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giovedì 22 marzo 2018

Dalla parte sbagliata

Oops! Altro “corto” che mi è venuto troppo lungo!

Riguardo a quanto già scritto in Pericoli veri e presunti oggi i media italiani hanno scoperto che la pubblicità in rete ha influenzato il risultato delle elezioni di Trump e del referendum sulla BREXIT: ebbene i geniali giornalisti hanno scoperto un grande segreto: la pubblicità serve appunto a influenzare le persone!

Ho poi identificato meglio ciò che mi irrita nelle loro disquisizioni sul caso: sembra che il problema non sia tanto l'abuso dei dati personali (che avviene continuamente quando ad esempio, usando il proprio navigatore, si riceve tutta una serie di pubblicità mirata) ma sullo specifico risultato (che poi non è così diretto ma solo correlato (*1)) dell'elezione di Trump e della vittoria del “sì” alla BREXIT. Sembra quasi che se lo stesso metodo fosse stato usato dalla Clinton o dal comitato del “no” allora non sarebbe stato un problema.

Di nuovo Kant (imperativo categorico) la pensa come me: non è importante il risultato finale (chi vince le elezioni) ma l'atto in sé (ovvero l'abuso dei dati riservati).

Ma il comportamento dei media è comprensibile: anche loro erano stati massicciamente usati per influenzare le sopraddette elezioni: si erano infatti in gran parte schierati dalla parte della Clinton e a favore del “no” alla BREXIT, senza provocare scandali per la loro parzialità, solo che da tempo stanno perdendo la propria credibilità e quindi sono stati meno efficaci della pubblicità su FB!

Chiaro quindi che il modo attuale dei media di presentare la vicenda ha due scopi:
1. come obiettivo tattico nel breve termine, delegittimare la vittoria di Trump e del “sì” alla BREXIT: dopotutto i media rimangono schierati con i parapoteri favorevoli agli sconfitti.
2. come obiettivo strategico nel medio/lungo termine, cercare di ostacolare qualsiasi altro mezzo di informazione non tradizionale: questo fa parte della grande caccia alle streghe che sarebbe la guerra alle bufale (*2) il cui vero scopo è di censurare indirettamente l'informazione non tradizionale (viari, piccoli siti di informazione, etc...) con una lunga serie di impedimenti e bavagli legali.

Conclusione: ecco spiegata l'ipertrofica attenzione data a questa notizia...

Nota (*1): Cioè Trump non ha vinto solo ed esclusivamente grazie alla pubblicità su FB ma perché è stato percepito dalla popolazione americana più adatto a risolvere tutta una serie di difficoltà REALI rispetto alla Clinton, più vicina invece ai parapoteri che alle vere esigenze della gente. Cambridge Analytica ha certamente contribuito alla vittoria di Trump grazie alla pubblicità mirata ma non ne è stata la causa principale.
Nota (*2): che gli anglofoni italiani chiamano fake news perché suona serio e pericoloso e non una semi-sciocchezza come in realtà sono le bufale (v. anche la riflessione centrale in L'etichettatore).

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