«[Figlio dell'uomo] Porgi l'orecchio e ascolta le parole di KGB
e applica la tua mente alla SUA istruzione
» Pv. 22,17

Qui si straparla di vari argomenti:
1. Il genere dei pezzi è segnalato da varie immagini, vedi Legenda
2. Per contattarmi e istruzioni per i nuovi lettori (occasionali e non) qui
3. L'ultimo corto è questo
4. Molti articoli di questo blog fanno riferimento a definizioni e concetti che ho enunciato nella mia Epitome gratuitamente scaricabile QUI. Tali riferimenti sono identificati da una “E” fra parentesi quadre e uno o più capitoli. Per esempio: ([E] 5.1 e 5.4)

lunedì 16 ottobre 2023

Il cotone è re

Come ho già scritto qualche giorno fa recentemente mi sono completamente bloccato nelle mie letture. Non sono a casa e nell’ambiente rumoroso di città fatico ad ambientarmi: per leggere certi libri ho bisogno di molta concentrazione e il continuo rumore del traffico con l’immancabile motorino su di giri mi distraggono.
A questo poi si deve aggiungere lo scarso sonno e, quindi, scarsa freschezza mentale e voglia di impegnarmi in attività minimamente faticose…

L’unica eccezione è stata un e-libro di cui, comunque, ho letto poche pagine: si tratta di “Il cotone è re” (“Cotton is king” di E. N. Elliott, “Presidente del collegio dei proprietari terrieri del Mississipi”) scritto nel 1860. L’opera dovrebbe essere una raccolta di argomentazioni a favore della schiavitù negli USA.

L’argomento mi interessava principalmente per due ragioni: 1. sono curioso di vedere quali siano gli argomenti a favore della schiavitù: personalmente trovo difficilissimo, se non impossibile, difendere punti di vista in cui non credo perché inevitabilmente, se non a mentire, sarei comunque costretto a tacerne i punti deboli, cosa che per me equivale nella sostanza a una bugia. Osservare come viene difesa la schiavitù mi pare quindi molto istruttivo: su cosa si tacerà, su cosa si porrà l’attenzione?
2. Più volte ho sentito dire che alcuni argomenti a favore dell’immigrazione ricalcano le tesi degli schiavisti degli stati del sud degli USA: adesso voglio verificare quanto ci sia di vero.

Il libro è lunghissimo (sulle 800 pagine temo) e io sono appena all’inizio. Comunque già dall’introduzione qualcosa si intuisce.
C’è l’argomento religioso: la Bibbia non condanna la schiavitù ma, anzi, la promuove sia nel Vecchio che nel Nuovo Testamento. Se Dio accetta la schiavitù come può l’uomo dire che è sbagliata?
Stranissimo è poi un argomento filosofico/giuridico: gli schiavi sono liberi perché il padrone non possiede gli schiavi ma solo il loro lavoro. Non mi è chiarissimo cosa si intendesse e, sicuramente, l’argomento verrà approfondito in seguito, ma a me puzza però di fuffa.
Poi c’è l’argomento che è per “il loro bene”, che i padroni cercano lentamente di aumentarne la moralità e l’intelligenza: quando saranno sufficientemente migliorati allora i padroni saranno i primi a volerli liberare. Secondo l’autore sono stati fatti grandi progressi in questa direzione.
Poi c’è l’argomento dell’ipocrisia degli abolizionisti: il cotone è prodotto in abbondanza e a basso costo solo grazie al lavoro degli schiavi se gli abolizionisti non comprassero il cotone verrebbe meno il bisogno di schiavi.
Questo argomento è abbastanza attuale sebbene in un contesto diverso: il litio delle batterie dei telefonini è estratto in miniere in Africa da bambini eppure chi è contro il lavoro minorile non esita a comprarsi sempre nuovi telefonini.
Altro argomento è l’immoralità: negli stati del nord dove è stata abolita la schiavitù una percentuale di neri enormemente superiore a quella relativa nella popolazione è in carcere. Si fa intendere che lo schiavo, non moralmente maturo, va poi a delinquere con estrema facilità.
Facendo l’avvocato del diavolo penso che sarebbe interessante confrontare la percentuale di carcerati per razza in fasce di ricchezza: ovvero che percentuali di neri e bianchi sono in carcere con quelli con una ricchezza annua minore di 100$? La mia teoria è che il crimine non sia causato tanto dalla razza ma dalla povertà: più si è poveri e più è probabile delinquere.

