«[Figlio dell'uomo] Porgi l'orecchio e ascolta le parole di KGB
e applica la tua mente alla SUA istruzione
» Pv. 22,17

Qui si straparla di vari argomenti:
1. Il genere dei pezzi è segnalato da varie immagini, vedi Legenda
2. Per contattarmi e istruzioni per i nuovi lettori (occasionali e non) qui
3. L'ultimo corto è questo
4. Molti articoli di questo blog fanno riferimento a definizioni e concetti che ho enunciato nella mia Epitome gratuitamente scaricabile QUI. Tali riferimenti sono identificati da una “E” fra parentesi quadre e uno o più capitoli. Per esempio: ([E] 5.1 e 5.4)

mercoledì 8 giugno 2022

Diplomazia italiana

Ieri sera, dopo aver pubblicato il pezzo Aggiornamento ucraino, ho guardato altri video del canale The Dive with Jackson Hinkle.

In questo si accenna al “piano di pace” italiano: Zelensky COUP Incoming? Brian Berletic Of The New Atlas

Traduco al volo la parte rilevante (gli anacoluti sono anche nell'originale inglese!):
«...l’Italia nell’ultima proposta di pace presentata all’ONU, non l’abbiamo vista, ma secondo Medvedev che parlava di essa spiegava che era richiesta la restituzione della Crimea e di tutto il Donbass. Come puoi aspettarti che qualcuno ti prenda sul serio se la Russia occupava la Crimea già dal 2014 e tu pretendi che la restituisca anche solo per iniziare i negoziati? ...è ...è follia...»

Onestamente non ho idea di quale fosse la proposta italiana: mai perso tempo a informarmi essendo già certo che comunque doveva trattarsi di una cazz###…
Ma mi diverte che questi commentatori, che ovviamente non conoscono Di Maio, ne siano così stupiti!

Mi viene in mente un video di Barbero che ho visto qualche tempo fa: prima dello scoppio della seconda guerra mondiale l’Italia aveva l'accordo di schierarsi con la Germania in caso di guerra. Ma l’Italia era completamente impreparata e Mussolini non voleva impegnarsi ma, contemporaneamente, non poteva/voleva rispondere con un chiaro “no”. Così all’ambasciatore tedesco fu spiegato che l’Italia necessitava di varie risorse per essere pronta a scendere in guerra al fianco della Germania: l’ambasciatore, che forse non aveva colto il “no diplomatico” italiano, rispose di preparargli una lista completa del necessario. A quel punto fu affidato ai vari funzionari di produrre i documenti richiesti gonfiando al massimo le cifre dei materiali necessari: alla fine venne fuori qualcosa come l’intero consumo annuo dell’Italia per acciaio, petrolio, gomma, polvere da sparo e simili! Quando l’ambasciatore tedesco, piuttosto perplesso, chiese per quando sarebbe servito tutte queste risorse gli fu risposto “immediatamente!”… fu allora che il diplomatico “no” italiano fu compreso dalla Germania che capì quindi di dover procedere da sola…
Ovviamente il racconto di Barbero è molto più chiaro, preciso e divertente della mia sintesi a memoria!

Mi aspetto quindi che lo “scopo” della proposta di pace italiana non fosse realmente quello di cercare la pace (del resto l’Italia è agli ordini di Biden che vuole la guerra) ma fosse solo per nostro "uso" interno: la proposta era il mezzo per Di Maio di far parlare di sé e di poter dire che l’Italia si sforzava concretamente di cercare la pace come da costituzione; ovviamente non doveva esserci la minima possibilità che la Russia la potesse prendere in considerazione ed ecco quindi le richieste irricevibili che hanno stupito così tanto i commentatori americani obliosi della “diplomazia” italiana!

Oppure la proposta di “pace” è stata veramente scritta da Di Maio in buona fede ma, avendo scarsa familiarità coi modi congiuntivo e condizionale, ha usato solo l’indicativo confondendo così i traduttori in russo!

