«[Figlio dell'uomo] Porgi l'orecchio e ascolta le parole di KGB
e applica la tua mente alla SUA istruzione
» Pv. 22,17

Qui si straparla di vari argomenti:
1. Il genere dei pezzi è segnalato da varie immagini, vedi Legenda
2. Per contattarmi e istruzioni per i nuovi lettori (occasionali e non) qui
3. L'ultimo corto è questo
4. Molti articoli di questo blog fanno riferimento a definizioni e concetti che ho enunciato nella mia Epitome gratuitamente scaricabile QUI. Tali riferimenti sono identificati da una “E” fra parentesi quadre e uno o più capitoli. Per esempio: ([E] 5.1 e 5.4)

sabato 11 giugno 2022

Veni, vidi, video

Avevo già scritto questo corto ma un baco/incompatibilità fra il mio SO e LibreOffice me l’ha distrutto!

In detto corto traducevo un frammento significativo di questo video: Scott Ritter - Ukraine Russia war Update dal canale Judge Napolitano – Judging Freedom
Ora non ho voglia di riperderci altri 10 minuti e ho semplicemente impostato il video all’inizio del frammento che avevo tradotto. Non ho neppure voglia di ripetere la premessa in cui spiegavo che cercando di trovare fonti meno pro Russia, ma non smaccatamente propaganda di guerra, mi ero imbattuto in detto video. Ah! E che le domande dell’intervistatore sembravano voler indirizzare la narrazione in una specifica direzione ma che l’intervistato, Scott Ritter ex ufficiale dei servizi segreti della marina USA, gli rispondeva in maniera inaspettata…

Ma visto che non ho voglia di ripetermi aggiungo qualcosa che non avevo già scritto: sul finale dell’intervista Ritter ricorda il pericolo delle armi avanzatissime anti aereo e anti carro che stanno finendo al mercato nero e che, inevitabilmente, saranno usate dai terroristi contro bersagli occidentali. Come io avevo scritto alla nota 5 del pezzo odierno Punto della situazioni e previsioni. Anzi aggiunge un pensiero, molto specifico, che anch’io avevo avuto ma non mi ero azzardato a scrivere…

Il sonno porta calma. Piatta - 16/6/2022
Sono due notti che dormo benino. Sto effettivamente cercando di dimagrire facendo più attività fisica, vedremo con quanta efficacia. Mi sono messo a scrivere un racconto catartico: è di Strabuccino e sulla carta è molto ambizioso e spero anche divertente.
Non so quale sia il motivo ma il mio disagio emotivo sembra già completamente scomparso o quasi: dovendo scommettere direi che l’aver dormito bene sia stato decisivo...

Timore - 16/6/2022
La mia paura è che i geni che non avevano saputo prevedere né l’evoluzione della guerra, né la crisi dell’economia provocata dall’aumento del prezzo dell’energia, né che la Russia sarebbe divenuta più forte né che si sarebbe formato un G8 alternativo a quello occidentale, temo dicevo che questi geni possano prevedere che una guerra nucleare sia un’alternativa praticabile e che, anzi, possa essere vinta.
Perché il livello di folle incapacità di chi ci governa, parlo dell’intero occidente, è questo.

Ritardo - 20/6/2022
Come mi pare di aver già accennato ho iniziato a scrivere un nuovo racconto di Strabuccino con un intento “catartico”: mi pare di aver elaborato una trama decente, oltretutto mi sono accorto di aver assimilato e fatti miei tutta una serie di principi appresi dai video del critico su YouTube Filmento che mi sembra abbiano influenzato significativamente la costruzione della storia (che essendo di Strabuccino rimane comunque di genere faceto/pseudo-pornografico!).
Il rovescio della medaglia è che questo lavoro mi sta prendendo molto più tempo del previsto a discapito dell’Epitome.
Credo però, osservando l’esuberanza della mia fantasia, che avessi proprio bisogno di staccare un po’ in questo periodo particolarmente stressante della mia vita.
A occhio mi occorrerà ancora una settimana per terminarlo ma poi dipende tutto da come cambierà l’ispirazione: essendo un racconto molto artiolato è per esempio possibile che lo lasci incompiuto a metà o magari che, in qualche maniera strana, riesca a lavorarci in parallelo all’Epitome…