Inizia poi a emergere l’argomento economico che si può riassumere così: il cotone è ricchezza, non solo per gli stati del sud ma anche per quelli del nord e perfino per l’Europa che l’importa. Per ottenere il cotone in questa quantità e prezzi è necessario il lavoro degli schiavi e quindi la schiavitù. Altrimenti chi coltiverebbe il cotone se non ci fossero gli schiavi?

E questo argomento è in effetti talvolta usato, con gli opportuni aggiornamenti, anche dai fautori dell’immigrazione vista come forza lavoro a basso costo per lavori che gli italiani “non vogliono più fare”. Per esempio: “I pomodorini costerebbero X volte di più se non ci fossero gli immigrati a raccoglierli”.

Conclusione: il libro è prolisso ma comunque interessante. Soprattutto spero di trovare qualche epigrafe per il capitolo sull’immigrazione!

domenica 15 ottobre 2023

Vedividi

Ieri Youtube mi ha presentato un problema di Google: mi era già capitato in passato di farne uno ma mi era sembrato decisamente più facile. Per risolvere questo invece mi sono dovuto impegnare e, bo, credo mi ci siano volute sulle due ore: non credo che mi sarebbe riuscito risolverlo a un colloquio…
In realtà non sono neppure sicuro di averlo risolto perché non ho guardato il video e non saprei (forse) neppure ritrovarlo perché non è nella cronologia (per quanto con chiavi “google problem seesaw” dovrebbe apparire!).

Il problema è molto semplice: abbiamo 12 persone di cui 11 hanno esattamente lo stesso peso mentre 1 è più pesante o più leggera. Abbiamo a nostra disposizione un “seesaw” (non so come tradurlo: è quella specie di rozza altalena costituita da un palo con un perno nel mezzo e con i bambini che si siedono alle due estremità e si spingono in aria con le gambe. È insomma una specie di bilancia che confronta due pesi indicando se sono uguali o se uno è più pesante dell’altro) col quale possiamo fare solo 3 pesate.
Il nostro compito è quello di individuare l’individuo dal peso diverso…

Molto tempo l’ho perso pensando a soluzione esotiche: per esempio disponendo le varie persone non all’estremità della leva ma anche a metà e a un terzo, per moltiplicare i pesi e cercare così di ottenere più informazioni da ogni pesata. Ma, pur senza esserne sicuro, credo adesso che fosse un vicolo cieco.

Poi c’è il problema della pesatura iniziale: intuitivamente mi sembrava che per ottenere più informazioni fosse conveniente pesare sempre il maggior numero di persone. Però ci si rende subito conto che pesare 6 persone con 6 persone non ci dice praticamente niente: semplicemente l’altalena (che da adesso chiamerò bilancia perché mi sono abituato a pensarla tale!) penderà da un lato: e allora? Poi provai con 5 persone con 5 persone, escludendone 2…
Poi provai a semplificare il problema facendo finta di sapere che la persona dal peso diverso fosse più pesante.

Però alla fine mi sono convinto che la pesata iniziale, che ci dà più informazioni è quella in cui si dividono le persone in 3 gruppi da 4. 2 vengono confrontati fra loro mentre gli altri 4 restano in “riserva”.

Sul mio quadernino mi sono inventato tutta una simbologia per indicare in maniera chiara e inequivocabile i vari passaggi e poterci così ragionare sopra con più facilità. Qui cercherò di fare qualcosa di analogo e, anzi, di arricchirla…

Pesata 1: Metto 4 elementi sul piatto sinistro, 4 elementi sul destro e 4 non li peso. Al di là delle simmetrie (per semplicità qui e di seguito non ho riproposto le varie simmetrie) ci sono due casi.
a. [4=] ▲ [4=] : [4≈]
b. (4=) <▲> (4≈) : [4=]

