«[Figlio dell'uomo] Porgi l'orecchio e ascolta le parole di KGB
e applica la tua mente alla SUA istruzione
» Pv. 22,17

Qui si straparla di vari argomenti:
1. Il genere dei pezzi è segnalato da varie immagini, vedi Legenda
2. Per contattarmi e istruzioni per i nuovi lettori (occasionali e non) qui
3. L'ultimo corto è questo
4. Molti articoli di questo blog fanno riferimento a definizioni e concetti che ho enunciato nella mia Epitome gratuitamente scaricabile QUI. Tali riferimenti sono identificati da una “E” fra parentesi quadre e uno o più capitoli. Per esempio: ([E] 5.1 e 5.4)

sabato 17 dicembre 2011

O.T.

Che non sta per Oxtra Terrestre ma bensì per Oliver Twist.
Stanotte ho infatti terminato di leggere il primo romanzo della raccolta di Dickens (vedi Compulsioni collaterali) ovvero “Oliver Twist” (*1).

Il romanzo mi è piaciuto molto: soprattutto è scritto benissimo. Ogni singola frase è arguta e piacevole da leggere. È incredibile pensare che questo libro fu scritto nel 1837. Beh, la storia risente un po' del tempo e anche la trama è piuttosto piatta ma lo stile è freschissimo.
Sia la descrizione degli ambienti e soprattutto dei personaggi sono molto accurate e spesso divertenti.
Solo nei capitoli finali, bruscamente, i cattivi vengono puniti uno ad uno e i buoni vivono felici e contenti. La mia sensazione è che all'autore, all'esordio col suo primo romanzo (!), questo finale moralistico fosse stato un po' imposto dagli editori: “Oliver Twist” uscì infatti in 20 fascicoli mensili.
La riprova l'avrò leggendo i suoi romanzi successivi (e specialmente il “David Copperfield” che, a detta di Dickens, fu il suo romanzo preferito...) e verificando se hanno tutti una morale semplicistica come questo...

Adesso potrei riempire una pagina spiegando quanto Dickens mi sia parso superiore all'odiatissimo Manzoni (il cui “capolavoro”, i “Promessi sposi”, ha il muffoso aspetto di un Roquefort ed è molto meno buono...) ma non voglio annoiare i lettori con le mie osservazioni faziose...

Voglio invece evidenziare due curiosità che mi hanno colpito.

All'inizio del capitolo XXVII l'autore si lancia in una strana digressione su un personaggio già introdotto nei capitoli precedenti: un altezzoso “custode parrocchiale” pieno di sé, forte con i deboli (i bimbi dell'orfanotrofio e tutti coloro che dipendono dalla sua autorità) e debole con i forti (come si vedrà in seguito con la moglie e i protettori di Oliver sul finale).
La stranezza sta nella descrizione delle svariate virtù insite nella carica di “custode parrocchiale”. Qualche esempio: “...lo storico la cui penna traccia queste righe... aveva posticipato l'introduzione, a questo punto, di una dissertazione concernente il diritto divino dei custodi parrocchiali, esplicativa della tesi che un custode non erra mai... egli sarà pronto a mostrare che un custode propriamente detto, ovvero un custode parrocchiale, incaricato all'ospizio della parrocchia e, nell'ufficialità delle sue funzioni, addetto alla chiesa parrocchiale, è in possesso, in virtù del suo ufficio, di tutte le più alte ed eccellenti qualità umane...” e continua a lungo su questo tono...
Mentre leggevo questa descrizione mi è parso evidente che si riferisse a questo testo: “Proclamiamo e definiamo dogma rivelato da Dio che il Romano Pontefice, quando parla ex cathedra, cioè quando esercita il suo supremo ufficio di Pastore e di Dottore di tutti i cristiani, e in forza del suo supremo potere Apostolico definisce una dottrina circa la fede e i costumi, vincola tutta la Chiesa, per la divina assistenza a lui promessa nella persona del beato Pietro, gode di quell’infallibilità con cui il divino Redentore volle fosse corredata la sua Chiesa nel definire la dottrina intorno alla fede e ai costumi: pertanto tali definizioni del Romano Pontefice sono immutabili per se stesse, e non per il consenso della Chiesa”, ovvero al dogma dell'infallibilità del Papa vedi (Pastor Aeternus su wikipedia.it).
La cosa strana è che il dogma dell'infallibilità è del 1870 mentre, come detto, Oliver Twist è del 1837!!