Difficoltà intpesche - 20/6/2022
Ieri per caso (*1) mi sono imbattuto in questo breve articolo che traduco al volo dall’inglese:
«Perché gli INTP non riescono a raggiungere tutto il proprio potenziale?
Perché la società non sa gestire gli INTP. La maggior parte della società è basata su precise strutture. Sia fisiche che mentali. Le cose sono insegnate in una certa maniera, le cose sono comunicate in una certa maniera, e le cose sono costruite in un certo modo. Gli INTP in genere non seguono (in verità non riescono) a seguire queste strutture naturalmente.
Per questo la società tende a rivalersi su gli INTP fin da una giovane età.
Sia che ignori le sue domande incessanti (i “perché?” degli INTP), oppure non aggiustando il programma scolastico per soddisfare le loro necessità, oppure stabilendo che le loro soluzione e idee sono assurde o impraticabili, la società insegna agli INTP fin da una giovane età che essi non vi appartengono, che non saranno presi seriamente e che loro sono strani e inadeguati.
A questo va aggiunta la mancanza di comunicazione, di abilità sociali e la mancanza di capacità organizzativa degli INTP e il problema è amplificato.
Grazie a Dio è un tipo raro così coloro ostacolati dalla società sono pochi.»

Mi ci ritrovo molto in questa descrizione: da bambino mi è andata bene perché nei circa due anni in cui aprivo continuamente bocca per chiedere solo “perché?” mio padre mi ha sempre risposto in maniera scientificamente precisa ed esauriente sostituendosi quindi alle elementari. Già che poi. come ho scritto altrove, anche il mio impatto con le elementari non fu facile e i primi due anni rischiai addirittura di essere bocciato perché non avevo capito cosa dovevo fare.
Alle medie poi entrai in “guerra” con praticamente tutti i professori: alle superiori andò un po’ meglio mentre all’università feci un’enorme fatica ma già all’epoca mi resi conto che il metodo di insegnamento e degli esami era quasi completamente incompatibile con la mia modalità di apprendimento.
Adesso (intendendo gli ultimi 20-25 anni della mia vita!) ho ben capito che le aspettative della società sono incompatibili con le mie: che ciò che io considero irrilevante è invece fondamentale per la società e ciò che è fondamentale per me è invece ritenuto sacrificabile dalla maggior parte delle persone.
Io ho ovviamente ragione ma la società non se ne rende conto!

Nota (*1): in pratica Quora mi spedisce ogni giorno sulla posta elettronica le sinopsi di vari articoli che, in base alle mie precedenti letture, potrebbero piacermi…

Punto della situazione e previsioni

L’idea di oggi è quella di mettere nero su bianco alcune riflessioni sugli obiettivi, ad alto livello, raggiunti con la guerra in Ucraina dai vari protagonisti. Se dovesse venirmi un pezzo troppo corto prenderò l’occasione per aggiungervi degli spunti trovati ieri su “La guerra che verrà” di Fabio Mini.

PREMESSE:
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Allora quali sono secondo me gli attori in gioco nella guerra in Ucraina?
Direi: Russia, USA, Ucraina e UE.

Ora non seguendo la propaganda di guerra non ho idea di quale sia il termometro “ufficiale” dello stato del conflitto: oramai però credo sia appurato che la Russia stia vincendo sul piano militare e che non stia perdendo su quello economico.

Quali erano gli obiettivi iniziali delle varie parti coinvolte?
- Europa: nessuno. L’Europa non aveva nessun interesse in questa guerra e, anzi, tutto da perdere.
- Ucraina: riprendere il controllo delle province ribelli in Donbass ed entrare nella NATO e in UE.
- Russia: proteggere la maggioranza russofona del Donbass, eliminare le milizie naziste che terrorizzavano la regione e, soprattutto, impedire che l’Ucraina entrasse nella NATO. Basi missilistiche in tale paese sarebbero state una seria minaccia per la propria sicurezza nazionale.
- USA: separare politicamente la Russia dall’Europa, giustificare aumento della spesa per armamenti, indebolire politicamente e militarmente la Russia, mantenere in Ucraina un governo filooccidentale.

RISULTATI
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Europa: come previsto non sta ottenendo nessun vantaggio dalla guerra in Ucraina. In “compenso” il disastro economico inizia a farsi sentire: aumento dei combustibili e del grano che innescano l’inflazione. Tutto facilmente prevedibile (io l’avevo già scritto a fine febbraio) ma che agli alti politici rallentati europei era sfuggito oppure, semplicemente, non importava (*1).

Ucraina: nessun obiettivo raggiunto. Al contrario la nazione è in rovina e l’esercito vicino al collasso.

Russia: le province del Donbass sono ormai praticamente liberate sebbene l’esercito ucraino continui a bombardare obiettivi civili comprese, almeno così sembra, delle scuole (e questi sono crimini di guerra per chi non lo sapesse). In più sta venendo occupata la fascia costiera (e più ricca) dell’Ucraina.