Caso a:
a. [4=] ▲ [4=] : [4≈]
Inanzi tutto lasciatemi spiegare la simbologia usata. Le parentesi quadre [] indicano che il loro contenuto è certo. Il triangolo da solo indica che la bilancia è in equilibrio. I numeri indicano il numero di persone. L’uguale indica che sono persone dallo stesso peso il simbolo di “simile”, ≈, dice invece che fra queste c’è la persona dal peso diverso. I due punti sono solo un separatore per distinguere gli elementi significativi non pesati.
In questo caso la bilancia è in equilibrio quindi ho la sicurezza (parentesi quadre) che le 8 persone complessivamente sulla bilancia hanno lo stesso peso e che quella dal peso diverso è nel gruppo delle 4 non pesate.
Pesata 2: dai 4 elementi precedentemente non pesati ne prendo 2 che confronto con 2 che so essere normali. Anche qui ci sono due possibilità.
aa. (2=) ▲ [2=] : (2≈)
ab. (2≈) <▲> [2=] : [2=]

Caso aa: la mia simbologia qui non è accuratissima: ho introdotto le parentesi tonde per distinguere gli elementi che provenivano dal gruppo “incerto” mentre se avessi usato la logica precedente avrei dovuto usare anche qui le parentesi quadre (*1).
Di nuovo la bilancia è in equilibrio quindi l’elemento anomalo è fra i due ancora non pesati…

Pesata 3: prendo 1 dei due elementi ancora non pesati e lo confronto con uno normale. Ci sono altri due casi.
aaa. (1=)▲ [1=] : (1±)
aab. (1±) <▲> [1=] : (1=)

Nel caso aaa la bilancia è in equilibrio questo significa che l’elemento dal peso anomalo è quello che non è mai stato pesato!
Nel caso aab la bilancia pende da un lato è significa che l’elemento sul piatto è quello dal peso anomalo mentre quello mai pesato è uguale agli altri. Nel caso aab la bilancia può pendere sia a sinistra che a destra: nel primo caso l’elemento anomalo sarà più pesante del normale, nel secondo più leggero. Queste banali simmetrie per semplicità non starò a distinguerle…

Caso ab: in questo caso la bilancia non è in equilibrio quindi l’elemento speciale è fra i due sul piatto sinistro.
Pesata 3: per individuare quale dei due elementi è quello anomalo procedo come nel caso precedente.

Caso b.
b. (4=) <▲> (4≈) : [4=]
Questo è il caso più complicato. Di sicuro so che i 4 elementi non pesati sono normali ma non so in quale dei due gruppi da 4 sulla bilancia sia l’elemento speciale: io l’ho indicato sul piatto destro ma in realtà non lo sappiamo.
Pesata 2: 1. dai due piatti estraggo 3 elementi: 2 da un piatto e 1 dall’altro; 2. l’elemento rimasto lo scambio con uno dei 4 dell’altro piatto; 3. aggiungo 3 elementi uguali dai 4 che so essere uguali fra loro in maniera da avere 4 elementi su ogni piatto della bilancia. Ottengo i seguenti casi.
ba. (2=)+(1=)+[1=] ▲ (1=)+[3=] : (3≈)
bb. (2≈)+(1=)+[1=] <▲> (1=)+[3=] : (3=)

Caso ba.
Siccome i piatti della bilancia sono in equilibrio so che l’elemento anomalo è fra i 3 non pesati la seconda volta (di questi due provengono da un piatto e uno dall’altro).
Pesata 3: su un piatto della bilancia metto due elementi: uno dei due tolti da un piatto precedentemente e il secondo dall’altro e li confronto con due elementi uguali.
baa. (1=)+(1=) ▲ [2=] : (1±)
bab. (1±)+(1=) <▲> [2=] : (1=)

Il caso baa è banale: semplicemente l’elemento anomalo è il terzo non pesato.
Il caso bab è il più complicato: l’elemento anomalo è uno dei due sul piatto sinistro (nella mia formula: avremmo potuto fare tutto simmetricamente), ma quale?
In questo caso uno dei due elementi è rimasto nel piatto originario della prima pesata (b. (4=) <▲> (4≈) : [4=]) mentre l’altro si è spostato da un piatto all’altro. A questo punto dobbiamo verificare se l’inclinazione della bilancia è cambiata o se è rimasta la stessa. Se è rimasta la stessa allora significa che l’elemento incerto che abbiamo spostato era normale e quello speciale e quindi l’altro; se la pendenza della bilancia si è invertita allora significa che l’elemento anomalo è quello che si è spostato da un piatto all’altro.

