cause di questo colpo di scena e credo di averle individuate: uno dei figli cadetti dell'imperatore aveva sposato una donna musulmana (suppongo per motivi di convenienza politica: il matrimonio è l'unico modo per forgiare alleanze) dalla quale aveva avuto un figlioletto ma, dopo qualche anno, era morto. I bambini, giunti all'età di sei anni, vengono affidati a un tutore e da esso prendono cultura e religione: suppongo che tale bimbetto fosse stato allevato dalla madre divenendo così musulmano. Nel frattempo zii e altri discendenti furono assassinati e così il ragazzino divenne il primo imperatore musulmano dell'Impero Bizantino!

Qual è la conseguenza di questa conversione?
La conseguenza è che l'Impero Bizantino attacca e conquista territori in Italia (cioè a me)!
In effetti la sua strategia è sensata: in Medio Oriente ci sono territori ancora più ricchi ma appartengono al potente impero degli Abbasidi che, avendo la stessa religione, sono più difficoltosi da conquistare; a est del mar Nero e a Nord del Danubio ci sono molti territori pagani ma sono tutti estremamente poveri e di scarsa rilevanza; invece a ovest ci sono gli “infedeli” cristiani che possono essere attaccati col pretesto della fede diversa.
In teoria le altre nazioni cristiane dovrebbero aiutarmi quando ci sono queste “guerre sante” ma, a causa della loro debolezza politica, sono praticamente ininfluenti.

In pratica adesso l'Italia si trova a svolgere la funzione storica, che fu dell'Impero Bizantino, di freno all'espansione musulmana in Europa: il problema è che i longobardi hanno solo una frazione della forza che ebbe Bisanzio!
Difficile fare previsioni perché non conosco bene il gioco ma la mia sensazione è che nel giro di cinquant'anni l'intera Italia sarà conquistata senza che io possa farci niente.

Fin qui il gioco: dov'è la parte istruttiva?
Proprio la mia impotenza è significativa e dovrebbe far riflettere: ci sono delle situazioni politiche in cui, non importa quanto si sia abili, non si può far niente.
Spesso si ha la sensazione che i grandi personaggi della storia siano divenuti tali solo grazie alle proprie capacità. Ma non è così: nel successo dei singoli le capacità personali hanno il ruolo minore, molto più determinante è la fortuna che assegna non solo le risorse iniziali (leggi famiglia) ma anche la giusta epoca e il giusto luogo.
I grandi re, e molti altri personaggi storici, non avevano qualità eccelse ma avevano avuto i migliori insegnanti e le avevano comunque potute sviluppare al loro massimo. Qualche mese fa mi capitò di sentire un'intervista al giovane Agnelli e, con un po' di stupore, mi fece una buona impressione: mi resi conto allora che scuole esclusive e master in università prestigiose, se non si è proprio “di coccio”, evidentemente servono a qualcosa: riescono a rendere una persona normale un poco (non troppo!) migliore della media.

Per inciso mi chiedo se le difficoltà psicologiche in cui molti figli “famosi” sembrano così spesso incorrere dipenda proprio da questo: ovvero dal senso di inadeguatezza di individui normali che si trovano a dover affrontare una vita in cui tutti si aspettano da essi qualità e capacità di molto al di sopra della media...

Quando poi una persona eccezionale nasce nella famiglia giusta, al momento e al tempo giusto abbiamo Alessandro Magno. Ma non ingannatevi: se Alessandro non fosse nato figlio di re Filippo ma di un semplice contadino non sarebbe diventato Magno, probabilmente sarebbe riuscito a elevare la propria condizione sociale ma, forse, neppure troppo... E se Alessandro fosse stato il figlio del re di Tracia invece che di Macedonia, sarebbe stato sicuramente un ottimo re ma non avrebbe conquistato il mondo, perché non avrebbe avuto come insegnante Aristotele ma un sacerdote/indovino del posto. E se Alessandro fosse nato sì in Macedonia, ma 150 più tardi, avrebbe amaramente scoperto che le falangi erano ormai strategicamente obsolete...

Insomma il destino degli uomini, per quanto ci piaccia credere e illuderci del contrario, non è controllato dalle capacità individuali ma dalla buona o cattiva sorte.

Conclusione: questa fu una delle mie prime e più profonde intuizioni (v. 4 aneddoti e una domanda) ma questo gioco, a modo suo, me l'ha evidenziata maggiormente: talvolta non basta neppure nascere potenti per poter ottenere ciò che si vuole...

venerdì 16 ottobre 2015

Classifiche varie

Avevo una curiosità che mi volevo togliere e così ho scritto un programmino per farlo...