USA: la separazione di UE da Russia ha avuto successo: i capi di governo rallentati europei hanno obbedito passivamente. La spesa per gli armamenti è stata “giustificata” sebbene con ripercussioni impreviste (vedi prossima sezione). La Russia non è però stata indebolita né militarmente né politicamente (vedi prossima sezione). Zelensky è ancora al comando dell’Ucraina ma non è certo di rimanerci se le cose continuano ad andare male. (*2)
Diciamo che gli USA hanno raggiunto il 50% dei propri obiettivi.

ERRORI
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Europa: ha sbagliato tutto. La popolazione europea ha la responsabilità di aver scelto i propri rappresentanti: in pratica di non essersi resa conto di quanto i media falsifichino la realtà: la conseguenza di questo errore avrà un alto costo economico che già vediamo andando al supermercato…

Ucraina: ha sbagliato a fidarsi del sostegno occidentale: probabilmente vi era la ragionevole certezza di riuscire perlomeno a respingere l’attacco russo e che poi l’isolamento politico e le pressioni economiche avrebbero avuto la meglio sulla volontà di combattere di Putin. In realtà la Russia non è isolata se non nella fantasia della nostra propaganda di guerra e la sua economia regge molto meglio di quella occidentale.

Russia: degli errori compiuti da Putin ho già scritto in Gli errori di Putin lo scorso marzo. In breve: probabilmente non si aspettava il “tradimento” dell’Europa (soprattutto perché fortemente autolesionistico, non per gratitudine, onestà o per altri concetti che in politica non hanno significato); sbagliata la gestione iniziale della guerra; FORSE potrebbe anche aver sottovalutato l’influenza delle lobbi sulle decisioni di Biden (*3).

USA: gli errori sono sostanzialmente tre. Il primo è quello di aver spinto la Russia fra le braccia della Cina e, anzi, di aver gettato le fondamenta per una coalizione mondiale ben più ampia refrattaria alle ingerenze statunitensi nel resto del mondo. Il secondo errore è stato sottovalutare il costo per gli USA di tutti gli aiuti (rivelatisi poi inutili) all’Ucraina: come fatto in passato da Obama, Biden ha semplicemente fatto stampare miliardi di dollari che però stavolta non stanno venendo assorbiti dal mercato internazionale e si stanno trasformando in inflazione: le elezioni sono vicine e i repubblicani soffiano sul fuoco: la popolazione è comprensibilmente arrabbiata (*4).
Il terzo errore è più di prospettiva ed è quello di aver indebolito oltre misura il proprio alleato più affidabile: l’Europa, che guidata da politici incapaci sta facendo di tutto per impoverirsi e divenire irrilevante sul piano geopolitico.

PROSPETTIVE:
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Europa: considerata la totale incapacità dei politici europei e di quelli alla guida dei principali stati (intendo Francia e Germania) vedo improbabile che da questo disastro riescano a tirare fuori qualcosa di buono. La speranza è che sempre più cittadini europei aprano gli occhi ma dubito che si raggiunga una massa sufficiente a incidere politicamente.

Ucraina: ecco l’unico paese con prospettive peggiori di quelle dell’Europa. Zelensky si è fidato troppo delle promesse americane: probabilmente dovrebbe cercare di optare per la pace con la Russia il prima possibile limitando, per quanto possibile, i danni. Ma da come si è comportato fino a questo momento dubito che si metta adesso fare gli interessi del proprio popolo: meglio per lui rimanere fedele fino in fondo a Biden e sperare così in un esilio dorato negli USA.
La guerra sembrerebbe persa anche perché gli aiuti militari occidentali, che comunque stanno diminuendo, sono comunque insufficienti a incidere nel conflitto; soprattutto i soldati e gli ufficiali (non rimpiazzabili) iniziano a mancare; l’economia e le infrastrutture sono distrutte.
L’unica possibilità per cambiare le sorti della guerra sarebbe un intervento diretto statunitense ma questo significherebbe guerra nucleare: spero che almeno di questo il senile Biden riesca ancora a rendersi conto…

Russia: le prospettive sono sorprendentemente buone: una vittoria in Ucraina, pesantemente supportata dall’occidente, ne rilancerebbe l’immagine politica e quindi l’influenza globale. L’economia sta si soffrendo per le sanzioni ma si assesterà presto e le opportunità non le mancheranno visto che le materie prime fanno gola a tutti. Anche con l’Europa il discorso non è chiuso: per adesso i cagnolini ubbidiscono e scodinzolano al padrone Biden ma è difficile prevedere cosa succederà con la crisi economica nel breve medio termine. Non escludo che la Russia possa in un futuro non troppo distante riallacciare i rapporti con l’Europa in termini ancora più favorevoli dei precedenti. È come se gli USA avessero obbligato la Russia a fare un’esame pensando che lo fallisse: invece la Russia lo sta passando e, anzi, è l’insegnante (gli USA cioè) in difficoltà perché la maggioranza degli altri studenti si rendono conto dell’ingiustizia commessa e che qualche domanda era pure errata…
Tutto questo se Putin sta bene e rimane al timone della Russia: mentre in Cina Xi non sarebbe indispensabile (sicuramente il partito cinese troverebbe un sostituto all’altezza) lo stesso non si può dire per il russo. Ma si tratta solo di una mia sensazione, magari mi sbaglio.