Caso bb.
bb. (2≈)+(1=)+[1=] <▲> (1=)+[3=] : (3=)
I piatti non sono in equilibrio e quindi l’elemento anomalo può essere essere uno dei tre incerti su un piatto oppure l’incerto sull’altro: di nuovo qui la mia simbologia è carente perché mostra l’elemento incerto su un solo piatto (quello a sinistra).
Qui, di nuovo dobbiamo considerare, se l’inclinazione della bilancia o è rimasta costante rispetto alla pesata iniziale.
1. Se l’inclinazione è cambiata allora significa che l’elemento anomalo è uno dei due che ha cambiato piatto. In questo caso con la Pesata 3 pesiamo uno di questi con un elemento normale: se la bilancia è in equilibrio l’elemento anomalo è quello non pesato altrimenti sarà quello sulla bilancia. Nella mia notazione:
(1=) ▲[1=] : (1±)
oppure
(1±) <▲>[1=] : (1=)
2. Se l’inclinazione non è cambiata allora significa che l’elemento anomalo è fra i due incerti che non hanno cambiato posizione (indicati nella formula con (2≈) sul piatto a sinistra). Per individuare quale dei due è quello anomalo si procede come sopra.

Conclusione: quasi quasi vado a vedere qual è la soluzione proposta nel video. Probabilmente avrei potuto forse ottimizzare i casi a. cercando di scambiare fra un piatto e l’altro parte dei vari elementi in maniera da ottenere informazioni anche dall’eventuale cambiamento d’inclinazione della bilancia: ma comunque non ce ne era bisogno dato che comunque bastano 3 pesate...

PS: per curiosità aggiungo la foto della soluzione originale sul mio quadernino!
Come al solito tendo a essere più sintetico quando ragiono per conto mio...

Nota (*1): diciamo che queste simbologie me le invento per me e non per gli altri: automaticamente tengo traccia delle varie eccezioni che mi invento via via che mi rendo conto che mi servano...

Modificato (14/10/2023): Rileggendo mi sono accorto di un errore alla pesata 2 del caso b. Ora non ho voglia di ricoreggere il tutto ma sono convinto di poterci riuscire e che il metodo sia fondamentalmente corretto...

Modificato 14/10/2023: Come “promesso” nell’intervallo di Italia-Malta ho rimesso le mani sul problema: ormai il metodo l’avevo capito ma avevo “impastrocchiato” la seconda pesata del caso b. E da qui riparto…

Caso b.
b. (4=)s <▲> (4≈)d : [4=]
Questo è il caso più complicato. Di sicuro so che i 4 elementi non pesati sono normali ma non so in quale dei due gruppi da 4 sulla bilancia sia l’elemento speciale: io l’ho indicato sul piatto destro ma in realtà non lo sappiamo. Ho aggiunto “s” per “sinistra” e “d” per “destra” in maniera da poter distingure con maggior facilità alla prossima pesata da dove derivano i vari elementi...
Pesata 2: Qui si deve essere astuti: 1. Rimuovo tre elementi incerti, 2 da un piatto e 1 dall’altro; 2. scambio due elementi dal piatto sinistro al destro e viceversa; 3. aggiungo un elemento uguale al piatto rimasto con due soli elementi.
La formula della seconda pesata è questa:
(2=)s + (1=)d ▲ (1=)s + (1=)d + [1=] : (2=)d + (1=)s
La bilancia potrà andare in equilibrio, rimanere sbilanciata com’è oppure invertire il proprio sbilanciamento. Avremo quindi i seguenti 3 casi:
ba. (2=)s + (1=)d ▲ (1=)s + (1=)d + [1=] : (2≈)d + (1≈)s
bb. (2≈)s + (1=)d <▲> (1=)s + (1≈)d + [1=] : (2=)d + (1=)s
bc. (2=)s + (1≈)d <▲> (1≈)s + (1=)d + [1=] : (2=)d + (1=)s