Negli scacchi, quando si hanno più giocatori con lo stesso punteggio, si determina la classifica finale tramite un punteggio aggiuntivo chiamato “Bucholz” (v. Sistema Bucholz). Ovviamente ne esistono numerose varianti ma la più semplice consiste nel considerare tutte le partite giocate da un giocatore e attribuirgli il punteggio (quello normale) degli avversari con cui ha vinto, metà del punteggio di quelli con cui ha pattato e zero punti per le sconfitte. In questa maniera il punteggio Bucholz considera anche la forza degli avversari affrontati: vincere contro avversari forti (punteggio normale alto) è più premiante rispetto a vincere contro avversari deboli (punteggio normale basso).

Ecco, mi chiedevo cosa sarebbe successo ad applicare tale sistema alle squadre della nostra serie A.
Per non dover calcolare tutto a mano ho preferito scrivere un programmino apposito (niente di interessante e quindi non lo pubblico). Di seguito i risultati e qualche considerazione...

Secondo il mio programma la classifica della Serie A alla 7° giornata (se non ho fatto errori nell'inserimento dei dati!) dovrebbe essere la seguente:

Classifica Normale
1) Fiorentina 18
2) Internazionale 16
3) Lazio 15
4) Roma 14
5) Torino 13
6) Chievo 12
7) Napoli 12
8) Sassuolo 12
9) Atalanta 11
10) Sampdoria 11
11) Milan 9
12) Juventus 8
13) Empoli 7
14) Genoa 7
15) Palermo 7
16) Udinese 7
17) Carpi 5
18) Frosinone 4
19) Verona 4
20) Bologna 3

Su questa classifica non aggiungo commenti: giornalisti specializzati lo fanno quotidianamente fino alla nausea...

Classifica per Bucholz
1) Fiorentina 51.0
2) Chievo 47.0 (+4)
3) Internazionale 46.5 (-1)
4) Napoli 43.5 (+3)
5) Torino 42.0
6) Sassuolo 40.5 (+2)
7) Sampdoria 36.0 (+3)
8) Roma 32.0 (-4)
9) Atalanta 30.0
10) Empoli 25.0 (+3)
11) Lazio 25.0 (-8)
12) Verona 25.0 (+7)
13) Carpi 22.5 (+4)
14) Milan 21.0 (-3)
15) Juventus 18.0 (-3)
16) Genoa 16.5 (-2)
17) Palermo 16.5 (-2)
18) Udinese 14.5 (-2)
19) Frosinone 11.0 (-1)
20) Bologna 4.0

Fra parentesi è indicata la variazione di classifica rispetto all'originale.
Qui abbiamo la prima sorpresa: al secondo posto compare il miserrimo Chievo!
Nonostante che il Chievo nella classifica “normale” sia solo 6° con 12 punti, viene premiato dal punteggio Bucholz per i suoi risultati con Lazio, Sassuolo e Torino.
Al quarto posto c'è il Napoli che guadagna quindi tre posizioni rispetto alla classifica reale.
Stupisce la Lazio appena all'undicesima posizione in compagnia di Empoli e Verona: come spiegato il punteggio Bucholz non premia molto le vittorie contro avversari con pochi punti (e la Lazio ha vinto contro il Bologna a 3, l'Udinese a 7, il Genoa a 7, il Verona a 4 e il Frosinone a 4). In pratica i punti della Lazio arrivano da vittorie contro cinque delle ultime otto squadre della serie A!
In situazione simmetrica rispetto alla Lazio vi è il Verona che guadagna ben sette posizioni: il Verona ha infatti ottenuto solo quattro pareggi ma tutti con squadre discretamente in forma: Roma, Torino, Atalanta e Chievo.
Infine il Carpi guadagna quattro posizioni grazie alla vittoria contro il Torino...