Conclusione: sono molto curioso di scoprire se la valutazione della situazione militare sul campo di questi esperti che ho scovato in rete sia corretta. Ancora sui media tradizionale non sembra trasparire niente ma questo significa ben poco visto che la propaganda di guerra non è mai particolarmente oggettiva né rapida nel dare le cattive notizie…
Eppure io sono convinto che abbiano ragione: credo che infatti una mia ottima capacità sia quella di valutare istintivamente ma accuratamente le fonti; mi rendo infatti facilmente conto di qualsiasi incoerenza logica nelle loro argomentazioni, noto sempre se e come giustificano i loro ragionamenti o se, semplicemente, riportano “voci”. Mi pare poi di essere particolarmente bravo nel riconoscere le persone intelligenti che, quando non hanno motivo di mentire, in genere esprimono concetti a loro volta intelligenti.
Insomma raramente mi sbaglio: vediamo quindi stavolta come va: sarebbe “divertente” se io ci avessi visto giusto anche stavolta nonostante tutti i media occidentali dicano il contrario… se ho sbagliato invece lo ammetterò...

PS: si capisce che questo è un corto che mi è “sfuggito” di mano? Ciò che stavolta ha fatto saltare il banco è stata la menzione del video di Barbero

martedì 7 giugno 2022

Aggiornamento ucraino

Il mio precedente pezzo sulla guerra in Ucraina è stato Il parere degli esperti dello scorso 16 maggio.

In tale articolo spiegavo che mi rifiutavo di seguire qualsiasi notizia dei media tradizionali sulla guerra perché la consideravo pura propaganda e preferivo essere non informato piuttosto che disinformato. Quel giorno mi ero però imbattuto in alcuni articoli che mi erano parsi ben scritti da una persona che, almeno questa era la mia sensazione, sembrava sapere quello di cui scriveva: si trattava di una serie di articoli di Andrea Gaspardo che non starò qui a riassumere. In pochissime parole secondo Gaspardo la Russia, dopo degli errori iniziali, si preparava a conquistare metodicamente la regione del Donbass e che l’esercito ucraino era già allo stremo non essendo in grado di rimpiazzare le truppe perse. Insomma secondo Gaspardo le perdite russe non erano significative ed era solo questione di tempo prima che l’Ucraina fosse costretta ad ammettere la sconfitta.
Sempre nello stesso pezzo presentavo anche un articolo di David Rossi, un po’ più recente, che dava una visione completamente diversa: ovvero che i russi stavano subendo sconfitte molto gravi e che, anzi, l’esercito ucraino era passato a una controffensiva vincente…

Concludevo il mio pezzo molto salomonicamente scrivendo:
«Insomma comprensibilmente non vi è certezza sull’andamento della guerra neppure fra gli esperti. Personalmente però ho apprezzato molto i loro sforzi perché forniscono informazioni sostanzialmente filtrate dalla propaganda. Poi, umanamente, tutti abbiamo le nostre tendenze: mi è parso, per esempio, che il primo autore, nonostante diversi “sfortunatamente per noi” di circostanza, simpatizzi per i russi mentre l’altro mi è parso molto più entusiasta NATO. Ovviamente sono solo le mie sensazioni.

Comunque continuerò a seguire questo sito e, suppongo, riuscirò a capire quali siano gli autori più affidabili.»

In pratica che non sapevo chi avesse ragione dei due esperti ma che il tempo mi avrebbe dato la risposta. Da parte mia avrei continuato a seguire il sito DifesaOnline.com nella speranza di leggere altri aggiornamenti utili.

E così ho fatto…
Sfortunatamente Gaspardo non ha scritto altri articoli mentre Rossi ne ha pubblicati diversi sulla stessa linea di quello da me menzionato: ovvero “i russi ne stanno buscando”. Questi articoli però non mi avevano convinto, mi sembravano troppo entusiasti e filo-NATO e, di conseguenza, dubitavo della loro oggettività. Per questo non ne ho fatto menzione né qui sul ghiribizzo né su FB.

Stasera però , su un canale che seguo da pochi giorni, ho saputo delle notizie che, se confermate, sarebbero molto significative: la situazione dell’esercito ucraino nella zona del Donbass sta diventando disperata e si preannuncia una pesante sconfitta, forse decisiva.
In pratica le truppe ucraine, nonostante stessero venendo accerchiate, hanno “contrattaccato” infilandosi sempre più nella morsa russa: il motivo, sembrerebbe, è pura propaganda, ovvero mostrare come al 100° giorno di guerra l’Ucraina stesse attaccando…

Ah, dimenticavo, già giorni fa ho visto un altro video dove veniva data notizia di molti reparti ucraini che si arrendevano perché ormai allo sbando. Oggi ho visto altre conferme al riguardo.