Caso ba.
ba. (2=)s + (1=)d ▲ (1=)s + (1=)d + [1=] : (2≈)d + (1≈)s
I piatti adesso sono in equilibrio quindi l’elemento anomalo deve essere fra i 3 non pesati.
Pesata 3: su un piatto metto un elemento del piatto destro e uno del sinistro, sull’altro due elementi che sappiamo uguali. Ovvero:
(1=)s+(1=)d ▲ [2=] : (1=)d
Qui abbiamo ora due casi:
baa. (1=)s+(1=)d ▲ [2=] : (1±)d
bab. (1≈)s+(1≈)d <▲> [2=] : (1=)d
Nel caso baa l’elemento anomalo sarà banalmente quello non pesato.
Nel caso bab l’elemento anomalo sarà uno dei due sul piatto sinistro (nella mia formula: come al solito non sto a presentare tutte le simmetrie possibili). Per capire quale si deve osservare se il piatto sbilanciato rimane invariato o si inverte (rispetto alla prima pesata): nel primo caso l’elemento anomalo sarà quello che non si è spostato (nell’esempio (1≈)s) altrimenti l’altro (ovvero (1≈)d).

Caso bb.
bb. (2≈)s + (1=)d <▲> (1=)s + (1≈)d + [1=] : (2=)d + (1=)s
Siamo nel caso in cui la bilancia non è in equilibrio ma i piatti sono rimasti al loro posto (non si sono cioè invertiti). Questo significa che l’elemento anomalo deve essere fra quelli che non sono stati spostati rispetto alla prima pesata. Abbiamo quindi un’incertezza fra tre elementi: due originari di un piatto e il terzo dell’altro.
Pesata 3: è identica a quella del caso precedente (vabbè abbiamo (2=)s + (1=)d invece che (2=)d + (1=)s ma il meccanismo non cambia) visto qui sopra.

Caso bc.
bc. (2=)s + (1≈)d <▲> (1≈)s + (1=)d + [1=] : (2=)d + (1=)s
I piatti non sono in equilibrio ma si sono invertiti: questo significa che l’elemento anomalo si è spostato dal piatto sinistro a quello destro o viceversa.
Siccome sono solo due elementi basta confrontare uno di essi con un elemento normale.
Pesata 3:
(1=)s ▲ [1=] : (1=)d
Le possibilità sono due e banali:
bca. (1=)s ▲ [1=] : (1±)d
bcb. (1±)s <▲> [1=] : (1=)d
Nel caso bca l’elemento anomalo è quello non pesato (ovvero (1=)d).
Nel caso bcb l’elemento anomalo è quello pesato (ovvero (1=)s) e in questo caso sapremo anche se è più leggero o pesante di un elemento normale...

Ripropongo alla correzione sul mio quadernino:

sabato 14 ottobre 2023

Gaza 2

Poi non ho scritto niente di nuovo sulla guerra a Gaza perché, sostanzialmente, non avevo molto da dire.

La situazione sta evolvendo come era facile prevedere: passato l’effetto sorpresa Israele sta reagendo bombardando la popolazione civile palestinese col pretesto di attaccare i militanti di Hamas.

Ma almeno la Baronessa Tedesca ha ruggito contro questo modo di condurre l’offensiva militare.
Un suo cinguettio (e ho visto anche il video in cui ripete le stesse parole quindi non è una bufala!) dice (tradotto da me al volo): «L’attacco di Israele contro le infrastrutture civili, specialmente quelle elettriche, è un crimine di guerra.
Tagliare a uomini, donne e bambini l’acqua, l’elettricità e con l’arrivo dell’inverno il riscaldamento, sono atti di terrorismo.
E come tali dobbiamo chiamarli.»

Messaggio chiaro e inequivocabile: chi è interessato a vedere il filmato è QUI su Telegram.

Aspettate!
Ah no! Ho letto male! La dichiarazione della Baronessa Tedesca è dello scorso anno (19/10/2022) e, mi sa, il termine inglese “Russia” in italiano significa “Russia” e non “Israele” come avevo erroneamente tradotto!