Non soddisfatto mi sono poi inventato un nuovo punteggio, chiamato “KGBucholz”, che è identico al Bucholz ma assegna solo il 75% dei punti per una vittoria con un gol di scarto e il 25% in caso di sconfitta con la stessa differenza reti.
Ecco il risultato:

Classifica per KGBucholz
1) Fiorentina 48.0
2) Chievo 47.75 (+4)
3) Napoli 44.5 (+4)
4) Torino 43.5 (+1)
5) Sassuolo 36.75 (+3)
6) Internazionale 36.25 (-4)
7) Sampdoria 35.25 (+3)
8) Roma 32.75 (-4)
9) Verona 32.75 (+10)
10) Atalanta 29.5 (-1)
11) Carpi 27.75 (+6)
12) Juventus 26.25
13) Empoli 25.25
14) Lazio 23.25 (-11)
15) Milan 21.5 (-4)
16) Palermo 21.5 (-1)
17) Genoa 20.5 (-3)
18) Udinese 17.5 (-2)
19) Frosinone 15.0 (-1)
20) Bologna 11.5

In questa classifica il Chievo ha praticamente lo stesso punteggio della prima in classifica.
L'Inter perde posizioni a causa delle vittorie con un solo gol di scarto.
È invece incredibile il Verona che guadagna addirittura dieci posizioni: non solo ha pareggiato contro squadre forti ma anche le sconfitte sono state col minimo margine.
Per il motivo inverso affonda (-11 posizioni) la Lazio: vittorie risicate e contro squadre deboli...

Conclusione: tutto sommato si tratta di dati interessanti e che suggeriscono numerosi spunti di riflessione! Inutile dire che ho idee per un paio di altri sistemi per il calcolo del punteggio potenzialmente ancora più utili...

giovedì 15 ottobre 2015

Esecuzioni (musicali) tragicomiche

Da qualche giorno sto cercando di fare una registrazione decente dei due brani sui quali mi sto esercitando attualmente Unholy Paradise e Vodka.
I primi tentativi sono stati a dir poco imbarazzanti: la consapevolezza di registrare quanto suono mi porta a degli errori terribili che di solito non faccio mai: mancare una corda, suonare una sequenza al posto di un'altra, contare male il numero di ripetizioni di una battuta, più una caterva di altri errori comuni...

L'unica soluzione a cui ho pensato è quella di registrarmi sempre: in questa maniera, prima o poi, dovrei cominciare a rilassarmi e suonare al mio livello usuale.

Già ieri ho notato dei miglioramenti: ancora però decisamente vergognosi e, se non fosse per un divertente episodio che voglio raccontare, avrei evitato di pubblicarli.

La prima esecuzione di Vodka mi era venuta così:
Prima esecuzione del 12 ottobre

Vediamone gli errori macroscopici:
32,5” qui dovrebbe ricominciare la sequenza di normali PC (non il ritmo humpa con le corde stoppate). Me ne ricordavo perfettamente e l'accordo è quello giusto, solo che la mano sinistra ha continuato a stoppare le corde: quando me ne sono accorto ho proseguito normalmente e infatti non ho perso il tempo come mi sarebbe invece successo se, ad esempio, avessi sbagliato accordo.
47,5” qui ho perso il conto di quante volte avevo ripetuto la sequenza di accordi e mi sono chiesto se, dopo quest'ultima battuta, sarei dovuto passare al ponte. Questo dubbio mi ha fatto perdere il ritmo...
54” l'attacco col ponte è terribile: mi ero comunque fatto sorprendere col plettro tutto storto; forse manco una corda e comunque non riesco a usarlo bene.
59,5” urto per sbaglio una corda innocente...
1' 4” la pausa di una battuta mi dà modo di migliorare la presa sul plettro e così la parte finale è ottima.

Così ho tentato una seconda esecuzione con ben salda in mente l'idea di non ricommettere lo stesso errore fatto a 32,5”:
Seconda esecuzione del 12 ottobre

Vediamo cosa ho combinato:
11” all'inizio della seconda ripetizione del primo giro di PC accenno a stoppare le corde: probabilmente non mi rendo conto che che nella registrazione sarebbe stato così evidente e proseguo sempre concentratissimo.
32,5” il cambio di ritmo mi viene bene e tiro (mentalmente) un sospiro di sollievo: improvvisamente però mi rendo conto che QUESTA potrebbe essere LA registrazione che pubblicherò sul viario. Tutta la pressione mi piomba violentemente addosso: ho una vampata di calore come se andassi a fuoco, davvero mi sento bruciare sotto i vestiti. Senza accorgermene inizio a trattenere il respiro...
54” il resto dell'esecuzione è decente fino al ponte ma qui cedo: l'inizio è incerto... ho la sensazione di aver sbagliato diteggiatura o addirittura i tasti, il ritmo è pessimo. Anche la pausa non mi basta a riprendere fiato e l'attacco delle battute finali è di nuovo incerto...