Comunque ecco i video che, a mio avviso, sono molto istruttivi:
It's ALL starting to fall apart in Ukraine, and they can't stop it | Redacted with Clayton Morris dal canale Redacted
(in realtà questo non è il video che ho visto poche ore fa: quello che ho guardato io era in diretta e, suppongo, ora che la diretta è terminata non è ancora disponibile come video normale)
BREAKDOWN Of Ukrainian Forces In Donbas - Brian Berletic Of The New Atlas dal canale The Dive with Jackson Hinkle
Ukraine Is LOSING US SUPPORT - Brian Berletic Of The New Atlas dal canale The Dive with Jackson Hinkle

Soprattutto in questi ultimi due video è intervistato un esperto che mi sembra sappia quello che dice…

Siccome sono le 23:58 e inizio a essere stanco non starò a riassumere le numerose informazioni salienti di questi video (in generale in linea con quanto spiegato da Gaspardo) ma mi limiterò ad alcune riflessioni.

Se le notizie di queste ore si dimostrano corrette (ma nel frattempo ho visto moltiplicarsi le conferme) allora:
1. è evidente che tutta l’informazione occidentale, che io ho chiamato fin dal primo giorno “propaganda di guerra”, era nei fatti solo propaganda di guerra.
2. il senile Biden sembra aver sbagliato i calcoli nel senso che i suoi consiglieri, ovviamente a braccetto con le lobbi dell’industria bellica, lo avevano “consigliato” male. Risultato: inflazione in USA, crisi economica in Europa, disastro in Italia, vittoria non solo militare ma anche politica della Russia etc. (scusate: causa ora tarda non riesco a essere analitico ed esaustivo ma sicuramente ci saranno altri punti da aggiungere a questa lista come, per esempio, spingere la Russia fra le braccia della Cina)
3. ho trovato notizie decenti sulla situazione in Ucraina solo su canali americani: il motivo è che se canali non americani si azzardassero a dire le stesse cose sarebbero immediatamente censurati ma se il canale è americano anche i giganti della rete devono andarci con i piedi di piombo per non rischiare richieste di danni milionarie. Questa disparità di trattamento è possibile anche perché né i singoli stati europei né tantomeno la UE si preoccupano di proteggere la libertà d’espressione dei propri cittadini: anzi probabilmente sono complici interessati della censura.
4. mi aveva sorpreso nei gironi scorsi la notizia che la Russia stava spedendo al fronte dei carrarmati vecchissimi, chiaramente obsoleti. Adesso ho avuto l’intuizione che, forse, sono stati usati per far sprecare armi anticarro agli ucraini (e magari localizzare ed eliminare le truppe che usavano tali dispositivi) o addirittura lasciati sul campo per simulare una ritirata disperata e precipitosa...

Conclusione: sicuramente già nei prossimi gironi ne sapremo di più e anche i nostri media bugiardi dovranno ammettere qualcosa...

lunedì 6 giugno 2022

Ratifica a fatica

È quasi imbarazzante: come ho già scritto in Ipocrisia politica, ogni volta che apro “The framers’ coup” di Klarman sento l’impulso di scriverci sopra un pezzo qui sul ghiribizzo.

È che l’analisi spassionata della politica di fine XVIII secolo è ancora attualissima senza considerare le analogie, o meglio le diversità, con l’UE. La politica infatti è sempre la stessa ma analizzare quella attuale è impossibile: gli interessi in gioco sono troppi ed è possibile conoscere solo le dichiarazioni ufficiali e poco più. Invece di questi politici del XVIII ormai sappiamo “tutto” nel senso che siamo a conoscenza anche della corrispondenza privata, ovvero di quello che pensavano veramente che, spesso, è l’opposto di quanto dichiarato pubblicamente.