Ovviamente scherzavo: di nuovo, come prevedibile del resto, tutti i media occidentali si sono acriticamente schierati dalla parte di Israele e, soprattutto, si astengono dal sottolineare come per uccidere un militante di Hamas si assassinino cento civili palestinesi. Questo per non parlare della distruzione delle abitazioni civili e delle infrastrutture. Atti che, come ci ha spiegato la Baronessa Tedesca, se compiuti in Ucraina dai russi sarebbero stati crimini di guerra.

Sempre per rimanere sul tema della voce unica con cui si esprimono i media occidentali propongo un esempio particolarmente paradossale dal “The Time” inglese.
Prima pagina col titolone “Israele mostra i bambini mutilati” con sotto una foto a colori con tre bambini impolverati e sanguinanti dalla faccia spaurita. Peccato che i bambini bella foto siano palestinesi! (Non ho potuto verificare l’autenticità della storia ma mi pare comunque verosimile! Qui il collegamento alla notizia originale su Telegram)

Sul piano geopolitico alcune delle “mie” fonti ipotizzano che Israele fosse a conoscenza dell’attacco palestinese ma che non l’abbia impedito (sottovalutandone la portata) pensando di usarlo per “risolvere” la questione di Gaza con la forza.
Questa ipotesi non mi convince molto ma la faccio comunque presente.

Sull’altro fronte è chiaro che Hamas aveva previsto la reazione (prevedibile) di Israele e che gli vada bene: Hamas è disposta a sacrificare alle bombe di Israele la propria popolazione nella speranza di provocare l’indignazione dei paesi arabi e musulmani in genere. Di certo la normalizzazione dei rapporti fra Israele e l’Arabia Saudita sembra impensabile adesso.
Nonostante tutto l’allargamento del conflitto mi sembra improbabile anche se è impossibile escluderlo del tutto.

Le armi usate dai palestinesi non sembrano poi provenire dall’Ucraina come ipotizzato in un primo momento ma sono invece in massima parte frutto “dell’artigianato” locale.

A ore dovrebbe iniziare l’attacco via terra a Gaza da parte di Israele: qui sarà interessante valutarne il costo (in vite umane per i soldati di Tel Aviv) e la velocità con cui riescono ad avanzare.
Sarebbe molto imbarazzante per Israele se le sue truppe non riuscissero a penetrare in profondità nella Striscia di Gaza: però, come sta dimostrando la guerra in Ucraina è difficile e dispendioso combattere casa per casa. Poi certo vi è anche il fattore della disponibilità di mezzi (armi) che, soprattutto per la parte palestinese, è impossibile da valutare dall’esterno.

Non so poi quanto possa essere significativo l’accoltellamento in Cina di un diplomatico israeliano: sicuramente si tratta dell’atto isolato di uno squilibrato ma mi chiedo quanto sia sintomatico dell’umore dell’opinione pubblica cinese su questo conflitto. Io credo che lo sia…

Insomma Israele probabilmente vincerà anche questa battaglia ma dovrà affrettarsi a cambiare strategia se non vuole perdere la guerra: il calo della forza degli USA, e dei suoi inutili pupazzi europei, è sempre più evidente. Al contrario aumenta la forza dei suoi avversari e, in particolare, dell’Iran.
La strategia della forza, che comunque non porta a una pace duratura perché si accompagna con l’ingiustizia, non è percorribile se non si è nettamente i più forti e se l’appoggio degli USA è controbilanciato da quello di altre super potenze.

Poi vi è la questione degli ostaggi e della minaccia di ucciderli in base ai bombardamenti di Israele. Da questo punto di vista non ho avuto notizie di novità.