L'unico aspetto positivo è che nel ponte, come spiegato nel corto Hypervelocità, non ho più problemi di velocità di esecuzione: anzi devo stare attento a non essere troppo rapido!

Sono curioso di vedere come andrà oggi! Spero, anche grazie a questo pezzo, di aver alleviato la tensione che mi prende durante le esecuzioni registrate...

mercoledì 14 ottobre 2015

Doppia negazione

Due giorni fa, sul FattoQuotidiano.it, ho trovato questa notizia: Montecitorio inizia l'esame della legge che sanziona il negazionismo.
Mi immagino già i baci e gli abbracci fra i deputati di tutti gli schieramenti, magari anche in buona fede, quando otterrà il via libera finale. Eppure...

Eppure io, pur non essendo un negazionista, sono totalmente avverso a questa legge che, al contrario, trovo gravissima e, paradossalmente, controproducente.

Al riguardo avrei almeno quattro grosse obiezioni ma, per motivi di sintesi e chiarezza, sono tentato di soffermarmi solo su quella che mi pare essere la più importante. Magari esprimerò le altre tre in una piccola appendice separata, riservandomi di approfondire tali temi successivamente...
Passiamo quindi direttamente alla mia argomentazione principale.

Questa legge in pratica renderebbe un reato avere e diffondere un'opinione/teoria sbagliata/errata.
Esatto: non discuto sulla verità dell'olocausto e affermo anzi che le teorie negazioniste sono errate.
E allora, direte voi, cosa c'è di male a proibire la diffusione di tali idee visto che, siamo tutti d'accordo, sono sbagliate?

Il punto è che anche le opinioni errate hanno un'importanza fondamentale.
La loro importanza sta nel far risaltare maggiormente, grazie alla loro contrapposizione, la verità; fanno in modo che la verità non diventi uno sterile dogma di fede: forse creduto, ma sul quale non si riflette. Infatti è proprio quando si devono confutare le teorie avverse che per farlo si è costretti ad approfondire la verità: solo allora però la si comprende pienamente.
Se non si vuole che l'olocausto diventi solo un mito ma che, al contrario, lo si ricordi e capisca veramente allora, paradossalmente, questa legge va nella direzione sbagliata.

So che i miei lettori, essendo umani, credono e concordano con le mie parole solo fino a un certo punto: come nel medioevo, l'uomo moderno ha ancora bisogno (v. Auctoritates, auctoritas e bifidus actiregularis) di un'auctoritas, vera o presunta, che confermi la bontà o la semplice ragionevolezza di un'idea.
Ebbene, la mia precedente argomentazione, è un'estrema sintesi del pensiero di John Stuart Mill espresso in Saggio sulla libertà. Se non ne avete mai sentito parlare vi consiglio di dare uno sguardo ai miei pezzi Libertà d'opinione 1 di 2 e Libertà d'opinione 2 di 2 o, molto meglio, leggervi direttamente tale libretto, piuttosto corto sebbene impegnativo. Si tratta realmente di un'opera fondamentale che, se fosse studiata al posto degli inutili se non diseducativi Promessi sposi, permetterebbe alla scuola di sfornare cittadini, muniti di coscienza civica, piuttosto che dei tifosi di calcio obliosi al resto del mondo.

Conclusione: a mio avviso questa legge in discussione è assolutamente sbagliata: ma dopotutto, da un Parlamento che ne ha combinate di cotte e di crude, andando spesso scientemente contro gli interessi diretti degli italiani, era possibile aspettarsi, anche per sbaglio, una buona legge?

APPENDICE
Di seguito, brevemente, le altre mie obiezioni.