Nel capitolo XXII c'è invece un macroscopico errore nella trama!
In questo capitolo Oliver, che veniva tenuto segregato in casa dall'ebreo Fagin (uno dei supercattivi), viene affidato al violento ladro Sikes per fare un furto in una casa di campagna.
Oliver era necessario per il colpo a causa della sua corporatura esile: c'era bisogno di un bambino che potesse passare da una piccola finestra (troppo stretta per un uomo o un ragazzo) e aprisse la porta ai ladri dall'interno. E infatti Sikes dice a Oliver “Io adesso t'aiuto a ficcarti là... ...vai dritto fino al disimpegno della porta d'ingresso, togli la serratura e ci apri”. Ma le cose non vanno come previsto: Oliver, calato giù dalla finistrella, ha deciso di non collaborare con i ladri e anzi di urlare per svegliare gli abitanti della casa. Mentre si dirige verso le scale viene però ferito dal colpo di pistola di un domestico che si era svegliato. E qui c'è l'incongruenza: Sikes “appare” alle spalle di Oliver, risponde al fuoco, si carica il ragazzo in spalla e scappa via: ovviamente questo non è possibile perché Sikes dovrebbe essere ancora chiuso fuori dalla porta!
Credo di sapere il motivo di questa incongruenza: secondo me nella trama originaria Oliver apriva la porta ai malfattori e solo a quel punto c'era la sparatoria con i domestici. Successivamente Dickens si deve essere reso conto che in questa maniera Oliver si sarebbe reso complice di Sikes mentre, nel prosieguo della trama, diventa fondamentale che il bambino sia rimasto puro senza aver compiuto nessuna opera malvagia; per questo deve aver cambiato idea e affibbiato a Oliver la volontà di “dare l'allarme alla famiglia”: il risultato è che Oliver non apre più la porta della casa ma così, quando viene colpito da i domestici, Sikes è ancora chiuso fuori dalla casa!

Nel complesso un ottimo romanzo che si sciupa solo sul finale veramente troppo moralistico...

Nota (*1): per la precisione la versione di “Oliver Twist” contenuta all'interno della raccolta “Dickens i grandi romanzi” della Newton Compton Editori, 2011 (trad. di M. Martino).

venerdì 16 dicembre 2011

Scienza e superstizione

Fra le svariate cose riemerse durante la mia recente e infruttuosa ricerca (vedi Chi cerca trova) c'è anche un pacco di una dozzina di compiti del liceo. Si tratta di varie materie ma la maggior parte sono compiti di italiano.

Chi ha letto i post della serie “KGB le Origini” si sarà probabilmente fatto un'idea di come andavo alle elementari ma delle medie e del liceo non mi pare di aver mai scritto.
Al liceo il mio cervello era al massimo della forma: aveva l'energia di un vulcano e, quando seguiva una traccia, partiva alla velocità della luce in una direzione senza guardarsi troppo intorno. E poi le idee mi frullavano velocissime nella mente: se dovevo limitarmi a pensare non era un problema (anzi!) ma se dovevo esporle in italiano (leggi “tema”!) era un disastro. Il cervello non era sincronizzato con la mano: pensavo troppo più velocemente di quanto riuscissi a scrivere e il risultato era che in genere apparivo confuso mentre le mie idee più complesse, mancando dei passaggi intermedi, risultavano addirittura criptiche!