Oggi non ho fatto in tempo a leggere mezza pagina, forse un terzo, e ho appuntato a margine ben tre “B” cerchiate: ovvero tre spunti per il “blog”…

Invece di cercare di sintetizzare le parole dell’autore credo sia più pratico tradurre direttamente i passaggi interessanti e poi commentarli.

1. «Un dibattito pubblico sulla Costituzione, caratterizzato dalla partecipazione di massa, non era qualcosa che i Federalisti si auspicassero. La maggior parte di questi era d’accordo con quanto affermato privatamente da Madison: “ci sono argomenti per i quali le capacità del grosso della popolazione non sono distribuite egualmente, e in base a queste essi devono e saranno governati da coloro che invece ne sono ben edotti. La Costituzione proposta rientra fra questi argomenti.”» (*1)

La frase, espressa in un inglese abbastanza indiretto (e non facile da tradurre!), è chiara: certi argomenti sono troppo complessi per il grosso della popolazione che quindi deve essere guidata e diretta da chi invece meglio li conosce e comprende.
Che dire, a volte su questioni molto tecniche o complesse questo può essere anche vero: altre volte però si tratta di una bugia in cui i potenti fingono di credere per giustificare verso se stessi la manipolazione della popolazione. È la logica del fine che giustifica i mezzi; è quello che si dice il politico o il giornalista per giustificare la propria menzogna perché “la verità sarebbe male interpretata dalla popolazione”.
Mi pare una logica oggi più attuale che mai: anzi adesso la maggior parte dei potenti mente in malafede, ovvero non illudendosi di fare comunque il bene della popolazione ma, anzi, sapendo scientemente di operare per il male.

2. «Comunque, dati gli ampi diritti di voto già esistenti nei vari stati, i Federalisti non avevano scelta che appellarsi alla popolazione per la ratifica della Costituzione. Ironicamente, essi furono obbligati a chiedere al comune americano di ratificare una costituzione della quale uno degli scopi principali era proprio quella di imbrigliare l’influenza dell’opinione pubblica sul governo.» (*2)

Come ho già spiegato molto spesso le costituzioni delle diverse ex colonie, scritte sull’entusiasmo libertario nato dalla vittoria nella guerra di indipendenza dal Regno Unito erano molto più democratiche: circoscrizioni piccole (relativamente pochi elettori per parlamentare); potere di indirizzo (ovvero possibilità di obbligare il proprio rappresentante a votare in modo specifico su date questioni, possibilità di rimuoverlo dall’incarico, elezioni frequentissime (tipo ogni anno) e altre caratteristiche che al momento, a memoria, mi sfuggono. In almeno uno stato poi anche le donne avevano diritto al voto…
Gli americani quindi non avrebbero accettato l’imposizione di una Costituzione da loro non votata.
In questo caso è interessante il raffronto con l’Europa: solo pochissimi stati, se ben ricordo, hanno fatto ratificare alla propria popolazione la “costituzione europea” il cui principale difetto, come ho scritto altrove, è di essere praticamente priva di democrazia: gli europei possono infatti eleggere solo il parlamento europeo (che si limita a ratificare quanto stabilito dal Consiglio Europeo e a statuire le proposte delle lobbi per tutelare i propri interessi), in circoscrizioni amplissime e ogni 5 anni…

3. «Sebbene i Federalisti non stravedessero per il voto di ratifica, essi godevano di un buon numero di vantaggi: una suddivisione non equa dell’elettorato (“malapportionment”) a proprio favore in alcune conferenze, il fatto che molte conferenze erano tenute in città costiere, la relativa facilità con cui i Federalisti potevano organizzare i propri sostenitori, i quotidiani in loro favore, la divisione di opinioni sulla ratificazioni per classe sociale e istruzione, e l’Articolo VII della Costituzione (descritto in seguito nel capitolo). Alcuni di questi vantaggi erano stati progettati dai Federalisti – per esempio il fatto che la ratifica, come stabilito dall’Articolo VII, sarebbe stata stabilita da speciali conferenze invece che dai governi statali o tramite referendum.» (*3)

Molte di questi elementi sono già chiari: aggiungo che i Federalisti erano forti nelle città costiere e più deboli nelle zone rurali: organizzare quindi le conferenze in tali città facilitava la partecipazione dei Federalisti a scapito degli Antifederalisti. Analogamente nei governi dei diversi stati la popolazione era rappresentata in maniera più equilibrata e lo stesso sarebbe accaduto organizzando dei referendum veri e propri. Intendiamoci storia vecchia anche ai tempi della Repubblica Romana accadeva qualcosa di analogo: rimando al pezzo Ultimisstoria 7 del maggio 2016 dove parlo dell’articolo “Nell'antica Roma voto all'americana” (*4)

Nel prosieguo del capitolo tutti questi elementi verranno approfonditi con cura ma credo di aver già capito le problematiche principali in parte già anticipate qua e là.