1. Questa legge è un pericoloso precedente perché erode il principio della libertà d'opinione (che, per inciso, Mill fa direttamente discendere dalla libertà di pensiero). In futuro questa legge potrà essere usata per giustificare moralmente ulteriori limitazioni alle più intime libertà personali. A un principio assoluto non possiamo porre eccezioni altrimenti non è più tale.
2. In generale, per qualsiasi opinione un po' articolata, non è significativo che si sia tutti d'accordo sulla sua correttezza (o errore!): potremmo semplicemente essere tutti nel torto. Di queste allucinazioni collettive la storia ci fornisce molteplici esempi: per questo importante concetto rimando ai miei pezzi Epoca e Corollario a epoca. Come al solito scoprii poi che Mill aveva espresso, e molto più chiaramente, questa mia stessa idea sempre in Saggio sulla libertà.
3. La proposta di legge italiana non aspira solo a punire chi nega l'olocausto ma anche tutti i crimini contro l'umanità. Benissimo: sapete quali sono gli altri crimini contro l'umanità? Io no. Ed essendo scettico e dubbioso di natura sono andato a documentarmi per evitare di dubitare "per errore" di qualche nuovo dogma a me ignoto e, per questo, essere punito dalla legge visto che essa "non ammette l'ignoranza della stessa". (Cioè ma vi rendete conto della follia di queste implicazioni? Non sto scherzando!). Per prima cosa ho scoperto che, almeno da una rapidissima ricerca su Google, non esiste una lista chiara ed esaustiva di questi crimini (perfetto!): ad esempio Milosevic fu processato per crimini contro l'umanità (benissimo: non ne dubiterò più anche se non mi è chiaro esattamente di cosa...) ma anche Saddam fu accusato di essi. In passato avevo il forte sospetto che, così come per le inesistenti armi di distruzione di massa, anche l'accusa di crimini contro l'umanità fosse pretestuosa per giustificare un attacco preventivo all'Irak (leggi “impossessarsi di una fondamentale fonte di petrolio”) ma, ovviamente, da oggi mi guarderò bene dal pensarlo...
In altre parole (lasciando momentaneamente perdere sarcasmo e ironia) questa legge permetterà a dei giudici (scelti come? da chi? con quale mandato?), che non sappiamo quali enormi pressioni politiche subiscano, di decidere che cosa potremo pensare, giudicare o negare.
4. Io non mi sono mai informato per bene (vedi leggere un libro di storia al riguardo) sull'olocausto. Da domani sicuramente NON lo farò né penserò di farlo: sicuramente non mi verrebbero dubbi, ma se mi venissero? L'idea di non poterli tranquillamente condividere, e magari farmi spiegare dove sbaglio o cosa non ho compreso, mi disgusta profondamente. E io preferisco non correre rischi. È questo l'effetto sperato di questa legge? Non credo...

Conclusione: si, me ne sono accorto, nell'appendice ho elencato quattro argomentazioni invece delle tre previste: ma questa legge è così sbagliata che più ci penso e più mi appare contraddittoria, ingiusta e intrinsecamente assurda. Comunque la mia conclusione odierna è più propositiva: perché, invece di legiferare contro chi nega i crimini contro l'umanità accaduti in passato, non si cerca di prevenire quelli in corso? Non so... tipo la fame nel mondo... ah già! Quella non è un crimine contro l'umanità...

PS: ho cercato di trattenermi (con qualche cedimento) ma permettetemi adesso un po' di sarcasmo...
Essere d'accordo solo al 99% che qualcosa sia un crimine contro l'umanità sarà reato? E al 99,99%? No, crederci al 99,99% potrebbe comunque andare bene? E allora perché non anche all'80%? O magari basterebbe il 51%?
E se IN PASSATO avevo dei dubbi e spiego quali fossero IN PASSATO tali dubbi compio un reato? “Sì, perché altrimenti, con questa scusa, tutti potrebbero continuare a negare questo e quello”. Capisco... Ma se però queste mie opinioni sbagliate le avevo scritte e magari qualche editore stravagante le aveva pubblicate? Che facciamo, raduniamo tutti questi libri in strada, ne facciamo un bel mucchio e gli diamo fuoco? È veramente questo lo scopo di questa legge? Comprendere gli errori della storia per evitare di ricommetterli? Bene, bravi... la direzione è quella giusta...

Permettetemi un'ultima frecciatina: in passato ho visto molti miei amici/conoscenti, che adesso inneggiano a questa legge, condividere su FB meme del tipo (cito a memoria, quindi potrei sbagliare parole e autore) «Non condivido ciò che pensi ma mi batterò affinché tu possa esprimerlo. (Voltaire)».
Forse avrebbero dovuto condividere qualcosa espresso in forma leggermente diversa: “Mi batterò affinché tu possa esprimere qualcosa su cui non sono troppo contrario. (Voltaire)”, anzi “Mi batterò affinché tu possa esprimere qualcosa su cui anch'io sono d'accordo. (Voltaire)”, anzi “Ti do il permesso di batterti affinché tu possa esprimere qualcosa che anch'io condivido. (Voltaire)” oppure, più adeguato all'abulia di questi tempi, “Condivido quello che vorresti esprimere ma tu battiti da solo che io ti metto un like sulla tua pagina FB. (Voltaire)”...