Conclusione: sono ancora dell’idea che sarà un conflitto breve (settimane) mentre molti commentatori pensano che durerà mesi. Per capirlo con più precisione dovremo aspettare l’inizio dell’offensiva di terra israeliana e vedere se e con quanta “facilità” procede.

giovedì 12 ottobre 2023

Storia del QI

YouTube mi ha suggerito il sefuente video: I Took an IQ Test to Find Out What it Actually Measures dal canale Veritasium

Vari spunti interessanti:
- Non accenna alla presunta diminuzione di intelligenza degli ultimi 20 anni.
- Al contrario si accenna alla costante crescita dell’intelligenza nel tempo. Tanto che QI di 100 anni fa corrisponde a QI 70 di adesso!
- Aumento di intelligenza provocato da: 1. migliore nutrizione e salute; 2. istruzione; 3. evoluzione di lavori (più teorici e meno pratici → più impiegati e meno operai)
- Grande importanza dell’istruzione scolastica: anche un +35 punti.
- Correlazione positiva fra QI alto e cervello grande (!).
- Correlazione positiva fra QI alto e longevità.
- Molti fattori possono alterare il risultato dell’esame: per esempio ansia e motivazione ma anche allenamento (a questi esami) e strategia di risoluzione (saltare i problemi che non ci riescono e concentrarsi sugli altri).
- C’è ancora una piccola ma significativa correlazione positiva fra QI e reddito ma non fra QI e ricchezza complessiva.
- Intelligenza fluida (risolvere nuovi problemi) e cristallizzata (risolvere problemi che già conosciamo).

Avrei da commentare almeno un paio di punti ma al momento non ne ho voglia...

La tana di Asmongold - 14/10/2023
We Spent the Day at Asmongold’s House dal canale Steaks and Eggs Podcast

Chi ha un tipo psicologico ---J penserà che Asmongold è semplicemente da manicomio; chi è ---P invece capirà la sua logica (quella che è inutile combattere l’entropia) ammettendo solo che si è fatto un po’ prendere la mano…

Però si deve ammettere che, nonostante sia ormai un milionario, è rimasto fedele al proprio stile di vita.

La cugina difficile - 18/10/2023
Meno male che mia cugina mi ha dato soddisfazione col problema di “Google” presentato e (spero!) risolto in Vedividi!
Si è messa di impegno per risolverlo e ci ha perfino pensato durante una riunione: a sera l’ho stuzzicata per sapere se aveva fatto progressi con un messaggio su WhatsApp e lei mi ha subito richiamato per discuterne. Aveva fatto il primo passo, dividere gli elementi in 3 gruppi da 4, e probabilmente aveva risolto il caso più semplice.
Le ho dato il suggerimento chiave per la parte più difficile e non mi ha fatto andare avanti dicendo che ci voleva ripensare da sola…

Mi ha ricordato molto mia zia, sua mamma, una matematica: mi faceva divertire… sigh…

PS: e il titolo? Niente di che: le ho detto che per un po’ l’avrei chiamata così per prenderla in giro…

Intuizione Kress - 19/10/2023
Come stabilito oggi mi sono finalmente fatto una bella lettura dei miei libri: sono andato senza scegliere, meccanicamente prendendo quelli che trovavo nel mio borsone dei libri.

Così, un po’ a malincuore, sono andato avanti anche nel terribile “Mendicanti si Spagna” di Nancy Kress. Stavolta però ho notato un particolare: un’analogia fra il piccolo territorio degli “svegli” (hanno un altro nome ma mi sfugge) circondato dall’ostile popolazione dei “dormienti” e Israele circondato da paesi altrettanto ostili.

Ovviamente ho probabilmente notato le somiglianze a causa della cronaca tragica di questi giorni ma, comunque sia, mi chiedevo se l’autrice fosse consapevole del parallelo.
La versione originale è del 1993: come era la situazione allora (o qualche anno prima) in Palestina/Israele? o magari l’autrice è di religione ebraica?

Ho chiesto a chatGPT per il primo punto ma è difficile trarre conclusioni: dal 1987 al 1993 vi fu la prima intifada; nel 1992 Rabin fu eletto primo ministro e nel 1993 furono firmati gli accordi di Oslo. Probabilmente quindi il conflitto israelo-palestinese era spesso alla televisione ma è difficile valutare quanto.

E sulla religione niente: se non che è un tema ricorrente nelle sue opere…

Conclusione: con questi pochi dati è impossibile stabilire se la mia intuizione è corretta oppure no.

Marrone - 30/10/2023
Conversazione paradossale con chatGPT sul significato della trama di “Le iene” di Tarantino: Mr. Broen è morto?.