Quello che il comune lettore dovrebbe comprendere dalla lettura di questo mio pezzo è di quanto, oggi forse più che mai, la politica non faccia i suoi interessi ma quelli dei potenti di turno.
Illudersi che non sia così, che la parte al potere non abbia vantaggi o che addirittura non se nei crei, che i media non siano di parte, non è più da ingenui ma da stupidi.

Conclusione: le libertà costituzionali cancellate con la scusa della pandemia e la guerra assurda in Ucraina dovrebbero aver aperto gli occhi a tutti coloro che hanno un minimo di buon senso. Ma non mi illudo: chi si allatta quotidianamente alla tetta siliconata della propaganda di stato succhia un latte che è un dolce nepente a cui è facile assuefarsi (*5)…

Nota (*1): mia traduzione tratta da “The framers’ coup” di Michael J. Klarman, (E.) Oxford University Press, 2016, pag. 405-406.
Nota (*2): ibidem, pag. 406.
Nota (*3): ibidem, pag. 406.
Nota (*4): che memoria, eh?!
Nota (*5): ;-)

domenica 5 giugno 2022

Bartezzaghi è morto!

Stamani ho scoperto che Bartezzaghi è morto da circa trent’anni!
Lo ricorda questo articolo (a pagamento): “Bartezzaghi era un modo di dire, ma mio padre restava umile. È morto da 30 anni, parliamo ancora attraverso le parole crociate” di Silvia Renda su HuffingtonPost.it
Certo che aveva legato il suo nome a quello di “cruciverba difficile”: suppongo fosse una bella soddisfazione.
A me non sono mai riusciti i suoi cruciverba ma mio padre li risolveva regolarmente senza troppe difficoltà.

Ho comprato un nuovo filo per il decespugliatore e mi è cambiata la vita. Il vecchio filo si consumava molto rapidamente e bastava colpire un rametto, anche piccolissimo, che subito si spezzava. Il risultato è che dovevo prestare una grande attenzione al taglio per evitare di colpire ostacoli imprevisti che mi avrebbero costretto a fermarmi per allungare il filo (e magari tagliarne una parte se si era spezzata una sola estremità). Mi occorreva più tempo, mi stancavo di più, facevo un lavoro peggiore (erba più alta) e mi stressavo enormemente…
Adesso è una meraviglia: il nuovo filo praticamente non si consuma per niente e trancia anche i rametti senza problemi o, nel caso peggiore, li lancia via….

Il gran caldo inizia a farsi sentire anche da me… beh, appena appena…
Adesso (ore 9:00) ho 22,5° in camera per colpa del calcolatore praticamente sempre acceso: 21,5° nelle altre stanze al piano di sopra.
Questo grazie alla mia “sapiente” gestione dell’apertura/chiusura finestre: altrimenti ci sarebbe facilmente un grado in più…

Un indicatore piuttosto atipico del mio livello di stress è dato dalle statistiche di Anki: in particolare ve ne è una che mostra i giorni in cui ho adoperato il programma oppure no.
Per qualche motivo, probabilmente a causa di un salto di versione (io aggiorno molto raramente questo programma) mi ha perso i dati vecchi. Comunque, fidatevi, la mia norma era usare Anki circa 6 giorni su 7: il settimo giorno tipicamente facevo qualcosa di diverso dal solito al mattino che scombussolava le mie abitudini e poi dimenticavo di esercitarmi per il resto della giornata.
I dati del grafico qui partono a maggio-giugno 2021 e si vede che resto tranquillo fino a luglio, qualche giorno di tensione e poi mi rinormalizzo ad agosto. A settembre c’è un nuovo peggioramento da cui non recupero più completamente. A dicembre un altro peggioramento e da inizio marzo inizia il periodo peggiore. Recentemente, a occhio un mese e mezzo, ho poi ritrovato un minimo di normalità.