Per chiarire cosa intendo ricopio qui di seguito un tema esemplificativo di quanto scritto. Il soggetto del tema era (dal mio punto di vista dell'epoca) particolarmente semplice perché si basava su concetti che conoscevo fin dall'infanzia. Probabilmente per questo lo scrissi molto più distrattamente del solito e il caotico risultato è particolarmente esilarante. Inoltre ha il vantaggio di essere corto e di trattare un argomento comprensibile a tutti.

Nota “editoriale”: le correzioni della prof sono in arancione e le note a margine del tema le ho spostate alla fine del periodo a cui si riferiscono fra parentesi quadre.

TEMA
La ricerca scientifica può diminuire la superstizione incoraggiando il ragionamento e l'esplorazione causale. È certo che alla base di ogni lavoro scientifico, un po' delicato, si trova la convinzione che il mondo è fondato sulla ragione e può essere compreso.

Fra i numerosi pregi [aspetti positivi] che ha [possiede] la ricerca scientifica c'è certamente quello di combattere la superstizione.
Infatti la superstizione è figlia dell'ignoranza ed esiste [fin] da quando l'uomo si pose una domandae alla per le qualei, non sapendosi dare una risposta ebbe la bella idea di inventarsene una rispondere, inventò spiegazioni fondate su immaginazione e fantasia invece che sulla ragione.
Il più banale e straripetuto conosciuto esempio che mi viene in mente è quello in cui l'uomo primitivo vedendo un fulmine che incendia un albero, e crede che sia stato un dio a scagliarloe quella saetta sulla terra.
È quindi evidente che quando l'uomo non sa spiegarsi un dato fenomeno naturale tende [forse è meglio dire tender a] ad inventare la causa che lo ha determinato, creando, per l'appunto, la superstizione.
È quindi altrettanto evidente [manifesto] che la ricerca scientifica dà [fornisce] la capacità all'uomo di darsi delle trovare risposte precise per quei fenomeni naturali, in precedenza inspiegabili se non con la superstizione.
Questo non significa che la ricerca scientifica cancelli completamente lae superstizionei, poiché ne esistono permangono alcune, che la stessa ricerca scientifica non può dimostrare essere infondate,: comunque in ogni caso ne riduce sensibilmente il numero.
[Perché non hai fatto qualche esempio? Così è poco chiaro, non si capisce a cosa ti riferisci]
*
Ma come mai si avalla Qual è il motivo per cui la spiegazione superstiziosa per viene ritenuta più idonea e valida rispetto a quella scientifica?
Semplicemente A mio avviso perché la spiegazione scientifica, essendo frutto di deduzioni e ragionamenti, è dimostrabile.
Poiché per un uomo, il fatto che la spiegazione scientifica essendo frutto di deduzioni e ragionamenti è sia razionalmente dimostrabile, significa che nell'uomo esiste la l'esistenza della la convinzione che il mondo è fondato sulla ragione e può essere compreso.
[Dal * fino a qui il tuo pensiero non mi è chiaro per niente: non riesco a capire i nessi logici fra le varie frasi. Magari spero me lo spiegherai a voce]
Senza questa basilare convinzione una seria ricerca scientifica sarebbe impossibile, perché mancarebbe lo stimolo fondamentale della ricerca che è quello di scoprire nuove conoscenze.

Il tema è svolto abbastanza superficialmente; non emerge bene una riflessione sufficientemente approfondita e personale sul rapporto ragione (scienza) - superstizione. Tutta l'ultima parte mi risulta abbastanza incomprensibile, soprattutto perché non riesco a individuare il nesso logico con cui leghi tre o quattro affermazioni per te ovviamente consequenziali.
5
Da questo tema si possono notare molti particolari...
La “mia” (*1) tecnica per svolgere un tema era particolarmente semplice: riscriverne la definizione con parole mie. Si sperava che nel farlo mi sarebbe venuta qualche idea originale per rimpolparne il contenuto.

Questo tema non fa eccezione. Il problema è la “mia” idea personale particolarmente confusa. Lo spunto di tale idea è ripreso dal tema stesso ovvero che “...alla base di ogni lavoro scientifico ... si trova la convinzione che il mondo è fondato sulla ragione e può essere compreso.”

