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lunedì 9 agosto 2021

Sui ricatti (1/?)

Un paio di giorni fa avevo iniziato a scrivere il seguente pezzo:
«Alla cena con amici di qualche settimana fa (v. Immunità di gregge all’italiana) ebbi un brevissimo scambio di battute sulle vaccinazioni e accennai al fatto che, tutto sommato, considerata la mia età e la possibile maggior aggressività della variante delta, avrei preso in considerazione la vaccinazione se non fosse stato per il “ricatto” del verdepasso.
Al che il mio amico ingegnere disse che la mia era la motivazione più stupida che avesse mai sentito per non vaccinarsi.

L’accusa mi è andata di traverso: è davvero così assurdo non cedere a un ricatto?
Come ho spiegato altrove (v. il secondo aneddoto di KGB le origini: esempi) istintivamente non ho mai tollerato i ricatti ma, moralmente, il mio atteggiamento è giusto ho sbagliato?

Sicuramente il ricatto è una forma di coercizione in cui la parte forte non ci concede qualcosa se noi non rinunciamo ad altro.
Per prima cosa mi chiedo: se ciò che ci viene richiesto è buono e giusto allora perché non ci vengono semplicemente fornite delle valide ragioni per farlo?
Contemporaneamente se la parte forte è lo Stato si aggiunge anche dell’ipocrisia perché manca il coraggio di imporre ufficialmente ma si lascia solo libertà apparente.»

Poi però non l’ho terminato: volevo riflettere meglio sul concetto di ricatto. Intuitivamente sento che è sbagliato cedervi e giusto opporvisi. Volevo arrivare concludere che resistere a un ricatto non è “la motivazione più stupida” ma l’unica moralmente corretta.
Però dovevo ragionarci per mettere a fuoco queste sensazioni e riuscire così ad argomentarle in maniera convincente: ma negli ultimi giorni ho fatto altro...

Oggi ho controllato su FB cosa scrive il professor Zhok e ho scoperto questo pezzo del 7 agosto: Sulla coercizione liberale.

Che dire? Apparentemente stiamo viaggiando in parallelo…
La differenza, a parte il termine “coercizione” al posto di “ricatto”, è che io ero interessato più alla questione morale: di come sia giusto reagire al verdepasso; Zhok invece fa un’analisi sociologica e conclude che il ricatto del verdepasso è tipico della società liberale: la libertà è solo formale e alla fine si riduce alla scelta di come conformarsi al volere della società (*1).

Cito qui il passaggio dove Zhok dimostra come la libertà di scelta se vaccinarsi o no sia solo apparente:
«[...] nessuno ti obbliga a vaccinarti, è una tua libera scelta.
Certo, se non lo fai, o se non lo fai fare ai tuoi figli, beh, vi scordate il cinema, la palestra, il ristorante, il teatro, il bar, la piscina, il treno, l'aereo, l'università e spesso anche il lavoro.
Però è una tua scelta e nessuno ti obbliga.
Poi, è vero, a parte questo, se non lo fai vieni additato anche come un traditore, un nemico della patria, un cretino, un paranoico, un egoista, un ignorante e un perdente, alimentando l'odio o il disprezzo altrui.
Però sia ben chiaro, puoi esercitare una libera scelta.
»

Conclusione: a questo punto posso anche smettere di scrivere nuovi articoli sul covid-19 e limitarmi a commentare quelli del professor Zhok! Tanto, più o meno, ci basiamo sulle stesse fonti scientifiche e arriviamo alle stesse conclusioni...
Ma magari vedrò di concludere il mio ragionamento sui ricatti!

Nota (*1): mi permetto di aggiungere una postilla: la libertà è acquistabile con la ricchezza. Ne segue che solo chi è ricco è veramente libero. Chi è ricco è libero in una società dove tutto è acquistabile col denaro. Anzi direi che dare la piena libertà solo ai più ricchi sia proprio il fine ultimo e più "alto" della società liberale: ma questo sarebbe materia per un articolo a parte.

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