USA: le prospettive non sono buone: economicamente le industrie belliche avranno una grande crescita a causa degli investimenti militari che gli stessi USA e i cagnolini europei dovranno fare anche solo per riempire i depositi di armi svuotati per “aiutare” l’Ucraina (*5) ma il resto dell’economia non sarà altrettanto fortunata. Poi moltissimo dipenderà dal successore di Biden: si ipotizza che se congresso e senato divenissero, come è altamente probabile, a maggioranza repubblicana il presidente possa essere rimosso anticipatamente dall’incarico. Idealmente ci vorrebbe un nuovo presidente capace di ammettere gli errori commessi dal suo predecessore, riappacificarsi immediatamente con la Russia di Putin (scaricando tutte le responsabilità su Biden) e salvare così i cagnolini europei. Non so se, Trump, il successore al momento più probabile ne sarebbe capace.
Poi, mi è chiaro, il problema di fondo degli USA è la sua decadenza ([E] 15.3) e per risolverla occorrerebbe una comprensione dei problemi di fondo che però manca.
Ora come ora però Biden ha semplicemente accelerato il declino americano: gli USA sono un po’ più deboli politicamente mentre il principale alleato, l’Europa, diventerà ancora più ininfluente e povera di quanto non sia.
Alcune fonti che seguo ipotizzano che gli USA stiano anche cercando lo scontro con la Cina sfruttando a questo scopo Taiwan o forse la Cambogia. Visto l’insuccesso in Ucraina io credo che anche gli strateghi statunitensi ci penserebbero non due ma tre volte: in questo caso infatti non sarebbero gli USA a imporre un blocco economico alla Cina ma il contrario.
Che dire? La stupidità umana è tale che è impossibile prevedere le caz### che si prospettano (v. anche Cipollozzo)…

Conclusione: mi sembra di aver aver fatto una buona analisi e sono abbastanza sicuro di aver individuato correttamente le tendenze principali. Sfortunatamente non sono buone per gli USA, sono peggiori per l’Europa e terribili per l’Italia.
Mini lo rimando alla prossima occasione!

Nota (*1): sui motivi per cui i politici europei potrebbero auspicarsi una nuova crisi economica ci sarebbe da sbizzarrirsi ma rimando il tutto a un altro pezzo (forse).
Nota (*2): ho sentito dire che un obiettivo di questa guerra fosse anche quello di provocare un cambio di regime in Russia: a me non era passato neppure per l’anticamera del cervello. Da quel che ne so Putin è più apprezzato che mai; non ho idea del suo stato di salute. Credo si tratti di una fantasia giornalistica e che neppure gli strateghi di Washington ci sperassero realmente. Ecco, magari se l’esercito ucraino avesse ripetutamente battuto i russi ricacciandoli oltre i confini…. Ma questo era altamente irrealistico…
Nota (*3): quando mi riferisco a Biden intendo sempre la sua cerchia di collaboratori dato che a causa dei suoi problemi cognitivi non mi pare in grado di elaborare una propria strategia autonoma.
Nota (*4): questo dovrebbe succedere anche in Italia ma il fronte politico e quindi dei media è ancora integro e non dà voce agli scontenti: ma la pressione sta aumentando, il primo partito che mollerà il governo Draghi, farà scoppiare la pentola. E prima o poi succederà…
Nota (*5): in realtà sembra che molte di queste armi occidentali, che del resto l’esercito ucraino non sa usare, stiano svanendo nel mercato nero. Non stupiamoci quindi se fra qualche anno dei terroristi useranno queste stesse armi contro l’occidente...

venerdì 10 giugno 2022

Zhokkato duro

[E] Attenzione! Per la comprensione di questo pezzo è necessaria la lettura della mia Epitome (V. 1.9.0 "Dolore").

C’è un argomento, in realtà molto importante, che nell’Epitome sfioro ma non approfondisco: esiste un’organizzazione strutturata di parapoteri economici e finanziari che cerca di controllare attivamente le sorti del mondo?

Una delle conclusioni della mia Epitome è infatti che, specialmente nel mondo moderno, l’influenza dei poteri economici e finanziari rivaleggia con quella del potere politico e, anzi, questi collaborano strettamente insieme. Ma tutte queste grandi multinazionali e banche d’affari si coordinano fra loro sulle pressioni da fare sul potere politico?