Qualche giorno fa avrei voluto scrivere un pezzo, magari un corto, ma non ne ho avuto voglia perché mi avrebbe messo troppo di malumore.
Era il giorno in cui l’UE ha approvato le sanzioni sul gas/petrolio alla Russia col risultato di ottenere un immediato balzo dei prezzi dei carburanti (che portano a rimorchio l’inflazione). Ovviamente per mettere “in ginocchio” la Russia che, semplicemente, venderà ad altri queste fondamentali materie prime. L’UE è come il marito che, per fare dispetto alla moglie, si taglia le gonadi.
Avrei voluto trovare una foto qualunque di una riunione europea, con tanto di Von der Leyen a fare da hostess e gli altri politici, tutti perfettamente azzimati e con sorriso falso a 32 denti: l’avrei sottotitolata: “Gli ebetini colpiscono ancora…” oppure “Ecco i bravi…” o roba di questo genere…

Che poi le conseguenze per l’economia europea, e italiana in particolare, sarebbero state gravissime mi era stato subito evidente: lo scrivo in questo corto, Fine dell’Italia, del 27 febbraio:
«[…] lo tsunami di povertà che ci attende è stato cercato e voluto. Sarebbe bastato dare una conferma scritta alla Russia che l’Ucraina non avrebbe mai fatto parte della NATO. Ma invece Biden (l’UE è comunque al suo guinzaglio) ha deciso che era meglio sacrificare l’Europa e i suoi cittadini (oltre che l’Ucraina).

Il succo però è che dell’Italia rimarrà poco o niente. Non credo che fra un anno riconosceremo il nostro paese. Incapaci e traditori ci porteranno al disastro e ci seppelliranno. Amen.»
E io di geopolitica non ci capisco nulla: avevo semplicemente fatto 2 + 2...

Nei giorni scorsi ho visto molti video di Chomsky sulla questione ucraina: non sorprendentemente quel cretino di Chomsky la pensa come me. Guerra evitabilissima, pericolo folle di guerra nucleare ed estinzione del genere umano, Ucraina sacrificata per interessi USA, Europa sacrificata per interessi USA etc…
L’unica differenza di pensiero è che lui considera comunque Trump peggio di Biden (che comunque ritiene affetto da problemi senili) senza rendersi conto dell’antinomia logica visto che è Biden che sta portando il mondo sull’orlo del baratro e non Trump! Vabbè… a me il modo di pensare di Chomsky in questo caso pare esattamente analogo alla fissazione di chi era contro Berlusconi a prescindere e ha chiuso gli occhi sul fatto che l’opera di distruzione sistematica dell’Italia è iniziata dal governo Monti in poi… Ma Berlusconi era il “demonio” quindi meglio qualsiasi altra spazzatura…

Ecco, volendo disperatamente cercare qualcosa di positivo in questa vicenda folle è capire quante siano divenute, percentualmente, le persone che si rendono conto che la democrazia in Italia, e in misura variabile anche negli altri paesi europei, è divenuta una farsa. Ovvero che la democrazia non è il governo del popolo ma, semmai, contro il popolo.
Quante sono percentualmente le persone, nonostante una propaganda anti russa che oltrepassa il ridicolo, favorevoli alla guerra, al sostegno dell’Ucraina a tutti i costi, al rischio di conflitto nucleare, a mandare a catafascio l’economia, delle sanzioni che fanno dieci volte più male a noi che alla Russia?
Io credo poche ma è difficile capirlo dato che i sondaggi ufficiali non sono di certo affidabili: ipotizzo così un 25% dato che su FB, nonostante il campione molto basso di amici/conoscenti, c’è soltanto una persona che pervicacemente mette bandierine ucraine in quasi tutti i suoi commenti…

Io credo/spero vi sia ormai un 50% di persone che si rendano conto che la democrazia in Italia è ormai completamente saltata: con TUTTI i partiti egualmente complici e traditori del popolo italiano.

Conclusione: W Bartezzaghi!