Il primo anello della catena dei miei ragionamenti è l'osservazione che solo per l'uomo moderno è ovvio preferire la spiegazione scientifica a quella superstiziosa: per un uomo primitivo non ci sarebbe troppa differenza fra le due in quanto la scienza si confonderebbe con la magia.
Poi cerco di penetrare più in profondità e mi chiedo perché l'uomo moderno preferisca la spiegazione scientifica: il primo motivo è che questa è basata sulla ragione. Ma non è abbastanza! O meglio non sarebbe abbastanza se l'uomo non credesse che il mondo si basi sul principio di causa ed effetto. In altre parole la spiegazione scientifica e quella superstiziosa hanno pari dignità in quanto entrambe chiariscono un certo fenomeno: solo la convinzione in un mondo meccanicistico e deterministico ci fa preferire la prima alla seconda. Più forte è questa convinzione e meno spazio rimane alla superstizione.
Portando all'estremo le definizioni di scienza e di superstizione (più ampiamente intesa come soprannaturale) è interessante evidenziare come solo chi creda in un assoluto meccanicismo deterministico possa non credere all'esistenza di Dio (vedi Cartesio e l'illuminismo...). Ma a questo, prudentemente, neppure accennai...

Di alcuni di questi concetti non c'è addirittura traccia nel mio tema: si trattava di intuizioni che percepivo come evidenti per tutti. Ma soprattutto riducevo l'esposizione del mio pensiero ad affiancare i concetti chiave senza approfondire sufficientemente la relazione fra loro...

Interessante è anche l'uso che faccio di avverbi o locuzioni come “è quindi evidente”, “semplicemente” o “altrettanto evidente”: tutto mi era chiaro ed ero estremamente sicuro della correttezza delle mie idee.
Anche adesso continuo ad avere questo difetto e so di lettori che ne sono un po' irritati: a mio credito voglio dire che la mia sicurezza non è assoluta e caparbia ma è solo fino a prova contraria. Anche quando credo fermamente in qualcosa rimango con gli occhi aperti e sono pronto a ricredermi: certo non basta che il vento soffi in una diversa direzione ma bisogna convincermi...

Poi si nota la quasi totale assenza di punteggiatura (dove l'unica virgola mi è stata corretta in due punti!), l'uso di vocaboli non troppo ricercati, espressioni colloquiali e occasionali errori ortografici: la mia consueta antipatia per la forma rimane anche quando la sostanza non è granché...

Conclusione: mi pare che la prof fu anche troppo buona! Direi che il tema vale 5 per la sostanza, poco più che eterea, meno 1 o 2 voti per la forma: insomma era un tema da 3½ – 4...

Nota (*1): è strano come odiassi scrivere i temi (soprattutto il ricopiarli in bella) in quel periodo! Il fatto è che alle elementari ero estremamente creativo e i temi erano apprezzati; in prima media però iniziai a prendere sistematicamente dei voti bassi perché “andavo fuori tema”. Fu allora che ricevetti da mio padre il “segreto” della sua arida metodologia per fare i temi che da allora adottai per il resto della carriera scolastica!

giovedì 15 dicembre 2011

Colline 9: la nausea

Anche il precedente “episodio”, Colline 8, l'ho scritto d'impulso per la rabbia causata dalla nuova imposta sui conti correnti: penso che la mia irritazione sia trasparita ma, almeno credo (spero!) di non aver offeso nessuno... (vedi Colline 7: piove forte e Scusate...)
Oggi cercherò quindi di spiegare più serenamente i motivi per cui i miei fragili nervi non sopportano il buon Colline e la sua allegra combriccola di austeri tecnici isterici e frignanti (*0).