Già dalle primissime versioni dell'Epitome non me la sono sentita di dare una risposta definitiva a questa domanda. In pratica la eludevo affermando che è comunque ininfluente: il motivo è che, per la teoria degli automi cellulari, sappiamo che entità che si comportano in maniera simile (come possono essere le grandi aziende nel ricercare il profitto) ma indipendenti fra di loro possono dare l’impressione di realizzare schemi come se fossero coordinate insieme.
Quello che intendevo dire è che non importa se esiste o no una segreta camarilla perché comunque gli effetti e le distorsioni della società a favore dei parapoteri sono reali e andrebbero comunque combattuti.

In realtà la mia risposta non è completamente soddisfacente: la strategia da adottare in generale dovrebbe cambiare se si tratta di contrastare un fenomeno naturale oppure uno guidato da un’intelligenza (che risponderebbe con le contromosse ritenute più opportune). Non è quindi irrilevante se esiste o no una struttura di poteri forti che tramano fra loro a discapito della stragrande maggioranza della popolazione (*1).

Quando però introdussi il sottocapitolo su Greta Thunberg ([E] 13.5) notai che l’attenzione e lo spazio che i media avevano dato a questa ragazzina era fortemente sospetto e, soprattutto, sembrava impossibile che non ci fosse stata una coordinazione di alto livello. Scrivevo infatti (nella nota 874):
«In quest’opera non mi sono pronunciato sull’esistenza o meno di eminenze grigie che, a livello mondiale, operino segretamente per portare avanti i propri interessi. Ho invece fatto presente che la teoria degli automi cellulari (v. la conclusione di 12.3) potrebbe spiegare l’apparente presenza di schemi globali come il frutto delle singole spinte indipendenti dei diversi parapoteri economici. La creazione a tavolino del fenomeno Greta Thunberg non è però facilmente spiegabile come il risultato di tante tendenze indipendenti fra loro ma sembra invece il risultato di una reale e concreta collaborazione ad altissimo livello. È ipotizzabile che la sorprendente mobilitazione dei media sia ottenibile anche attraverso poche manipolazioni mirate: i media infatti si citano reciprocamente e se una “storia funziona” non hanno scrupoli a rilanciarla e a gonfiarla ulteriormente. Questo aumento di visibilità comporta maggiore partecipazione popolare e, a sua volta, ulteriore notorietà instaurando così un circolo virtuoso (o, a seconda dei punti di vista, vizioso) che si autoalimenta.»

Nella mia attuale revisione (la 1.9.1 ancora non pubblicata) ho aggiunto a tale nota un ulteriore periodo:
«In altre parole per creare una notizia/personaggio è probabilmente sufficiente la collaborazione di un numero relativamente limitato di persone in grado però di influenzare i media: se la notizia/personaggio “funziona” poi il fenomeno crescerà da solo.»

Il senso è che probabilmente esiste una collaborazione fra parapoteri ma non è necessariamente detto che sia particolarmente estesa per riuscire, quando tutto funziona a dovere, a influenzare la società.

Oggi anche Zhok ha affontato la questione in un pezzo su FB: La scoperta che [...].

Le sovrapposizioni col mio pensiero sono notevoli:
- Il potere democratico è fortemente influenzato da parapoteri (vabbè lui scrive “oligarchie” ed “élite”).
- che i media sono ormai, in genere, completamente inattendibili perché sono i mezzi usati dai parapoteri per manipolare l’opinione pubblica.
- Non esiste un governo segreto mondiale ma bastano anche relativamente pochi poteri che si coordinano insieme per influenzare la società: « [...] nel mondo odierno effetti di coordinamento dall'alto che danno l'impressione di essere "complotti onnicomprensivi" possono essere ottenuti coordinando poche forze strategicamente poste.» e poi «Questo significa che effetti massivi e di sistema possono essere indotti anche quando una minoranza di "oligarchi" si accordano, senza bisogno di credere che ci sia un "complotto onnicomprensivo".»
- Come esempio Zhok ricorda la speculazione di Soros sulla sterlina del 1992 tramite una “leva finanziaria”: io non sono sicurissimo che tale esempio sia accurato dato che all’epoca la globalizzazione era appena iniziata. Mi pare più un effetto da automa cellulare ma, insomma, quale esempio si scelga è alla fine irrilevante: l’importante è il concetto.

Qui finiscono le sovrapposizioni col mio pensiero e iniziano le riflessioni originali di Zhok.
Il filosofo riesce a trovare conforto dalla nozione che non esista una specie di governo mondiale segreto formato dai diversi parapoteri economici: il motivo è che questa soluzione di continuità lascia spazio d’azione democratica per contrastare l’attuale tendenza.
Da questa affermazione arriva a una conclusione che non mi ha convinto molto: i cittadini dovrebbero cambiare il proprio ruolo nella politica diventando più propositivi invece di limitarsi a essere punitivi (cioè togliere il proprio voto) verso i partiti che non hanno soddisfatto le loro aspettative.

Non sono d’accordo su questa idea su più livelli:
1. nel modello attuale di democrazia i cittadini non hanno sostanzialmente alcuna possibilità di essere propositivi. Proprio mancano le istituzioni e i meccanismi per permetterlo.
2. le leggi del potere ([E] 5) spiegano che la democratastenia non potrà mai coordinarsi insieme come invece possono fare i parapoteri: difficile quindi che si riescano a cogliere le eventuali opportunità che si possono creare dalla divisione e concorrenza dei diversi parapoteri fra loro.
3. manca poi nella democratastenia la consapevolezza del problema: la narrativa dei media che viviamo nel miglior dei mondi possibili, che non si può cambiare in meglio ma solo in peggio, è dominante. La maggioranze della popolazione paradossalmente si opporrebbe a una minoranza che cercasse di sfruttare le eventuali opportunità per il bene di tutti.

Concordo con Zhok che le divisioni fra gli oligarchi esistono, due esempi sono appunto Trump e Musk, ma non credo nella possibilità della democratastenia di riuscire a sfruttarle direttamente. L’unica possibilità concreta è quella di allearsi con un parapotere che per il proprio interesse decida di combattere il sistema ([E] 5.10 ma anche 7.7) cercando di ottenere i maggiori vantaggi possibili.
Altrimenti l’unica alternativa è una riforma completa della democrazia come quella che propongo in [E] 18 ma mi rendo conto che al momento la mia idea è pura utopia.

Conclusione: come al solito Zhok non è banale e propone ottimi spunti di riflessione: per una volta però non condivido la sua proposta conclusiva: magari l’ho semplicemente frainteso ma non mi stupirei se in un futuro prossimo ritornasse su questo concetto espandendolo e chiarificandolo.

Nota (*1): vedrò di aggiornare l’Epitome su questo punto spiegando meglio che non so la risposta ma che comunque si deve contrastare le tendenze attuali.

giovedì 9 giugno 2022

Indignato e arrabbiato

Il titolo di questo pezzo avrebbe dovuto essere “Appunti di viaggio 5”, sulla falsariga di articoli simili scritti nei giorni scorsi. Anche oggi infatti ho fatto la mia escursione a Pisa e, per ingannare la noia del viaggio, mi sono appuntato mentalmente varie riflessioni e curiosità che mi sono capitate.
Il problema è che mi è successa una cosa che mi ha fatto veramente arrabbiare cosicché per tutto il viaggio di ritorno non ho pensato ad altro.

Ho deciso comunque di descrivere rapidamente le altre riflessioni e di lasciare l’evento critico per ultimo in maniera da potergli dedicare con calma lo spazio che si merita senza incasellarlo nel mezzo agli altri…

Premessa: dovendo guidare mi “appunto mentalmente” i vari spunti di cui voglio scrivere. In pratica uso una tecnica mnemonica che associa un numero a una specifica parola che lego poi a un’immagine che corrisponde a ciò che voglio memorizzare.

Per non partire sempre da 1 a ogni viaggio aumento di 10: oggi ho cominciato da 30.

30: mazza → due religiosi che si prendono a mazzate.
Questo spunto in realtà meriterebbe un po’ di spazio ma ubi maior… e quindi lo riassumo schematicamente. Riflettevo su una discussione avuta ieri su FB con un tizio con cui sono divenuto amico da poco (*1). In un suo pezzo ha proposto una teoria sul perché le persone cambiano religione che non mi ha convinto: gli ho spiegato la mia perplessità e lui mi ha risposto che è d’accordo con me ma che i “sociologi” affermano quello che aveva scritto…
In realtà, secondo me, ha colto un fattore ma non uno particolarmente importante: ma questo non gliel’ho scritto!