I motivi che irritano il mio sistema nervoso centrale sono:
  1. Ipocrisia di Colline sul fatto che la manovra sia “equa”
  2. Ipocrisia dei media tradizionali che non denunciano apertamente le palesi ingiustizie
  3. Ipocrisia dei partiti: a nessuno piace la manovra di Colline ma tutti la voteranno
  4. L'insipienza politica dell'italiano medio che, non guidato da nessun partito/media/sindacato, accetta senza fiatare la manovra
  5. I timori per:
    1. Gli effetti CERTI della manovra
    2. L'inutilità della stessa mancando i suoi presunti obiettivi
Ma vediamo questi elementi più nel dettaglio:

La manovra di Colline non è assolutamente equa e penalizzerà fortemente i cittadini meno abbienti!
La maggior parte dei provvedimenti della manovra colpisce tutti indiscriminatamente e di conseguenza il suo impatto è notevolmente maggiore sul piccolo risparmiatore che su chi ha grandi liquidità...
Per chiarezza, spendo qualche parola in più per ricordare ai miei lettori la differenza fra tasse dirette e indirette.
La tassa diretta è quello che si paga in base al proprio reddito: in pratica una percentuale variabile del reddito viene girata allo Stato. Questa è la forma di tassazione più “giusta” perché chi ha di più paga di più (*1).
La tassa indiretta è un tassa (o a volte, impropriamente, un'imposta (*2)) su un servizio che il cittadino paga per accedere allo stesso. La particolarità di questa tassa è di non essere basata sul reddito del cittadino: se questa tassa è di 1.000€ (ad esempio l'ICI...) sarà tale sia per chi guadagna 20.000€ l'anno sia per chi ne prende 200,000€.
L'ingiustizia sta nel fatto che 1.000€ per chi ne guadagna 20.000 corrispondono al 5% mentre, per chi ne guadagna 200.000, rappresenta solo lo 0,5%. Questo significa che la stessa tassa, per il medesimo servizio, è molto significativa per chi ha un reddito basso mentre è trascurabile per chi ha un reddito alto...
Il governo Colline ha impostato la sua manovra principalmente aumentando la tassazione indiretta: IVA (*3), ICI varie, nuova imposta sui CC, aumento della benzina e, la notizia è di oggi, aumento dei tabacchi... per questo la manovra di Colline NON è equa.

I media tradizionali (TV e giornali), a parte qualche raro articolo, si astengono dall'evidenziare le palesi ingiustizie insite in molti provvedimenti della manovra. Al contrario ci fanno sapere che all'estero la manovra piace, della triste necessità di correggere il bilancio dello Stato, della credibilità e autorevolezza di Colline e dei suoi ministri e, infine, rilanciano ogni straccio di articolo vagamente favorevole all'operato del governo. Insomma si cerca di “sedare” la comprensibile rabbia della maggioranza degli italiani ...
Come mai avviene questo?
L'ho già scritto in qualche vecchio post: i giornali, specialmente quelli italiani, NON sono i paladini della Verità!
I giornali vendono notizie che sono viste come un prodotto commerciale (e quindi si cerca e si dà maggiore rilevanza alle notizie che si vendono meglio come scandali, cronaca nera, drammi famigliari, etc...). Inoltre i giornali hanno un padrone: l'editore che possiede il giornale.
E gli editori spesso rappresentano dei poteri industriali o finanziari cosicché, a volte, la loro priorità (come nell'attuale situazione) non è nemmeno ricercare il profitto ma proteggere gli interessi di tali poteri.
Quando si dice che il governo Colline è sostenuto dai poteri forti bisogna includere nel loro novero anche i media tradizionali.

L'ipocrisia dei partiti è poi evidente: dicono di non apprezzare in toto la manovra ma, dopo poche modifiche cosmetiche, tutti voteranno la fiducia al governo.
Addirittura Colline, evidentemente seccato per le critiche, si è permesso di richiamarli all'ordine dicendo qualcosa del tipo: “siete stati voi (i partiti) a chiamare noi tecnici” che deve essere interpretato come “ci avete detto di voi di fare una finanziaria che stangasse i cittadini”.
Di nuovo bisogna tenere presente che i poteri forti, di cui il governo Colline è diretta emanazione, hanno il tacito assenso dei principali partiti italiani.