31: moto → una moto estremamente rumorosa che fa esplodere i timpani.
Niente di particolarmente interessante ma mi è sembrata buffa la catena di pensieri che sono riuscito a ricostruire.
Ero ancora sull’autostrada e mi è cascato l’occhio su un edificio in lontananza che si vedeva oltre le barriere sonore sull’altra corsia. Ho pensato: “così come il mio sguardo raggiunge gli ultimi piani di quell’edificio così faranno anche le onde sonore, la barriera non li protegge”. Ho avuto poi un moto di pietà per chi vi vive e magari d’estate cerca di dormire con le finestre aperte per il caldo. Ho pensato che il suono deve essere bello forte e subito dopo ho pensato a casa mia nel bosco: anche da me, la notte, se non c’è vento si sente in lontananza un vago rumore di fondo di traffico. Allora mi sono ricordato di due cose: 1. che il giorno di diversi anni fa quando venne l’ultima grande nevicata il silenzio fu assoluto; 2. che ormai, con i miei acufeni che aumentano progressivamente di volume, probabilmente non sentirei più comunque il romorio dell’autostrada!
Allora ho pensato all’orecchio interno: il mio sospetto è che i miei acufeni siano di origine artritica ma non ho diagnosi ufficiali…

32: mano → un’enorme mano esce fuori da una grotta.
Mi era infatti venuta in mente una serie tedesca (“The dark”, ci scriverò un pezzo a parte) dove una grotta misteriosa sembra all’origine di vari misteri fra cui che a pecore e uccelli scoppiano le orecchie: questo mi ha dato l’idea per memorizzare il precedente spunto. In questo caso volevo però prendere l’occasione per spiegare meglio la tecnica mnemonica ma ormai sarà per un’altra volta…

33: mamma → mia mamma vestita da procuratore di calcio.
Alla radio ho sentito un procuratore di calcio che spiegava la differenza fra procura (una percentuale sullo stipendio del calciatore assistito) e la commissione (una una tantum richiesta alla società per il lavoro fatto, per esempio “il rifiutare le offerte di altre società”).
Il giornalista commentava con “giusto, giusto” ma a me non sembra: mi pare che il procuratore voglia farsi pagare il proprio lavoro due volte, dal calciatore e dalla società.
Se l’offerta della società è infatti migliore delle altre allora il procuratore ha lavorato per il proprio assistito che lo ripaga con la procura; se invece l’offerta non era la migliore allora ha senso chiedere la commissione a tale società ma, evidentemente, non avrebbe fatto i migliori interessi del calciatore che avrebbe potuto guadagnare di più altrove…
Bo, a me pare avidità… o forse era semplicemente cattivo l’esempio fatto dal procuratore…

34: mare → Afrodite nasce dalle acque del mare di Cipro.
Di questo parlerò al termine di questo pezzo.

35: mela → Pizza alla mela per adescare i vicini.
Come sapete voglio coinvolgere i miei vicini studenti per farmi aiutare a buttare via un po’ di roba: non voglio fregarli, l’idea è di pagarli per il loro aiuto…
Ma come agganciarli per evitare rifiuti? Finalmente ho avuto una buona idea: gli dirò che voglio regalare loro della roba (che in realtà avrei in massima parte buttato) e quando hanno accettato questa occasione “imperdibile” gli propongo anche di liberarmi della carta: psicologicamente dovrebbe essere difficile che mi dicano di no…

36: micio → dei tenerissimi gattini con le maglie della nazionale italiana giocano a calcio.
Varie riflessioni sulla partita della nazionale di cui ieri ho visto un buon 75%.
Onestamente i complimenti per il 2-1 mi sembrano eccessivi: per quel che ho visto la partita non la si era dominata. Se anche stavolta fossimo stati un po’ sfortunati l’Ungheria avrebbe potuto vincere.
Soliti problemi in attacco dove manca un attaccante che faccia gol. Gnonto non l’avevo visto nella precedente partita contro la Germania ma in questa non mi è sembrato niente di straordinario…
Mi è venuta a mente anche una riflessione su Berti (Nicola) ma la lascio perdere…

37: mucca → una mucca al volante di una macchina mi taglia la strada.
Molto tranquillamente stavo dirigendomi a velocità ridotta verso un casello con Telepass: dalla sinistra vedo nello specchietto una macchina che si avvicina molto rapidamente per, evidentemente, dirigersi ai caselli normali alla mia destra.
Siccome sono sicuro che mi ha visto, del resto è dietro di me, non mi preoccupo troppo ma per prudenza decelero ulteriormente: la signora invece sembra non vedermi e senza nessuna esitazione mi taglia la strada costringendomi a inchiodare.
Di solito sono molto tollerante e raramente suono la tromba della macchina ma in questo caso la piratessa se la è proprio meritata: cosa che comunque non le ha fatto né caldo né freddo: secondo me non si è neppure accorta che solo per fortuna sono riuscito a evitarla…

38: saltato per errore!

39: mappa → Su una mappa del tesoro la classica “X” indica la pizzeria Nando (Xando quindi!)
Ne scrissi già diversi anni fa: si tratta di una pizzeria ormai “storica” in cui andavo spesso a mangiare dei particolari quarti di pizza di una loro specialità. Tanti bei ricordi.
I proprietari erano e sono però particolarmente scontrosi: mai un sorriso, mai una parola con un cliente; sempre seri e concentrati sul loro lavoro.
Questa volta però ero curioso di saperne un po’ di più quindi ho approcciato uno dei proprietari spiegando con quanto piacere ricordassi la loro pizza: niente, poche parole e la conversazione è morta lì. Mentre aspettavo mi sono guardato intorno e ho visto un articolo di giornale incorniciato che spiegava che la pizzeria era stata aperta nel 1961. Allora sono tornato alla carica con questa informazione e finalmente ho ottenuto un po’ di relazione.
Allora Nando era il titolare originale, i proprietari attuali (dal 1982 mi pare) sono fratelli ma non figli di Nando anche se, mi ha spiegato, li faceva vivere in casa propria trattandoli come tali. Poche parole ma credo di avergli fatto esaurire tutta insieme la quantità di confidenze che dedica ai clienti per un paio di mesi!

Ma veniamo al 34…
Forse qualcuno ricorderà che in Quarto viaggio avevo accennato a una studentessa:
«Comunque la cosa interessante (e seccante) è che adesso al piano di sotto abita una studentessa e pure decisamente carina!! Ai miei tempi c’erano solo ragazzi per i quali nutrivo una profonda e istintiva antipatia... ecco, più o meno li consideravo "un'infestazione di rumore"!
Vabbè, spero di rincontrarla venerdì perché mi sembra anche molto affabile e simpatica…
»

Poi venerdì saltai il viaggio ma oggi, come da piano, ho suonato il campanello degli studenti del piano di sotto. Con mio disappunto mi ha aperto un ragazzino (beh, ha 22 anni ma mi sembrava tale!) e non la ragazza: comunque appena sentita la mia proposta è andato a chiamare la sua coinquilina.
Io nel frattempo ero tornato dentro casa a mettere in ordine ma dopo pochi minuti sono arrivati entrambi.
E allora ho capito di essermi sbagliato!
Non sul mio piano, quello è andato benissimo, ma sulla ragazza: non era “decisamente carina” ma veramente bella forte, ma bella bella da concorso intendo.
Gli occhi non li avevo visti bene ma mi erano sembrati verdi: invece erano celesti chiari ma con sfumature che tendevano a un blu più scuro: raramente ne ho visti di più belli. È anche possibile che siano di quegli occhi che cambiano colore in base alla luce...
Il disegno delle labbra perfetto… ecco forse il naso appena un po’ piccolo ma proprio volendo trovare qualcosa che non va. Alta e slanciata.
Come se non bastasse si era appena alzata ed era in un négligé nero di pizzo e ciabatte: io ho evitato di sbirciarla ma alcune cose non ho potuto fare a meno di notarle: senza entrare nei dettagli posso confermare che anche tutto il “resto” era straordinario…
Vabbè e la rabbia?
Niente è che sono sinceramente irritato con la mia vita: in genere non sono una persona con molti rimpianti: faccio quello che ritengo giusto e me ne assumo le conseguenze…
Però a ripensare che ai miei tempi in tutto il palazzo non c’era neppure una ragazza mentre adesso c’è questa specie di “top model” prestata a scienze naturali: davvero sento di essere stato trattato ingiustamente dal destino!
Intendiamoci se ai miei tempi avessi incontrato la sua esatta sosia ne sarei stato così intimidito che non sarei neppure riuscito a guardarla in faccia. Ecco: lei sarebbe stata la mia Froda e io il suo Gollum e l’anello sarebbe stata… beh, lasciamo stare… (è interessante notare come da innocente porcellino mi sia trasformato in un vecchio porco!)
Insomma ragazza assolutamente fuori dalla mia portata: dovendo tirare a indovinare, secondo me, questa si metterà con un calciatore o roba del genere…
Per "consolarmi" devo dire che mi è parsa meno simpatica e spontanea rispetto alla volta scorsa: troppo consapevole del proprio fascino forse?
Comunque non sto scherzando: ho fatto veramente tutto il viaggio di ritorno arrabbiato perché ai miei tempi avevo delle ciofeche di vicini mentre adesso c’è questa tipa sconvolgente. Non è giusto!

Conclusione: voglio un rimborso e non so a chi chiederlo!

Nota (*1): L’ho scritto che ho cambiato la mia politica delle amicizie su FB? Prima accettavo l’amicizia solo di persone che avevo concretamente incontrato nella vita reale. Da circa un anno invece accetto tutte le richieste di amicizia che ricevo. Le tengo poi in prova per qualche mese e se mi accorgo che scrivono sciocchezze o che comunque non mi interessa il loro pensiero allora le cancello...