Altra fonte di irritazione nasce dalla constatazione che l'italiano medio sembra non rendersi conto della situazione: se non c'è un partito, un giornale o uno showman ad agitare la muleta (*4) davanti a un nemico più o meno reale l'italiano se ne sta placido e accetta tutte le ingiustizie che gli vengono propinate.
Io ho sempre pensato che gli articoli che quotidianamente uscivano sul Berluska fossero strumentali e atti solo a costringerlo alle dimissioni. Adesso che si è dimesso è calato il silenzio: evidentemente questa tregua faceva parte degli accordi che hanno portato alla nascita del governo Colline...
Ma come mai gli italiani non si rendono conto che come prima la loro indignazione, in continuazione eccitata e amplificata, era strumentalizzata adesso gli stessi giornali cercano di mantenerli tranquilli?
Che cosa avrebbero scritto e fatto questi stessi media se, non dico l'intera manovra, ma uno solo dei provvedimenti di questo governo fosse stato preso dal governo Berluska?

Infine il “capitolo” sui miei timori...
Cosa porterà SICURAMENTE questa manovra?
Vista la logica dei soldi “tanti, sporchi e subito” con tasse/imposte che vanno a incidere su IVA e benzina il risultato che l'inflazione farà un bel balzo avanti. L'IVA infatti influenza direttamente i prezzi mentre la benzina agisce indirettamente aumentando il prezzo del trasporto delle merci.
Chi ci rimette quanto aumenta l'inflazione: lavoratori dipendenti, pensionati e chiunque abbia pochi risparmi in banca... Di nuovo viva l'equità del governo Colline!
Poi è chiaro che, visto il grande aumento delle tasse, ci sarà anche stagnazione dei consumi: non dico crescita ma probabilmente contrazione significativa del PIL italiano. Significativo sarà vedere come andrà questo Natale...
Mi viene un dubbio: ma questi famigerati tecnici del governo Colline sono tecnici di cosa? Tecnici del legno?
L'altra paura è che questa manovra deprimente non serva a nulla. Ho forti dubbi che, a parte le espressioni serie e composte di Colline e dei suoi ministri, questi NON sappiano realmente cosa sia il meglio, non dico per gli italiani (come ho già scritto questo è un governo esplicitamente CONTRO i cittadini), ma per l'Italia nel suo complesso, inclusi i “poteri forti”...
Ma su questo timore farò un post a parte nel prossimo futuro (credo...).

Conclusione: da tempo cerco di capire quale sia il reale obiettivo del governo Colline. Apparentemente l'idea è salvare l'Italia facendo fallire gli italiani... Di conseguenza la mia ipotesi è che i “poteri forti” e non la maggioranza dei cittadini sarebbero quelli che hanno più da rimetterci se l'Italia si dichiarasse insolvente: ma su questo farò un post a parte con qualche dato interessante...

Nota (*0): ero tentato di scrivere “compagni di merende” ma la locuzione è ormai abusata...
Nota (*1): poi c'è chi denuncia un falso reddito ma questo è un problema di “cultura” italiana e non di ingiustizia del sistema...
Nota (*2): la tassa (in teoria) è qualcosa che si paga in cambio di un servizio mentre l'imposta è qualcosa che si paga in cambio di niente (non per nulla l'etimologia la fa chiaramente derivare da “imporre”!)... Inutile dire che in Italia la distinzione fra i due vocaboli è nella pratica molto labile...
Nota (*3): lo so è un'imposta: ma il risultato è lo stesso...
Nota (*4): la muleta è il bastone a cui è attaccato il drappo rosso usato dal torero nelle corride...

mercoledì 14 dicembre 2011

CD fragili

Se scrivo di Colline, in base all'umore del giorno, mi arrabbio o vengo preso dallo sconforto. Così oggi prendo l'occasione di arrabbiarmi per un motivo diverso...
Beh, forse “arrabbiarmi” è eccessivo... diciamo che oggi prendo l'occasione per “irritarmi”!

Premetto che non sono mai stato un grande consumatore di musica: quando ero più giovane probabilmente compravo un CD al mese ma negli ultimi vent'anni ho progressivamente ascoltato sempre meno musica.
Ho scritto ascoltato per sottolineare che non sono diventato uno scaricatore di album da internet. Che lo crediate o no io non ho MAI (*1) scaricato nemmeno un brano musicale dal web!

Come mai ascolto sempre meno musica?
Non so... non credo ci sia un motivo specifico... Fondamentalmente credo che altri interessi o, meglio, altre priorità hanno preso il posto della musica. E poi, anche quando mi capita di ascoltare qualcosa che mi piace, non vengo più preso dall'entusiasmo giovanile che mi spingeva a comprare...
Quindi da un lato sono io a essere cambiato diventando meno interessato nella musica.

Al contrario, dal lato delle case discografiche, il problema è invece che non è cambiato nulla e, anzi, quel poco che è cambiato è stato in peggio!
Mi spiego meglio. Diciamo che ho 50€ e che mi voglio prendere un regalo: cosa compro?
Per quella cifra posso prendere 3 o 4 libri oppure 2 CD o magari un gioco per PC. Probabilmente opterei per i libri oppure per il gioco (*2)...
Perché? Semplicemente perché 25€ per un CD è troppo confrontato con quello che mi offrono altri prodotti! Un CD mi dà circa un'ora di musica e poco più: nel “di più” c'è l'oggetto in sé (il CD colorato), la sua confezione e il librettino allegato...
Questo veniva offerto 20 anni fa ed è quello che ancora oggi viene venduto.

Ieri ho comprato un CD: “Surfing with the alien” di Joe Satriani. L'avevo ascoltato su Youtube e mi era piaciuto. Visto che il prezzo era accettabile (7€) l'ho comprato.
Mentre rientravo in casa con un mucchio di cose in braccio, aprendo la porta, la confezione del CD mi è caduta a terra. Quando ho rimosso il foglio di plastica protettiva ho scoperto che il coperchio della scatola si era rotto...
È da più di vent'anni che si sa che le confezioni dei CD quando cadano a terra si sfasciano il 50% delle volte: possibile che in tutto questo tempo non si sia fatto niente al riguardo? Era impossibile passare ad usare (ad esempio) le confezioni dei DVD anche per i CD?
Oggi poi ho cercato di estrarre le tracce audio per averle a portata di ascolto sul computer: ho scoperto che il CD era “protetto”. Sono riuscito a copiarlo ma il mio lettore andava pianissimo e faceva rumori strani: insomma un'inutile scomodità (un piccolo cambiamento in peggio)...
Cioè invece di ringraziarmi per aver comprato un CD (con la confezione che si sfascia a guardarla), includendo magari un bel booklet colorato e interessante, vengo ostacolato per poterlo ascoltare sul mio computer?
Mi pare evidente che le case discografiche sopravvalutino molto il prodotto che vendono...
Invece di lamentarsi per il continuo declino delle vendite dovrebbero decidersi ad abbassarne i prezzi e ad arricchire l'offerta (a partire dalle confezioni che non dovrebbero sfasciarsi cadendo a terra mentre si apre la porta di casa!)

Conclusione. Un post che dice poco. E non mi sono nemmeno irritato come temevo...
Beh, e poi c'è anche la grande Lezione: non far cadere a terra i CD...

Nota (*1): a dire il vero una volta ci ho provato ma non mi è riuscito! Probabilmente se fossi stato più caparbio ce l'avrei fatta ma non mi interessava abbastanza...
Nota (*2): Al riguardo ho da molti anni una teoria sul perché del calo delle vendite: in pratica i giovani, ipotizzando una “paghetta” costante, preferiscono spendere i loro soldi su altri prodotti (io ho in mente i videogiochi). Prima o poi voglio confrontare i grafici del volume delle vendite dei CD con quelle dei videogiochi e verificare se siano o meno complementari (somma grossomodo costante)...